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Il PD sono anch’io: confronto dibattito con i segretari dei comuni dell’area metropolitana

22 aprile 2014

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Il Giardino di BOH: una nuova area per cani a Campi Bisenzio inaugurazione sabato 22 marzo ore 11.30

18 marzo 2014

Sabato 22 marzo alle ore 11.30 verrà inaugurato “il giardino di Boh” nuova area per cani a Campi Bisenzio, nei giardini di via della Repubblica. Interverranno il sindaco Emiliano Fossi e l’Assessore Riccardo Nucciotti.
Il giardino è intitolato al cocker morto il 25 marzo 2013 dopo essere stato abbandonato. Il cane era stato prima ferito, nel tentativo di estrarre il microchip, poi chiuso in un bustone di plastica e gettato ancora vivo nel cassonetto della spazzatura.

Apertura del Centro Storico di Campi: verranno consegnate le 50 firme per la richiesta di referendum

21 settembre 2013

Con un breve messaggio, Nadia Conti informa che Fulvio e Sandro, i referenti del Comitato per il Centro Storico consegneranno al Segretario comunale le oltre 50 firme raccolte e già autenticate per richiedere la consultazione popolare sulla decisione del Sindaco e dalla Giunta, di riaprire l’area pedonale del Centro Storico di Campi Bisenzio. L’appuntamento è stato concesso, per il giorno martedì 24 settembre alle ore 18.00, seguiranno ulteriori notizie in merito.

Gandola PDL: area abusiva a San Donnino sequestrata, l’esempio di una buona politica del PDL

17 settembre 2013

Questa mattina – dichiara il Capogruppo del Popolo della Libertà di Campi Bisenzio Dott. Paolo Gandola – sono venuto a conoscenza che la polizia municipale si è recata presso il terreno agricolo vincolato da tempo occupato abusivamente e sul quale insistevano tre camper e varie baracche totalmente abusive degradando una zona di assoluto pregio nelle vicinanze del Parco Chico Mendes. Per tali motivo, mi sono immediatamente recato sul posto dove ho potuto accertare l’effettiva presenza della pattuglia della Polizia Municipale di Campi che era sul posto per notificare il sequestro giudiziario di tutta l’area richiesto dalla Procura della Repubblica.
Attualmente sulla porzione di terreno non era presente nessuno degli occupanti e la grande baracca in legno risultava abbattuta. Nel terreno era altresì presente solo uno dei tre camper fino a pochi giorni fa presenti.
“Siamo assolutamente e pienamente soddisfatti, continua Gandola. Questo è l’ennesimo esempio di come il Popolo della Libertà di Campi sia veramente dalla parte delle gente e operi con abnegazione per risolvere le loro istanze. Invero, dopo essere stato informato dai cittadini stessi della questione mi ero immediatamente attivato e portato alla conoscenza della stampa la gravissima situazione che da Ottobre gli abitanti di Via Trento erano costretti a subire. A nome del PDL, continua Gandola, avevo predisposto una idonea interrogazione al Sindaco sul tema che è stato posta in discussione per il Consiglio Comunale di domani. Accerteremo, così, in Consiglio Comunale, come effettivamente si sono svolti i fatti. Ciò che è certo è che dopo mesi e mesi di silenzio nonostante l’opera dei cittadini volta a portare la questione alla conoscenza degli organi Istituzionali solo l’intervento del Popolo della Libertà di Campi ha effettivamente consentito lo sblocco dell’annosa situazione che costitutiva un danno ai tanti cittadini di San Donnino e danneggiava tutta la Città di Campi.

ControComune: “I Gigli” – Comune: tutto pronto per lo scambio

5 luglio 2013

Ritorno a proporre un post di ControComune e stavolta lo faccio con uno del 5 giugno scorso, affrontando il rapporto Gigli (centro commerciale)-Comune di Campi sull’aumento dell’area da destinare a parcheggio per il centro a scapito dell’area verde antistante ad esso. Una situazione che non è certamente passata inosservata ai due blogger di Contro Comune che con una trasposizione molto precisa di alcuni fatti, atti e dichiarazioni, vuole porre il lettore di fronte ad alcuni interrogativi sulle scelte operate dall’amministrazione e dal consiglio comunale. Ecco il post .. a voi e solo a voi, naturalmente, le considerazioni ..

Il compleanno dei Gigli è stato festeggiato con il neosindaco Emiliano Fossi. Guardando le foto della festa mi è tornato in mente tutto ciò:
Vi rendo noto l’ “Auto-regalo” che i Gigli si sono fatti approvare dal Consiglio Comunale campigiano nella “DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N. 63 DEL 11/04/2013″ con:
Voti favorevoli n. 17 (Tesi, Fedi, Chini, Bacci, Corsini, Galletti, Murgia, Paolieri, Roso, Ballerini, Colzi, Federighi, Iocca, Otranto, Ricci, Porcu, Romolini)
Voti contrari n. 2 (Targetti, Esposito)
Consiglieri astenuti n. 5 (Viti, Bresci, Campagni, Gandola, Valerio)

L’oggetto della discussione è la “diminuzione delle aree a verde pubblico e l’aumento di quelle a parcheggio pubblico”.
“L’area oggetto del presente provvedimento, di proprietà del Comune di Campi Bisenzio, è la striscia di terreno di circa mq 22.160 mq,
ricompresa fra il torrente Marinella e via Parco della Marinella, attualmente attrezzata a verde”
“il versamento nelle casse comunali, al momento della stipula della convenzione, di una somma
per a € 400.000.00, in una unica soluzione, quale contributo per la gestione complessiva del territorio comunale.”
Traduzione in italiano: “I Gigli” daranno dei soldi al Comune di Campi Bisenzio se questo gli farà costruire in 22.160mq circa, dei parcheggi (in Consiglio si è parlato di 400 parcheggi) in più nell’area del parco della Marinella che adesso risulta come verde pubblico.
“messa a dimora di alberature” –> In cambio faranno anche piantare qualche albero (in Consiglio non si è specificato chi li curerà una volta piantati)
Alcuni estratti delle dichiarazioni fatte dai Consiglieri Comunali presenti:
Paolieri: … non vedo il danno ambientale visto che si piantano 200 alberi …
Bacci: … non vedo il problema di togliere un pezzetto di terra per fare qualche parcheggio … Ne risentirei con la mia coscienza se una mamma col suo bambino alla mano facesse un incidente per arrivare a “I Gigli” …
Tesi: … non vedo niente di preoccupante a dare a “I Gigli” 400 parcheggi in più in cambio di soldi, dato che il terreno resterà di utilità pubblica …
Un ringraziamento speciale va alla velina bionda che nel suo discorso di apertura confessa che “tre ore fa io ero decisamente a letto con un’amica, mi chiamano e mi dicono che devo andare a Firenze” e a “Piana Notizie” che ha ripreso l’evento e ha messo il video su youtube, quindi, per ringraziarli, pubblico lo screen-shot del loro sito (dove la scritta “Piana Notizie” è circondata dallo stemma de “I Gigli”.
www.controcomune.it
Fonti:
www.piananotizie.it/il-sindaco-fossi-al-compleanno-dei-gigli-foto-gallery-e-video/
www.comune.campi-bisenzio.fi.it/flex/atti/cc/2013/00010204_01_00131834.pdf
Le dichiarazioni dei Consiglieri Comunali sono sbobinature prese personalmente
La confessione della velina bionda

Ancora “Autocertification-Day”; MenteLocale riprende la vicenda dell’area ex-Tintoria Firenze

2 novembre 2012

MenteLocale ritorna implacabilmente, sul tema dell’area ex-tintoria Firenze, dopo le affermazioni del Sindaco Chini ed ad un mese esatto dal primo articolo “Autocertification-Day”. Precisazioni ed una tirata di orecchie anche alle varie forze politiche campigiane (nuove e vecchie), che non hanno minimamente cercato più chiarezza su questa preoccupante vicenda.

Torniamo a gracidare sul tema della Day-Spa e sulle vicende giudiziarie che stanno interessando questo progetto con un po’ di ritardo rispetto al nostro primo intervento dal titolo Autocertification-Day, al quale rimandiamo per la ricostruzione puntuale della vicenda.
Non per scarsa volontà, né per eccessiva sottovalutazione dell’accaduto; ma semplicemente perché ci aspettavamo, dopo l’intervento del sindaco Chini su Metropoli dello scorso 5 ottobre, che altri soggetti esprimessero la loro opinione in merito.
Magari che lo facesse qualcuno/a tra i candidati che in queste ultime settimane si sono esposti al pubblico ludibrio come rappresentanti del nuovo nell’agone politico campigiano, in prospettiva delle ormai prossime elezioni amministrative, o che qualche altro/a rappresentante delle vecchie forze politiche di opposizione decidesse di rompere un pluriennale atteggiamento di silenzio-assenso.
Ma evidentemente sono tutti in altre faccende affaccendati e non hanno ritenuto opportuno o interessante affrontare l’argomento.
Vorrà dire che toccherà a noi precisare un paio di punti importanti della questione che non sono stati chiariti nella citata intervista.
Punto primo
Dalla lettura della ricostruzione molto puntigliosa che il sindaco fa della vicenda viene fuori una sorta di dubbio sulla effettiva esistenza dell’azione giudiziaria aperta nei confronti dei responsabili della bonifica dei terreni su cui dovrà sorgere la Day-Spa. Secondo il sindaco, impegnato in tutta una serie di asserzioni rivolte a dimostrare la pericolosità della proprietà transitiva, siccome il Comune di Campi Bisenzio non ha ricevuto comunicazioni da parte della Procura fiorentina, dopo la visita del 22 agosto  scorso agli uffici di Edilizia privata per acquisire la documentazione, allora “non risulta agli atti … alcuna comunicazione della Procura della Repubblica riguardante l’imposizione del sequestro giudiziario dell’area interessata”. E qui il lettore – anche quello poco disincantato – capisce che o il sindaco intende negare l’esistenza dell’azione giudiziaria o, semplicemente, cerca di fare un po’ di confusione sul grave episodio.
Ma, anche se i nostri amministratori non lo sanno o fanno finta di non saperlo, le “cose” giudiziare non funzionano con la logica tarocca della proprietà transitiva à la Chini. Infatti la Procura non è tenuta a dare notizia a terzi estranei degli avvenuti sequestri. Se proprio si voleva essere sicuri dell’avvenuto sequestro giudiziario dell’area bastava usare l’ufficio legale del Comune e commissionare una telefonatina in Procura. Visti i trascorsi burrascosi di questo ente e gli inevitabili canali che si sono creati nel tempo con la magistratura fiorentina e con i suoi apparati pensiamo che, così facendo, sarebbe stato piuttosto semplice ottenere un’informazione più attendibile. Suggerire addirittura che sarebbe bastato al sindaco o ai suoi assessori fare una breve gita fuori porta per visionare gli espliciti cartelli di sigillo penale apposti agli ingressi dell’area, temiamo sarebbe offendere la loro intelligenza e sensibilità; pertanto ci asteniamo dal farlo.
Punto secondo
Per essere una intervista che promette fin dai titoli di far chiarezza su tutta la vicenda, questo lodevole intervento di Metropoli manca purtroppo della polpa. Con tutta la chiarezza che si auspicava, la gentile giornalista si è purtroppo  dimenticata di chiedere al Sindaco quella che è risultata, dal punto di vista del Comune, la parte più controversa di tutta la questione.
Ci permettiamo pertanto di suggerire al coraggioso/a giornalista di Metropoli che condurrà la prossima intervista a Chini, di porre le seguenti domande:
– se la legge, come ha tenuto a ricordare il sindaco nell’intervista, prevede passaggi obbligati da parte di precisi organi di controllo sovracomunali (Provincia di Firenze, Arpat, ASL e chi più ne ha più ne metta ) per il controllo della bonifica, e quindi tempi tecnici inevitabili, a quale ratio rispondeva la concessione da parte del Comune dell’ autocertificazione?
– se non fosse intervenuto il passo della Procura, preso atto dell’autocertificazione da parte dell’impresa responsabile della bonifica, il Comune avrebbe potuto concedere il Permesso a costruire? E se questo atto non fosse stato possibile, a cosa sarebbe servita la concessione dell’autocertificazione?
Uno speciale ringraziamento al reporter che si farà carico di tanta sfrontatezza, visto che quando le domande le facciamo noi il Chini non risponde.

Tu chiamala se vuoi…Area metropolitana: le proposte di sviluppo del PD di Campi Bisenzio

29 febbraio 2012

Ricevo e pubblico integralmente da parte del PD di Campi Bisenzio:

La svolta imposta da Napolitano fissa la novità più significativa dell’attuale momento storico italiano. Alle dinamiche che stanno segnando e segneranno gli assetti politici del Paese, si aggiungono le spinte impresse su materie quali conti pubblici, lavoro, commercio, professioni. Tra le altre priorità che il Governo sta affrontando, una più di altre pensiamo debba essere gestita fin da ora dai territori. La volontà di procedere a una progressiva razionalizzazione della spesa per l’apparato pubblico e alla semplificazione della burocrazia, impongono a chi amministra, di giungere in tempi rapidi a definire quella cornice che alcuni chiamano Città Metropolitana, altri Area Metropolitana o SuperProvincia, ampliandone le funzioni ai territori di Prato e Pistoia. Riteniamo che tale prospettiva rappresenti la sfida presente e futura più stringente per le forze politiche dell’area. Non possiamo permetterci tuttavia che questa operazione, già impegnativa, si riduca soltanto a definire statuti, funzioni e reimpiego del personale di Province e altri organismi soppressi o ridotti.
Vogliamo invece che il PD sia protagonista di una svolta che dia un segno concreto di che cosa si va a creare. A noi pare che buona parte del dibattito di questi anni, dica già di un insieme di territori che superano le proprie specificità per dare le stesse risposte a cittadini che abitano a pochi km di distanza. La gestione associata di alcuni servizi a rilevanza pubblica e il dibattito sorto attorno ai temi del commercio, dell’accoglienza turistica, della sicurezza idraulica, del ciclo dei rifiuti fissato in un piano per l’appunto interprovinciale, per non dire dell’animosa discussione sullo sviluppo aeroportuale toscano, ci dicono che amministratori e forze politiche ragionano e deliberano già sulla base di un quadro di riferimento più ampio del confine comunale o provinciale. Tutto ciò è positivo e va a merito di chi ha amministrato queste zone per tanto tempo. Non solo perché  anticipa un dibattito oggi forzatamente attuale, ma anche perché ha iniziato a far toccare con mano ai cittadini e alle categorie economiche l’importanza di un approccio più ampio a problemi e servizi che non possono più essere ridotti e risolti nel giro di pochi km quadrati.
Un grande nodo tuttavia rimane e pensiamo debba essere affrontato in maniera diversa da come è stato finora. Le infrastrutture volte alla mobilità sono percepite come il problema maggiore (insieme al problema dell’occupazione) di un’area vasta ad alta concentrazione demografica, se consideriamo che tra le 3 province abitano oltre 1 milioni di abitanti. Il servizio pubblico in materia di trasporti è inadeguato all’utenza di quest’area. La Tramvia è stata la novità più gradita e importante degli ultimi anni, ma offre una risposta ad oggi connessa a poche municipalità. La prevalenza dei collegamenti di zona è riservata alla gomma e ben sappiamo cosa questo comporti in termini di code su autostrade e circonvallazioni, ritardi costanti, valori eccessivi di Pm10, accessibilità ai centri storici, tempi biblici per arrivare a Firenze dall’hinterland. Tutto ciò mentre è invece normale spendere 40 euro e meno di 2 ore per un Pisa-Londra in aereo o in un’ora poco più farsi Firenze-Roma in Frecciarossa. Questo è un paradosso che la nostra area vive e che invece dovrebbe essere una delle carte più concrete da giocare sulle nuove istituzioni che sorgeranno.
Molti dei progetti attualmente previsti (bretella Prato-Signa, terza corsia dell’A11, ampliamento della tratta Barberino-Incisa, completamento della Mezzana-Perfetti-Ricasoli, ridefinizione della Fi-Pi-Li), confermano invece la tendenza a dare una risposta al traffico su gomma. Una risposta che serve dare, ma che non può escludere l’idea di una o più tramvie che non si fermino a Peretola, Scandicci e Careggi, ma offrano un collegamento di qualità tra Firenze, la Piana e Prato, rendendo la nostra area metropolitana simile a quella delle maggiori città europee e mondiali. Tra l’altro, tale prospettiva può rappresentare l’elemento di maggiore spinta alla valorizzazione del nostro territorio, spesso limitato dal conflitto tra una Firenze salotto ma poco accessibile da fuori e una Piana vocata soltanto allo sviluppo industriale e commerciale, spesso misconosciuta dai milioni di turisti che affollano il capoluogo. La programmazione urbanistica regionale in tema di Parco della Piana ma anche dello stesso aeroporto, comunque si concludano queste partite, implica già l’esigenza di raccordare meglio l’area. Sarebbe un vantaggio per chi ci vive e per chi vi soggiorna, considerando che il settore accoglienza, turistica e non, è ormai realtà affermata ben oltre i confini di Firenze, se consideriamo l’utenza legata al settore business tra la Piana e Prato, la nascita di qualificati poli sanitari a Campi e Sesto, e la presenza di strutture ricettive finalizzate anche al turismo fiorentino, ben attrezzate e assolutamente concorrenziali.
Le Proposte di sviluppo:
Valutare l’ipotesi di una tramvia che come percorso iniziale preveda l’estensione della Linea 2 dall’aeroporto di Peretola, proseguendo per il Polo scientifico di Sesto Fiorentino ed arrivi all’area industriale dei Gigli, al confine tra Campi Bisenzio e Calenzano.
Una tratta importante anche per valorizzare il cuore del Parco della Piana e del tessuto economico dei comuni dell’area fiorentina, su una direttrice ideale a collegare in un secondo tempo Prato.

I parchi d’estate a Campi Bisenzio per passare qualche ora all’aria aperta

20 luglio 2011

A parte questa parentesi autunnale è arrivata la bella stagione e con l’estate è arrivata anche la voglia di stare all’aria aperta, di passeggiare in parchi ombrosi, di muoversi la sera per andare a cercare un po’ di fresco e passare qualche ora in compagnia, meglio se a due passi da casa. A Campi sono i giardini delle frazioni il centro della vita sociale, grazie anche alle iniziative promosse dalle associazioni, ma nei prossimi due mesi l’area verde più frequentata sarà indubbiamente il Parco di Villa Montalvo. Sul blog potrete trovare tutte le iniziative estive, tuttavia voglio segnalare tutti i parchi presenti sul nostro territorio  che val la pena di scoprire per chi ancora non li conosce.
Parco di Villa Montalvo, sempre aperto che per le opportunità che offre è ormai un punto di riferimento per tutta la Piana fiorentina. Attrezzature e i percorsi vita ottimali per la pratica di attività sportive di base a livello amatoriale, viali e prati che invitano a lunghe passeggiate ed una parte del parco, vicina a Villa Montalvo, attrezzata con giochi per i bambini. La sera poi non c’è che l’imbarazzo della scelta: tutte le sere ballo liscio nel padiglione coperto, cinema di qualità nel giardino storico della Limonaia, lunghe passeggiate… con sosta sulle panchine lungo la Ragnaia.
Il parco Chico Mendes. Il parco, inaugurato nel settembre 2000, è una delle aree della Piana fiorentina di maggior pregio ambientale e ornitologico con i suoi laghetti, alcuni habitat vegetali tipici delle zone umide, il bosco, il cespuglieto. Attraverso sentieri è possibile accedere a buona parte del parco e solo alcune aree dei laghetti sono volutamente poco accessibili in modo da lasciare delle zone “non disturbate” dove permettere la nidificazione e la sosta degli uccelli acquatici. Cartelli informativi collocati lungo i percorsi guidano i visitatori alla scoperta del parco e comode panchine consentono non solo di riposare ma di godersi gli scorci migliori. La gestione del parco è stata affidata dal Comune al Circolo Culturale Ricreativo e Sportivo San Donnino. Nel periodo estivo il parco è aperto nei giorni feriali dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 20; nei giorni festivi dalle ore 9 alle 20. Per prenotare visite guidate telefonare all’Associazione Ricreativa Culturale e Oasi verdi a due passi da casa Sportiva Sandonninese tel. 055 8962039
Il parco fluviale del Marinella. Questo parco, sempre aperto, si estende dal corso del torrente Marinella fino al parcheggio del centro commerciale I Gigli ed offre un percorso vita con attrezzature ginniche per l’attività motoria, un gazebo, panchine e sentieri ciclabili e consente quindi a chi lo frequenta di alternare momenti di completo relax all’attività fisica. Una passerella in legno lo collega al parcheggio del centro commerciale e consente a pedoni e ciclisti il passaggio dall’uno all’altro in tutta sicurezza.
Dalla Rocca Strozzi al parco di Fornello. L’area verde della Rocca Strozzi costituisce un tassello del parco pubblico lungo l’asse del Bisenzio che nascerà nei prossimi anni e che si snoderà lungo gli argini da Capalle a San Piero a Ponti. Già adesso comunque il Consorzio di bonifica dell’Area fiorentina, in base ad una convenzione stipulata con il Comune di Campi Bisenzio, provvede periodicamente allo sfalcio degli argini e sono molti i campigiani che hanno scoperto com’è piacevole passeggiare lungo l’argine partendo dalla Rocca fino al parco di Fornello.
Il lago Paradiso. Immerso in quattro ettari di verde, nei pressi del centro commerciale de I Gigli, il lago Paradiso è il punto di ritrovo per gli appassionati di pesca campigiani, ma anche per quanti vogliono trascorrere qualche ora all’ombra in un parco attrezzato con panchine e tavoli. La gestione dell’area è stata affidata dal Comune all’associazione Gruppo Pesca Campi, la cui sede, una struttura di circa 150 metri quadri in legno offre anche un servizio bar. Il laghetto destinato alla pesca sportiva, è popolato da molte specie ittiche: carpe, carassi, anguille, qualche tinca e gli amur (carpe erbivore) introdotte per mantenere sotto controllo le fioriture algali. Nel periodo estivo il parco è aperto dalle ore 7.30 alle 19.30 tutti i giorni, eccetto il lunedì mattina, giorno in cui il parco resta chiuso. Per informazioni Gruppo Pesca Campi Bisenzio via Pantano cell. 338 6841345

Sabato 14 maggio 2011 ore 16.30 inaugurazione area naturale di San Donnino

13 maggio 2011

Sabato 14 maggio 2011 ore 16.30 presso le casse di laminazione con ingresso da via San Jacopo si terrà l’inaugurazione dell’area naturale di San Donnino. L’acqua, la natura, il parco, la città. La cerimonia di inaugurazione inizierà alle ore 16.30 con il taglio del nastro, alle ore 16.45 dimostrazione di manutenzione da parte del personale del Consorzio di Bonifica ed a seguire dalle ore 17 visita guidata dell’Oasi WWF a cura di Carlo Scoccianti.
Per i ragazzi dalle ore 17, animazione con giocolieri, aquiloni e palloncini, fettunta per tutti offerta dal Circolo Arci San Donnino.
Sarà presente durante il pomeriggio uno stand del Consorzio nel quale si potrà prendere visione della storia delle casse di espansione e del loro sviluppo.
Interverranno: Adriano Chini – Sindaco di Campi Bisenzio, Andrea Barducci – Presidente della Provincia di Firenze, Massimo Gargano – Presidente ANBI (Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni)  e Marco Bottino – Presidente Consorzio di Bonifica Area Fiorentina. Pieghevole della manifestazione (1.57 MB)

L'area naturale di San Donnino

Osservazioni dell’Arch. Simone Larini su RIFIUTI e IMPIANTI nell’area metropolitana FI/PT

28 marzo 2011

Riapro la settimana con il tema “Rifiuti e impianti necessari nell’area metropolitana Firenze/Pistoia” perchè in tal senso esiste un ulteriore contributo dell’architetto Simone Larini, autore di una dozzina di Piani provinciali sui rifiuti, prevalentemente nel Nord Italia, scritto in risposta ad una recente intervista all’Assessore regionale Anna Rita Bramerini (pubblicata sulle pagine di Metropoli a febbraio) che non sono riuscito a trovare… ma immagino che – in quell’intervista – l’Assessore Bramerini abbia difeso la necessità di costruire un nuovo inceneritore e di potenziare i tre piccoli inceneritori esistenti. Mi preme ricordare che Larini è una persona che ha la “forza” derivante da un’esperienza e da una  professionalità notevole, doti dimostrate ampiamente anche dal sistema attuato nell’area della provincia di Treviso che viene visitato da delegazioni di tutta Europa… come esempio da imitare ovviamente.
La Regione Toscana, le tre Province e molti Comuni dell’area metropolitana FI/PT pare non vogliano rispondere nel merito ad alcune evidenti contraddizioni contenute nel Piano preliminare interprovinciale sui rifiuti nell’ATO “TOSCANA CENTRO”, eccole elencate:
1) Se è sincera la volontà di realizzare il 65% di raccolta differenziata (non dico entro il 2012, come scritto in quel Piano preliminare…, ma almeno entro il 2014/2015), tramite la generalizzazione dell’unica modalità che consente di farlo e di realizzarla con la qualità indispensabile perchè abbia davvero uno sbocco di mercato (cioè la modalità “porta a porta”), nel 2014/2015 la quantità di rifiuti indifferenziati (da smaltire tramite appositi impianti) sarà di circa 300.000 tonnellate annue (circa 830 tonnellate al giorno, risultanti dal seguente calcolo: 1.500.000 abitanti di un’area che vuole separare in modo più rigoroso i rifiuti urbani da quelli derivanti dalle attività produttive e che fanno la raccolta differenziata p.a p. non possono produrre più di  600 Kg annui ad abitante, per un totale di 906.000 tonnellate all’anno: togliendo il 65% di R.D. rimangono circa 300.000 tonnellate l’anno, cioè circa 830 tonnellate al giorno).
2) Se è vera la volontà di realizzare il 65% di raccolta differenziata (cioè parole scritte solo perchè c’è un obbligo di legge che impone di scriverle, ma senza nessuna intenzione di realizzarle davvero), allora è necessario fare una scelta conseguente sulle priorità degli investimenti:
– E’ prioritaria la scelta di realizzare un nuovo inceneritore (con un costo effettivo di circa 200 milioni di euro e che sarà pronto non prima del 2016) pur sapendo che – se viene davvero realizzata la raccolta differenziata e di qualità al 65% – potrebbe non trovare nell’area metropolitana i rifiuti “necessari” a funzionare al massimo delle potenzialità stabilite e tali da essere gestito in modo “economicamente valido”) ?
Oppure è prioritaria la scelta di realizzare – nell’area metropolitana – gli investimenti per generalizzare davvero la raccolta differenziata “porta a porta” e gli impianti industriali indispensabili al riciclaggio effettivo (tramite il mercato) dei rifiuti organici e dei rifiuti secchi differenziati e di qualità (impianti che costerebbero molto meno – sicuramente assai meno della metà – dei 200 milioni di euro necessari per il nuovo inceneritore e quindi con un conseguente contenimento delle tariffe sui rifiuti a carico di famiglie e aziende),  che sono realizzabili in tempi assai più rapidi e con una consenso popolare assai più largo ?
La conseguenza della prima scelta sarebbero tariffe più alte e anche un peggioramento della qualità dell’aria nell’area metropolitana (perchè un inceneritore che brucia 500 o 600 T/G, ovviamente, emette più nanoparticelle – inferiori a PM2,5 – di quelle che emette un inceneritore che brucia 150 T/G): aria che, per molte cause presenti nell’area metropolitana (emissioni di molte migliaia di industrie, impianti di riscaldamento di centinaia di migliaia di edifici, autostrade e strade attraversate da molte centinaia di migliaia di automezzi, aereoporto e centri commerciali) è  difficilmente migliorabile in tempi brevi (ma dovrebbe/deve essere una responsabilità di tutti… – a partire da Regione, Province e Comuni – fare scelte che non la peggiorano).
La scelta di superare i 3 ATO e di farne uno unico in tutta l’area metropolitana, non può e non deve avere come conseguenza quella di sommare le scelte impiantistiche fatte nel 2003 (quando nessuno parlava di realizzare una raccolta differenziata di qualità al 65%): per fortuna, la costruzione di un nuovo inceneritore non è ancora stata appaltata e iniziata e quindi (se c’è la volontà politica di attuare una moderna politica sui rifiuti, prendendo a esempio quella realizzata nelle provincia di Treviso, che non è una piccola provincia: mi sembra di aver letto che ha oltre 800.000 abitanti) è ancora possibile fare scelte diverse e finalizzate a realizzare davvero un moderno sistema di raccolta e di smaltimento dei rifiuti (meno costoso e più rispettoso dell’ambiente e della salute dei cittadini).

RIFIUTI E IMPIANTI NECESSARI
NELL’AREA METROPOLITANA FIRENZE/PISTOIA – OSSERVAZIONI SULL’INTERVISTA A METROPOLI DELL’ASSESSORE BRAMERINI
Caro Direttore, dopo aver letto l’intervista all’assessore Bramerini sul numero scorso di Metropoli, le scrivo al fine di offrire un costruttivo contributo, da pianificatore esperto, per spiegare perchè ritengo sia indispensabile fare una revisione della pianificazione sui rifiuti, non per “tornare indietro”, ma al contrario per adeguarsi allo stato dell’arte nella materia, riducendo i costi per imprese e cittadini. E’ risaputo che ogni scelta e previsione contenuta in un piano non è immutabile nel tempo, ma deve essere soggetta a periodica revisione, alla luce delle nuove e mutate condizioni al contorno che si sono nel frattempo verificate.
Ciò è normale, tant’è che il piano della Provincia di Firenze ha già avuto tre revisioni. Il problema è però che i diversi adeguamenti registrati nelle varie versioni del piano non hanno mai interessato le scelte impiantistiche, sebbene nel 2011 non esistano più i numeri che le giustifichino.
L’impostazione strategica del piano va radicalmente cambiata, per almeno tre buoni motivi.
1) Bisogna adeguare il piano ai tanti cambiamenti avvenuti nel quadro generale:
– l’abolizione dei contributi CIP6 all’incenerimento;
– il nuovo obiettivo minimo di legge del 65% per la RD, che per essere raggiunto rende indispensabile un cambiamento dei metodi di raccolta in atto;
– le nuove norme che limitano al massimo l’assimilazione agli urbani dei rifiuti speciali;
– la diffusione in Italia dei sistemi di tariffazione “puntuale”, basati sul principio “chi più produce rifiuti più paga”;
– il successo, in termini di risparmio economico e di risorse, registrato dalle esperienze di gestione dei rifiuti nel Nord Italia, ormai un modello per tutto il mondo.
2) Il piano attuale contiene numerosi errori, che vanno assolutamente corretti.
Tra i tanti, cito solo:
– analisi merceologiche sbagliate, che sottostimano la reale consistenza della frazione rifiuto principale e più strategica: la sostanza organica, che invece del 27% è almeno pari al 45%;
– la previsione di costruire ben tre nuovi impianti con una spesa inferiore a 200 milioni di euro, cioè con meno di quanto sia oggi necessario per realizzare un impianto di tipo moderno, rispondente allo stato dell’arte;
– una previsione impiantistica sovradimensionata: è infatti ignorato l’effetto di riduzione della produzione procapite da parte dei nuovi sistemi di RD.
Lo stesso piano afferma che l’unico modo per raggiungere l’obiettivo del 65% di RD è quello di passare a sistemi di raccolta di tipo domiciliare. Purtroppo non viene considerato che tali sistemi, soprattutto quando accompagnati dalla tariffazione “puntuale”, determinano inevitabilmente una riduzione della produzione procapite di RSU.
Nella quantificazione del deficit di smaltimento in impianti, il piano ha quindi ignorato questo doppio effetto di riduzione del fabbisogno di smaltimento, dovuto all’aumento del tasso del riciclo, alla riduzione dei quantitativi di rifiuto complessivamente prodotti e anche al mancato conferimento assieme agli RSU di quote di rifiuti speciali.
Ipotizzando, con una stima molto prudenziale, che la RD arrivi al 65% e la produzione procapite di RSU scenda sul livello della media nazionale (500 kg/a, ma si può fare molto meglio), nell’Ato Toscana Centro il fabbisogno di smaltimento sarebbe dell’ordine di 200mila t/anno, un quantitativo ben inferiore di quanto ipotizzato dal piano (che ancora nel 2007 stimava oltre 500mila t/a di fabbisogno) e insufficiente a giustificare la costruzione anche solo di un nuovo impianto (gli impianti moderni per risultare convenienti debbono avere una potenzialità di almeno 600mila t/a).
– bacinizzazione sbagliata: il bacino Chianti, che è già sede di un impianto che lo rende autosufficiente in termini di fabbisogno di smaltimento, viene triplicato inglobando senza motivo comuni dell’area fiorentina, e così facendo viene invece trasformato in un bacino con deficit di smaltimento.
3) invece di registrare un continuo aumento delle tariffe, introducendo un sistema moderno di gestione si ridurrebbero sicuramente i costi.
I sistemi modello del nord Italia hanno infatti un costo specifico sensibilmente inferiore a quello che si registrerebbe nell’ATO dando seguito a tutte le scelte di piano.
La necessaria rivoluzione nel sistema di gestione dei rifiuti è inevitabile ed è stata annunciata dal documento preliminare per il nuovo piano dell’ATO Toscana Centro del giugno 2010, in cui sono per la prima volta stabiliti in maniera ufficiale alcuni degli elementi essenziali di un modello di una gestione moderna ed economica dei rifiuti: separazione dei flussi di RSU e RSA, tariffazione puntuale, eliminazione dei contenitori stradali anonimi, restrizione della possibilità di assimilare agli urbani i rifiuti speciali, RD diffusa dei rifiuti organici.
Applicare tali principi porterebbe benefici per tutti: il rifiuto residuo da smaltire nell’ATO sarebbe dell’ordine di 100-200mila t/a e si ridurrebbero le tariffe per cittadini e imprese.
Concludo auspicando l’applicazione anche in Toscana di uno dei fattori di successo delle esperienze del nord Italia: non solo la separazione dei flussi di RSU e RSA, ma l’impiego di un gestore unico il per servizio di gestione di entrambi i tipi di rifiuto.
In questo modo, le utenze commerciali, artigianali e industriali non sono più “abbandonate a se stesse”, ma invece fruiscono di un servizio garantito di smaltimento, con tariffe oneste, di tipo “puntuale” e diversificate per tipo di materiale, al fine di incentivare sia la riduzione che la
differenziazione dei rifiuti.
Simone Larini, Autore di una dozzina di piani di smaltimento di rifiuti, tra cui quelli di Brescia e Treviso.
(Per ulteriori informazioni sulle proposte di Simone Larini, vedi su www.inforifiuti.com )