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Rendiconto 2013 Comune Campi Bisenzio, Fossi: “un babbo che lascia debiti ai figli, per me, non è stato un buon babbo”

29 aprile 2014

Sulla questione del Bilancio, la risposta del sindaco Fossi.
“Oggi – dice il sindaco Emiliano Fossi – portiamo in consiglio comunale il consuntivo del 2013 con 2 tratti caratterizzanti: da un lato l’obiettivo di risanare la situazione finanziaria dell’Ente, dall’altro, vista la forte maggioranza politica emersa dal voto, la necessità e la voglia di mantenere alto lo standard dei servizi offerto e di continuare ad investire”.
“diamo – continua Fossi – un segnale di serietà, chiarezza e trasparenza, di rispetto verso i cittadini, di “pensiero lungo” e di responsabilità nei confronti delle future generazioni, anche per coloro i quali in passato hanno dimostrato chiaramente di non averne”
“Il nuovo ragioniere capo, il dott. Nucci, è arrivato a dicembre 2013 ed ha espletato una nuova ricognizione dei debiti fuori bilancio: da lì emerge la fattura di 740mila euro per l’elettricità non pagata e sopratutto non prevista. L’operazione di ricognizione di situazioni non chiare continua e affronteremo tutto quello che scopriremo con chiarezza e trasparenza anche se ci troviamo una situazione di cassa non facile”
“nessun revisore dei conti ha scovato nulla – aggiunge l’Assessore De Feo – Nucci in manira seria e responsabile ha fatto una nuova ricognizione e da lì sono emersi i debiti extrabilancio e da parte dell’Amministrazione nasce l’esigenza di rivolgersi alla Corte dei Conti per attivare le procedure necessarie a sanare la situazione”
La situazione finanziaria dell’Ente è questa: risultano circa 7 milioni di arretrato da pagare di cui oltre 2 milioni di parte corrente del 2011 e del 2012, 811mila euro di debiti fuori bilancio, oltre 2milioni e mezzo verso Società della Salute e Quadrifoglio. Tuttavia nel 2013 sono state pagate tutte le fatture dell’anno entro i 30 giorni previsti dalla legge, e sempre nel corso della Amministrazione Fossi sono stati pagati quasi 2milioni e 600mila euro di spese in parte capitale e corrente degli anni precedenti al 2013.

Terreni M5S Campi: i Laboratori Civici del sindaco, migliaia di euro rimborsati sulla fiducia e senza scontrino

16 aprile 2014

Non si placa l’ira del Movimento 5 Stelle di Campi Bisenzio, sulla questione dei CampLab organizzati dall’amministrazione Fossi. La consigliera Terreni, svela alcuni costosi dettagli che hanno mosso dei dubbi sulla corretta gestione economica di tali eventi.

Oltre ai laboratori civici organizzati in campagna elettorale, l’amministrazione persevera con questa iniziativa fallimentare anche dopo l’insediamento della giunta, giustificandone la fattibilità con il principio della democrazia partecipata, tema nella realtà totalmente sconosciuto al Sindaco Sovrano Fossi che si fa regista, con diversi attori suoi affini, delle due giornate dei CampLab, individuandone a priori, argomenti, moderatori e ci viene da pensare… soluzioni ?
Ma la gente mica è scema, l’hanno capito già da prima delle elezioni quel 49% di persone che non si sono neanche recate alle urne che non ci sono margini per i cittadini per decidere niente, ci sono però 60 irriducibili amici e parenti (e magari qualche ignaro) che partecipano a questi eventi anche a ottobre 2013.
Il successo oceanico di cotanta partecipazione non può però essere gratis, chi pagherà le spese dei moderatori, i loro pernottamenti, i buffet, un bel gruppo musicale a rallegrare l’evento, spese varie di tipografia e spille nonché 228 € di lapis, che posto un costo di 1 € l’uno, fa la bellezza di quasi 4 lapis per ognuno dei 60 partecipanti (ma quanto cavolo hanno scritto ???). La risposta è semplice e nemmeno ci sorprende, pagheranno i cittadini!
Ma c’è di più, il Comune non ha le competenze per organizzare due giornate di riunione (ci chiediamo quali sono le competenze del Comune) e allora si da tutto in gestione esterna ad una bella Società Sportiva Dilettantistica, che, tra una lezione di tennis e l’altra, ha evidentemente tutte le professionalità per sbrigare le pratiche burocratiche che mancano al Comune. Ed ecco che la Società accetta l’incarico da parte del Comune per l’organizzazione di questo teatrino alla modica cifra di € 8.550, che gli vengono corrisposti a titolo di rimborso spese dal Comune senza, ciliegina sulla torta, uno straccio di fattura, scontrino o ricevuta ma sulla base di una mera richiesta di rimborso, peraltro nemmeno protocollata, stile lista della spesa al supermercato!
Poteva bastare? No! Sui mirabolanti risultati di questo evento ci stampiamo pure 1500 copie di un libro che nessuno leggerà mai; una copia ogni 42 abitanti per la bellezza di 7.200 euro! Sarà un’impresa trovare a chi regalarlo, facilmente resterà a intasare gli scaffali del Comune.
Quindi cittadini l’invito che vi facciamo è quello di presentare al Comune una richiesta di rimborso per spese varie, non importano preventivi, pezze di appoggio, fatture, basta la fiducia e vedrete che il Comune ve le rimborserà… ma attenzione, prima però dovrete assicuravi di essere dalla parte “giusta” della politica campigiana!
http://www.campibisenzio5stelle.it/wiki/images/5/5e/2014-04-10_roso-rimborsi-camplab.pdf
Il Caso Amaro dei CampLab

M5Stelle Campi Bisenzio: il caso amaro di CAMPLAB

11 aprile 2014

Riporto integralmente dal Movimento 5 Stelle di Campi Bisenzio:
Come forse sapete, o magari non sapete, durante la campagna elettorale delle amministrative del 2013, l’allora candidato Fossi si era inventato i CampLab, i laboratori civici che avrebbero permesso la partecipazione dei cittadini alle scelte programmatiche del candidato medesimo e del di lui partito. Ora, la partecipazione dei cittadini al governo è sempre una bella cosa; è un valore costituzionalmente protetto, ed è una cosa su cui ci si è interrogati a lungo e seriamente, a cominciare dal Forum Sociale Mondiale di Porto Alegre, ma anche in Italia, dove il tema derivato da Porto Alegre aveva ispirato il movimento del Nuovo Municipio nella cui carta c’è scritto, papale papale, che il nuovo comune partecipato intendeva trasformare gli enti locali da luoghi di amministrazione burocratica in laboratori di autogoverno. Nulla di tutto ciò nei CampLab del Fossi, molto più alla buona, alla viva il parroco insomma, dove ci si riuniva su temi decisi non si sa da chi, un po’ in famiglia (tra simpatizzanti, leccaculo e aspiranti tettatori della futura amministrazione); nulla c’era del tentativo audace e orgoglioso del nuovo municipio del farsi istituzione della partecipazione. Erano più incontri in famiglia, insomma, a far finta di discutere di politica. La riprova era infatti che, a rifletterci seriamente, come strumento di partecipazione i CampLab avevano fatto acqua da far paura, peggio dell’alluvione del ’66; Fossi le vinceva sì le elezioni, ma con il passo del gambero, perdendo 2.917 voti rispetto alle precedenti consultazioni amministrative (22,97% in meno). A voler essere coerenti, insomma, bisognava dedurne che non solo i CampLab non avevano aumentato la partecipazione dei cittadini (i votanti erano precipitati dall’84% al… 51%), ma nemmeno degli elettori del PD. Una roba da lasciar perdere insomma.
1. Libertà è partecipazione… quasi
E invece no; Fossi stupisce tutti e spariglia; i CampLab sono un modello di partecipazione e vanno reiterati oltre la fine della campagna elettorale. Uno potrebbe obiettare che non è che ‘sti CampLab abbiano dato tanto buona prova, e che se uno volesse aumentare il tasso di partecipazione, meglio varrebbe introdurre alcuni strumenti consolidati che altrove invece hanno dato buon esito, e che peraltro sono già stati approvati dal consiglio comunale; tipo il bilancio partecipato, per dirne uno. Ma troppa partecipazione è troppa; meglio puntare sui più tranquilli e soporiferi CampLab. E così nell’ottobre 2013 i CampLab resuscitano come Lazzaro dalla tomba e sono oggetto di due giornate, che hanno lo scopo di creare 4 cabine di regia con diversi attori dove si parlerà, secondo il divisamento dell’amministrazione, di innovazione, territorio, beni comuni e servizi dei cittadini per elaborare proposte che diventeranno “atti di governo”. Intanto parlano loro; a questi due giorni intervengon il Fossi medesimo, il vicesindaco, il presidente del consiglio comunale, un sacco di gente che non si capisce che cazzo c’entri: certo Massimo Giusti, certo Leonardo Sacchetti, certo Ernesto Ferrara, certo Andrea Savelli, certo Cristiano Lucchi, certo Angelo Cimarosti, certo Rosario esposito La Rossa, certo Falco Joannes Bargagli Stoffi. Per ora partecipano questi qui. Poi a novembre 2013 partono i famosi CampLab, che ripetono più o meno la macchietta della campagna elettorale, forse anche meno; ma che sono lo stesso un grande successo, tanto che la Giunta rileverà con soddisfazione estrema che agli incontri hanno partecipato in media ben 15 persone –circa. Essendo 4 gruppi, 60 persone –circa. Sai che partecipazione. Però c’è soddisfazione; i facilitatori dei 4 gruppi si presentano tutti insieme a Villa Rucellai l’11 dicembre 2013 e presentano i materiali usciti dai gruppi medesimi, che la Giunta si studia come le cose sante e a verificare la fattibilità tecnico/amministrativa delle proposte partorite dai valorosi 60. E qui c’è il trucco; si tratta delle stesse modalità previste dal bilancio partecipato, che però, dove lo fanno come dio comanda, il momento assembleare è organizzato e controllato dai cittadini stessi, mica dai facilitatori e dai coordinatori scelti dal comune nell’ambito della prosecuzione della campagna elettorale e sotto il benevolo e paterno controllo dell’amministrazione che decida i temi su cui si deve discutere. Dove lo fanno così? Per esempio al VII Municipio di Roma (dove infatti i cittadini mettono becco sulla politica edilizia, e perciò le assemblee contano centinaia di partecipanti, mica 60). Se la storia finisse qui, sarebbe la narrazione del tentativo piuttosto miserevole dell’amministrazione Fossi di darsi una patina di democrazia partecipativa, che fa finta di essere tanto tanto inclusiva tanto le decisioni prese nelle segrete stanze, e quelle chi le mette in discussione?, e che costa poco. Costa poco? Ahimè, non sarà nemmeno così.
2. un infortunio amministrativo
Il successo oceanico di cotanta partecipazione e la compiuta democraticità dell’amministrazione campigiana non può mica essere gratis, no? Le giornate del 19-20 ottobre chi le paga, visto che devono venire tutti questi tizi che non si sa che cazzo c’entrino, ma che fanno figura? E chi le pagherà? Ma il comune, che pure ha una pletora di personale, ma che mica può mettersi a organizzare queste cavolo di giornate per conto suo. Si dà tutto in outsourcing, con la solita formula dell’associazione di volontariato disponibile. Dunque c’è da prenotare qualche albergo (il comune non lo può fare da sé), c’è da richiedere i permessi previsti per legge (molti dei quali li dà il comune, che però non lo può fare lui lì), da pagare la SIAE (boh.. perché la SIAE?). Ora, se il comune non lo può fare, chi meglio di una bella Società Sportiva Dilettantistica, iscrizione al Coni n. 145782, al secolo la Polisportiva 2M, che evidentemente per queste pratiche burocratiche ha tutte le professionalità che mancano al comune. La Polisportiva medesima, con lettera del 26 settembre 2013, accetta di organizzare il tutto per conto del comune dietro regolare corresponsione del rimborso spese. E la giunta, con delibera 214 del 1 ottobre 2013, delibera di affidare alla polisportiva l’incarico. La Polisportiva ottempera, l’amministrazione scrive tutta giuliva del successo oceanico di tutti questi tizi che si continua a non sapere che cazzo c’entrino; e nel frattempo, il 15 ottobre 2013, il responsabile dello Staff del sindaco (componente del gruppo di amici incompetenti) Carlo Andorlini, determina l’impegno di euro 10.400,00 per coprire il rimborso spese che prima o poi la Polisportiva esigerà. Ora, la determina è, dal Dgls. 165/2001, l’atto di spesa nel quale si sostanzia l’autonomia del dirigente. Solo un dirigente può assumere una determina nell’ordinamento della Pubblica Amministrazione italiana. E se Andorlini, voluto personalmente dal sindaco, è stato inquadrato come dirigente, vuol dire che ha certe capacità. Perché allora la determina comporta un impegno di spesa se la Polisportiva non ha minimamente quantificato le spese che occorreranno per l’organizzazione della manifestazione? Alla lettera del 26 settembre non è infatti allegato alcun preventivo dettagliato e di solito le determine si assumono quando è certa la cifra da impegnare. Se non si sa quando si spenderà, come capita per le riparazioni urgenti in cui non c’è tempo per chiedere preventivi, si assume la determina quando c’è la fattura. Invece Andorlini impegna 10.400,00 euro. Come esce fuori questa cifra, se la manifestazione si deve ancora svolgere e i giustificativi di spesa ancora non ci sono? E perché solo 6.400,00 dei 10.400,00 sono impegnati sul capitolo di spesa 400 sc 01 “spese per attività culturali” mentre il resto (4.000,00 euro) va sul capitolo 697 “contributo per attività e sviluppo dell’associazionismo”? Si tratta di un infortunio amministrativo o è un compenso a nero gabellato come rimborso spese?
3. Liber viene da Liberare
La lettura dei libri, si sa, è attività propria degli uomini liberi, perché rende liberi. E siccome il solito Andorlini è uomo colto e sa che “la partecipazione sia come cultura del civismo e della corresponsabilità sia come impegno che nasce dal continuo e costante confronto con la gente” è il punto qualificante di questa Amministrazione, bisognerà proprio divulgare tutto il ricco, ricchissimo materiale prodotto dai valorosi 60 realizzando un libro, Di qui, oltre ad avere già speso la bellezza di venti milioni di vecchie lire per questa amenità, ecco la seconda pensata: chiedere alla IDEST quanto possa costare la stampa di un numero limitato di copie di un simile volume. La IDEST risponde con lettera del 18 dicembre 2013, stavolta con un preventivo come Dio comanda, offrendosi anche di fare il lavoro di editing (evidentemente l’italiano anzi l’itagliano zoppicava). Quindi, come da determina n. 1 del 24 dicembre 2013, un numero limitato di… 1.500 copie costerà altre 7.200,00. Ora, chi conosce un po’ l’ambiente librario sa che nella saggistica la vendita di un testo va dalle 500 alle 1.500 copie; un saggio che venda 500 copie è un successo, mentre un saggio che ne venda 1.500 è un grande successo. Ciò detto, realisticamente, quante copie ci si può aspettare che venda il libro dei magnifici 60? La risposta è ovvia: zero. Ai cittadini non gliene frega nulla, sennò sarebbero intervenuti ai CampLab medesimi. Ai 60 forse, ma comunque 1500 diviso 60 fa 25 copie a testa. Troppe anche per loro. Dunque è facile prevedere che anche questa tiratura finirà in qualche scantinato, come tante altre precedenti, per la gioia di topi e di tarli –a parte le copie regalate dal sindaco a varie personalità con cui si illuderà di fare bella figura (perché la personalità butterà subito il libro nella differenziata). E con questo il totale va a 17.600,00 euro: 35 milioni delle vecchie lire, troppi per l’ego ipertrofico di una classe politica che magnifica se stessa a spese nostre e che maschera appena la propria insipienza amministrativa, producendo determine farlocche e rimborsi spese dietro la presentazione di nessun giustificativo di spesa. Secondo noi le spese oggetto di rimborsi (ricordiamo ancora una volta che si tratta di soldi pubblici) devono essere tutte documentate con fatture e scontrini per comprovarne la spesa effettiva sostenuta dall’associazione. Ma, come ci ha detto una volta il sindaco in persona, questo è il nostro stile amministrativo. A parte che ci sembra uno stile amministrativo un po’ del cazzo, più da Re Sole che da amministratore tenuto, come da codicistica, al buon senso del padre di famiglia, è proprio questo il guaio. E’ uno stile amministrativo. Per cui se qui sono ancora solo 17.400,00 euro, poi si passa alla disinvoltura con cui si affidano servizi e lavori alle varie associazioni di volontariato, citiamo l’associazione anziani, tanto per non fare nomi che becca € 97.000,00 Esentasse. Diconsi novantasettemila (determina 165 del 24/12/2013) per attività varie di natura sociale e di sorveglianza spazi pubblici. E qui dal caso si passa ai casi. Amari!

M5S: Via Dei Confini a Campi Bisenzio, l’ostinazione di non fare

11 aprile 2014
La protesta silenziosa degli abitanti di via dei Confini.

La protesta silenziosa degli abitanti di via dei Confini.

Che via dei Confini sia un inferno di traffico, rumore, veleni da respirare lo sa bene chi ci vive: il Comitato dei lenzuoli è la voce di questi disperati. Lo sa bene anche l’amministrazione che ha imposto i divieti (30 km/h e no camion), ma poi si guarda bene da farli rispettare, afferma il Consigliere 5 Stelle, Niccolò Rigacci in un recente comunicato.
I problemi sono gravi al punto tale che l’ex sindaco Chini aveva promesso di trovare qualcuno che costruisse la “bretellina di Capalle” (inizio lavori promessi per giugno 2014), ovviamente gli imprenditori volevano in cambio costruire un bel po’ di nuovi palazzi. Ma erano solo balle da campagna elettorale: non si sono trovati gli imprenditori (mezzi falliti) né si sono espropriati i terreni, continua tuonando Rigacci.
Il senso unico non sarà la migliore delle soluzioni, ma costa quasi nulla e può alleviare i disagi, per questo a ottobre 2013 presentammo una mozione in Consiglio. Entro febbraio il sindaco avrebbe dovuto illustrarne la fattibilità e i consiglieri decidere.
E’ un fiume in piena Rigacci che continua: A che punto siamo? La Commissione ambiente si è riunita ormai per la terza volta, ha brillato per latitanza l’assessore che si è visto 5 mesi fa solo una volta. L’assessore è stato sostituito da due settimane, ma nulla è cambiato. I consiglieri hanno studiato i progetti realizzati dal Comitato di cittadini, sono state discusse alcune varianti, ma la voglia dei consiglieri di maggioranza di rimandare e di affossare tutto emerge con forza.
Ad esempio Paolieri (PD) lamenta che non si può decidere senza uno studio sul flusso del traffico. Ma quando mai il Comune ha fatto questi studi? Il centro storico è stato riaperto “per tentativi” (parole del sindaco), senza studiare un bel nulla! E i dati sui veleni che si respira (ma nulla sappiamo) sono meno importanti? E il rumore? L’unico dato disponibile è del 2005, che attesta un “potenziale rischio per la salute umana”. Per Paolieri vale il principio di precauzione all’incontrario: teniamoci i rumori (e i veleni) perché non sappiamo come funziona il traffico!
Anche Loiero (PD) e Ridolfi (IDV) voterebbero contro al senso unico, perché non sono convinti; al punto tale di non voler neanche fare una sperimentazione! Però se ci fosse stato da spendere qualche milione per gli appalti della bretellina scommettiamo che si sarebbero sbracciati a favore? Con buona pace degli studi del traffico che comunque non si farebbero.
E conclude: Questi politici sono incapaci di dare risposte ai cittadini! Sono capaci solo di farsi corrompere gratis quando c’è da distribuire soldi per grandi appalti o per far arrivare un po’ di quattrini mascherati da rimborsi là dove si costruisce il consenso, oppure per assegnare qualche incarico retribuito agli amici. Il resto è solo marketing per promuovere sé stessi: dalle feste di Natale alla riapertura del centro.

Terremoto in Giunta a Campi Bisenzio. M5S: la toppa è peggio del buco

1 aprile 2014

Il M5S con alcune considerazioni del rimpasto in giunta che non convince.
Il cambio di assessori segna un altro fallimento della Giunta Fossi: a 30 giorni dalla presentazione del bilancio consuntivo 2013 l’assessore alle risorse economiche rassegna le dimissioni, in un “percorso concordato” con il Sindaco.
Di grazia, è possibile sapere cosa concorda il sindaco con i suoi assessori? Chi lo ha fatto il bilancio? L’assessore se ne chiama fuori all’ultimo minuto? Ci sono delle spiegazioni?
Il tutto viene mascherato con gli “impegni di lavoro” della Marini, ma stiamo scherzando? Quando il sindaco le ha assegnato l’incarico a cosa pensava? E in questi mesi in cui ha percepito l’indennità full-time di 1400 euro/mese cosa ha fatto l’assessore?
Dubbi ne avevamo eccome, vista ad esempio la totale latitanza sul tema dell’emergenza casa: pur avendo le deleghe alle politiche abitative non ha mai aperto bocca.
Si dice abbia riorganizzato la macchina comunale: un percorso che per bocca dell’assessore stesso doveva impegnare diversi mesi in step successivi. È stato un fallimento? E questo percorso passa di mano subito appena iniziato? Si conferma che la Giunta stia navigando a vista, senza alcuna idea precisa del percorso da seguire.
Sconcerto anche per il benservito dato all’assessore Bartoloni: con incarico a part-time (per fortuna solo mezzo stipendio di 700 euro/mese) e licenziata perché “non capace di svolgere l’incarico”.
La versione dell’interessata è diversa: divergenze organizzative, ma soprattutto la presa di coscienza che la squadra del sindaco è solo un “gruppo di amici” caratterizzato da “incompetenza e ignoranza verso le più elementari leggi della pubblica amministrazione”.
Non avrebbe potuto usare parole migliori! Peccato che siano arrivate un po’ tardi per avere la nostra solidarietà: in 8 mesi neanche una parola dall’Assessore né da SEL; 700 euro al mese erano sufficienti per il silenzio? Con la nuova entrata Vanessa De Feo siamo sicuri che il silenzio continuerà, anche se ai cittadini questa volta costerà prezzo pieno.
È questo che il sindaco intende per “continuità di maggioranza”? SEL resta in maggioranza oppure esce? Non si sa, ma non lo sa neppure il sindaco, visto che i suoi comunicati sono contraddetti dai diretti interessati… Neanche si naviga a vista, ma a fari spenti nella notte!
Le giustificazioni del sindaco a questo rimpasto sono la toppa peggio del buco: se due assessori vanno via perché lavorano poco o male, cosa vogliamo dire di quelli che restano? Sia quelli pagati part-time che quelli con indennità intera lavorano comunque solo a tempo parziale per i cittadini avendo mantenuto tutti le precedenti occupazioni. Lo sanno bene quelli che hanno chiesto appuntamento all’assessore Ricci e aspettano per un mese o più.
Sui nuovi entrati possiamo solo dire che le logiche non cambiano: si attinge tra gli amici, premiando la fedeltà politica e non il merito. Si affidano deleghe fondamentali per la salute e la vita dei cittadini – come ecologia, ambiente e sviluppo economico, leggasi aeroporto, inceneritore, ecc. – a chi si occupa di marketing e comunicazione web!
Si conferma il nostro giudizio totalmente negativo sulla giunta Fossi: incapacità di rispondere ai problemi reali (casa, lavoro, servizi), superficialità nelle poche azioni compiute (andare “per tentativi” nel rivitalizzare il centro riempiendolo di macchine), totale ignoranza della volontà popolare (ostinazione nel volere l’inceneritore). Il tutto mascherato con operazioni di marketing – pure fatte male! – come il cambio di nome del Teatro Dante.

Nuova Giunta per il Comune di Campi Bisenzio: Entrano Vanessa De Feo ed Eleonora Ciambellotti, cambiano le deleghe

28 marzo 2014

A seguito dell’uscita dalla Giunta degli assessori Elisabetta Marini e Taira Bartoloni, il sindaco ha nominato Vanessa De Feo di SEL ed Eleonora Ciambellotti della Lista Emiliano Fossi. Alla prima vanno le deleghe di bilancio e personale, alla seconda ambiente e sviluppo economico. Affidate all’assessore Riccardo Nucciotti le materie di viabilità, trasporti e polizia municipale, oltre alle deleghe che già aveva di lavori pubblici e protezione civile.
“Ad un anno dall’insediamento – dice il sindaco Emiliano Fossi – è stato giusto fare un bilancio sulla Giunta comunale. I cambiamenti sono dovuti all’esigenza di camminare più in fretta possibile, dare risposte ai cittadini in un momento certamente non facile. Elisabetta Marini ha fatto un grande lavoro con la riorganizzazione di una macchina comunale da trent’anni priva di manutenzione. Taira Bartoloni ha concretizzato uno dei punti fondamentali del programma con la riapertura a traffico limitato del centro storico. Problemi di tempo dovuti ai loro impegni di lavoro ne hanno determinato la sostituzione. Le ringrazio davvero per quanto hanno fatto in questi mesi. In Giunta entrano due persone che conosco bene, due donne, giovani, preparate, piene di entusiasmo. Daranno a tutti noi la carica giusta per rafforzare l’impegno di governo nella chiara continuità della maggioranza di centrosinistra uscita dal voto . Devo dire che sono soddisfatto anche perché rimane la stessa maggioranza politica di centro sinistra uscita dal voto del maggio scorso”.

Teatrodante Carlo Monni la cerimonia sarà il 19 maggio. Fossi: “ringrazio la famiglia per la disponibilità”

19 marzo 2014

Il 19 maggio 2013, in ospedale, all’età di 69 anni Carlo ci ha lasciato portato via da un male incurabile. “Abbiamo deciso, mi rendo conto un po’ a sorpresa – dice il sindaco Emiliano Fossi – di rinviare la dedica a Carlo del nostro teatro; un po’ a sorpresa, un po’ in maniera imprevista come sicuramente sarebbe piaciuto a lui”.
La data scelta è ricaduta appunto il 19 maggio 2014 ad un anno esatto dalla scomparsa di Carlo: “Abbiamo parlato con la famiglia di Carlo – continua il Sindaco – ed hanno accolto la proposta in maniera entusiasta, e colgo l’occasione per ringraziarli una volta ancora per la vicinanza che ci dimostrano appoggiando a pieno la voglia di unire allo storico nome Teatro Dante il ricordo di Carlo”.
La volontà del rinvio nasce dalla richiesta di molti degli artisti firmatari dell’appello rivolto al Sindaco di intitolare il Teatro Dante all’artista campigiano (come deliberato il 18 marzo dall’Assemblea dei Soci dell’Accademia dei Perseveranti) che non avrebbero potuto partecipare alla serata di venerdì per impegni precedentemente assunti: “Questa – conclude Fossi – è l’ennesima dimostrazione di affetto e di stima di attori, musicisti, giornalisti di fama nazionale per un grande artista nostro concittadino: abbiamo valutato i disagi dello spostamento, ma alla fine abbiamo deciso che il 19 maggio è la scelta migliore che potevamo fare, vista anche la grande sorpresa che stiamo organizzando”.

Firmato l’accordo di programma per la Tramvia. Un passo avanti per il sistema tranviario fiorentino

6 marzo 2014

Oggi è stato firmato l’accordo di programma per la realizzazione delle nuove linee della tranvia fiorentina, un importante passo in avanti per il prolungamento del sistema tranviario verso Campi Bisenzio.
“Per Campi Bisenzio è un’ottima notizia – commenta il sindaco Emiliano Fossi – la tranvia rappresenterà, infatti, un’opera strategica per il trasporto verso il capoluogo e nei comuni più vicini’.
L’accordo di programma è stato sottoscritto da Regione e Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Firenze e mette nero su bianco un’intesa raggiunta l’estate scorsa.
La Regione si impegna fin da subito a finanziare e realizzare gli studi di fattibilità con un milione di euro grazie alla risorse del fondo per i progetti strategici. “L’opera rappresenta una svolta epocale – conclude Fossi – capace di dare un valore aggiunto e altamente positivo ad un’area così centrale nel dibattito attuale sulle infrastrutture e il loro relativo appesantimento per il contesto territoriale”.
Per il Presidente Rossi: I lavori delle linee 2 e 3 della ‪tramvia‬ fiorentina dovranno concludersi entro marzo 2019. Da Bruxselles siamo riusciti ad ottenere questa proroga. Oggi abbiamo firmato un accordo con il vicesindaco di ‪Firenze‬, Dario Nardella. Non solo. La Regione vuole prolungare la tramvia fino a Campi e fino a Sesto, passando dal Polo scientifico. Per questo abbiamo finanziato con 1 milione di euro lo studio di fattibilità, che dovrà essere pronto entro gennaio 2015. Vogliamo completare la rete della tramvia: perché è l’unica soluzione moderna ed ecologica per l’area fiorentina. Per chi avesse dei dubbi, ogni mese i passeggeri della linea di Scandicci superano il milione. Una volta che tutte le linee saranno in funzione si stimano 40 milioni di passeggeri e 14,5 milioni di viaggi in auto in meno. Un toccasana per ambiente, traffico e soprattutto per i cittadini che dovranno spostarsi. Anche per questo l’Europea ha condiviso i nostri progetti e ha finanziato l’opera.

I firmatari all’accordo della Tramvia nella Piana

Campi 2020 – Fossi: “dobbiamo cogliere le opportunità europee”

4 marzo 2014

Tra i progetti speciali del Sindaco parte quello dedicato all’azione sull’Europa, ai programmi europei e alla progettazione, denominato: Campi 2020.
Campi Bisenzio è tra le prime 20 città toscane per popolazione ed ha quindi grandi opportunità per portare nel proprio territorio risorse e idee. Il programma Campi 2020 promuove un gruppo ad hoc per un collegamento diretto con soggetti in grado di attrarre finanziamenti europei, partnership istituzionali (Regione e strutture intermedie) e partecipazione diretta a call europee.
Il gruppo di lavoro è coordinato dal Gabinetto del Sindaco e ne fanno parte sia operatori dell’Amministrazione sia del Privato in particolare dell’ambito no profit.
La partenza del programma è preceduta da un incontro per la presentazione delle opportunità culturali offerte a livello europeo fatta dal funzionario della Regione Toscana presso Bruxelles per attivare rapporti di collaborazione anche con la Regione nell’ambito dei finanziamenti europei. L’incontro si terrà giovedì 6 marzo.

Sull’Ucraina Fossi: “le velleita’ imperialiste non hanno fine”

3 marzo 2014

Dichiarazione del sindaco Fossi sulla attuale situazione in Ucraina.
Quanto sta avvenendo in Ucraina assume le dimensioni di un vasto conflitto imperialistico che richiede un’analisi per gli scenari che apre su tutta l’Europa. Non rappresenta un fatto isolato, ma l’ennesima dimostrazione dell’emergere di questo conflitto in ogni parte del mondo, dalla Siria al Venezuela, soltanto per ricordare alcuni dei paesi più esposti. La crisi strutturale del capitalismo porta con sé una ridefinizione delle aree di influenza, un mutamento nel peso e degli assetti tra le nazioni imperialistiche.
“La politica – dice Emiliano Fossi – è mossa in maniera sempre maggiore da interessi economici. Questo rappresenta l’uso distorto del potere. L’Europa dell’est è da sempre teatro di questi eventi. Nel dopoguerra questi episodi sono stati assai frequenti e viene spontaneo domandarsi se noi possiamo permetterci di rimanere attoniti ad osservare e a non farci domande e poi possibilmente ad agire. Io sento questo scrupolo morale, questo istinto a muovermi e non rassegnarmi”.
“Siamo nel terzo millennio – continua Fossi – e le velleità imperialiste non hanno fine. Tutto è rimasto come prima nonostante chi postulava la “fine della storia”. Un despota che attacca un paese libero perché quello rappresenta uno sbocco geopolitico fondamentale. L’occidente che reagisce diviso perché una parte di esso è troppo legato per esempio al gas che quel despota criminale usa come strumento di potere. Un’ opinione pubblica che come al solito si diletta in discussioni da bottega intellettuale cercando di capire se l’opposizione del paese aggredito è abbastanza democratica o meno senza considerare che in gioco ci sono “soltanto” la democrazia e i diritti dell’uomo, oggi dell’Ucraina domani di un altro paese di questo mondo senza memoria”.