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Rifiuti: per Viti la regione soccorre l’inceneritore aumentando i quantitativi di rifiuti da bruciare

14 marzo 2014

inceneritoreÈ sconcertante ancora vedere, che per la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini, quanto quella classe politica, che fortemente lo vuole, sia disposta a sovvertire impunemente le loro stesse regole per completare, in tutte le maniere, la procedura di questa sciagurata infrastruttura.
Già dobbiamo sopportare che la volontà della gente, sul futuro e sul destino del loro territorio, sia regolarmente calpestata dai politici interessati, una volontà che più volte si è espressa senza se e senza ma con la loro netta contrarietà fino a stravincere un referendum comunale del dicembre 2007 con oltre il 90% di no all’inceneritore. Già si cerca di costruirlo sordi e ciechi alla richiesta legittima che se ne riadeguino le vecchie autorizzazioni come ad esempio rivalutare con una nuova VIS (Valutazione di Impatto Sanitario) i gravami inquinanti, argomento che fu oggetto di un O.d.G. da noi presentato in Consiglio Comunale e che la Maggioranza che sosteneva il Chini bocciò. La precedente Vis è del 2004 e con dati provenienti dal quadriennio precedente per cui il carico ambientale dell’inquinamento che il territorio già allora sopportava a fatica, adesso, dopo dieci anni, è sicuramente aumentato rendendo inconcepibile anche la presenza di un’ulteriore e qualsiasi fonte inquinante figuriamoci un inceneritore. Ben quindici grandi manifestazioni da allora, 2005/2006, ad oggi con ampia partecipazione di migliaia di cittadini che da Campi, Sesto, Firenze e Prato, si sono svolte per le strade di queste località, decine e decine di eventi comprese conferenze, assemblee pubbliche con la partecipazione di medici ricercatori e con i tecnici delle alternative certe all’incenerimento per lo smaltimento dei rifiuti hanno sempre avuto ampia e appassionata partecipazione. Ma la classe politica e la lobby degli inceneritoristi con a capo gli amici degli amici nelle partecipate pensano di tirar dritto. Usano lo spauracchio, che non c’è, dell’emergenza rifiuti così nascondendo la loro priorità fondamentale del profitto e del tornaconto che porta l’inceneritore. Ma torniamo ad oggi alla nostra ultima denuncia: nella prima conferenza dei servizi la ditta costruttrice Q-Thermo (Quadrifoglio + Hera) chiedeva di innalzare la quantità annua dei rifiuti da bruciare da 136.000 tonnellate annue, autorizzate dalla Provincia, a 198.000 tonnellate annue valutando il quantitativo troppo poco remunerativo ( immaginiamo) e pena il doversi ritirare dall’incarico, richiedendo penali alle istituzioni per il lavoro svolto fino ad ora, per gli studi e la progettazione. Una richiesta che ha il sapore ricattatorio con quel minacciare di dover “intraprendere le necessarie iniziative a salvaguardia degli investimenti fin qui effettuati” e ciò in barba a qualsiasi impegno di precedente programmazione in adesione all’autorizzato Piano Provinciale dei Rifiuti. Ma a questo ultimatum che bloccava in maniera pesante l’iter ha provveduto, gentilmente, la Regione cambiando le loro stesse regole del gioco, allucinante ed incredibile! Durante la vigilia di Natale 2013 viene inserito nella legge 25/98 che regolarizzava la costruzione dell’impianto per 136.000 t./ annue un nuovo articolo il 17/bis pensato per gli inceneritori (e soprattutto per Case Passerini) dove si prevede che si possa bruciare anche in termini di carico termico nominale e complessivo e che tale legge si applica anche ai procedimenti già avviati senza la necessità di integrazione e modifica della pianificazione vigente. Questo è il via libera a poter bruciare quasi 200.000 t./anno. Proprio un bel regalo di Natale alla Q-Thermo e un bel regalo ai cittadini che respireranno più fumi velenosi! Con un semplice colpo di penna si supera il grande problema nel primo passaggio autorizzativo emerso per una minacciosa richiesta dell’impresa che intende realizzarlo. Un altro aspetto importante con tale concessione di alzare l’asticella da 136.000 t./annue a 198.000 t./annue è che la predetta VIS già allora piegata ed interpretata a loro comodo non è più utilizzabile in quanto sono stati stravolti tutti i presupposti scientifici mostrando ancora una volta la loro scelta da sempre precostituita (l’inceneritore nella Piana ad ogni costo!). C’è inoltre il certo e forte pericolo di dover importare rifiuti a questo punto eccedenti, come così richiesti dalla Q-Thermo, che aveva già,” guarda caso”, progettato l’inceneritore in misura sovradimensionata rispetto agli indirizzi e alle direttive del Piano Provinciale. Si evidenzia quindi la volontà dei costruttori dell’impianto di volersi svincolare dal solo nostro territorio già predefinito “di fornitura dei rifiuti”.
Grazie Regione proprio un bel servizio completo a tutela della salute dei tuoi cittadini!
Roberto Viti – Comitato Civico Campigiano “No Inceneritore” ex Lista Civica

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Prima dello Tsunami ..

10 marzo 2013

Passata la mulinata elettorale, e venuta ai baldi amministratori in carica tanta paura dei barbari che, con frinire di grilli, si dispongono intorno ai palazzi romani e, in prospettiva, anche a parecchi palazzi comunali nostrani, ecco che l’annosa historia dell’aeroporto di Peretola, senza il quale saremo tutti dannati al declino e alla crisi economica, riprende corpo. Qualche settimana fa il presidente della Regione Toscana Rossi aveva annunciato che il tema sarebbe stato posto in frigo aspettando il passaggio della carovana elettorale; un modo per capire che assetti sarebbero usciti dalle urne e se l’operazione si poteva fare con tranquillità. Ma ora, con in corpo la fifa causata da fastidiosi insettucci del genere grillus campestris, ecco che il progetto esce dal frigo e va avanti a tutta birra. Prima che sia troppo tardi. Ed ecco gli aggiornamenti.
Leggi tutto l’articolo su MenteLocale della Piana ..

No a qualsiasi potenziamento dell’aeroporto di Firenze: approvata la mozione del PRC di Campi nell’ultimo consiglio comunale

20 agosto 2012

Ricevo e pubblico da parte del gruppo PRC di Campi Bisenzio, in relazione alla questione aereoporto di Firenze, relativamente alla mozione presentata nell’ultimo consiglio comunale:

“La mozione da noi presentata (modificata da tre emendamenti del PD che però non ne stravolgono il testo) è stata approvata dal Consiglio Comunale, con 3 astenuti (centro e destra), per ribadire la netta contrarietà a qualsiasi potenziamento dell’Aeroporto di Firenze (cresciuto al di sopra di ogni limite) ed in particolare alla ipotesi di nuova pista “parallela-convergente”, sostenuta dal Presidente della Regione Enrico Rossi, che di fatto annullerebbe il ruolo di salvaguardia del Parco della Piana. La mozione considera il contesto ambientale della Piana, già saturo di funzioni e di inquinamenti, e per questo rivendica una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) insieme ad una attenta Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che consideri l’insieme di tutti gli impatti socio-ambientali sulla popolazione, la salute ed il territorio. Il dibattito, nel quale è intervenuto anche il Sindaco Chini, ha confermato tutte le contraddizioni esistenti nel PD sugli assetti ed il futuro della Piana Fiorentina. Come Rifondazione Comunista di Campi Bisenzio abbiamo riproposto una alternativa complessiva per questo territorio in termini di assetto urbanistico, mobilità, contro il potenziamento dell’aeroporto e la costruzione di nuovi inceneritori.”

Aereoporto: da MenteLocale, una bussola per orientarsi

24 luglio 2012

Un’altro contributo da MenteLocale della Piana per districarsi nella complicata questione dell’ampliamento dell’ aereoporto di Peretola:

Com’era ovvio aspettarsi, fioccano in questi giorni le interviste sulla stampa e le prese di posizione (ancorché con grande ritardo) sulla questione dell’aeroporto. Sono tante; sono talmente tante che si fa fatica a districarsi. Forse faremo un servizio utile nel fornire al lettore uno strumento per orientarsi in questo polverone; chi sostiene che cosa, e soprattutto perché.
Consiglio I: segui i soldi. È sempre utile tenere presenti le cointeressenze nello spiegare le varie prese di posizione. Si prenda, per esempio, l’intervista rilasciata il 18 luglio al Giornale della Toscana da Andrea Cavicchi, presidente degli industriali pratesi, che riporta la presa di posizione dell’Unione Industriale favorevole alla pista parallela. L’organo di stampa riporta con scrupolo le posizioni dell’UIP, che reclama che il nuovo aeroporto sia ben raggiungibile, ma si dimentica di dire che la Camera di Commercio di Prato è azionista di AdF. Quindi, che l’Unione Industriale Pratese sia favorevole è scontato (e Regione ed Enti locali lo sanno benissimo). Ci sono dei soldi in ballo.
A rileggere l’intervista sapendo questo, tutto il pezzo assume un significato diverso; si avverte il nuovo socio regionale di AdF che non se la caverà con l’investimento sull’aeroporto. Ci vogliono anche le infrastrutture dei trasporti. E i parcheggi. C’è anche Prato. Regione e Comune di Firenze non penseranno mica di cavarsela con la sola linea 2 (se mai ci sarà) della tramvia. Quindi se si sa chi possiede, si riesce a capire molto meglio che posizione prende e perché la prende. Magari se gli organi di stampa fossero trasparenti e dichiarassero ciò fin dall’inizio, farebbero un servizio migliore al lettore. Però anche la stampa è parte in causa, e quindi à la guerre comme à la guerre — e al diavolo il servizio pubblico.
Consiglio II: non ci sono più i compagni di un tempo. Se però negli orientamenti privati è più facili orientarsi, più difficile è tenere la barra nei meandri dei partiti, particolarmente di uno labirintico come il PD. Qui le dichiarazioni fioccano: il sindaco di Sesto accusa il presidente della Regione (su praticamente tutti i giornali) di essere arrogante, e dichiara di non avere di lui né stima né fiducia. Gli fa da spalla il sindaco di Campi, che su Repubblica del 14 luglio sostiene che Sesto e Campi sono state ingannate dalla Regione, che un aeroporto nella Piana non ha senso (ma non raddoppiato; non ha senso tout court); e che aeroporto e Parco della Piana sono incompatibili.
Ora che Gianassi e Chini reagiscano, è chiaro; sono loro gli sconfitti della vicenda (in realtà sarebbero i cittadini delle loro mal amministrate comunità, ma per ora sorvoliamo, se ci passate il gioco di parole); lo abbiamo scritto anche noi il 31 maggio chi vince e chi perde, quindi c’è poco da meravigliarsi. Per usare toni così, però, che vanno un po’ sul personale, non è inutile capire come si è giunti a questa sconfitta. Grazie a Dio, ci aiutano i suddetti signori: Chini, da parte sua, ci racconta che “Rossi si era impegnato a far vedere lo studio all’Enac per primi a me e a Gianassi invece non lo ha fatto. Era un accordo, dovevamo abbassare i toni in attesa di conoscere le carte”.
Quindi nell’estate del 2011, quando infuria la bufera sulla variante al PIT contenente il raddoppio dell’aeroporto, che doveva andare in votazione al Consiglio regionale a giugno, Chini, Gianassi e Rossi si mettono d’accordo tra di loro: sarà l’Enac a valutare. Così la polemica si smorza e si prende tempo. Rossi ottempera e va dall’Enac (la votazione in Consiglio regionale è ovviamente rinviata). Va dall’Enac a fare che? Lo dice lo stesso Rossi sull’Unità del 14 luglio (giornata calda, eh?): va a far valutare quale sia l’ipotesi migliore tra pista obliqua e pista parallela. Il che vuol dire due cose: 1) all’Enac — secondo quanto dichiarato dal medesimo Rossi — non viene chiesto di valutare l’ipotesi zero che pure era compresa nella variante al PIT: nessun intervento sull’aeroporto. Dunque la decisione è già presa. 2) trattandosi di un parere rilasciato da ingegneri è perfettamente chiaro fin dall’inizio che sarà la pista parallela quella vincente, perché è quella che permette un aeroporto più bello e più splendente che pria.
Sembra impossibile che Gianassi e Chini non lo sapessero; diavolo, lo sapevamo perfino noi (e infatti l’abbiamo scritto nei Gracidii della Newsletter n. 5). Poi Rossi torna dall’Enac, e annuncia ciò che era perfettamente scontato. Ma in che cosa consiste, allora, il tradimento? Nel fatto che Rossi l’ha detto coram populo, invece che prima privatamente a Chini e Gianassi? Se anche fosse, sarebbe colpa lieve; un amministratore dovrebbe parlare prima di tutto con i cittadini. E poi anche ad averlo saputo prima, Chini e Gianassi che se ne facevano della notizia? Cercavano un qualche modo per salvare la credibilità perduta?
C’è però una spiegazione alternativa e più sottile. Chini e Gianassi, bersaniani, sono arrabbiati perché Rossi, bersaniano, si è schierato con Renzi (che invece a Bersani lo vuole rottamare) ai danni loro. Se si tiene presente il complesso posizionamento, o piuttosto spappolamento in corso nel PD, sempre più simile a un campo di battaglia per bande, si capisce anche l’asprezza delle reazioni che va perfino al di là della questione in gioco. Tanto più che Chini e Gianassi sanno molto bene che il coltello dalla parte del manico ora ce l’ha Rossi: con la Legge Regionale 35/2011 (votata a agosto, nel miglior stile politico italiano) sulle opere pubbliche di interesse strategico regionale, la Regione può rimuovere tutti gli ostacoli frapposti dalle amministrazioni locali alla realizzazione di opere giudicate strategiche. E l’aeroporto è stato giudicato tale.
Consiglio III: lasciate perdere tutto. Se invece non ve ne importa nulla di orientarvi nelle chiacchiere di tutti questi signori, lasciate perdere tutto; tanto quello che viene fuori, gli accordi prese nelle segrete stanze e sempre all’insaputa dei cittadini; le furbate di partito; lo spaccio dei pareri tecnici come responsi oracolari, rivelano solamente un quadro desolante, quello di una politica che sembra più la rappresentazione di una povera compagnia di giro anziché quel trasparente scontro in cui i cittadini sono arbitri e concorrono a realizzare la direzione politica delle comunità (che, a quanto ci consta, l’art. 49 della Costituzione richiede… ma si sa quanto gliene importa della Costituzione a questa generazione di cosiddetti politici).
Quindi chi volesse rifuggire dai fumi maleodoranti di questa bassa cucina, ha tutta la nostra simpatia, purché agisca con conseguenza in sede di espressione elettorale e tenti di mettere tutti costoro in condizione di non nuocere con l’arma del voto democratico; tanto più che per orientarsi davvero in tutta questa vicenda è sufficiente un solo dato che non c’entra nulla con la Costituzione, con il declino o la crescita, con l’ambiente, con la buona amministrazione: il bilancio 2011 di Edizione srl, la società veicolo che costituisce il cuore del gruppo Benetton (il quale, tramite Aeroporti di Torino, ha una grossa quota di AdF). Ebbene, il gruppo Benetton i soldi non li fa mica più con i maglioncini reclamizzati da Oliviero Toscani; il ricavato netto 2011 del gruppo (circa 300 milioni di euro) viene per il 52,4% da Autogrill, concessioni autostradali e aeroporti; per il 30,7% da infrastrutture e servizi per la mobilità; e solo per il 16,6% da tessile e abbigliamento (peraltro in calo del 2% rispetto al 2010). Quindi quasi l’85% dei ricavi viene da settori che sono tutti in genere di monopolio e per i quali è indispensabile l’alleanza con il socio pubblico. Capite dove vogliamo arrivare?

“Se tu dai una VAS a me .. io poi do una VIS a te ..”: le ultime sull’aereoporto di Peretola, dal Comitato MenteLocale

10 luglio 2012
“Non fai in tempo a fare un dossier sull’aeroporto, che subito tocca un aggiornamento…”, ecco come inizia il nuovo editoriale del Comitato Mente Locale della Piana, pubblicato proprio ieri sera, a ridosso fra l’altro, dell’incontro sul tema della “Mobilità nella Piana”, alla Festa Democratica di Campi alla presenza del Presidente della Provincia Barducci, del vicesindaco Serena Pillozzi del Comune di Campi e dei rappresentanti PD della piana. In effetti la controversa situazione dell’aereoporto di Peretola, con i suoi innumerevoli cambiamenti finisce per confondere e non poco, specie quando le cose sembrano andare per il meglio .. ma vediamo cosa si nasconde dietro questa nuova iniziativa che coinvolge i sindaci del quadrilatero racchiuso fra Campi, Sesto, Calenzano e Signa.
Ecco l’aggiornamento: secondo le notizie filtrate sulla stampa (ahimè, stavolta siamo gli ultimi a sapere; forse che gli uffici stampa dei comuni non ci amano molto?), i sindaci di Campi, Sesto, Calenzano e Signa hanno formalizzato al presidente della regione la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul “quadrante geografico della piana fiorentina e su quello pratese interessati dall’ipotesi di potenziamento dell’aeroporto Vespucci. Scopo della nuova VIS sarebbe quella di “definire il numero di persone coinvolte e individuare eventuali aree protette e sensibili ai cambiamenti ambientali che potrebbero derivare dall’intervento”. Come avverrà ciò? La nuova VIS dovrebbe “raccogliere e analizzare i dati relativi all’ospedalizzazione e alla mortalità della popolazione, stimandone gli effetti a breve e a lungo termine”. Ciò è già stato fatto in passato, ad esempio nella VIS del 2003 sul previsto inceneritore di Case Passerini (se ne occuparono ARPAT e Università di Firenze), ma evidentemente i sindaci non si fidano e suggeriscono che alla redazione della VIS partecipi un”istituto terzo extraregionale”. Fin qui le anticipazioni sulla stampa della lettera inviati dai suddetti sindaci a Rossi.
Come valutare questa contromossa dei sindaci, che interviene dopo la mossa di Rossi che ha reso noto il parere di Enac sulla pista parallela (vedi in proposito il gracidio Aeroporto: chi vince e chi perde)? In sé e per sé, sembra una mossa tutta a difesa dell’ambiente della piana; si prende tempo, si fanno studi più approfonditi, si studia meglio l’impatto. Ecco i cavalieri verdi della piana, in lizza contro il maligno aeroporto. La popolazione si stringa a loro! Essi difenderanno noi e la nostra aria!
Si fa presto a farsi l’idea che il verde di questi cavalieri è piuttosto pallido, ma parecchio sbiadito, e che la contromossa è più una contromossa della disperazione, nel tentativo di accreditarsi (se qualcuno ci crede) come difensori dell’ambiente, piuttosto che una robusta reazione di amministratori che hanno deciso di giocarsi la rielezione sulla difesa del territorio. E il perchè eccolo qui.
Se io do la VAS a te
E’ utile ai cittadini sapere che non è la prima volta che viene chiesta una nuova VIS sull’aeroporto. In effetti, al tempo della redazione della Variante al PIT che la giunta regionale votò nel febbraio 2010 e la cui prima parte è costituita dal Rapporto Ambientale, le amministrazioni e gli enti avevano già avuto tutti la bozza della variante, prima ancora che la giunta la votasse, e avevano potuto fare le loro osservazioni. Orbene, non ci risulta da tali atti che il comune di Sesto né quello di Calenzano avessero minimamente intenzione di chiedere una nuova VIS. Tale richiesta partì esplicitamente dalla ASL, che ne fece richiesta “nella fase preliminare di screening”, p. 30 del Rapporto Ambientale, almeno per quanto riguardava le varie alternative di potenziamento dell’aeroporto (pista obliqua, pista parallela, ecc.); e, in modo più velato, il comune di Campi. A questa richiesta di VIS la regione rispose picche, nei termini seguenti: “La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa, ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una configurazione di impatto si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alle pianificazioni e programmazioni discende da normative comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche” (pagina 41 del Rapporto Ambientale).
Sostanzialmente, la regione diceva questo: la VIS è una procedura che non ha forza di legge (infatti è volontaria) e che serve semplicemente a comparare l’impatto di due localizzazioni possibili. In altri termini: l’inceneritore fa meno male se lo metto a Case Passerini, o se lo metto a Osmannoro 2000? E infatti la VIS dell’inceneritore fu fatta esattamente in questo modo. Al contrario, dice la regione (e in questo ha ragione, se ci passate il gioco di parole) la valutazione di scelte strategiche prima che esse vengano fatte va fatto con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e non con la VIS (che invece valuta possibili ipotesi di realizzazione di una scelta già fatta), tanto più che la VAS è prevista dalla normativa europea oltre che da una legge regionale; e il Rapporto Ambientale è già la prima parte della VAS. Tradotto in pillole: nella VAS c’è già anche la VIS e non rompeteci più le scatole.
Queste cose le amministrazioni lo sanno. E allora perchè insistere su una richiesta così poco incisiva, tenendo anche conto del fatto che, se la VIS non ha forza di legge, anche se contraddicesse la VAS, non servirebbe a nulla, perchè è quest’ultima la procedura prevista dalla legge. Qui si entra nel campo dell’interpretazione e la nostra è buona come quella di un altro. Però è verosimile. Nella lotta contro l’aeroporto, che rischia di danneggiare in modo irreparabile non solo i cittadini dei comuni della piana (i cui immobili ovviamente si deprezzeranno) ma anche i piani strutturali delle amministrazioni ora e in futuro (il Rapporto Ambientale ha avvertito chiaramente che in base alle scelte infrastrutturali che si fanno sull’aeroporto è ben possibile che occorrano fare cambi di destinazione d’uso dei terreni -su ciò si veda il dossier sull’aeroporto) i sindaci in carica (ancora per poco) devono decidere quale strategia adottare in un gioco che vede vincente la metropoli e perdenti i comuni della cintura. Occorre prendere di petto l’avversario, oppure cercare di prendere tempo e giocarsi una partita di astuzia cercando di non spaccare in modo irrimediabile gli equilibri politici all’interno del partito dominante cui appartengono TUTTI questi amministratori? Nel primo caso si va verso una situazione simile a quella della Val di Susa, con gli amministratori (o buona parte di essi) che si schierano alla testa dei propri cittadini e in difesa dei propri territori contro gli accordi centrali (nazionali o regionali fa lo stesso) e che si espongono al rischio dell’espulsione (è successo davvero ad amministratori valsusini eletti nelle file del PD; Filippo Penati invece non è stato espulso dal partito); nel secondo si va verso un gioco di ombre in cui la resistenza è già destinata a cadere ma dopo aver dato l’impressione di aver resistito eroicamente fino all’ultimo; quel gioco di ombre che si chiama politique politicienne o, se preferite, teatrino. Nel primo caso si ha un effettivo movimento civico; nel secondo, è una battaglia di partito.
Io poi do la VIS a te
Ma mettiamo che Rossi decida di non rompere con decisione, per evitare uno scenario valsusino, e conceda ai sindaci della piana la sospirata VIS in maniera da salvare loro la faccia. Mettiamo anche che la VIS si faccia. A che cosa servirebbe? Continuerebbe a essere una procedura priva di efficacia (e quindi la regione potrebbe ignorarla a piacere). C’è però di peggio; così come l’hanno chiesta i sindaci non servirebbe assolutamente a nulla. A che serve infatti chiedere di analizzare i dati sulle ospedalizzazioni (oltretutto mentre le tagliano)? Nulla di quanto i sindaci si avvicina infatti al vero nodo che la VIS sull’inceneritore aveva ignorato e che quelli di voi che hanno firmato la famosa diffida ben conoscono: quali sono gli inquinanti già presenti nella Piana e che sono penetrati nella catena alimentare? Qualcuno li ha mai analizzati? Chi sa a che punto siamo con PCB, diossine, mercurio, ossia con inquinanti che si accumulano lentamente e che l’organismo non riesce a eliminare, e che oltretutto non provocano ospedalizzazione se non in tempi molto lunghi? Quindi capite anche voi che l’eventuale VIS non avrebbe gran che senso dal punto di vista della difesa dell’ambiente; si rischia di fare la fine di Montale, dove, quando misurarono diossine e PCB, si accorsero che erano a livelli allarmanti, ma poi dissero che non derivavano dall’inceneritore ma da fonti di inquinamento di cui non si sapeva nulla. Peraltro, se si deve fare una nuova VIS come quella dell’inceneritore, in cui si diceva che sì, l’impianto fa male, ma le opere di mitigazione e la diminuzione delle fonti inquinanti (ci saranno meno camion che portano i rifiuti alla discarica) faranno sì che poggio e buca facciano pari, allora forse possiamo risparmiare tutti qualche euro. Perciò, a parere di chi scrive, la richiesta della VIS non è un’iniziativa forte; non è nemmeno un’iniziativa sensata, se non in direzione della ricomposizione all’interno di un partito dello scontro sull’aeroporto. Dà l’idea che qualcosa si muova; e qualcosa si muove. Ma in che direzione?
Non è però inutile però per i cittadini sapere a che punto è lo scontro. Che i sindaci della piana non siano in piena rotta di collisione con regione e comune di Firenze è ovvio; altrimenti avrebbero impugnato la VAS anziché chiedere una VIS. E’ possibile però per i cittadini scompaginare le carte richiedendo un’indagine epidemiologica sugli inquinanti già presenti nella piana e in particolare nella catena alimentare. Una raccolta di firme in tal senso sarebbe una campagna facile da attuare per quelle forze che non vogliano rassegnarsi all’esito di uno scontro che altrimenti sembra già segnato.

Inceneritore: “una vergogna senza fine”.. non passa per un solo voto la richiesta di nuova VIS e VAS presentata da Viti

1 maggio 2012

E’ diventata bollente la situazione dell’inceneritore di Case Passerini, dopo le 870 firme raccolte dai cittadini per la diffida contro i sindaci della Piana, alle quali se ne aggiungeranno presto quasi altrettante, assistiamo oggi ad una pagina non troppo entusiasmante del nostro sistema decisionale con astensioni (3 consiglieri di maggioranza) ed uscite dall’aula del consiglio comunale al momento della votazione, nel momento di decidere se richiedere una (ovvia) nuova revisione della VIS – Valutazione Impatto Sanitario e VAS – Valutazione Impatto Ambientale, richieste appunto dal Gruppo No Inceneritore. Una vergogna come dice il consigliere Viti ed è vero, perchè per un solo voto (a quanto ci risulta) la mozione è stata respinta .. e questa situazione al di là di tutto apre un interrogativo su come mai il fronte della maggioranza ha ceduto in modo quasi netto.. forse la ragione sono quelle 10 diffide che potrebbero aver fatto breccia su qualche consigliere, che finalmente sente su di se il probabile peso di una decisione non troppo scontata ? staremo a vedere, intanto vi riporto il comunicato di Roberto Viti della Lista Civica No Inceneritore e lascio a voi ogni considerazione e commento..

La Lista Civica “No Inceneritore” dopo l’adozione di febbraio, da parte della Provincia, del Piano Provinciale dei Rifiuti, che prevede anche la costruzione dell’inceneritore di Case Passerini (niente paura la votazione finale sarà a fine anno), ha presentato un O.d.G. in cui impegnava il Sindaco e la Giunta (tra le osservazioni che è possibile presentare entro 60 gg.), a chiedere, al Presidente Barducci l’aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS). Questo perché il piano adottato si fa forte solo di una VIS del 2006 redatta con dati ancor più vecchi del 2000/ 2004, circa l’analisi dell’inquinamento presente nella Piana per poter consentire o meno la costruzione dell’inceneritore.
Detta VIS di 300 pagine (io le ho lette tutte) già nell’ultima terza parte non dava il disco verde a tale installazione ma tutt’al più il giallo. Ma tanto fece il Renzi (presidente di allora) che tale indagine venisse stiracchiata e pilotata e in più, usando il solito spauracchio dell’emergenza rifiuti, quella VIS passò a fatica e, molto, molto a fatica passò anche l’inceneritore.
Da allora sono passati sei anni e visto che qui a Campi, nella Sala Consiliare, in un recente incontro pubblico, presente il Chini e tutta la congrega, Barducci promise che, se qualcuno gli avesse fatto pervenire formale richiesta, avrebbe fatto aggiornare tale documento. È ovvio che dopo sei anni la situazione dell’inquinamento della Piana sia molto peggiorata. Ci è sembrato pertanto cosa buona e giusta approfittare di tale promessa e di tale occasione per ottenere dal Consiglio Comunale la richiesta, sollecitata dalla nostra Lista, di sapere se sia ancora possibile ospitare questa micidiale infrastruttura. Non l’avessimo mai fatto!!
Questo nostro O.d.G. per far conoscere anche a gratis ai cittadini (paga la Provincia), se era il caso dal punto di vista di sicurezza sanitaria ed ambientale, di inserire ancora l’inceneritore nel nostro territorio non era nemmeno da pensare. I cittadini se lo devono prendere e prepararsi ad ammalarsi gravemente o emigrare senza fiatare perché in tutte le covate istituzionali del PD si è già deciso.
Memorabile l’arrogante slogan di Renzi “Noi si è deciso di decidere”. Nella seduta, introducendo l’atto formale, ho pacatamente chiesto e in maniera accorata, che fosse l’intero Consiglio Comunale a dare il via, senza pregiudizi a questo nostro O.d.G.; non c’era storia di parte! È certo che il veleno dell’inceneritore è democratico e si infila nei polmoni e negli organi di tutti, compagnucci compresi. Già nei due precedenti Consigli avevano provato a rimandare l’O.d.G. con mezzucci di basso profilo etico-politico. Due loro Consiglieri, ammaestrati, ( prima Nucciotti e poi Bacci) senza darne motivo, si opponevano alle mie reiterate richieste di anticipazione per poterlo così rinviare di seduta in seduta col chiaro intento di far passare il tempo affinché si andasse fuori dei termini provinciali di 60 gg. Ma all’ultimo Consiglio del 26 u.s. i signori Democratici hanno dovuto togliersi la maschera ed hanno così bocciato il provvedimento ma solo per un soffio (l’opposizione tutta, bene si è comportata), motivando che l’inceneritore è già deciso dai loro caporioni e non se ne parla di ridiscuterlo e ovvio viene da aggiungere, non è nemmeno da far sapere ai cittadini i dati negativi che sarebbero sicuramente emersi se la VIS venisse aggiornata. Il capogruppo del PD, Colzi, in forte difficoltà, è arrivato a raccontare anche bugie pur di non far passare questa nostra richiesta che il Chini avrebbe poi dovuto girare al Barducci il quale si sarebbe sicuramente arrabbiato dimostrando che la sua precedente promessa era solo un miserevole atto di propaganda.
Nella replica che mi è stata consentita in quanto estensore dell’O.d.G. la mia civile presentazione è cambiata. Ho rivolto a loro una bufera di accuse che per il tono e la veemenza faceva più male a me che a loro, politici di razza! Non c’è stato verso ed insieme al solo capogruppo dell’Italia dei Valori (il sempre signorsì, Giannerini) il PD si è reso responsabile di aver respinto l’opportunità irripetibile di conoscere i dati veri dell’inquinamento aggiornati ad oggi. Spero proprio che ci se ne ricordi!
L’inceneritore s’ha da fare! Troppi sono gli interessi che porta, alla faccia della salute dei cittadini e che se lo dovranno anche pagare. Avendo imparato a conoscere i personaggi l’esito l’avevo messo nel conto e pertanto la sottoscritta Lista “No Inceneritore” presenterà entro i termini la richiesta che il PD non ha voluto con intrighi di regolamento e con la votazione di rigetto, far sapere alla gente la verità dei dati attuali. Si sono comportati con il panico di come dire: un s’abbia a non poterlo far più il nostro cancrovalorizzatore!!
Il Consigliere Roberto Viti della Lista Civica: Comitato Civico Campigiano “No Inceneritore”

Ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 aprile 2012

26 aprile 2012

Giovedì 26 aprile la seduta del consiglio comunale inizia alle ore 15.00 con interruzione alle ore 20.00 e ripresa alle ore 21.00, presso La Sala Consiliare Sandro Pertini, in Piazza Dante 36, con i seguenti punti iscritti all’ordine del giorno:
– Comunicazioni del Presidente, del Sindaco e quesiti a risposta immediata.
– Interrogazione su aumento del deposito cauzionale e rimodulazione delle tariffe da parte di Publiacqua, presentata dal consigliere comunale A. Esposito del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Ordine del Giorno: al fine di ottenere l’aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2006 insieme all’indispensabile Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a fronte della recente avvenuta adozione del Piano Provinciale dei Rifiuti, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Proposta di deliberazione: Aree Peep – Rimozione del vincolo del prezzo massimo di vendita degli alloggi ai sensi del comma 49-bis e -ter, art. 31, Legge n. 448/1998, così come introdotto dalla Legge 12 luglio 2011, n. 106 e modificato dal comma 16-undecies, art. 29 della Legge n. 14 del 24.02.2012. Revisione della precedente deliberazione C.C. n. 178/2009.(Ufficio Edilizia Pubblica).
– Proposta di deliberazione: Approvazione del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per l’anno 2012. (Ufficio Opere Infrastrutturali).
– Proposta di deliberazione: Approvazione del Rendiconto della gestione esercizio 2011.(Settore Servizi Finanziari).
– Mozione: definizione di nuova strategia fiscale per ridurre l’onere fiscale di quei contribuenti che possiedono dei crediti nei confronti del Comune di Campi Bisenzio, presentata dal gruppo consiliare “P.D.L.”.
– Ordine del Giorno per la richiesta di estensione della raccolta dei rifiuti porta a porta a completamento sull’intero territorio comunale, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Ordine del Giorno: l‘iniziativa della Giunta Comunale sulla difesa del suolo, presentato dalla Giunta Comunale.
– Ordine del Giorno: “Prelievo del sangue presso la sede ASL di Campi Bisenzio: interventi migliorativi”, presentato dal consigliere comunale P. Fedi del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Ordine del Giorno: sfiducia Assessore Ferrero Cerretelli, presentato dal consigliere comunale G. Brandino del gruppo misto “Futuro e Libertà per l’Italia”.
– Ordine del Giorno: Riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti, presentato dal gruppo consiliare “P.D.”.

Odg del Consiglio comunale del 27 marzo 2012

24 marzo 2012

Martedì 27 marzo avrà luogo un consiglio comunale alle ore 15.30, presso La Sala Consiliare Sandro Pertini, in Piazza Dante 36, con i seguenti punti iscritti all’ordine del giorno:
– Comunicazioni del Presidente, comunicazioni del Sindaco e quesiti a risposta immediata.
– Interrogazione su manutenzione marciapiedi e segnaletica stradale nella Frazione di San Donnino, presentata dal consigliere comunale P. Fedi del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Interrogazione sulla Bretella Autostradale Prato-Stagno, presentata dal consigliere comunale S. Targetti del gruppo “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”.
– Interrogazione sulla manutenzione degli edifici ERP di via dei Platani 5, San Donnino, presentata dal consigliere comunale S. Targetti del gruppo “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”.
– Proposta di deliberazione per modificare il “Regolamento Comunale per la Disciplina della Pubblicità”, presentata dal consigliere comunale S. Targetti del gruppo “Rifondazione-Comunisti Italiani/Sinistra Alternativa”.
– Proposta di deliberazione: Patto di Gemellaggio Campi Bisenzio (Italia) – Ouhai (Repubblica Popolare Cinese). (Ufficio Dialogo Interculturale, Pace e Gemellaggi).
– Ordine del Giorno per la richiesta di estensione della raccolta dei rifiuti porta a porta a completamento sull’intero territorio comunale, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Ordine del Giorno: Promuovere la collaborazione e l’integrazione della comunita’ cinese nella vita economica e civile di Campi Bisenzio, all’interno di una cornice chiara di diritti e doveri, presentato dal gruppo consiliare “P.D.”.
– Ordine del Giorno: l’iniziativa della Giunta Comunale sulla difesa del suolo, presentato dalla Giunta Comunale.
– Ordine del Giorno: al fine di ottenere l’aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2006 insieme all’indispensabile Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a fronte della recente avvenuta adozione del Piano Provinciale dei Rifiuti, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Ordine del Giorno: Situazione “Nuovo Corriere di Firenze”, presentato dal consigliere comunale A. Esposito del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Ordine del Giorno: Un impegno concreto in favore dei diritti umani, presentato dai gruppi consiliari “P.D.” e “Per Un Buon Futuro”.

“Ultimi gracidii dal padule” (1).. quello che non ti raccontano nella Piana, te lo diciamo noi…

12 settembre 2011

Con questo titolo eloquente, il Comitato MenteLocale propone una panoramica su tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi estivi. Decisioni, notizie ed altre informazioni che fanno parte della estesa comunità della Piana, ma che spesso rimangono trapelate, anche perché  sminuite dalle varie amministrazioni (il fatto di essere divulgate nel periodo estivo ne è la prova). Io proporrò a spot queste notizie che potranno non riguardare il nostro territorio campigiano, ma le ritengo importanti per aprire un panorama più ampio sulle decisioni prese nella nostra provincia o regione, i cui effetti spesso ricadono sul nostro territorio. Tutte notizie che siete pregati di commentare e divulgare.
Il 1 agosto 2011 è stata recapitata in Regione la lettera firmata dai presidenti delle province di Firenze e di Prato e dai sindaci di Sesto, Campi, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Prato e Signa, che richiede alla Regione medesima di condurre una Valutazione di Impatto Sanitario in relazione al progetto di variante al PIT –raddoppio dell’aereoporto di Peretola.  La lettera fa seguito alla disponibilità del presidente della Regione che in data 10 giugno si era detto favorevole a eseguire una simile Valutazione “se fosse stata richiesta”. Dal 1 agosto la richiesta è ufficiale.
A questo proposito c’è da osservare: per la variante al PIT è già in corso una VAS (Valutazione ambientale strategica) che è una procedura che discende direttamente dal diritto comunitario (Direttiva 2001/42/CE) e che è stata recepita sia dallo Stato Italiano (Dlgs. 152/2006) che dalla regione Toscana (Legge Regionale 10/2010). La VIS è invece una procedura volontaria che non ha forza di legge. A questo proposito, gli estensori del Rapporto ambientale prima fase della VAS, contenuto nella variante al PIT, quando la faccenda della nuova VIS era stata già tirata fuori dal comune di Campi Bisenzio, avevano osservato: “In relazione alle osservazioni dell’Azienda Sanitaria e del Comune di Campi Bisenzio che ritengono opportuno lo svolgimento della VIS si evidenzia quanto segue. La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una valutazione di impatto, si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alla pianificazione e programmazione discende direttamente da norme comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche; in particolare è ricompreso nella VAS “ (pagina 41).
Ora la questione della VIS viene ritirata fuori, senza dubbio come manovra per prendere tempo da parte degli amministratori che si oppongono alla pista parallela. La scelta dello strumento VIS non è però felice per due motivi: 1) la procedura non ha forza di legge, e quindi, quand’anche fosse negativa, non può impedire alla Regione di andare avanti con la variante al PIT. Meglio sarebbe stato concentrarsi sulle manchevolezze della VAS che è stata fatta veramente con i piedi (per dirne una, non prende assolutamente in questione la faccenda dell’accumulo degli inquinanti nella catena alimentare) ed è oltretutto scritta in un italiano zoppicante e sgrammaticato, tale da renderla quasi incomprensibile al cittadino che ne volesse prendere visione.  2) la VAS (e purtroppo anche la VIS nuova di zecca) danno per scontata la realizzazione di tutte le altre infrastrutture inquinanti che non siano l’aereoporto. Come scrive il Rapporto Ambientale: “l’attuale integrazione al PIT non definisce nessuna nuova strategia per il termovalorizzatore ma assume nel quadro conoscitivo l’attuale livello di programmazione (piani provinciale dei rifiuti, accordi e intese sovracomunali…) e valutazione a cui si trova questo intervento. Per conseguenza non vengono analizzate nel procedimento in esame scelte di dettaglio relative alla localizzazione od alla tecnologia migliore per la termovalorizzazione” (pagina 40). Quindi si tratta di una VIS per modo di dire, tenuto conto del fatto che le fonti maggiori di inquinamento  per le quali non è possibile nessun abbattimento né mitigazione vengono tenute fuori dalla nuova indagine.
Tutti questi motivi inclinano a pensare che la faccenda della VIS non sia altro che una mossa nella complessa partita dell’aereoporto che però dipenderà più da equilibri di partito che da vera attenzione e sensibilità per la salute dei cittadini. Vi terremo comunque informati sugli sviluppi.
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Tutti uniti ! Tutti insieme ! Ma scusa quello non è il sindaco ?

2 maggio 2011

Ricevo e pubblico da parte della Lista Civica No-Inceneritore di Campi Bisenzio.

A volte le cose bisogna spiegarle più volte. Benché i lettori di questo blog sappiano che ci sono stati già molti nostri interventi contro il raddoppio dell’aereoporto di Peretola, ci sono ancora molti che ritengono che le posizioni di questa lista indeboliscano un fronte che si batte contro il raddoppio del medesimo aereoporto; ad esempio, Fabrizio Nucci, che ne scrive su Metropoli di venerdì 30 a pagina 28. Il motivo dell’indebolimento sta in questo: che questa lista non fa fronte comune con i sindaci. Non si esprime a loro favore. Anzi non perde occasione per dare loro addosso. In questo senso, Nucci non ha torto nel sottolineare il fatto che non tutti i nemici dell’aereoporto stanno tutti allineati. Fin qui l’analisi è perfetta. Manca solo un ultimo punto di chiarificazione: perché?
Sarebbe facile rispondere che i signori sindaci non si sono affatto sognati di richiedere il nostro sostegno, benchè li avessimo sollecitati a appellarsi ai cittadini durante il consiglio comunale di fine marzo 2011 alla presenza del sindaco di Prato e del presidente della Provincia. Si potrebbe anche dedurre che tutti costoro non vogliano gli incontrollabili comitati tra i piedi e preferiscano combattere le loro battaglie nelle stanze chiuse delle riunioni di partito – e che quindi la faccenda di chi non vuole fare fronte comune resti alquanto impregiudicata rispetto al giudizio di Nucci. Però sarebbe una risposta, in fondo, disonesta; è chiaro che le differenze sono più profonde. Ed eccole qui.
In soldoni, lo diciamo alla buona, ci viene chiesto di sostenere la battaglia di chi afferma di volere una VIS a tutto tondo come arma contro l’aereoporto salvo poi affermare in piena tranquillità di coscienza che le infrastrutture già decise non verranno rimesse in discussione dalla proposta nuova VIS. Ma se non rimette in discussione tutto, come fa questa VIS a essere a tutto tondo? Di queste continue ambiguità, furberie, distrazioni astute, la politica del PD nella Piana è stracolma. Forse questo modo di fare politica andrà bene per loro; ma ai comitati dei cittadini non si può proporre una politica così. Un altro esempio: la VIS o rimette in discussione tutto o in realtà non sposta nulla, perché non è una procedura prevista dalla legge. La regione ha già avviato una nuova e più globale VAS (valutazione ambientale strategica) di cui la variante al PIT costituisce già la prima parte.
In tutti i possibili scenari descritti dalla VAS (raddoppio dell’aereoporto tramite pista parallela; raddoppio tramite pista allungata; nessun intervento) l’inceneritore è l’invariante. Nulla vieta che la nuova VIS si faccia, ma che intanto, una volta che il consiglio regionale abbia approvato la variante al PIT (e il voto è previsto a giugno, quindi manca poco), la regione vada avanti facendosi forte della VAS (che la VIS non ha nessun potere di bloccare). E sulla questione della pista, ricordiamocelo, decide la società Aereoporto di Firenze. Allora perché invece di opporsi direttamente agli scenari previsti nella VAS i comuni hanno deciso di chiedere una nuova VIS che però salva il pregresso, aprendo un doppio procedimento che rischia seriamente di essere un inutile doppione? Forse perché opporsi alla VAS significava appunto mettere in pericolo l’agognato inceneritore mentre chiedere una nuova VIS che però non rimette in discussione le infrastrutture già decise no? E che faranno quando a giugno il consiglio regionale avrà approvato la variante al PIT?
Faranno ricorso al TAR, come noi contro l’inceneritore? Voi lo sapete? Qualcuno ce lo ha detto? Tra l’altro, non è che tutti i punti della variante al PIT siano cattivi. A noi l’idea che la regione possa mettere un freno agli appetiti cementificatori dei comuni che, per incassare gli oneri di urbanizzazione, non si sono fatti scrupolo di abusare (uso questo termine per evitare guai legali; ne dovrei impiegare uno molto più duro) del nostro ambiente, non sembra mica tanto sbagliata. Dietro la difesa della autonomia dei piani strutturali comunali c’è questo: il diritto di svendere l’ambiente per continuare a incassare gli oneri di urbanizzazione. Ma non è la nostra battaglia.
Insomma c’è molto di non detto in questa battaglia sull’aereoporto. C’è molto sottotesto che non è stato spiegato ai cittadini. Come fare fronte comune con chi ha fini inconfessati ma non tollera di sentirselo dire? Come combattere insieme se si ha la netta sensazione che l’obiettivo sia comune sulla carta, ma che in realtà sia ognuno per sé e l’inceneritore per tutti? E in queste condizioni, che cosa dovremmo fare, correre in difesa di amministrazioni che non ci dicono tutto e che ci vorrebbero trattare, per dirla come va detta, da utili idioti, e farci tirare dentro uno scontro che per ora è restato tutto interno al PD per far trionfare la causa di quelli che, una volta incassata la vittoria, ce lo butterebbero nel baugigi realizzandoci l’impianto di case Passerini? E perché non ci chiedete anche di suicidarci? Quindi è ovvio come vanno le cose; i comitati, che sono e restano contro il raddoppio dell’aereoporto, faranno la loro battaglia, ma da comitati dei cittadini; i signori sindaci, nelle stanze chiuse di partito, si faranno la loro. E’ inutile imputare ciò a questa lista; non siamo stati noi né a scegliere né la materia del contendere né il campo di battaglia e neanche l’uso delle armi. Dopodiché, combattiamo con le armi che abbiamo; magari da idioti, ma inutili a questo giochini. Semmai ci sarebbe da riflettere su un’altra cosa; la totale incomprensione e sfiducia tra partiti e comitati che qui nella Piana impera. Non si tratta di un destino; altrove, a Capannori, in Val di Susa, ciò non avviene. Se qui avviene, è perché si vuole che avvenga. Io credo che politici responsabili dovrebbero riflettere attentamente su questo, soprattutto in periodo di astensione elettorale crescente e di maggioranze bulgare che non sono più tali. Anche perché i comitati sono di solito formati dai cittadini più coscienti, attivi e informati. La loro comparsa è la spia di una sofferenza della politica che non sarà più possibile ignorare a lungo.
Un’ultima notazione prima della fine. Sempre Nucci osserva sul medesimo Metropoli a pagina 10 che “la pista parallela è un’assurdità in termini di impatto ambientale ed economico… che non può reggere al confronto democratico e che quindi può essere solo imposta con buona pace del modello di governance toscano tanto sbandierato”. E’ certamente vero. Ma provate a sostituire, nel periodo precedente, l’espressione “la pista parallela” con “l’inceneritore di case Passerini”. Non funziona tutto ugualmente? Non è tutto quanto altrettanto certamente vero? Non ha dimostrato il referendum del dicembre 2007 che l’inceneritore non regge al confronto democratico e lo si può solo imporre?
E allora perché quello non può essere messo in discussione e l’aereoporto sì? Le ragioni di chi sostiene che l’aereoporto è una catastrofe ambientale mentre l’inceneritore è necessario si rivoltano loro contro come cani che azzannano il padrone. No, mi dispiace, ma in questa faccenda dell’aereoporto c’è qualcosa che puzza di bruciato lontano un chilometro. E i cittadini, ormai, hanno buon naso.
PAOLO LOMBARDI – PIETRO MUGIONE