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Sviluppo Aeroportuale Toscano: il M5S di Campi affronta il tema con le scelte antieconomiche, deficit e rischi ambientali

14 marzo 2014

1920079_404256576384589_579983364_nIl M5S di Campi Bisenzio organizza per il prossimo 4 aprile 2014, un incontro sul tema aeroportualità toscana, che tratterà in modo particolareggiato le varie problematiche di carattere economico, logistico e ambientale legate all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” e l’aeroporto di Pisa “Galileo Galilei” che entra a pieno titolo nel progetto, con la creazione di una Holding a gestione integrata. Scelte dettate da strategie di business che non tengono conto dei costi abnormi dell’operazione che in parte ricadrebbero sulle spalle dei cittadini, della scarsa produzione di posti di lavoro e dei possibili danni ambientali che ne deriverebbero. Il M5S è da sempre contrario a questo progetto, proponendo in alternativa un incremento della rete ferroviaria con lo scalo pisano, salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono nella Piana.
L’incontro si terrà alle ore 21 presso la sala Consiliare “Sandro Pertini” del Comune di Campi Bisenzio.

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Aereoporto: da MenteLocale, una bussola per orientarsi

24 luglio 2012

Un’altro contributo da MenteLocale della Piana per districarsi nella complicata questione dell’ampliamento dell’ aereoporto di Peretola:

Com’era ovvio aspettarsi, fioccano in questi giorni le interviste sulla stampa e le prese di posizione (ancorché con grande ritardo) sulla questione dell’aeroporto. Sono tante; sono talmente tante che si fa fatica a districarsi. Forse faremo un servizio utile nel fornire al lettore uno strumento per orientarsi in questo polverone; chi sostiene che cosa, e soprattutto perché.
Consiglio I: segui i soldi. È sempre utile tenere presenti le cointeressenze nello spiegare le varie prese di posizione. Si prenda, per esempio, l’intervista rilasciata il 18 luglio al Giornale della Toscana da Andrea Cavicchi, presidente degli industriali pratesi, che riporta la presa di posizione dell’Unione Industriale favorevole alla pista parallela. L’organo di stampa riporta con scrupolo le posizioni dell’UIP, che reclama che il nuovo aeroporto sia ben raggiungibile, ma si dimentica di dire che la Camera di Commercio di Prato è azionista di AdF. Quindi, che l’Unione Industriale Pratese sia favorevole è scontato (e Regione ed Enti locali lo sanno benissimo). Ci sono dei soldi in ballo.
A rileggere l’intervista sapendo questo, tutto il pezzo assume un significato diverso; si avverte il nuovo socio regionale di AdF che non se la caverà con l’investimento sull’aeroporto. Ci vogliono anche le infrastrutture dei trasporti. E i parcheggi. C’è anche Prato. Regione e Comune di Firenze non penseranno mica di cavarsela con la sola linea 2 (se mai ci sarà) della tramvia. Quindi se si sa chi possiede, si riesce a capire molto meglio che posizione prende e perché la prende. Magari se gli organi di stampa fossero trasparenti e dichiarassero ciò fin dall’inizio, farebbero un servizio migliore al lettore. Però anche la stampa è parte in causa, e quindi à la guerre comme à la guerre — e al diavolo il servizio pubblico.
Consiglio II: non ci sono più i compagni di un tempo. Se però negli orientamenti privati è più facili orientarsi, più difficile è tenere la barra nei meandri dei partiti, particolarmente di uno labirintico come il PD. Qui le dichiarazioni fioccano: il sindaco di Sesto accusa il presidente della Regione (su praticamente tutti i giornali) di essere arrogante, e dichiara di non avere di lui né stima né fiducia. Gli fa da spalla il sindaco di Campi, che su Repubblica del 14 luglio sostiene che Sesto e Campi sono state ingannate dalla Regione, che un aeroporto nella Piana non ha senso (ma non raddoppiato; non ha senso tout court); e che aeroporto e Parco della Piana sono incompatibili.
Ora che Gianassi e Chini reagiscano, è chiaro; sono loro gli sconfitti della vicenda (in realtà sarebbero i cittadini delle loro mal amministrate comunità, ma per ora sorvoliamo, se ci passate il gioco di parole); lo abbiamo scritto anche noi il 31 maggio chi vince e chi perde, quindi c’è poco da meravigliarsi. Per usare toni così, però, che vanno un po’ sul personale, non è inutile capire come si è giunti a questa sconfitta. Grazie a Dio, ci aiutano i suddetti signori: Chini, da parte sua, ci racconta che “Rossi si era impegnato a far vedere lo studio all’Enac per primi a me e a Gianassi invece non lo ha fatto. Era un accordo, dovevamo abbassare i toni in attesa di conoscere le carte”.
Quindi nell’estate del 2011, quando infuria la bufera sulla variante al PIT contenente il raddoppio dell’aeroporto, che doveva andare in votazione al Consiglio regionale a giugno, Chini, Gianassi e Rossi si mettono d’accordo tra di loro: sarà l’Enac a valutare. Così la polemica si smorza e si prende tempo. Rossi ottempera e va dall’Enac (la votazione in Consiglio regionale è ovviamente rinviata). Va dall’Enac a fare che? Lo dice lo stesso Rossi sull’Unità del 14 luglio (giornata calda, eh?): va a far valutare quale sia l’ipotesi migliore tra pista obliqua e pista parallela. Il che vuol dire due cose: 1) all’Enac — secondo quanto dichiarato dal medesimo Rossi — non viene chiesto di valutare l’ipotesi zero che pure era compresa nella variante al PIT: nessun intervento sull’aeroporto. Dunque la decisione è già presa. 2) trattandosi di un parere rilasciato da ingegneri è perfettamente chiaro fin dall’inizio che sarà la pista parallela quella vincente, perché è quella che permette un aeroporto più bello e più splendente che pria.
Sembra impossibile che Gianassi e Chini non lo sapessero; diavolo, lo sapevamo perfino noi (e infatti l’abbiamo scritto nei Gracidii della Newsletter n. 5). Poi Rossi torna dall’Enac, e annuncia ciò che era perfettamente scontato. Ma in che cosa consiste, allora, il tradimento? Nel fatto che Rossi l’ha detto coram populo, invece che prima privatamente a Chini e Gianassi? Se anche fosse, sarebbe colpa lieve; un amministratore dovrebbe parlare prima di tutto con i cittadini. E poi anche ad averlo saputo prima, Chini e Gianassi che se ne facevano della notizia? Cercavano un qualche modo per salvare la credibilità perduta?
C’è però una spiegazione alternativa e più sottile. Chini e Gianassi, bersaniani, sono arrabbiati perché Rossi, bersaniano, si è schierato con Renzi (che invece a Bersani lo vuole rottamare) ai danni loro. Se si tiene presente il complesso posizionamento, o piuttosto spappolamento in corso nel PD, sempre più simile a un campo di battaglia per bande, si capisce anche l’asprezza delle reazioni che va perfino al di là della questione in gioco. Tanto più che Chini e Gianassi sanno molto bene che il coltello dalla parte del manico ora ce l’ha Rossi: con la Legge Regionale 35/2011 (votata a agosto, nel miglior stile politico italiano) sulle opere pubbliche di interesse strategico regionale, la Regione può rimuovere tutti gli ostacoli frapposti dalle amministrazioni locali alla realizzazione di opere giudicate strategiche. E l’aeroporto è stato giudicato tale.
Consiglio III: lasciate perdere tutto. Se invece non ve ne importa nulla di orientarvi nelle chiacchiere di tutti questi signori, lasciate perdere tutto; tanto quello che viene fuori, gli accordi prese nelle segrete stanze e sempre all’insaputa dei cittadini; le furbate di partito; lo spaccio dei pareri tecnici come responsi oracolari, rivelano solamente un quadro desolante, quello di una politica che sembra più la rappresentazione di una povera compagnia di giro anziché quel trasparente scontro in cui i cittadini sono arbitri e concorrono a realizzare la direzione politica delle comunità (che, a quanto ci consta, l’art. 49 della Costituzione richiede… ma si sa quanto gliene importa della Costituzione a questa generazione di cosiddetti politici).
Quindi chi volesse rifuggire dai fumi maleodoranti di questa bassa cucina, ha tutta la nostra simpatia, purché agisca con conseguenza in sede di espressione elettorale e tenti di mettere tutti costoro in condizione di non nuocere con l’arma del voto democratico; tanto più che per orientarsi davvero in tutta questa vicenda è sufficiente un solo dato che non c’entra nulla con la Costituzione, con il declino o la crescita, con l’ambiente, con la buona amministrazione: il bilancio 2011 di Edizione srl, la società veicolo che costituisce il cuore del gruppo Benetton (il quale, tramite Aeroporti di Torino, ha una grossa quota di AdF). Ebbene, il gruppo Benetton i soldi non li fa mica più con i maglioncini reclamizzati da Oliviero Toscani; il ricavato netto 2011 del gruppo (circa 300 milioni di euro) viene per il 52,4% da Autogrill, concessioni autostradali e aeroporti; per il 30,7% da infrastrutture e servizi per la mobilità; e solo per il 16,6% da tessile e abbigliamento (peraltro in calo del 2% rispetto al 2010). Quindi quasi l’85% dei ricavi viene da settori che sono tutti in genere di monopolio e per i quali è indispensabile l’alleanza con il socio pubblico. Capite dove vogliamo arrivare?

Aereoporto: quando i cittadini non sanno a chi altro rivolgersi .. scrivono a MenteLocale(dellaPiana)

17 luglio 2012

Prendo spunto, dopo alcuni giorni di pausa da un recentissimo post pubblicato dal Comitato Mentelocale (dellaPiana) per evidenziare quanto siano basse le speranze e la fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni e quanto alta stia diventando invece l’attenzione per il Comitato, che senza bavagli affronta i problemi e le questioni che spesso nessuno vuole affrontare in modo approfondito. Inizio quindi questa nuova settimana con le parole del comitato, buona lettura e naturalmente a voi i commenti “… Ci scrive una lettrice che abita nei paraggi dell’aeroporto Vespucci. È una lettera sorprendente, per certi versi. Eccola qui (nome e indirizzo sono omessi per ragioni di privacy; la riproduzione è autorizzata):”

Buongiorno,
abito da pochi mesi in via …….., la mia casa si trova esattamente sotto la direttrice di decollo/atterraggio dell’aeroporto. D’estate, con le finestre aperte, sembra di vivere sulla pista, tanto si sentono vicini gli aerei. Sicuramente il limite dei decibel è ben più alto del consentito e sarei disponibile a far posizionare sul tetto del mio garage le apparecchiature per la misurazione. Non so poi a cosa ciò potrebbe portare, probabilmente a niente.
Ma vorrei per lo meno provare a fare qualcosa e vorrei da parte vostra qualche indicazione in merito.
Grazie, saluti
Che cosa c’è di sorprendente? Certo non le cose che la nostra lettrice racconta; si tratta, semplicemente, dell’inferno quotidiano che si trova a vivere chi abita in quei paraggi. Più sorprendente è il fatto che la lettrice scriva a noi; autorità politiche, magistratura, giornalisti e gazzettieri non hanno tempo per stare a sentire questa storia? Magari li riguarda.
Certo è che questa storia riguarda noi — perchè la storia che racconta questa lettera è il fatto semplice che dietro i magnifici traguardi dello sviluppo e della crescita, ci sono sempre vite, vite sacrificate e sminuite, talora persino vite spezzate. Le vite sacrificate di chi subì l’ampliamento dell’aeroporto nel 2006, e a cui fu raccontato che si sarebbe fatto di tutto per alleviare i loro fastidi, che questi sarebbero stati passeggeri. Invece sono stati permanenti. Ed è quello che accade a ogni riforma epocale; la riforma (se di riforma si può parlare piuttosto che di diminuzione del diritto) delle pensioni e la questione degli esodati; o la TAV in Val di Susa; o l’abolizione della art. 18 dello statuto dei lavoratori, tutte cose che, viste dai piani alti della politica riguardano i trattati europei e la credibilità del sistema paese, ma che per coloro che si trovano coinvolti in prima persona significano piuttosto tenori di vita che si abbassano, progetti di vita che svaniscono, abitudini di vita che vengono strappate via. La minoranza che si deve sacrificare in nome del bene della maggioranza, si dirà. È pur vero che chi lo dice, di solito, fa fatica a rinunciare anche a un solo grammo delle proprie certezze consolidate, come quel capogruppo parlamentare (di cui tacciamo il nome per carità di patria) che pochi giorni fa minacciava il governo acciocché si sbrigasse con la spending review, ché lui era abituato a fare le ferie d’agosto, mica ci poteva rinunciare per stare a votare la fiducia a ‘sto schifo di spending review…. E infatti il governo si è sbrigato e i risultati si sono visti.
Questa lettera ci ricorda insomma una cosa molto semplice; dietro le parole altisonanti c’è la semplice realtà dei rapporti umani, c’è la carne e c’è il sangue, c’è il sorriso di chi vince e il pianto di chi perde. Chi sorride di solito non è la maggioranza, la quale al meglio è lontana e indifferente, ma i pochi, sempre troppo pochi e quasi sempre gli stessi; chi perde, di solito, sono i poveri.
Ma, si dirà, è proprio per evitare i disagi della signora che occorre una nuova pista parallela, perchè così gli aerei non atterreranno e decolleranno su casa sua. Però atterreranno e decolleranno su casa di qualcun altro (che sarà altrettanto miserabile), e quindi, gira che ti rigira, questo sorriso di pochi qualcuno l’ha pur sempre da pagare. Non se ne esce insomma, una politica che non veda qualcuno passare all’incasso e qualcun altro accomodarsi alla cassa non siamo capaci di trovarla.
Lo stesso vale per la questione lavoro: l’aeroporto, ci dicono, comporterà 5.000 nuovi posti di lavoro. Ci permettiamo di essere scettici; addirittura 5.000? e perchè non un milione? E poi: che posti di lavoro? Quelli precari di chi smista i bagagli? Queste promesse le abbiamo già sentite… ma ammettiamo anche che siano 5.000; perchè questi 5.000 posti devono essere per forza ricavati in un’attività che va a danno di altri? Eppure nella Costituzione c’è scritto chiaramente che il lavoro è un diritto, perché è il modo in cui l’uomo entra nella comunità degli uomini e contribuisce al suo fiorire. Non c’è scritto che è un regalo e bisogna essere pure contenti anche se va a detrimento diretto di altri e mette una comunità contro altre comunità, cittadini di Brozzi e Peretola contro cittadini di Campi e Sesto e Prato. Poi ci si meraviglia se c’è la sindrome Nimby. Questo non è vero lavoro, con il quale tutti si cresce insieme; è una questione di affari; e negli affari, si sa, qualcuno ci deve rimettere sennò il guadagno dov’è?
Ecco che cosa ci dice questa lettera che ci parla di cose vere, di cose e persone vere, non di crescite e sviluppi immaginari e di posti di lavoro sulla carta, ma di che cosa vuol dire vivere in un posto così e di come trascorre il tempo di chi vive in quello spazio. Una lettera dal mondo vero insomma, non dal mondo di carta di chi parla di parole.
Scriveteci più spesso. Ci fa bene.

Premio Vespucci 2009, l’innovazione non dorme .. tu cosa aspetti ?

29 settembre 2009

vespucci

E’ aperto il bando del PREMIO VESPUCCI 2009 concorso regionale per la valorizzazione e promozione dei progetti di innovazione e d’impresa più brillanti e innovativi sviluppati in Toscana.
Sono chiamati, dunque, a concorrere: imprese, centri di ricerca, centri di servizio e trasferimento tecnologico, imprese insediate negli incubatori, professionisti ed anche privati.
Questa edizione intende valorizzare i progetti di innovazione e di impresa co-finanziati dalla Regione Toscana con tre sezioni dedicate: Ricerca Industriale, Start Up, Trasferimento Tecnologico, ma offre anche importanti opportunità ai giovani, imprese e ricercatori che attraverso creatività, progetti e brevetti potranno nel prossimo futuro dar luogo a progetti per nuovi prodotti, nuovi servizi o innovare processi aziendali (sezioni: Innovazione, Giovani, Ricerca).
La partecipazione è gratuita. Per aderire è necessario compilare in ogni sua parte l’apposita domanda di partecipazione e la scheda allegata.
I documenti sono scaricabili dal sito www.premiovespucci.org. Le domande dovranno pervenire entro e non oltre le ore 12.00 del 20 Ottobre 2009. L’iniziativa è promossa dal Consiglio Regionale della Toscana, dalla Giunta della Regione Toscana, da Confindustria Toscana insieme con l’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, la Scuola Superiore S. Anna di Pisa e Tinnova. Patrocina l’iniziativa Unioncamere Toscana.