Posts Tagged ‘tumore’

“Amministratori vs segretari comunali” per Giulia, in una partita di calcio a Campi. Non mancate a questo evento di solidarietà

9 dicembre 2011

Come ogni natale, si moltiplicano le manifestazioni in favore della beneficienza mi piace segnalare l’evento di domani che riveste una importanza ancora più alta perchè si presta ad una causa nostrana e per la quale non vale tirasi indietro.
Domani, sabato 10 dicembre alle ore 14.30 presso lo Stadio Zatopek si terrà una partita amichevole di calcio tra una rappresentativa dell’amministrazione comunale di Campi Bisenzio e la nazionale italiana dei segretari comunali.
L’incasso sarà interamente devoluto alla piccola Giulia, la bambina di Sant’Angelo affetta da un tumore all’occhio, per la quale più volte l’intera comunità campigiana si è mossa promuovendo solidarietà e dimostrando tutto l’affetto possibile ai suoi giovani genitori.
Hanno dato la disponibilità a giocare (almeno per qualche minuto!!!) alcuni consiglieri comunali e assessori di Campi Bisenzio ed al termine sarà conferito un riconoscimento speciale alla campionessa europea di pattinaggio Giada Cavatai.
Un evento da non mancare per affrontare il natale sapendo di aver contribuito in modo speciale ad una delle tante realtà che spesso ricordiamo solo in queste evenienze.

La solidarietà viaggia per posta: dal 16 maggio in tutta Italia il francobollo che celebra gli infermieri e aiuta la lotta contro il tumore del seno

1 giugno 2010

La solidarietà viaggia per posta: dal 16 maggio in tutta Italia il francobollo che celebra gli infermieri e aiuta la lotta contro il tumore del seno
I 370.000 infermieri italiani salutano il francobollo speciale dedicato alla professione infermieristica, con sovrapprezzo destinato alla lotta contro i tumori del seno, disponibile dal 16 maggio in tutte le tabaccherie italiane e nelle altre rivendite abituali. Il francobollo è stato emesso da Poste Italiane in occasione di Race for the Cure, la mini maratona organizzata il 16 maggio a Roma dalla Susan G. Komen Italia per sostenere la lotta contro i tumori del seno: il 25% dei fondi ottenuti dalla Komen attraverso il sovrapprezzo, sarà destinato anche a sostenere la formazione e l’aggiornamento degli infermieri in oncologia, con programmi concordati con l’Ipasvi. “Si tratta di un importante riconoscimento al ruolo degli infermieri” – afferma Annalisa Silvestro, presidente della Federazione Ipasvi – coniugato con una campagna di grande rilievo sociale, frutto di una proficua sinergia tra il Ministero dello Sviluppo economico, le istituzioni e il mondo del volontariato”.
Il francobollo riporta l’immagine di un’infermiera al fianco di una paziente, accompagnata dal messaggio “Affranca la vita!”. “Affranca la vita riassume bene il senso e lo scopo del lavoro che ogni giorno gli infermieri svolgono al fianco di ogni malato – aggiunge Silvestro e precisa – dare, cioè, a chi è colpito dalla malattia il sostegno necessario per recuperare la pienezza di vita o, comunque, per esprimere tutte le potenzialità che la sua condizione gli consente”. In occasione dell’emissione del francobollo, l’Ipasvi ricorda come gli infermieri ogni giorno si facciano carico di molteplici e variegati processi assistenziali. Sono presenti in ogni struttura, servizio, unità operativa del sistema sanitario nell’arco delle 24 ore per 365 giorni all’anno, ma anche nelle case dei loro concittadini. Al fianco di tutte le persone malate, ogni giorno, gli infermieri offrono il loro supporto a chi deve affrontare percorsi di cura spesso complessi e difficili, come le donne colpite da tumore del seno. Il Collegio IPASVI di Prato ha sede in Corso Savonarola 29 e associa 1.095 infermieri professionali impegnati in strutture pubbliche e private e nella libera professione.

“Crescere senza confini 2009” ritorna il 20 novembre con la comicità di Pieraccioni e tanti altri amici di Cure2Children

18 novembre 2009

Dopo essere comparso in un recente e discutibile ordine del giorno del consiglio comunale di Campi Bisenzio, in relazione alle sue vicissitudini per quel microscopio conteso, il Dott. Montanari e la Dott.ssa Gatti (www.nanodiagnostics.it) saranno presenti venerdì 20 novembre alle ore 20.30 con la Fondazione Cure 2 Children che torna a proporre l’iniziativa benefica “Crescere Senza Confini” insieme agli ospiti della cena di Gala, organizzata dall’amico Roberto Valerio nella splendida cornice di Villa Castelletti, con la piacevole comicità di Leonardo Pieraccioni. Un evento da non perdere per l’alto valore umano che trasmetterà a tutti gli intervenuti. Tutte le offerte saranno interamente devolute alla cura e alla ricerca del cancro nell’infanzia e nell’adolescenza senza alcun aggravio nèrimborsi spese. Nella serata ci sarà anche animazione ed intrattenimento per i bambini. In questa occasione Montanari terrà una mini conferenza sui suoi più recenti studi.

Chi di voi volesse intervenire è libero di farlo preavvertendo ai numeri telefonici 055.5537111 o 338.2461386 o via email info@cure2children.org.

Cure 2 Children (la cura al bambino) nasce per volontà di un medico oncologo che con straordinaria passione e dedizione si è sempre occupato di tanti piccoli gravissimi pazienti maturando una valida e solida esperienza in Italia e all’estero. Tale esperienza nel delicato settore qual è l’oncoematologia pediatrica lo ha spinto a promuovere un progetto che permetta di dare un contributo finalizzato a “portare” la cura ai bambini affetti da patologie ematoncologiche. Da qui la necessità di estendere ai paesi in via di sviluppo i protocolli, i farmaci, l’esperienza e soprattutto il supporto di un comitato scientifico di rilievo internazionale, rappresentando così, una eccellente garanzia su quanto Cure 2 Children si propone di attuare. Cure 2 Children ha origine anche dalla sofferenza di un motivato gruppo di genitori che hanno vissuto e vivono ogni giorno il dolore per la perdita del proprio figlio; dolore che non si può quantificare e che nessun aggettivo può descrivere, ma una sola certezza, la volontà di assicurare pari opportunità di guarigione a tutti i bambini affetti da queste terribili malattie. Più bambini accederanno alle cure più bambini potranno guarire, più la scienza potrà affinare e perfezionare protocolli con terapie sempre più efficaci e potenzialmente risolutive delle tante gravi malattie che affliggono il mondo dei piccoli. Sono molte le associazioni che in Italia e nel mondo, con pregevole merito, operano nel delicato settore per sostenere i reparti oncologici riservati a questa particolare categoria di pazienti, Cure 2 Children si inserisce laddove la “cura” troppo spesso non c’è o è poco conosciuta e la malattia può rappresentare per un bambino e per la sua famiglia una sentenza già scritta ed inappellabile. Molti sono i bambini che purtroppo si ammalano di cancro, alcuni oggi guariscono, altri muoiono a causa dell’estrema incontrollabilità ed aggressività della malattia, altri per complicazioni dovute alla tossicità dei farmaci, altri ancora per le infezioni, sono rischi da mettere in conto; quello però che non si può accettare e nessun genitore dovrebbe farlo mai, è che il proprio figlio muoia per un farmaco non somministrato o mal dosato, per un controllo o un esame non effettuato o per la mancanza della strumentazione necessaria ed adeguata.
Nulla è più importante di un bambino.
Nulla è più importante di curare e guarire un bambino!
Il Presidente – Cristina Cianchi

Villa Castelletti è facilmente raggiungibile, comunque rendo disponibile le coordinate per il GPS : LAT 43° 47’ 28,5’’ E 11° 4’ 49,7’’ ed alcuni numeri utili: Hotel Tel.: 055.8791915  Fax : 055.8750009 Villa Tel.: 055.8735565  Fax : 055.8735073.

Inceneritore: morire a 12 anni, una triste storia per riflettere

28 luglio 2009

Spesso si sente parlare dei pericoli alla salute, derivanti dalle sostanze emesse dagli inceneritori e spesso qualcuno è incredulo e persino scettico su tanta pubblicità negativa a tali processi di smaltimento dei rifiuti. Ci sono purtroppo delle realtà che confermano questi timori ed anche se crudeli devono essere considerate affinchè queste morti non accadano ancora.
Massimiliano è deceduto a 12 anni per una rara forma tumorale, un rabdomiosarcoma cresciuto fra la vescica e la prostata. La dottoressa Antonietta Gatti aveva analizzato i campioni bioptici del bambino e aveva trovato metalli anche in forma molto sottile dette nanoparticelle. La cosa più sconvolgente è l’aver trovato nanoparticelle di Tungsteno e/o carburo di Tungsteno. E ci si chiede come sia possibile l’ingresso di queste polveri nel corpo di un bambino. Non è un metalmeccanico che lavora in fabbrica. L’unica sua colpa è di aver vissuto in una casa costruita fra due inceneritori: uno di rifiuti urbani ed uno di rifiuti ospedalieri. L’aria, ma pure il cibo dell’orto, non sono dei migliori da quelle parti. Negli studi condotti dalla dottoressa Gatti aveva già indotto nei topi lo stesso tipo di cancro semplicemente impiantando nei loro muscoli le nanoparticelle. Tutti quelli che avevano ricevuto le nanoparticelle metalliche si erano ammalati di rabdomiosarcoma. Quindi la correlazione fra un inquinamento ambientale molto particolare e la stessa patologia pare dimostrata.
Il video che propongo è il racconto della giovane mamma di Massimiliano del 5 maggio trasmessa su LA7, quando ancora esisteva una speranza per lui. Un video che dovete vedere ed ascoltare per riflettere, per capire i pericoli ai quali i nostri figli potrebbero andare incontro. Al di sopra di ogni considerazione, politica e sociale, al di sopra di ogni interesse o preclusione, al di sopra di tanti discorsi. Questa è la realtà !

Inceneritore di Montale, è allarme diossine nei campioni prelevati dagli animali

19 marzo 2009

Riporto questa notizia, che ancora una volta pone seri dubbi sulla tanto decantata innocuità degli inceneritori. Nonostante l’Istituto Zooprofilattico Ambientale e la Asl tendano a minimizzare questi riscontri con le solite considerazioni di rito, i primi risultati delle indagini condotte dalle aziende sanitarie in seguito allo sforamento nelle emissioni di diossine dell’inceneritore di Montale nel 2007, hanno rivelato diossine e Pcb in concentrazioni ‘elevate’, in alcuni campioni prelevati da animali non destinati alla commercializzazione. Resta sempre quindi, questo “ragionevole dubbio” che dovrebbe imporre una “discreta dose di prudenza” nel voler per forza considerare questa come la migliore pratica di smaltimento dei rifiuti, specie se inserita in un contesto di alta concentrazione abitativa e soprattutto in un’area già seriamente compromessa dal punto di vista ambientale. A voi la lettura e le ovvie considerazioni ..

inceneritoremontalePistoia, 19 marzo 2009 – Diossine e Pcb (policlorobifenili) in concentrazioni ‘significativamente elevate’ sono state rilevate in alcuni campioni prelevati da animali “non destinati alla commercializzazione (indicatori biologici e non alimenti in senso stretto), cresciuti in ambiente libero e pertanto potenzialmente esposti a fonti ambientali e alimentari anche non conosciute”. Questo comunica l’Asl 3 di Pistoia a proposito dei primi risultati delle indagini condotte dalle aziende sanitarie in seguito allo sforamento nelle emissioni di diossine ’inceneritore di Montale nel 2007. Secondo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale che ha effettuato le analisi sulle matrici biologiche “i livelli riscontrati sono da attribuire a più fonti ambientali, senza poter escludere l’inceneritore di Montale, che però, secondo l’Istituto, avrebbe contribuito in misura minoritaria alla determinazione dei livelli di inquinanti rilevati”. L’Asl informa che a fronte della valutazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale “è stata attivata un’analisi sistematica di tutte le potenziali fonti ambientali di Pcb e di Diossine attuali e pregresse nelle zone interessate, compresa una rivalutazione critica delle indagini analitiche ambientali già disponibili ed originariamente effettuate anche per finalità diverse”. Si faranno inoltre ricerche di Pcb e di diossine in varie matrici, in particolare in sedimenti di acque superficiali o freatiche, da cui potrebbero provenire gli inquinanti trovati negli animali. L’Asl ha anche comunicato i primi risultati delle indagini epidemiologiche sulla popolazione.
“L’andamento della mortalità nei comuni di Agliana, Montale e Montemurlo – comunica l’Asl 3 – esaminata con particolare attenzione alle cause ambiente correlate, non si discosta da quella riscontrata nelle altre province della regione Toscana se non per alcune patologie come il tumore allo stomaco nei maschi e il diabete nelle femmine, che mostrano valori più elevati”. L’Asl fa notare che la scarsa numerosità dei casi nel periodo osservato (dal 1971 al 2006) non consente di stabilire una possibile relazione tra esposizione ambientale e stato di salute. Si impone pertanto, secondo l’Asl, uno studio specifico su tutti i singoli casi (permanenza nel territorio, familiarità eccetera). L’Asl è impegnata “a valutare ogni nuovo caso di malattia tumorale per la quale sia ipotizzabile una possibile correlazione ambientale coinvolgendo in questo progetto anche i medici di famiglia della zona e l’ordine dei medici”. Le analisi dell’Asl proseguiranno “mirati non solo all’impianto di incenerimento ma anche e soprattutto su tutte le altre fonti inquinanti che emergono dalla relazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale”. Le valutazioni dell’Istituto e le indagini epidemiologiche sono state trasmesse al coordinatore del tavolo istituzionale sull’inceneritore l’assessore provinciale Giovanni Romiti.
Fonte La Nazione Pistoia di Giacomo Bini

Tumori e inceneritore, uno studio dalla Francia ne conferma la pericolosità per la salute

19 settembre 2008

Riporto integralmente questo ottimo articolo di Elena Crescioli, pubblicato su MetropoliDay del 23 agosto 2008, che rivela uno studio francese, nel quale viene, per la prima volta coerentemente esposto l’aumento, dei rischi di ammalarsi vicino agli impianti di incenerimento. Di tale articolo ne è stata  richiesta la diffusione nel nostro comune dal consigliere Roberto Valerio e ciò è stato oggetto di discussione nella seduta consiliare di ieri. Ritengo doveroso riproporre tale argomento che purtroppo tanto preoccupa tutti noi campigiani.

Esposizione a diossine e aumento del rischio di insorgenza di un cancro coerente col crescere dell’esposizione: in altre parole se abiti vicino a un inceneritore ci potrebbe essere una probabilità superiore di sviluppare una malattia tumorale. A dirlo è uno studio dell’Istituto di Sorveglianza  Sanitaria Francese reso noto oltralpe già da aprile ma ancora poco conosciuto in Italia. E a Firenze. Tanto che il consigliere di An-Pdl di Campi Bisenzio Roberto Valerio, ne chiede la diffusione tramite l’organo di stampa dell’amministrazione comunale, DisegnoComune. Lo studio è stato effettuato su popolazioni residenti in prossimità di impianti di incenerimento più precisamente su 135.567 casi di cancro manifestati nel periodo 1990-1999 su una popolazione di circa 2,5 milioni di persone residenti in prossimità di 16 inceneritori di rifiuti urbani attivi tra il 1972 ed il 1990. I risultati definitivi dello studio, i cui primi risultati erano già stati anticipati nel 2006, sono stati pubblicati in Francia quest’anno ad aprile: nelle aree più esposte a diossina l’aumento del rischio è del 23% per il mieloma multiplo (negli uomini), 22% per i sarcomi dei tessuti molli (in entrambi i sessi), 18% per i linfomi non Hodgkin (nelle donne) e 12% (in entrambi i sessi), 16% per il cancro al fegato (in entrambi i sessi). Il Centro Nazionale di Informazione Indipendente sui Rifiuti che ha pubblicato la ricerca però, sottolinea come i dati possano essere sottostimati e non rendere l’idea del quadro attuale se si pensa che il periodo che intercorre tra l’esposizione e la comparsa della malattia si aggirano sui 5 anni per una leucemia e 10 anni per gli altri tipi di cancro. «E’ un brillante lavoro – precisa il consigliere Valerio, da anni impegnato sul fronte ambientalista e della salute – ed è stato svolto da un team scientifico formato da esperti autorevoli che ha denunciato, in maniera inequivocabile, i terribili danni causati all’uomo dall’incenerimento dei rifiuti. La questione del termovalorizzatore – prosegue Valerio – è un argomento di prioritaria importanza e come amministratore sento il dovere di informare la cittadinanza, i colleghi la giunta e il sindaco, che la messa in opera delle alternative all’incenerimento, ossia la riduzione, il riciclo e il riuso non si possono più ignorare per i benefici sanitari e socioeconomici che porterebbero alla città. Le trentasei pagine del rapporto francese denunciano un aumento di patologie tumorali inquietanti per chi vive nelle vicinanze di un termovalorizzatore: il mieloma multiplo nei maschi addirittura di più 23%. Nel documento emerge anche che l’attuale dibattito sugli inceneritori ricorda tristemente la vicenda relativa all’industria dell’amianto che trovò accaniti difensori fino a che, nel 1996, ne fu stabilito per legge il definitivo ritiro dal mercato europeo. Viene ricordato, inoltre, come commissioni governative, sfruttando le incertezze scientifiche, riuscirono ad insinuare il dubbio sulla gravità del rischio conseguente all’esposizione all’amianto ritardando così la messa al bando dello stesso».
Roberto Valerio ha già depositato la sua richiesta «a rendere di pubblico dominio, dopo un’attenta valutazione e concertazione con la commissione ambiente, il contenuto e le conclusioni dello studio in oggetto mediante l’utilizzo del mensile dell’amministrazione comunale di Campi Bisenzio» sotto forma di ordine del giorno che è stato discusso nel consiglio comunale di ieri.

l’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères (PDF-640Kb)

les augmentations de risques de cancers sont revus à la hausse pour tous les types de cancers étudiés (PDF-90 Kb)

altri dati in lingua francese su www.cniid.org