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Firmato l’accordo di programma per la Tramvia. Un passo avanti per il sistema tranviario fiorentino

6 marzo 2014

Oggi è stato firmato l’accordo di programma per la realizzazione delle nuove linee della tranvia fiorentina, un importante passo in avanti per il prolungamento del sistema tranviario verso Campi Bisenzio.
“Per Campi Bisenzio è un’ottima notizia – commenta il sindaco Emiliano Fossi – la tranvia rappresenterà, infatti, un’opera strategica per il trasporto verso il capoluogo e nei comuni più vicini’.
L’accordo di programma è stato sottoscritto da Regione e Comuni di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino e Firenze e mette nero su bianco un’intesa raggiunta l’estate scorsa.
La Regione si impegna fin da subito a finanziare e realizzare gli studi di fattibilità con un milione di euro grazie alla risorse del fondo per i progetti strategici. “L’opera rappresenta una svolta epocale – conclude Fossi – capace di dare un valore aggiunto e altamente positivo ad un’area così centrale nel dibattito attuale sulle infrastrutture e il loro relativo appesantimento per il contesto territoriale”.
Per il Presidente Rossi: I lavori delle linee 2 e 3 della ‪tramvia‬ fiorentina dovranno concludersi entro marzo 2019. Da Bruxselles siamo riusciti ad ottenere questa proroga. Oggi abbiamo firmato un accordo con il vicesindaco di ‪Firenze‬, Dario Nardella. Non solo. La Regione vuole prolungare la tramvia fino a Campi e fino a Sesto, passando dal Polo scientifico. Per questo abbiamo finanziato con 1 milione di euro lo studio di fattibilità, che dovrà essere pronto entro gennaio 2015. Vogliamo completare la rete della tramvia: perché è l’unica soluzione moderna ed ecologica per l’area fiorentina. Per chi avesse dei dubbi, ogni mese i passeggeri della linea di Scandicci superano il milione. Una volta che tutte le linee saranno in funzione si stimano 40 milioni di passeggeri e 14,5 milioni di viaggi in auto in meno. Un toccasana per ambiente, traffico e soprattutto per i cittadini che dovranno spostarsi. Anche per questo l’Europea ha condiviso i nostri progetti e ha finanziato l’opera.

I firmatari all’accordo della Tramvia nella Piana

Inceneritorte da Mente Locale: RI-DIFFIDATI… E DUE

10 gennaio 2013

Il 3 gennaio Gianassi, Biagioli nonché i presidenti delle Province di Pistoia e di Prato, il sindaco di Prato e il presidente della Regione Toscana, si sono uniti alla compagnia di Chini, Renzi e Barducci e si sono visti recapitare altre 489 firme di cittadini che hanno sottoscritto la diffida e preavviso di azione legale che precostituisce la possibilità di future azioni legali contro i danni costituiti dall’incenerimento dei rifiuti. Il riferimento a chi vuole l’impianto di case Passerini è del tutto voluto e non casuale.
Con questa nuova tranche, i cittadini che hanno aderito a questa iniziativa sono 1.359. Un punto per i cittadini dunque; ma intanto il fronte favorevole agli inceneritori mica sta fermo, e si è inventato la nuova TARES, la tassa che sostituisce la TIA e che ovviamente si paga (a prezzo maggiorato) sui metri quadri della casa di abitazione. Si tratta di una tassa quanto mai atta a incrementare la produzione di rifiuti (e di inceneritori); infatti, perché darsi la pena di separare i rifiuti e fare una raccolta differenziata come Dio comanda, se poi, a parità di metri quadri, si paga la stessissima cifra di uno che non differenzia un beneamato ciufolo? I comuni, pensando all’introito, ovviamente si sono guardati bene dal fiatare; anzi qualcuno (come Lucca) ci ha messo subito una sovrattassa. Ecco i napoleoni che si sentono pronti e  adatti a fare il  sindaco, il ministro, il presidente del Consiglio, e che si aspettano anche gratitudine imperitura per avere salvato questo Paese. Speriamo che non ci salvino mai più. E voi intanto vedete di ricordarvene alle prossime elezioni.

Aereoporto: da MenteLocale, una bussola per orientarsi

24 luglio 2012

Un’altro contributo da MenteLocale della Piana per districarsi nella complicata questione dell’ampliamento dell’ aereoporto di Peretola:

Com’era ovvio aspettarsi, fioccano in questi giorni le interviste sulla stampa e le prese di posizione (ancorché con grande ritardo) sulla questione dell’aeroporto. Sono tante; sono talmente tante che si fa fatica a districarsi. Forse faremo un servizio utile nel fornire al lettore uno strumento per orientarsi in questo polverone; chi sostiene che cosa, e soprattutto perché.
Consiglio I: segui i soldi. È sempre utile tenere presenti le cointeressenze nello spiegare le varie prese di posizione. Si prenda, per esempio, l’intervista rilasciata il 18 luglio al Giornale della Toscana da Andrea Cavicchi, presidente degli industriali pratesi, che riporta la presa di posizione dell’Unione Industriale favorevole alla pista parallela. L’organo di stampa riporta con scrupolo le posizioni dell’UIP, che reclama che il nuovo aeroporto sia ben raggiungibile, ma si dimentica di dire che la Camera di Commercio di Prato è azionista di AdF. Quindi, che l’Unione Industriale Pratese sia favorevole è scontato (e Regione ed Enti locali lo sanno benissimo). Ci sono dei soldi in ballo.
A rileggere l’intervista sapendo questo, tutto il pezzo assume un significato diverso; si avverte il nuovo socio regionale di AdF che non se la caverà con l’investimento sull’aeroporto. Ci vogliono anche le infrastrutture dei trasporti. E i parcheggi. C’è anche Prato. Regione e Comune di Firenze non penseranno mica di cavarsela con la sola linea 2 (se mai ci sarà) della tramvia. Quindi se si sa chi possiede, si riesce a capire molto meglio che posizione prende e perché la prende. Magari se gli organi di stampa fossero trasparenti e dichiarassero ciò fin dall’inizio, farebbero un servizio migliore al lettore. Però anche la stampa è parte in causa, e quindi à la guerre comme à la guerre — e al diavolo il servizio pubblico.
Consiglio II: non ci sono più i compagni di un tempo. Se però negli orientamenti privati è più facili orientarsi, più difficile è tenere la barra nei meandri dei partiti, particolarmente di uno labirintico come il PD. Qui le dichiarazioni fioccano: il sindaco di Sesto accusa il presidente della Regione (su praticamente tutti i giornali) di essere arrogante, e dichiara di non avere di lui né stima né fiducia. Gli fa da spalla il sindaco di Campi, che su Repubblica del 14 luglio sostiene che Sesto e Campi sono state ingannate dalla Regione, che un aeroporto nella Piana non ha senso (ma non raddoppiato; non ha senso tout court); e che aeroporto e Parco della Piana sono incompatibili.
Ora che Gianassi e Chini reagiscano, è chiaro; sono loro gli sconfitti della vicenda (in realtà sarebbero i cittadini delle loro mal amministrate comunità, ma per ora sorvoliamo, se ci passate il gioco di parole); lo abbiamo scritto anche noi il 31 maggio chi vince e chi perde, quindi c’è poco da meravigliarsi. Per usare toni così, però, che vanno un po’ sul personale, non è inutile capire come si è giunti a questa sconfitta. Grazie a Dio, ci aiutano i suddetti signori: Chini, da parte sua, ci racconta che “Rossi si era impegnato a far vedere lo studio all’Enac per primi a me e a Gianassi invece non lo ha fatto. Era un accordo, dovevamo abbassare i toni in attesa di conoscere le carte”.
Quindi nell’estate del 2011, quando infuria la bufera sulla variante al PIT contenente il raddoppio dell’aeroporto, che doveva andare in votazione al Consiglio regionale a giugno, Chini, Gianassi e Rossi si mettono d’accordo tra di loro: sarà l’Enac a valutare. Così la polemica si smorza e si prende tempo. Rossi ottempera e va dall’Enac (la votazione in Consiglio regionale è ovviamente rinviata). Va dall’Enac a fare che? Lo dice lo stesso Rossi sull’Unità del 14 luglio (giornata calda, eh?): va a far valutare quale sia l’ipotesi migliore tra pista obliqua e pista parallela. Il che vuol dire due cose: 1) all’Enac — secondo quanto dichiarato dal medesimo Rossi — non viene chiesto di valutare l’ipotesi zero che pure era compresa nella variante al PIT: nessun intervento sull’aeroporto. Dunque la decisione è già presa. 2) trattandosi di un parere rilasciato da ingegneri è perfettamente chiaro fin dall’inizio che sarà la pista parallela quella vincente, perché è quella che permette un aeroporto più bello e più splendente che pria.
Sembra impossibile che Gianassi e Chini non lo sapessero; diavolo, lo sapevamo perfino noi (e infatti l’abbiamo scritto nei Gracidii della Newsletter n. 5). Poi Rossi torna dall’Enac, e annuncia ciò che era perfettamente scontato. Ma in che cosa consiste, allora, il tradimento? Nel fatto che Rossi l’ha detto coram populo, invece che prima privatamente a Chini e Gianassi? Se anche fosse, sarebbe colpa lieve; un amministratore dovrebbe parlare prima di tutto con i cittadini. E poi anche ad averlo saputo prima, Chini e Gianassi che se ne facevano della notizia? Cercavano un qualche modo per salvare la credibilità perduta?
C’è però una spiegazione alternativa e più sottile. Chini e Gianassi, bersaniani, sono arrabbiati perché Rossi, bersaniano, si è schierato con Renzi (che invece a Bersani lo vuole rottamare) ai danni loro. Se si tiene presente il complesso posizionamento, o piuttosto spappolamento in corso nel PD, sempre più simile a un campo di battaglia per bande, si capisce anche l’asprezza delle reazioni che va perfino al di là della questione in gioco. Tanto più che Chini e Gianassi sanno molto bene che il coltello dalla parte del manico ora ce l’ha Rossi: con la Legge Regionale 35/2011 (votata a agosto, nel miglior stile politico italiano) sulle opere pubbliche di interesse strategico regionale, la Regione può rimuovere tutti gli ostacoli frapposti dalle amministrazioni locali alla realizzazione di opere giudicate strategiche. E l’aeroporto è stato giudicato tale.
Consiglio III: lasciate perdere tutto. Se invece non ve ne importa nulla di orientarvi nelle chiacchiere di tutti questi signori, lasciate perdere tutto; tanto quello che viene fuori, gli accordi prese nelle segrete stanze e sempre all’insaputa dei cittadini; le furbate di partito; lo spaccio dei pareri tecnici come responsi oracolari, rivelano solamente un quadro desolante, quello di una politica che sembra più la rappresentazione di una povera compagnia di giro anziché quel trasparente scontro in cui i cittadini sono arbitri e concorrono a realizzare la direzione politica delle comunità (che, a quanto ci consta, l’art. 49 della Costituzione richiede… ma si sa quanto gliene importa della Costituzione a questa generazione di cosiddetti politici).
Quindi chi volesse rifuggire dai fumi maleodoranti di questa bassa cucina, ha tutta la nostra simpatia, purché agisca con conseguenza in sede di espressione elettorale e tenti di mettere tutti costoro in condizione di non nuocere con l’arma del voto democratico; tanto più che per orientarsi davvero in tutta questa vicenda è sufficiente un solo dato che non c’entra nulla con la Costituzione, con il declino o la crescita, con l’ambiente, con la buona amministrazione: il bilancio 2011 di Edizione srl, la società veicolo che costituisce il cuore del gruppo Benetton (il quale, tramite Aeroporti di Torino, ha una grossa quota di AdF). Ebbene, il gruppo Benetton i soldi non li fa mica più con i maglioncini reclamizzati da Oliviero Toscani; il ricavato netto 2011 del gruppo (circa 300 milioni di euro) viene per il 52,4% da Autogrill, concessioni autostradali e aeroporti; per il 30,7% da infrastrutture e servizi per la mobilità; e solo per il 16,6% da tessile e abbigliamento (peraltro in calo del 2% rispetto al 2010). Quindi quasi l’85% dei ricavi viene da settori che sono tutti in genere di monopolio e per i quali è indispensabile l’alleanza con il socio pubblico. Capite dove vogliamo arrivare?

“Se tu dai una VAS a me .. io poi do una VIS a te ..”: le ultime sull’aereoporto di Peretola, dal Comitato MenteLocale

10 luglio 2012
“Non fai in tempo a fare un dossier sull’aeroporto, che subito tocca un aggiornamento…”, ecco come inizia il nuovo editoriale del Comitato Mente Locale della Piana, pubblicato proprio ieri sera, a ridosso fra l’altro, dell’incontro sul tema della “Mobilità nella Piana”, alla Festa Democratica di Campi alla presenza del Presidente della Provincia Barducci, del vicesindaco Serena Pillozzi del Comune di Campi e dei rappresentanti PD della piana. In effetti la controversa situazione dell’aereoporto di Peretola, con i suoi innumerevoli cambiamenti finisce per confondere e non poco, specie quando le cose sembrano andare per il meglio .. ma vediamo cosa si nasconde dietro questa nuova iniziativa che coinvolge i sindaci del quadrilatero racchiuso fra Campi, Sesto, Calenzano e Signa.
Ecco l’aggiornamento: secondo le notizie filtrate sulla stampa (ahimè, stavolta siamo gli ultimi a sapere; forse che gli uffici stampa dei comuni non ci amano molto?), i sindaci di Campi, Sesto, Calenzano e Signa hanno formalizzato al presidente della regione la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul “quadrante geografico della piana fiorentina e su quello pratese interessati dall’ipotesi di potenziamento dell’aeroporto Vespucci. Scopo della nuova VIS sarebbe quella di “definire il numero di persone coinvolte e individuare eventuali aree protette e sensibili ai cambiamenti ambientali che potrebbero derivare dall’intervento”. Come avverrà ciò? La nuova VIS dovrebbe “raccogliere e analizzare i dati relativi all’ospedalizzazione e alla mortalità della popolazione, stimandone gli effetti a breve e a lungo termine”. Ciò è già stato fatto in passato, ad esempio nella VIS del 2003 sul previsto inceneritore di Case Passerini (se ne occuparono ARPAT e Università di Firenze), ma evidentemente i sindaci non si fidano e suggeriscono che alla redazione della VIS partecipi un”istituto terzo extraregionale”. Fin qui le anticipazioni sulla stampa della lettera inviati dai suddetti sindaci a Rossi.
Come valutare questa contromossa dei sindaci, che interviene dopo la mossa di Rossi che ha reso noto il parere di Enac sulla pista parallela (vedi in proposito il gracidio Aeroporto: chi vince e chi perde)? In sé e per sé, sembra una mossa tutta a difesa dell’ambiente della piana; si prende tempo, si fanno studi più approfonditi, si studia meglio l’impatto. Ecco i cavalieri verdi della piana, in lizza contro il maligno aeroporto. La popolazione si stringa a loro! Essi difenderanno noi e la nostra aria!
Si fa presto a farsi l’idea che il verde di questi cavalieri è piuttosto pallido, ma parecchio sbiadito, e che la contromossa è più una contromossa della disperazione, nel tentativo di accreditarsi (se qualcuno ci crede) come difensori dell’ambiente, piuttosto che una robusta reazione di amministratori che hanno deciso di giocarsi la rielezione sulla difesa del territorio. E il perchè eccolo qui.
Se io do la VAS a te
E’ utile ai cittadini sapere che non è la prima volta che viene chiesta una nuova VIS sull’aeroporto. In effetti, al tempo della redazione della Variante al PIT che la giunta regionale votò nel febbraio 2010 e la cui prima parte è costituita dal Rapporto Ambientale, le amministrazioni e gli enti avevano già avuto tutti la bozza della variante, prima ancora che la giunta la votasse, e avevano potuto fare le loro osservazioni. Orbene, non ci risulta da tali atti che il comune di Sesto né quello di Calenzano avessero minimamente intenzione di chiedere una nuova VIS. Tale richiesta partì esplicitamente dalla ASL, che ne fece richiesta “nella fase preliminare di screening”, p. 30 del Rapporto Ambientale, almeno per quanto riguardava le varie alternative di potenziamento dell’aeroporto (pista obliqua, pista parallela, ecc.); e, in modo più velato, il comune di Campi. A questa richiesta di VIS la regione rispose picche, nei termini seguenti: “La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa, ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una configurazione di impatto si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alle pianificazioni e programmazioni discende da normative comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche” (pagina 41 del Rapporto Ambientale).
Sostanzialmente, la regione diceva questo: la VIS è una procedura che non ha forza di legge (infatti è volontaria) e che serve semplicemente a comparare l’impatto di due localizzazioni possibili. In altri termini: l’inceneritore fa meno male se lo metto a Case Passerini, o se lo metto a Osmannoro 2000? E infatti la VIS dell’inceneritore fu fatta esattamente in questo modo. Al contrario, dice la regione (e in questo ha ragione, se ci passate il gioco di parole) la valutazione di scelte strategiche prima che esse vengano fatte va fatto con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e non con la VIS (che invece valuta possibili ipotesi di realizzazione di una scelta già fatta), tanto più che la VAS è prevista dalla normativa europea oltre che da una legge regionale; e il Rapporto Ambientale è già la prima parte della VAS. Tradotto in pillole: nella VAS c’è già anche la VIS e non rompeteci più le scatole.
Queste cose le amministrazioni lo sanno. E allora perchè insistere su una richiesta così poco incisiva, tenendo anche conto del fatto che, se la VIS non ha forza di legge, anche se contraddicesse la VAS, non servirebbe a nulla, perchè è quest’ultima la procedura prevista dalla legge. Qui si entra nel campo dell’interpretazione e la nostra è buona come quella di un altro. Però è verosimile. Nella lotta contro l’aeroporto, che rischia di danneggiare in modo irreparabile non solo i cittadini dei comuni della piana (i cui immobili ovviamente si deprezzeranno) ma anche i piani strutturali delle amministrazioni ora e in futuro (il Rapporto Ambientale ha avvertito chiaramente che in base alle scelte infrastrutturali che si fanno sull’aeroporto è ben possibile che occorrano fare cambi di destinazione d’uso dei terreni -su ciò si veda il dossier sull’aeroporto) i sindaci in carica (ancora per poco) devono decidere quale strategia adottare in un gioco che vede vincente la metropoli e perdenti i comuni della cintura. Occorre prendere di petto l’avversario, oppure cercare di prendere tempo e giocarsi una partita di astuzia cercando di non spaccare in modo irrimediabile gli equilibri politici all’interno del partito dominante cui appartengono TUTTI questi amministratori? Nel primo caso si va verso una situazione simile a quella della Val di Susa, con gli amministratori (o buona parte di essi) che si schierano alla testa dei propri cittadini e in difesa dei propri territori contro gli accordi centrali (nazionali o regionali fa lo stesso) e che si espongono al rischio dell’espulsione (è successo davvero ad amministratori valsusini eletti nelle file del PD; Filippo Penati invece non è stato espulso dal partito); nel secondo si va verso un gioco di ombre in cui la resistenza è già destinata a cadere ma dopo aver dato l’impressione di aver resistito eroicamente fino all’ultimo; quel gioco di ombre che si chiama politique politicienne o, se preferite, teatrino. Nel primo caso si ha un effettivo movimento civico; nel secondo, è una battaglia di partito.
Io poi do la VIS a te
Ma mettiamo che Rossi decida di non rompere con decisione, per evitare uno scenario valsusino, e conceda ai sindaci della piana la sospirata VIS in maniera da salvare loro la faccia. Mettiamo anche che la VIS si faccia. A che cosa servirebbe? Continuerebbe a essere una procedura priva di efficacia (e quindi la regione potrebbe ignorarla a piacere). C’è però di peggio; così come l’hanno chiesta i sindaci non servirebbe assolutamente a nulla. A che serve infatti chiedere di analizzare i dati sulle ospedalizzazioni (oltretutto mentre le tagliano)? Nulla di quanto i sindaci si avvicina infatti al vero nodo che la VIS sull’inceneritore aveva ignorato e che quelli di voi che hanno firmato la famosa diffida ben conoscono: quali sono gli inquinanti già presenti nella Piana e che sono penetrati nella catena alimentare? Qualcuno li ha mai analizzati? Chi sa a che punto siamo con PCB, diossine, mercurio, ossia con inquinanti che si accumulano lentamente e che l’organismo non riesce a eliminare, e che oltretutto non provocano ospedalizzazione se non in tempi molto lunghi? Quindi capite anche voi che l’eventuale VIS non avrebbe gran che senso dal punto di vista della difesa dell’ambiente; si rischia di fare la fine di Montale, dove, quando misurarono diossine e PCB, si accorsero che erano a livelli allarmanti, ma poi dissero che non derivavano dall’inceneritore ma da fonti di inquinamento di cui non si sapeva nulla. Peraltro, se si deve fare una nuova VIS come quella dell’inceneritore, in cui si diceva che sì, l’impianto fa male, ma le opere di mitigazione e la diminuzione delle fonti inquinanti (ci saranno meno camion che portano i rifiuti alla discarica) faranno sì che poggio e buca facciano pari, allora forse possiamo risparmiare tutti qualche euro. Perciò, a parere di chi scrive, la richiesta della VIS non è un’iniziativa forte; non è nemmeno un’iniziativa sensata, se non in direzione della ricomposizione all’interno di un partito dello scontro sull’aeroporto. Dà l’idea che qualcosa si muova; e qualcosa si muove. Ma in che direzione?
Non è però inutile però per i cittadini sapere a che punto è lo scontro. Che i sindaci della piana non siano in piena rotta di collisione con regione e comune di Firenze è ovvio; altrimenti avrebbero impugnato la VAS anziché chiedere una VIS. E’ possibile però per i cittadini scompaginare le carte richiedendo un’indagine epidemiologica sugli inquinanti già presenti nella piana e in particolare nella catena alimentare. Una raccolta di firme in tal senso sarebbe una campagna facile da attuare per quelle forze che non vogliano rassegnarsi all’esito di uno scontro che altrimenti sembra già segnato.

Collegamento Pedonale, Via 1°Maggio – Ponte alla Baccellina, presentazione del progetto preliminare il 7 giugno a San Piero a Ponti

6 giugno 2012

Il prossimo 7 giugno (giovedì prossimo), si parla del progetto preliminare del collegamento pedonale nella Strada Regionale 66, che va da via 1° Maggio al Ponte alla Baccellina, in Località San Piero a Ponti. L’assemblea pubblica che è aperta a tutta la cittadinanza, ha come argomento la presentazione del progetto preliminare sopra accennato e vedrà la partecipazione del Sindaco di Campi  e quello di Signa. L’incontro si terrà presso il Circolo Rinascita di San Piero a Ponti dalle ore 21.15

 

Triangolare di calcio della Naz.le Italiana Sindaci, Rapp. Curva Fiesole e Naz.le Italiana Amici Gli Angeli della TV allo stadio Zatopek di Campi

24 maggio 2012

Vogliono l’inceneritore .. DIFFIDIAMOLI ! parte l’iniziativa di Mente Locale contri gli amministratori della Piana

6 marzo 2012

Il Comitato Mente Locale della Piana, lancia una raccolta firme senza precedenti, per una diffida e preavviso di azione legale contro il progetto di costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti in località Case Passerini. I firmatari sono i singoli cittadini, in qualità di parti portatrici di interessi sia individuali che collettivi, in particolare per quanto riguarda la difesa di diritti e beni costituzionalmente garantiti quali la salute (ex art. 32 Cost. It.), che diffidano i sindaci di Firenze, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano e Prato (per adesso) oltre ai presidenti della Provincia di Firenze, Pistoia e Prato, al Presidente della Regione Toscana ed all’Amministratore Delegato di Quadrifoglio Spa, affinchè prendano atto che, in mancanza di provvedimenti atti a evitare danni alla salute della popolazione, i firmatari si riservano di valutare di avviare azioni legali nella forma di denunce penali, richieste risarcimento danni materiali, biologici e morali, class action collettive al primo verificarsi di conseguenze dannose in base alle scelte intraprese da codeste amministrazioni e Ditte. La diffida completa è disponibile presso il sito di MenteLocale della Piana a questa pagina. Qui pubblico una breve presentazione dell’azione in corso:
Sentite questa: Il 17 febbraio, al processo di Taranto all’ILVA, durante un incidente probatorio, il tribunale accetta le analisi prodotte dai comitati che provano che la diossina è entrata nella catena alimentare. L’accusa: disastro ambientale colposo.
Sentite questa: Il 29 febbraio il tribunale di Pistoia condanna in primo grado i gestori dell’inceneritore di Montale per le emissioni di diossina. Tutti gli abitanti nei paraggi dell’inceneritore devono essere risarciti.
Sentite questa: Per tutta risposta il presidente della provincia di Firenze Barducci risponde che l’inceneritore di Case Passerini… s’ha da fare
E allora Diffidiamoli!
Mente Locale della Piana ti invita a diffidare il presidente della regione Toscana, i presidenti delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia, i sindaci di Firenze, Prato, Campi, Sesto e Calenzano nonché l’amministratore delegato di Quadrifoglio SpA a non proseguire con atti che portino alla costruzione di detto inceneritore.
Il fatto: la localizzazione di Case Passerini fu scelta in base alla Valutazione di Impatto Sanitario del 2006, che si fondava sui dati del secolo scorso (non scherziamo) tutti giocati sull’analisi delle malattie respiratorie. E fu in base a quella Valutazione che si scelse la collocazione di Case Passerini. Peccato che all’epoca non si sospettasse nemmeno quello che a Taranto è emerso con chiarezza; che la diossina si accumula nella catena alimentare e che l’organismo non la smaltisce, per cui anche se le emissioni fossero (ma non sono mai: Montale docet) nei limiti di legge…
Il fatto: tutte queste autorità la sanno questa cosa? Se non la sanno gliela diciamo noi: per raccomandata a.r. E diciamo loro anche un’altra cosa; se si ostina irragionevolmente ad andare avanti al primo danno che si verifica noi, ora che sanno tutto, li chiamiamo a risarcire tutto. Loro decidono di decidere? E noi decidiamo che loro devono stare attenti a quello che decidono di decidere e che rispondono a noi cittadini di quello che hanno deciso.
Il fatto: pensa a tutto Mente Locale? 200 cittadini hanno già firmato questa diffida. Ti vuoi tirare indietro proprio tu? Magari non hai espresso ancora la tua contrarietà all’inceneritore di Case Passerini. Magari non hai fatto in tempo e ti vuoi rifare.E ti vuoi perdere quest’occasione?
Cosa fare: firmare e far firmare (parenti, amici, conoscenti, chiunque tu conosca che non vuole respirare la diossina di case Passerini) la diffida, il cui testo puoi SCARICARE sul sito MenteLocaledellaPiana.wordpress.com
Puoi firmare il/i modulo/i firmato/i al comitato Mente Locale nei seguenti modi: giovedì 8, venerdì 9 e sabato 10 dalle 18.00 alle 20.00 ad un nostro incaricato presente alla Pizzeria Tre Ulivi in via Baldanzese 259 a Calenzano.
Collegati al nostro sito: mentelocaledellapiana.wordpress.com per seguire la campagna e avere le informazioni necessarie.
Le raccomandate le spediamo noi, il testo ed i moduli della diffida non riportano alcun logo o riferimento a partiti o gruppi organizzati.
La campagna: firmare il modulo non comporta adesioni a nulla, né a partiti e neppure al comitato Mente Locale (che peraltro non ha tessere). Non comporta sottoscrizioni a programmi, né pregiudica l’adesione ad altre campagne sui rifiuti come ad esempio l’Alterpiano dei comitati della piana (che peraltro Mente Locale sostiene in pieno). La firma comporta un’unica cosa: il piacere di mettere in mora i nostri politici e l’opportunità di trascinarli davanti a un giudice se ci causano qualche danno.
Per informazioni:  mentelocale.dellapiana@gmail.com
Vuoi sapere chi siamo: naviga sul sito mentelocaledellapiana.wordpress.com o sulla nostra pagina facebook.
Firma! Fai firmare!
Lo zio Mente Locale vuole TE !

“Ultimi gracidii dal padule” (1).. quello che non ti raccontano nella Piana, te lo diciamo noi…

12 settembre 2011

Con questo titolo eloquente, il Comitato MenteLocale propone una panoramica su tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi estivi. Decisioni, notizie ed altre informazioni che fanno parte della estesa comunità della Piana, ma che spesso rimangono trapelate, anche perché  sminuite dalle varie amministrazioni (il fatto di essere divulgate nel periodo estivo ne è la prova). Io proporrò a spot queste notizie che potranno non riguardare il nostro territorio campigiano, ma le ritengo importanti per aprire un panorama più ampio sulle decisioni prese nella nostra provincia o regione, i cui effetti spesso ricadono sul nostro territorio. Tutte notizie che siete pregati di commentare e divulgare.
Il 1 agosto 2011 è stata recapitata in Regione la lettera firmata dai presidenti delle province di Firenze e di Prato e dai sindaci di Sesto, Campi, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Prato e Signa, che richiede alla Regione medesima di condurre una Valutazione di Impatto Sanitario in relazione al progetto di variante al PIT –raddoppio dell’aereoporto di Peretola.  La lettera fa seguito alla disponibilità del presidente della Regione che in data 10 giugno si era detto favorevole a eseguire una simile Valutazione “se fosse stata richiesta”. Dal 1 agosto la richiesta è ufficiale.
A questo proposito c’è da osservare: per la variante al PIT è già in corso una VAS (Valutazione ambientale strategica) che è una procedura che discende direttamente dal diritto comunitario (Direttiva 2001/42/CE) e che è stata recepita sia dallo Stato Italiano (Dlgs. 152/2006) che dalla regione Toscana (Legge Regionale 10/2010). La VIS è invece una procedura volontaria che non ha forza di legge. A questo proposito, gli estensori del Rapporto ambientale prima fase della VAS, contenuto nella variante al PIT, quando la faccenda della nuova VIS era stata già tirata fuori dal comune di Campi Bisenzio, avevano osservato: “In relazione alle osservazioni dell’Azienda Sanitaria e del Comune di Campi Bisenzio che ritengono opportuno lo svolgimento della VIS si evidenzia quanto segue. La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una valutazione di impatto, si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alla pianificazione e programmazione discende direttamente da norme comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche; in particolare è ricompreso nella VAS “ (pagina 41).
Ora la questione della VIS viene ritirata fuori, senza dubbio come manovra per prendere tempo da parte degli amministratori che si oppongono alla pista parallela. La scelta dello strumento VIS non è però felice per due motivi: 1) la procedura non ha forza di legge, e quindi, quand’anche fosse negativa, non può impedire alla Regione di andare avanti con la variante al PIT. Meglio sarebbe stato concentrarsi sulle manchevolezze della VAS che è stata fatta veramente con i piedi (per dirne una, non prende assolutamente in questione la faccenda dell’accumulo degli inquinanti nella catena alimentare) ed è oltretutto scritta in un italiano zoppicante e sgrammaticato, tale da renderla quasi incomprensibile al cittadino che ne volesse prendere visione.  2) la VAS (e purtroppo anche la VIS nuova di zecca) danno per scontata la realizzazione di tutte le altre infrastrutture inquinanti che non siano l’aereoporto. Come scrive il Rapporto Ambientale: “l’attuale integrazione al PIT non definisce nessuna nuova strategia per il termovalorizzatore ma assume nel quadro conoscitivo l’attuale livello di programmazione (piani provinciale dei rifiuti, accordi e intese sovracomunali…) e valutazione a cui si trova questo intervento. Per conseguenza non vengono analizzate nel procedimento in esame scelte di dettaglio relative alla localizzazione od alla tecnologia migliore per la termovalorizzazione” (pagina 40). Quindi si tratta di una VIS per modo di dire, tenuto conto del fatto che le fonti maggiori di inquinamento  per le quali non è possibile nessun abbattimento né mitigazione vengono tenute fuori dalla nuova indagine.
Tutti questi motivi inclinano a pensare che la faccenda della VIS non sia altro che una mossa nella complessa partita dell’aereoporto che però dipenderà più da equilibri di partito che da vera attenzione e sensibilità per la salute dei cittadini. Vi terremo comunque informati sugli sviluppi.
Contribuite alle varie rubriche della newsletter, o chiedete di ricevere la newsletter, contattando mentelocale.dellapiana@gmail.com

Una politica qualunque

18 aprile 2011

Tutto ciò che segue è una riflessione personale sugli eventi tumultuosi di questi giorni imputabile a me solo, e non riferibile ad alcuna forza politica.
Questa faccenda del qualunquismo sembra interessante e meritevole di approfondimento. Partiamo dalla definizione di Wikipedia (visto che l’accettano tutti, anche se a me pare sciatta e brutta; eccone una di Ernesto Ragionieri: “Una reincarnazione in versione stracciona e protestataria del fascismo”).. da qualche parte bisogna partire: “una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio”. Da dove nasce questa sfiducia? Come ci si è arrivati a Campi?
Per capire questa storia bisogna tornare a qualche tempo addietro, alla stagione (breve e felice) in cui la giunta Alunni si schierò contro l‘inceneritore. A quei tempi, partiti e comitati lavoravano assieme, e non c’era pericolo di qualunquismo. Tutti ricorderanno le cartoline da spedire alla provincia che il sindaco stesso ci invitava a inviare in massa. Poi la breve stagione finì, e la giunta Alunni compì un voltafaccia totale. Chi c’era, ricorda la reazione di rabbia dei cittadini che si sentivano traditi. Non sottovalutate il trauma di quella rottura. Tutte le tensioni successive, i consigli comunali assediati, sono nate lì.
Da allora partiti e comitati non hanno più lavorato veramente assieme. Il percorso di approfondimento sulle alternative all’incenerimento, alla fin fine, si è rivelato un tentativo di prendere tempo e ha partorito il topolino del plasma, a cui non ha mai creduto davvero nemmeno l’attuale amministrazione –mentre intanto tutto il lavoro di approfondimento sulle tecnologie di trattamento a freddo dei rifiuti spariva letteralmente dall’orizzonte del dibattito. Come fare, per chi ci si è impegnato fin dall’inizio, a credere che tutto quel percorso non sia stata una furbata per non pagare dazio per scelte altamente impopolari? L’inizio della raccolta porta a porta: in grande ritardo, piena di problemi, senza né formazione né richiesta di partecipazione ai cittadini. Tante scelte che, quando anche avessero riflettuto una vera volontà di superare ritardi e mobilitare la popolazione, non scalfivano più la diffidenza dei comitati, scottati dalle esperienze precedenti e pieni di sospetti.
E qui arriviamo alle vicende di questi giorni e della richiesta di nuova VIS. Una richiesta che, lo sappiamo noi, lo sanno i partiti di maggioranza, lo sa l’amministrazione, non è pensata per mettere in discussione la scelta dell’inceneritore, anche se si preferisce far finta che sia a tutto tondo su tutte le fonti di inquinamento della piana. Le ambiguità, il non detto che però condizionava tutto e che, per citare Freud, prolificava nel buio, nacquero allora, ma continuano tuttora.
Dove sta dunque il problema? Il problema sta in un’impostazione politica che a Firenze e dintorni è pervicace: chi amministra non persegue una politica di responsabilizzazione e mobilitazione dei cittadini. Si preferisce essere decisori e ridurre i cittadini al rango di meri elettori. Chi è eletto decide per loro, come si è espresso qualche colonnello del PD locale, sulla scorta di argomentazioni tecnico-economiche. Ma non è questo l’ideale di partecipazione che sta alla base della costituzione italiana e soprattutto è una politica che ha un prezzo salato: la disaffezione degli elettori e l’inevitabile passaggio degli strati più maturi degli amministrati alla tanto temuta sfiducia. Solo che non è una sfiducia generica: è una sfiducia molto mirata. Dietro il luogo comune che imputa agli amministratori di divenire casta c’è questo. C’è un altro prezzo, poi, che i decisori pagano: la solitudine. E’ inutile proporre ai cittadini che tendono a quel punto ad auto-organizzarsi di combattere battaglie insieme. Ne dà l’ennesimo esempio la richiesta di nuova VIS: è inutile accusare i comitati di rifiutarsi immotivatamente di sostenere le proprie amministrazioni nella battaglia contro la pista parallela ricorrendo a sotterfugi e cortine fumogene di fronte al problema delle infrastrutture che invece si è già deciso di volere. I cittadini, ormai scafati, annusano l’ambiguità di fondo e passano la mano. Risultato finale è che le amministrazioni restano sole e si riducono a combattere la loro battaglia nelle sole sedi di partito. E perdono.
Tuttavia, bisogna premettere che questo tipo di politica non è un destino. Si può scegliere di non seguirla. Dove è stato scelto, dove si è scelto non di fidare nella migliore tecnologia (che ti abbandona sempre; e a Fukushima ora lo sanno) ma nell’intelligenza e nella generosità dei propri cittadini, le cose sono andate diversamente, e lì non c’è rischio qualunquismo. Prendete Capannori; lì si è scelto di aggredire il ciclo dei rifiuti non facendo appello alle soluzioni impiantistiche ma ricorrendo alla prima risorsa del territorio: i cittadini che lo abitano. I risultati sono stati straordinari e immediati. E infatti partiti e comitati lavorano assieme. Prendete la Val di Susa. Predente Grottammare e certi comuni della Rete dei Nuovi Municipi. Qui invece si continuano ad accantonare pretesti per non fare la stessa cosa: il territorio è diverso, la tecnologia ci garantisce, l’emergenza è alle porte, mia mamma sta male, ho perso le chiavi di casa, e insomma tutti i mille piccoli alibi per far dimenticare una cosa semplice che i nostri padri costituenti sapevano e che i partiti attuali si sono dimenticati: che la politica, la buona politica, è quella che fa crescere la comunità tutta insieme e che offre a tutti la possibilità di sentirsi responsabile di un po’ della cosa pubblica. Altrimenti resta la politica grigia dei decisori che decidono in base ad argomentazioni tecnico-economiche. E resta il qualunquismo, che sarà anche un pericolo, ma è per forza crescente. E che alla fine seppellisce i decisori.
Come se ne esce? Qui devono essere le amministrazioni a fare un passo avanti e a parlare ai cittadini con la chiarezza, la trasparenza e il rispetto che essi meritano, non come a bambini a cui bisogna raccontare la favola bella, senza sotterfugi né manovre dilatorie. C’è una richiesta crescente di partecipazione (quella vera; non la furbizia dell’informare a cose fatte, perché quella non è partecipazione). Ci sono atti votati in consiglio comunale, come il bilancio partecipato, annunciato persino su Disegno Comune, a cui si aspetta ancora che sia dato seguito. Ecco, quello sarebbe un inizio: dar almeno avvio ad atti già votati. Sarebbe almeno il segno che l’amministrazione, oltre a far finta di crederci, alla partecipazione ci crede davvero almeno un po’. Noi siamo qui. Ma voi, dove siete?
Paolo Lombardi

Rossi, Barducci, Renzi: Ma come?! … le domande che tutti i cittadini della Piana si pongono

10 aprile 2011

Riporto questo manifesto creato e affisso dagli amici di Un’altra sesto è possibile, rappresentati da Fabrizio Vettori, consigliere della omonima lista di Sesto Fiorentino. Una sintesi delle domande e degli interrogativi che buona parte dei cittadini della Piana Fiorentina si pongono per scelte assurde ed irrazionali. Mi sento quindi in dovere di divulgare questo documento anche ai cittadini di Campi Bisenzio, affinchè si possa trovare una unità comune di intenti che possa farci percorrere la strada della coerenza soprattutto nelle scelte che riguardano la salute e la salvaguardia del nostro territorio.