Posts Tagged ‘Salute’

Fratellanza Popolare di San Donnino: continua il Progetto MISSIONE SALUTE

22 ottobre 2013

Il Progetto “missione salute 2013”, lanciato quest’anno dalla Fratellanza Popolare di San Donnino, concluderà il proprio percorso, nei mesi di Novembre e Dicembre, con una campagna di prevenzione ambulatoriale importante : LA PREVENZIONE CARDIOLOGICA. L’Associazione crede molto nella prevenzione che pero’, purtroppo, in questo periodo storico, troppi pochi cittadini effettuano, spesso anche per motivi economici. Per questo, lasciando ovviamente inalterati gli standard di qualità del servizio, e cercando di venire incontro alle esigenze economiche è stato deciso di effettuare un check up per prevenire le malattie cardiovascolari che sono la prima causa di morte nel mondo.
La prevenzione cardiologica proposta si baserà, come quelle proposte nei mesi scorsi (oncologica e melananoma), sui principi che guidano la mission che l’Associazione persegue nel Poliambulatorio : PREVENZIONE – SOSTEGNO – QUALITA’.
Presso il Poliambulatorio della Fratellanza Popolare San Donnino, in via delle Molina 56 a San Donnino (Campi B.zio), sarà infatti possibile, prenotare un percorso cardiologico completo a tariffe calmierate. L’Associazione proporrà infatti un drastico taglio alla tariffa che già normalmente ha carattere “sociale”, per il percorso di prevenzione che prevederà elettrocardiogramma ed ecocolorodoppler cardiaco con visita finale e referto del medico cardiologo. Sono stati stipulati anche accordi con altre realtà come i SOCI COOP per tariffe calmierate. Qualora quest’ultimo lo ritenesse necessario saranno possibili approfondimenti effettuando prelievi ematici (enzimi cardiaci) ed ecocolordoppler arterioso per controllare la circolazione che afferisce al cuore.
L’attenzione al paziente e alla qualità del servizio sono prioritarie per l’Associazione che infatti nel 2013 ha acquistato un ulteriore ecografo multidisciplinare di ultima generazione che permette qualsiasi tipo di ecografia, uno spirometro ed un audiometro per l’otorinolaringoiatria ed un dermatoscopio ad ultrasuoni.
“ Il PROGETTO MISSIONE SALUTE che, sperimentalmente, concluderemo in dicembre, credo sia un progetto importante per un’Associazione, come la nostra, che lavora nella sanità privata-sociale e il gran numero di cittadini che ha finora aderito alle nostre campagne ne è la dimostrazione” spiega il Presidente Alessio Ciriolo “ Con queste iniziative crediamo, in questo momento storico in cui la sanità pubblica non riesce a dare tutte le risposte attesa dai cittadini,che sia compito delle nostre Associazioni, sostenere,collaborare ed affiancare la parte di sanità pubblica”.
“E’ importante”, conclude Alessio Ciriolo, non perdere mai di vista gli obiettivi di assistenza che l’Associazione persiste da ormai decenni : la vicinanza al cittadino è uno dei punti focali nella nostra mission. Ecco perché, oltre ad iniziative come il contenimento dei costi del nostro poliambulatorio e l’apertura del sabato mattina (momento in cui molti possono effettuare visite senza prendere permessi a lavoro) cerchiamo per le fasce più deboli di attuare delle promozioni con “pacchetti” di controllo”.
Per prenotare una visita specialistica o esame diagnostico presso il Poliambulatorio non è necessaria la richiesta del medico e normalmente la prestazione è erogata al massimo entro 5 dalla prenotazione ma in molti casi l’attesa è ridotta a 2/3 gg.
Tutti coloro che vorranno potranno ricevere informazioni presso il Poliambulatorio della Fratellanza Popolare di San Donnino contattando il numero 055 899211, tramite il sito internet http://www.fratellanzasandonnino.it, via mail utilizzando l’indirizzo poliambulatori@fratellanzasandonnino.it o attraverso il canale Facebook dell’Associazione.

Parliamo di salute mentale: “Gli psicofarmaci: questi sconosciuti”.

21 maggio 2013

Il Centro Diurno L’Isola delle Tartarughe del Servizio di Salute Mentale delle zone di Campi Bisenzio, Signa e Calenzano ha organizzato un ciclo di incontri divulgativi aperti alla cittadinanza, partito nel mese di febbraio, su alcune tematiche inerenti la salute mentale. Gli incontri sono tenuti dal dottor Andrea Bencini, psichiatra responsabile del Centro.
L’ultimo appuntamento del ciclo di incontri è per venerdì 24 maggio alle ore 17 a Villa Montalvo, via di Limite 15 Campi Bisenzio ed avrà come tema “Gli psicofarmaci: questi sconosciuti”.
Info: Centro diurno L’Isola delle Tartarughe tel. 055 8952911

“Trashed, se pensi che i rifiuti non siano un tuo problema !”, un film in assoluta anteprima in Italia, con il Premio Oscar Jeremy Irons al Cinema Odeon di Firenze

23 gennaio 2013

Anteprima nazionale di “Trashed” con il Premio Oscar Jeremy Irons al Cinema Odeon di Firenze, in Piazza Strozzi oggi mercoledì 23 gennaio alle ore 20.30.  Partecipano il Sindaco di Greve Alberto Bencistà, Paul Connett , Professore Emerito alla Laurence University  (Zero Waste International) e Rossano Ercolini (Rete Nazionale Rifiuti Zero).
Un grande evento politico-culturale-mediatico per dire sì ad un futuro diverso da quello prospettato da coloro che nei nostri territori si ostinano a vedere solo inceneritori e discariche.
Guardare con buon senso alle alternative per lo smaltimento dei rifiuti e prima ancora alla riduzione della produzione è essenziale in tutto il pianeta ed è una sensibilità che, come vediamo, coinvolge ormai il mondo della cultura, dello spettacolo, dell’economia ma che continua ad incontrare fortissime resistenze in quello della politica e dei nostri amministratori.

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“5 Maggio 2012 – La Grande Mobilitazione Contro gli Inceneritori”, per una Toscana a Rifiuti Zero a difesa del territorio e della salute dei cittadini

3 maggio 2012

Il Coordinamento dei Comitati “No Inceneritori” Ato Centro Firenze-Prato-Pistoia chiamano a raccolta per sabato 5 maggio 2012, il popolo anti-inceneritore, perchè la Toscana dei beni comuni si unisca in una grande manifestazione che si articolerà da Piazza Bambini di Beslam (Ingresso Fortezza da Basso a Firenze) dalle ore 15.00 fino a Piazza della Repubblica, per una Toscana a Rifiuti Zero a difesa del territorio e della salute dei propri cittadini, che hanno più volte espresso la loro volontà contraria agli inceneritori, contro la volontà di voler perseguire una strada che va contro la salute ed i beni comuni. Non mancate ed estendete l’iniziativa per far sentire la nostra voce. Riporto l’appello alla mobilitazione lanciato dal Coordinamento ed i recapiti a cui richiedere informazioni ed inviare le proprie adesioni:

Viandante sono le tue impronte il cammino e niente più.
Viandante non hai nessuna strada,
la strada la si fa con l’ andare
( Antonio Machado “Caminante non hay camino” )
Noi donne e uomini, abitanti dei territori della Toscana centrale, attiviste/i dei comitati e delle associazioni, ci battiamo da anni contro il consumo indiscriminato di territori e beni comuni, nocività e tossicità sanitarie e sociali, peraltro assolutamente evitabili, collegate al sistema impiantistico e gestionale integrato basato sull’incenerimento dei rifiuti–biomasse e sulle discariche collegate.
Come coordinamenti e comitati abbiamo proposto ALTERPIANO per l’ Ato Toscana Centro e altre proposte alternative che si basano su una partecipazione concreta ed effettiva degli abitanti e che promuovono una reale inversione di rotta basata sul riciclaggio/riutilizzo della materia, sull’abbandono del dogma della combustione, sulla riduzione della produzione dei rifiuti e delle nocività indotte dal loro trattamento attraverso l’ incenerimento e le discariche collegate.
L’incenerimento fa crescere l’inquinamento: uno dei principali indici dell’ alterato rapporto tra uomo-società-ambiente è rappresentato dall’aumento di incidenza dei tumori specie di quelli infantili e della riduzione della vita media in salute.
L’incenerimento fa crescere il debito pubblico, spreca l’acqua, privilegia “ macchine magiche” invece del lavoro umano legato al risparmio di materia-energia, al riciclaggio e alla manutenzione che aprono nuove concrete possibilità di lavoro stabile : con Alterpiano PREVEDIAMO IIMMEDIATAMENTE 2000 posti di lavoro in più ! . .
Proponiamo una inversione di rotta che si oppone alle privatizzazioni e si basa su un uso e una gestione comune dei servizi e dei beni fondamentali come la salute, il cibo sano, i materiali, l’acqua, le fonti energetiche, il territorio.
Alterpiano rende operative le disposizioni della Direttiva Comunitaria 2008/98 che all’ art. 4, comma 2 introduce la possibilità concreta di avviare cicli chiusi, di ridurre la quantità dei residui, di abbandonare gli impianti che distruggono materiali come sono gli inceneritori.
Il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti dell’ ATO Toscana Centro, vecchio di dieci anni invece guarda al passato, non avvia una virtuosa economia della riduzione e del riciclaggio ad alta occupazione e disattende colpevolmente le norme comunitarie e nazionali, mettendo al centro il binomio inceneritori / discariche .
Alcune delle nostre proposte:
– Avvio della gestione a ciclo chiuso dei residui, delle filiere del riutilizzo e del riciclaggio. In questo quadro lanciamo la proposta di costituire l’ ATO TOSCANA CENTRO come Distretto della Riprogettazione e del Riciclaggio. Un Distretto che rende operante e operativa quella società europea del riciclaggio che è l’ obiettivo della Direttiva Comunitaria 2008/98.
– Utilizzo degli incentivi per le attività riferibili al Distretto del Riutilizzo-Riciclaggio invece che per l’ incenerimento.
– Passaggio dal Sistema Integrato alla Strategia Rifiuti Zero basata sull’ economia del riciclo, sul riciclaggio complessivo
– Chiusura immediata degli inceneritori di Montale e di Selvapiana per manifesto danno sanitario e territoriale e il blocco dei progetti per gli impianti di incenerimento di Case Passerini, Testi. In questo modo si evitano i costi sanitari, economici e dovuti al conferimento fuori ATO dei rifiuti pericolosi che residuano dall’ incenerimento.
– Istituzione di un MARCHIO “DIOXIN FREE” PER GLI ALIMENTI, in analogia a quanto proposto dalla “Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali”, promossa da società scientifiche, associazioni di genitori e da associazioni che si occupano di promozione e tutela dell’allattamento.
Questo appello è rivolto alla multiforme società della Toscana centrale – comitati popolari; associazioni ambientaliste, culturali, dei consumatori; realtà di base, lavoratori, sindacati, gruppi di acquisto solidali, contadini, rurali, attiviste e attivisti; abitanti dei territori collinari, montani e di pianura; movimento dell’ acqua, movimento TAV, difensori dei paesaggi, studenti, Università, partiti , amministrazioni lungimiranti che hanno intrapreso la strada virtuosa del risparmio e del riciclo.
Per rilanciare le tante proposte alternative che tutti coloro che si battono e si sono battuti per la difesa del territorio e dei beni comuni sono stati e sono in grado di elaborare e concretizzare, per porre fine alle nocività, alle precarietà, alle disuguaglianze, alla privatizzazione e finanziarizzazione dei beni comuni fondamentali.
Per riprendere in mano il nostro presente e il nostro futuro, per dar vita a modi di usare il territorio basati sui bisogni degli abitanti e non su quelli delle Lobbies Finanziarie, delle multiutility, impiantistiche ed economiche.
Mandate le vostre adesioni a info@noinceneritori.org o Valeria.nardi@libero.it

Vogliono l’inceneritore .. DIFFIDIAMOLI ! parte l’iniziativa di Mente Locale contri gli amministratori della Piana

6 marzo 2012

Il Comitato Mente Locale della Piana, lancia una raccolta firme senza precedenti, per una diffida e preavviso di azione legale contro il progetto di costruzione di un impianto di incenerimento dei rifiuti in località Case Passerini. I firmatari sono i singoli cittadini, in qualità di parti portatrici di interessi sia individuali che collettivi, in particolare per quanto riguarda la difesa di diritti e beni costituzionalmente garantiti quali la salute (ex art. 32 Cost. It.), che diffidano i sindaci di Firenze, Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano e Prato (per adesso) oltre ai presidenti della Provincia di Firenze, Pistoia e Prato, al Presidente della Regione Toscana ed all’Amministratore Delegato di Quadrifoglio Spa, affinchè prendano atto che, in mancanza di provvedimenti atti a evitare danni alla salute della popolazione, i firmatari si riservano di valutare di avviare azioni legali nella forma di denunce penali, richieste risarcimento danni materiali, biologici e morali, class action collettive al primo verificarsi di conseguenze dannose in base alle scelte intraprese da codeste amministrazioni e Ditte. La diffida completa è disponibile presso il sito di MenteLocale della Piana a questa pagina. Qui pubblico una breve presentazione dell’azione in corso:
Sentite questa: Il 17 febbraio, al processo di Taranto all’ILVA, durante un incidente probatorio, il tribunale accetta le analisi prodotte dai comitati che provano che la diossina è entrata nella catena alimentare. L’accusa: disastro ambientale colposo.
Sentite questa: Il 29 febbraio il tribunale di Pistoia condanna in primo grado i gestori dell’inceneritore di Montale per le emissioni di diossina. Tutti gli abitanti nei paraggi dell’inceneritore devono essere risarciti.
Sentite questa: Per tutta risposta il presidente della provincia di Firenze Barducci risponde che l’inceneritore di Case Passerini… s’ha da fare
E allora Diffidiamoli!
Mente Locale della Piana ti invita a diffidare il presidente della regione Toscana, i presidenti delle provincie di Firenze, Prato, Pistoia, i sindaci di Firenze, Prato, Campi, Sesto e Calenzano nonché l’amministratore delegato di Quadrifoglio SpA a non proseguire con atti che portino alla costruzione di detto inceneritore.
Il fatto: la localizzazione di Case Passerini fu scelta in base alla Valutazione di Impatto Sanitario del 2006, che si fondava sui dati del secolo scorso (non scherziamo) tutti giocati sull’analisi delle malattie respiratorie. E fu in base a quella Valutazione che si scelse la collocazione di Case Passerini. Peccato che all’epoca non si sospettasse nemmeno quello che a Taranto è emerso con chiarezza; che la diossina si accumula nella catena alimentare e che l’organismo non la smaltisce, per cui anche se le emissioni fossero (ma non sono mai: Montale docet) nei limiti di legge…
Il fatto: tutte queste autorità la sanno questa cosa? Se non la sanno gliela diciamo noi: per raccomandata a.r. E diciamo loro anche un’altra cosa; se si ostina irragionevolmente ad andare avanti al primo danno che si verifica noi, ora che sanno tutto, li chiamiamo a risarcire tutto. Loro decidono di decidere? E noi decidiamo che loro devono stare attenti a quello che decidono di decidere e che rispondono a noi cittadini di quello che hanno deciso.
Il fatto: pensa a tutto Mente Locale? 200 cittadini hanno già firmato questa diffida. Ti vuoi tirare indietro proprio tu? Magari non hai espresso ancora la tua contrarietà all’inceneritore di Case Passerini. Magari non hai fatto in tempo e ti vuoi rifare.E ti vuoi perdere quest’occasione?
Cosa fare: firmare e far firmare (parenti, amici, conoscenti, chiunque tu conosca che non vuole respirare la diossina di case Passerini) la diffida, il cui testo puoi SCARICARE sul sito MenteLocaledellaPiana.wordpress.com
Puoi firmare il/i modulo/i firmato/i al comitato Mente Locale nei seguenti modi: giovedì 8, venerdì 9 e sabato 10 dalle 18.00 alle 20.00 ad un nostro incaricato presente alla Pizzeria Tre Ulivi in via Baldanzese 259 a Calenzano.
Collegati al nostro sito: mentelocaledellapiana.wordpress.com per seguire la campagna e avere le informazioni necessarie.
Le raccomandate le spediamo noi, il testo ed i moduli della diffida non riportano alcun logo o riferimento a partiti o gruppi organizzati.
La campagna: firmare il modulo non comporta adesioni a nulla, né a partiti e neppure al comitato Mente Locale (che peraltro non ha tessere). Non comporta sottoscrizioni a programmi, né pregiudica l’adesione ad altre campagne sui rifiuti come ad esempio l’Alterpiano dei comitati della piana (che peraltro Mente Locale sostiene in pieno). La firma comporta un’unica cosa: il piacere di mettere in mora i nostri politici e l’opportunità di trascinarli davanti a un giudice se ci causano qualche danno.
Per informazioni:  mentelocale.dellapiana@gmail.com
Vuoi sapere chi siamo: naviga sul sito mentelocaledellapiana.wordpress.com o sulla nostra pagina facebook.
Firma! Fai firmare!
Lo zio Mente Locale vuole TE !

Quando i cittadini insegnano: “Quel che resta è ancora risorsa. Opinioni a confronto sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti”, il 25 febbraio in un’incontro a cura del Campiingas

21 febbraio 2012

CampiinGas, ovvero il Gruppo di Acquisto Solidale di Campi Bisenzio, organizza sabato 25 febbraio alle ore 15:00 presso i locali del Circolo Rinascita in Piazza Matteucci 9, un seminario pubblico dal titolo “Quel che resta è ancora risorsa. Opinioni a confronto sulla corretta gestione del ciclo dei rifiuti”.
CampiinGas opera dal 2008 come insieme di consumatori che non si limitano solo a cercare alimenti sani fra coloro che li producono in zone della Toscana non lontane dalla Piana, ma che si sforzano anche di dare una qualità sempre crescente al rapporto fra consumatore e produttore. Ciò cercando di essere informati sulle caratteristiche di “naturalità” delle aziende fornitrici dei prodotti alimentari ma anche di essere fortemente partecipi delle problematiche che riguardano le condizioni di lavoro e di produzione delle stesse aziende, aumentando così la consapevolezza su “chi e che cosa” sta dietro ai cibi che arrivano sulle loro tavole. I cittadini che animano CampiinGas riconoscono alle realtà produttive con cui si rapportano – prevalentemente di piccola dimensione – il valore di presidi attivi a favore della tutela del territorio (da frane, incendi ecc.) della biodiversità, della cura degli spazi boschivi e limitrofi, nonchè – cosa affatto secondaria – il valore di effettive e nuove opportunità di lavoro per i giovani.
Anche per CampiinGas è perciò importante discutere di rifiuti perchè essi chiudono il ciclo della produzione-consumo del cibo così come degli innumerevoli oggetti da cui siamo circondati. E il titolo del seminario, ”Quel che resta è ancora risorsa”, rispecchia bene l’attenzione che CampiinGas vuole avere nei confronti di una gestione saggia e ambientalmente corretta della risorsa-rifiuti.
Per conoscere alcune delle varie posizioni sulla questione, il dibattito fra i presenti seguirà la proiezione del recente ed interessante docu-film “Zero Waste” di Victor Ibañez, interpretato fra gli altri dal noto attivista ecologista parmense Francesco Barbieri.
E’ prevista la presenza dell’Assessore all’Ambiente e vicesindaco di Campi Bisenzio, Serena Pillozzi, nonchè dell’Assessore all’Ambiente del Comune di Capannori Alessio Ciacci; questo comune è all’avanguardia in Toscana, e non solo, nel settore della riduzione dei rifiuti tramite differenziazione della raccolta e del riciclo delle “frazioni” nuovamente utilizzabili degli stessi. Ma sarà rappresentato anche il punto di vista del mondo delle imprese toscane, grazie alla presenza di Silvia Leon di Navicelli s.p.a. di Pisa, società consortile che gestisce il grosso polo della cantieristica nautica sorto attorno allo storico Canale dei Navicelli, e che si confronta con la conversione “green” dell’area industriale e quindi con i grandi numeri dei rifiuti là prodotti; mentre Antonio Manes, dell’azienda fiorentina Netsens s.r.l., ci mostrerà come la produzione e lo stoccaggio di rifiuti e di sostanze inquinanti possa essere facilmente monitorata anche a distanza ed in continuità, prevenendo quindi i pericoli dovuti alla dispersione più o meno repentina di veleni nell’ambiente. L’ingresso è libero. Per info: campiingas@yahoo.it

Convegno al Teatro Dante su Come proteggere i malati cronici. Strutture intermedie innovative e di qualità fra ospedale e domicilio

16 dicembre 2011

Sabato 17 dicembre alle ore 9.00 al Teatro Dante convegno Come proteggere i malati cronici? Strutture intermedie innovative e di qualità fra ospedale e domicilio organizzato dall’Assessorato alle Politiche integrate di salute del Comune di Campi Bisenzio, Age.na.s., Azienda Sanitaria Firenze e Società della Salute Area Fiorentina nord – ovest, con il patrocinio AGeSpi Toscana ed il contributo di Segesta.
Programma del convegno
ore 8.30 Registrazione
ore 9.15 Saluto di Adriano Chini Sindaco di Campi Bisenzio
ore 9.30 Introducono: Pier Natale Mengozzi Assessore alle Politiche Integrate di Salute di Campi Bisenzio con Istituzioni ed impresa per una risposta moderna ed efficace al servizio dei cittadini della Piana fiorentina e Antonella Bucciarelli e Tiziana Guarino con Illustrazione delle principali caratteristiche urbanistiche e progettuali dell’intervento
Prima sessione – Tavola rotonda: Le strutture intermedie per le cronicità tra LEA e sostenibilità economica
Ore 10.00 coordinano:
Pier Natale Mengozzi – Assessore alle Politiche Integrate di Salute e Rossano Vergassola – Coordinatore Sanitario Villa Le Terme
Riflessioni di avvio
ore 10.10 Fulvio Moirano – Direttore Generale Age.na.s. L’Age.na.s. quale Ente terzo deputato ad affrontare, costruire e verificare percorsi organizzativi e scientifici in sanità per introdurre nella cronicità metodologie innovative, compatibili ed efficaci al servizio dei cittadini.
ore 10.30 Aladar Bruno Ianes – Direttore settore medico assistenziale del Gruppo Segesta. La nuova struttura Segesta di Campi Bisenzio (Adi, lungodegenza, struttura intermedia, Rsa, ambulatori) come parte importante di un nuovo percorso assistenziale.
Contributi istituzionali
ore 10.50
Caterina Conti – Presidente della Società della Salute zona fiorentina nord ovest
Carlo Lucchina – Direttore Generale Sanità Regione Lombardia
Luigi Marroni – Direttore Generale Azienda Sanitaria di Firenze
Filippo Palumbo – Capo Dipartimento Programmazione Ministero della Salute
ore 12.00 Break
Seconda sessione – Esperienze
ore 12.30 Interventi preordinati:
Mariadonata Bellentani – Dirigente Age.na.s. Sezione organizzazione Servizi Sanitari
Emanuele Carabotta – Presidente Collegio dei Revisori Age.na.s.
Francesco Converti – Direttore Ircs Fondazione Don Gnocchi
Antonio Panti – Presidente Ordine dei Medici di Firenze
Piero Tosi – Direttore Sanitario Azienda Sanitaria Fiorentina
Giuseppe Zuccatelli – Direttore Generale Ircs Inrca
Interventi liberi
Conclusioni
ore 13.45
Daniela Scaramuccia – Assessore Regionale al Diritto alla Salute
Renato Balduzzi – Ministro della Salute
Sono previsti 2 crediti ECM Regionali

Una strana democrazia.. esiste ancora il popolo sovrano ?

7 settembre 2011

Riprendo per oggi alcuni argomenti affrontati nella newsletter del Comitato MenteLocale, dopo il recente Musei che capitano, che tanti consensi ha riscosso e che immagino scuoterà gli ambienti campigiani per altro tempo. Si parla spesso di democrazia e popolo sovrano, citando i requisiti essenziali della nostra costituzione, ma quale verità si nasconde oggi dietro queste tre parole ? Vediamolo con alcuni esempi e .. con i vostri commenti.

C’è di che riflettere sugli eventi. In che misura siamo ancora i padroni del nostro destino? In che misura possiamo ancora determinare democraticamente quale sarà il nostro livello di vita, quello dei nostri figli, il livello di cure mediche che ci spetteranno e quelle che dovremo pagarci di tasca nostra, l’ambiente in cui vivremo? In che misura siamo ancora cittadini sovrani, come recita la nostra costituzione, e quanto invece siamo vittime delle scelte altrui che non possiamo più condizionare? Ecco due esempi per chiarire la questione:
Esempio 1 (internazionale): parlo dei nostri vicini greci, la cui tragedia ormai è nota a tutti, e il cui governo ha tagliato i salari, le pensioni, l’assistenza medica e sociale, aumentato le tasse, mentre ha svenduto i gioielli di famiglia: il Porto del Pireo, le telecomunicazioni. Queste cose non sono più di proprietà del popolo greco. Si potrebbe dire: si tratta di un piano votato dai rappresentanti eletti dal popolo. Ma non è vero: si tratta di misure prese sotto il ricatto degli organismi internazionali e, peggio ancora, delle agenzie di rating, dei fondi pensione, delle banche di investimento, tutta gente che non viene eletta anzi non si sa nemmeno chi è. Anzi, questi qui hanno un impatto sulla vita delle persone peggio di Bin Laden. Bin Laden, a un greco non faceva nulla, ma che dire degli hedge fund? Dunque chi era per un greco il nemico numero uno? Bin Laden? Sì, proprio. Grazie a questi signori della finanza, un greco non ha più il diritto di contribuire a decidere del suo futuro. E’ stato espropriato del suo futuro; anonimi investitori hanno decretato che egli debba lavorare di più, più a lungo, con meno salario e pagando più tasse; e per i suoi figli, niente. Si potrebbe dire, come in effetti il ministro Pangalos, “abbiamo vissuto tutti sopra le nostre possibilità”. Ma prendiamo il caso di un impiegato greco, che abbia avuto uno stipendio, una casa, un mezzo di trasporto privato, e che non abbia partecipato al grande festival dell’evasione: una vita normale insomma, il minimo degli standard europei. Costui ha vissuto oltre le proprie possibilità? E che avrebbe dovuto fare? Qualcuno gli ha detto che viveva oltre le proprie possibilità, che il sistema in cui viveva era marcio e malato, ma che la festa avveniva ai piani più alti, mica al suo? Perché costui, e i suoi figli, dovrebbero ora ripagare per tutta la vita (se basterà) debiti di cui lui non ha goduto per soddisfare le banche tedesche o olandesi? Non sarebbe meglio fallire, e ripartire con le pezze al culo, magari, ma senza debiti (come in effetti fece l’Argentina nel 2001), e le banche si fottano anche loro? E’ in questo clima di macelleria e disperazione sociale che si spiegano le rivolte contro i parlamentari, presi a barattoli di jogurt e insulti, finché saranno barattoli di jogurt e insulti, perché la crisi non è mica finita e ogni votazione parlamentare (obbligata però, sennò non arrivano i prestiti –ossia i nuovi debiti che si assommano a quelli precedenti) peggiora le cose. E quando il parlamento è disprezzato e sentito come un nemico dalla popolazione mentre dovrebbe essere il tempio della sovranità popolare, le cose non vanno molto bene. E noi? Non è che le cose siano molto diverse. Con una famosa lettera, i vertici della Banca Centrale Europea hanno dettato al governo una serie di politiche, in cambio dell’intervento a favore dei titoli di Stato italiano. Tante grazie, ma noi non eleggiamo i vertici della BCE. A che serve eleggere il parlamento, se poi le politiche le decide la BCE? Tra l’altro, la lettera doveva restare riservata. Gli elettori italiani, insomma, non dovevano sapere nulla –ma per fortuna qualcuno ha parlato e il 9 agosto la cosa era su tutti i giornali.
Esempio 2 (locale): Chi decide delle nostre vite? Chi decide che un’infrastruttura è strategica? Perché è strategica? Si potrebbe dire: la esercita il decisore politico. Il decisore politico, nell’ordinamento italiano, non c’è: c’è il rappresentante eletto, c’è l’amministratore, che esercitano l’autorità in nome e per conto del popolo sovrano. Non sono managers, che rispondono agli azionisti in quanto assicurano loro (o non assicurano) lauti dividendi; costoro maneggiano beni non loro, spesso insostituibili come l’ambiente, l’acqua, la salute, di cui devono rendere conto con la trasparenza delle scelte e la continua partecipazione democratica. Come nel caso della Grecia, questa partecipazione non c’è. Chi ha deciso che l’aeroporto di Firenze, che non c’era nemmeno nel programma elettorale con cui fu chiesto il voto ai cittadini, era una scelta strategica? O la Tav Torino-Lione? O l’autostrada Stagno-Prato? O l’inceneritore di case Passerini, se è per questo? Perché? Eppure sono scelte che segnano irreversibilmente un territorio; una volta realizzate, non si torna più indietro. E allora prendiamo un cittadino della Piana, o della Val di Susa. Perché costui non dovrebbe sentirsi ostaggio di scelte prese ad altri livelli, su cui non riesce a incidere, che gli peggiorano la vita e che pure non prendono nemmeno in considerazione la sua opinione, esattamente come il suo omologo greco. C’è da meravigliarsi che si ribelli, crei comitati e si opponga con i mezzi che ha, di solito poveri e deboli di fronte alla potenza -anche militare- degli interessi cui si contrappone? Anche perché tutte queste opere, di solito inutili, vanno a aumentare il grande debito pubblico e il festival dell’evasione, e così il caso locale e quello internazionale si saldano. Non ci credete? Eppure il costo (previsto, perché poi sale) della Tav è uguale a quello delle Olimpiadi di Atene del 2004, che tanto hanno contribuito a dissestare le casse greche. Anche allora si disse che le Olimpiadi erano una scelta strategica, che erano un volano per lo sviluppo, insomma quelle corbellerie lì. Poi si è visto com’è andata a finire. In altri termini, preparatevi le pezze.
Davvero, siamo in una strana democrazia, e siamo di fronte a un periodo di turbolenze; le contraddizioni di cui abbiamo parlato sono in aumento e non in diminuzione, e aumenteranno. Fa ridere chi dice che in Italia per ogni decisione politica ci sono comitati che si creano e si oppongono. Visto che nessun cittadino si diverte a perdere tempo (e soldi), tanto per fare qualcosa, a opporsi alle decisioni prese, forse il problema non sono i comitati che si creano, ma la maniera in cui sono assunte le decisioni. Anche perché oltre tutto c’è un costo sociale occulto ma salato: la sfiducia che si crea tra cittadini e istituzioni che prendono decisioni a bischero, un vuoto pneumatico che si produce e che prima o poi qualcuno verrà a riempire, perché la politica, come la natura secondo Cartesio e Hobbes, non tollera il vuoto.
Come si esce da questo sfascio? Io credo che si esca se si passa da una strana democrazia a una democrazia piena. Se il popolo sovrano si riprende ciò che è suo: il diritto di partecipare e di influenzare le scelte che riguardano la sua vita, e soprattutto estromettendo definitivamente dai posti in cui è incistata una classe politica parassitaria che si è convinta che l’elezione sia una delega in bianco a decidere di decidere, un incarico formale vuoto che poi l’eletto riempirà di contenuti a proprio piacimento; una cultura managerial-burocratica della cosa pubblica che ha fatto scelte costosissime e contrarie a ogni buon senso e che ha prodotto solo i guasti che dicevamo sopra e che non deve avere più diritto di cittadinanza in una comunità democratica. Al suo posto, una nuova classe politica, scelta con l’arma consapevole del voto libero finché è ancora possibile (in Grecia non è più possibile), che creda in un’altra cultura: partecipazione democratica. Scelte condivise. Trasparenza in quelle scelte. Così si cementa una comunità. In tutti gli altri modi, la si divide. Da dove partire? C’è già un programma minimo, e si può partire da casa nostra. Signori amministratori di Campi, c’è un atto formale del consiglio comunale che impegna l’amministrazione a varare il bilancio partecipato assieme ai cittadini. La cosa fu anche annunciata su Disegno Comune. Volete decidervi a realizzare quanto siete obbligati a fare e a restituirci quel diritto che è nostro, oppure no? Io intanto preparo lo jogurt e gli insulti. Non si sa mai.
Paolo Lombardi

PS. Non si fa a tempo a prendere una posizione che la realtà, che ora va a cento all’ora, è già più avanti. Su Il Sole24 Ore del 19 agosto, Riccardo Sorrentino ha scritto: “Non c’è nulla che possa spaventare di più gli investitori che vedere le proprie sorti affidate a politici maldestri!. I politici maldestri, però, sono quelli che sono stati eletti da tutti… In altri termini: c’è qualche che realmente pensa, e che teorizza, l’esistenza di un conflitto di fondo tra mercato e democrazia, e ritiene che se le cose vanno male la colpa sia della democrazia che pensa troppo in termini elettorali invece di fare quello che gli investitori chiedono… Ciò mostra con palmare evidenza il fatto che la crisi che stiamo vivendo NON è una crisi economica da cui basta far ripartire l’economia per uscire (ma ciò, per motivi che discuteremo in un altro momento, non avverrà perché non può avvenire) ma una crisi sistemica: ossia investe ogni forma e ogni organizzazione del vivere. C’è già chi si organizza per modificare queste forme e queste organizzazioni nel senso più favorevole a sé e ai suoi. Sarebbe molto meglio che i cittadini cominciassero anch’essi a concepire le proprie soluzioni, dal basso, per non trovarsi esposti alle soluzioni degli investitori. Che non ci piacerebbero.

Per ricevere la newsletter del Comitato inviate una email di richiesta a mentelocale.dellapiana@gmail.com

Come ho imparato ad amare il Pit e a non preoccuparmi !

22 febbraio 2011

Ricevo e pubblico .. voi leggete, riflettete e commentate.

Dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale della variante al PIT, che sancisce definitivamente (almeno nelle intenzioni di chi lo ha approvato) l’allungamento o il raddoppio della pista dell’aereoporto di Peretola, volano non gli aerei, ma gli stracci nel PD. Abbiamo assistito alla levata di scudi da parte dei sindaci di Sesto, Campi, Calenzano e Signa che minacciano “una frattura politica insanabile” per non essere stati chiamati a concertare in materia, e che avvertono: la scelta di costruire l’inceneritore di Case Passerini non è più scontata. Messa così, alla buona com’è stato fatto dai giornali di questi giorni, verrebbe quasi da fare il tifo per i quattro sindaci, numi tutelari della salute dei cittadini della Piana e dell’ambiente. (Avanti, fategliela vedere a quel decisionista di Rossi…) Poi però ti sovviene che questi qui difendono il diritto di costruire l’inceneritore, per cui ti viene da pensare… La faccenda, insomma, è più complessa di com’è uscita sui giornali e vale la pena di rifletterci un attimo, magari analizzando uno per uno i vari aspetti.
Chi lo vuole il raddoppio della pista di Peretola?
Alzi la mano chi è stato in un aereoporto europeo, o nordamericano, che sia stato costruito entro i confini urbani. Quale aereoporto fra quelli di Londra, di Parigi, o di New York, è dentro i confini di suddette città ? Mai ! succede solo nella città del cosiddetto Terzo mondo, e a Firenze (appunto), dove da anni ci martellano con la storia del raddoppio della pista, giustificandola come volano dello sviluppo. A ben vedere, le annose politiche di costruzione di aereoporti sono sempre state in Italia pressoché fallimentari, sia per i piccoli aereoporti (Orio al Senio, p.e.) costruiti con la partecipazione degli enti locali a prezzi di comodo per le compagnie Low Cost, senza che lo sviluppo decollasse mai, con i profitti che andavano tutti ai privati e i costi tutti ai cittadini, ma anche con i grandi HUB. Il disastro di Malpensa (e di Alitalia), spaventoso cancro delle casse pubbliche, ce lo ricordiamo tutti. Però se da una parte l’aereoporto non è scontato che sia un affare, anzi spesso si rivela un disastro quale motore di sviluppo economico, dall’altra non è detto che sia un disastro per tutti. Non è un disastro per chi lo costruisce, ad esempio, né per chi lo gestisce, in primo luogo la società AdF. Chi è la società AdF? Il grande capitale: l’Aga Khan, il Monte dei Paschi, la Fondiaria, nonché il Comune di Firenze e, in prospettiva… la Regione (che infatti si è detta favorevole a entrare nel capitale di AdF, mossa evidentemente destinata a rassicurare i soci sulla volontà della Regione di sostenere l’operazione sia finanziariamente che politicamente). In altri termini, AdF è la stanza in cui la Regione e il comune di Firenze fanno affari con il grande capitale sulla questione dell’aereoporto. Questo anche contro le destinazioni d’uso già decise nella Piana. Ad esempio, è AdF che ha fatto ricorso al Tar contro le alberature previste intorno all’inceneritore (previsto anch’esso) di case Passerini, perché impatterebbero sull’ipotesi della pista parallela all’autostrada. Quindi, tramite AdF, il Comune di Firenze (e, in prospettiva, la Regione) hanno fatto ricorso contro il famoso Parco della Piana nato come opera di mitigazione dell’inceneritore. E che sia in gioco proprio la pista parallela, si capisce dal fatto che nella variante al PIT la Regione ha lasciato al gestore dell’aereoporto potestà di decidere che tipo di pista costruire, se allungare quella esistente o se costruire quella parallela, perché, si è detto, è un fatto tecnico… decisione discutibile sotto ogni punto di vista perché lascio decidere ad un privato come e dove costruire una pista sotto al naso dei cittadini… (come il fatto se venire a costruirmi una pista sotto il naso, a me cittadino della Piana, fosse un fatto tecnico da lasciar decidere a un privato…)
Si comincia quindi a capire qualcosa; il PD regionale, e anche quello fiorentino, che gode delle stesse entrature con il grande capitale, hanno deciso che l’aereoporto è prioritario. Almeno per i loro soci. Non pensano minimamente a far mettere il becco nella questione ai loro colleghi di partito della Piana. Di qui la forzatura della variante al PIT, che si sapeva benissimo avrebbe provocato frizioni.
Che cosa c’entra l’inceneritore?
I sindaci di Sesto, Campi e compagnia cantante non sono mica nel novero dei soci della Regione e del PD fiorentino. A loro la costruzione di una seconda pista (o l’allungamento della prima) non frutta proprio nulla. Anzi rompe le uova nel paniere, perché impatta sulla questione del Parco della Piana, opera con cui si sperava di mitigare le scelleratissime decisioni ambientali già prese nella Piana, e che doveva servire ad assicurare, se non la sopravvivenza politica dei sindaci attualmente in carica, almeno quella delle loro amministrazioni. Ecco quindi la levata di scudi; allora rimettiamo in forse la scelta dell’inceneritore e chiediamo un aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario, il documento in base al quale l’Agenzia Regionale della Salute decise che l’inceneritore inquinava poco e quindi si poteva fare e a Case Passerini. Ma aggiungendo una fonte di rischio ulteriore, quale il raddoppio della pista di Peretola, ecco che la vecchia VIS salta. Posizione che sembrerebbe inattaccabile… se non fosse che la VIS è già saltata. Infatti la vecchia VIS era stata incentrata esclusivamente sul rischio respiratorio da diossine rappresentato dall’inceneritore. Dopo la sciaguratissima esperienza di Montale, dove purtroppo è stato confermato che la diossina si accumula nella catena alimentare e che il pericolo maggiore viene non dall’inalamento, ma dall’ingerimento. Ma su questo, la VIS non aveva un beneamato ciufolo da dire. Perciò, il tira e molla in corso non riguarda tanto una sacrosanta difesa dell’ambiente della salute e dei cittadini, perché chi avesse avuto di mira quest’ultimo avrebbe già da tempo dovuto denunciare le manchevolezze della VIS; ognuna delle due parti ha già deciso qual è il livello di inquinamento ambientale e di sacrificio del territorio che è funzionale ai propri interessi. I 4 sindaci difendono la VIS (che, diciamola tutta, faceva alquanto pena) perché è suffficiente a tutelare gli interessi che interessano a loro, ad esempio assieme all’inceneritore i centri commerciali che qualche tempo fa spuntavano come funghi; Regione e comune di Firenze tendono a stirarla per tutelare ulteriori interessi che nella VIS non trovavano spazio (e difatti Rossi ha ribattuto ai sindaci che un aereoporto inquina meno di un Centro commerciale, singolare uscita che però rivela quale sia la vera posta in gioco in questa partita). Ma in questa faida tutta interna al PD, i cittadini sono merce di scambio; o meglio, lo sarebbero, se non fosse per un particolare; il territorio che qui grossi interessi si contendono è LORO, dei cittadini, mica di AdF, e nemmeno della Regione né dei Sindaci. Questi avrebbero il dovere di amministrarlo e tutelarlo, mica di spartirselo come satrapi. Tutto questo per dire che quella in corso non è una partita in cui si possa fare il tifo a piacere. Chiunque vinca di questi, noi perdiamo. Perciò i cittadini farebbero bene a cercare di tutelare se stessi per altri mezzi, che non affidandosi ai protagonisti di questa disfida. Un esempio: esigere, al posto della vecchia VIS, una nuova e risolutiva VAS (Valutazione Ambientale Strategica), che prenda in esame non le singole fonti di inquinamento ma tutte insieme e, complessivamente, l’impatto globale delle politiche che si vogliono (vorrebbero) attuare nella Piana. L’assessore regionale Marson giura e spergiura che la VAS è prevista nella variante al PIT. Al punto da mettere in discussione tutto l’assetto delle infrastrutture previste? O più probabilmente per giustificare anche la nuova infrastruttura aeroportuale; non a caso, il primo atto della VAS è stato affidare all’ARPAT (agenzia regionale.. l’intreccio si fa sempre più interessante) la redazione di un rapporto ambientale. Ecco, quella sarebbe la prima cosa: i cittadini dovrebbero intervenire e fare osservazioni proprie, come è loro facoltà, contestando le sciaguratissime scelte ambientali in cui persino le miserabili opere che dovevano risarcire i cittadini della Piana dello scempio del loro ambiente (il Central Park de noartri, al secolo Parco della Piana) vengono rimesse in discussione se i soci di AdF vogliono o se Della Valle tuona per la cittadella viola. Ma non sia mai detto che venga messo in discussione il Sacro Inceneritore! Citiamo invece da un e-mail che ci ha scritto un semplice cittadino, cioè in teoria un sovrano di questo territorio (ma in realtà un espropriato dai signori di cui sopra): “Ho riflettuto e… confermo la mancanza di “visione dall’alto” del territorio da parte dei nostri amministratori (Comune, provincia, regione) che ancora oggi non capiscono (o non vogliono capire) l’importanza del miglioramento dei valori ambientali e della salute dei cittadini. Dobbiamo spiegare noi che questa parte della Piana è satura da mille e più inquinamenti ambientali? Dobbiamo spiegare noi che la decisione dell’inceneritore o della nuova pista sarà causa di conseguenze INSOSTENIBILI per tutti i cittadini? Il programma di riqualificazione ambientale, come pronunciano tutti i politici, viene attuato con il cosiddetto Parco?? A proposito stanno definendo Parco un area che non può assolutamente essere un parco, cosi come hanno definito termovalorizzatore qualcosa che non valorizza un [CENSURA]”.
Ecco, mi pare che questo commento sia molto più sensato di tutte le innumerevoli fanfaluche dei nostri signori amministratori (si fa per dire) leggibili questi giorni sulla stampa. Riflettete. Scrivete osservazioni alla VAS (se mai ci sarà). Fatevi sentire. Non cedete a questi satrapi. Ne varrà la pena.
Paolo Lombardi – Lista Civica No-Inceneritore di Campi Bisenzio

Le Rsa di Autostrade per l’Italia dicono “No agli inceneritori” in una assemblea, il 7 febbraio a Campi Bisenzio

31 gennaio 2011

Ricevo e pubblico, estendendo l’invito alla partecipazione, da parte dell r.s.a. – cgil cisl uil sla (le Rappresentanze Sindacali Aziendali – Direzione Generale di Firenze di Autostrade per l’Italia – ESSEDIESSE – TELEPASS – Autostrade Tech). E’ un ennesimo ed importante segnale di insoddisfazione, verso l’atteggiamento di ostinata indifferenza delle nostre amministrazioni, a tutti i livelli; incapaci di ascoltare con volontà costruttiva i cittadini, che con fiducia gli hanno affidato il loro futuro e che oggi si sentono traditi. Cittadini e lavoratori che vogliono poter pensare alla loro casa, al lavoro, alla loro famiglia con serenità e che invece si trovano a dover combattere duramente, non solo, con chi ha “deciso di decidere” arbitrariamente  irrazionalmente delle scelte contro ogni volere democratico, mettendo in serio pericolo il territorio, ma anche con chi, localmente, dovrebbe difenderli. E’ una brutta sensazione, che lascia un terribile amaro in bocca e che ci allontana dai conclamati ideali di  fiducia, accomunandoci in uno stato di diffidenza e repulsione verso questa politica moderna. E’ così che sono passati questi anni, e ancora pare ne passeranno, sprecati in attese prive di logica, volte solo a lasciar calmare gli animi, gettando nel dimenticatoio storie e proteste, sperando di fiaccare la tenacia e la volontà dei cittadini, scoraggiandoli con  la consueta (e collaudata) lentezza burocratica che contraddistingue il nostro paese, alla quale è fin troppo comodo adattarsi. Ma si poteva.. e si potrebbe ancora impiegare questo tempo, cercando di cambiare qualcosa da subito; invece  si preferisce ancora lasciar correre, tanto un domani una scusa qualcuno la troverà (gli amministratori passano) e poi la colpa sarà di coloro “che non hanno voluto e che hanno detto sempre no !”.

Tre anni sono trascorsi da quando in 420 lavoratori abbiamo sottoscritto il documento contro gli inceneritori e per le alternative (che poi si sono affermate in questi anni con successo, come a Montespertoli dove la RD p. a p. (porta a porta) ha raggiunto il 91,4%) con politiche che hanno come punti centrali una forte diminuzione della produzione di rifiuti, con il riciclo e il riuso connessi a raccolte differenziate spinte attraverso la raccolta domiciliare (il porta a porta), andando a promuovere un uso attento dei materiali e la filiera del riuso e del riciclo, togliendo il “vero” combustibile e rendendo impraticabile l’incenerimento.
Visto il disastro che abbiamo sotto i nostri occhi, gli obiettivi obbligati e raggiungibili con queste politiche riguardano in positivo la nostra (di lavoratori e cittadini) salute, la nostra economia (minori costi), occupazione di qualità (porta a porta e piccole aziende per la riparazione e il riciclo) e la salvaguardia dei territori.
A differenza dell’incenerimento queste politiche vedono l’impegno e la responsabilità diretta dei cittadini con le ricadute d’informazione e di conoscenza e quindi di effettiva democrazia.
Rimane ancora come ostacolo un atteggiamento di tante amministrazioni pubbliche che sembrano non vedere le alternative e in un mondo che sta cambiando sotto i loro piedi continuano a riproporre le stesse ricette obsolete e distruttive ma molto redditizie per la finanza e le lobbie che gestiscono questi impianti.
Ne è esempio la Fibe (società privata di proprietà del gruppo Impregilo della famiglia Romiti) che ha gestito i rifiuti in questi anni in Campania e invece di approntare politiche di riduzione e di differenziazione ha creato le tristemente famose “montagne di balle cosidette eco” da avviare all’incenerimento facendo salire alle stelle i prezzi di smaltimento e combinando il disastro sotto gli aspetti che tutti conosciamo.
Nonostante le evidenze dell’intollerabile inquinamento da diossine e di altre sostanze tossiche da incenerimento riscontrate con le analisi: del latte materno, dei polli, dei pesci, dei terreni e dell’acqua nel territorio dell’inceneritore di Montale.
Nonostante il fallimento economico che i cittadini pagano con l’aumento delle bollette dovuti a queste gestioni, gli amministratori – invece di chiudere l’ inceneritore di Montale e avviare le bonifiche come la legge prescrive e come i comitati e tanti cittadini chiedono – pensano ancora al suo ulteriore ampliamento.
Nonostante le evidenze e i danni conclamati delle emissioni dagli inceneritori, nonostante le denunce per la situazione insostenibile d’inquinamento della piana e le alternative a nostra disposizione e al fatto che non si tiene conto (come per la VIA del 2006) delle conseguenze per i residenti e per le migliaia di persone che lavorano nelle aziende intorno a Case Passerini, i nostri amministratori tentano di costruire qui un costosissimo e dannoso inceneritore.
Una informazione-pubblicità martellante ci dice: dove mettiamo i rifiuti se non li bruciamo? Li mangiamo? Vogliamo fare la fine di Napoli? La RD p.a p. costa troppo, ci vuole tempo e nel frattempo che facciamo? Non vi preoccupate ci pensiamo noi ….. un bell’impianto e il miracolo è fatto.
Come lavoratori responsabili della nostra salute e del futuro di tutti abbiamo ritenuto indispensabile continuare il percorso d’informazione per far sentire e far contare la nostra voce insieme ai lavoratori delle altre aziende e ai cittadini di questo territorio.
A questo scopo abbiamo chiesto ad amministratori che hanno scelto le alternative all’incenerimento a medici e ad attivisti del movimento no-inc di portare un ulteriore contributo alla discussione e al confronto.
Chiediamo a tutti i lavoratori di partecipare all’Assemblea di Lunedì 7 Febbraio 2011 ore 9:30, che si terrà presso la Mensa del IV Tronco (vedi cartina). Una assemblea di tutti i lavoratori sulle alternative all’incenerimento : danni alla salute, ciclo dei rifiuti – riutilizzo- riciclaggio, aspetti economici, Democrazia.
Saranno presenti componenti delle Strutture Nazionali e Territoriali delle OO.SS. con i contributi di esperti esterni:
Alessio Ciacci Assessore all’ambiente del comune di Capannori, primo comune italiano Rifiuti Zero, approntando le alternative all’incenerimento : da anni la R.D. tramite porta a porta a Capannori è arrivata all’82% insieme alla diminuzione dei rifiuti che arriva intorno al 20%.
Ernesto Burgio Pediatra e Coordinatore Comitato scientifico ISDE ( Associazione Internazionale Medici per l’Ambiente), in particolare su i danni prima al feto e poi tramite il latte materno alla salute per le future generazioni.
Fabrizio Bertini Coordinamento comitati della piana fi-po-pt. Produrre meno rifiuti e recuperare materia si può Uscire dall’ incenerimento si deve. Per difendere la salute e il territorio, per creare nuova occupazione : chiudere gli inceneritori esistenti e dire NO ai nuovi a partire da quello previsto a Case Passerini.
LE R.S.A. – cgil cisl uil sla

La riunione si terrà presso il locali della Soc. Autostrade per l’Italia di Firenze Nord (uscita Fi-Nord dove c’è il Motel e la Chiesa dell’Autostrada), nella carta sottostante l’esatta ubicazione della mensa (3).

Legenda: (1) Chiesa (2) Dir.4° Tronco (3) MENSA (4) Dir.Gen. (5) Motel (6) Area Serv. (7) Casello Aut. Firenze-Nord