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Publiacqua effettua lavori alla rete idrica, il 5 marzo si potranno registrare alcune mancanze di acqua

1 marzo 2014

Publiacqua informa gli utenti del Comune di Campi Bisenzio che causa lavori alla rete idrica mercoledì 5 marzo, dalle ore 08:00, si potranno registrare forti abbassamenti di pressione e mancanze d’acqua nella zona nord del Comune (da via Buozzi e via Tosca Fiesoli in direzione di Calenzano e Capalle). Abbassamenti di pressione interesseranno anche il resto del territorio comunale. La situazione tornerà a normalizzarsi con gradualità nel pomeriggio. In caso di condizioni meteo avverse l’intervento potrà essere effettuato il primo giorno utile successivo. Publiacqua si scusa con la cittadinanza per i disagi che questi lavori, comunque indispensabili, potranno procurare.

Se non ci fossero i soci privati: l’antitrust e le società di gestione pubblico-private

29 settembre 2012

Da Mente Locale della Piana: Il 27 settembre si è saputo che l’autorità Antitrust aveva multato per 11 milioni i due soci privati di Publiacqua, Acea e GDF Suez, per avere fatto cartello contro la concorrenza. Eh… le liberalizzazioni fanno scendere i prezzi dei prodotti. Il privato è più efficiente.  I soci privati ci vogliono perché sono gli unici che investono. Intanto hanno investito i cittadini, ma negli aumenti in bolletta. Non bastando i referendum per farsi ragione, per fortuna ci sono le autorità antitrust. Che hanno un solo difetto: i soldi delle multe sulle bollette dell’acqua gonfiate se li incamera lo Stato. I soldi versati dai cittadini in più sulle bollette invece se li cuccano i soci privati. Che vincono lo stesso e non c’è referendum sull’acqua pubblica che tenga. D’altra parte, come ci disse un alfiere del “nuovo che avanza” nella Piana, c’è referendum e referendum.

Firenze con Publiacqua ha l’acqua più cara d’Italia. Referendum traditi da Regione e Comuni

10 Mag 2012

Le bollette più care d’Italia sono per le famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). In fondo alla classifica Isernia (110 euro all’anno). Questo è dovuto alla gestione di Publiacqua, società di diritto privato in mano a speculatori privati, nel silenzio assordante degli amministratori locali Enrico Rossi, Annarita Bramerini, Matteo Renzi e compagnia bella.
Il referendum dello scorso anno continua ad essere tradito dagli stessi politici che poi si lamentano dell’antipolitica non rendendosi conto che sono proprio loro i primi nemici della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Altrimenti, come successo a Napoli, avrebbero seguito le indicazioni dei loro elettori e affidato la gestione degli acquedotti toscani a società di diritto pubblico. Inutile dire infine, che il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis, ha in questi giorni smentito questi dati elaborati dall’organizzazione indipendente dalla politica CittadinanzAttiva e rilanciati dal Sole24Ore. Ecco l’articolo che presenta la ricerca.
dal Sole24Ore – Ad Agrigento l’acquedotto costa in bolletta 11 volte in più rispetto a Milano, anche se in Lombardia la rete perde il 19 per cento dell’acqua che gestisce mentre in Sicilia se ne va in media più del doppio. Tra le tasse e tariffe comunali che continuano a procedere a passo di corsa ci sono anche quelle idriche. L’anno scorso, secondo l’analisi annuale sul servizio idrico integrato che l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva diffonderà oggi, una famiglia media di tre componenti con un consumo annuo di 192 metri cubi ha speso 290 euro, con un incremento del 5,8% sul 2010 e del 24,5% rispetto al 2007. È una crescita silenziosa, perché la bolletta dell’acqua pesa meno di altre voci e continua ad attestarsi su livelli inferiori rispetto ad altri Paesi europei, ma come mostra la dinamica degli ultimi anni le bollette hanno incrementato il ritmo e doppiano abbondantemente i tassi d’inflazione. Nel caso dell’acqua, oltre alla corsa dei prezzi a colpire è la loro variabilità, che si traduce in una girandola di cifre a seconda delle zone. La bolletta è divisa in tre componenti: la quota fissa (nata come noleggio del contatore, e quasi triplicata in cinque anni), quella relativa all’acquedotto, che rappresenta la componente più importante, e quella destinata a pagare depurazione e fognatura. L’unione delle tre componenti fa primeggiare le città toscane, anche se fra 2010 e 2011 a sentire più drasticamente gli aumenti sono stati gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto fare i conti con un incremento dell’80,5% rispetto all’anno prima (a Lodi gli aumenti sono stati del 35%, e a Benevento del 27,4%). Le bollette più care d’Italia, sempre per la famiglia-tipo presa in esame dall’Osservatorio di Cittadinanzattiva, sono state invece recapitate alle famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). All’altro capo della classifica si trova Isernia, dove la stessa famiglia paga un conto che da cinque anni rimane ancorato ai 110 euro all’anno. Il conto in bolletta, naturalmente, non basta da solo a indicare la qualità, e soprattutto la sostenibilità, del servizio. Il Molise, con le sue tariffe immobili nel tempo, è infatti di gran lunga la regione più economica d’Italia per gli utenti del servizio idrico, ma è percorsa da una rete che con il suo tasso di dispersione al 65% reclama a gran voce investimenti e manutenzione. Situazioni simili tornano in larga parte del Mezzogiorno: anche la Basilicata perde per strada più di metà (53%) dell’acqua che circola sulla rete regionale, mentre Calabria, Abruzzo e Sardegna ne lasciano andare il 44 per cento. Tassi insostenibili dai quali, oltre alla Lombardia, solo Piemonte, Emilia Romagna, Ligura, Trentino Alto Adige e Marche si tengono lontane riuscendo a condurre a destinazione più del 75% dell’acqua gestita dalla rete. Quello infrastrutturale, del resto, è uno degli snodi critici dell’intero sistema dell’acqua, e nella gestione delle tariffe si lega al tema dei controlli, essenziali vista la varietà del quadro. Giusto in queste settimane l’autorità per l’energia e il gas ha ereditato dal ministero dell’Ambiente i compiti di approvazione e controllo dei piani tariffari elaborati dagli ambiti territoriali (sul punto si veda anche il servizio a pagina 11 del dorso Norme e tributi), e dovrà trovare una soluzione al bisogno di investimenti che caratterizza il settore: secondo il Blue Book realizzato ogni anno dalla Fondazione Utilitatis, il servizio idrico avrebbe bisogno di investimenti da 2 miliardi all’anno per i prossimi 20 anni. In tempi grami per la finanza pubblica, rispondere a questa esigenza senza gravare troppo sulle bollette non sarà un’impresa semplice.
Fonte: altracitta.org

“Publiacqua e deposito cauzionale; l’amministrazione di Campi Bisenzio non difende la condizione dei cittadini”, l’accusa di Alleanza Cittadina per Campi

8 Mag 2012

Ricevo e pubblico da parte del Gruppo Alleanza Cittadina per Campi, sulla gravosa situazione delle illegittime quote, richieste come deposito cauzionale da Publiacqua, al centro di numerose polemiche.

Con una nostra interrogazione relativa alle recenti sentenze del Tribunale di Prato e dei Giudici di Pace della stessa Prato e di Pistoia, che hanno giudicato illegittima l’applicazione del deposito cauzionale da parte di Publiacqua condannando la stessa al pagamento delle spese legali, chiedevamo alla nostra amministrazione comunale se intendesse assumere – in virtù del proprio ruolo nell’assemblea di ATO 3 – una posizione decisa nei confronti della partecipata affinché quanto sancito dai magistrati fosse recepito dall’azienda ed applicato a tutti gli utenti.
Ancora una volta si sono ricevute risposte vaghe che non solo hanno dimostrato la subalternità degli enti locali, Campi Bisenzio compreso, che compongono ATO 3 nei confronti di Publiacqua ma la mancanza totale di sensibilità nei riguardi dei cittadini/utenti che sono costretti a subire oltre a tariffe tra le più alte d’Italia l’applicazione di oneri difficilmente non catalogabili come “balzelli”.
Abbiamo segnalato come risulti ormai inammissibile che a fronte di bilanci in attivo di somme consistenti gli utili non vengano mai impiegati per una riduzione, sia pure modesta ancorché fortemente simbolica, delle tariffe ma distribuiti in vari rivoli a partire dal premio di produttività distribuito a tutti i dipendenti nella misura – come riportato dalla stampa – di oltre 2.000 euro per ciascuno. Duemila euro che rappresentano due/tre mensilità di salario per molti cittadini e quattro per i pensionati che sono costretti a vivere con 500 euro mensili largamente erosi da tariffe e bollette (comprese quelle di Publiacqua) o addirittura l’ammontare di un anno intero per tutti quei giovani con lavori precari e scarsamente retribuiti e che ambirebbero ad avere le stesse possibilità di chi ha la certezza del posto di lavoro, una buona paga – per i tempi che corrono – e la gratifica annuale.
Quando potremo pensare ad amministrazioni locali che si fanno carico di questi problemi e non difendere (e tutelare) lo status-quo?
I Consiglieri comunali Antonio Esposito, Piero Fedi, Alessandro Tesi

Ordine del giorno del Consiglio comunale del 26 aprile 2012

26 aprile 2012

Giovedì 26 aprile la seduta del consiglio comunale inizia alle ore 15.00 con interruzione alle ore 20.00 e ripresa alle ore 21.00, presso La Sala Consiliare Sandro Pertini, in Piazza Dante 36, con i seguenti punti iscritti all’ordine del giorno:
– Comunicazioni del Presidente, del Sindaco e quesiti a risposta immediata.
– Interrogazione su aumento del deposito cauzionale e rimodulazione delle tariffe da parte di Publiacqua, presentata dal consigliere comunale A. Esposito del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Ordine del Giorno: al fine di ottenere l’aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2006 insieme all’indispensabile Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a fronte della recente avvenuta adozione del Piano Provinciale dei Rifiuti, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Proposta di deliberazione: Aree Peep – Rimozione del vincolo del prezzo massimo di vendita degli alloggi ai sensi del comma 49-bis e -ter, art. 31, Legge n. 448/1998, così come introdotto dalla Legge 12 luglio 2011, n. 106 e modificato dal comma 16-undecies, art. 29 della Legge n. 14 del 24.02.2012. Revisione della precedente deliberazione C.C. n. 178/2009.(Ufficio Edilizia Pubblica).
– Proposta di deliberazione: Approvazione del Piano delle Alienazioni e Valorizzazioni Immobiliari per l’anno 2012. (Ufficio Opere Infrastrutturali).
– Proposta di deliberazione: Approvazione del Rendiconto della gestione esercizio 2011.(Settore Servizi Finanziari).
– Mozione: definizione di nuova strategia fiscale per ridurre l’onere fiscale di quei contribuenti che possiedono dei crediti nei confronti del Comune di Campi Bisenzio, presentata dal gruppo consiliare “P.D.L.”.
– Ordine del Giorno per la richiesta di estensione della raccolta dei rifiuti porta a porta a completamento sull’intero territorio comunale, presentato dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
– Ordine del Giorno: l‘iniziativa della Giunta Comunale sulla difesa del suolo, presentato dalla Giunta Comunale.
– Ordine del Giorno: “Prelievo del sangue presso la sede ASL di Campi Bisenzio: interventi migliorativi”, presentato dal consigliere comunale P. Fedi del gruppo “Alleanza Cittadina per Campi”.
– Ordine del Giorno: sfiducia Assessore Ferrero Cerretelli, presentato dal consigliere comunale G. Brandino del gruppo misto “Futuro e Libertà per l’Italia”.
– Ordine del Giorno: Riduzione dei rimborsi elettorali ai partiti, presentato dal gruppo consiliare “P.D.”.

“Ultimi gracidii dal padule” (7).. la Ripubblicizzazione dell’acqua !

4 novembre 2011

Il 29 settembre si è svolta a Firenze, tra piazza del Duomo e piazza della Signoria la staffetta dell’acqua, con la partecipazione di Pietro Mennea e alcuni giovani atleti fiorentini testimonial di Publiacqua. Lo spottone a favore di Publiacqua è stato però rovinato dalla massiccia contestazione dei comitati per l’acqua pubblica, promotori del referendum del giugno scorso, che, presenti in forze, hanno vivamente contestato Publiacqua di non applicare la volontà popolare espressasi nel referendum, sia evitando la totale ripubblicizzazione del ciclo idrico, sia non restituendo ai cittadini il balzello del 7% sulla tariffa destinato a remunerare il capitale investito e previsto da una norma che il referendum ha abolito. Ne è nato un vivace contraddittorio tra i comitati e Erasmo D’Angelis, presidente di Publiacqua, che, trovandosi in brutte… acque, ha provato a trarsi d’impaccio promettendo l’organizzazione di un Forum Nazionale sull’acqua pubblica all’Anconella entro il prossimo mese. Proposta quanto mai cervellotica, perché un pubblico amministratore dovrebbe semplicemente applicare la volontà popolare espressasi in un voto vincolante, non organizzare Forum estemporanei che a quella volontà non possono derogare. Vi informeremo comunque come evolverà la faccenda. (tratto da mentelocale.dellapiana@gmail.com)

“Ultimi gracidii dal padule” (2).. quello che non ti raccontano sulla Piana, te lo diciamo noi…

13 settembre 2011

Ancora una notizia spot sper informare su di un tema a noi molto “caro” ; l’acqua, che dopo il consenso unanime popolare (referendum), ci dovrebbe veder risarciti di quel 7% destinato fino ad oggi a remunerare il capitale investito anche di Publiacqua.

Il 28 luglio 2011 un OdG della lista civica NoInceneritore è stato votato all’unanimità dal Consiglio Comunale. L’OdG, relativo all’attuazione della volontà popolare espressa nei referendum sull’acqua del 12-13 giugno, impegna l’amministrazione, presente nel Consiglio di Amministrazione di Publiacqua, ad adoperarsi perché sin dalla prossima bolletta la quota del 7% destinata a remunerazione del capitale investito secondo la norma abrogata dai referendum, venga immediatamente restituita ai cittadini. L’amministrazione è stata spesso assai restia a recepire gli impegni presi in Consiglio, soprattutto se venivano da proposte dell’opposizione, dunque toccherà vigilare per verificare il rispetto dell’OdG. Si tratta tuttavia di un passo avanti, se non altro formale, rispetto ad altre situazioni in Italia. Come è noto, la Regione Puglia ha sostenuto l’impossibilità della restituzione del 7% ai cittadini, motivando il tutto con la necessità di restituire alcuni capitali che la precedente amministrazione regionale aveva preso in prestito per investimenti sull’acquedotto; mentre negli ATO laziale interessati, il socio privato ACEA ha avuto assicurazione che per il momento la quota del 7% non verrà toccata (cfr. Il Sole 24 Ore di domenica 31 luglio). Il tutto in barba alla volontà popolare, che dovrebbe essere sovrana in uno stato democratico. Si vedrà se Campi si accoderà a questi tristi esempi, o se invece terrà fede a quanto disposto sia dal referendum che dal consiglio comunale.
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Limitazioni ai consumi di acqua potabile nel periodo estivo 2011

24 luglio 2011

Sul sito del nostro comune si legge che Publiacqua Spa, gestore per conto del Comune dell’acquedotto, ha segnalato il 14 luglio scorso la difficoltà a garantire, già da adesso e per tutto il periodo estivo un costante approvvigionamento di acqua alla popolazione.
Considerato che una dei consumi deriva da un massiccio uso dell’acqua potabile per l’irrigazione di giardini e orti e per il lavaggio di automezzi, con ordinanza del sindaco n. 308 del 15 luglio 2011 è stato istituito il divieto di prelevare l’acqua erogata dall’acquedotto comunale per irrigare giardini, orti e per lavare automobili ed automezzi in genere.
I cittadini sono invitati quindi, per tutto il periodo estivo a ridurre il consumo dell’acqua potabile e comunque a limitarlo al solo esclusivo uso domestico.
Le violazioni al divieto prevedono sanzioni di 25 a 500 euro, oltre alle spese procedurali e di notifica e al sequestro degli impianti e delle attrezzature.
Ordinanza Sindacale n. 308 del 15 luglio 2011 (11.66 KB)

DI UOMINI E ACQUE .. cosa c’è da sapere sull’acqua pubblica prima del referendum

31 Mag 2011

Il 12 e 13 giugno sarà possibile votare i referendum sull’acqua (o referenda? Chissà come diavolo si dice.. Se fosse latino, sarebbe “referenda”). Sono stati referendum tenacemente voluti dai cittadini, che hanno raccolto in massa “Un milione e quattrocentomila firme”; nemmeno il referendum sul divorzio aveva avuto un sostegno simile. Sostegno dei cittadini e dei vari comitati; perché i partiti mica li volevano questi referendum. Qualcuno addirittura ha raccolto le firme per un rereferendum proprio (tipo..l’IDV), poi ammazzato in culla dalla corte costituzionale. Insomma, ci si sono messi in tanti per soffocarli in culla, questi referenda (o referendum), che facevano paura, perché volevano che l’intero ciclo di gestione dell’acqua, bene comune e primario, fosse nostro, ossia di noi cittadini, e non appaltato a qualche multinazionale. Ma i sostenitori dell’appalto a qualche multinazionale, o per il ciclo dell’acqua, o per quello dei rifiuti, non mancano mai. Solo che, grazie alla tenacia dei cittadini e dei movimenti, il referendum c’è. Allora, forse spinti dai risultati delle elezioni amministrative, ecco che avvizziti i partiti oramai più dediti all’inciucio nei consigli di amministrazione che al confronto coi cittadini, sentono l’incipiente estate, e magnificano l’appoggoio al referendum che, dicono, è l’esaltazione del modello toscano di gesione dell’acqua. Un esempio lo è Enrico Rossi, che molti magnificano come governatore della Toscana e che invece è solo presidente, perché il governatore non c’è più dai tempi del granducato. Qui occorre fare una precisazione iniziale perchè, ciò che i comitati che raccolsero le firme volevano, non era appunto il modello toscano di Publiacqua (chissà perché non lo chiamano Privatacqua) della società di gestione mista pubblico-privato. Questo per un motivo molto semplice: l’acqua è nostra ma il gestore misto pubblico-privato (secondo il modello toscano) o tutto privato (secondo la legge Ronchi sottoposta a referendum) ci guadagna rivendendocela. Come fa a guadagnarci? Facile; il monopolio del sistema toscano o ronchiano poco importa gli concede il monopolio della tariffa. Un esempio: quando nacque Publiacqua, e si scoprì che gli utenti dell’ATO erano risparmiosi, cioè consumavano meno acqua, la tariffa fu aumentata del 30% per assicurare comunque la remunerazione al gestore. Non ci credete? Allora ecco un esempio tratto dalle bollette del sottoscritto, che essendo un tipino tignoso, se le conserva tutte. Nella bolletta del 25 febbraio 2005, metri cubi consumati 13 in SEI MESI (sempre stato un utente attento a evitare gli sprechi) pagavo 19,62 Euro di bolletta (IVA compresa). Nella bolletta, sempre di Privatacqua, del 4 ottobre 2010, per un consumo di 6 metri cubi in QUATTRO MESI, pago 19,92 euro. Ma il consumo è la metà. Perchè pago la stessa cifra? Ecco la fregatura: a quota fissa annuale è passato da Euro 15,50 (2005) a Euro 24,89 (2010). Più IVA. Quindi è inutile risparmiare acqua, come faccio, perché tanto me la fanno pagare di più. Poi è raddoppiato anche il valore dell’acqua al metro cubo: da 0,69 a 1,21 euro. L’acqua sarà mia, ma quanto costa me lo detta Privatacqua; quindi è mia per modo di dire. Tutti questi soldi finiscono nelle tasche dei soci di Privatacqua, ossia dei comuni (e quindi è una tassa occulta) nonché del socio privato. Ma si dice, devono essere remunerati gli investimenti. Che però sono remunerati anche quando non ci sono e sono semplicemente progettati. Forse nell’acquedtotto nell’Anconella Privatacqua avrà anche investito; ma in chi non é allacciato all’Anconella? A Signa? A Lastra a Signa? Dove l’acqua non è per nulla migliorata? Le logiche degli investimenti sono tutte politiche e seguono l’interesse politico preminente sul momento. E comunque: non sarebbe meglio che gli investimenti li decidesse il comune, la cui maggioranza posso cambiare tramite elezioni, anziché il socio privato, che invece ha il monopolio per 25 anni e non lo schiodi più? Insomma, c’è più di un motivo molto serio per rivolere che l’acqua sia sotto il controllo dei cittadini invece che di un mucchio di amministratori (si fa per dire) e dei loro compagni di merende e di affari. Il 12 e 13 giugno, al referendum e referenda, abbiamo un buon motivo per andare a votare e riprenderci ciò che è nostro e che ci hanno tolto solo per ingrassare sedicenti investitori paladini del bene pubblico (e invece più modesti fantaccini dell’interesse privato). Chi risparmia acqua va premiato. Chi privatizza l’acqua va invitato, gentilmente ma con fermezza, a andare a balayer le mer (che in Toscana ce n’è tanto) tramite l’arma democratica del voto. E tanti saluti al modello toscano.

Lavori all’acquedotto, probabili disagi da domani fino a venerdì 28 maggio

23 Mag 2010

Publiacqua Informa gli utenti del Comune di Campi Bisenzio, assieme a Prato, Sesto Fiorentino, Calenzano, Signa, Montemurlo, Quarrata e Agliana che dalle ore 8.00 di domani, lunedì 24 maggio, alle ore 20.00 di venerdì 28 maggio, sarà effettuato un nuovo intervento di spostamento sulla tubazione DN 1000 (per l’interferenza tra il percorso della rete idrica, la cosiddetta autostrada dell’acqua, con la Perfetti Ricasoli) e che si potranno verificare abbassamenti di pressione.
Publiacqua per tutta la durata dell’intervento terrà costantemente monitorata la distribuzione dell’acqua in tutto il territorio interessato e provvederà a mettere in atto tutte le misure possibili per contenere i possibili disagi che tali lavori, comunque indispensabili, potranno arrecare agli utenti.