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ANPAS e le Pubbliche Assistenze pronte a soccorrere le popolazioni di Haiti colpite dal sisma con volontari e raccolta fondi

18 gennaio 2010

Firenze, 14 gennaio 2010. ANPAS, Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, esprime la sua solidarietà alla popolazione di HAITI colpita dal terribile terremoto che ha devastato uno dei territori più poveri del mondo, con centinaia di migliaia di vittime e di sfollati. Come avvenuto in occasione di altre emergenze nazionali ed internazionali, i Volontari delle Pubbliche Assistenze e la Protezione Civile ANPAS confermano la disponibilità ad intervenire nelle operazioni di soccorso e a concordare tutte le iniziative con il Dipartimento Nazionale Protezione Civile e con il Governo di Haiti.  Il Presidente di ANPAS Nazionale Fausto Casini dichiara: «Un disastro dalle proporzioni immani che colpisce uno dei territori più fragili da un punto di vista economico, politico e sociale del nostro Pianeta. Il Movimento delle Pubbliche Assistenze, attraverso la Commissione Protezione Civile e la Commissione Internazionale, è disponibile anche questa volta a fare la propria parte collaborando con il Dipartimento Nazionale di Protezione Civile che sta coordinando gli aiuti umanitari in partenza dall’Italia».
ANPAS, attraverso la propria la propria rete nazionale di soci, volontari e cittadini, ha  attivato una raccolta fondi per la popolazione e gli interventi di ricostruzione, per sostenere le organizzazioni che svolgono già da tempo interventi ad HAITI.

CONTO CORRENTE
BANCA ETICA Filiale di Firenze
IBAN: IT 52 X 05018 02800 000000556655
intestato: ANPAS PER HAITI
ANPAS – ASSOCIAZIONE NAZIONALE PUBBLICHE ASSISTENZE
Via Pio Fedi, 46/48 – 50142 FIRENZE
Tel 055/30.38.21 cell. 335/74.86.832
fax 055/37.50.02 email segreteria@anpas.orgwww.anpas.org

ANPAS, fondata nel 1904 a Spoleto, è una delle più grandi associazioni nazionali di volontariato in Italia: attualmente vi aderiscono 868  Pubbliche Assistenze con 213 sezioni, presenti in 18 regioni italiane che operano nell’emergenza sanitaria, nelle attività sociosanitarie, di protezione civile e di solidarietà internazionale. Si avvale di 2700 ambulanze e 500 mezzi di protezione civile, ma soprattutto della partecipazione di 100.000 volontari attivi e di 700.000 soci sostenitori. E’ ente accreditato di prima classe con oltre 800 sedi e 976 giovani in servizio civile nazionale. Ha sviluppato grandi progetti di solidarietà internazionale ed è autorizzata per le Adozioni Internazionali in Bulgaria, Costa Rica, Venezuela, Armenia, Nepal, Sri Lanka, Gambia, Senegal, Repubblica Domenicana, Kenia, Isole Mauritius, Taiwan, Mali e Guatemala.
Su Campi Bisenzio fanno parte dell’ANPAS, la Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio e Fratellanza Popolare di San Donnino.

L’ipotesi di Calamandrei 58 anni dopo

15 ottobre 2008

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell’Associazione a difesa della scuola nazionale (Adsn), a Roma l’11 febbraio 1950.

Facciamo l’ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l’aula in alloggiamento per i manipoli, ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di stato hanno il difetto di essere imparziali. C’è una certa resistenza; in quelle scuole c’è sempre, perfino sotto il fascismo c’è stata. Allora, il partito dominante segue un’altra strada (è tutta un’ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di stato E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A “quelle” scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere.
Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d’occhio i cuochi di questa bassa cucina. L’operazione si fa in tre modi: ve l’ho già detto: rovinare le scuole di stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico. Pubblicato nella rivista “Scuola democratica”, 20 marzo 1950

Non ero al corrente di questo discorso che mi è stato segnalato da un lettore del Blog. Discorso che apprezzo e che trova applicazione, purtroppo anche dopo 58 anni, soprattutto dopo i recenti provvedimenti che hanno coinvolto la scuola. Posso solo esprimere il mio profondo sdegno ed invitarvi a commentare e divulgare il documento.