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La difesa del suolo arriva in Consiglio Comunale a Campi con un ciclo di incontri per tutti

1 marzo 2014

Il Presidente del Consiglio, Alessio Colzi, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica, ha deciso di promuovere un ciclo di incontri a costo zero, dedicato a uno dei temi più sentiti e delicati della nostra area. Le piogge invernali hanno messo ancora alla prova i nostri fiumi e solo il reticolo di impianti realizzati negli anni per prevenire il rischio idraulico, ha impedito che le piene costituissero una fonte di pericolo. La gestione del rischio è materia che richiede un grande lavoro di squadra tra Comune e protezione civile, per cui è importante che consiglieri neoeletti si confrontino con gli addetti ai lavori su un argomento che interessa tanto la cittadinanza. I primi due incontri avranno carattere prevalentemente didattico e si terranno martedì 4 e 11 marzo alle 17,30 presso la sala consiliare “Sandro Pertini”. L’ultimo appuntamento sarà invece sabato 22 marzo alle 9,30 e prevede un sopralluogo presso alcuni impianti attivi sul territorio. La partecipazione è rivolta in primo luogo ai componenti delle commissioni Ambiente e Assetto del Territorio, ai consiglieri comunali tutti e ai rappresentanti delle associazioni che operano in tale settore .

Rinnovato il Consiglio alla Fratellanza Popolare di S.Donnino: Ciriolo e Chieffo sempre alla Presidenza

23 gennaio 2014

Lunedi 21 gennaio si è tenuto il primo Consiglio Direttivo della Fratellanza Popolare San Donnino, dopo il rinnovo delle cariche avvenuto in seguito alle elezioni del 21-22 Dicembre scorsi. Il Consiglio eletto è composto da tredici membri (9 uomini e 4 donne con età media intorno ai 40 anni) ed ha visto l’inserimento di quattro nuovi Consiglieri rispetto al precedente. Continuità e rinnovamento, crescita della rappresentatività e sempre maggiori servizi al fianco dei cittadini, sono i caratteri del nuovo organo che rimarrà in carica per i prossimi 2 anni.
Nella prima riunione i consiglieri hanno provveduto ad eleggere il Presidente : Alessio Ciriolo è stato confermato per il terzo mandato cosi’ come la Vicepresidente Lucia Chieffo. Il Consiglio ha definito un calendario ed un’organizzazione del lavoro ed ha diviso gli incarichi tra i consiglieri. Nell’ambito della crescita dell’Associazione il Consiglio ha deciso di creare delle commissioni di lavoro su vari ambiti composte, oltre che dai Consiglieri, da Volontari che si son resi disponibili ad affiancare il Consiglio Direttivo
“Per me è un grande orgoglio essere confermato Presidente- spiega il rieletto Presidente Ciriolo – E’ stato e sarà un onere ma soprattutto un onore gestire insieme ai colleghi consiglieri, e soprattutto ai Volontari, la Fratellanza Popolare, che ogni anno tenta sempre più di investire per risposte socio sanitari ai cittadini. Non posso che ringraziare i nostri Volontari che ogni giorno, 24 ore su 24, si impegnano e permettano a questa bella realtà campigiana di aiutare i nostri concittadini”.

Niccolò Rigacci M5S di Campi: “Napolitano boom di ascolti”.. dati inventati da mentitori di professione

4 gennaio 2014

“Mentitori di professione (Grillo vince su Napolitano 24 a 1)”, così si intitola il commento che Niccolò Rigacci, consigliere M5S di Campi Bisenzio, ha postato ieri sul suo profilo fb. Un libero sfogo sulla querelle di commenti e notizie che seguono il discorso di fine anno di Napolitano ed il contro-discorso di Grillo.
“Giorno dopo giorno non ne posso più di leggere falsità: mentitori di professione, venduti, leccaculo o semplici idioti che inventano notizie o le ripetono per sentito dire senza un briciolo di serietà e onestà.”, apre così il suo sfogo Rigacci, attaccando i media e gli utenti di fb che in questi giorni hanno elargito i dati e le cifre di audience sul Presidente e sul comico genovese.
“Fa schifo la campagna mediatica sul discorso di fine anno di Napolitano: “boom di ascolti”, “+12%” e altre balle simili. Disonestà a parte di voler trasformare gli ascolti in gradimento (io l’ho visto su YouTube, ma sono ben lontano dall’aver gradito!) leggendo Auditel si vede che molti più italiani sono rimasti in casa a guardare la TV, ma in percentuale sempre meno gradiscono il discorso di fine anno del Napo (meno 13% in 7 anni, meno 2% quest’ultimo)”, prosegue Rigacci che incalza, “Veniamo al confronto con il discorso di Beppe Grillo, che è facile facile perché la rete non mente (mica è l’Auditel): su YouTube, dati delle 13:30 del 3 gennaio [Video sottostanti]: Napolitano totalizza 28.937 contatti con un gradimento del 14,77%, Grillo totalizza 698.404 contatti con un gradimento del 93,81%.”, dati in controtendenza che non sono stati presi in considerazione da Tv e stampa. “Per giunta i commenti sul video del Napo sono stati oscurati per omertosa pietà: ieri sera ho potuto leggere un florilegio di insulti e vaffa che mi sono dispiaciuto di non aver fotografato! I commenti su Grillo invece sono liberi…”
Non risparmia neppure un attacco a Fossi ed alla diffusione locale di notizie, che a quanto afferma non rispetterebbero dati reali sulla presenza di intervenuti alla recente festa di fine anno organizzata dal neo-sindaco;  “Ho letto la notizia – afferma sempre Rigacci – che al capodanno del sindaco di Campi Bisenzio abbiano partecipato 3.000 persone: puzza di bufala lontano un miglio, dalle foto direi che non ce n’era più di 300. Amici di Piananotizie, date i numeri ?”. A difesa di Piananotizie posso dire che i dati pubblicati dal giornale online sono stati forniti dalla Segreteria del Sindaco, tramite un comunicato che iniziava: “Circa 3000 persone hanno trascorso il Capodanno in piazza Dante al “Midnight in champs sur le Bisence”, evento di fine anno organizzato per la prima volta a Campi Bisenzio dall’amministrazione comunale”, avendoli ricevuti anche come blog di Campi Bisenzio; una usanza di gonfiare le cifre, quella degli organizzatori, che si sa, fa sempre comodo ..
Allego anche i link alle notizie citate da Rigacci, per maggiore comprensione.
[1] ilsole24ore.com – napolitano crescono ascolti tv
[2] unita.it – discorso napolitano e boom di ascolti
[3] repubblica.it – napolitano fallito_il_boicottaggio_ascolti_in_crescita
[4] istitutobarometro.blogspot.it – ascolti tv del messaggio del presidente

Faggi: quello di Fossi .. un comportamento poco democratico

25 dicembre 2013

Uno sfogo natalizio quello di Marco Flavio Faggi, Presidente della Compagnia Teatrale Santo Stefano, che non ha gradito la decisione sul cambio di nome al Teatro Dante.
“E così è fatta!” si legge in un commento su fb, “In barba a tutti gli incontri per ascoltare il parere dei cittadini, il sindaco Emiliano Fossi molto democraticamente va avanti per la sua strada e cambia nome allo storico Teatro Dante intitolandolo a Carlo Monni. Personalmente mi sento preso in giro e penso, come me, anche tutti coloro che hanno firmato la petizione contro tale personale presa di posizione.”
“Invito il signor Sindaco, per il futuro, ad evitare di indire riunioni per ascoltare la popolazione poichè è palese che non tenga conto delle opinioni divergenti, mascherandole dietro questioni di età anagrafica, fazione politica o valutazione sulle capacità artistiche del nostro Carlo Monni, per il quale nutriamo il nostro affetto come concittadino e artista (sarebbe stato lo stesso anche per altri personaggi, più o meno artisticamente riconosciuti).
Resta assurdo il voler sradicare un pezzo di Storia campigiana cambiando nome a un Edificio simbolo della città!
Un tempo, tale comportamento, si sarebbe definito … poco democratico.”
Pian piano qualcuno se ne rende conto, aggiungo io ..

Nasce il Premio “Levriero città di Campi”; il riconoscimento per valorizzare la “tradizione e innovazione” del territorio

8 ottobre 2013

Ricevo e pubblico il comunicato con il quale il Presidente Colzi illustra il premio “Levriero citta’ di Campi”, appena ideato dal Consiglio Comunale.  Si ricorda che il presente riconoscimento verra’ assegnato per la prima volta in occasione dell’iniziativa di venerdi sera alle ore 21.00 presso la limonaia di Villa Montalvo.  La Presidenza del Consiglio ricorda anche che durante il prossimo consiglio comunale programmato, verra’ votata la proposta di deliberazione inerente l’istituzione del premio come da accordi intrapresi da tutti i gruppi politici presenti nell’ultima conferenza dei capigruppo.

Uno dei limiti maggiori dell’Italia di oggi è quello di specchiarsi troppo nel suo splendido trascorso culturale e di farlo, a volte, non come arricchimento del tempo presente, ma in contrasto con esso, in un dedalo di conservatorismi, vincoli e ritardi per cui siamo purtroppo famosi. Non sono parole: basta uscire dall’Italia per accorgersi come sia nazioni storiche che realtà emergenti riescano a valorizzare in maniera autentica le parole “tradizione e innovazione”. Chi è stato eletto ha il dovere allora, per primo, di fare la propria parte, piccola o grande che sua, nel rendere complementari i lasciti del passato e la nostra contemporaneità, perché solo un approccio culturale dinamico è in grado di affrontare al meglio le difficili sfide della società moderna.
Questo è prima di tutto il senso del premio “Levriero città di Campi”. Si tratta però di un premio che ha l’ambizione di essere cittadino nel senso più largo del termine, in quanto viene assegnato non da organi espressione di una parte politica ma da tutto il Consiglio Comunale eletto da tutti, con la volontà di affermare gli elementi che uniscono una comunità rispetto a quelli che la dividono.
Il levriero è una figura perfetta per tante ragioni, non fosse altro perché è l’immagine dello stemma di Campi. Ma è l’animale “ideale” soprattutto perché esprime bene cos’è o dovrebbe essere l’idea di una società proiettata al domani. Oggi tutto corre veloce e restare ancorati alle scelte passate non sempre può bastare. C’è bisogno di istituzioni agili e concrete capaci di decidere rapidamente. Non può esserci rinnovamento se non quello ispirato al principio dei bassi costi, del coraggio e a volte della giusta frenesia (il levriero è il cane cacciatore per eccellenza), premiando l’utilità e chiudendo la stagione delle spese fuori controllo e della tutela a oltranza di ciò che non produce vantaggi generali, mentre il Paese è pieno di persone o attività d’eccellenza che aspettano solo di essere valorizzate. L’Italia ha bisogno infine di diventare moderna anche sul fronte culturale: si viaggia low cost e si entra a contatto con culture diverse in poche ore, le migrazioni sono un fattore chiave, senso civico, solidarietà e rispetto dell’ambiente e degli altri sono i pilastri dei paesi più evoluti.
L’Italia è piena di storie e persone che rappresentano questi valori. Campi non fa eccezione e non dobbiamo avere paura di portare allo scoperto gli esempi positivi, mentre spesso si vuol parlare solo di quelli negativi. Il premio non avrà cadenze temporali o cerimoniali, se non l’evento nel quale il protagonista o i protagonisti racconteranno la loro storia: il levriero è una semplice medaglia a basso costo, che verrà consegnata a persone o organismi, non necessariamente campigiani, che si sono distinti per azioni particolari. Cittadini, professionisti, associazioni, studenti, volontari, sportivi, attività economiche o culturali, che hanno espresso o esprimono gesti e azioni che hanno promosso il nome di Campi, reso un servigio alla città o lasciato qualcosa destinato a durare.
Una città è fatta di persone e solo attraverso esempi concreti una società matura. Parlare in astratto di comunità o elevazione del senso civico è una ricetta che funziona poco. Le storie vissute, piccole o grandi che siano, hanno il grande pregio di essere autentiche e da questo dobbiamo ripartire per diventare un po’ più orgogliosi del presente e un po’ meno timorosi del nostro futuro.
Il presidente del Consiglio Comunale – Alessio Colzi

Borgonovo: Colzi esprime le condoglianze del Consiglio Comunale di Campi

28 giugno 2013

Ricevo e pubblico questa nota di condiglianze e ringraziamento alla famiglia Borgonovo e alla Misericordia di Campi che ha seguito Stefano in questi anni.
“A nome del Consiglio Comunale di Campi Bisenzio, desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia Borgonovo. Desideriamo farlo perché tra Stefano e la nostra città era nato un rapporto riservato ma speciale, attraverso l’impegno dei volontari della Confraternita di Misericordia di Campi Bisenzio, che hanno avuto l’onore di accompagnarlo nei momenti più significativi della sua battaglia contro la SLA, a cominciare dall’indimenticabile amichevole dell’ottobre 2008 al Franchi, dove con grande coraggio, mostrò per la prima volta in pubblico il dramma che stava vivendo.
Come rappresentanti cittadini, vogliamo esprimere la nostra vicinanza e gratitudine alla famiglia, ai volontari della Misericordia e a tutte le persone che in silenzio soffrono di questa terribile malattia, per i valori che in questi anni
hanno saputo trasmettere, attraverso la figura di Stefano”.Il Presidente del Consiglio Comunale di Campi Bisenzio
Alessio Colzi

Gandola: vedremo se la giunta e la maggioranza sapranno reggere il colpo

20 giugno 2013

In seguito al primo Consiglio Comunale di Campi Bisenzio, il neo capogruppo de Il Popolo della Libertà, Gandola, ha dichiarato che “Il PDL, per rispetto istituzionale ha votato il Presidente del Consiglio indicato nella persona del Consigliere Colzi ma ha chiesto che, come forza maggioritaria dell’opposizione, la maggioranza sostenesse un nostro candidato alla carica di Vice Presidente. Ringrazio dunque per la responsabilità dimostrata la maggioranza per aver sostenuto il nostro candidato Roberto Valerio. Rispetto al passato è meritevole di nota la maturità dimostrata dai gruppi di maggioranza in passato mai esistita.”
“Roberto Valerio, nuovo Vice Presidente del Consiglio Comunale, è un consigliere esperto”, continua Gandola, ”e per questo saprà svolgere nel migliore dei modi l’alta funzione di garanzia che gli è stata assegnata. A lui, a nome del gruppo, fervidi auguri di buon lavoro per l’alta funzione che andrà a svolgere in questi cinque anni nel supremo interesse di tutta la città”.
Poi affronta subito con alcune critiche il neo-sindaco “Per quanto concerne la presentazione della Giunta non riesco a comprendere a quali novità volesse riferirsi il Sindaco Fossi”, confermando anche le perplessità espresse anche da alcuni lettori del blog di Campi, “La giunta appare fin da subito debole e nella quale si ritrovano, molti ex assessori e consiglieri uscenti e qualcuno addirittura, seppur già noto, senza alcuna esperienza politica pregressa. In ogni caso non si rintraccia nessuna faccia nuova. Il PDL porterà avanti, fin dal prossimo consiglio comunale, il proprio programma di mandato. Saremo inflessibili su bilancio, scuole, riapertura del centro e sulla richiesta di maggiore sicurezza in città e vigileremo fin dai primi atti della Giunta. Per il momento attendiamo di vedere il bilancio che dovrà essere chiuso entro pochi giorni”, una posizione, la sua, che lascia molto perplessi visto che anche neo-Vice Presidente del consiglio, Valerio non è proprio un volto nuovo nel consiglio comunale campigiano ..
Poi si lascia andare ad una sorta di gossip da Bar, “Leggo su internet che è già partita la lotteria su quanto durerà in carica la nuova amministrazione. Vedremo nei prossimi mesi e dalle prossime mosse se la Giunta e soprattutto la maggioranza che la sostiene, composta da moltissimi consiglieri alla prima esperienza politica, sapranno reggere il colpo. Il Popolo della Libertà c’è e ci sarà. Avvertiamo su di noi una forte responsabilità: quella di consentire a questo Comune di essere pienamente democratico e difendere quella parte dei cittadini che non si riconoscono nella nuova Amministrazione. Questo è il nostro compito e questo faremo nei prossimi anni”.

Il Vice Presidente valerio ed il capogruppo PDL Gandola

Il Vice Presidente valerio ed il capogruppo PDL Gandola

Il Movimento 5 Stelle, una rivolta nella postdemocrazia e le ossessioni della (ex)sinistra italiana

30 aprile 2013

Riporto con piacere un interessante ed illuminante articolo tratto dal blog Utopia Rossa ad opera di Michele Nobile, che sviscera e chiarisce il comportamento della casta politica e dei media verso il M5S. L’articolo è molto lungo perchè si articola una una serie di acute e anche minuziose considerazioni sul comportamento delle parti politiche che compongono il nostro paese, in modo particolare della sinistra. Uno spaccato della classe politica italiana incancrenita, composta da personaggi il cui reddito ed il cui status sociale dipendono, da dieci, venti o trent’anni a questa parte, dai ruoli ricoperti in un partito e nelle istituzioni; che di fatto poi confluiscono nel “professionismo politico”. Proporrò quindi di volta in volta alcuni spezzoni che, per come sono stati concepiti, si prestano ad essere letti singolarmente, ecco il primo:
Demonizzazione e captatio benevolentiae verso il M5S
È da tempo che la crisi di legittimità della casta partitico-statale italiana si esprime nella crescita dell’astensionismo: che è il fenomeno politico maggiormente in crescita di cui poco si parla o se ne parla per liquidarlo come primitivismo antiparlamentare o «qualunquismo». Come forma di protesta politica l’astensionismo cresce perché ha profonde e diffuse motivazioni sociali, alle quali né il centrosinistra né il centrodestra sono in grado di rispondere in modo credibile e accettabile. Con le recenti elezioni la crisi di legittimità si è trasferita anche all’interno dell’istituzione parlamentare, in conseguenza del successo elettorale del Movimento cinque stelle (M5S): piaccia o no, di fronte ai partiti che da vent’anni governano il paese è il M5S che costituisce il terzo polo, quello della protesta. È questo che spiega l’ambivalenza dell’atteggiamento di politici e commentatori nei confronti del M5S, che oscilla tra la demonizzazione e la captatio benevolentiae: in questo secondo caso ci si aspetta che Grillo «il demagogo» e i parlamentari della cosiddetta «antipolitica» sappiano anche mostrarsi ragionevoli e costruttivi, consentendo in tal modo la formazione di un governo, possibilmente di centrosinistra.
Tuttavia il M5S rifiuta, certamente non senza tensioni, di giungere ad accordi con il Pd: accordi che in altre circostanze si sarebbero spregiativamente bollati come consociativi e che costituirebbero il definitivo colpo di grazia alla ventennale retorica circa l’alternanza bipartitica (colpo, in effetti, già sferrato dal consenso bipartitico al governo Monti). Tentando di coagulare il consenso di Pd e Pdl intorno ai presunti «saggi» il presidente Napolitano non ha fatto altro che giocare nuovamente la carta consociativa. Ma la sinistra – intendendo Rifondazione comunista, Pdci, Verdi e quel che resta del «popolo» che a questi partiti continua a far riferimento – come si comporta nei confronti dell’impasse cui è giunta la casta partitica, attualmente più screditata che al tempo di Tangentopoli?
Nell’articolo precedente auspicavo che dai risultati delle elezioni politiche si sapesse trarre la giusta lezione. Evidentemente non è così. La sinistra post-Pci sembra anzi in preda a un crollo psichico, che si manifesta nell’isteria antigrillina e nella marchiatura a fuoco della figura di Beppe Grillo, considerato come un seduttore di masse istupidite, una sorta di Grande fratello totalitario in versione postmoderna, mentre i risultati elettorali del M5S vengono qualificati come «diversione» o addirittura come un esempio della «reazione che avanza». E siamo arrivati al vergognoso paradosso per cui questa sinistra formalmente antimontiana oggi si scaglia contro Grillo perché ha il coraggio di dire no a un inciucio tra Pdl e Pd, che di Monti è stato il più fedele sostenitore; e questo dopo che Prc, Pdci e Verdi hanno condiviso responsabilità di governo con il centrosinistra, vale a dire con la coalizione che negli anni ‘90 f ece la maggior parte del lavoro sporco di stampo neoliberistico. Stiamo parlando di un’area politica (i Forchettoni rossi) reduce da tre lustri di battimani, in adorazione di ogni minima svolta del guru e autentico demagogo Bertinotti, oppure di Diliberto, ministro nel governo D’Alema, quello che bombardò la Jugoslavia.
Non è difficile comprendere i motivi della reazione antigrillina di questi prof essionisti della politica e del forchettonismo di sinistra: dal loro punto di vista, il successo del M5S non ha dato vita soltanto a un enorme concorrente sul terreno elettorale (come si è potuto vedere), ma intacca anche il portafoglio economico dei rimborsi, delle sovvenzioni e dei privilegi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. In altri termini, l’insuccesso nel mercato politico minaccia alla fonte l’afflusso della linfa che è vitale per la riproduzione di questi apparati e degli apparatini ad essi collegati. La perdita dello status istituzionale e la minimizzazione del loro ruolo nel sistema politico compromettono la possibilità di apparire mediaticamente, di partecipare attivamente allo spettacolo parlamentare e televisivo. Quanto alle correnti minori, gruppi, blog e social networks vari (considerati in genere erroneamente come il nocciolo duro del cosiddetto «popolo di sinistra»), lungi dal valorizzare il dato crescente dell’astensionismo e l’impasse in cui il M5S ha contribuito a mettere l’intera casta, si sono scatenati nell’opera di amplificazione di ogni sbavatura dei grillini, nell’estrema semplificazione del discorso del o intorno al M5S, nell’invettiva urlata (in questo paradossalmente simili allo stile di Beppe Grillo). Per questo «popolo di sinistra», che nel passato ha dimostrato ampiamente di essere altrettanto «populista» dei cosiddetti grillini – anche se in forma più antiquata – la seconda batosta elettorale consecutiva ha generato frustrazione, risentimento e invidia nei confronti dell’enorme successo elettorale (ma anche di mobilitazione nelle piazze) conseguito dal M5S. E questi stati d’animo rancorosi stanno impedendo una radicale autocritica che, finalmente, faccia i conti sino in fondo con vent’anni di subalternità strategica al centrosinistra e ai miti dell’elettoralismo – nonché con il sottostante retroterra ideologico, togliattiano e ingraiano, dei partiti post-Pci. In effetti, lo zelo digital-militante sarebbe meglio impiegato nell’autocritica e nella liquidazione dei Forchettoni rossi che non nella denigrazione di Grillo e del suo movimento. Il risentimento e l’invidia non solo rendono più dif f icile interpretare il f enomeno M5S (sommandosi in questo a limiti e incapacità di analisi che noi di Utopia rossa stiamo denunciando da tempo), ma stanno dando vita a una volontà di rivalsa elettorale, di ricomposizione della «sinistra» in funzione del ritorno (degli zombies?) in Parlamento, riproponendo per l’ennesima volta il vaniloquio di un «vero e proprio processo costituente, democratico e partecipato».
Si direbbe che la sinistra post-Pci sia afflitta da una irresistibile coazione a ripetere secondo un modello di base e dall’incapacità di rielaborare le sconf itte che necessariamente conseguono. È come se, in fondo, fosse vittima di un trauma originario mai compreso sino in fondo: la mutazione del Pci da partito stalinista in partito organicamente capitalistico – e quindi torni sistematicamente a cercare l’affetto di questo padre padrone e «traditore». Con ciò non solo si vanifica la possibilità di comprendere e superare il passato, ma anche di autonomizzarsi, di divenire adulta e battere nuove vie, costruire il futuro. In tale abisso mentale, la sinistra post-Pci non riesce nemmeno a sentire il bisogno di incarnare e radicalizzare politicamente il sentimento antioligarchico che da tempo si sta esprimendo nella crescita dell’astensionismo e, più recentemente, nel boom del voto per il M5S – e ciò impedisce a priori di creare le condizioni per convertirlo in lotta sociale fuori e contro le istituzioni del capitale. È un’ossessione che ha profonde radici ideologiche, sostenuta dalla necessità di riprodursi di apparati di professionisti della politica; è una condanna al declino e alla degenerazione, ormai giunta a uno stadio irreversibile. Questa ossessione forchettonica continua invece a produrre danni: se ne uscirà fuori solo se e quando dalla società emergeranno energie nuove, capaci di assimilare le lezioni del passato e cercare forme nuove della lotta contro il sistema capitalistico. Fonte UtopiaRossa

Il presidente del Consiglio comunale di Campi Bisenzio, Alessandro Tesi, rassegna le dimissioni

12 marzo 2013

Con un comunicato al termine della Conferenza dei capigruppo di ieri, il presidente del Consiglio comunale di Campi Bisenzio, Alessandro Tesi, ha rassegnato le dimissioni. Ecco il comunicato:

Con la presente, come preannunciato in sede di Conferenza dei capigruppo svoltasi in data odierna, rassegno le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di Presidente del Consiglio comunale.
Le motivazioni di questa scelta sono da rintracciare esclusivamente nell’opportunità di non ricoprire un incarico tanto delicato, quale il ruolo di Presidente, in un momento in cui sta per avviarsi la campagna elettorale per la rielezione del Consiglio e del Sindaco.
Di fatto, a prescindere dalla veste con cui parteciperò a tale consultazione, il mio impegno in campagna elettorale non mi consentirebbe di svolgere adeguatemente le funzioni di presidente e potrebbe prestarsi a facili incomprensioni o strumentalizzazioni.
Ringrazio tutte le persone che in questi anni, a prescindere dalla loro collocazione politica, hanno collaborato con il sottoscritto nelle varie attività svolte dalla Presidenza. Un particolare ringraziamento lo rivolgo alla Vice Presidente Monica Roso, verso la quale rinnovo la stima che ebbi modo di esprimere nel 2008 al momento della sua elezione. E in conclusione, non posso fare a meno di ringraziare anche tutti i dipendenti del Comune con i quali ho lavorato in questi cinque anni e che hanno contribuito a rendere bella questa esperienza. Non li elenco perché rischierei ingiustamente di omettere qualche nome.
Un cordiale e sincero saluto.
Alessandro Tesi – Consigliere Comunale

SatiricaMente: “SENZA RITEGNO” – Il pezzo di Raphael Gualazzi (ei Presidenti) a Big Sanremo

14 febbraio 2013