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JOB Zone ai Gigli: posti di lavoro e formazione gratuita per 120 mila euro

3 ottobre 2013

È stata presentata questa mattina la 4° edizione di JOB ZONE che si terrà al centro commerciale I GIGLI dal 7 al 13 ottobre.
Sette posti di lavoro saranno messi a disposizione da Job Zone, la rassegna dedicata al lavoro, in programma al centro commerciale I GIGLI dal 7 al 13 ottobre.
La quarta edizione, presentata questa mattina, mette sul piatto una serie di novità: 105 voucher di gratuità totale e 77 di gratuità parziale, per un totale di 122.207 euro, per seguire corsi di formazione professionale e 7 posti di lavoro per i quali i candidati parteciperanno ad una preselezione, a corsi di formazione e ad una selezione finale. Due di questi posti di lavoro saranno presso piccoli negozi all’interno della galleria del centro commerciale, gli altri presso alcuni partner della rassegna.
“Job Zone era iniziato come una scommessa – ha detto il direttore del centro commerciale I GIGLI, Yashar Deljoye Sabeti – ed è stata copiata da più realtà anche a livello nazionale. Siamo riusciti a potenziare ulteriormente il progetto anche quest’anno, nonostante nel mondo del lavoro non sia facile. Lo scorso anno abbiamo erogato circa 76mila euro voucher, quest’anno arrivano a 122.207 euro”.
Alla conferenza stampa è intervenuto anche il sindaco di Campi Bisenzio Emiliano Fossi. “Il centro commerciale I Gigli – ha detto il sindaco Fossi – è una delle realtà più importanti del nostro territorio. Nel campo della socialità è un pezzo integrante della nostra comunità. E questa è una iniziativa fondamentale, in un momento di crisi come quello che stiamo vivendo il compito dell’amministrazione comunale è quello sia di stare vicino alle aziende che soffrono sia a coloro che hanno grandi potenzialità e sono eccellenze”.
A Job Zone hanno aderito 44 soggetti di cui 27 espositori, suddivisi in 8 agenzie di formazione, 6 agenzie del lavoro, 7 associazioni di categoria, di cui due sindaci e la Federazione italiana franchising, 5 istituzioni, 7 media partner, 8 punti vendita, 2 aziende, una università.
Saranno offerti 13 corsi di formazione.
Hanno aderito circa 450 ragazzi delle scuole superiori di Prato, Firenze e Sesto Fiorentino.
Durante la rassegna verranno offerti: colloqui di preselezione, consulenze, revisione di curriculum vitae da lunedì a domenica tutti i pomeriggi dalle 15 alle 19.
Job Zone è organizzata dal centro commerciale I Gigli insieme all’Agenzia Kimbe e in collaborazione con il comune di Campi Bisenzio e si avvale del patrocinio di Regione Toscana, Provincia di Firenze, Provincia di Prato e Comune di Firenze.
Dichiarazione della vicepresidente della Provincia di Prato Ambra Giorni: “Non faremo mai abbastanza per i giovani che cercano lavoro. E’ la vera priorità a Prato e in tutta Italia in questo momento e ogni iniziativa che offra opportunità di incontro e dialogo con le imprese e con il mondo del lavoro è preziosa. In questa grande piazza in molti cercheranno di capire cosa faranno domani e sono convinta che sia un’occasione di crescita per tutti, anche per le aziende. Buon lavoro a tutti”.

Basta nocività nella Piana… le alternative ci sono

6 aprile 2013

assemblea-piana-pIl fermo rifiuto della politica di incenerimento dei rifiuti (con l’opposizione alla costruzione dell’inceneritore previsto a Case Passerini, e con la proposta di chiusura degli impianti di Montale, Selvapiana e Baciacavallo), il no all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze e alla realizzazione della pista parallela e la lotta contro tutte le nocività della Piana fiorentina caratterizzano la prima iniziativa pubblica di Assemblea per la Piana, fissata per domenica 7 aprile nei giardini di via Petrarca a Campi Bisenzio dalle ore 16 alle 20. Sarà un pomeriggio di confronto con i cittadini per affermare le ragioni di una lotta contro la gestione del territorio improntata allo sfruttamento, alla mercificazione e alla realizzazione di grandi opere nocive, devastanti e costose. Sono previsti interventi di informazione e la diffusione di materiale di approfondimento sulle pratiche di smaltimento dei rifiuti alternative agli inceneritori, sulla vicenda dell’aeroporto di Peretola, e sulla necessità di una diversa mobilità nella Piana. Ma l’incontro sarà anche un momento di festa per tutti, con musica, animazione per bambini e merenda. In caso di maltempo, l’iniziativa si terrà il 14 aprile a Villa Montalvo a Campi Bisenzio.
Per informazioni: http://pianacontronocivita.noblogs.orgassembleaperlapiana@gmail.com
Chi è Assemblea per la Piana contro le nocività: Assemblea per la Piana contro le nocività raggruppa comitati, gruppi politici organizzati, associazioni e singoli cittadini determinati a difendere il territorio e la salute di chi abita e lavora nella piana tra Firenze e Pistoia. L’Assemblea intende impostare una lotta generale contro le nocività nella Piana e in favore della rivitalizzazione degli spazi verdi-agricoli e del recupero di aree dismesse (ex-industriali e agricole) contrastando la logica del profitto che accomuna destra e sinistra istituzionali, senza distinzioni. Una logica che, alla ricerca di un presunto benessere, determina sfruttamento, saccheggio e devastazione del territorio e delle vite.

E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro.. a mio parere, è “un imbroglio alla luce del sole”

19 dicembre 2012
E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro
Ieri (ndr il 18), insieme a diverse altre persone che vogliono una politica diversa e moderna sui rifiuti (che, ovviamente è tale se si propone di smaltire – come stabilisce la legislazione esistente – i rifiuti solidi urbani nel territorio dell’ATO di riferimento, evitando di esportarli in altri territori della Toscana, dell’Italia o dell’Europa, anche perché l’esportazione ha due conseguenze negative: aumenta ulteriormente l’inquinamento ed i costi economici),  ho ascoltato il dibattito svoltosi nel Consiglio Provinciale di Pistoia e che si è concluso con l’approvazione, a maggioranza, del Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro (cioè dello strumento di pianificazione delle scelte per affrontare il “problema rifiuti” nel territorio che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, dove risiedono un milione e mezzo di persone).
Dagli interventi dei Consiglieri Provinciali ho ricavato le seguenti impressioni:
1) I Consiglieri del Pd si sono arrampicati sugli specchi nel dichiarare la propria sensibilità ambientalista, concludendo i propri interventi con l’approvazione di un PIR che prevede la quintuplicazione dell’incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 tonnellate annue che saranno incenerite nel 2015, dopo aver speso oltre 300 milioni di euro per potenziare l’impiantistica inceneritorista): insomma, i Consiglieri del Pd (per disciplina partitica o per convinzione) hanno ritenuto inevitabile una scelta che contribuirà ad un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in un’area metropolitana dove è già pessima, con conseguente riduzione della salute dei cittadini (mentre le tariffe inevitabilmente aumenteranno, perché questa è la garanzia necessaria per ottenere dalle banche i 300 milioni di euro, da restituire con gli interessi nei prossimi decenni).
Anche il Sindaco di Sesto Fiorentino (del Pd), che in passato aveva accettato di dare il via libera alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini (al confine con Campi Bisenzio), ha questa consapevolezza: infatti, visto che nell’aeroporto di Peretola vogliono fare la nuova “pista inclinata” verso Sesto (che porterà gli aerei in arrivo e in partenza a passare sopra Sesto, con il conseguente aumento dell’inquinamento), ora si è messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore ritenendo inaccettabile una prospettiva di notevole aumento dell’inquinamento dell’aria derivante dal nuovo inceneritore e dalla pista inclinata.
2) I Consiglieri del Pdl (cioè di un partito che, a livello nazionale e regionale, condivide come il Pd la scelta di aumentare l’incenerimento) hanno sostenuto argomentazioni contrarie al PIR che potevano sembrare quelle più coerentemente di sinistra e ambientaliste presenti nel Consiglio Provinciale di Pistoia e hanno votato contro (ma, a mio parere, è evidente la strumentalità propagandistica della posizione che hanno assunto e infatti non hanno niente in contrario alla costruzione dell’inceneritore a Case Passerini).
3) Sugli interventi, sui silenzi e sul voto dei Consiglieri Prc e Idv, ho difficoltà a pronunciarmi, perchè mi viene da pensare che sarebbe come “sparare su una croce rossa” e per di più scassata e destinata a fermarsi.
Detto questo, voglio rispondere a 3 mistificazioni dell’Assessore Rino Fragai (ed a tutti i sostenitori del PIR che è stato approvato):
1) Le 70 Osservazioni critiche (e molto argomentate) che sono state presentate da alcuni partiti (Sel, Prc, Idv), da alcune Associazioni (Wwf, Italia Nostra, Medicina Democratica, ecc.), da diversi Comitati e anche da alcune persone (anche dall’architetto Simone Larini che ha contribuito alla progettazione di circa 12 Piani Provinciali sui Rifiuti in Lombardia e in Veneto, dove ci sono le esperienze più avanzate e moderne: una di queste – quella del Consorzio Priula in provincia di Treviso – viene visitata da tutta Europa, ma i Presidenti delle Province di FI, PO, PT non hanno avuto la curiosità di visitarla, perché – appunto – la loro scelta inceneritorista si può definire di tipo “ideologico”) non è vero che sono state parzialmente accettate: la controprova è la conferma della quintuplicazione dell’incenerimento (che era la scelta fondamentale del Piano adottato il 13 febbraio 2012 e questa scelta è rimasta identica nel Piano approvato dai Consigli provinciali del 17 dicembre 2012.
Una delle argomentazioni che fanno dire a Fragai di aver “parzialmente accolto” alcune Osservazioni è quella di aver sostituito i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2009, con i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2010: è proprio su questo che ritengo legittimo parlare di un Piano che è “un imbroglio alla luce del sole”. Le scelte sugli impianti da potenziare o da costruire non si basano sulla quantità dei rifiuti del 2009 o del 2010, ma sulla quantità dei rifiuti prevista nel 2015.
Di conseguenza, un minimo di ragionamento logico, porta a due previsioni molto diverse sulla quantità dei rifiuti solidi urbani nel 2015:
– Se è sincera la volontà di generalizzare la raccolta differenziata porta a porta (anzi, per pragmatica cautela, aggiungo io che basterebbe generalizzarla, entro il 2015, a un milione sul milione e mezzo di residenti nelle tre province) come dimostrano ampiamente tutte le esperienze dove è stato realizzato il sistema di raccolta domiciliare, la quantità dei RSU nel 2015 calerà da un milione di tonnellate annue a meno di 800.000 tonnellate annue (da cui va tolto almeno il 65% di raccolta differenziata) e quindi l’impiantistica da prevedersi per il 2015 per la parte dei rifiuti non riciclabile dovrebbe avere una potenzialità complessiva di circa 200.000 tonnellate annue.
– Se invece non è sincera la volontà politica di generalizzare il sistema di raccolta porta a porta (come io penso, perché è stato scelto di finalizzare la maggior parte delle risorse finanziarie al potenziamento dell’impiantistica inceneritorista), non sarà realizzato il 65% nel 2015 (e il 70% nel 2017) di raccolta differenziata di qualità (cioè effettivamente riciclabile) e quindi solo per questa “non sincerità” può diventare “necessaria” una parte dell’impiantistica inceneritorista prevista e scelta nel Piano che è stato approvato dai Consigli Provinciali.
2) La piccola novità che è stata inserita nel Piano Interprovinciale Rifiuti è un Osservatorio Interprovinciale per effettuare il monitoraggio sulla quantità dei rifiuti nel corso dei prossimi anni, che – dice Fragai – “consentirà di procedere ad un riallineamento dell’impiantistica prevista nel PIR che è stato approvato”: anche questa, a mio parere, è una mistificazione e non solo perché se quasi tutte le risorse finanziarie verranno assorbite dalla quintuplicazione dell’impiantistica inceneritorista… non sarà realizzato il 65/70% di raccolta differenziata riciclabile, ma anche perché dopo aver ottenuto i mutui, fatti i bandi di gara e iniziata la costruzione di quell’impiantistica inceneritorista, non sarà possibile dire alla banche “fermiamo i lavori in corso e non vi restituiremo i mutui che abbiamo ottenuto e anche speso nei lavori di costruzione gia realizzati”.
3) Può darsi che sbaglio, ma immagino che il Comune di Agliana (prevedendo che il Comune di Sesto F. si sarebbe messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore di case Passerini) ha fatto una mossa tattica (pensando di evitare così l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale da 150 T/giorno a 225 T/g), mettendo come condizione non solo l’esito positivo delle indagini in corso di Arpat e Asl, ma anche l’effettivo avvio della costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, ma aver accolto questa Osservazione nel PIR, a mio parere è un’ulteriore mistificazione sulle previsioni impiantistiche: perché se verrà davvero realizzato l’inceneritore di Case Passerini e se fosse sincera la scelta di realizzare il 65-70% di rifiuti differenziati riciclabili, allora non solo diventerebbe inutile l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale e di altri piccoli inceneritori (potenziamenti assurdi anche da un punto di vista esclusivamente economico, perché i costi dei filtri per fermare, per quanto possibile, le emissioni inquinanti e dei controlli che oggi sono indispensabili non consentono di chiudere i bilanci economici in pareggio nella gestione di inceneritori che bruciano meno di 400 T/giorno) ma si determinerebbe un eccesso di potenzialità inceneritorista che porterebbe a due possibili conseguenze: o importare rifiuti da incenerire dal resto della Toscana e dell’Italia, o chiudere i piccoli inceneritori (e questa sarebbe l’unica possibile conseguenza positiva di un PIR che a mio parere contiene previsioni che sono “un imbroglio alla luce del sole”).
Rimane un interrogativo sui cittadini italiani: continueranno a votare partiti e candidati, nelle varie elezioni politiche o amministrative, a prescindere dalle scelte programmatiche che fanno e dalla coerenza che mettono nella realizzazione concreta delle loro parole ?
E’ un interrogativo che pongo avendo la consapevolezza che qualche contraddizione l’abbiamo anche in Sel, anche se – lo dico con orgoglio – nel voto contrario al PIR del Consigliere Provinciale di SEL nella Provincia di Firenze vedo una scelta di coerenza politica tra quello che scriviamo, che diciamo e che facciamo.
Giuliano Ciampolini, membro dell’assemblea provinciale e regionale di SEL.
P.S. – Le mie opinioni possono essere anche sbagliate e proprio per questo spero di ricevere risposte argomentate per cercare di capire se e dove sbaglio.

Michelangiolo Bolognini; scompare un tassello importante nella lotta agli inceneritori. Il cordoglio dei numerosi campigiani che con lui hanno condiviso tante lotte.

27 agosto 2012

Ci ha lasciati l’altra notte, all’ospedale di Pisa, il medico igienista Michelangiolo Bolognini, che tanto ha dato alle Associazioni Ambientaliste ed ai Comitati toscani e nazionali. Un toscano e polemico anche per temperamento, ma sempre lucido e intransigente nel combattere le nocività evitabili, i termovalorizzatori, gli avvelenatori e i tanti “sinistri”, che quotidianamente tentano di mistificare i fatti. Noto medico della Asl 3, era coordinatore del Gruppo operativo Attività produttive, struttura del Dipartimento di prevenzione dell’Azienda sanitaria pistoiese. Abitava in via Vincio a Serravalle, aveva 58 anni ed era ricoverato da qualche tempo all’ospedale Cisanello di Pisa dove era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico. Tutto lasciava prevedere un decorso positivo e invece all’improvviso è sopraggiunta un’emorragia cerebrale che lo ha stroncato. Lascia una figlia adolescente, la compagna Adriana, i genitori, il fratello. I funerali si sono tenuti questa mattina alle ore 10 a Pistoia. Così lo rammentano gli amici e compagni di tante lotte, su Facebook “Ciao Michelangelo, ci mancherà la sfida del tuo sguardo irriverente, la provocazione delle tue posizioni, la tenacia del tuo impegno. Terremo cari i tuoi insegnamenti e il tuo esempio nelle lotta che continueremo a portare avanti perché la salute sia in tutto il mondo un diritto primario”. Lo conoscevo solo sommariamente, ma mi associo al cordoglio di tutto il popolo dei tanti campigiani che hanno a cuore la salute e l’ambiente.

Michelangiolo Bolognini (il terzo da destra)

Associazioni ambientaliste diffidano le principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata

18 luglio 2012

Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno recentemente presentato Diffide nei confronti delle principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata. La loro accusa è che “la regione toscana favorisce l’incenerimento, in contrasto con le risoluzioni europee – la raccolta differenziata nei maggiori comuni e’ al palo”
Come si legge dal comunicato, “Mentre il Parlamento europeo con ripetute risoluzioni votate a partire dal 20 aprile scorso per la prima volta arriva a porre all’ordine del giorno la necessità di produrre uno smaltimento “prossimo allo zero” ed anche per ragioni economiche invita gli Stati membri a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è riciclabile e compostabile entro il 2020, la Regione Toscana, anacronisticamente, si muove nella direzione opposta e cioè a favore dell’incenerimento e dell’aumento degli smaltimenti.” quanto dichiarato dalle Associazioni Ambientaliste Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF in apertura della conferenza stampa tenutasi lo scorso 6 giugno presso il Gran Caffè Le Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica a Firenze.
Da uno sguardo concentrato sui capoluoghi di Provincia e basato sui dati pubblicati nel settembre 2011 (riferiti all’anno 2010) il quadro appare deprimente e sconcertante con raccolte differenziate che sono ben lungi dal raggiungere le quote percentuali previste dalla normativa e che entro il 31 dicembre 2012 dovrebbero far risultare almeno il 65% di RD (raccolta differenziata).
Per questo le associazioni Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno deciso di intraprendere una vertenza dai risvolti legali chiedendo conto delle inadempienze in atto, presentando un atto di diffida contro le Amministrazioni Comunali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, contro le Aziende Municipalizzate di Igiene urbana e contro gli ATO rifiuti competenti per il territorio comunale interessato.
Le Diffide chiedono che sia posto in essere, nell’ambito delle rispettive competenze, (ed entro novanta giorni dalla ricezione della diffida stessa), ogni intervento utile ad assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in misura almeno pari alle percentuali minime previste dalla legislazione vigente; e riservandosi le Associazioni Ambientaliste di dare corso alle azioni di tutela nelle sedi opportune, nel caso che la situazione denunciata con la diffida medesima non venga eliminata.
Gli esempi sono clamorosi: Massa è al 26,06% (regredita di ben 4% rispetto all’anno precedente), Pisa al 41,82%, Livorno al 41,53% (regredita di 1%), Pistoia al 39,45%, Firenze al 42,2%, Prato al 44,9% (regredita dello 0,56%), Arezzo al 37,74% (regredita di ben 7%!), Grosseto al 30,97%, Lucca 47% e Siena con 45,2%. Se poi ci riferiamo agli ATO il Centro registra il 43,99%, la Costa il 40,99%, l’area Sud il 36,44%, a conferma che in nessuno degli ATO è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata.
Questi numeri confermano che in Toscana ad eccezione di alcune aree dove i “porta a porta” sono partiti con risultati che superano il 70-75% (Capannori e piana di Lucca, Empolese Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano e poche altre eccezioni in Versilia, nel comune di Carrara e in Valdera) l’applicazione delle “Buone Pratiche” di gestione dei rifiuti risulta desolatamente al palo. A questo quadro statico corrisponde, invece, da parte della gran parte del ceto politico dirigente un attivismo frenetico e aggressivo nel tentativo di imporre gli inceneritori a dispetto anche di trends che, complice la crisi, vedono la riduzione nella produzione dei rifiuti.
Ma oltre alla beffa il danno! Continua il comunicato .. Infatti questa inadempienza ed inefficienza nel garantire il rispetto delle percentuali di RD, costa in modo significativo alle tasche dei cittadini utenti.
In conseguenza dei mancati risultati, infatti, la Regione applica non trascurabili “addizionali” che, in un momento di crisi come questo, non appaiono certo insignificanti e che vengono applicate ai quantitativi inviati a smaltimento.
Solo per fare un esempio: il Comune di Firenze ha versato una cifra complessiva di 2.300.000 euro (due milioni e trecentomila euro) nell’anno trascorso ed analoga cifra deve essere considerata per l’anno precedente e per quelli successivi. Se questi fondi fossero stati “accantonati” ci saremmo trovati di fronte a quote importanti per poter spingere a favore di sistemi di riduzione e di raccolte differenziate degne di questo nome così come in corso di svolgimento in moltissime parti di Italia con successo crescente.
Tutto questo non solo per chiamare in causa le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto, avallando lo spreco di importanti risorse, ma anche per respingere l’idea che la Toscana “non sarebbe pronta” nell’applicare i cicli virtuosi del riciclaggio e del compostaggio, che, anzi, proprio in un momento come questo appaiono anche “volani” di occupazione ed di impresa locale (viste anche le remunerazioni di materiali quali, metalli, carta, plastiche).
Al contempo le associazioni ambientaliste sono disponibili a collaborare con le amministrazioni comunali sensibili per uscire dall’inefficienza che brucia soldi dei cittadini e che penalizza le comunità toscane.
Per informazioni WWF Toscana: 055.477876 320.4450154

Una lettera sulle scelte in materia di RIFIUTI, a Pistoia e nell’area metropolitana

4 maggio 2012

Ricevo e pubblico questa breve email da Giuliano Ciampolini, che pone nuovi sul Piano Interprovinciale Rifiuti recentemente adottato:

Una domanda agli iscritti del Pd residenti nell’area da Firenze a Pistoia: siete a conoscenza che il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’Ato “Toscana Centro”, recentemente adottato dalle Giunte e dai Consigli Provinciali delle Province di Firenze, Prato e Pistoia, prevede di quintuplicare l’incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 T/a nel 2015)?
Siete consapevoli che questo Piano è in notevole contrasto con una moderna politica sui rifiuti, che costerebbe assai meno alle tasche e alla salute di un milione e mezzo di cittadini residenti in questa area vasta?
Questa scelta è stata discussa e decisa in una riunione di un organismo dirigente del Pd legittimato a decidere (oppure in stanze separate e verticistiche, senza nessuna legittimazione democratica)?
Questo Piano Interprovinciale deciderà la politica sui rifiuti per molti anni, con conseguenze che dureranno diversi decenni (conseguenze che colpiranno anche i nostri figli e nipoti): provocherà un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in un’area metropolitana con un’aria che è gia di pessima qualità (con i conseguenti danni per la salute) e anche un notevole aumento delle tariffe, perché il sistema attuale di smaltimento (aggiungendoci i costi per ammortizzare oltre 200 milioni di euro finalizzati a potenziare l’incenerimento) costa assai di più di un sistema moderno di raccolta differenziata domiciliare e di impiantistica finalizzata al riciclaggio effettivo delle “materie seconde” (come dimostra l’esempio del Consorzio Priula a servizio di 22 Comuni in provincia di Treviso).
Giuliano Ciampolini

“5 Maggio 2012 – La Grande Mobilitazione Contro gli Inceneritori”, per una Toscana a Rifiuti Zero a difesa del territorio e della salute dei cittadini

3 maggio 2012

Il Coordinamento dei Comitati “No Inceneritori” Ato Centro Firenze-Prato-Pistoia chiamano a raccolta per sabato 5 maggio 2012, il popolo anti-inceneritore, perchè la Toscana dei beni comuni si unisca in una grande manifestazione che si articolerà da Piazza Bambini di Beslam (Ingresso Fortezza da Basso a Firenze) dalle ore 15.00 fino a Piazza della Repubblica, per una Toscana a Rifiuti Zero a difesa del territorio e della salute dei propri cittadini, che hanno più volte espresso la loro volontà contraria agli inceneritori, contro la volontà di voler perseguire una strada che va contro la salute ed i beni comuni. Non mancate ed estendete l’iniziativa per far sentire la nostra voce. Riporto l’appello alla mobilitazione lanciato dal Coordinamento ed i recapiti a cui richiedere informazioni ed inviare le proprie adesioni:

Viandante sono le tue impronte il cammino e niente più.
Viandante non hai nessuna strada,
la strada la si fa con l’ andare
( Antonio Machado “Caminante non hay camino” )
Noi donne e uomini, abitanti dei territori della Toscana centrale, attiviste/i dei comitati e delle associazioni, ci battiamo da anni contro il consumo indiscriminato di territori e beni comuni, nocività e tossicità sanitarie e sociali, peraltro assolutamente evitabili, collegate al sistema impiantistico e gestionale integrato basato sull’incenerimento dei rifiuti–biomasse e sulle discariche collegate.
Come coordinamenti e comitati abbiamo proposto ALTERPIANO per l’ Ato Toscana Centro e altre proposte alternative che si basano su una partecipazione concreta ed effettiva degli abitanti e che promuovono una reale inversione di rotta basata sul riciclaggio/riutilizzo della materia, sull’abbandono del dogma della combustione, sulla riduzione della produzione dei rifiuti e delle nocività indotte dal loro trattamento attraverso l’ incenerimento e le discariche collegate.
L’incenerimento fa crescere l’inquinamento: uno dei principali indici dell’ alterato rapporto tra uomo-società-ambiente è rappresentato dall’aumento di incidenza dei tumori specie di quelli infantili e della riduzione della vita media in salute.
L’incenerimento fa crescere il debito pubblico, spreca l’acqua, privilegia “ macchine magiche” invece del lavoro umano legato al risparmio di materia-energia, al riciclaggio e alla manutenzione che aprono nuove concrete possibilità di lavoro stabile : con Alterpiano PREVEDIAMO IIMMEDIATAMENTE 2000 posti di lavoro in più ! . .
Proponiamo una inversione di rotta che si oppone alle privatizzazioni e si basa su un uso e una gestione comune dei servizi e dei beni fondamentali come la salute, il cibo sano, i materiali, l’acqua, le fonti energetiche, il territorio.
Alterpiano rende operative le disposizioni della Direttiva Comunitaria 2008/98 che all’ art. 4, comma 2 introduce la possibilità concreta di avviare cicli chiusi, di ridurre la quantità dei residui, di abbandonare gli impianti che distruggono materiali come sono gli inceneritori.
Il Piano Interprovinciale di gestione dei rifiuti dell’ ATO Toscana Centro, vecchio di dieci anni invece guarda al passato, non avvia una virtuosa economia della riduzione e del riciclaggio ad alta occupazione e disattende colpevolmente le norme comunitarie e nazionali, mettendo al centro il binomio inceneritori / discariche .
Alcune delle nostre proposte:
– Avvio della gestione a ciclo chiuso dei residui, delle filiere del riutilizzo e del riciclaggio. In questo quadro lanciamo la proposta di costituire l’ ATO TOSCANA CENTRO come Distretto della Riprogettazione e del Riciclaggio. Un Distretto che rende operante e operativa quella società europea del riciclaggio che è l’ obiettivo della Direttiva Comunitaria 2008/98.
– Utilizzo degli incentivi per le attività riferibili al Distretto del Riutilizzo-Riciclaggio invece che per l’ incenerimento.
– Passaggio dal Sistema Integrato alla Strategia Rifiuti Zero basata sull’ economia del riciclo, sul riciclaggio complessivo
– Chiusura immediata degli inceneritori di Montale e di Selvapiana per manifesto danno sanitario e territoriale e il blocco dei progetti per gli impianti di incenerimento di Case Passerini, Testi. In questo modo si evitano i costi sanitari, economici e dovuti al conferimento fuori ATO dei rifiuti pericolosi che residuano dall’ incenerimento.
– Istituzione di un MARCHIO “DIOXIN FREE” PER GLI ALIMENTI, in analogia a quanto proposto dalla “Campagna Nazionale per la difesa del latte materno dai contaminanti ambientali”, promossa da società scientifiche, associazioni di genitori e da associazioni che si occupano di promozione e tutela dell’allattamento.
Questo appello è rivolto alla multiforme società della Toscana centrale – comitati popolari; associazioni ambientaliste, culturali, dei consumatori; realtà di base, lavoratori, sindacati, gruppi di acquisto solidali, contadini, rurali, attiviste e attivisti; abitanti dei territori collinari, montani e di pianura; movimento dell’ acqua, movimento TAV, difensori dei paesaggi, studenti, Università, partiti , amministrazioni lungimiranti che hanno intrapreso la strada virtuosa del risparmio e del riciclo.
Per rilanciare le tante proposte alternative che tutti coloro che si battono e si sono battuti per la difesa del territorio e dei beni comuni sono stati e sono in grado di elaborare e concretizzare, per porre fine alle nocività, alle precarietà, alle disuguaglianze, alla privatizzazione e finanziarizzazione dei beni comuni fondamentali.
Per riprendere in mano il nostro presente e il nostro futuro, per dar vita a modi di usare il territorio basati sui bisogni degli abitanti e non su quelli delle Lobbies Finanziarie, delle multiutility, impiantistiche ed economiche.
Mandate le vostre adesioni a info@noinceneritori.org o Valeria.nardi@libero.it

DIFFIDATI ! sono partite le raccomandate agli amministratori toscani contro l’inceneritore nella Piana

18 marzo 2012

Si è conclusa la prima fase della Campagna di Diffida degli Ammministratori Toscani, promossa dal Comitato Mente Locale della Piana.
Nella giornata di ieri sono partite dieci raccomandate; dieci pesanti buste che raccolgono ben 870 firme di diffida per gli amministratori toscani e la loro volontà di costruire l’inceneritore di Case Passerini.
Un peso che deve essere di ammonimento verso “chi ha deciso di decidere” senza ascoltare la volontà dei cittadini ed il buon senso di certe necessità.
E’ un risultato positivo se si considera anche, che le 870 firme sono state raccolte in appena dieci giorni peraltro senza un costante impegno, sintomo che l’iniziativa ha riscontrato il grande apprezzamento da parte dei cittadini, che hanno colto l’importanza dell’azione; che sta comunque proseguendo con sempre più adesioni.
Il Comitato MenteLocale ha dato l’avvio ad un processo di eventi che deve continuare anche con l’impegno di associazioni, liste civiche, comitati territoriali e singoli cittadini, teso ad ampliare questo ulteriore consenso popolare che potrebbe addirittura superare i numeri del referendum del 2007 contro l’inceneritore.
Un processo che deve comunque essere considerato come integrazione, assieme ad altre espressioni di contrarietà, promosse dagli stessi Comitati e Liste Civiche.
In tal senso il Comitato Mente Locale non vuole rappresentare in alcun modo una forma di antagonismo alle tante attività, già in essere sul territorio, contro la costruzione dell’inceneritore, ma si vuole integrare come ulteriore collegamento di informazione fra la popolazione e queste entità.
Con quello attuale, il Comitato Mente Locale corona un risultato oltre le aspettative, che evidenzia come il tema dell’inceneritore sia ancor più sentito sulla pelle dei cittadini, in particolare dopo le recenti decisioni delle Province, relativamente alla approvazione del Piano Interprovinciale dei Rifiuti ed ai gravi fatti riscontrati in alcuni impianti di incenerimento, anche e soprattutto, in Toscana.
Tutti fatti che hanno portato un serio clima di preoccupazione nei cittadini della Piana, allarmati dalle intenzioni di amministratori senza scrupoli che stanno ancora una volta giocando con la nostra salute e cosa ancor peggiore, con la salute dei nostri figli.
Queste firme sono il segnale che il rapporto fra le istituzioni ed il cittadino è brusacamente decaduto.
Non vogliamo fare un discorso politico, perchè non rientra nella nostra ottica, ma è fin troppo chiaro ed ovvio che gli amministratori, che dovrebbero rappresentarci nelle scelte ai vari livelli istituzionali in Toscana, non lo stanno più facendo e paradossalmente stanno anche creando serie minacce ai singoli cittadini con ripercussioni che oggi sono già ben chiare per precedenti oltre che per studi e malattie.
I cittadini che hanno firmato e quelli che lo faranno, non accettano più di essere amministrati in modo cieco e scellerato.
Per questo rivolgiamo un appello a tutti affinchè si dia la massima adesione a questa azione, per mettere di fronte agli occhi dei nostri “decisionisti”, che non staremo con le mani in mano ad aspettare la rovina di un territorio e dei suoi abitanti.
La diffida inviata è un atto che in futuro potrà essere impugnato a livello legale, trascinando tutti coloro che si sono assunti (consapevolmente o no) la responsabilità di continuare con un piano rifiuti pericoloso ed antieconomico, quando sapevano i rischi, lo stato attuale della piana ed hanno ignorato la volontà (espressa più volte) dei cittadini.
Continuate a raccogliere firme e richiedete al Comitato Mente Locale gli indirizzi ufficiali (è importante che siano gli stessi e che le firme siano il più possibile contabilizzate dal comitato) vi diranno a chi spedirle con Raccomandata AR.
Adesso sono loro quelli del NO, perchè le alternative valide esistono !

Inceneritore: la replica dei Comitati al diktat di Barducci su Case Passerini

1 marzo 2012

Ricevo e pubblico la lettera del Coordinamento dei Comitati della Piana in risposta alle dichiarazioni del Presidente Barducci, apparse su Metropoli lo scorso 24 febbraio.

Le dichiarazioni di Andrea Barducci Presidente della Provincia (Metropoli 24 febbraio) richiedono una breve replica.
La prima considerazione è che la realizzazione dell’inceneritore a Case Passerini, che lui fortissimamente vuole, non è sottoposta alla sua volontà, ma a quella delle leggi della Repubblica e dell’Unione europea. E’ la Valutazione di impatto ambientale (VIA) e – diciamo noi anche il nuovo piano interprovinciale dei rifiuti – che dovrà dire se il progetto è o non è compatibile con l’ambiente della piana e con la salute dei suoi abitanti; se esso ha o non ha alternative; che il presidente Barducci anticipi già l’esito positivo delle VIA deve preoccuparci tutti perché induce a temere un clima da esito precostituito, a prescindere dal merito delle questioni che sono gravi e complesse. Da lui dunque ci aspettiamo meno animosità decisionista, più senso del suo ruolo istituzionale e soprattutto rispetto delle regole.
Intanto consigliamo al Presidente di rileggere la valutazione di impatto sanitario del 2006. Essa dice che diossina e cadmio aumenterebbero “notevolmente“ nella piana a causa dell’inceneritore.
E questo senza che la Giunta Provinciale, all’epoca , abbia ritenuto di prendere in considerazione le polveri ultrafini (cd nanopolveri) ma anzi dichiarando che la procedura per l’approvazione dell’inceneritore nel piano dei rifiuti, era “perfetta”.
Non sorprende che il Presidente dica che il piano dei Comitati non gli sia comprensibile. Per chi confonde l’impianto attuale di Case Passerini con un impianto di Trattamento meccanico biologico (TMB) e prende ad esempio un inceneritore del 1964 (!) non potevamo pretendere di più. Tuttavia siamo pronti a chiarirgli il contenuto del nostro piano in un incontro pubblico (incontro che vivamente auspichiamo) dove gli potremo dimostrare, insieme alla sua immediata fattibilità, anche in fatto che il nostro piano, a differenza del suo, è conforme alle regole stabilite dall’ Unione europea e che, a differenza del suo, è portatore di interessi generali.
E’ invece stupefacente che Barducci invochi l’inceneritore come alternativo alle discariche.
Dovrà in questo caso ripassare la lettura del piano industriale di ATO 6 che prevede da parte dell’inceneritore di Case Passerini la “produzione” di oltre 35mila tonnellate l’anno di scorie pericolose che avranno bisogno di una discarica, costosa e pericolosa.
E ci dica infine perché mai dovremmo accettare un progetto che, se attuato, pescherebbe nelle tasche dei cittadini almeno tre volte di più di un impianto a freddo che ormai, non solo i comitati, ma anche le amministrazioni più responsabili, ritengono valida alternativa all’incenerimento.
Il coordinamento dei comitati della piana FI-PO- PT

SEL, IDV, FdS, Verdi – Toscana all’attacco del Piano Interprovinciale dei Rifiuti e Barducci minaccia di metterli fuori dalla porta

13 febbraio 2012

L’11 febbraio, in un comunicato stampa la Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, e Italia dei Valori,Verdi – Toscana, hanno divulgato “Le osservazioni al Piano: un occasione per un percorso partecipato – a cui lavoreremo – al fine di modificarlo e migliorarlo”. Nella stessa giornata usciva in prima pagina su La Repubblica di Firenze, un comunicato stampa del presidente della Provincia Barducci dal titolo “Se Sel e Idv non votano Barducci pronto a estrometterli” di Massimo Vanni. Vi ripropongo entrambi i documenti per le vostre considerazioni. Ricordo che oggi lunedì 13 febbraio i tre consigli Provinciali (Firenze, Prato, Pistoia) sono convocati per le ore 15-15.30 (sedute libere aperte alla popolazione) per l’Adozione del Piano interprovinciale di gestione dei rifiuti di ATO Toscana Centro (Province di Firenze, Prato e Pistoia), relativo ai rifiuti urbani, ai rifiuti speciali anche pericolosi, ai rifiuti urbani biodegradabili (RUB), ai rifiuti di imballaggio e ai rifiuti contenenti PCB corredato del “Rapporto Ambientale”, della “Sintesi non tecnica” e della “Relazione del Garante della Comunicazione”, ai sensi dell’art. 12 della L.R. 25/98 e s.m.i. e della L.R. 10/2010, con la quale verrà decisa la politica sui rifiuti per il prossimo decennio. Nell’ATO Toscana Centro (area metropolitana composta dalle province di Firenze, Prato Pistoia) oggi vengono incenerite 60.000 T/annue (su un milione di T/annue) di rifiuti. Domani (cioè nel 2015) il Piano Interprovinciale Rifiuti che oggi è all’Odg dei Consigli Provinciali di Firenze, Prato, Pistoia (elaborato dai professionisti incaricati dall’Ato, cioè consigliati dalle attuali Giunte delle tre province o dalle Spa Quadrifoglio, Asm, Publiambiente ? o da entrambi ?) prevede impianti per incenerire 280.000 T/annue (quasi 5 volte più di oggi). Ricordo anche le mobilitazioni dei comitati per protestare.

“Se Sel e Idv non votano Barducci pronto a estrometterli” di Massimo Vanni da La Repubblica dell’11 febbraio 2012
Inceneritore: Idv e Sei annunciano la «non partecipazione» al voto sul Piano dei rifiuti nel consiglio provinciale di lunedì. E il presidente Andrea Barducci prepara il ribaltone: a meno che i due alleati del Pd non cambino idea nelle prossime ore, martedì Barducci li metterà fuori della porta. «Il tempo dei giochetti è finito, se non sono in grado di assumersi responsabilità nella mia giunta non c`è spazio per loro», ha già spiegato ai dirigenti Pd il presidente della Provincia. Ma non finisce qui. Perché dopo lo “strappo” a sinistra Barducci progetta di aprire all`Udc. Di sorpassare a destra il sindaco Matteo Renzi e avviare il primo grande “laboratorio politico” Pd-Udc in terra fiorentina (c`è già Greve) chiamando Federico Tondi in giunta.
Tutto si giocherà lunedì pomeriggio a Palazzo Medici Riccardi, quando sui banchi del Consiglio provinciale arriverà il Piano interprovinciale dei rifiuti coni li suo carico di impianti: oltre all`inceneritore di Case Passerini, che costruirà la “Q.thermo” (60% Quadrifoglio, 40% Gruppo Hera), quelli di Selvapiana e di Testi, il raddoppio di quello di Montale e la discarica delle Borra. Proprio ciò che va stretto a Sei e Idv: «A quel voto non parteciperemo», confermano Alessandro Cresci segretario Idv e Riccardo Lazzerini consigliere Sel.

Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia Libertà, e Italia dei Valori,Verdi – Toscana
“Le osservazioni al Piano: un occasione per un percorso partecipato -a cui lavoreremo – al fine di modificarlo e migliorarlo”.
L’Europa sta spingendo i paesi membri verso la “Società del Riciclaggio” e ha stabilito una rigorosa gerarchia delle fasi del trattamento dei rifiuti, ponendo al primo posto della scala delle priorità, la prevenzione e riduzione per arrivare a smaltire solo il non più eliminabile (rifiuti urbani residui, RUR).
In tutto il Paese e anche in Toscana si sono affermate esperienze di raccolta differenziata “porta a porta” che hanno raggiunto in pochissimo tempo percentuali superiori al 70% e dimostrano concretamente  che, non solo è possibile fermare la crescita ed iniziare a ridurre i rifiuti, ma è anche possibile modificarne la composizione al fine di favorire strategie di raccolta differenziata, recupero, riutilizzo, riprogettazione e riciclaggio.
Queste esperienze hanno contribuito ad innescare processi culturali di responsabilizzazione delle famiglie; a rimuovere il degrado dei cassonetti filo strada sommersi di rifiuti; a liberare  spazi  migliorando il decoro urbano; a creare nuova occupazione; a migliorare la qualità dei materiali separati rispetto alle RD con cassonetti stradali; a ridurre considerevolmente la produzione dei rifiuti attraverso una separazione e intercettazione dei flussi provenienti dalle attività produttive, oggi impropriamente assimilati, che hanno portato la Regione Toscana al vertice della produzione procapite dei rifiuti nel nostro paese.
Crediamo sia necessaria una programmazione più precisa e dettagliata degli investimenti da mettere in atto, definendo la gradualità degli obiettivi per raggiungere il nuovo sistema che si fonda sulla differenziazione spinta e sul recupero e riciclaggio di quanta più materia prima possibile, una radicale modifica dei regolamenti comunali di assimilazione, la vicinanza tra il gestore e l’utente e non per ultimo il riconoscimento e la valorizzazione del ruolo di indirizzo e controllo dei consigli elettivi garantendo una relazione annuale sul monitoraggio degli obiettivi adottati.
Questi sono alcuni punti che riteniamo prioritari e che proponiamo alla cittadinanza e che trasformeremo in osservazioni puntuali e dettagliate, auspicando una convergenza in tale direzione di tutta la coalizione di Toscana democratica.
E’ nostra intenzione aprire un cantiere di lavoro e di approfondimento su queste nostre  proposte per modificare il Piano, dandogli un respiro e un’impostazione culturale moderna capace di affrontare non solo la migliore soluzione  tecnico organizzativa di raccolta e la migliore tecnologia di trattamento e smaltimento oggi disponibile, ma sappia anche pensare, progettare e realizzare tutte quelle buone pratiche per attivare processi di  responsabilizzazione, non solo dei cittadini, ma anche dei produttori e dei distributori di beni e merci, per riportare al primo posto della scala delle priorità la  prevenzione e la riduzione dei rifiuti.
Giuseppe Brogi, Coordinatore Sinistra Ecologia e Libertà Toscana – Stefano Cristiano, Segretario Regionale Toscana Rifondazione Comunista-Fed. Della Sinistra – Lorenzo Lombardi, Portavoce Regionale Toscano dei Verdi – Lucia Mango, Segretaria Regionale Toscana Partito dei Comunisti Italiani–Fed. Della Sinistra – Marco Manneschi, Responsabile Enti Locali Segreteria Regionale Italia dei Valori Toscana.