Posts Tagged ‘pista’

Incidente in Viale Roti, salta il cordolo della pista ciclabile e si schianta sul guard-rail

15 giugno 2013

Un incidente ha visto coinvolta un’auto, questa notte alle ore 2.00 circa, in viale Roti. L’auto per motivi ancora da accertare ha saltato il cordolo che delimita la pista cilabile e si è schiantata contro il guard-rail. Sul posto è intervenuta la Misericordia di Campi Bisenzio e le forze dell’ordine che hanno eseguito tutti i rilievi. Non si conoscono le condizioni del conducente.

969443_10201325748725509_1289207001_n

Inceneritore SI o NO: la dura scelta della giovane candidata Taira Bartoloni (SEL)

28 aprile 2013

La giovane candidata di SEL, Taira Bartoloni, sotto la richiesta del suo coordinatore regionale Giuseppe Brogi ha scelto (forse è meglio dire che è stata invitata) di fare parte dell’alleanza di centrosinistra e contribuire al Governo dei comuni chiamati al voto alle prossime elezioni di maggio. “I candidati e le candidate di SEL – dice il coordinatore Brogi in un comunicato – vogliono costruire comunità aperte e solidali, non piccole patrie egoiste, ingiuste e perdenti, impegnandosi su quattro filoni fondamentali. Il primo è il lavoro, un patrimonio da difendere e da promuovere creando nuova, buona, stabile occupazione; ci sono poi l’ambiente ed i beni comuni, concepiti come patrimonio indisponibile, da mettere al riparo da avidità e speculazioni. Centrali anche i servizi alla persona necessari affinché una comunità costruisca forti legami sociali e sia più coesa. Infine, onestà, trasparenza, partecipazione, perché il rigore morale degli amministratori sia un obbligo e la vicinanza quotidiana ai cittadini un dovere”. A questo punto sorgono alcune contrapposizioni di vedute (o di intenti) perchè a Campi ovviamente la scelta è stata con la lista di Fossi, sostenuta dal PD campigiano. E la giovane Bartoloni, dovrà contrapporre i suoi tanti buoni propositi con le linee ferree ed inderogabili della gestione PD, appoggiate da oggi anche dal suo stesso partito. Una fra tutte l’inceneritore; si legge infatti nel comunicato stampa della candidata campigiana: “il rinnovamento che ci proponiamo di realizzare sul territorio, oltre al proseguimento delle storiche battaglie contro inceneritore e pista parallela, due infrastrutture novecentesche, dispendiose e pericolose per la salute dei cittadini”. Ma se il candidato Fossi ha dichiarato, con tanto di sindaco di Capannori presente, (leggi il post) che lui proseguirà la strada già tracciata dell’inceneritore .. Bartoloni, come funziona ? come farà a proseguire le storiche battaglie contro l’inceneritore e la pista parallela in un PD che invece le vuole ? chi ha più valore morale, le promesse che ha appena fatto ai cittadini o le indicazioni del suo coordinatore ? certo è, che con questi dubbi ancor prima di iniziare .. cominciamo bene !

Il 14 marzo diciamo NO alla Pista Parallela al consiglio comunale aperto con i 7 sindaci della piana

13 marzo 2013

No a decisioni calate dall’alto, i cittadini decidano come spendere i loro soldi, magari dopo consultazioni referendarie senza quorum.
Il 14 MARZO 2013 tutti i cittadini di Firenze, Prato e Pistoia si riuniranno nel consiglio Comunale di Prato alle ore 16.30 circa in Piazza del Comune 2.
Una presenza attiva e silenziosa senza bandiere di Partiti, per dire ai 7 Sindaci presenti a quel Consiglio Comunale Aperto di NON AVVELENARCI, e rispettare il Parco della Piana, compreso flora, fauna e soprattutti i CITTADINI.
Che da qui in avanti le decisioni importanti le prenda il popolo e non i PARTITI !
ADESSO BASTA IO CI SARO’!

225526_10200394356154213_1995537696_n

SatiricaMente: “SENZA RITEGNO” – Il pezzo di Raphael Gualazzi (ei Presidenti) a Big Sanremo

14 febbraio 2013

No a qualsiasi potenziamento dell’aeroporto di Firenze: approvata la mozione del PRC di Campi nell’ultimo consiglio comunale

20 agosto 2012

Ricevo e pubblico da parte del gruppo PRC di Campi Bisenzio, in relazione alla questione aereoporto di Firenze, relativamente alla mozione presentata nell’ultimo consiglio comunale:

“La mozione da noi presentata (modificata da tre emendamenti del PD che però non ne stravolgono il testo) è stata approvata dal Consiglio Comunale, con 3 astenuti (centro e destra), per ribadire la netta contrarietà a qualsiasi potenziamento dell’Aeroporto di Firenze (cresciuto al di sopra di ogni limite) ed in particolare alla ipotesi di nuova pista “parallela-convergente”, sostenuta dal Presidente della Regione Enrico Rossi, che di fatto annullerebbe il ruolo di salvaguardia del Parco della Piana. La mozione considera il contesto ambientale della Piana, già saturo di funzioni e di inquinamenti, e per questo rivendica una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) insieme ad una attenta Valutazione Ambientale Strategica (VAS), che consideri l’insieme di tutti gli impatti socio-ambientali sulla popolazione, la salute ed il territorio. Il dibattito, nel quale è intervenuto anche il Sindaco Chini, ha confermato tutte le contraddizioni esistenti nel PD sugli assetti ed il futuro della Piana Fiorentina. Come Rifondazione Comunista di Campi Bisenzio abbiamo riproposto una alternativa complessiva per questo territorio in termini di assetto urbanistico, mobilità, contro il potenziamento dell’aeroporto e la costruzione di nuovi inceneritori.”

Aereoporto: da MenteLocale, una bussola per orientarsi

24 luglio 2012

Un’altro contributo da MenteLocale della Piana per districarsi nella complicata questione dell’ampliamento dell’ aereoporto di Peretola:

Com’era ovvio aspettarsi, fioccano in questi giorni le interviste sulla stampa e le prese di posizione (ancorché con grande ritardo) sulla questione dell’aeroporto. Sono tante; sono talmente tante che si fa fatica a districarsi. Forse faremo un servizio utile nel fornire al lettore uno strumento per orientarsi in questo polverone; chi sostiene che cosa, e soprattutto perché.
Consiglio I: segui i soldi. È sempre utile tenere presenti le cointeressenze nello spiegare le varie prese di posizione. Si prenda, per esempio, l’intervista rilasciata il 18 luglio al Giornale della Toscana da Andrea Cavicchi, presidente degli industriali pratesi, che riporta la presa di posizione dell’Unione Industriale favorevole alla pista parallela. L’organo di stampa riporta con scrupolo le posizioni dell’UIP, che reclama che il nuovo aeroporto sia ben raggiungibile, ma si dimentica di dire che la Camera di Commercio di Prato è azionista di AdF. Quindi, che l’Unione Industriale Pratese sia favorevole è scontato (e Regione ed Enti locali lo sanno benissimo). Ci sono dei soldi in ballo.
A rileggere l’intervista sapendo questo, tutto il pezzo assume un significato diverso; si avverte il nuovo socio regionale di AdF che non se la caverà con l’investimento sull’aeroporto. Ci vogliono anche le infrastrutture dei trasporti. E i parcheggi. C’è anche Prato. Regione e Comune di Firenze non penseranno mica di cavarsela con la sola linea 2 (se mai ci sarà) della tramvia. Quindi se si sa chi possiede, si riesce a capire molto meglio che posizione prende e perché la prende. Magari se gli organi di stampa fossero trasparenti e dichiarassero ciò fin dall’inizio, farebbero un servizio migliore al lettore. Però anche la stampa è parte in causa, e quindi à la guerre comme à la guerre — e al diavolo il servizio pubblico.
Consiglio II: non ci sono più i compagni di un tempo. Se però negli orientamenti privati è più facili orientarsi, più difficile è tenere la barra nei meandri dei partiti, particolarmente di uno labirintico come il PD. Qui le dichiarazioni fioccano: il sindaco di Sesto accusa il presidente della Regione (su praticamente tutti i giornali) di essere arrogante, e dichiara di non avere di lui né stima né fiducia. Gli fa da spalla il sindaco di Campi, che su Repubblica del 14 luglio sostiene che Sesto e Campi sono state ingannate dalla Regione, che un aeroporto nella Piana non ha senso (ma non raddoppiato; non ha senso tout court); e che aeroporto e Parco della Piana sono incompatibili.
Ora che Gianassi e Chini reagiscano, è chiaro; sono loro gli sconfitti della vicenda (in realtà sarebbero i cittadini delle loro mal amministrate comunità, ma per ora sorvoliamo, se ci passate il gioco di parole); lo abbiamo scritto anche noi il 31 maggio chi vince e chi perde, quindi c’è poco da meravigliarsi. Per usare toni così, però, che vanno un po’ sul personale, non è inutile capire come si è giunti a questa sconfitta. Grazie a Dio, ci aiutano i suddetti signori: Chini, da parte sua, ci racconta che “Rossi si era impegnato a far vedere lo studio all’Enac per primi a me e a Gianassi invece non lo ha fatto. Era un accordo, dovevamo abbassare i toni in attesa di conoscere le carte”.
Quindi nell’estate del 2011, quando infuria la bufera sulla variante al PIT contenente il raddoppio dell’aeroporto, che doveva andare in votazione al Consiglio regionale a giugno, Chini, Gianassi e Rossi si mettono d’accordo tra di loro: sarà l’Enac a valutare. Così la polemica si smorza e si prende tempo. Rossi ottempera e va dall’Enac (la votazione in Consiglio regionale è ovviamente rinviata). Va dall’Enac a fare che? Lo dice lo stesso Rossi sull’Unità del 14 luglio (giornata calda, eh?): va a far valutare quale sia l’ipotesi migliore tra pista obliqua e pista parallela. Il che vuol dire due cose: 1) all’Enac — secondo quanto dichiarato dal medesimo Rossi — non viene chiesto di valutare l’ipotesi zero che pure era compresa nella variante al PIT: nessun intervento sull’aeroporto. Dunque la decisione è già presa. 2) trattandosi di un parere rilasciato da ingegneri è perfettamente chiaro fin dall’inizio che sarà la pista parallela quella vincente, perché è quella che permette un aeroporto più bello e più splendente che pria.
Sembra impossibile che Gianassi e Chini non lo sapessero; diavolo, lo sapevamo perfino noi (e infatti l’abbiamo scritto nei Gracidii della Newsletter n. 5). Poi Rossi torna dall’Enac, e annuncia ciò che era perfettamente scontato. Ma in che cosa consiste, allora, il tradimento? Nel fatto che Rossi l’ha detto coram populo, invece che prima privatamente a Chini e Gianassi? Se anche fosse, sarebbe colpa lieve; un amministratore dovrebbe parlare prima di tutto con i cittadini. E poi anche ad averlo saputo prima, Chini e Gianassi che se ne facevano della notizia? Cercavano un qualche modo per salvare la credibilità perduta?
C’è però una spiegazione alternativa e più sottile. Chini e Gianassi, bersaniani, sono arrabbiati perché Rossi, bersaniano, si è schierato con Renzi (che invece a Bersani lo vuole rottamare) ai danni loro. Se si tiene presente il complesso posizionamento, o piuttosto spappolamento in corso nel PD, sempre più simile a un campo di battaglia per bande, si capisce anche l’asprezza delle reazioni che va perfino al di là della questione in gioco. Tanto più che Chini e Gianassi sanno molto bene che il coltello dalla parte del manico ora ce l’ha Rossi: con la Legge Regionale 35/2011 (votata a agosto, nel miglior stile politico italiano) sulle opere pubbliche di interesse strategico regionale, la Regione può rimuovere tutti gli ostacoli frapposti dalle amministrazioni locali alla realizzazione di opere giudicate strategiche. E l’aeroporto è stato giudicato tale.
Consiglio III: lasciate perdere tutto. Se invece non ve ne importa nulla di orientarvi nelle chiacchiere di tutti questi signori, lasciate perdere tutto; tanto quello che viene fuori, gli accordi prese nelle segrete stanze e sempre all’insaputa dei cittadini; le furbate di partito; lo spaccio dei pareri tecnici come responsi oracolari, rivelano solamente un quadro desolante, quello di una politica che sembra più la rappresentazione di una povera compagnia di giro anziché quel trasparente scontro in cui i cittadini sono arbitri e concorrono a realizzare la direzione politica delle comunità (che, a quanto ci consta, l’art. 49 della Costituzione richiede… ma si sa quanto gliene importa della Costituzione a questa generazione di cosiddetti politici).
Quindi chi volesse rifuggire dai fumi maleodoranti di questa bassa cucina, ha tutta la nostra simpatia, purché agisca con conseguenza in sede di espressione elettorale e tenti di mettere tutti costoro in condizione di non nuocere con l’arma del voto democratico; tanto più che per orientarsi davvero in tutta questa vicenda è sufficiente un solo dato che non c’entra nulla con la Costituzione, con il declino o la crescita, con l’ambiente, con la buona amministrazione: il bilancio 2011 di Edizione srl, la società veicolo che costituisce il cuore del gruppo Benetton (il quale, tramite Aeroporti di Torino, ha una grossa quota di AdF). Ebbene, il gruppo Benetton i soldi non li fa mica più con i maglioncini reclamizzati da Oliviero Toscani; il ricavato netto 2011 del gruppo (circa 300 milioni di euro) viene per il 52,4% da Autogrill, concessioni autostradali e aeroporti; per il 30,7% da infrastrutture e servizi per la mobilità; e solo per il 16,6% da tessile e abbigliamento (peraltro in calo del 2% rispetto al 2010). Quindi quasi l’85% dei ricavi viene da settori che sono tutti in genere di monopolio e per i quali è indispensabile l’alleanza con il socio pubblico. Capite dove vogliamo arrivare?

“Se tu dai una VAS a me .. io poi do una VIS a te ..”: le ultime sull’aereoporto di Peretola, dal Comitato MenteLocale

10 luglio 2012
“Non fai in tempo a fare un dossier sull’aeroporto, che subito tocca un aggiornamento…”, ecco come inizia il nuovo editoriale del Comitato Mente Locale della Piana, pubblicato proprio ieri sera, a ridosso fra l’altro, dell’incontro sul tema della “Mobilità nella Piana”, alla Festa Democratica di Campi alla presenza del Presidente della Provincia Barducci, del vicesindaco Serena Pillozzi del Comune di Campi e dei rappresentanti PD della piana. In effetti la controversa situazione dell’aereoporto di Peretola, con i suoi innumerevoli cambiamenti finisce per confondere e non poco, specie quando le cose sembrano andare per il meglio .. ma vediamo cosa si nasconde dietro questa nuova iniziativa che coinvolge i sindaci del quadrilatero racchiuso fra Campi, Sesto, Calenzano e Signa.
Ecco l’aggiornamento: secondo le notizie filtrate sulla stampa (ahimè, stavolta siamo gli ultimi a sapere; forse che gli uffici stampa dei comuni non ci amano molto?), i sindaci di Campi, Sesto, Calenzano e Signa hanno formalizzato al presidente della regione la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul “quadrante geografico della piana fiorentina e su quello pratese interessati dall’ipotesi di potenziamento dell’aeroporto Vespucci. Scopo della nuova VIS sarebbe quella di “definire il numero di persone coinvolte e individuare eventuali aree protette e sensibili ai cambiamenti ambientali che potrebbero derivare dall’intervento”. Come avverrà ciò? La nuova VIS dovrebbe “raccogliere e analizzare i dati relativi all’ospedalizzazione e alla mortalità della popolazione, stimandone gli effetti a breve e a lungo termine”. Ciò è già stato fatto in passato, ad esempio nella VIS del 2003 sul previsto inceneritore di Case Passerini (se ne occuparono ARPAT e Università di Firenze), ma evidentemente i sindaci non si fidano e suggeriscono che alla redazione della VIS partecipi un”istituto terzo extraregionale”. Fin qui le anticipazioni sulla stampa della lettera inviati dai suddetti sindaci a Rossi.
Come valutare questa contromossa dei sindaci, che interviene dopo la mossa di Rossi che ha reso noto il parere di Enac sulla pista parallela (vedi in proposito il gracidio Aeroporto: chi vince e chi perde)? In sé e per sé, sembra una mossa tutta a difesa dell’ambiente della piana; si prende tempo, si fanno studi più approfonditi, si studia meglio l’impatto. Ecco i cavalieri verdi della piana, in lizza contro il maligno aeroporto. La popolazione si stringa a loro! Essi difenderanno noi e la nostra aria!
Si fa presto a farsi l’idea che il verde di questi cavalieri è piuttosto pallido, ma parecchio sbiadito, e che la contromossa è più una contromossa della disperazione, nel tentativo di accreditarsi (se qualcuno ci crede) come difensori dell’ambiente, piuttosto che una robusta reazione di amministratori che hanno deciso di giocarsi la rielezione sulla difesa del territorio. E il perchè eccolo qui.
Se io do la VAS a te
E’ utile ai cittadini sapere che non è la prima volta che viene chiesta una nuova VIS sull’aeroporto. In effetti, al tempo della redazione della Variante al PIT che la giunta regionale votò nel febbraio 2010 e la cui prima parte è costituita dal Rapporto Ambientale, le amministrazioni e gli enti avevano già avuto tutti la bozza della variante, prima ancora che la giunta la votasse, e avevano potuto fare le loro osservazioni. Orbene, non ci risulta da tali atti che il comune di Sesto né quello di Calenzano avessero minimamente intenzione di chiedere una nuova VIS. Tale richiesta partì esplicitamente dalla ASL, che ne fece richiesta “nella fase preliminare di screening”, p. 30 del Rapporto Ambientale, almeno per quanto riguardava le varie alternative di potenziamento dell’aeroporto (pista obliqua, pista parallela, ecc.); e, in modo più velato, il comune di Campi. A questa richiesta di VIS la regione rispose picche, nei termini seguenti: “La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa, ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una configurazione di impatto si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alle pianificazioni e programmazioni discende da normative comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche” (pagina 41 del Rapporto Ambientale).
Sostanzialmente, la regione diceva questo: la VIS è una procedura che non ha forza di legge (infatti è volontaria) e che serve semplicemente a comparare l’impatto di due localizzazioni possibili. In altri termini: l’inceneritore fa meno male se lo metto a Case Passerini, o se lo metto a Osmannoro 2000? E infatti la VIS dell’inceneritore fu fatta esattamente in questo modo. Al contrario, dice la regione (e in questo ha ragione, se ci passate il gioco di parole) la valutazione di scelte strategiche prima che esse vengano fatte va fatto con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e non con la VIS (che invece valuta possibili ipotesi di realizzazione di una scelta già fatta), tanto più che la VAS è prevista dalla normativa europea oltre che da una legge regionale; e il Rapporto Ambientale è già la prima parte della VAS. Tradotto in pillole: nella VAS c’è già anche la VIS e non rompeteci più le scatole.
Queste cose le amministrazioni lo sanno. E allora perchè insistere su una richiesta così poco incisiva, tenendo anche conto del fatto che, se la VIS non ha forza di legge, anche se contraddicesse la VAS, non servirebbe a nulla, perchè è quest’ultima la procedura prevista dalla legge. Qui si entra nel campo dell’interpretazione e la nostra è buona come quella di un altro. Però è verosimile. Nella lotta contro l’aeroporto, che rischia di danneggiare in modo irreparabile non solo i cittadini dei comuni della piana (i cui immobili ovviamente si deprezzeranno) ma anche i piani strutturali delle amministrazioni ora e in futuro (il Rapporto Ambientale ha avvertito chiaramente che in base alle scelte infrastrutturali che si fanno sull’aeroporto è ben possibile che occorrano fare cambi di destinazione d’uso dei terreni -su ciò si veda il dossier sull’aeroporto) i sindaci in carica (ancora per poco) devono decidere quale strategia adottare in un gioco che vede vincente la metropoli e perdenti i comuni della cintura. Occorre prendere di petto l’avversario, oppure cercare di prendere tempo e giocarsi una partita di astuzia cercando di non spaccare in modo irrimediabile gli equilibri politici all’interno del partito dominante cui appartengono TUTTI questi amministratori? Nel primo caso si va verso una situazione simile a quella della Val di Susa, con gli amministratori (o buona parte di essi) che si schierano alla testa dei propri cittadini e in difesa dei propri territori contro gli accordi centrali (nazionali o regionali fa lo stesso) e che si espongono al rischio dell’espulsione (è successo davvero ad amministratori valsusini eletti nelle file del PD; Filippo Penati invece non è stato espulso dal partito); nel secondo si va verso un gioco di ombre in cui la resistenza è già destinata a cadere ma dopo aver dato l’impressione di aver resistito eroicamente fino all’ultimo; quel gioco di ombre che si chiama politique politicienne o, se preferite, teatrino. Nel primo caso si ha un effettivo movimento civico; nel secondo, è una battaglia di partito.
Io poi do la VIS a te
Ma mettiamo che Rossi decida di non rompere con decisione, per evitare uno scenario valsusino, e conceda ai sindaci della piana la sospirata VIS in maniera da salvare loro la faccia. Mettiamo anche che la VIS si faccia. A che cosa servirebbe? Continuerebbe a essere una procedura priva di efficacia (e quindi la regione potrebbe ignorarla a piacere). C’è però di peggio; così come l’hanno chiesta i sindaci non servirebbe assolutamente a nulla. A che serve infatti chiedere di analizzare i dati sulle ospedalizzazioni (oltretutto mentre le tagliano)? Nulla di quanto i sindaci si avvicina infatti al vero nodo che la VIS sull’inceneritore aveva ignorato e che quelli di voi che hanno firmato la famosa diffida ben conoscono: quali sono gli inquinanti già presenti nella Piana e che sono penetrati nella catena alimentare? Qualcuno li ha mai analizzati? Chi sa a che punto siamo con PCB, diossine, mercurio, ossia con inquinanti che si accumulano lentamente e che l’organismo non riesce a eliminare, e che oltretutto non provocano ospedalizzazione se non in tempi molto lunghi? Quindi capite anche voi che l’eventuale VIS non avrebbe gran che senso dal punto di vista della difesa dell’ambiente; si rischia di fare la fine di Montale, dove, quando misurarono diossine e PCB, si accorsero che erano a livelli allarmanti, ma poi dissero che non derivavano dall’inceneritore ma da fonti di inquinamento di cui non si sapeva nulla. Peraltro, se si deve fare una nuova VIS come quella dell’inceneritore, in cui si diceva che sì, l’impianto fa male, ma le opere di mitigazione e la diminuzione delle fonti inquinanti (ci saranno meno camion che portano i rifiuti alla discarica) faranno sì che poggio e buca facciano pari, allora forse possiamo risparmiare tutti qualche euro. Perciò, a parere di chi scrive, la richiesta della VIS non è un’iniziativa forte; non è nemmeno un’iniziativa sensata, se non in direzione della ricomposizione all’interno di un partito dello scontro sull’aeroporto. Dà l’idea che qualcosa si muova; e qualcosa si muove. Ma in che direzione?
Non è però inutile però per i cittadini sapere a che punto è lo scontro. Che i sindaci della piana non siano in piena rotta di collisione con regione e comune di Firenze è ovvio; altrimenti avrebbero impugnato la VAS anziché chiedere una VIS. E’ possibile però per i cittadini scompaginare le carte richiedendo un’indagine epidemiologica sugli inquinanti già presenti nella piana e in particolare nella catena alimentare. Una raccolta di firme in tal senso sarebbe una campagna facile da attuare per quelle forze che non vogliano rassegnarsi all’esito di uno scontro che altrimenti sembra già segnato.

Tutto quello che avreste voluto sapere sull’aeroporto di Peretola (ma che nessuno vi ha mai detto)

30 giugno 2012
Nel bel mezzo della battaglia che si sta svolgendo intorno alle sorti dello scalo fiorentino, ecco arrivare il corposo dossier di MenteLocale della Piana. L’intento del Comitato è quello di fornire, allo scompaginato e attonito fronte costituito da chi si oppone all’ennesimo scempio del territorio, un quadro sufficientemente completo di elementi di conoscenza necessari a districarsi nella complessa vicenda.
Non c’è dubbio che di chiarezza ci sia bisogno. Le lobby che lavorano per l’ampliamento dell’aeroporto hanno messo in campo in questi mesi — e soprattutto nelle ultime settimane — ogni mezzo possibile e immaginabile per precostituire una soluzione favorevole ai loro interessi.
Niente è stato lasciato al caso: dall’attenzione (del tutto improvvisata) che esponenti politici di destra e di sinistra hanno sviluppato nei confronti delle giuste istanze dei cittadini di Peretola e Brozzi, da anni lasciati soli a sopportare il bombardamento quotidiano provocato dalle manovre di decollo e di atterraggio degli aerei, alla puntuale campagna di stampa impostata sulla denuncia delle cancellazioni dei voli, causate dai venti contrari della Piana. Dalle interviste di AdF e di suoi importanti soci (ultima quella di domenica 24 giugno rilasciata da Benetton sul Corriere della Sera), incentrate sulle lentezze decisionali e le lungaggini burocratiche della dirigenza regionale, a fronte di investimenti bloccati che avrebbero invece dovuto scorrere su Firenze come fiumi in piena, alle grandi manovre finanziare in corso tra Pisa, Firenze e Torino per ridisegnare gli assetti societari di Adf e dintorni.
In tutto questo trambusto gli esponenti della maggioranza che governa Regione, Provincia e comuni del territorio interessato non hanno saputo far di meglio che andare in ordine sparso a ingrossare le fila del grande partito dei favorevoli all’operazione aeroporto, condotta con la consueta abilità dal sindaco Renzi. A onor del vero va detto che la sparuta pattuglia di sindaci che albergano in quel triangolo delle Bermude che si appresta a diventare l’area tra Sesto, Campi e Calenzano, pare ancora mostrare qualche timido segnale di resistenza. Vedremo se e in che cosa si concretizzerà questa opposizione.
Da parte sua, MenteLocale ha la ferma intenzione di monitorare costantemente l’andamento della vicenda, intervenendo da questo momento in poi con tutti gli approfondimenti che si renderanno utili alla comprensione dei fatti, nello spirito di quella sana e civile opera di controinformazione che ormai caratterizza la sua attività.
Indice del Dossier:
1. Un po’ di storia
2. Che ti dice la VAS
3. La pista parallela
4. Londra e Firenze
5. Areoporti nel parco

“Ultimi gracidii dal padule” (1).. quello che non ti raccontano nella Piana, te lo diciamo noi…

12 settembre 2011

Con questo titolo eloquente, il Comitato MenteLocale propone una panoramica su tutto ciò che è accaduto negli ultimi mesi estivi. Decisioni, notizie ed altre informazioni che fanno parte della estesa comunità della Piana, ma che spesso rimangono trapelate, anche perché  sminuite dalle varie amministrazioni (il fatto di essere divulgate nel periodo estivo ne è la prova). Io proporrò a spot queste notizie che potranno non riguardare il nostro territorio campigiano, ma le ritengo importanti per aprire un panorama più ampio sulle decisioni prese nella nostra provincia o regione, i cui effetti spesso ricadono sul nostro territorio. Tutte notizie che siete pregati di commentare e divulgare.
Il 1 agosto 2011 è stata recapitata in Regione la lettera firmata dai presidenti delle province di Firenze e di Prato e dai sindaci di Sesto, Campi, Calenzano, Carmignano, Poggio a Caiano, Prato e Signa, che richiede alla Regione medesima di condurre una Valutazione di Impatto Sanitario in relazione al progetto di variante al PIT –raddoppio dell’aereoporto di Peretola.  La lettera fa seguito alla disponibilità del presidente della Regione che in data 10 giugno si era detto favorevole a eseguire una simile Valutazione “se fosse stata richiesta”. Dal 1 agosto la richiesta è ufficiale.
A questo proposito c’è da osservare: per la variante al PIT è già in corso una VAS (Valutazione ambientale strategica) che è una procedura che discende direttamente dal diritto comunitario (Direttiva 2001/42/CE) e che è stata recepita sia dallo Stato Italiano (Dlgs. 152/2006) che dalla regione Toscana (Legge Regionale 10/2010). La VIS è invece una procedura volontaria che non ha forza di legge. A questo proposito, gli estensori del Rapporto ambientale prima fase della VAS, contenuto nella variante al PIT, quando la faccenda della nuova VIS era stata già tirata fuori dal comune di Campi Bisenzio, avevano osservato: “In relazione alle osservazioni dell’Azienda Sanitaria e del Comune di Campi Bisenzio che ritengono opportuno lo svolgimento della VIS si evidenzia quanto segue. La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una valutazione di impatto, si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alla pianificazione e programmazione discende direttamente da norme comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche; in particolare è ricompreso nella VAS “ (pagina 41).
Ora la questione della VIS viene ritirata fuori, senza dubbio come manovra per prendere tempo da parte degli amministratori che si oppongono alla pista parallela. La scelta dello strumento VIS non è però felice per due motivi: 1) la procedura non ha forza di legge, e quindi, quand’anche fosse negativa, non può impedire alla Regione di andare avanti con la variante al PIT. Meglio sarebbe stato concentrarsi sulle manchevolezze della VAS che è stata fatta veramente con i piedi (per dirne una, non prende assolutamente in questione la faccenda dell’accumulo degli inquinanti nella catena alimentare) ed è oltretutto scritta in un italiano zoppicante e sgrammaticato, tale da renderla quasi incomprensibile al cittadino che ne volesse prendere visione.  2) la VAS (e purtroppo anche la VIS nuova di zecca) danno per scontata la realizzazione di tutte le altre infrastrutture inquinanti che non siano l’aereoporto. Come scrive il Rapporto Ambientale: “l’attuale integrazione al PIT non definisce nessuna nuova strategia per il termovalorizzatore ma assume nel quadro conoscitivo l’attuale livello di programmazione (piani provinciale dei rifiuti, accordi e intese sovracomunali…) e valutazione a cui si trova questo intervento. Per conseguenza non vengono analizzate nel procedimento in esame scelte di dettaglio relative alla localizzazione od alla tecnologia migliore per la termovalorizzazione” (pagina 40). Quindi si tratta di una VIS per modo di dire, tenuto conto del fatto che le fonti maggiori di inquinamento  per le quali non è possibile nessun abbattimento né mitigazione vengono tenute fuori dalla nuova indagine.
Tutti questi motivi inclinano a pensare che la faccenda della VIS non sia altro che una mossa nella complessa partita dell’aereoporto che però dipenderà più da equilibri di partito che da vera attenzione e sensibilità per la salute dei cittadini. Vi terremo comunque informati sugli sviluppi.
Contribuite alle varie rubriche della newsletter, o chiedete di ricevere la newsletter, contattando mentelocale.dellapiana@gmail.com

Tutti uniti ! Tutti insieme ! Ma scusa quello non è il PD ?

21 giugno 2011

Mai prima ebbe a capitarci. Una manifestazione contro il potenziamento dell’aereoporto di Peretola sabato 18 giugno, vuoi non andarci? Però qualcosa non ci suonava bene. Promotori: Federazione della Sinistra, SEL, Comitato No aereoporto, Legambiente, Ass. Cult. 25 aprile. Fin qui tutto bene. Italia dei Valori (PO), Qui cominciano i problemi. Che diavolo vuol dire? IdV a livello regionale (è in giunta, santo diavolone) sostiene politiche…che IdV pratese non sostiene? Si parlassero! Questo non ci suonava bene. Ma insomma, guasconi come siamo, si va senza tante domande. Anche perché ci interessa ribadire questo: chi è contro l’inceneritore è anche contro l’aereoporto. Il contrario, purtroppo, non è vero. Ma non è proprio vero. Siamo gente di poche parole e di fatti. A noi piacciono i sì e i no. I distinguo dei politici ci fanno un po’ senso (ma no i distinguo, i politici). Quindi si va. E arrivati alle ore 10.31 all’aeroporto si resta di stucco. Che ci fanno tutte queste bandiere del PD, che non è né tra i promotori né tra gli aderenti alle manifestazione ( e lo sapremo, ci siamo noi tra gli aderenti alla manifestazione)? La risposta la apprenderemo lì; trattasi della federazione di Prato che ha aderito alla manifestazione motu proprio. Per chi fosse distratto riassumiamo la situazione: il PD pratese manifesta contro le decisioni prese.. dal PD medesimo a livello regionale, il PD di Campi e di Sesto non ci sono; l’IdV invece manifesta … contro sé medesima e contro il proprio direttivo regionale. Avendo una certa esperienza di psichiatria, ne abbiamo avuti di casi così. La cosa buffa sono le dichiarazioni rese a piene mani da certo Mazzei, del PD pratese ma ora consigliere regionale, che spiega come il PD di Campi e Sesto, nella persona di Chini e Gianassi, sono rispettabili nella loro opposizione all’aereoporto (pur essendo nemmeno presenti) in quanto sono favorevoli al progresso.. avendo dato l’assenso ad alcune infrastrutture schife (loro, mica i cittadini, che quando hanno potuto si sono espressi contro; qui Mazzei ha, involontariamente, ragione). Quindi se si oppongono all’aereoporto hanno ragione e vanno presi sul serio. Il ragionamento ci faceva ridere; per quale motivo chi si oppone all’inceneritore invece non va preso sul serio? Vanno bene solo le opposizioni che vanno bene? Però poi ci prendeva la tristezza: ma può andare bene ai cittadini una politica in cui PD e IdV del posto che volete si oppongono (con manifestazione assieme agli appestati comitati… quando non si invoca l’esercito contro di loro come in Val di Susa) a PD e IdV del livello superiore? Non ne avete abbastanza di politica e politici così? Noi ne abbiamo abbastanza. A Milano e a Napoli e a Cagliari hanno scelto una via diversa. Un motivo ci sarà. Magari ne avevano abbastanza di essere presi per il baugigi. Comunque non vogliamo finire con una nota deprimente ma con una nota allegra. Questa l’abbiamo raccolta lì durante la manifestazione. Girava voce (ma di brutto) di un possibile compromesso sull’aereoporto; la regione sbloccherà i piani strutturali dei comuni all’interno del famigerato parco della piana in cambio del sì all’aereoporto (pista parallela). Questa ci convince. Per cui lanciamo un concorso; chi indovina come va a finire questa storia? Per noi va a finire così: i comuni potranno murare all’interno del parco, incasseranno i sospirati oneri di urbanizzazione e ingoieranno la pista parallela. E il Parco? Si fotta – tanto non ci aveva mai creduto nessuno. Chi accetta la scommessa? Il vincitore becca una vaschetta di gelato dal Fantino. Se perdete voi, pagate voi. Se vincete, paga il Chini, cioè sempre voi. Perché, sul parco e sull’aereoporto e sull’inceneritore paga qualcun altro?
Il duo Apostolico Pietro e Paolo