Posts Tagged ‘pisa’

Sviluppo Aeroportuale Toscano: il M5S di Campi affronta il tema con le scelte antieconomiche, deficit e rischi ambientali

14 marzo 2014

1920079_404256576384589_579983364_nIl M5S di Campi Bisenzio organizza per il prossimo 4 aprile 2014, un incontro sul tema aeroportualità toscana, che tratterà in modo particolareggiato le varie problematiche di carattere economico, logistico e ambientale legate all’ampliamento dell’aeroporto di Firenze “Amerigo Vespucci” e l’aeroporto di Pisa “Galileo Galilei” che entra a pieno titolo nel progetto, con la creazione di una Holding a gestione integrata. Scelte dettate da strategie di business che non tengono conto dei costi abnormi dell’operazione che in parte ricadrebbero sulle spalle dei cittadini, della scarsa produzione di posti di lavoro e dei possibili danni ambientali che ne deriverebbero. Il M5S è da sempre contrario a questo progetto, proponendo in alternativa un incremento della rete ferroviaria con lo scalo pisano, salvaguardando l’ambiente e la salute dei cittadini che vivono nella Piana.
L’incontro si terrà alle ore 21 presso la sala Consiliare “Sandro Pertini” del Comune di Campi Bisenzio.

Inceneritore di Pisa: i bilanci parlano di una perdita annua di 3 milioni di euro

5 settembre 2013

«Il termovalorizzatore rappresenta ormai da due anni uno sbilancio per la società di 3 milioni di euro all’anno».
Una pesante affermazione contenuta nella risposta dell’assessore all’ambiente del comune di Pisa Salvatore Sanzo all’interrogazione presentata in consiglio comunale dai consiglieri Marco Ricci e Ciccio Auletta (Una città in Comune), che chiedevano contestualmente aggiornamenti sulla chiusura della linea 2 dell’impianto gestito da Geofor.
Lo scorso aprile la linea 2 è stata chiusa per uno sforamento dei livelli di diossine; a fine giugno l’azienda ha annunciato una spesa di 300.000 euro per la sostituzione dei filtri a manica che dovrebbe essere completata a giorni. Il tutto però come intervento tampone, in attesa del revamping – spesa stimata 25 milioni di euro – che dovrebbe mantenere in vita l’impianto fino al 2021, come previsto nel Piano straordinario dell’Ato Costa e nel Piano Industriale di Reti Ambiente. Intanto però l’inceneritore di Ospedaletto rappresenta una perdita per l’azienda di circa 3 milioni di euro, segnata sia nel bilancio 2012 che in quello del 2011. Molteplici le cause: una lieve riduzione di rifiuti urbani, ma soprattutto la fine degli incentivi “cip 6”, ovvero la possibilità di vendere l’energia prodotta da rinnovabili a un prezzo superiore – questione controversa su cui Geofor ha aperto anche un contenzioso amministrativo. Se infatti la produzione di energia elettrica di Ospedaletto è aumentata nel 2012 rispetto al 2011, questa però «è stata ceduta sul mercato, che ha fra l’altro fatto registrare una diminuzione del prezzo nel corso dell’anno», determinando una pesante perdita di utile.
Perché quindi volerlo tenere in piedi a ogni costo e procedere con il revamping? «Per consentire il mantenimento in sicurezza della sua conduzione in esercizio almeno fino al 2021, anno di termine tecnico dell’investimento», è la risposta del Comune, che aggiunge: «La sua definitiva dismissione potrà avvenire non prima del termine dell’ammortamento tecnico degli investimenti effettuati».«Ma se ogni anno si perdono 3 Milioni di euro, com’è possibile il recupero dell’investimento? », si chiedono quindi i consiglieri comunali, che aggiungono: «Nonostante queste perdite, l’intenzione dell’amministrazione comunale è di proseguire su questa strada non sulla base di politiche di efficienza nello smaltimento dei rifiuti ma per mere ragioni economiche».La risposta di Geofor è che la perdita provocata dal termovalorizzatore va a incidere su un bilancio in attivo, e che nel complesso l’azienda non è in perdita. Ciò nonostante, Geofor è ben consapevole che l’inceneritore ormai è vecchio e non può riservare che dolori. È il bilancio stesso a dirlo: «Deve osservarsi che la perdita registrata dal termovalorizzatore non è compensata dall’utile derivante dai conferimenti in discarica. La vetustà della macchina continua ad assorbire ingenti risorse economiche», e aggiunge: «Il prezzo praticato ai committenti è uguale indipendentemente dall’impianto ove avviene il conferimento, ossia termovalorizzatore o discarica, quando è noto che i costi operativi della macchina termica sono ben superiori a quelli di una discarica».Il presidente di Geofor Paolo Marconcini aggiunge: «L’azienda non ha un bilancio complessivo in perdita, perché ci sono le attività di servizio. C’è una rimessa di quella linea, è vero, del resto però c’è una rimessa anche nel compost, significa con questo che non dovremmo procedere con l’impianto anaerobico? » E si spinge oltre: «Il piano straordinario prevede il revamping di Ospedaletto e la terza linea del Picchianti, per il quale è stimata una spesa di 70-80 milioni di euro. Totale: 200 milioni circa. Non sarebbe stato meglio pensarne direttamente uno nuovo in grado di accogliere entrambe le richieste? Con tecnologie aggiornate e migliori sistemi di sicurezza? Tra spesa di dismissioni dei vecchi impianti e realizzazione di uno, unico e nuovo, la differenza sarebbe stata compensata dalla migliore efficienza. Ma la politica vuole altro, evidentemente». Mentre si discute pubblicamente di decisioni già prese ma non attuate, i comuni di RetiAmbienti sono ancora in alto mare con le procedure di gara per il socio privato del nuovo gestore unico. Al riguardo Marconcini nega che ci sia uno stallo: «RetiAmbiente esiste, ed esiste in funzione del fatto che sarà il contenitore entro il quale agirà il nuovo gestore. Recentemente si è riunito il gruppo di lavoro dei Comuni, e l’Ato Costa è intenzionata a mettere a gara il piano straordinario con le correzioni e l’inquadramento del piano regionale rifiuti».L’intreccio è fitto e la procedura complessa: cosa conferire in RetiAmbienti? Il patrimonio impiantistico o la sola gestione? Non si rischia, con il nuovo maxi gestore, di unire forzatamente situazioni societarie più o meno sane?
Domande importanti alla quale tutti i comuni interessati dovrebbero rispondere e aprire una discussione pubblica, ed entro le quali si colloca anche il futuro dell’impianto di Ospedaletto. Ma il disaccordo fra mondo ambientalista, istituzioni e aziende partecipate è ampio, non solo sui risvolti economici della gestione dei rifiuti, ma anche sugli aspetti della salute pubblica: Marconcini dice agli ambientalisti «di preoccuparsi del 40-50% che va in discarica», questi ultimi rispondono chiedendo «di effettuare indagini epidemiologiche nell’area sud-est di Pisa, visto che non si effettuano dal 2002».
In ogni caso, una soluzione transitoria senza impianti non è realisticamente prefigurata da nessuno, e già arrivare al 30% di residuo indifferenziato totale a livello regionale, come vorrebbe la Regione entro il 2020, sarebbe un gran traguardo.
di Cinzia Colosimo – Tirreno (fonte CiacciMagazine.org)

Associazioni ambientaliste diffidano le principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata

18 luglio 2012

Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno recentemente presentato Diffide nei confronti delle principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata. La loro accusa è che “la regione toscana favorisce l’incenerimento, in contrasto con le risoluzioni europee – la raccolta differenziata nei maggiori comuni e’ al palo”
Come si legge dal comunicato, “Mentre il Parlamento europeo con ripetute risoluzioni votate a partire dal 20 aprile scorso per la prima volta arriva a porre all’ordine del giorno la necessità di produrre uno smaltimento “prossimo allo zero” ed anche per ragioni economiche invita gli Stati membri a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è riciclabile e compostabile entro il 2020, la Regione Toscana, anacronisticamente, si muove nella direzione opposta e cioè a favore dell’incenerimento e dell’aumento degli smaltimenti.” quanto dichiarato dalle Associazioni Ambientaliste Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF in apertura della conferenza stampa tenutasi lo scorso 6 giugno presso il Gran Caffè Le Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica a Firenze.
Da uno sguardo concentrato sui capoluoghi di Provincia e basato sui dati pubblicati nel settembre 2011 (riferiti all’anno 2010) il quadro appare deprimente e sconcertante con raccolte differenziate che sono ben lungi dal raggiungere le quote percentuali previste dalla normativa e che entro il 31 dicembre 2012 dovrebbero far risultare almeno il 65% di RD (raccolta differenziata).
Per questo le associazioni Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno deciso di intraprendere una vertenza dai risvolti legali chiedendo conto delle inadempienze in atto, presentando un atto di diffida contro le Amministrazioni Comunali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, contro le Aziende Municipalizzate di Igiene urbana e contro gli ATO rifiuti competenti per il territorio comunale interessato.
Le Diffide chiedono che sia posto in essere, nell’ambito delle rispettive competenze, (ed entro novanta giorni dalla ricezione della diffida stessa), ogni intervento utile ad assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in misura almeno pari alle percentuali minime previste dalla legislazione vigente; e riservandosi le Associazioni Ambientaliste di dare corso alle azioni di tutela nelle sedi opportune, nel caso che la situazione denunciata con la diffida medesima non venga eliminata.
Gli esempi sono clamorosi: Massa è al 26,06% (regredita di ben 4% rispetto all’anno precedente), Pisa al 41,82%, Livorno al 41,53% (regredita di 1%), Pistoia al 39,45%, Firenze al 42,2%, Prato al 44,9% (regredita dello 0,56%), Arezzo al 37,74% (regredita di ben 7%!), Grosseto al 30,97%, Lucca 47% e Siena con 45,2%. Se poi ci riferiamo agli ATO il Centro registra il 43,99%, la Costa il 40,99%, l’area Sud il 36,44%, a conferma che in nessuno degli ATO è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata.
Questi numeri confermano che in Toscana ad eccezione di alcune aree dove i “porta a porta” sono partiti con risultati che superano il 70-75% (Capannori e piana di Lucca, Empolese Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano e poche altre eccezioni in Versilia, nel comune di Carrara e in Valdera) l’applicazione delle “Buone Pratiche” di gestione dei rifiuti risulta desolatamente al palo. A questo quadro statico corrisponde, invece, da parte della gran parte del ceto politico dirigente un attivismo frenetico e aggressivo nel tentativo di imporre gli inceneritori a dispetto anche di trends che, complice la crisi, vedono la riduzione nella produzione dei rifiuti.
Ma oltre alla beffa il danno! Continua il comunicato .. Infatti questa inadempienza ed inefficienza nel garantire il rispetto delle percentuali di RD, costa in modo significativo alle tasche dei cittadini utenti.
In conseguenza dei mancati risultati, infatti, la Regione applica non trascurabili “addizionali” che, in un momento di crisi come questo, non appaiono certo insignificanti e che vengono applicate ai quantitativi inviati a smaltimento.
Solo per fare un esempio: il Comune di Firenze ha versato una cifra complessiva di 2.300.000 euro (due milioni e trecentomila euro) nell’anno trascorso ed analoga cifra deve essere considerata per l’anno precedente e per quelli successivi. Se questi fondi fossero stati “accantonati” ci saremmo trovati di fronte a quote importanti per poter spingere a favore di sistemi di riduzione e di raccolte differenziate degne di questo nome così come in corso di svolgimento in moltissime parti di Italia con successo crescente.
Tutto questo non solo per chiamare in causa le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto, avallando lo spreco di importanti risorse, ma anche per respingere l’idea che la Toscana “non sarebbe pronta” nell’applicare i cicli virtuosi del riciclaggio e del compostaggio, che, anzi, proprio in un momento come questo appaiono anche “volani” di occupazione ed di impresa locale (viste anche le remunerazioni di materiali quali, metalli, carta, plastiche).
Al contempo le associazioni ambientaliste sono disponibili a collaborare con le amministrazioni comunali sensibili per uscire dall’inefficienza che brucia soldi dei cittadini e che penalizza le comunità toscane.
Per informazioni WWF Toscana: 055.477876 320.4450154

“Chi ce l’ha più grosso” … che avete capito ! l’aereoporto …

6 marzo 2011

Riporto questo articolo apparso sulla prima pagina del Nuovo Corriere di Firenze proprio l’altro ieri. Lo ripropongo perchè trovo che colpisca precisamente il centro di tutta  la vicenda dell’aereoporto; una scandalosa pagliacciata  mossa solo da interessi economici ed azzardate previsioni di chi vede solo ed esclusivamente Firenze nella piana. Ancora una volta si tende a considerare la periferia l’ultima ruota del carro, sfruttandola solo ed esclusivamente per i  servizi  (scomodi) del capoluogo. Una vicenda che non sta facendo fare una bella figura a chi dovrebbe amministrare sensatamente il territorio. Questa purtroppo è l’evidenza, ancora una volta, di scelte impopolari che condurranno alla rovina la nostra piana, il luogo dove viviamo con la nostra famiglia, dove lavoriamo e dove vorremmo far crescere i nostri figli. Non voglio dire altro, vi lascio alla lettura ed alle ovvie considerazioni su ciò che giustamente afferma il giornalista.

Tra le ipotesi per lo sviluppo dell’aereoporto fiorentino manca la più coraggiosa: la pista lungimirante. Lavoriamo ad un aereoporto degno di Firenze, rendendolo funzionale e moderno, e si lasci la pista al suo posto e alle attuali proporzioni. Se lo sviluppo di Firenze avrà bisogno di nuove rotte, cerchiamo tra quelle con aerei di dimensioni adeguate. Chi ha seguito le cronache di questi giorni avrà notato, sotto l’ebollizione a freddo della politica, solo tre notizie degne di rilievo.
La prima è dell’Enac, che smentisce le voci messe in giro sull’insicurezza dell’attuale aereoporto; la seconda che indica l’attuale pista di Firenze come pista di prova per l’atterraggio di aerei più grandi (che ce la fanno) e la terza che pone laereoporto di Pisa ai primi posti per i voli low-cost.
Chi straparla dello sviluppo di Firenze dovrebbe riflettere. A meno che non s’intenda per lo sviluppo l’avercelo più grosso: aereoporto, centro commerciale, tribunale, cinema multiplex, stazione alta velocità, termovalorizzatore, cittadelle calcistiche, tubini e tuboni vari. Già ci va bene che tra i cento punti non ci sia il progetto di salare l’Arno e allagare le Cascine per farci l’oceano. Mentre da secoli tutta la civiltà si orienta alle nanotecnologie, il nostro livello di pensiero è rimasto agli antichi romani.
Persino le opposizioni politiche, pronte ad imbastir casini e referendum per un palo della tramvia, applaudono alla grandezza dell’aereoporto che verrà. E già pare di sentirli: l’abbiamo più lunga di Pisa, più larga di Bologna, più dritta di Malpensa. Insomma, i soliti discorsi di chi si fa le piste.
Il governatore della Toscana afferma: non voglio essere il presidente del declino ! Ma rendere le cose più belle e funzionali è il contrario del declino.
Il Concorde è andato in pensione da un pezzo, gli aerei del futuro saranno piccoli. Non ce lo vedo, Enrico Rossi, tirar fuori di tasca un telefonino di due metri per tre per spedire un sms da otto milioni di caratteri. Declino è piuttosto devastare mezza Piana per strappare a Pisa il primato dei voli low cost. E se un giorno gli aerei sull’aereoportone di Firenze concorreranno in numero con gli storni su Santa Maria Novella, non passarebbe forse alle cronache come declino di una città che la storia ha fatto grande proprio per la lungimiranza di saper restare piccola ?
Carmine Istantaneo (da Il Nuovo Corriere di Firenze del 4 marzo 2011)

Salviamo la Stazione Telegrafica di Coltano (Pisa) partecipa alla raccolta firme “i luoghi del cuore” promossa dal FAI

19 settembre 2010

Come socio AIRE (Associazione Italiana per la Radio d’Epoca) non posso rimanere indifferente di fronte a questa notizia. Mi riferisco al recupero della Stazione Radiotelegrafica di Coltano (attualmente in foto) per la quale potete approfondire sul sito AIRE Toscana, giunge in questi giorni la notizia che forse la renderà concreta grazie al FAI. Faccio quindi appello a tuttigli amanti della Radio ed a tutti i campigiani,  per partecipare alla raccolta firme in favore del recupero della stazione radiotelegrafica di Coltano, nell’ambito del V censimento nazionale “I luoghi del cuore” promosso appunto dal FAI.
E’ possibile votare – firmando – per un luogo: la FAI si impegna a investire risorse, tutelare e promuovere azioni di recupero, in favore dei beni che ricevono il maggior numero di sottoscrizioni.


E’ possibile farlo sul sito www.iluoghidelcuore.it, presso le filiali del Gruppo Intesa – San Paolo e presso i punti FAI di Pisa. L’iniziativa terminerà il 30 settembre.
L’invito è a votare per far si che il recupero dei luoghi di Marconi, a noi tanto cari e vanto della nostra terra Toscana, possano tornare ad essere reali e non scomparire divorati dal tempo e dalla indifferenza.
Grazie a tutti coloro che vorranno dare il loro piccolo contributo con una semplice firma.
Il Gruppo AIRE Toscano e Campi Bisenzio Blog

Vogliono costruire un Lager a Campi……e chiamarlo C.I.E., partecipa all’incontro del 3 settembre

1 settembre 2010

In occasione dell’anniversario della liberazione di Campi Bisenzio il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos, nell’ambito della campagna contro la costruzione di un CIE in Toscana (http://toscananocie.noblogs.org), organizza per Venerdì 3 Settembre alle ore 21.30 in Piazza Dante a Campi Bisenzio l’incontro dal titolo “Chi specula sulla paura. Cosa sono e a chi servono i CIE (Centri di identificazione ed espulsione)”. All’incontro, su di un argomento particolarmente sentito a Campi, interverranno Rolando Magnano, vice capo missione Italia di Medici Senza Frontiere e Demba Sene di ToscanaNocie di Pisa.
Durante la serata verrà presentato il libro dossier “Al di là del muro”, il secondo rapporto di Medici Senza Frontiere sui centri per migranti presenti in Italia. Intervenite numerosi per dire No ai Cie. Fermiamoli a Campi, chiudiamoli ovunque.
Per info: info@k100fuegos.org

La Pallavolo Campi espugna per 3 a 2 il campo della Teseco Cus Pisa

31 marzo 2010

Vittoria in rimonta per la Pallavolo Campi Gruppo Mazzuoli che nella ventiduesima giornata del campionato maschile di serie B2 ha espugnato per 3 a 2 (19-25/25-22/25-27/26-24/15-10) l’insidioso campo della Teseco Cus Pisa. Partita molto emozionante, le due squadre si sono date battaglia dal primo all’ultimo punto, ne è venuto fuori un match avvincente e ricco di colpi di scena. Partono bene i padroni di casa che sfruttano la non perfetta ricezione campigiana per aggiudicarsi il primo set. Nel secondo parziale i ragazzi di mister Paolo Tofanari iniziano a prendere le misure e soprattutto a muro e in attacco mettono in seria difficoltà Pisa, aggiudicandosi il secondo set. Il terzo e il quarto sono invece un’altalena continua di emozioni.. Nel quarto parziale Campi è avanti, ma non riesce a chiudere a suo favore il set, subisce il ritorno degli avversari e perde per 27-25. Nel quarto set invece è esattamente l’opposto, con Capi che recupera con una grande prova di orgoglio e si aggiudica il parziale. Nel quinto set la determinazione dei ragazzi campigiani ha la meglio sui padroni di casa che non riescono a reagire a gli attacchi giallo blu. 2 punti molto importanti questi per la Pallavolo Campi, che riesce a tenere a distanza le dirette concorrenti per non retrocedere. Ora la classifica vede i ragazzi di Paolo TOfanari a piu’ dieci dal quart’utlimo posto. Da segnalare il nutrito gruppo di tifosi giunti a sostenere la squadra in questo importante match. Dopo la pausa pasquale, arriverà a Campi il Centro Incontri Firenze in un derby molto sentito da entrambe le formazioni, il prossimo appuntamento è quindi sabato 11 aprile alla palestra Garibaldi alle ore 21.

Finisce 3a1 per il Firenze Volley l’atteso derby di sabato sera in una palestra Garibaldi gremita in ogni ordine di posto

3 novembre 2009

Partita molto sentita, entrambe le squadre sono scese in campo con un unico obiettivo, vincere, la pallavolo Campi per dimostrare continuità dopo la bella trasferta di Ancona, il Firenze Volley per rimanere capolista insieme al Cus Pisa. L’inizio della gara è tutto a favore dei ragazzi di Paolo Tofanari, che, non avendo niente da perdere, scendono in campo tranquilli e concentrati, approfittando dei diversi errori del sestetto fiorentino, sopratutto a muro e in attacco la pallavolo Campi si dimostra piu’ efficace. Nel secondo parziale il Firenze Volley riordina le idee e scende in campo  piu’ convinto, mostrando piu’ sicurezza in ricezione e in attacco. Il terzo set è quello piu’ combattuto, parziale veramente bello e avvincente, con i ragazzi di Paolo Tofanari un pò troppo imprecisi nei momenti cruciali del set, e  squadra esperta come il Firenze Volley ne ha subito approfittato per aggiudicarsi il parziale. Il quarto parizale, anche se equilibrato sopratutto dal 15 in poi, ha mostrato una pallavolo Campi un pò in difficoltà in fase di ricezione e di appoggio e l’inizio del set un pò titubante ha compromesso il proseguo. Nel complesso una bella partita, combattuta e avvincente, risultato giusto, anche se i padroni di casa devono recriminare su alcune occasioni sprecate che potevano portare qualche punto in classifica. Prossima gara, sabato 7 Novembre ore 21,15 a San Giustino (Pg) avversario la Pallavolo Selci, a quota 1 in classifica. Gianluca Cosi

Il “Diamante Fotovoltaico” nel Parco Mediceo, primo in Italia

11 gennaio 2008
Riporto con piacere questa notizia che apre un’altro felice capitolo dell’energia alternativa nella nostra provincia, è buffo che Renzi parli di rispetto per l’ambiente quando poi desidera la costruzione di un’inceneritore !
Un impianto fotovoltaico a forma di diamante. E’ il progetto sperimentale sviluppato da Enel in collaborazione con l’Universita’ di Pisa. Il diamante, di otto metri di diametro, fatto di acciaio con 38 pannelli in silicio cristallino, sara’ collocato, primo in Italia, entro primavera nel parco mediceo di Pratolino, alle porte di Firenze. L’impianto, dal costo di un milione e della potenza di 20 KW, sara’ realizzato da Enel, che rimarra’ proprietaria, mentre l’energia ricavata sara’ ceduta gratis alla Provincia di Firenze che la usera’ per l’illuminazione del parco, con un risparmio di 50 mila euro. All’interno della centrale saranno inserite tre sfere di due metri che conterranno serbatoi per l’accumulo di idrogeno ricavato dall’energia elettrica e che servira’ quando il sole non c’e’. Con l’avanzare dello sviluppo tecnologico i pannelli potranno essere cambiati con altri di ultima generazione. Il diamante, una sua riproduzione e’ stata montata nel cortile di Palazzo Medici Riccardi a Firenze, e’ stato presentato dal responsabile ricerca dell’Enel Gennaro De Michele, dal presidente della Provincia Matteo Renzi e dal direttore del parco Gennaro Gilberti. (ANSA).
La realizzazione del Diamante si inquadra nelle iniziative del progetto Ambiente e innovazione, che vede Enel destinare 4,1 miliardi di euro nel campo dell’applicazione e dello sviluppo tecnologico delle energie rinnovabili e si inserisce in un progetto che impegna gli enti coinvolti ad attivare percorsi virtuosi di diffusione e valorizzazione delle fonti di energia rinnovabili, come ribadito peraltro dal recente accordo tra Enel e Regione Toscana. “Siamo soddisfatti di questo progetto – ha detto Matteo Renzi, Presidente della Provincia di Firenze – che coniuga innovazione tecnologica, rispetto dell’ambiente e utilita’, aggiungendo un prezioso strumento a quel diamante verde che e’ il Parco di Pratolino”.

Abbattuto l’antennone RAI di Cercina

30 dicembre 2007

Non c’è più l’antenna Rai di Cercina, nacque per Radio Firenze e diventò il punto di riferimento della città.

Come radioamatore voglio dare questa notizia, che interessa tutti coloro che come me hanno seguito la radio con passione, legati anche ad un pizzico di storia che ha caratterizzato l’evoluzione delle radiocomunicazioni nella nostra provincia.

firenze_terrarossa2.jpg

E’ stata smantellata in queste ultime settimane l’antenna Rai di Terra rossa, come si chiama la località sulla Bolognese prima di Trespiano, dove si alzava l´imponente e ormai inutile gigante in ferro bianco e rosso che la Rai dal 2004 non usava più, ma che comunque svettava, alto 204 metri sopra Cercina che trasmetteva su 657 kHz con 100 Kw di potenza.

firenze_2.jpg Particolarmente massiccio in quanto non solo grande ma anche grosso con quella sua particolare specialità di non assottigliarsi neanche verso l´alto ma di restare un ostinato quadrilatero dalla base alla cima. Dunque, l´antennone è sparito, d´altra parte la Rai non aveva più bisogno di quel gigantesco trasmettitore radio

firenze_1.jpg a onde medie di cui ormai veniva usata solo la più piccola antenna al fianco e solo per il canale uno, sulla frequenza di 1368 kHz con 1 Kw di potenza, visto che il due e il tre sono passati alla modulazione di frequenza. Anche l´antenna minore sarà sostituita dal centro per onde medie di Coltano nella provincia di Pisa e quindi smantellata anch’essa.

firenze_esterno.jpg

Finisce così la storia dell´antenna della gloriosa Radio Firenze rinata dalle ceneri della guerra. La radio di registi come Benedeto, Treves o Rossi, di uomini di cultura come Seroni e De Grada, della nascita del radiodramma, delle orchestre lanciate da Firenze sul panorama nazionale, delle trasmissioni in presa diretta inventate da Amerigo Gomez, di «Botta e risposta», la madre di tutte le trasmissioni a quiz, del «Grillo canterino». Da quando era stato approvato nel ´98 il decreto legge sui limiti per i campi elettromagnetici, l´antenna aveva dovuto ridurre la potenza e piano piano non è stata più usata. (le foto recenti sono di Egisto Gimelli, l’altra è dell’archivio Rai)