Posts Tagged ‘museo’

Gandola: quell’auto bianca a Villa Rucellai è una forma di inciviltà

26 marzo 2014

In riferimento alla fotografia che gira in queste ore sul web e che ritrae un’auto bianca parcheggiata in un’aiuola di fronte a Villa Rucellai (sede del Museo Manzi, nonché del Sindaco e dei Gruppi consiliari di Campi Bisenzio) il Gruppo consiliare di Forza Italia, attraverso il consigliere Gandola fa sapere:
“Dopo diverse segnalazioni apparse sul web, abbiamo ricevuto in forma anonima delle fotografie che ritraggono un macchina Punto bianca parcheggiata sull’aiuola antistante la Villa Rucellai, sede dei Gruppi consiliari, della Segreteria del Sindaco ma, soprattutto, del Museo Antonio Manzi.
L’auto che è quotidianamente presente in quell’anfratto di spazio verde non solo ostruisce una rastrelliera ivi presente, ma rappresenta anche un gravissimo atto di inciviltà se pensiamo che la stessa è messa proprio al fianco del totem pubblicitario del Museo Antonio Manzi, un museo che da sempre cerchiamo di tutelare al massimo.
A questo punto, visto il grande clamore che questa foto ha suscitato e, soprattutto, a fronte del fatto che tali segnalazioni sono pervenuti anche al nostro Gruppo consiliare scriveremo al Comando di Polizia Municipale per chiedere di risalire al proprietario dell’autovettura in modo tale da consentire di sanzionare la violazione”.
“Forme di inciviltà come queste devono infatti essere sanzionate, soprattutto se perpetrate proprio di fronte ad un museo e ad una sede istituzionale del Comune tali da suscitare forte disapprovazione e riprovevolezza da parte dei cittadini.

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Giovanni dalle Bande Nere: conferenza dell’AUSER a Villa Montalvo

2 febbraio 2014

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La città dei Califfi: dal 10 ottobre al 10 novembre al Museo di Arte Sacra di S.Donnino

10 ottobre 2013

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Inaugurazione oggi alle 18.30, presso il MUSEO DI ARTE SACRA in Piazza Costituzione a San Donnino, della Mostra Città dei Califfi dell’illustratore Sirio Galli, dal Futurismo al Consumismo. La mostra sarà aperta fino al 10 novembre 2013, con orario dal giovedì al sabato dalle 15.30 alle 18.30 e la domenica ed i festivi dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30

Il Museo Manzi aderisce alla Giornata Nazionale della famiglia @l Museo, domenica 13 ottobre

4 ottobre 2013

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Domenica 13 Ottobre dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19 il Museo Antonio Manzi di Campi Bisenzio aderisce alla Giornata Nazionale della Famiglia @l Museo.
Alle 10 visita guidata del Museo; a seguire Laboratorio di mosaico per bambini 6-11 anni.
Alle 16 visita guidata del Museo; a seguire Laboratorio di mosaico per bambini 6-11 anni.
Occorre prenotare scrivendo a f.bertini@comune.campi-bisenzio.fi.it ; posti limitati: max 10 bambini.
L’ingresso e i laboratori sono gratuiti.

Museo Antonio Manzi- Anteprima del video il “Bronzo, Tecnica e materiali”: il maestro al lavoro

1 ottobre 2013

Sabato 5 Ottobre 2013 il Museo Antonio Manzi aderisce alla giornata nazionale AMACI promossa dall’associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con apertura 09.30-12.30 e 16,00-19,00 proponendo nella Sala Quattro Stagioni di Villa Rucellai, sede del Museo, l’anteprima del video “Il Bronzo. Tecnica e Materiali”. Ingresso gratuito.
Antonio Manzi si dedica alla scultura in bronzo a partire dal 1991 e in brevissimo tempo riesce ad avere una grande padronanza della tecnica e degli strumenti di lavoro: le radici di questa nuova passione risalgono a molti anni prima quando inizia a esprimere la sua arte con la ceramica, diventando esperto nella modellazione dell’argilla, dalla cui cottura si ottiene la terracotta; infatti occorre modellare l’argilla per ottenere i prototipi per le successive opere in bronzo.
L’artista adotta il sistema rinascimentale di fusione a cera persa e in vent’anni realizza oltre 300 opere; provare e sperimentare nuove tecniche nasconde il desiderio di misurarsi con le difficoltà.
Nel giardino della Villa Rucellai c’è una grande scultura di Antonio “Dalla materia allo spirito” del 1998. Come tutte le sculture di grandi dimensioni, è modellata e fusa in più pezzi poi saldati insieme.
Al Museo sono esposti piccoli bronzi, studi per la scultura monumentale, in cui l’artista recupera le forme drammatiche e inquietanti del passato che riemergono con prepotenza nelle torsioni delle teste e dei corpi sofferenti, angosciati alla ricerca faticosa dei valori della vita. Fonte http://www.amaci.org
Per informazioni
Telefono: 055 8959256 la mattina
Email: f.bertini@comune.campi-bisenzio.fi.it
Sito Web: http://www.museoantoniomanzi.it

“Il pelo sullo stomaco”

5 novembre 2012

Da MenteLocale della Piana. Nel mese di ottobre è stata presentata l’associazione di volontariato Futura Memoria, con lo scopo di valorizzare la Memoria (con la maiuscola, chissà perché?), la cittadinanza attiva, l’impegno, la non discriminazione e tante altre belle cosine.
Come si fa a non essere d’accordo? L’associazione è stata però presentata alla presenza degli assessori Fossi e Pillozzi, entrambi candidati alle primarie, e subito i cittadini hanno sentito odore di bruciato, tanto che la vicenda è stata oggetto di una furiosa polemica su Campi Bisenzio Notizie Blog, da cui traiamo le seguenti precisazioni di un noto (noto… vabbeh, qualcuno lo conoscerà…) esponente del PD: “La presenza degli assessori ha ragioni strettamente di imparzialità in quanto candidati alla carica di sindaco (e se vogliamo dirla tutta Fossi, come assessore alle Politiche Educative, ha coordinato il progetto in passato, quindi perché non doveva partecipare?).
Mi piacerebbe si leggesse bene le cose prima di commentare: progetto della memoria, un progetto che funziona, organizzato per 5 anni da Auser, Comune, Macramè e tanti altri soggetti, per motivi di semplificazione e non disperdere le forze si unisce in un unico soggetto, dove solo pochi adulti entrano e ci saranno tutti ragazzi. Il senso è questo. Per mettere in dubbio anche l’onestà di ragazzi di 16 anni ci vuole pelo sullo stomaco”.
Premesso che, dopo averne viste di tutte con la storia del volontariato a pago, a Campi Bisenzio, il pelo sullo stomaco deve essere venuto anche ai neonati, e quindi c’è venuta la voglia di approfondire un po’, ed ecco quello che si è scoperto:
1) Nel direttivo dell’associazione siedono Elio Pattume (sostenitore di Abbiamo a cuore il PD); Gianni Panerai (ex consigliere provinciale per il PD e sostenitore di Abbiamo a cuore…); Santa Murgia (consigliere comunale PD); Giuseppe Costa (sostenitore di Abbiamo… insomma lo sapete); Alfina Favara dell’Auser . Tra gli scopi dell’associazione c’è anche “svolgere qualsiasi operazione  economica o finanziaria, mobiliare o immobiliare, purché operi il migliore raggiungimento dei propri fini istituzionali”. Che è una cosa strana per un’associazione di volontariato, che normalmente non svolge operazioni finanziarie e immobiliari.
2) La cosa strana si spiega con un altro fine dell’associazione: creazione di spazi fisici e virtuali per favorire la libera circolazione di idee e la diffusione delle attività svolte, a vantaggio sia dei soci dell’associazione che della cittadinanza”. È per questo che serve l’inciso di cui al punto 1, che sennò non si spiega.  Saremo maligni, ma diteci la verità: non è venuto a mente anche a voi lettori che si tratti di una riproposizione dell’infausta operazione dell’affitto del Museo Civico, ahimè scomparso dalla Memoria e che uscito dalla porta ora potrebbe rientrare dalla finestra? (Non ti scordar di me… Il Museo civico carsico e EDITORIALE news 2 (ancora sul Museo Civico a Campi))
3) L’onestà di ragazzi di 15-16 anni è fuori luogo, almeno fino a prova contraria. Ma perché questi ragazzi hanno bisogno della tutela di tutti questi personaggi legati alla politica? Perché l’associazione la dirigono i personaggi, mica i sedicenni.
4) Sarà un caso, ma è programmatico per questa associazione, nel senso che l’hanno messo proprio nel programma), attivare “la stipula di apposite convenzioni con Enti già impegnati o interessati” ecc. ecc. Si sta per caso dicendo che si busserà a quattrini al Comune (nel caso si spiegherebbe con facilità a cosa servano i di sopra citati personaggi)? Se capita, avvertiamo che sarà inutile opporre, come è stato fatto durante la polemica furiosa, questioni di privacy; quando i soldi escono dalle tasche pubbliche non c’è privacy che tenga. Questo è il ragionamento di Fiorito, che sosteneva che una volta che i soldi uscivano dalle tasche pubbliche della Regione e entravano nelle tasche private dei partiti, uno ci faceva quello che voleva e non doveva rendere conto a nessuno. Ora è a bottega anche lui. Almeno noi chiederemo conto.
5) Un’ultima domanda; ma a questi sedicenni così innocenti, così puri, che cosa gliene sarà fregato di assicurare la par condicio e che presentassero la nuova associazione tutti i candidati alle primarie sennò succedeva un casino? Che cosa gliene sarà fregato di assicurare gli equilibri interni del PD?
Sbaglieremo, ma visto l’ambientino ci metterà poco a venir il pelo sullo stomaco anche a loro.

Artlands, verso nuove forme di costruzione del territorio. Ultimo appuntamento dall1 a 3 novembre a Focognano

1 novembre 2012

Le nuove modalità di interpretazione e interazione con il paesaggio, maturate in oltre quindici anni di attività di costruzione di habitat nella Piana Fiorentina, sono l’oggetto del programma ARTLANDS Tour #1, un laboratorio continuo nel quale personalità della cultura provenienti da diverse discipline hanno raccontato tali ambienti, nel corso di un anno di attività.
Il progetto ha avuto inizio lo scorso mese di maggio a Focognano con l’inaugurazione di un nuovo intervento nel paesaggio (nuova area lacustre) dal titolo Oltre Agnes Denes (che Carlo Scoccianti, direttore dell’Oasi Wwf Stagni di Focognano e autore dell’opera, ha dedicato a questa artista americana tra i pionieri dell’arte ambientale) e con un incontro presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato, che ha visto la partecipazione come ospite di Alan Sonfist (fra i più noti artisti dello storico movimento Land Art).
Dal 1° al 3 novembre – dalle 10 alle 16, all’Oasi Wwf Stagni di Focognano, a concludere ARTLANDS Tour #1 sarà l’avviamento del laboratorio per la realizzazione di un nuovo intervento ambientale, “L’isola del paradiso”, elaborato da Carlo Scoccianti insieme a Alan Sonfist. L’artista americano sarà protagonista di uno speciale “cantiere aperto”  Prenderanno parte al laboratorio, aperto alla partecipazione di studenti, esperti di temi ambientali, volontari, cittadini, lo storico Gianni Pettena e l’architetto Roberto Zancan vicedirettore della rivista “Domus”.
Promosso dal Wwf, ente gestore di questo sistema di nuovi luoghi, ARTLANDS è stato realizzato in collaborazione con la Provincia di Firenze, i Comuni di Campi Bisenzio e Lastra a Signa, l’Università degli Studi di Firenze, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, il Consorzio di bonifica Ombrone Pistoiese – Bisenzio, il Consorzio di bonifica della Toscana centrale, il Consorzio di bonifica Area fiorentina che insistono sulle zone coinvolte, Quadrifoglio, Publiacqua, lo Stato libero dei Renai e organizzato da Image.

Prorogata fino al 28 gennaio 2012 la Mostra di Antonio Crivelli al Museo di Arte Sacra di S.Donnino

11 gennaio 2012

E’ stata prorogata fino al 28 gennaio 2012 la Mostra di Antonio Crivelli, “Dalla materia allo Spirito”, inizialmente prevista dal 28 ottobre al 13 novembre 2011, presso lo Spazio espositivo del Museo di Arte Sacra di San Donnino. L’orario di apertura della mostra è il seguente: Gioverdì, Venerdì e Sabato ore 15,30-18,00 la Domenica ore 9,30 – 12,00.
Dopo la Certosa di Firenze e i chiostri di Santa Croce, la scultura di Crivelli torna in uno spazio di antica e nitida armonia, quasi a voler ancora una volta sottolineare il rapporto che lega la sua opera con la cultura del passato: dai marmi, in cui la figura sembra emergere con una lotta interiore dalla scabra materia inerte – che guardano al non finito michelangiolesco come fonte arcana d’ispirazione – ai bronzi dagli effetti luministici e vibranti che richiamano maestri ottocenteschi, primo fra tutti il grande Rodin, folgorante amore sbocciato a Parigi nel 1992 e mai dimenticato.
La produzione di Crivelli, come scrive lo stesso artista, “dopo quindici anni di figure appena emergenti dal sasso, alla ricerca di un messaggio, potendo, ancor più liberatorio che non lo stesso atto del liberarsi lo spirito dalla materia” ha trovato nel bronzo il materiale più congeniale a esprimere il volo verso l’infinito, riuscendo a trasferire anche nelle sculture di grandi dimensioni gli effetti di straordinaria leggerezza che caratterizzavano i piccoli bronzetti. La ricerca di strumenti sempre nuovi, il gusto per la sperimentazione, sono alla base dell’operazione che Crivelli compie con Dalla materia allo Spirito. Una serie di teste originariamente scolpite in marmo o pietra è stata replicata in bronzo. Così, opere come il Pensatore, la Donna dell’Etna, la Suonatrice d’arpa, trasmutate in un bronzo a cui la particolare lavorazione conferisce raffinati effetti coloristici, assumono una qualità espressiva del tutto nuova e completamente diversa, dove la fatica della forma che si libera dalla materia inerte attinge a una serenità fuori dal tempo, mostrando quanto la scelta dei materiali costituisca un elemento determinante del linguaggio creativo di ciascun artista.
Antonio Crivelli (Firenze, 1947) nasce in una famiglia di artisti: il padre Renzo, finissimo pittore, e la madre Catherine Lester, scultrice americana. Gli inizi, a partire dagli anni Sessanta, lo vedono impegnato come pittore e successivamentte come mosaicista. L’incontro con la scultura di Rodin durante il viaggio a Parigi nel ’92 lo spinge a seguire le orme materne. Ad un primo approccio, consistito nel modellare figure umane con la creta, sono seguite le forme scolpite nei marmi che si procurava sulle Apuane e nei macigni di pietra serena raccolti sull’Appennino. Crivelli ha iniziato a confrontarsi con la materia inerte, elaborando una tecnica che rispondesse alle proprie esigenze espressive. Dopo le personali tenutesi in varie città, le sculture di Crivelli sono approdate nel 2007 a Firenze, presso la Pinacoteca della Certosa del Galluzzo.
Nel settembre 2009 tiene una monografica nei chiostri di Santa Croce. Il Tuffo in cinque mosse, conclude l’itinerario espositivo con la ruota della vita, come scansione di tuffi dal mare verso il cielo, e di nuovo nel mare, nella circolarità dell’esistenza. Due versioni dell’opera hanno trovato definitiva collocazione proprio in ambiente marino, a Porto Santo Stefano, all’Argentario, e a Rio Marina (Isola d’Elba).
Nell’estate 2011 si è tenuta a Fiesole la mostra Il verso del Tempo. In questa occasione, Crivelli ha curato anche l’allestimento scenico del Teatro Romano di Fiesole per la tragedia di Sofocle “Edipo Re”, il cui elemento principale, la Porta del Tempo – costituita da 12 formelle in terracotta – faceva da sfondo agli attori nel corso della rappresentazione.
Attualmente, Crivelli sta lavorando alla realizzazione della grande opera in bronzo destinata al piazzale d’ingresso del nuovo Palazzo di Giustizia di Firenze.

Leonardo Da Vinci, una passione e i suoi segreti. Mostra delle sue invenzioni: ricostruzione di modelli inediti a cura di Gabriele Niccolai

17 dicembre 2011

Venerdì 16 dicembre, nella sede di «Libri di Toscana» (adiacente alla Redazione di “Metropoli” – via Buozzi 24, Campi Bisenzio, Firenze), Carlo e Gabriele Niccolai hanno presentato la mostra Leonardo da Vinci: una passione e i suoi segreti, composta da sette modelli di cui alcuni di costruzione inedita. L’iniziativa di Libri di Toscana è stata organizzata grazie alla collaborazione con il celebre Museo delle “Macchine di Leonardo da Vinci” in via Cavour a Firenze, con il patrocinio del Comune di Campi Bisenzio e della CNA Firenze – Area della Piana.
Le macchine, ricostruite con attenta osservazione dei codici, rivelano dei segreti che solo attraverso lo studio e l’assemblamento manuale dei componenti meccanici si potevano notare. Lo studio è stato eseguito anche grazie a moderne tecnologie virtuali e ai lavori dell’architetto Mirko Marini che hanno aiutato la ricerca, spesso complessa, di elementi meccanici.
Alcuni dei modelli sono interattivi, facilitando così un facile apprendimento meccanico dei modelli vinciani a un pubblico di tutte le età.
Le macchine esposte a Campi Bisenzio sono la vite aerea, la trivella per forare marmi, il robot tamburellatore, la catapulta, doppi ingranaggi meccanici, la macchina di Erodot e la gru girevole usata da Filippo Brunelleschi per la costruzione della cupola del Duomo di Firenze. L’incredibile Collezione Niccolai nasce da una passione giovanile di Carlo Niccolai per la meccanica il quale, frequentando la scuola Leonardo da Vinci di Firenze, ha avuto occasione di restaurare, assieme ai professori responsabili, la collezione interna di macchine vinciane. Da allora, anno dopo anno, modello dopo modello è nata la più grande collezione (privata) di macchine di Leonardo da Vinci a livello mondiale. Nel corso degli anni la Collezione è cresciuta così tanto da superare i vari musei del mondo, fino ad arrivare a più di 170 modelli costruiti singolarmente, utilizzando materiali dell’epoca: legno, metallo, corde e stoffe. E tante scoperte inedite che solo con la prova pratica e meccanica possono essere verificate. Carlo Niccolai, seguendo le tradizioni dell’artigiano fiorentino, ha trasmesso la passione ai figli e ai nipoti, i quali, grazie anche alla conoscenza delle nuove tecnologie, hanno potuto ampliare la collezione e realizzare oltre cento esposizioni in tutto il mondo negli ultimi dieci anni. La fedele ricostruzione dei modelli è stata apprezzata dal professor Carlo Pedretti, Direttore del Centro “Armand Hammer” di Studi su Leonardo presso L’università della California a Los Angeles e della sua Sede Europea presso l’Università di Urbino. Il supporto culturale del Professor Pedretti nella collaborazione in questi anni è stato prezioso per il riconoscimento internazionale e il perfezionamento dei modelli riprodotti. Negli ultimi anni si è affiancato allo studio di ricerca una vera e propria equipe formata da studiosi storici, ingegneri, architetti e artigiani, che hanno contribuito a perfezionare la ricerca storica e quella scientifica.
Gli orari di apertura della mostra che sarà visibile fino al 30 gennaio 2012: tutti i pomeriggi dalle ore 16.30 alle ore 19.30 ed il sabato mattina dalle 10.30 alle 12.30, presso Libri di Toscana in via B. Buozzi 22 a Campi Bisenzio.

“Two is meglio che One”.. o meglio, perseverare con il Museo Civico come vogliamo definirlo ?

30 ottobre 2011

Secondo il proverbio, errare è umano e perseverare è diabolico; ma perseverare ancora, come definirlo? Ci riferiamo all’incredibile voto del consiglio comunale del 29 settembre che respingeva l’Ordine del Giorno di alcuni consiglieri dell’opposizione intitolato “Museo civico – no alle spese senza progetto” ribadendo che per la maggioranza il Museo civico s’ha da fare e il circolo Rinascita ha da riscoterne l’affitto. Unica concessione: l’affitto non sarà pagato dal 1 gennaio, come stabilito nella delibera di Giunta 155/2011, ma dal momento della firma del contratto. Al momento però il contratto non è stato firmato perché, a quanto ci consta, nessun dirigente del comune vuole mettere la firma su una determina di spesa siffatta. A dire il vero, la maggioranza non è stata compatta come al solito due consiglieri si sono astenuti. Segno che anche gli stomaci forti reggono fino a un certo punto. Ma al di là della debolezza dell’iniziativa dell’opposizione, che ha saputo solo inviare un flebile segnale nelle chiuse stanze del Consiglio comunale e che dimostra ancora una volta tutta la sua inadeguatezza di fronte a una situazione che non si può definire tragica perché le manca la dignità della tragedia, vorremmo raccogliere la domanda di un comune cittadino: ma c’era proprio bisogno, in un momento in cui ci stanno tagliando pensioni, stipendi, accesso ai servizi, sanità, di destinare in partenza 318.000 euro come prima tranche (solo per l’affitto, perché poi ci sono i costi per l’allestimento, per la gestione, ecc. ecc.) per un museo civico che non si sa nemmeno che cosa sia? E tuttavia non è vero che, come recita l’OdG dell’opposizione, non c’è un progetto: un progetto c’è. Anzi ce n’é più d’uno. I primi segnali che la Giunta Chini ha maturato lo stimolo a istituire un museo civico vengono all’inizio del 2010 da qualche intervista sulla stampa dell’assessore di competenza. Sono cose vaghe, sia nel disegno dell’idea che nell’eventuale collocazione. Giuriamo che è la prima volta che vediamo prendere forma così l’idea di un museo. Di solito c’è un progetto culturale scientificamente fondato, validato da una discussione pubblica, inserito in una programmazione culturale ben precisa che poi, se trova consenso, va avanti. Qui è diverso: gli assessori ci informano graziosamente, tramite vaghe interviste sulla stampa, che si sta lavorando su questo progetto. deciso da chi, a quale fine, per la promozione di che cosa (perché, permettete, la formuletta dell’identità campigiana non vuol dire nulla: che cosa ci dovrebbe essere nel museo, la pecora, Carlo Monni, l’alluvione del ’91, l’irruzione della guardia di finanza negli uffici comunali durante la giunta Alunni, il commissariamento del Credito Cooperativo Fiorentino?). Tuttavia nessuno si allarma, perché ancora nessuno sa che sulle tasche dei cittadini ricadrà una tegola di 318.000 euro, per ora. E infatti non si è allarmato nessuno nemmeno in Consiglio comunale nell’aprile 2011, quando fu votata la proposta di istituire un Museo civico e una celebrazione dell’Unità d’Italia anche dopo il 150° anniversario. Subito dopo però si scopre che il progetto c’è: perché l’amministrazione ha già dato mandato a uno dei suoi dipendenti di valutare la congruità dell’affitto dei locali del Rinascita. La valutazione avviene nel dicembre 2010. E dichiara l’affitto “congruo, rispetto ai valori del mercato immobiliare risultanti nella parte centrale della città, per i locali non residenziali” ossia rispetto ai locali commerciali, perché musei civici in affitto in Italia non ce ne sono. Ci sono musei civici ovunque in Toscana (Prato, Empoli, Sansepolcro, Fucecchio…). Nessuno si trova in locali di proprietà di privati. Anzi ce n’è uno, ma fuori Regione, a Sanremo, che in locali grandi più o meno come quelli del circolo Rinascita paga di affitto 135.000 euro l’anno. Quindi, volendo fare una comparazione precisa invece che paragonare le mele alle pere (ossia istituzioni pubbliche con locali commerciali) ci sono persino margini per un aumento dell’affitto. Speriamo di non avere dato un’idea all’attuale Amministrazione.
A questo punto, lo capisce anche un bambino, in un paese civile l’Amministrazione sarebbe stata crocifissa altro che un miserabile OdG di protesta in Consiglio comunale, oltretutto rimandato perché, evidentemente, la Giunta aveva bisogno nel frattempo di un po’ di bicarbonato per i consiglieri di maggioranza (ma, come abbiamo visto non gli deve essere bastato)! Fosse successa una cosa simile in Germania, o in Francia, o in Olanda, scoppiava la rivolta popolare. Ma nel paese di don Camillo e Peppone tutto va bene. Il soggetto destinatario delle attenzioni del Comune è unico, non teme concorrenza e si trova in regime di monopolio naturale, spunta sempre quello che vuole tanto c’è la scusa del pubblico interesse visto che si realizza nientemeno che un Museo civico, cosa che porterà un lustro imperituro alla città di Campi, con i suoi cimeli garibaldini (sì, lo zoccolo del mulo di Gaetano Vinciguerra, vero eroe dello scontro del convento di San Vito a Calatafimi). La cosa buffa è che questo progetto non era il solo: dalle pagine di Campi Blog apprendiamo che girava tra il 2009 e il 2010 un altro progetto, questo caldeggiato da singoli cittadini che l’avevano già proposto, a quanto leggiamo, a “figure di rilievo” a Campi. E non è tutto: dalle pagine di Metropoli del 30 settembre 2011 apprendiamo che c’è persino un terzo progetto di museo, questa volta non civico ma dedicato all’automobile, da collocarsi in zona Villa Montalvo: c’è persino una mappa che prevede sala bar, auditorium, biblioteca, parcheggio da 3.000 posti… E un bell’autodromo no? Che cosa concludere da tutta questa storia: evidentemente a Campi qualcuno si sveglia la mattina e decide di istituire un museo, attiva i contatti che deve (contatti tutti sottratti alla discussione pubblica) e manda avanti i propri progetti come può, con gli organi di stampa amici che fanno filtrare la notizia, così intanto i cittadini si abituano all’idea. Il tutto nella più totale mancanza di una qualche idea di programmazione culturale, anzi di cultura tout court, con le cose che si fanno (o non si fanno) non secondo la dignità scientifica del progetto, che peraltro nessuno vede perché alla cittadinanza non viene presentato mai, ma secondo la congruità della spesa che qualcuno dichiara e che è l’unico documento giustificativo allegato alla delibere attuative. Quindi si tratta di valutazioni squisitamente economiche: quanti soldi si danno, a chi, in che modo. Questa è tutta la ratio dell’operazione. Ciò detto, non ci meraviglieremmo se, a questo punto, i progetti venissero realizzati tutti e tre. In fondo, a Campi ci sono ancora molti locali da affittare… (tratto dalla newsletter della MenteLocale della Piana mentelocale.dellapiana@gmail.com)