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Un Milione di visitatori per il Blog di Campi Bisenzio !

21 gennaio 2013

milione

Campi Bisenzio Notizie Blog ha raggiunto il fatidico traguardo di 1 milione di visitatori. Non male per un portale gratuito gestito in modo amatoriale, da appena cinque anni. Sono molto soddisfatto di questo risultato, non tanto per questo numerone a sette cifre (che mi accompagnerà da oggi in poi), ma per il fatto che Campi Blog è diventato ciò che volevo, ossia un punto di riferimento per i campigiani, facendo anche conoscere anche la nostra città a tutto il mondo attraverso web. Non è finita certamente qui ! perchè da quello che mi viene riferito sempre più frequentemente, Campi Bisenzio Blog è per tutti “il Blog di Campi”, una legittimazione che sento come il vero traguardo ed ulteriore incoraggiamento. Certamente, come ho già accennato, tutto ciò rappresenta una grande soddisfazione per un progetto, iniziato quasi per gioco, che adesso è diventato uno strumento di divulgazione della cultura e delle tradizioni del nostro territorio.
A tal proposito, sento la necessità di dare un pò di cifre di questo angolo virtuale, che con l’occasione provvederò a ristrutturare (appena ne avrò il tempo) per renderlo più attuale, anche se via via negli anni ho modificato varie sezioni, come la presenza su Twitter che sta portando una ulteriore visibilità inaspettata.

Ecco le cifre:
Visitatori attuali : 1.000.746
Articoli redatti : 2.531
Pagine presenti : 56
Categorie : 26
Tag : 7.715 (sono le parole chiave per la ricerca degli articoli)
Commenti : 2.886 (grazie a voi tutti)

Ecco anche alcuni numeri “da traguardo” per il blog:
Maggior numero di accessi in un giorno (17 marzo 2011) : 6.466 (soprattutto con il post per il 150°Anniversario Unità d’Italia con 2.758 accessi)
Maggior numero di accessi in un mese (dicembre 2012): 65.166
Ma non è finita qui, perchè queste sono cifre interessanti anche per la stessa piattaforma wordpress, che così commenta i risultati del Blog di Campi: “Circa 55.000 turisti visitano ogni anno il Liechtenstein. Questo blog è stato visto circa 250.000 volte nel 2012. Se fosse il Liechtenstein, ci sarebbero voluti circa 5 anni. Il tuo blog ha avuto più visite di un piccolo paese in Europa !”, e prosegue “.. nel 2012, ci son stati 568 nuovi articoli, che hanno portato gli archivi totali del tuo blog a 2.531 articoli. Hai caricato 206 immagini, per un totale di 19 MB. Sono quasi 4 immagini alla settimana. Il giorno con più traffico dell’anno 2012 è stato 9 dicembre con 3.354 pagine lette. Il post più popolare di quel giorno è stato  La Stella di Natale .. consigli per la cura ed il mantenimento.” Clicca qui per vedere il rapporto completo.
Naturalmente tutto ciò è stato reso possibile da voi che avete partecipato con commenti, idee, proposte, notizie e soprattutto commenti e visite.
Grazie a tutti
Fabio Blogger

La migliore tecnologia possibile

21 marzo 2011

Non voglio speculare su quanto accade in Giappone, ma il testo di Paolo Lombardi e la mia stessa volontà di affrontare questo importante argomento, mi inducono a rompere il silenzio su di un sistema anomalo, dettato troppo spesso da luoghi comuni, che è diventato regola di scelte nel nostro paese. Noto che è entrata a far parte in modo preponderante la frase “di ultima generazione” per giustificare scelte assurde e spesso mai sperimentate, che sono mirate solo ed esclusivamente a speculazioni economiche. Forse varrebbe la pena definirle a fondo “quelle che pensiamo possano essere le migliori”, perché troppo spesso sono riferite a tutto ciò che può essere dannoso per la salute, ma che si vuol far passare in tutti i modi come “migliori di prima” in assoluto, senza avere la minima cognizione di quello che porteranno.

Quando si cerca di persuadere i cittadini ad accettare sul proprio territorio infrastrutture pericolose, non di rado si ricorre a due argomenti: lo sviluppo e l’impiego della migliore tecnologia possibile.
A pensarci bene si tratta di due argomenti capziosi. L’infrastruttura è pericolosa, inquina, ruba spazio e tempo ai residenti? Però in compenso assicura lo sviluppo di tutti, e quindi i residenti non devono mica essere egoisti. Ma, a parte il fatto che se i residenti si oppongono è perchè non gli migliora mica la vita, e quindi lo sviluppo non è di TUTTI, ma di QUALCUNO; ma anche l’assunto iniziale che le infrasttutture, magicamente, assicurino lo sviluppo è una solenne fesseria, almeno per chi voglia vedere le cose oltre a quel breve orizzonte temporale che di solito per i politici coincide con la prossima rielezione.. Volete una dimostraziome migliore del Giappone di questi giorni? Giappone che, per assicurare lo sviluppo si è riempito di infrastrutture nucleari, al grido “Non vogliamo essere i presidenti del declino”. Finchè è andato tutto bene, nulla quaestio. Ma cosa accadrebbe, ed è nella possibilità di questi giorni, se il Giappone, che dopo queste scelte sciagurate dipende per l’80% dei propri consumi elettrici dalle centrali nucleari (perché avendo assicurato lo sviluppo, che motivo c’era di investire nelle rinnovabili?) fosse costretto a chiudere tutte assieme le centrali nucleari come ha già chiuso quella di Fukushima? Cosa accadrebbe se la Francia, che ospita 58 impianti nucleari, fosse improvvisamente costretta, per motivi di sicurezza, a spegnerle? Non ricadrebbero immediatamente nel sottosviluppo? Dite che non può accadere? Ci dicevano anche che una nuova Chernobyl non era possibile, ed eccoci qui a Fukushima. E magari ora in Giappone si augurerebbero di averlo avuto, in passato, qualche presidente del declino. Questo per dire che lo sviluppo giapponese si è basato su un azzardo, o se preferite su un sogno; ora il sogno è finito, ed è il momento di pagare il conto. Ed è salato.
Quanto alla migliore tecnologia disponibile, argomento sempre ricorrente in bocca ai politici (soprattutto a quelli che non sanno di che cosa parlano), è un altro mito che, se si guarda bene, poco ha di solido. Eppure illustri (si fa per dire) esponenti governativi si sbracciano a dare a intendere che la tecnologia dei reattori nucleari è diversa è più sicura. Allora, tanto per fare un po’ di chiarezza, ecco una storia: il 24 febbraio 2009, l’Enel firma con l’Areva francese un protocollo per la fornitura di 4 reattori nucleari EPR (European Pressurized Reactor) nell’ambito del programma governativo italiano.
E’ la famosa tecnologia migliore, quella buona di fronte a quella giapponese che è cattiva (peccato che sia più o meno la stessa). Ora, si dà il caso che ci sia un unico reattore EPR in costruzione in Europa; è in Finlandia, dove il cantiere va avanti da anni. Il motivo per cui va avanti da anni si trova in un rapporto di Greenpeace del 2008: l’ente per la sicurezza nucleare finlandese si accorse che il costruttore (l’Areva medesima) usava cemento con troppa acqua per costruire la gabbia del nucleo, e che anche le saldature non erano affatto a norma. Di qui la necessità di ricominciare; ed ecco il perchè dei ritardi e soprattutto dell’enorme lievitazione dei costi (in Finlandia, quando hanno rivisto i conti, si sono molto pentiti delle scelte). Non vi ricorda qualcosa questa storia…tipo,,,l’Aquila? Che cosa sarebbe successo se un simile reattore fosse stato costruito in Italia, dove terremoti e tsunami non sono fenomeni sconosciuti (il terremoto di Messina ricorda qualcosa a qualcuno)?
E qui c’è la lezione più dura di questi giorni: la garrula superficialità con la quale la classe dirigente italiana -a tutti i livelli- insiste nel voler realizzare infrastutture pericolose in luoghi dove vivono centinaia di migliata di persone senza né prendere in esame alternative né riflettere minimamente su che cosa accadrebbe in caso di disastro.
Prendiamo l’aereoporto di Peretola. Un disastro aereo (che speriamo non accada mai ma che in un aereoporto affollato è sempre possibile) è una cosa molto grave. Un disastro aereo in città è una cosa doppiamente grave. Un disastro aereo in una città e in un parco (ossia in un luogo dove si portano le famiglie) è triplamente grave. Ci sarà un motivo per cui di solito gli aereoporti internazionali si costruiscono lontano dai centri abitati più grandi. Credete che nella famosa variante al PIT ci sia una riga in merito?
Non c’è però motivo di essere del tutto pessimisti. Credo che, a differenza di quello che sosteneva Gaetano Mosca, ormai i cittadini siano di gran lunga migliori di coloro che hanno la pretesa di volerli governare. Spesso sono più informati, più riflessivi e più dotati del buon senso del padre di famiglia di cui parla il codice civile e che risolverebbe (da sé) tanti problemi. Senz’altro sono meno arroganti. Tra qualche mese (verosimilmente il 12 giugno) ci sarà il secondo referendum sul nucleare. E’ un buon modo per sconvolgere i piani dei vari presidenti dello sviluppo. Quanto ai problemi di casa nostra e della Piana, è ora che siano i cittadini a far sentire la propria voce. Invito tutti coloro che abbiano ancora amore per il proprio territorio, non vogliano vederlo svenduto e abbiano qualche ora da buttare via a lasciare un recapito come commento a questo post. Organizzamoci insieme. Non bruciamoci il futuro.
Paolo Lombardi