Posts Tagged ‘malattie’

Gli Uccellaci di Focognano: Lettera d’incoraggiamento al Sindaco Fossi

23 febbraio 2014

Nonostante si cerchi di mascherare la questione dell’inceneritore con il classico silenzio delle istituzioni, c’è sempre un gruppo in continuo aumento di cittadini, informati, che ribadiscono il loro netto NO all’inceneritore. Il Blog di Campi è sempre stato un organo di divulgazione molto premuroso su questo argomento, oggi quindi condivido con piacere questa lettera aperta che gli amici Uccellacci rivolgono al sindaco Fossi..

Sindaco,
faccia un atto di coraggio, faccia il suo dovere, difenda la salute dei cittadini, dei suoi figli, dei nostri figli, difenda il territorio da un danno ambientale certo, da un danno biologico che ricadrà sulle prossime generazioni, si schieri dalla parte dei cittadini che oramai hanno sostituito le istituzioni nella difesa dei beni comuni. Lei sa benissimo che la piana di Firenze è l’area più inquinata della Toscana, Lei sa che l’Incenerimento dei rifiuti non è la soluzione, che l’Inceneritore produce ceneri tossiche, diossine, nano particelle e agenti tumorali certi, Lei sa benissimo che l’ampliamento dell’aeroporto non è necessario, oltre che dannoso per le condizione già compromesse dell’area, lei sa benissimo che esistono alternative più vantaggiose per l’economia, l’ambiente, la salute e il futuro di tutti Noi.
Con i 150 milioni di euro previsti per l’Inceneritore, si potrebbe da subito adottare la strategia “Rifiuti Zero”, costruire un impianto di trattamento a freddo per la parte residua, un centro ricerca per il recupero dei materiali.Tutte soluzioni praticabili da subito che darebbero un impatto positivo sull’economia del riciclo,del riuso e della ricerca, che sono il futuro dell’economia reale, con un sicuro aumento di posti lavoro nel settore, senza andare ad aggravare la situazione ambientale già compromessa della piana.
Con L’Inceneritore il guadagno è per pochi il danno e le malattie per tutti. Lei tutto questo lo sa, faccia la scelta giusta, non quella che gli conviene.
Non abbia paura delle multiutility pronte a speculare sul territorio, si schieri dalla parte giusta, troverà 50.000 cittadini pronti a sostenerla in questa battaglia e pronti a partecipare a costruire un pezzo di futuro.
Coraggio!
S/Gli Uccellacci

VOA VOA Onlus Amici di Sofia, fino al 12 gennaio ai Gigli per la ricerca sulle malattie rare

7 gennaio 2014

L’associazione Voa Voa Onlus Amici di Sofia sarà presente al centro commerciale I GIGLI dal 5 al 12 gennaio con un proprio stand situato in Corte Lunga. L’associazione, che si impegna a favore della ricerca sulle malattie rare, sarà presente per spiegare quali siano gli obiettivi e le attività che sya svolgendo sul territorio nazionale e distribuirà materiali informativi sulle loro iniziative e gadget. Sarà possibile partecipare anche ad una raccolta fondi. Lo stand di Corte Lunga sarà aperto al pubblico ogni giorno dalle 9 alle 22.

Domenica 09 ottobre iniziativa-evento per sensibilizzare le persone sulle malattie degenerative: ALZHEIMER e PARKINSON

7 ottobre 2011

Studio dell’incidenza del cancro in prossimità degli impianti di incenerimento di rifiuti urbani

21 aprile 2011

Il Presidente della Commissione Ambiente del Comune di Campi Bisenzio, Paolo Federighi, ha approfondito, sintetizzato e tradotto uno studio realizzato dall’Istituto Francese di Vigilanza Sanitaria al fine di renderlo noto mediante pubblicazione su “Campi Bisenzio Notizie Blog”.
Premessa
A partire dal 1970, la Francia è ricorsa all’incenerimento per eliminare i rifiuti casalinghi ed assimilati. L’impatto sulla salute umana degli scarichi provenienti dagli impianti di incenerimento dei rifiuti domestici rappresenta una preoccupazione per la popolazione francese che vive vicino a questi impianti industriali. Gli effetti negativi sulla salute dell’inquinamento generato dagli inceneritori sono associati alla quantità e la qualità delle sostanze chimiche emesse dalle ciminiere. Si tratta di miscele complesse che contengono, in sostanza, il biossido di zolfo, ossidi di azoto, acido cloridrico, metalli pesanti, diossine, particolato e idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Questi composti hanno, per la maggior parte, delle proprietà tossiche, e alcuni di loro hanno una provata o sospetta azione cancerogena sull’uomo o sugli animali. L’Istituto Francese di Vigilanza Sanitaria ha pertanto effettuato uno studio tra il 2003 e il 2007 i cui risultati sono stati pubblicati nel 2008.
Obiettivi e metodi dello studio
L’obiettivo principale è quello di studiare il rapporto tra l’incidenza dei tumori nella popolazione generale e l’esposizione a emissioni atmosferiche da inceneritori di rifiuti. Per far ciò occorre valutare l’esposizione della popolazione alle sostanze emesse nell’atmosfera dagli inceneritori e ai principali fattori che possono contribuire alla comparsa di tumori, negli anni 1970-1980. Stimare in queste popolazioni i tassi di incidenza dei tumori, tra il 1990 e il 1999 per tutti i tipi di cancro e per le località aventi un legame stabilito o presunto con l’esposizione alle emissioni degli inceneritori di rifiuti in modo da quantificare il rischio di cancro in base all’esposizione alle emissioni atmosferiche degli inceneritori.
E’ stata analizzata, a livello collettivo, l’incidenza di tumori in funzione di maggiore esposizione all’inquinamento atmosferico da emissioni di inceneritori per rifiuti domestici, tenendo conto dei fattori terzi che potrebbero contribuire alla comparsa di tumori.
Lo studio si compone di tre periodi successivi: un periodo di esposizione della popolazione agli inceneritori di rifiuti, seguita da un periodo di latenza in linea con l’insorgenza del cancro e il periodo di osservazione dell’incidenza del cancro. Il periodo di esposizione della popolazione è stato definito dal tempo trascorso tra l’anno di inizio di funzionamento di ogni inceneritore (1972 per l’inceneritore più vecchio) e i primi anni del periodo di latenza rapportata all’incidenza media (1995), ossia 1985 per i tumori solidi e 1990 per le leucemie. Il periodo di latenza è il tempo minimo tra l’inizio dell’esposizione e il tempo di diagnosi di cancro. Le conoscenze in questo campo sono ancora scarse. Tuttavia, alla luce della letteratura consultata, il periodo di latenza scelto in questo studio è di cinque anni per la leucemia e 10 anni per gli altri cancri. Il periodo considerato per l’incidenza del cancro è di 10 anni – dal 01/01/1990 al 31/12/1999 compresi. L’incidenza dei tumori è stata calcolata nella popolazione adulta, di entrambi i sessi, di età superiore a 14 anni al momento della diagnosi.
Lo studio si è concentrato sui tumori considerati nel loro insieme e su specifici siti per i quali è stato trovato o si sospetta nella letteratura scientifica un nesso con l’esposizione agli inquinanti emessi dagli inceneritori: cancro ai polmoni, fegato, mammella, della vescica, LMNH, leucemia acuta e la leucemia linfocitica cronica, mieloma multiplo e sarcoma dei tessuti molli.
Risultati e conclusioni
La popolazione totale di età superiore ai 14 anni considerata nello studio è stata stimata 2.487.274 persone per il 1995. Questa popolazione, seguita per 10 anni rappresenta circa 25.000.000 di persone. In totale, tra il 01/01/1990 e il 31/12/1999 sono stati identificati poco più di 135.000 casi di cancro.
Dai risultati si osserva una significativa associazione tra esposizione ai fumi di un inceneritore e aumento delle probabilità di contrarre un tumore. In particolare c’è una relazione statisticamente significativa tra l’esposizione della popolazione alle emissioni provenienti da impianti di incenerimento e il rischio :
– di cancro al seno e i tumori di tutte le tipologie per le donne
– di linfomi maligni non-Hodgkin per entrambi i sessi analizzati insieme e nelle donne in particolare
– di mieloma multiplo negli uomini
I risultati suggeriscono inoltre, per entrambi i sessi, un legame con il cancro del fegato, il sarcoma dei tessuti molli e il mieloma multiplo.
Dunque questo studio ha permesso di osservare un legame tra l’esposizione della popolazione adulta alle emissioni atmosferiche degli inceneritori che erano in funzione dal 1972 al 1990 e l’incidenza del cancro negli anni 90’. Lo studio quindi fornisce nuove argomentazioni circa i rischi per la salute connessi con l’esposizione ambientale, per un lungo periodo, agli scarichi provenienti dagli impianti di incenerimento di rifiuti. I suoi risultati sono coerenti con altri lavori pubblicati nella letteratura scientifica.
Le grandi dimensioni della popolazione inclusa in questa analisi, la qualità dei dati forniti dai registri e delle procedure attuate per stimare retroattivamente la maggiore esposizione della popolazione contribuiscono alla qualità di questo studio. Lo sfruttamento dei risultati ha alcune limitazioni, in particolare per quanto riguarda la loro trasposizione geografica e temporale. Essendo lo studio su una situazione passata, i suoi risultati non possono essere trasposti a situazioni attuali. Tenuto conto delle caratteristiche proprie degli studi ecologici, il nesso di causalità osservato tra l’esposizione alle emissioni di un inceneritore e l’incidenza di alcuni tipi di cancro non può essere dimostrata. Tuttavia, diversi argomenti sono a favore di un tale rapporto.
Questo studio, che mostra un impatto sulla salute degli inceneritori, conferma l’utilità delle misure volte a ridurre le emissioni di inquinanti che sono state imposte a questi impianti industriali, sin dalla fine degli anni ’90. Possiamo quindi aspettarci una diminuzione del rischio di cancro tra le popolazioni esposte ai livelli di emissioni attuali. Tuttavia, alla luce delle incertezze sulla latenza di insorgenza di tumori, non si può escludere che le esposizioni subite negli anni ’70 possano ancora favorire l’insorgenza di tumori.

*In statistica inferenziale quando si stima un parametro, la semplice individuazione di un singolo valore è spesso non  sufficiente. È opportuno allora accompagnare la stima di un parametro con un intervallo di valori plausibili per quel parametro, che viene definito intervallo di confidenza (o intervallo di fiducia).
Riferimenti:
l’incidence des cancers à proximité des usines d’incinération d’ordures ménagères (PDF-640Kb)
les augmentations de risques de cancers sont revus à la hausse pour tous les types de cancers étudiés (PDF-90 Kb)
altri dati in lingua francese su www.cniid.org

La Stella di Natale .. consigli per la cura ed il mantenimento

6 dicembre 2008

stella_di_nataleIl nome scientifico è Euphorbia pulcherrima, ma tutti la conoscono come Stella di Natale; è una pianta tropicale della famiglia delle Euphorbiacee ed  in realtà ha ben poco da spartire con il clima natalizio. Ama quindi il caldo e non sopporta temperature inferiori ai 15 gradi. Con quei colori così sgargianti e soprattutto la prevalenza del rosso e del verde, la rendono il simbolo per eccellenza del Natale tanto che si ambienta a meraviglia nell’atmosfera dei regali e delle luci a intermittenza, rallegrando come un rassicurante addobbo natalizio. In natura si presenta come un arbusto legnoso caratterizzato da foglie colorate, dette brattee, il cui rosso richiama gli insetti impollinatori, ma sono spesso confuse con il fiore che invece è giallastro e poco vistoso all’apice dei rami.
La stella di Natale è stata importata in Europa solo negli ultimi anni e pare che la sua origine sia messicana addirittura, quindi più che esotica.
Fu scoperta, pare nel lontano 1520 dagli spagnoli di H.Cortès giunti nella capitale aztzeca Tenochtitlán. Gli spagnoli la notarono tra i fiori e i frutti che erano destinati a Montezuma(chiamato anche Motecuhzoma Xocoyotzin, fu un tlatoani, un imperatore azteco che regnò dal 1502 al 1520), ma solo nel 1825 Joel Robert Poinsett l’ambasciatore degli Stati Uniti in Messico, ne portò alcuni esemplari nella sua casa, in Carolina, per iniziare a coltivarli ed è in suo onore che assegnarono alla pianta il nome botanico: Poinsettia Pulcherrima. La Poinsettia, presenta foglie verdi viene coltivata per le sue larghe brattee, di colore rosso scarlatto vivissimo, che accompagnano le infiorescenze,ci sono anche altre varietà dalle brattee di colori diversi come ad esempio il bianco ed il rosa, picchiettate o ad effetto marmorizzato. I grandi fiori stellati, molto decorativi hanno reso questa pianta molto utilizzata nel periodo delle festività natalizie, in particolare la tonalità del rosso delle brattee diventa molto intensa proprio in tale periodo, questa sua peculiarità rende questa pianta esotica ottima per ricordare la rinascita solstiziale; nel linguaggio dei fiori, infatti, è elevata a simbolo di rinnovamento, buon auspicio, giovinezza. E’ ormai consuetudine anche in Italia regalarla a Natale insieme al vischio e all’agrifoglio e da studi fatti pare che è utile da tenere in casa in quanto ha la proprietà di rimuovere i vapori chimici di alcune sostanze nocive disperse nell’aria di ambienti chiusi.
Delle Euphorbiacee, di cui  fa parte la Euphorbia pulcherrima, se ne conoscono ben 1770 specie in tutto il mondo e come molte di queste, una volta incisa, emette un liquido bianco irritante, facilmente arrestabile con un pizzico di terriccio nei tagli. Se si è venuti a contatto con le dita è meglio non toccare la bocca o gli occhi.
Le esigenze di questa pianta che ha davvero poco in comune con il nostro clima invernale sono:  il caldo e quindi teme le temperature inferiori ai 15 gradi, infatti da noi viene coltivata nei climi miti della Sicilia e della Riviera Ligure; oltre a questo non tollera gli sbalzi di temperatura e gli eccessi idrici: pertanto deve essere annaffiata regolarmente con poca acqua a temperatura ambiente e solo quando il terreno è ben asciutto. C’è da aggiungere anche che si tratta di una pianta la cui fioritura avviene solo quando le giornate si accorciano, da metà dicembre fino a marzo. Non è un particolare di poco conto e chi ama vederla ben fornita anche dopo le feste natalizie, farà bene a tener presente alcuni accorgimenti: a partire da fine settembre-primi di ottobre è bene tenerla in luoghi con poca luce, mentre in primavera è bene portarla all’esterno. Per stimolarne la crescita è consigliabile concimarla con potassio e fosforo, soprattutto quando comincia a perdere le foglie alla fine dell’estate.
Infine un consiglio: se qualche ramo si dovesse spezzare può essere recuperato. Una volta reciso deve essere bruciato alla base con un accendino o scottato nell’acqua bollente per cicatrizzare la “ferita”; poi si può mettere tranquillamente in un vaso con l’acqua: durerà 10-15 giorni.

Euphorbia pulcherrima
Origine: Messico
Portamento e sviluppo: piccolo arbusto dal fusto delicato alto di solito 40-50 cm, ma può raggiungere anche un metro d’altezza.
Foglie: colorate, dette brattee. Generalmente sono rosse, ma esistono anche di colore bianco o rosa.
Fiori: sono giallognoli e situati al centro della corona di brattee.
Fioritura: avviene da dicembre a marzo ed è molto influenzata dalla luce. Essendo una pianta foto-periodica è bene tenerla in luoghi con poca luce a partire da fine settembre-inizio ottobre.
Esposizione: ama un’intensa luce diffusa e una temperatura intorno ai 18°. Non vuole invece i raggi diretti del sole ed è sensibile alle correnti d’aria.
Terreno: acido e ben drenato.
Malattie: fungine, dovute al ristagno dell’acqua nelle radici.
Tecniche colturali: bisogna bagnarla poco e aspettare che il terreno si asciughi prima di innaffiare nuovamente. Non richiede particolari concimazioni durante la fioritura, mentre nel periodo vegetativo è consigliabile somministrare un fertilizzante ricco di fosforo e potassio. In primavera è meglio portarla all’aperto e verso la fine di aprile dovrebbe essere rinvasata nello stesso vaso, dopo averla potata tagliando i rami principali a 3 cm per due terzi e riducendo leggermente le radici. Evitare di potarla dopo il mese di agosto.
Suggerimenti: se le foglie ingialliscono e cadono significa che soffrono di troppo calore, poca umidità e poca luce, sarà bene perciò spruzzare le foglie e posizionare meglio il vaso. Anche le foglie secche sono dovute a un calore eccessivo, conviene allontanare la pianta dai termosifoni, e se si piegano può dipendere dalle troppe correnti d’aria. Se invece sulle foglie compaiono macchie grigie non c’è niente da fare, sono state attaccate dal fungo, conviene gettare pianta e terriccio. Mentre se sono semplicemente appiccicose la causa sono gli afidi e bisogna ricorrere all’insetticida.

Questo è quanto, spero che possa esservi utile per la cura della vostra Stella di Natale e se avete altre informazioni o consigli, lasciate i vostri commenti (che vi ricordo saranno visibili dopo la mia approvazione).

Bibliografia : Informatore Coop 01/1999-01/2003 di Sonia Renzini e Rossana De Caro

Arriva l’influenza, vaccinarsi ? come farlo ?

6 novembre 2008

Da novembre il via alla campagna di vaccinazione, gratuita per ultra sessantacinquenni e categorie a rischio. Sarà somministrata anche la vitamina D per combattere l’osteoporosi. Sono tre i nuovi virus influenzali in arrivo, completamente diversi da quelli dello scorso anno. Per questo motivo quella alle porte è ritenuta dagli esperti dell’Organizzazione Mondiale di Sanità e dell’Istituto Superiore di Sanità, una stagione più pesante per quanto riguarda la possibilità di diffusione del virus e il rischio di ammalarsi. Vaccinarsi può considerarsi la migliore soluzione, soprattutto per gli anziani e per le cosiddette categorie a rischio. E così anche quest’anno ritorna puntuale come sempre l’appuntamento con la vaccinazione antinfluenzale. La Asl da il via a questa massiccia operazione. La parola d’ordine è vaccinarsi, senza allarmismi ed obblighi, ma come semplice ed importante precauzione per scongiurare altri problemi. In Italia l’influenza stagionale causa ogni anno 8.000 decessi in eccesso, di cui 1.000 per polmonite ed influenza, e 7.000 per altre cause. L’84% di questi riguardano persone di età superiore ai 65 anni.
La Regione Toscana si è “attrezzata” acquistando un milione di vaccini, il 15% in più rispetto allo scorso anno. L’avvio della campagna di vaccinazione è stato fissato al 3 novembre, per avere il massimo della protezione immunitaria quando si prevede che si verifichi il picco stagionale della malattia, tra i mesi di gennaio e febbraio.
I cittadini che rientrano tra le categorie a rischio e tutti coloro che abbiano almeno 65 anni di età, potranno liberamente e gratuitamente recarsi presso gli studi del proprio medico curante o presso i centri vaccinazione dei Distretti o dell’Igiene Pubblica. Ad ogni medico sarà consegnata una quantità di vaccini rapportata alla popolazione a rischio assistita. Coloro che sceglieranno di vaccinarsi nelle sedi Asl, se di età inferiore ai 65 anni, dovranno presentare un certificato medico attestante la patologia o idonea documentazione circa l’appartenenza alla categoria a rischio.
Gli orari e gli indirizzi dei punti vaccinali della Asl verranno indicati sui manifesti affissi presso tutti i centri sanitari e socio-sanitari ed i Comuni.
Sono definite categorie a rischio le persone da 65 anni in su (i nati nel 1943 e anni precedenti), bambini (di età superiore a 6 mesi), ragazzi ed adulti affetti da una serie di patologie a rischio, bambini e adolescenti in trattamento a lungo termine con acido acetilsalicilico, donne al secondo e terzo trimestre di gravidanza, i ricoverati presso istituti per lungodegenti, medici e personale sanitario di assistenza, familiari di soggetti ad alto rischio, persone che per motivi di lavoro sono a contatto con animali che potrebbero costituire fonte di infezione da virus influenzali non umani, persone addette a servizi pubblici di primario interesse collettivo.
Nonostante le restrizioni ministeriali – che limitano l’offerta di vaccinazione gratuita alle sole forze di polizia ed ai vigili del fuoco – la Regione Toscana ha deciso di ampliare e mantenere l’offerta attiva anche per altre categorie: forze armate, addetti alle poste e telecomunicazioni, volontari dei servizi sanitari di emergenza, personale di assistenza nelle case di riposo, personale degli asili nido, delle scuole dell’infanzia e dell’obbligo.
Per coloro che non sono in grado di recarsi presso il proprio medico o presso la Asl, è prevista la vaccinazione domiciliare: sarà il medico di famiglia in questo caso ad intervenire, su chiamata dell’utente.
Accompagnare ai vaccini altre azioni
La vaccinazione antinfluenzale rappresenta un mezzo efficace per prevenire malattia e complicanze ma ci sono anche altre misure di protezione personale utili a ridurre la trasmissione del virus che sarebbe bene adottare. Tra queste, una buona igiene respiratoria (coprire bocca e naso quando si starnutisce o si tossisce) e il lavaggio delle mani. Si tratta di due interventi semplici ed economici, spesso sottovalutati, ma che – secondo l’OMS – sono misure molto efficaci per il controllo e la diffusione delle infezioni.
Vitamina “D” per prevenire l’osteporosi
Assieme al vaccino antinfluenzale, si rinnova anche la campagna di prevenzione dell’osteoporosi. Contemporaneamente al vaccino contro l’influenza, sarà distribuita anche una dose di vitamina D (due fiale da assumere per via orale a distanza di sei mesi l’una dall’altra). Questa vitamina è essenziale per l’assorbimento del calcio, per il suo deposito nelle ossa, ma anche per il mantenimento del tono muscolare che costituisce un fattore importante nella prevenzione delle cadute e di tante fratture fra gli anziani.
C’e’ anche la vaccinazione antipneumococcica
Sempre in concomitanza con la vaccinazione antinfluenzale, la Regione Toscana offre gratuitamente anche la vaccinazione antipneumococcica ai soggetti al di sopra dei 65 anni di età, che presentino uno dei seguenti fattori di rischio: cardiopatie gravi scompensate, broncopneumopatie croniche ostruttive, diabete mellito in precario compenso metabolico, epatopatie croniche, insufficienza renale cronica, immunodeficienze, soggetti ospiti di comunità, malattie croniche del sistema emopoietico, asplenia anatomica o funzionale in soggetti di qualsiasi età. Questa vaccinazione – che viene effettuata ogni cinque anni – è particolarmente indicata per gli ospiti delle strutture residenziali per anziani. Ovviamente, riguardo l’opportunità o meno di questa ulteriore vaccinazione, è bene parlarne con il proprio medico di famiglia.

Prevenzione e controllo dell’influenza, raccomandazioni per la stagione 2008-2009

“Crescere Senza Confini 2008” con la Fondazione CURE2Childern Onlus

26 settembre 2008

Riporto con piacere questa brillante iniziativa a favore della Fondazione Cure2Children, che quest’anno si sposta da Lastra a Signa a Siena nei giorni di sabato 27 e domenica 28 settembre 2008. Anche se fuori tema di territorio campigiano, ritengo importantissima la divulgazione di questo evento.

Cure2Children si propone di dare un contributo alla cura di bambini con tumori, leucemia ed altre malattie gravi ed a sostenere le loro famiglie in realtà a basso reddito. L’acronimo “Cure2Children”, ovvero “la cura ai bambini”, è stato scelto proprio a significare che l’obbiettivo è quello di migliorare l’assistenza nei paesi di origine contribuendo alla crescita ed alla autonomia dei centri locali e non al flusso di pazienti verso i paesi più ricchi.
Ogni anno al mondo circa mezzo milione di bambini si ammalano di tumore o leucemia ed altre malattie ematologiche gravi come talassemia ed anemia falciforme. Oltre l’80% di questi non ha accesso ad una terapia appropriata. Circa il 70% di questi bambini viene guarito nel mondo occidentale mentre nei paesi in via di sviluppo la capacità di cura è sotto il 30% e queste patologie sono responsabili di circa il 5-10% della mortalità infantile da malattia (nei paesi sviluppati è il 25-30%). La crescita economica e tecnologica ha determinato in molte realtà in via di sviluppo una crescente attenzione alle malattie suddette, tradizionalmente considerate non-prioritarie ed allo stesso tempo, le nuove tecnologie di informazione e comunicazione stanno favorendo lo sviluppo di progetti concreti di collaborazione in grado di salvare molte vite e migliorare la cooperazione fra i popoli. Tramite una gestione delle risorse trasparente e tracciabile, C2C offre sostegno economico, consulenza professionale, aggiornamento scientifico, borse di studio, strumenti informatici, farmaci, attrezzature, ecc…, di fatto, tutto quello che può servire perché bambini e famiglie senza i mezzi necessari possano ricevere un’assistenza adeguata nel loro paese. C2C vorrebbe inoltre contribuire all’eliminazione delle barriere geografiche, finanziarie e culturali fra i professionisti dedicati all’oncoematologia pediatrica. I caratteri che contraddistinguono C2C sono la collaborazione genitori-professionisti, agilità ed autonomia, forte componente informatica di supporto alle finalità della Fondazione e di gestione trasparente e tracciabile delle risorse. Oltre alla particolare enfasi su reti e rapporti di collaborazione secondo principi, visione e obbiettivi chiari, aperti e condivisi.

I Progetti di C2C ed il loro stato di avanzamento : cooperazione per la cura di bambini con talassemia major in Pakistan. La talassemia major è la malattia genetica mortale più frequente al mondo, solamente in Pakistan nascono circa 5.000 nuovi bambini l’anno la gran parte dei quali curabili nel loro paese. La nostra fondazione ha avviato un progetto grazie al quale questi bambini possono accedere al trapianto di midollo nel loro paese e la loro famiglia trovare un supporto per tutta la durata del trattamento. Questo progetto, sostenuto principalmente dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena, si pone l’obbiettivo di offrire cura e prevenzione di questa malattia che incide in modo significativo sulla mortalità infantile in Pakistan. Il passo successivo è quello di estendere ad un numero crescente di istituzioni locali la capacità di offrire un’assistenza appropriata tramite formazione e presenza diretta di professionisti italiani e stranieri esperti del settore del trapianto di midollo. Ai parenti di primo grado dei bambini candidati al trapianto sarà offerto lo screening per lo stato di portatore.
Supporto alla cura dei bambini del Kosovo.
Promozione di strumenti informatici open source per progetti sanitari.
Programmi per il supporto della famiglia.

Nulla è più importante di guarire un bambino. Mai come in questo momento abbiamo bisogno di investire su valori fondamentali comuni a tutte le culture e religioni, la Fondazione Cure2Children spera di poter dare un contributo significativo alla cooperazione internazionale per la cura dei bambini con tumori e malattie gravi del sangue. Favorire la collaborazione fra istituzioni e professionisti di realtà diverse accomunate dall’obbiettivo di salvare la vita ai bambini è importante per tutti.

Volantino/Rivista C2C della manifestazione in formato PDF (3.455 Kb)

Fondazione Cure2Children
Via Marconi n°30 50131 Firenze Italy
Tel.+39 055 5537111 – Fax +39 055 5520961

www.cure2children.org

Dona 500 punti spesa al Meyer con la Coop

29 agosto 2008

Con la tua donazione darai una speranza di vita

La sezione Soci Coop di Campi Bisenzio, rilancia una iniziativa pensata da Unicoop Firenze e la Fondazione Meyer per sostenere economicamente la realizzazione della Camera bianca, un laboratorio realizzato dall’Ospedale Meyer di Firenze per lo studio e la ricerca di cellule staminali da impiegare nel trapianto di midollo per la cura di tumori e leucemie, nella medicina ricostruttiva per riprodurre il tessuto osseo – cartilagineo, adiposo e nervoso, nelle terapie delle malattie metaboliche e neurologiche e nelle terapie di gravi malattie autoimmuni. Tutti i Soci della Coop Unicoop Firenze attraverso la tesserina di Socio possono donare 500 punti accumulati e corrispondenti ad un valore di 5 euro, alla Fondazione Meyer. Per ogni donazione Unicoop Firenze verserà alla Fondazione 20 euro. La campagna parte in questi giorni e proseguirà fino a marzo 2009. La sezione soci Coop di Campi si è prefissa di raggiungere un obbiettivo: donare al Meyer un 1.000.000 di punti. Confidiamo enormemente sulla sensibilità, sull’altruismo e lo spirito solidale dei campigiani, pregi, già ampiamente dimostrati in tante altre occasioni nel passato.
Noi ce la metteremo tutta, ma non sarà sufficiente.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto. Vi chiediamo di fare il passa parola, di coinvolgere tanta altra gente e portare almeno una persona a donare i punti. Vi saremo grati noi ma sopratutto tanti bambini che sono ansiosi di vincere la sfida per la vita.
E’ nostra intenzione fare un percorso di approfondimento della Camera Bianca e di conoscenza del Meyer, invitando a Campi Bisenzio medici, ricercatori e organizzando delle visite all’Ospedale. Concluderemo il percorso con una bella festa con tutti coloro che avranno contribuito a dare speranza a chi ne ha bisogno.
Partecipate! In tanti! Grazie
Il Consiglio della Sezione
Soci Coop di Campi Bisenzio