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Inaugurata l’opera di Antonio Butini all’apertura dei Mondiali di Ciclismo

22 settembre 2013

Mondiali di ciclismo: inaugurati ieri con un opera Scultoria in memoria del Tecnico Franco Ballerini ad opera del Maestro campigiano Antonio Butini. Per Gandola (PDL) è un orgoglio per tutta la città.
“Constatare che i mondiali di ciclismo sono stati aperti stamani a Firenze dal Vice Sindaco Stefania Saccardi con l’inaugurazione di un opera scultorea del grande maestro campigiano Antonio Butini ci riempie d’orgoglio” –  dichiara il Capogruppo PDL di Campi Bisenzio Paolo Gandola. Siamo veramente entusiasti che sia stato il nostro grande conterraneo ad aver ricevuto la commissione a realizzare un opera scultorea in memoria del compianto Commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di ciclismo su strada Franco Ballerini. Stamani infatti intorno alle 13.00 si è tenuto presso l’ingresso del Mandela Forum in via Paoli a Firenze la cerimonia d’apertura dei mondiali di ciclismo durante la quale è stata inaugurata l’opera alla memoria di Franco Ballerini posizionata tra la piscina Costoli e il Mandela stesso.
Alla cerimonia oltre al Vice Sindaco Saccardi, hanno partecipato il  presidente del comitato istituzionale Vincenzo Ceccarelli, Alfredo Martini, il senatore Riccardo Nencini, il ct della nazione Paolo Bettini e ovviamente l’artista Antonio Butini che ha avuto modo di parlare dell’importante opera realizzata  in pochissimo tempo volta a testimoniare la statura di atletico, tecnico e di uomo di Franco Ballerini. L’opera voluta dalla stessa famiglia Ballerini, in particolare, dal fratello Mauro affinché fosse possibile  lasciare un segno tangibile di Franco in una città come Firenze in questa occasione particolare, del peso di 25 quintali alta 2, 40 metri (posta sopra un plinto di circa 2 metri) raffigura il tecnico nella posizione di massimo sforzo fisico ma, al tempo stesso felice per il successo, ricreando   un’immagine che assomigli il più possibile a quella di Franco Ballerini durante la Parigi-Roubaix che vinse ben due volte nel 1995 e 1998.
Per tutto il Popolo della Libertà campigiano, che stamani ha partecipato alla cerimonia, continua Gandola, è un grande onore che l’artista campigiano abbia partecipato all’evento di apertura  di una manifestazione così  importate per la Città di Firenze e tutta la Toscana lasciando con una propria opera un segno tangibile ed indelebile in questa straordinaria  manifestazione mondiale. Per tali motivi, giungano al maestro Antonio Butini le più sincere congratulazioni per l’eccellente opera scultorea, di rara bellezza,  da lui realizzata che  consente, ancora una volta,  alla Città di Campi Bisenzio di essere orgogliosa e grata per le opere che solo una persona con la sua rara interiorità e sensibilità può realizzare.
In ultimo, conclude Gandola, esprimiamo vero rammarico per l’assenza di un rappresentante dell’Amministrazione Comunale alla suddetta cerimonia.

L'opera di Butini inaugurata per i Mondiali di Ciclismo 2013

L’opera di Butini inaugurata per i Mondiali di Ciclismo 2013

Insegnare…uno sguardo verso gli adulti di domani

29 maggio 2008

Oggi offro lo spazio su questo blog ad una maestra che stimo molto e che vuole esprimere il significato della scuola, al di la delle regole e di tanti discorsi, che non tengono conto della passione e del significato di “formare” la coscienza e la conoscenza dei nostri figli … gli adulti di domani. Concludo la mia introduzione offrendo un saluto a tutte le maestre, maestri, professori e professoresse, che con anima e impegno, affrontano questo duro compito ogni giorno e che purtroppo, a volte non vengono apprezzate/i come dovrebbero.

[…] La porta è spalancata, dentro un gran chiasso. Ma quando [l’insegnante] entra, per un istante, magari per un piccolissimo istante, tutto si ferma: decine di occhi curiosi, vitali, bizzarri, si fermano su di lei. E i suoi, in un unico sguardo, su di loro. […] In quell’istante non inizia semplicemente un anno scolastico, con tutta la fatica e anche la prevedibilità della sua routine. Inizia un’avventura. La scuola è un’avventura in cui un adulto accompagna nel cammino della conoscenza e della coscienza chi sarà adulto domani. […] E forse la prima cosa di cui la scuola ha bisogno, più di tutte le più belle riforme che si possono architettare, è proprio questo sguardo diverso. Lo sguardo di quel primo minuto della prima ora.
A volte pensiamo che questa scuola “profonda” sia relativa solo all’esperienza di alcuni grandi che hanno protratto la verità di quel primo sguardo nella pratica delle giornate, delle settimane, dei mesi. Riguardi cioè la caparbietà di un don Milani tra i suoi ragazzi di Barbiana; o la passione travolgente di un don Giussani che sale i gradini del liceo Berchet di Milano; o la pratica umile e sapiente di un maestro per antonomasia come il maestro Lodi. In realtà loro non hanno fatto una scuola speciale: semplicemente hanno colto cosa sia, nella sua sostanza, la scuola.
G. Frangi, Vita 14 settembre 2007
(a cura di Paola Carradori)

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