Posts Tagged ‘lavoratori’

Gandola incontra i lavoratori di Mondo Convenienza: le istituzioni prendano immediatamente esame del caso

13 aprile 2014

Dopo aver incontrato nei giorni scorsi i rappresentanti legali di Mondo Convenzienza, il Capogruppo di Forza Italia di Campi Bisenzio Paolo Gandola, stamani si è recato all’esterno del punto vendita di Mondo Convenienza alle Tre Ville in Via dei Confini (Campi B.zio) per incontrare i lavoratori delle cooperative che collaborano con l’azienda di mobili e che da circa un mese sono stati licenziati per via delle loro proteste. Tuttavia, oggi, sul posto non erano presenti soltanto quei lavoratori che da settimane protestano e che prima del licenziamento si occupavano delle consegne a domicilio dei beni ma, proprio di fronte all’ingresso del punto vendita, insieme ad alcuni mezzi delle forze dell’ordine vi erano decine e decine dei lavoratori che con striscioni e volantini difendevano la cooperativa di montaggio e trasporto, di cui sono ancora dipendenti, e conseguentemente anche Mondo Convenienza.
Per tali motivi, e proprio a fronte della modalità del tutto sui generis di protesta, ho deciso, dichiara Gandola, di trattenermi lungamente colloquiando con entrambi i gruppi di lavoratori per comprendere, davvero nel dettaglio, e dalla viva voce degli stessi interessati le loro ragioni.
La protesta dei 25 lavoratori che si prolunga da oramai un mese sta arrecando un grave nocumento all’Azienda, mi hanno riferito i lavoratori che ancora lavorano per le cooperative di trasporto e montaggio. Anche gli stessi clienti, hanno proseguito, sono scoraggiati a recarsi nel negozio essendo bloccati poco prima dell’ingresso dagli scioperanti.
In difesa dell’azienda, erano presenti decine e decine di lavoratori provenienti da tutta Italia che protestavano contro gli scioperanti ritenendo inaccettabile che tutti i 1600 lavoratori che ancora oggi collaborano con Mondo Convenienza, siano tenuti sotto scacco da circa 25 scioperanti e siano coinvolti nella vertenza vedendo messo a rischio anche il loro posto di lavoro.
Diversamente, buste paga alla mano, gli scioperanti mi hanno fatto notare come non siano state loro corrisposti in maniera adeguata i pagamenti per le ore effettivamente svolte e non siano stati loro versati in maniera piena i contributi previdenziali. Dagli stessi scioperanti, ho appreso, come gli stessi stiano predisponendo uno specifico ricorso presso il tribunale del lavoro competente.
“Dopo un ora trascorsa con entrambe le fazioni, conclude Gandola, sono emersi punti ed aspetti oscuri della vertenza e che meritano certamente di essere più ampiamente valutate nelle sedi opportune e con maggiore oculatezza. Pur ribadendo l’assoluta fiducia nella buona fede di entrambi i gruppi, ma convinti che la situazione stia davvero danneggiando in modo particolarmente grave l’immagine dell’azienda di mobili ritengo necessario, a nome del Gruppo consiliare di Forza Italia di Campi Bisenzio – ove il punto vendita ha sede – che tutte le istituzioni potenzialmente interessate si adoperino affinché sia possibile avviare un tavolo di concertazione con i lavoratori e l’azienda rendendo possibile far luce sulla vertenza e sanare una ferita che danneggia i lavoratori, l’azienda e i clienti stessi.
Con l’iniziativa di oggi ed il mio interessamento al caso, Forza Italia ha voluto rompere il silenzio assordante che in queste settimane si è registrato sul caso da più parti, soprattutto dal mondo politico e sindacale.

I lavoratori GKN in corteo: “sindaco c’è posta per te!”

28 ottobre 2013

Venerdì sera al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos era da tempo prevista una cena per sostenere la “cassa di resistenza” dei lavoratori GKN.
Una “cassa di resistenza” che i lavoratori utilizzeranno, come già accaduto in passato, per sostenere le loro lotte e le loro mobilitazioni.
Prima della cena un folto gruppo di lavoratori ha deciso di manifestare per le vie di Campi Bisenzio.
Troppe le voci inerenti la vendita di una parte della fabbrica e nessuna risposta alle richieste di chiarimento su questa vicenda.
Vicenda che ovviamente si colloca in un periodo di crisi del sistema capitalistico che non saranno certo sindaci, partiti, istituzioni a risolvere.
Una crisi che che, comunque, non tutti hanno intenzione di subire passivamente, in silenzio e con rassegnazione.
La manifestazione, partita da via Barberinese, è finita al Cienfuegos dove si è svolta la partecipatissima cena.
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

Di seguito pubblico la lettera aperta dei lavoratori GKN:

Siamo i lavoratori della GKN , importante azienda del settore auto di Campi Bisenzio
Nel mese di giugno è stata aperta una procedura di mobilità con l’annuncio di 28 esuberi e il conseguente non rinnovo dei lavoratori somministrati, la perdita di notevoli e importanti impianti e produzioni. Inoltre La direzione aziendale ci ha comunicato la sua intenzione di mettere in vendita la palazzina nord e l’adiacente portineria/parcheggio. La situazione è molto preoccupante abbiamo già dato parere negativo alla vendita di parte dello stabilimento, perché oltre al forte ridimensionamento che la multinazionale stà mettendo in atto a livello produttivo, con la cessione di questa parte dello stabilimento si certificherebbe un chiaro segnale di disimpegno della multinazionale sul territorio campigiano e non ultimo l’eventuale cambio di destinazione d’uso aggraverebbe il processo di deindustrializzazione già pesante sul territorio.
Chiediamo la solidarietà della cittadinanza campigiana e un incontro con l’amministrazione comunale.
I lavoratori della GKN

Sabato 31 Agosto 2013 – Cena in sostegno dei lavoratori Granarolo e concerto Banda K100

30 agosto 2013

Domani alle ore 21:00 il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos di Campi Bisenzio organizza una cena per sostenere la cassa di resistenza dei lavoratori Granarolo in lotta, nel corso della cena interverranno anche i lavoratori ed esponenti sicobas per aggiornamenti sulla situazione.
Menù: Panzanella e Grigliata
Prenotazione per la cena gradita: 3292451019 o email
A seguire: concerto Banda K100

Sostieni la cassa di resistenza dei lavoratori delle cooperative: estendiamo la solidarietà!
Il K100 di Campi, rilancia l’appello del Coordinamento di sostegno alle lotte dei lavoratori delle cooperative, a estendere la solidarietà e sostenere le lotte dei lavoratori, a cominciare dalla partecipazione diretta ai momenti pubblici e finendo con la raccolta di fondi per la costruzione di una cassa di resistenza. Una lotta come questa, spiegano in un comunicato, che necessita dell’appoggio di tutti e della solidarietà diretta e attiva dei singoli, delle organizzazioni, dei collettivi. Denunce, processi, supporto tecnico alle lotte, hanno un costo e insieme possiamo sostenerlo, continua il comunicato, estendendo le reti di solidarietà. Per concludere, riporto le stesse parole dell’appello che ben spiegano il senso politico della cassa di resistenza: “La cassa di resistenza, al di là dell’importantissima funzione di sostegno concreto alle lotte, vogliamo rappresenti uno strumento collettivo per costruire reti stabili, per allargare e approfondire relazioni politiche, per la ripresa di un immaginario di identità e solidarietà di classe come presupposti imprescindibili di una possibile e necessaria trasformazione rivoluzionaria dell’esistente”.
I versamenti di eventuali sottoscrizioni vanno fatti sul seguente conto: IBAN: IT52R0310402401000000821371 DEUTCHE BANK BOLOGNA
INTESTAZIONE: Sindacato Intercategoriale Cobas, Via Marco Aurelio 31, 20127, Milano

Voce ai lavoratori: assemblea aperta con i lavoratori dei Gigli ed Enrico Rossi a Villa Montalvo

15 giugno 2013

954859_4436290883831_1002713235_n

Caso Selex: Fedeli (Pd), utile l’assemblea di oggi ma ora serve tavolo

11 giugno 2013

(10.06.13) – Dichiarazione di Valeria Fedeli Vicepresidente del Senato.
Questa mattina si è svolta, a Firenze, l’assemblea dei lavoratori della Selex per discutere del piano di riorganizzazione del gruppo presentato dai vertici, un piano che a livello nazionale prevede oltre 1000 esuberi tra i lavoratori, di cui 140 in Toscana. Durante l’incontro il Presidente del Consiglio Comunale di Firenze, Eugenio Giani, ha deciso di varare un vincolo urbanistico per imporre comunque la destinazione ad uso produttivo dello stabilimento di via Barsanti a Firenze che rischia, insieme agli stabilimenti pisani, di essere trasferito a Campi Bisenzio senza rassicurazioni sul mantenimento delle attuali produzioni.
Per il gruppo Selex serve un piano, un progetto, una strategia per tutelare l’occupazione e la competitività dell’azienda che è una risorsa strategica per il Paese, per questo condivido e appoggio la richiesta dei sindacati di aprire un tavolo al Governo, infatti sono stata la prima firmataria di una interrogazione parlamentare al Senato sulla vicenda.
Spero che il piano per la Selex sia il primo passo, il primo segnale di un più ampio piano nazionale per il rilancio della politica industriale nel nostro Paese.

Selex: Fedeli (Pd), i ministri vengano in Senato a rispondere della vicenda

9 giugno 2013

Dichiarazione di Valeria Fedeli Vicepresidente del Senato
L’annuncio dei 140 esuberi della società Selex che interessa la Toscana, giunto l’altro ieri durante l’incontro per la presentazione del Piano di riorganizzazione tra l’azienda e i sindacati, è un fatto gravissimo. Per questi lavoratori si prospetta una cassa integrazione a zero ore, mentre per il resto dell’organico non interessato dal Piano è prevista una cassa integrazione non ordinaria di due giorni al mese. Una soluzione del tutto irricevibile che non tiene conto della possibilità che gli esuberi vengano gestiti con contratti di solidarietà. Due mesi fa ho presentato come prima firmataria al Senato un’interrogazione d’urgenza ai ministri Zanonato e Saccomanni e un’analoga interrogazione è stata presentata alla Camera con primo firmatario Dario Nardella, ora chiedo che i ministri vengano al più presto al Senato a rispondere della vicenda e del destino dell’azienda a cui è collegato quello dei lavoratori. Voglio ricordare che Selex rappresenta un pezzo di storia fiorentina che, in questo modo, rischia di andarsene. E’ indispensabile trovare, al più presto, misure certe per tutelare i lavoratori e le loro famiglie.

Dove passare il 1° Maggio ? Sicuramente al pranzo della Fratellanza Popolare S.Donnino

25 aprile 2013

557943_509016262494389_1243264087_n

“Salvate il soldato Richard Ginori”, vogliamo difendere i nostri valori locali e l’occupazione italiana ?

15 gennaio 2013

lavoratori-richard-ginori

Richard Ginori, GKN, Ataf, Maggio Musicale Fiorentino, ISI .. quante sono le realtà locali e fiorentine che stanno mettendo in crisi migliaia di famiglie per non parlare poi addirittura di quelle toscane. E’ quasi impossibile fare una mappa di tutte le aziende che corrono il rischio di essere spazzate via nel 2013. «Solo nel settore delle costruzioni, si viaggia al ritmo di 100 posti di lavoro persi al giorno», racconta Daniele Quiriconi della Cgil Toscana.Questo è il futuro del lavoro e della tradizione manifatturiera, industriale e artistica della nostra amata regione, che rischia seriamente di scomparire. Riporto a tal proposito, un editoriale a cura del Comitato Mente Locale della Piana a proposito della Richard Ginori, ma dobbiamo pensare anche a tutte le altre identità minori e poco conosciute che rischiano o sono già scomparse, nel più assoluto silenzio e nell’indifferenza delle amministrazioni locali, regionali e nazionali.

Venerdì 18 gennaio, alle ore 17.00 a Sesto Fiorentino ci sarà una manifestazione convocata dai sindacati di categoria ma aperta a tutta la cittadinanza in sostegno del salvataggio della Richard Ginori.
Nel 1735 iniziava la lunga storia della Manifattura di Doccia, oggi Richard Ginori, quando Carlo Ginori, che dopo lunghi studi e investimenti aveva trovato finalmente un modo per ottenere una porcellana perfetta nonostante il fatto che il materiale a disposizione non fosse in partenza adatto, iniziava la sua lunga vita. La storia di come si arrivò in Europa alla fabbricazione di una porcellana perfetta è una delle grandi avventure della civiltà. Fino a quell’epoca, la porcellana era importata dalla Cina, in regime di quasi monopolio, dato che la terracotta cinese, ricca di caolino, permetteva la fabbricazione di oggetti perfetti. Non che non fosse possibile fabbricare porcellana anche in Europa, ma il risultato erano oggetti pieni di difetti (come la celebre, ma ahimè imparagonabile ai manufatti cinesi, porcellana medicea). Non a caso, ancora oggi in Inghilterra il servizio da tè in ceramica si chiama China.
Ci volle tempo, scienza, applicazione, per ottenere un prodotto perfetto come le porcellane che iniziarono a uscire dalla fabbrica di Doccia. A questo sapere dei materiali, a questo sapere manifatturiero, si unì il gusto per il design e l’amore per l’arte; gli artisti chiamati a disegnare e a decorare gli oggetti di  ceramica fecero dei prodotti di Doccia l’esempio di un buon gusto e di una bellezza che durava ancora tre secoli dopo, quando a realizzare il design delle porcellane Ginori venivano chiamati artisti del calibro di Giò Ponti. Perché quelle porcellane non erano semplici oggetti industriali; erano anche esempi di bellezza, dimostrazioni che il lavoro, con i suoi saperi (la cura dei materiali, la loro trasformazione, la loro decorazione) non è solo fatica, ma è anche l’attività con cui gli esseri umani trasformano il mondo e, a partire da una terra che sembra fango, realizzano cose belle. I greci antichi avevano un nome per chi realizza e trasforma le cose; lo chiamavano poietès, il facitore, ma anche: il poeta. Ora questo sapere, questa poesia della porcellana è a rischio; il recente fallimento della Richard Ginori pone a rischio sparizione questo sapere secolare, questo saper fare cose belle, questo aumentare il tasso di bellezza del mondo. Possibile che ci dobbiamo rassegnare a un mondo che produce solo cose brutte, cose dozzinali fatte in fabbriche infernali all’altro capo del mondo, dove gli operai vivono vite talmente miserabili che si suicidano? Davvero dobbiamo rassegnarci alla sparizione di ogni bellezza e di ogni buon gusto, sacrificate all’incombere della produzione di massa?
Se però è vero che la sparizione di un’azienda come la Richard Ginori non significa solo la sparizione di qualche centinaio di posti di lavoro, ma significa anche un impoverimento di tutti, perché un mondo più brutto rende tutti infinitamente più poveri, allora è giusto che la comunità difenda ciò che è suo; ed è giusto in primo grado rivolgersi ai governanti ad ogni livello di governo, nazionale e locale, e domandare loro:
“Voi, che si siete adoprati attivamente e con grande sforzo per difendere infrastrutture orribili come l’Ilva di Taranto, come gli inceneritori, come gli aeroporti, che cosa avete fatto per difendere questo nostro patrimonio? Voi, che avete permesso scempi ambientali ed estetici in nome della salvezza dei posti di lavoro che creavano malattie e morte, che cosa fate per difendere questi posti di lavoro che creano bellezza? Salvate la Richard Ginori, perché lo merita. Perché noi lo meritiamo. Se avete trovato i soldi per la discarica di Malagrotta e per gli F16, non è possibile che non li troviate per questa causa infinitamente più degna. Dimostrate per una volta di essere veri amministratori, se ne siete in grado. Oppure continuate a mandare in malora tutto, con la scusa che ce lo impone qualcun altro, non si sa chi, non si sa perché. In questo caso, potrebbe tornarvi utile questa citazione: ‘Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno chiamerò il mio servo…., lo rivestirò della tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani’ (Isaia, 22,19-21). Perché i crimini contro la bellezza non saranno mai perdonati.”
Il 18 gennaio, tutti a Sesto Fiorentino.

7 ottobre: manifestazione DOMENICA NO GRAZIE ai Gigli, a Campi

7 ottobre 2012

Oggi, domenica 7 ottobre, si svolgerà la mobilitazione nazionale “Domenica No Grazie”, contro la liberalizzazione degli orari commerciali. Nella provincia di Firenze, si terrà un presidio dalle ore 14 alle ore 18 di fronte al Centro Commerciale i Gigli.
Rifondazione di Campi aderisce ed invita alla massima partecipazione. Si legge nel comunicato “La liberalizzazione degli orari commerciali ha privato di fatto i lavoratori del settore (3 milioni in tutto) del diritto al riposo. Lavorare di domenica e riposare – ad esempio – di martedì, quando tutta la tua famiglia va a lavoro o a scuola, significa di fatto negare il diritto alla festa a un lavoratore.”
“La mobilitazione di oggi, in piena domenica, con famiglie e lavoratori dei centri commerciali, è per questo una novità importante. E’ il segnale che questa lotta può essere affrontata e vinta. La lotta ruberà la scena allo shopping perchè un domani il riposo torni a dominare sul lavoro domenicale.”
Una protesta alla quale ha risposto positivamente anche la direzione del Centro Commerciale di Campi, che vede positivo il fatto che le famiglie dei lavoratori del settore del commercio (e di quelle attività che nei festivi comunque lavorano) abbiano scelto il centro commerciale I GIGLI per un sit-in organizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle difficoltà di quanti sono obbligati a fare i conti con gli orari di lavoro.
“Abbiamo deciso di ospitare questa forma di manifestazione perché dopo 15 anni I Gigli sono ormai una parte integrante del territorio – spiega Yashar Deljoye Sabeti direttore del centro commerciale – non c’è da scandalizzarsi se qualcuno ha scelto I Gigli come piazza pubblica, come luogo di incontro tra le persone perché tutto questo I Gigli lo sono davvero. La contestazione, la protesta, il diritto ad esprimere le proprie opinioni fanno parte della vita quotidiana di una società civile e democratica. Per questo siamo felici di ospitare anche questo sit-in, fra l’altro, proprio nel giorno finale della rassegna Job Zone dedicata a quelle migliaia di persone che sono senza lavoro e che cercano disperatamente una soluzione al loro problema”.
La manifestazione si terrà dalle 14 alle 18 in una porzione di parcheggio appositamente riservata a tale scopo concessa dal centro commerciale I GIGLI agli organizzatori del sit-in che sarà caratterizzato come una giornata di festa che intende coinvolgere le famiglie tra palloncini, musica, momenti ricreativi per i più piccini.

Crisi Fnac, anche a Campi Bisenzio l’adesione del negozio allo sciopero nazionale indetto per domani 5 ottobre

4 ottobre 2012

Domani 5 ottobre sarà il giorno della protesta dei lavoratori di Fnac Italia – a rischio chiusura – e si svolgerà in contemporanea negli otto store della catena: Milano, Genova, Torino, Grugliasco (TO), Verona, Firenze, Roma, Napoli. A nove mesi dalla comunicazione della sede centrale di Fnac sull’insostenibilità della gestione italiana, i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro. Lo slogan della protesta: SALVIAMO FNAC. IL LAVORO PER NOI È UN LUSSO. Un gioco di parole che mette in relazione i 600 dipendenti di Fnac Italia a rischio disoccupazione con il mercato del Lusso, che costituisce il centro degli interessi del Gruppo PPR, proprietario di Fnac. Lo sciopero, proclamato da Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL, arriva dopo una serie di mobilitazioni pacifiche organizzate dai lavoratori nelle scorse settimane, fuori dall’orario di lavoro. Cinque i sit-in di protesta inscenati dai lavoratori nel corso del mese di settembre: Milano (6/9), Roma (13/9), Firenze (18/9), Torino (21/9), Napoli (29/9). Contemporaneamente, le Organizzazioni Sindacali chiedevano ufficialmente a Fnac Italia un incontro urgente per conoscere le prospettive future dei lavoratori. Le sollecitazioni dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali non hanno ottenuto alcuna risposta dai vertici di Fnac: da qui la proclamazione dello sciopero nazionale. Anche i dipendenti della Fnac dei Gigli di Campi Bisenzio si uniranno al presidio dei lavoratori Fnac nel centro di Milano, sotto la sede di Fnac Italia.
Fnac è una catena francese di megastore di libri, musica, dvd e prodotti di tecnologia, presente in Italia con 8 negozi e un sito e-commerce, per un totale di circa 600 dipendenti dell’età media di 30-35 anni. Fnac è una società del Gruppo PPR, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo PPR è presieduto dal multimiliardario François-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del Gruppo sui marchi del lusso. Il 13 gennaio 2012 la sede centrale di Fnac annuncia con un comunicato stampa un’imponente ristrutturazione dell’azienda, delineando le iniziative di risparmio programmate per ciascun Paese in cui Fnac è presente. Al destino di Fnac Italia il comunicato dedica una sola riga: In Italia, dove non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno.
Oggi, a nove mesi da quell’annuncio, i dipendenti di Fnac Italia non hanno ricevuto alcuna informazione sulla loro sorte e sulla sorte dell’azienda. Nel frattempo si avvicina la scadenza del 31 dicembre – data entro la quale sarà presa la decisione sul destino dei 600 lavoratori di Fnac Italia – e la prospettiva della chiusura si fa sempre più reale. Dal 6 settembre a oggi il tam tam della protesta ha raccolto solidarietà e interesse ovunque: dalla pagina facebook “Salviamo Fnac”, che in poche settimane ha ricevuto oltre 4.000 adesioni, al mondo della politica. Diversi sono anche gli artisti che hanno espresso la propria solidarietà ai lavoratori di Fnac, tra i quali Moni Ovadia, Subsonica, Afterhours, Litfiba.
Alcune reazioni politiche alla mobilitazione dei dipendenti Fnac:
“PPR, società che gestisce Fnac, deve rendere noto all’opinione pubblica europea se vuole essere corresponsabile di un generaziocidio oppure no. Dico questo perché l’età media dei 600 lavoratori in Italia (tra cui una ottantina a Napoli) è compresa tra i 30 e i 35 anni. PPR non soffre di crisi aziendale, in un momento di recessione dell’economia globale ha fatturato nel 2011 12.2 bilioni di euro, dati questi che ho appreso leggendo la home del loro sito. Inoltre le librerie e gli store Fnac sono divenuti in questi anni luoghi di aggregazione e di confronto culturale. La loro scomparsa, soprattutto senza l’attenuante della crisi aziendale, sarebbe doppiamente delittuosa, oltre che l’incremento della crisi occupazionale anche per la soppressione di un presidio vivace e culturale nel cuore del Vomero come nel centro di altre importanti città italiane.”  Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli)
“Fnac a Milano, è diventato nel tempo un presidio di cultura e scambio. Un luogo dove, insieme e oltre all’acquisto, ci si informa, si discute, si incontrano amici, grazie alla presenza di un gruppo di dipendenti e commessi attentissimi e motivati. Da qualche tempo, la proprietà (il gruppo PPR, francese) minaccia di chiudere questo spazio vitale per Milano. Perdere Fnac sarebbe perdere uno snodo della nostra vita culturale. Come Assessore alla Cultura, il mio impegno sarà di far presente alla proprietà la nostra attenzione per l’utilità sociale e il valore di Fnac in via Torino.”  Stefano Boeri (Assessore alla Cultura del Comune di Milano)
“È un pessimo modo di fare impresa, quello di Fnac, che non comunica e non condivide con i propri collaboratori le effettive difficoltà e le decisioni che stanno prendendo. Lasciare all’oscuro chi lavora è immorale. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per trovare soluzioni e definire percorsi nuovi, con l’ unico obiettivo di non lasciare soli i lavoratori e le loro famiglie”. Michele Coppola (Assessore alla Cultura della Regione Piemonte)
“Il Partito Democratico metropolitano di Firenze esprime forte preoccupazione per il poco chiaro processo di ristrutturazione della Fnac: gli oltre 60 dipendenti del punto vendita dei Gigli hanno diritto a delle risposte chiare. Sarebbe impensabile che i lavoratori e le lavoratrici del punto vendita Fnac, che appartiene alla grande multinazionale di marchi della moda e del lusso, possano rischiare il loro posto solo per strategie di marketing industriale e senza la condivisione di alcun percorso che li metta al riparo dallo spettro del licenziamento”. Stefano Righeschi (PD Firenze Coordinamento metropolitano)

Sit-in di protesta dei dipendenti Fnac a Firenze