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M5S Campi: 180 giorni della giunta Fossi ? fatti concreti pochi ..

6 febbraio 2014

Leggo sul sito del Movimento 5 Stelle di Campi Bisenzio e riporto il resoconto della serata organizzata dall’amministrazione Fossi per rendicontare i primi sei mesi, ad opera del capogruppo Niccolò Rigacci.

Ieri sera presso la Sala Pertini di Campi Bisenzio si sarebbe dovuta tenere la presentazione dei primi 6 mesi di governo del comune. Erano presenti il sindaco Fossi, il presidente della regione Rossi e conduceva la serata il giornalista Antonio Passanese. Usiamo consapevolmente il verbo al condizionale in quanto a un certo momento abbiamo persino pensato di aver sbagliato giorno o aver sbagliato sala (peraltro cambiata all’ultimo minuto) ma forse, molto più semplicemente, abbiamo sbagliato sindaco. Sull’operato dell’amministrazione comunale di questi 6 mesi non è stata spesa una parola, se la sono cavata con un volantino, contenente una lista tipo spesa al centro commerciale, piena di “avvio di percorso”, “avvio di processo”, “avvio di tavolo di lavoro” ma fatti concreti pochi e punti.
Viva l’inceneritore, viva l’aeroporto più grande, viva il rumore, il traffico e l’inquinamento!
Il presidente Rossi, intervistato dal giornalista, ha dichiarato la sua volontà di andare avanti con la costruzione della pista parallela dell’aeroporto di Peretola, giustificando questa scelta con il voler dare più risalto alla città di Firenze consentendone un maggior sviluppo. “Se isolassimo Firenze e l’area vasta fiorentina ci sarebbero ripercussioni a livello di sviluppo del territorio. Senza l’aeroporto metteremmo la Toscana in condizioni di non riprendere la crescita”, come se l’aeroporto di Pisa non esistesse! Ma già! l’aeroporto di Pisa è un nodo più turistico, quello di Firenze servirà persone che volano per motivi di lavoro, business addirittura ricerca! Questo tentativo grossolano di legittimare la scelta di una infrastruttura inutile e costosa con i temi più cari ai cittadini come il lavoro o la ricerca non sfugge ai nostri occhi attenti. Il presidente continua inoltre dicendo che i due aeroporti di Pisa e Firenze non devono entrare in competizione e ne descrive le peculiarità di ognuno peraltro non del tutto condivisibili, l’aeroporto di Pisa più turistico, quello di Firenze più di business, in questo modo non fa torto a nessuno e legittima la scelta di due aeroporti a neanche 100 km di distanza l’uno dall’altro. Quanto all’impatto ambientale dell’aeroporto sulla piana non sembra molto preoccupato, hanno un impatto ambientale molto più pericoloso le cementiere (?) inoltre, è previsto il parco agricolo della piana con 7000 ettari di zona verde (a due passi dall’inceneritore, ma questo non l’ha detto). Anzi sul tema inceneritore non ci sono proprio entrati, dopo il sì all’aeroporto, il sì alla tramvia, piuttosto che dichiarare un altro sì hanno preferito non toccare l’argomento. Sì, forse qualche aereo in più passerà sui tetti degli abitanti di Capalle, ma per il resto Campi si salva! E poi ci si stupisce se l’amministrazione di Campi fa affogare da anni nello smog i cittadini di via dei Confini, applicano sia a livello comunale che a livello regionale, il medesimo criterio: se il problema tocca i pochi, di quei pochi non gliene frega un tubo a nessuno. Comincia poi un monologo di triste rimpianto per la dorsale che costeggia la costa toscana, o la bretellina a Lucca o la bretella Lastra a Signa/Prato mai costruite per lentezza dei tempi, scarsa decisione, perché non si sono trovati gli accordi, perché in Toscana si vuole sempre accordare i toni di tutti, perché ci sono state forti opposizioni e alla fine non si decide mai niente. In questo modo tenta di far sentire responsabili i cittadini della mancata costruzione delle infrastrutture necessarie, mescolando ancora una volta lucciole con lanterne: le strade servono, l’aeroporto a Firenze no! A questo punto interviene il Fossi che si dichiara contrario alla costruzione dell’aeroporto ma con scarsa grinta e motivazione, via sindaco forza! Che almeno su questo siamo d’accordo!
Viva le imprese dinamiche che arricchiscono la Piana! (quali? La GKN?)
Rossi tocca poi il tema occupazione e si dichiara favorevole a investire sulle imprese dinamiche. “I nuovi fondi comunitari devono sostenere l’impresa che ce l’ha fatta e che ce la vuole fare, che ha aumentato i fatturati, ha aumentato la produzione e si è internazionalizzata, insomma l’impresa virtuosa”. Quanto a quelle che non ce l’hanno fatta, casomai per cause di forza maggiore (forse non sono state pagate dalla PA???) quelle devono morire, non gliene frega nulla a nessuno. “Di imprese virtuose nella piana ce ne sono parecchie! Perché la piana è appetibile e le aziende investono in questo territorio!” (forse il presidente non ha fatto un giro in zona ultimamente, gli suggeriremmo di andare in GKN per fare solo un esempio). Quanto al Fossi in realtà avevamo preso molti appunti su tutto quello che ha detto salvo poi, una volta tornati a casa cercando di rimetterli insieme, accorgersi che erano parole vuote e non siamo riusciti a cogliere il nocciolo del discorso.

I lavoratori GKN in corteo: “sindaco c’è posta per te!”

28 ottobre 2013

Venerdì sera al Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos era da tempo prevista una cena per sostenere la “cassa di resistenza” dei lavoratori GKN.
Una “cassa di resistenza” che i lavoratori utilizzeranno, come già accaduto in passato, per sostenere le loro lotte e le loro mobilitazioni.
Prima della cena un folto gruppo di lavoratori ha deciso di manifestare per le vie di Campi Bisenzio.
Troppe le voci inerenti la vendita di una parte della fabbrica e nessuna risposta alle richieste di chiarimento su questa vicenda.
Vicenda che ovviamente si colloca in un periodo di crisi del sistema capitalistico che non saranno certo sindaci, partiti, istituzioni a risolvere.
Una crisi che che, comunque, non tutti hanno intenzione di subire passivamente, in silenzio e con rassegnazione.
La manifestazione, partita da via Barberinese, è finita al Cienfuegos dove si è svolta la partecipatissima cena.
Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos

Di seguito pubblico la lettera aperta dei lavoratori GKN:

Siamo i lavoratori della GKN , importante azienda del settore auto di Campi Bisenzio
Nel mese di giugno è stata aperta una procedura di mobilità con l’annuncio di 28 esuberi e il conseguente non rinnovo dei lavoratori somministrati, la perdita di notevoli e importanti impianti e produzioni. Inoltre La direzione aziendale ci ha comunicato la sua intenzione di mettere in vendita la palazzina nord e l’adiacente portineria/parcheggio. La situazione è molto preoccupante abbiamo già dato parere negativo alla vendita di parte dello stabilimento, perché oltre al forte ridimensionamento che la multinazionale stà mettendo in atto a livello produttivo, con la cessione di questa parte dello stabilimento si certificherebbe un chiaro segnale di disimpegno della multinazionale sul territorio campigiano e non ultimo l’eventuale cambio di destinazione d’uso aggraverebbe il processo di deindustrializzazione già pesante sul territorio.
Chiediamo la solidarietà della cittadinanza campigiana e un incontro con l’amministrazione comunale.
I lavoratori della GKN

Il 26 e 27 maggio: vota un “operaio” in comune – Le proposte del candidato PRC di Campi

7 maggio 2013

Rifondazione Comunista di Campi candida a sindaco un operaio metalmeccanico della Gkn: Michele Di Paola, un delegato sindacale della Fiom. Ecco il comunicato apparso sul sito di Rifondazione: Non abbiamo chiesto a un operaio di mettersi a disposizione della nostra campagna elettorale, ma è la nostra campagna elettoralea mettersi a disposizione della questione operaia e della necessità di una riscossa sociale dei ceti popolari. Insieme al candidato sindaco Michele Di Paola, operaio metalmeccanico Gkn e delegato sindacale Fiom, Rifondazione Comunista riconferma come capolista il consigliere uscente Sandro Targetti che in cinque anni di legislatura è stato praticamente l’unica opposizione presente in consiglio comunale, con 107 presenze su 108 consigli comunali e con la presentazione di 216 atti,che hanno investito temi come il diritto al lavoro, alla casa, la salvaguardia del territorio e l’ambiente. Il resto della lista è composta da operai metalmeccanici di altre aziende, lavoratrici e lavoratori delle cooperative sociali, dei call center, insegnanti, iscritti Fiom e sindacati di base come Usb e Cobas, attivisti No Tav, No inceneritore e membri del gruppo casa. A breve sul sito di Rifondazione Comunista di Campi Bisenzio sarà disponibile il programma e una raccolta delle posizioni prese in consiglio comunale negli ultimi 5 anni. Intanto ecco alcune proposte del candidato Michele Di Paola.
NO INCENERITORI, NO ALLA NUOVA PISTA AEROPORTUALE: le alternative ci sono !! La Piana è già satura di funzioni e di inquinamenti: occorre una svolta radicale nella gestione del territorio!!
Se non vengono cancellate scelte insostenibili per il territorio, come il potenziamento dell’aeroporto, la costruzione degli inceneritori, la realizzazione di nuove autostrade e funzioni, il Parco della Piana non sarà più uno strumento di salvaguardia, ma solo una “foglia di fico” per nuovi scempi ambientali! Occorre respingere la Variante al Piano di Indirizzo Territoriale (PIT), proposta dalla Giunta Regionale Toscana, perchè mette insieme Parco della Piana e potenziamento dell’aeroporto, due scelte in netta contraddizione tra di loro. I Sindaci della Piana, contrari all’ipotesi di nuova pista “parallela-convergente” all’autostrada A11 per il forte impatto sul territorio, non sono però disponibili a rimettere in discussione i progetti di sviluppo urbanistico e confermano la scelta dell’inceneritore. La Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2002, che già allora denunciava una situazione molto critica e indicava l’urgenza di concrete azioni di mitigazione, è stata ampiamente superata in negativo dall’aumento del traffico (privato ed aereo) e dalla crescita delle funzioni. Per questo effettuare una nuova VIS ed una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sul complesso dei carichi esistenti e previsti nella Piana, rappresenta una scelta doverosa e obbligata prima di qualsiasi scelta !! Lo scambio “aeroporto-inceneritore” è inaccettabile, è ora di dire basta con il “mercato” degli inquinamenti, occorre lottare con un forte movimento per ridurli drasticamente e non per spostarli da una zona all’altra!
Il PRC di Campi Bisenziopropone concrete alternative per il futuro della Piana Firenze-Prato-Pistoia, a tutela della salute e del lavoro!
profonda revisione del Piano Strutturale di Campi e coordinamento degli strumenti urbanistici in tutta l’area metropolitana per fermare il consumo di territorio, nuove edificazioni e centri commerciali, per riequilibrare le funzioni con interventi di salvaguardia (Parco della Piana), di riqualificazione delle frazioni, recupero e con risposte concrete ai bisogni sociali (nuova edilizia pubblica, servizi, salute, inclusione, scuola, aggregazione…), contro sfratti, emarginazione e razzismo, contro la logica dei Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE);
fermare la costruzione dei nuovi inceneritori, previsti dal Piano Rifiuti (tra cui quello di Case Passerini) mettendo in pratica la strategia rifiuti zero, basata sulla riduzione, differenziazione, recupero-riciclo dei materiali, trattamento a freddo della parte residua e nuovo modo di produrre, distribuire e consumare le merci; rispettare la consultazione svoltasi a Campi nel dicembre 2007 che disse un chiaro No agli inceneritori;
No al progetto di nuova pista ed a qualsiasi potenziamento dell’aeroporto di Firenze, la cui attività va fortemente ridotta, considerato l’impatto già adesso insostenibile per cittadini e lavoratori, gestione unica degli aeroporti di Firenze e Pisa, con collegamenti ferroviari diretti e salvaguardia dell’occupazione;
difesa ed ampliamento degli spazi verdi, come il Parco Iqbal, minacciato da una strada di scorrimento e da nuove costruzioni;
gestione pubblica dei beni comuni, a partire dall’acqua, con Enti di Diritto Pubblico, fuori dalle logiche del profitto e della concorrenza, con la partecipazione ed il controllo delle comunità, nel rispetto dei referendum del giugno 2011;
sviluppare il trasporto pubblico e cambiare il modello di mobilità. Potenziare il trasporto pendolari, lottare contro i tagli e la privatizzazione del servizio ATAF, spostare quote di traffico dalla gomma alla rotaia, garantire manutenzione e sicurezza della rete ferroviaria (basta stragi come quella di Viareggio!), completare il raccordo ferroviario Rifredi-Osmannoro-Campi, realizzare una nuova linea ferroviaria, con strada di scorrimento locale, Prato-Campi-Signa, invece della bretella autostradale, costosa ed invasiva, nuove piste ciclabili; mettere in sicurezza la viabilità, come ad esempio la SR66 Pistoiese (le risorse ci sono: basta rinunciare agli inutili tunnel TAV sotto Firenze!);
tutelare il lavoro con una forte azione per i diritti, la contrattazione, la riconversione ambientale delle produzioni, la messa in sicurezza del territorio, per contrastare il modello “Marchionne”, la liberalizzazione degli orari nella grande distribuzione, la precarietà, gli infortuni e le delocalizzazioni.
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Rifondazione di Campi: La nostra proposta per le amministrative di Campi? E’ una questione di classe

15 aprile 2013

Lunedì 15 aprile alle h 14.00 si svolgerà la conferenza stampa in cui Rifondazione di Campi Bisenzio ufficializzerà la proposta di lista per le elezioni amministrative a Campi Bisenzio. Si svolgerà di fronte alla Gkn di Campi Bisenzio, in via Fratelli Cervi, una delle principali aziende metalmeccaniche del nostro territorio. Come si legge “Si svolgerà alla fine del primo turno – si legge sul comunicato – quando esce chi è entrato a lavorare alle 6 di mattina. Luogo e ora non sono casuali. A quell’ora infatti uscirà dal lavoro il compagno che abbiamo deciso di candidare a sindaco. Non aspettatevi un comico carismatico, né qualcuno che ha molto tempo da spendere sui social network. Non aspettatevi un magistrato, la società civile, la politica o l’antipolitica. Il nostro candidato è un operaio metalmeccanico residente a Campi, un delegato sindacale Fiom.
Non è un portatore di voti, non è l’uomo che si è fatto da solo, non ha imparato a fare comizi, non ha blog e la sera non torna nella propria villa. In compenso saprebbe spiegarvi cosa significa lavorare in fabbrica nell’era Marchionne, tirare alla fine del mese con uno stipendio di un metalmeccanico, passare la nottata ai cancelli per difendere un collega da un licenziamento ingiusto, provare a fare assumere gli interinali della propria azienda, difendersi da cassa integrazione e licenziamenti.
Intendiamoci: non vi spiegherebbe nulla di molto diverso da quella che è l’esperienza ordinaria di migliaia di famiglie appartenenti ai ceti popolari. Eppure questa esperienza, comune a migliaia di persone, si disperde completamente sul piano elettorale. Qualsiasi delle proposte politiche in campo, dal grillismo al Pd, oggi si distingue fondamentalmente per una caratteristica: l’idea di “rappresentare i cittadini” come un corpo unico. Al contrario i “cittadini” italiani ed europei si dividono, e ogni giorno di più, tra ricchi che sono sempre più ricchi e poveri che sono sempre più poveri. Basta dare uno sguardo agli ultimi dati usciti: nel 2012 crollo delle retribuzioni, aumento delle sofferenze bancarie e della povertà.E’ in corso una vera e propria guerra sociale diretta contro i ceti popolari: una guerra fatta di disoccupazione, precariato, sfruttamento, salari bassi, sfratti e mutui inarrivabili e insostenibili.Noi siamo convinti che anche le elezioni amministrative di Campi debbano essere una tappa per riaffermare una capacità autonoma dei ceti popolari di affermare politiche a proprio favore. La questione sociale va rimessa prepotentemente al centro, spazzando via il teatrino disgustoso a cui stiamo assistendo in questi giorni.Per questo candidiamo un operaio Gkn, e con lui in lista vi saranno lavoratori di altre aziende metalmeccaniche, della grande distribuzione, delle cooperative sociali, giovani precari, disoccupati, pensionati, attivisti No Tav, No Inceneritore e protagonisti delle lotte per la casa.
Capolista sarà naturalmente Sandro Targetti, consigliere comunale uscente di Rifondazione Comunista. Non esiste quasi sessione del consiglio dove Targetti non abbia presentato un’interrogazione, un ordine del giorno, un’osservazione. Pubblicheremo e ripubblicheremo su questo sito tutta la sua attività in consiglio che ha svariato dall’opposizione all’inceneritore, alle liberalizzazioni degli orari commerciali, arrivando fino a dimostrare concretamente come fosse possibile costruire nuove case popolari a Campi Bisenzio.
La nostra sarà una lista alternativa a Pd e Pdl, i due poli che hanno sostenuto l’uscente Governo Monti e che sono le due colonne portanti della gestione del potere per conto dei potentati economici nel nostro paese. Il nostro programma avrà 5 punti chiave:
– politiche radicali per il lavoro, con la difesa di ogni azienda e ogni posto di lavoro, lotta contro le leggi precarizzanti e la controriforma Fornero
– difesa intransigente del nostro territorio: contro la cementificazione e la speculazione edilizia, no all’inceneritore, all’ampliamento dell’aeroporto, difesa degli spazi verdi come il Parco Iqbal, appoggio al movimento No Tav
– lotta alle liberalizzazioni degli orari commerciali, perché il diritto al lavoro vada di pari passo con il diritto al riposo
– soluzione al problema abitativo, con costruzione di case popolari e requisizione degli appartamenti tenuti sfitti per alimentare la speculazione edilizia favorevole a Banche e gruppi immobiliari
– antirazzismo e antifascismo, per politiche che combattano il tentativo di creare una guerra tra i poveri, per distrarci dalla quotidiana guerra contro i poveri fatta da banche, grandi gruppi finanziari e imprenditoriali”

“Salvate il soldato Richard Ginori”, vogliamo difendere i nostri valori locali e l’occupazione italiana ?

15 gennaio 2013

lavoratori-richard-ginori

Richard Ginori, GKN, Ataf, Maggio Musicale Fiorentino, ISI .. quante sono le realtà locali e fiorentine che stanno mettendo in crisi migliaia di famiglie per non parlare poi addirittura di quelle toscane. E’ quasi impossibile fare una mappa di tutte le aziende che corrono il rischio di essere spazzate via nel 2013. «Solo nel settore delle costruzioni, si viaggia al ritmo di 100 posti di lavoro persi al giorno», racconta Daniele Quiriconi della Cgil Toscana.Questo è il futuro del lavoro e della tradizione manifatturiera, industriale e artistica della nostra amata regione, che rischia seriamente di scomparire. Riporto a tal proposito, un editoriale a cura del Comitato Mente Locale della Piana a proposito della Richard Ginori, ma dobbiamo pensare anche a tutte le altre identità minori e poco conosciute che rischiano o sono già scomparse, nel più assoluto silenzio e nell’indifferenza delle amministrazioni locali, regionali e nazionali.

Venerdì 18 gennaio, alle ore 17.00 a Sesto Fiorentino ci sarà una manifestazione convocata dai sindacati di categoria ma aperta a tutta la cittadinanza in sostegno del salvataggio della Richard Ginori.
Nel 1735 iniziava la lunga storia della Manifattura di Doccia, oggi Richard Ginori, quando Carlo Ginori, che dopo lunghi studi e investimenti aveva trovato finalmente un modo per ottenere una porcellana perfetta nonostante il fatto che il materiale a disposizione non fosse in partenza adatto, iniziava la sua lunga vita. La storia di come si arrivò in Europa alla fabbricazione di una porcellana perfetta è una delle grandi avventure della civiltà. Fino a quell’epoca, la porcellana era importata dalla Cina, in regime di quasi monopolio, dato che la terracotta cinese, ricca di caolino, permetteva la fabbricazione di oggetti perfetti. Non che non fosse possibile fabbricare porcellana anche in Europa, ma il risultato erano oggetti pieni di difetti (come la celebre, ma ahimè imparagonabile ai manufatti cinesi, porcellana medicea). Non a caso, ancora oggi in Inghilterra il servizio da tè in ceramica si chiama China.
Ci volle tempo, scienza, applicazione, per ottenere un prodotto perfetto come le porcellane che iniziarono a uscire dalla fabbrica di Doccia. A questo sapere dei materiali, a questo sapere manifatturiero, si unì il gusto per il design e l’amore per l’arte; gli artisti chiamati a disegnare e a decorare gli oggetti di  ceramica fecero dei prodotti di Doccia l’esempio di un buon gusto e di una bellezza che durava ancora tre secoli dopo, quando a realizzare il design delle porcellane Ginori venivano chiamati artisti del calibro di Giò Ponti. Perché quelle porcellane non erano semplici oggetti industriali; erano anche esempi di bellezza, dimostrazioni che il lavoro, con i suoi saperi (la cura dei materiali, la loro trasformazione, la loro decorazione) non è solo fatica, ma è anche l’attività con cui gli esseri umani trasformano il mondo e, a partire da una terra che sembra fango, realizzano cose belle. I greci antichi avevano un nome per chi realizza e trasforma le cose; lo chiamavano poietès, il facitore, ma anche: il poeta. Ora questo sapere, questa poesia della porcellana è a rischio; il recente fallimento della Richard Ginori pone a rischio sparizione questo sapere secolare, questo saper fare cose belle, questo aumentare il tasso di bellezza del mondo. Possibile che ci dobbiamo rassegnare a un mondo che produce solo cose brutte, cose dozzinali fatte in fabbriche infernali all’altro capo del mondo, dove gli operai vivono vite talmente miserabili che si suicidano? Davvero dobbiamo rassegnarci alla sparizione di ogni bellezza e di ogni buon gusto, sacrificate all’incombere della produzione di massa?
Se però è vero che la sparizione di un’azienda come la Richard Ginori non significa solo la sparizione di qualche centinaio di posti di lavoro, ma significa anche un impoverimento di tutti, perché un mondo più brutto rende tutti infinitamente più poveri, allora è giusto che la comunità difenda ciò che è suo; ed è giusto in primo grado rivolgersi ai governanti ad ogni livello di governo, nazionale e locale, e domandare loro:
“Voi, che si siete adoprati attivamente e con grande sforzo per difendere infrastrutture orribili come l’Ilva di Taranto, come gli inceneritori, come gli aeroporti, che cosa avete fatto per difendere questo nostro patrimonio? Voi, che avete permesso scempi ambientali ed estetici in nome della salvezza dei posti di lavoro che creavano malattie e morte, che cosa fate per difendere questi posti di lavoro che creano bellezza? Salvate la Richard Ginori, perché lo merita. Perché noi lo meritiamo. Se avete trovato i soldi per la discarica di Malagrotta e per gli F16, non è possibile che non li troviate per questa causa infinitamente più degna. Dimostrate per una volta di essere veri amministratori, se ne siete in grado. Oppure continuate a mandare in malora tutto, con la scusa che ce lo impone qualcun altro, non si sa chi, non si sa perché. In questo caso, potrebbe tornarvi utile questa citazione: ‘Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno chiamerò il mio servo…., lo rivestirò della tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani’ (Isaia, 22,19-21). Perché i crimini contro la bellezza non saranno mai perdonati.”
Il 18 gennaio, tutti a Sesto Fiorentino.

“Nessuno ha accolto il corteo operaio della GKN”, Rifondazione accusa il PD Campigiano di aver ignorato la protesta dei lavoratori contro l’articolo 18

23 marzo 2012

Ricevo e pubblico da parte di Rifondazione Comunista di Campi Bisenzio, in relazione alla protesta contro la riforma del mercato del lavoro.
Come in molte altre parti del nostro paese, l’altro ieri i lavoratori Gkn sono scesi ieri in sciopero contro la controriforma dell’articolo 18 (vedi in fondo articolo Nuovo Corriere). Sono arrivati in corteo fin sotto il Comune dove naturalmente nessun esponente del Pd li ha accolti. Già, perché i Democratici ora sono tutti presi con i loro mal di pancia. Hanno fatto i loro bei giri di valzer, sono entrati al Governo “responsabilmente”, caricandosi sulle spalle tutto il peso di applicare in Italia quanto chiesto dalla Banca Centrale Europea (forse non avevano letto che la Bce chiedeva tra l’altro la modifica dell’articolo 18 ?).
Si sa, i dirigenti del Pd non sono estremisti come noi. Non sono irresponsabili come noi. Loro sono gente seria, accolta benevolmente nei salotti bene delle persone che contano nel paese….E allora, caro Pd, perché tutto questo mal di pancia? Ah, capiamo… l’articolo 18 cancellato… la Cgil… una storia di lotte… e voi che dovete votare tutto….Votate la controriforma delle pensioni, i salvataggi delle banche, i licenziamenti facili…. Su, su, allegri. Su con la vita! Se siete così abbacchiati voi, che siete al Governo e come sempre ce la state infilando in quel posto, cosa dovrebbero dire quegli operai che da domani rischieranno il licenziamento per aver osato alzare il capo in fabbrica? Imparate da loro. Dovrebbero essere gli unici giù in questo paese, gli unici con il mal di pancia.
E invece ieri hanno sfilato per il nostro comune. A testa alta. Con l’allegria e la dignità di chi nella vita non ha altra alternativa che lottare. E lo stesso si dica per tutte quelle persone che lungo il percorso ci hanno salutato. Chi diceva: “bravi”, chi ci salutava con il pugno, chi sventolava un fazzoletto rosso. Ve le vogliamo raccontare queste scene, cari dirigenti del Pd, perchè a voi non è dato vederle.
Perché in questo paese ormai c’è una barricata. Di qua ci stanno gli operai, i diritti sociali, il salario, la resistenza di tutti i giorni. Di là ci stanno le banche, il potere finanziario, i grandi gruppi industriali.
Noi stiamo da questa parte della barricata. Voi al Governo. Punto e a capo.
Rifondazione Comunista Campi Bisenzio

COMUNICATO IN RISPOSTA ALLE AZIONI DI “CASA POUND” dal Comitato Lavoratori GKN

5 febbraio 2010

Un gesto simbolico dal sapore fortemente provocatorio con i «Sigilli» messi alla Fiat, con il nastro bianco e rosso, a ricordare una scena del crimine e  circondata di striscioni con la scritta «Fiat odia l’Italia», ad alcune concessionarie della casa automobilistica, (a Firenze a Porta al Prato) . Un blitz, messo a segno nella notte in maniera coordinata su tutto il territorio nazionale, e rivendicato da CasaPound Italia Firenze. «Prima fallisce, meglio è. Per tutti» è lo slogan che si legge sui volantini lasciati davanti all’azienda colpita. E ancora: «Salviamo i lavoratori e la produzione italiana, non la dirigenza Fiat, incapaci avventurieri che amano il profitto e non l’Italia». «E’ proprio di ieri – sostiene Saverio Di Giulio responsabile provinciale di CasaPound Italia Firenze – la notizia che i lavoratori della GKN DRIVELINE di Campi Bisenzio verranno posti in cassa integrazione per tre mesi. La GKN pur non essendo più di prorpietà della FIAT produce comunque per l’80% componentistica per il gruppo torinese. E quest’ultimo, nonostante il picco di vendite dovuto agli incentivi tagliati su misura per i suoi prodotti commercializzati (auto a metano e GPL), ha deciso di ringraziare gli italiani delocalizzando sempre di più la produzione all’estero» (La Nazione). Dopo questi fatti ricevo e pubblico un comunicato del Comitato Lavoratori GKN, in risposta anche alle molteplici dichiarazioni rilasciate.

Campi Bisenzio, 04 Febbraio 2010. Il Comitato dei Lavoratori GKN è nato poco più di un anno fa’, quando l’azienda decise di mettere a casa tutte le persone con contratto a termine prima delle loro naturali scadenze. Questa scelta aziendale, drastica, ingiusta, unilaterale ci mise di fronte all’evidenza e cioè, eravamo divisi in operai di serie A, B,C. Allora abbiamo deciso di creare un gruppo che al di là di ideali, partiti, colore della pelle, nazionalità e tessere sindacali, iniziasse un concreto cammino fatto di solidarietà, unione e ricerca di alternative a questo sistema economico ingiusto ed iniquo.
Siamo consapevoli che l’ITALIA è parte integrante di questo sistema economico globale, dove il nostro occidente opulento vive alle spalle e mantiene in miseria il resto del pianeta. Se un fallimento ci deve essere, si auspica che sia della complessiva logica perversa delle multinazionali ed in generale di un sistema economico che vede sfruttati e sfruttatori in ogni parte del mondo (e tra gli sfruttati la stessa TERRA, l’Acqua ,l’Aria, ecc,).
Siamo consapevoli che ritornare all’Autarchia, dove queste sparute minoranze politiche intendono portarci, sia una follia che già il POPOLO ITALIANO ha vissuto nei primi decenni del 1900 subendo Autoritarismo e Guerre che tutti conosciamo. I nostri sforzi sono rivolti a ridare una dignità al lavoro e ai lavoratori, a ricercare un equilibrio fra il valore del manufatto e il valore di chi ha lavorato per produrlo e delle risorse utilizzate. Questo equilibrio deve avvenire in ogni parte del globo, dove c’è un lavoratore sfruttato c’è un emarginato, un impoverito, un probabile clandestino.
ACCETTIAMO E DIAMO SOLIDARIETÀ, MA NON CI INTERESSANO OPPORTUNISTI E INOPPORTUNI GESTI DI SOLIDARIETÀ MAL CELATI DA SOLA E ESCLUSIVA POLITICA BECERA E INCOSISTENTE.
IL COMITATO LAVORATORI GKN

«Un coordinamento provinciale per le misure anticrisi» è la proposta uscita dal consiglio comunale straordinario di Campi Bisenzio

12 dicembre 2009

Schankomat Nuti, Gkn, Malo sono solo alcuni esempi di aziende che si sono ritrovate nella morsa della crisi, che ha picchiato duro anche a Campi e nell’area metropolitana. C’è chi, per salvare la propria azienda, come ha fatto il proprietario della Florentia Pellami, ha venduto la casa al mare. Ma questo non basta. Per risollevarsi dalla crisi occorre il sostegno delle banche e un coordinamento tra tutti i Comuni della provincia fiorentina sul fronte dei pacchetti anticrisi. Ed è questo ciò che, in sintesi, è emerso dal consiglio comunale straordinario di Campi Bisenzio sul tema del lavoro, che si è svolto l’altra sera – ma continuerà in una prossima seduta – con la partecipazione dei rappresentanti dei sindacati e delle associazioni di categoria. «Con una delibera del maggio scorso – ha dichiarato in apertura il presidente del Consiglio comunale, Alessandro Tesi – abbiamo impegnato la commissione Risorse e Sviluppo ad approfondire una serie di tematiche inerenti il mondo del lavoro. Con il medesimo atto il consiglio si impegnava a prevedere una volta l’anno una seduta dedicata al tema del lavoro in tutti i suoi aspetti, dando così seguito ad una iniziativa intrapresa da questa assemblea già lo scorso anno, in occasione della Festa della Toscana ‘Costruire lavoro’». «Questo impegno – sottolinea Tesi – a causa della crisi economico-finanziaria che ha investito tutto il mondo e alla luce delle drammatiche conseguenze cui ha portato, assume oggi una valenza ancora maggiore».
Relatore in aula è stato l’assessore comunale al lavoro Stefano Salvi, che ha snocciolato i dati sulla crisi nell’area di Sesto, Campi Bisenzio e Calenzano. Secondo i dati del Centro per l’Impiego di Sesto, che comprende i tre comuni, gli avviamenti al lavoro sono calati del 30% nel primo semestre 2009 rispetto al primo semestre 2008, con una perdita di 3.152 assunzioni. Al 30 giugno di quest’anno sono 1.118 gli iscritti alle liste di mobilità, il più alto numero dopo Firenze, che ne conta, sempre secondo i dati del Cpi, 2.632.
Nel corso del consiglio è intervenuto anche il presidente della commissione lavoro della Provincia di Firenze, Andrea Calò, che ha ricordato i dati diffusi nei giorni scorsi dalla Cgil Toscana (1.768 aziende in crisi nella regione, 150mila lavoratori coinvolti) e ha auspicato un segnale forte dalle istituzioni. «Come commissione provinciale – ha detto il presidente – abbiamo chiesto alla Provincia di coordinare tutti i Comuni, per mettere in campo misure anticrisi efficaci. Occorre inoltre rivedere il patto per lo sviluppo del 2005, troppo subalterno al mondo delle imprese». Sulla proposta di un coordinamento provinciale si sono detti Stefano Nuti, Massimiliano Bianchi e Monica Castro Pivetti, rappresentanti rispettivamente di Cisl, Cgil e Ugl. A seguire sono intervenuti i rappresentanti delle associazioni di categoria Alessandro Falcini (Confesercenti), Ornella Giomini (Cna), Massimo Manzini (Confindustria) e Fabio Boretti (Confartigianato). «Questa crisi – ha evidenziato Alessandro Falcini, di Confesercenti – porterà alla chiusura da qui a fine anno di 50 attività commerciali, che significano 150 lavoratori che si troveranno senza alcuno stipendio e senza ogni tipo di supporto». I rappresentanti delle associazioni di categoria hanno ribadito la necessità di puntare su formazione, programmazione commerciale, accesso al credito per sostenere le imprese in questa difficile situazione. A conclusione del consiglio è stato annunciato un convegno sull’accesso al credito, che si svolgerà a Campi a febbraio 2010.

GKN di Campi Bisenzio.. “Chi sta pagando per questa crisi ?”

1 luglio 2009

L’iniziativa iniaizlmente programmata per il 26 giugno è stata rimandata a venerdì 3 luglio,  a causa della pioggia caduta abbondantemente, la ripropongo con piacere e spero in una ampia affluenza.
Ricevo e pubblico il volantino del Comitato Cassintegrati della GKN di Campi Bisenzio. Una assemblea di protesta, una cena popolare ed un concerto in favore di questi lavoratori per ascoltare le loro ragioni ed essere solidali con loro. Partecipiamo numerosi … domani 3 luglio alle ore 21.00, sono graditi i vostri commenti ..

gknNessuno nega a parole la necessità di evitare che la crisi si abbatta sui lavoratori. In verità la crisi ha già colpito duramente, con la possibilità di un ulteriore peggioramento. Il Pil (Prodotto Interno Lordo) è calato ancora del 4% negli ultimi tre mesi. La presidente di Confindustria Marcegaglia ha detto che una parte del sistema produttivo rischia di essere distrutto nei prossimi mesi. Ma oltre a piangere miseria e incassare soldi pubblici per ripianare le loro perdite, cosa stanno facendo i grandi gruppi finanziari e industriali? E intanto la disoccupazione dilaga….
La verità è che per anni le aziende hanno incassato gli enormi profitti creati dalla ripresa e dal nostro lavoro, mentre oggi pretendono che siano i soldi pubblici a pagare i loro debiti. Per anni quindi hanno privatizzato i profitti e ora vogliono socializzare i debiti. Quando alle aziende fa comodo ci lasciano a casa in cassa integrazione, non rinnovano i contratti precari. Non appena c’è un minimo segnale di ripresa della produzione tornano a chiederci gli straordinari e i sacrifici. Questo è il caso del gruppo Fiat, ad esempio, in cui nello stabilimento di Pomigliano viene fatta la cassa integrazione mentre a Melfi vengono chiesti gli straordinari. Questo è il caso anche della nostra azienda, la Gkn, dove prima sono stati mandati a casa quasi cento precari in pochi mesi e oggi tornano a chiederci gli straordinari. Non sono mancati in questi mesi le scadenze di lotta o i cortei nazionali. Ciò che manca è un’unità dal basso tra i lavoratori, almeno a partire dalle aziende del nostro territorio che stanno pagando la crisi (come ad esempio Seves, FondIc, Nuti, Borri, settore camperistica, aereoporto, Ataf ecc.). Per questo ti invitiamo all’iniziativa indetta di fronte ai cancelli della Gkn per discutere su come lottare contro la crisi, andare oltre una generica solidarietà tra aziende e unificare le diverse mobilitazioni.
Venerdì 26 giugno, dalle 21.00 Assemblea di fronte ai cancelli della Gkn in via Fratelli Cervi (Campi Bisenzio, zona Gigli!). A seguire concerto…..
Comitato cassintegrati Gkn