Posts Tagged ‘francesca’

Vaccinazioni, se ne parla domani a Villa Montalvo con le Mamme Amiche di Campi Bisenzio e la Dr.ssa M.Francesca Gola

24 maggio 2012

Le Mamme Amiche di Campi Bisenzio vi invitano a partecipare all’ultimo degli incontri in programma di “Diventare genitori” , dal tema “Perché è necessario vaccinare il bambino” con la Dr.ssa Maria Francesca Gola, Pediatra Consultoriale ASL 10 Firenze. L’incontro si terrà domani, venerdì 25 maggio alle ore 17.00, presso la sala della limonaia a Villa Montalvo a Campi Bisenzio. Al termine dell’incontro sarà offerto a tutti i partecipanti un goloso buffet. Mamme amiche di Campi Bisenzio associazione di volontariato www.mammeamichedicampi.it

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Francesca Michielin da X-FACTOR ai Gigli, sabato 11 febbraio presenterà “Distratto”

8 febbraio 2012

Francesca Michielin, la vincitrice dell’ultima edizione di X Factor, sarà ospite del centro commerciale I GIGLI sabato 11 febbraio alle ore 16.30 in Corte Lunga in collaborazione con Mediaworld.
Francesca Michielin, l’ultima vincitrice di X Factor, sarò ospite del centro commerciale I GIGLI sabato 11 febbraio alle 16.30 dove, in Corte Lunga, incontrerà i suoi fan ai quali autograferà il suo CD “Distratto” in vendita presso Mediaworld.
Francesca si definisce “sognatrice, perfezionista ed imprevedibile” e afferma “di dare sempre il meglio di se stessa”.
Durante la semifinale ha presentato per la prima volta, come gli altri finalisti, il suo inedito, “Distratto”: il brano è stato scritto da Elisa che ha visto in Francesca una luce particolare e ha deciso di comporre, insieme all’autore Roberto Casalino (Ferreri, Ferro), un brano suggestivo, emozionante, nel quale si parla di un rapporto che sta per finire, del lasciarsi consapevolmente con la persona che “distrattamente” ha condiviso con te anche solo “un’ora un giorno”.
L’LP “Distratto” contiene, oltre all’inedito omonimo, cinque cover scelte tra i brani che Francesca ha interpretato nel corso del programma.

“Dentro l’energia, il Metano si racconta”, il primo libro italiano per ragazzi dedicato al Gas Naturale edito da Idest

18 giugno 2011

Tutto quello che avresti voluto sapere sul gas naturale nel primo libro italiano per ragazzi interamente dedicato al metano (nickname Oro Azzurro).
Protagonista di primo piano del campo energetico, il metano racconta ai ragazzi se stesso e il suo mondo in quattro agili capitoli e con un ricco corredo di illustrazioni. Il volume, tascabile, offre un testo leggibilissimo e scientificamente rigoroso, presentato attraverso una narrazione in prima persona e con l’ausilio di numerosi “inserti” di approfondimento basati su una giocosa interazione con il lettore. Ne risulta un vero e proprio viaggio dentro l’energia, volto a sviluppare la conoscenza di una fonte che, pur appartenendo alla nostra quotidianità, rimane di solito poco affrontata e ancor meno conosciuta.
Del metano si approfondiscono così composizione, caratteristiche, valenze energetiche, localizzazione, effetti sull’ambiente e rapporti con la più ampia famiglia di appartenenza (“La mia famiglia e… altri idrocarburi”).
Si documentano tecnologie e metodi di estrazione, trattamento e distribuzione (“Condominio infiammabili”).
Si narra la storia di questa risorsa energetica partendo dal “culto del fuoco” sorto in Azerbaijan fin dalla più remota antichità, per poi passare per la Cina del 300 a.C. e l’Europa dell’Ottocento con le vicende energetiche della Rivoluzione Industriale e con l’avvento dell’”antenato” del metano, il gas di città, elemento fondamentale nello sviluppo di illuminazione, riscaldamento e capacità di lavoro del nascente apparato industriale moderno, fino all’impianto negli anni ’60 del Novecento dei grandi metanodotti che hanno segnato le tappe di sviluppo dell’età contemporanea (“Gas ieri, metano oggi”).
Non sono infine trascurate le spinose questioni dell’enorme consumo che si fa oggi delle risorse idrocarburiche e le speranze riposte nelle energie del domani, le rinnovabili, perno di un nuovo sistema energetico che fa leva sulla consapevolezza di quanto il comportamento di ognuno contribuisca a dare grandi risultati attraverso semplici “diete energetiche” costituite di piccoli accorgimenti quotidiani, a scuola e nelle proprie case, per dare più energia al nostro futuro (“Appunti sull’energia del futuro”).
L’autrice: Francesca Brunetti, laureata in Lingue e Letterature Straniere Moderne, è bibliotecaria all’INAF Osservatorio Astrofisico di Arcetri (Firenze) dove partecipa anche alle attività di diffusione della cultura scientifica ed è redattrice dei siti di divulgazione. Si occupa di promozione dell’editoria scientifica per ragazzi, collaborando con riviste specializzate. Nel 2009 è stata coautrice di Storie dei cieli del mondo (Sinnos).
L’illustratore: Libero Gozzini ha frequentato l’Istituto d’arte applicata del Castello Sforzesco di Milano. Co-scenografo nel lungometraggio di Bruno Bozzetto West & soda, svolge l’attività di illustratore dal 1967. Ha realizzato illustrazioni per varie campagne pubblicitarie (“Il Tigre Esso”, “I Pappagallini BP”). Ha pubblicato tra l’altro: Alfabeto per ridere e Peter Pan (Edizioni Scuola del Fumetto), Giovannin senza paura e Il vestito nuovo dell’Imperatore (EL), Il Barone di Münchausen (Prìncipi e Princìpi). Il volume è stato promosso da: Toscana Energia. Edito da Idest, 64 p., ill. a colori, ISBN 978-88-87078-44-2 costo Euro 15,00.
Il libro può essere acquistato anche on line su: www.liberweb.it

Miss Italia Francesca Testasecca taglia la torta tricolore per il 14° compleanno dei Gigli

4 giugno 2011

Oggi pomeriggio si è tenuta la tradizionale festa per il compleanno del centro commerciale I GIGLI che è culminata, dopo le selezioni di Miss Italia 2011 in Corte Tonda, con il taglio della torta effettuato da Francesca Testasecca e dal direttore del centro commerciale Alessandro Tani.
Una grande festa, come I GIGLI hanno abituato gli affezionati clienti da 14 anni a questa parte, ha caratterizzato il pomeriggio in Corte Tonda dove, dopo le selezioni ufficiali di Miss Italia 2011, ha visto una grande folla partecipare al taglio della torta, una grande torta Tricolore in onore dei 150 anni dell’Unità d’Italia, insieme a Miss Italia 2010 Francesca Testasecca.
La torta è stata distribuita, assieme a spumante italiano, a centinaia di persone che hanno affollato l’intero pomeriggio la Corte Tonda.
“I Gigli compiono 14 anni di attività – ha detto il direttore Alessandro Tani – 14 anni di grandi soddisfazioni e di notevole impegno perché il centro commerciale sia sempre all’altezza delle esigenze dei clienti e di un moderno approccio alle attività commerciali. Nei prossimi 12 mesi I Gigli si trasformeranno ancora e offriranno una maggiore quantità di servizi di grande qualità oltre a prepararsi a proporre nuovi punti vendita di altissimo livello”.
Nel corso della manifestazione il direttore del centro commerciale ha consegnato al direttore di Dinamo Camp Orlandi la “bandiera tricolore” realizzata con centinaia di foto di persone che hanno prestato il loro volto ed hanno contribuito finanziariamente al campo terapeutico che si trova sulle montagne pistoiesi.

Francesca Testasecca assieme al Dott. Alessandro Tani

Percorsi d’arte .. i tesori della nostra città: la Villa Rucellai ed i suoi decori

27 dicembre 2010

Prosegue la rassegna artistica dei tesori presenti nella nostra città, sempre a cura di Francesca Bertini responsabile dell’Ufficio Patrimonio Storico Artistico del Comune di Campi Bisenzio. Oggi parleremo della Villa Rucellai e dei suoi decori.

Villa Rucellai: l’eleganza dei decori in una dimora suburbana

Villa Rucellai dall'esterno dopo il restauro

L’acquisto da parte del Comune nel 2001 dell’intero complesso di Villa Rucellai, dà inizio a un progetto di recupero e restauro a partire dall’ala settecentesca della storica residenza familiare che è stata adibita a sede dell’Amministrazione comunale al piano nobile e a sede del Museo Antonio Manzi al piano terra con l’intenzione di sfruttare gli spazi anche per promuovere attività didattiche e organizzare eventi culturali.
La Villa si trova nel centro di Campi Bisenzio. Il cancello di accesso si apre a pochi metri da piazza Dante. Edificata nell’antico popolo di Santo Stefano immediatamente fuori dalle mura castellane, la villa è circondata da un alto muro, sostituito in parte su piazza della Resistenza qualche anno fa da una cancellata, in cui si aprono tre cancelli in ferro battuto decorati con stemmi e motivi floreali, costruito nella seconda metà dell‘800 quando i Rucellai, avendo venduto al Comune buona parte dei possedimenti e dei terreni chiesero il permesso di edificare un muro per recintare la loro proprietà. La parte più antica del complesso utilizzata fino alla vendita come fattoria, si presentava e tuttora è rimasta, in condizioni conservative peggiori rispetto alla parte settecentesca e non risulta nota la presenza di pitture o decorazioni murali. Ciò che emerge tuttavia da un rapido sguardo d’insieme alla Villa è il perfetto connubio tra le forme della dimora padronale quattrocentesca e la parte Neoclassica settecentesca.
Il nucleo originario cinquecentesco del giardino ha dato il nome alla Villa e all’intera area che si chiamava il Pratello, ed era costituito da un semplice prato decorato con aiuole e siepi. Quella odierna è la sistemazione ottocentesca secondo il gusto romantico con percorsi e aiuole irregolari, ombreggiate da querce, olmi, lecci. La parte sud del giardino è invece occupata da orti e limonaie con preciso disegno geometrico. La storia della famiglia Rucellai è indissolubilmente legata a Campi Bisenzio tanto che si narra che il primo rappresentante della famiglia fosse un nobile al seguito di Federico Barbarossa che per ricompensa al proprio valore ottenne il titolo di Signore di Campi; infatti alla fine del ‘300 il castello di Campi veniva chiamato anche Castello di Vanni di Ser Lapo Rucellai. Nel corso del XV secolo la famiglia aumentò le proprietà e i possedimenti. La Villa è sempre rimasta di proprietà della famiglia Rucellai dal Quattrocento fino al giorno della vendita, passata di generazione in generazione.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

Il primo nucleo nasce nella seconda metà del ‘400 dall’unione di due case vicine preesistenti. Nella prima metà del ‘500 intorno al cortile viene costruito un loggiato a due piani e davanti all’ingresso viene creato il giardino voluto da Maddalena Rucellai. Ai primi del ‘600 la villa passò a un altro ramo della famiglia, quello di Benedetto di Giovan Battista. Nel Settecento, in seguito all’aumentare della fama della nobile famiglia, la villa si rivelò inadatta per le esigenze di rappresentanza e per lo stile di vita della famiglia e si decise quindi di ampliarla.
Siamo in un periodo storico che va dal 1735 al 1752, nel cui arco di tempo venne costruita una nuova ala per gli appartamenti padronali degli allora quattro fratelli Rucellai proprietari: Giulio, Francesco, Federico e Giuseppe.
La parte più antica quattrocentesca rimase purtroppo in cattivo stato di conservazione e utilizzata fino alla vendita come fattoria. La decorazione pittorica murale tuttora esistente risale alla fine del ‘700, fu voluta da Pietro Orazio e commissionata a Luigi Bazzuoli insieme ad Angiolo Angiolini e Giuseppe Antonio Fabbrini. Le statue all’esterno che decoravano il giardino e non più presenti furono eseguite da Antonio Zini. Nello stesso periodo un altro esponente della famiglia, Giovan Pietro, consacrò invece la Cappella della Villa a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Risalgono al 1786 le ricevute del pittore Luigi Bazzuoli per stucchi, cornici, stipiti, mentre tra il 1787 e il 1788 il pittore Angiolo Angiolini eseguì a piano terra la decorazione della stanza di ingresso alla odierna Sala Quattro Stagioni sul gusto raffaellesco con vedute di ville di proprietà Rucellai e figure a cammeo, lavoro per il quale viene pagato 300 lire, come risulta dai documenti dell’Archivio Rucellai.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

L’artista lascia il segno del suo passaggio apponendo una scritta con l’indicazione del suo nome e l’anno di esecuzione MDCCLXXXVII. Il pittore Giuseppe Antonio Fabbrini ricevette invece per la decorazione della Sala Quattro Stagioni 150 scudi nel 1788. Completano la decorazione delle sale al piano terra, pregevoli stucchi policromi e stemmi di famiglia.
Uno studio più accurato tuttora in corso permetterà tra breve di avere più chiaro il contributo che i pittori del Settecento hanno dato all’abbellimento delle sale e dei soffitti della Villa, in modo da restituire il giusto peso a queste decorazioni che si integrano perfettamente con le opere contemporanee di Antonio Manzi esposte nelle sale in un continuo dialogo tra passato e presente.
Francesca Bertini – Sezione Patrimonio Storico-Artistico

Percorsi d’arte .. i tesori della nostra città: La chiesa di San Quirico e Giulitta a Capalle e il suo legame con i Vescovi fiorentini

21 dicembre 2010

Con questo post inizia la rassegna artistica dei tesori presenti nella nostra città, a cura di Francesca Bertini, responsabile dell’Ufficio Patrimonio Storico Artistico del Comune di Campi Bisenzio. Il documento è tratto da DiSegno Comune di Novembre. Ho deciso di pubblicare mensilmente tali documenti, accogliendo l’intenzione di dare risalto e promuovere la conoscenza dei numerosi luoghi di interesse culturale presenti sul territorio con l’intento di risvegliare la curiosità del lettore e portarlo a scoprire o a guardare con occhi diversi gioielli d’arte spesso dimenticati eppure vicinissimi a noi. Il primo appuntamento inizia con la chiesa di San Quirico e Giulitta a Capalle e il suo legame con i Vescovi fiorentini, egregiamente descritta da Francesca Bertini. Questo documento ed i futuri saranno raccolti in una pagina sul blog, sempre disponibili grazie anche ad un logo presente sulla barra laterale (attualmente in preparazione). Per contatti la Signora Bertini è disponibile tramite email . Buona lettura.

La storia della chiesa di San Quirico e Giulitta a Capalle, la cui costruzione risale al XIII secolo, è strettamente legata all’espansione del patrimonio territoriale della Chiesa, proprietaria fin dall’anno Mille di numerosi possedimenti. A navata unica, di origine romanica, presenta una facciata che ha parzialmente conservato i caratteri romanici e alterna l’alberese e il serpentino verde di Prato, mentre l’interno ha un copertura a capriate lignee. Il Vescovo di Firenze gestiva direttamente il borgo di Cavalle e le terre circostanti come suo feudo, in antagonismo ai laici Mazzinghi di Campi, e attendeva alla manutenzione del complesso, dei suoi arredi e di tutto ciò che serviva alla gestione della parrocchia. La posizione unica di Capalle nei confronti delle chiese circostanti, convinse il Vescovo ad innalzarla al rango di Chiesa Battesimale, facendo pertanto costruire il fonte con il quale venivano battezzati non solo gli abitanti ma anche quelli delle parrocchie più vicine.
Purtroppo il castello di Capalle fu centro delle vicende legate alla guerra tra guelfi e ghibellini e nel 1266 il legato imperiale Guido Novello dei Conti Guidi, ghibellino al comando dei fiorentini, assediò il castello, che subì le prime razzie e predazioni. Il Trecento vede continuare incursioni e devastazioni del borgo per mano di Castruccio Castracane condottiero alleato dei Visconti contro Firenze, che mise a ferro e fuoco anche Capalle saccheggiandola. Il castello venne smantellato, le torri abbattute, la chiesa rovinata tanto che mostra attualmente evidenti i segni della deturpazione, essendo rimasta intatta solo fino a metà altezza. Nel 1374 anche le truppe mercenarie di Giovanni Acuto, il condottiero la cui raffigurazione ad affresco troneggia nella navata del Duomo fiorentino, devastarono il contado intorno a Capalle. Nel 1419 ha inizio l’episcopato di Amerigo Corsini, primo ad avere il titolo di Arcivescovo. Di nobile famiglia, cresciuto nella corte papale, si interessò a Capalle e rinnovò anche il sistema amministrativo del contado. Contemporaneamente si ampliarono i possedimenti delle famiglie Strozzi, Corsini e di altri casati fiorentini. Dal 1446 parroco di Capalle fu l’arcivescovo e futuro santo, Antonino, che soggiornava nel palazzo Vescovile, il Palagio, attuale Villa Becagli che fronteggia la chiesa, al cui interno è conservata la camera dove il santo dormiva e si raccoglieva in contemplazione, cui si accede attraversando l’aulica sala ornata dai segni zodiacali e dall’emblema del toson d’oro. Nel 1518 la chiesa divenne ufficialmente Prioria, mentre il popolo dipendeva da Campi ed era rappresentato da un rettore. Una prima ricognizione dei beni presenti nella chiesa venne fatto nel 1518 con un inventario inviato al nuovo arcivescovo Giulio de’ Medici; spicca il numero degli altari e la devozione a molti Santi tra cui Sant’Antonio Abate, perché essendo il paese essenzialmente agricolo, si raccomandava a lui la protezione del bestiame e del foraggio; a Sant’Anna, protettrice delle partorienti; a San Sebastiano, cui ci si affidava per le azioni caritatevoli. Lo sviluppo della chiesa nel ‘500, nel ‘600 e nel ‘700 fu operato dai vescovi Alessandro de’ Medici, Piero Piccolini e Francesco Gaetano Incontri. L’arcivescovo Alessandro de’ Medici, il futuro papa Leone XI, fervido sostenitore della controriforma e dei precetti del Concilio di Trento, ampliò e ristrutturò profondamente la chiesa nel 1576 su progetto di Giovanni Antonio Dosio; nel 1580 eresse l’Oratorio della Compagnia, edificio che si affaccia sulla piazza, staccato dalla chiesa, dal Palagione e dalla canonica, rialzato da gradini.
All’esterno, sull’architrave del portone, esiste ancora un’iscrizione voluta dall’ arcivescovo nel XVI secolo con la data e l’affidamento dello stesso al Santissimo Sacramento e all’Immacolata.
Adesso è destinato a teatro parrocchiale. L’interno della chiesa, di impronta vasariana, viene concepito seguendo i dettami del Concilio di Trento. In quel periodo, vennero commissionate due tavole a Giovan Battista Naldini, pittore tardo manierista: Sant’Antonio Abate in orazione nel deserto percosso dai demoni e San Girolamo orante nel deserto. Gli azzurri e i verdi e l’incarnato delle figure riecheggiano il Pontormo.
Un documento testimonia che il Naldini ebbe per quelle opere un compenso di 1280 lire, ma lavorò a lungo per il Vescovo dipingendo l’arme di Alessandro de Medici ovunque: lo stemma mediceo è arricchito dalla croce di Malta di cui Alessandro era stato priore e i gigli degli Angiò nella palla superiore. Nel 1635 per volontà dell’arcivescovo Piero Niccolini altri lavori interessarono la canonica e la chiesa. Il suo emblema con il Leone rampante appare ovunque, all’ingresso della canonica, sul camino, sul bacile di rame del fonte battesimale, ai piedi degli altari in pietra, quasi in concorrenza con lo stemma mediceo. Il Niccolini aveva una predilezione per Capalle, da piccolo villeggiava a Gonfienti, era parente degli Strozzi e andava a visitarli spesso presso i loro possedimenti. Fece ampliare la canonica, probabilmente su disegno di Gherardo Silvani, famoso architetto manierista toscano che guardava a Buontalenti e all’Ammannati, e che rinnovò dalle fondamenta anche la sacrestia. L’arcivescovo fece intonacare la facciata della chiesa e vi appose il suo emblema; all’interno fece costruire nuovi altari in cui spiccano ancora oggi una tela nel primo altare a destra che raffigura Cristo che cammina sulla acque che salva Simon Pietro, con la barca degli apostoli sullo sfondo tempestoso di una realistica scogliera; un’altra tela invece, nel primo altare a sinistra è attribuita a Francesco Curradi, pittore fiorentino dai caratteri devozionali, allievo del Naldini, che raffigura San Andrea Corsini che distribuisce il pane in tempo di carestia, risalente al 1629, anno della canonizzazione. Ma un gioiello conservato nel secondo altare a destra, detto della Santissima Concezione, con il rilievo della Madonna con Bambino inserito in una tela del primo ‘600 che raffigura San Carlo Borromeo, Santa Lucia, San Francesco, San Sebastiano.
A Capalle c’era infatti una grande devozione per la pratica del rosario, e già nel primo ‘400 si venerava questa Madonna, dal volto assorto e pensoso, modellata alla maniera di Lorenzo Ghiberti. Al tempo del Niccolini la Prioria fu assunta al rango di Pieve. Da Roma giunsero anche le reliquie dei martiri Enea, Onorio e Valerio che si festeggiano l’ultima domenica di Aprile. Nel corso del 600 fu introdotta anche la pratica delle Quarantore. Nel 1750, invece, per volere dell’arcivescovo di Firenze Incontri, la chiesa fu sottoposta ad una serie di lavori interni con l’arricchimento degli arredi. Uomo colto e in aura di santità, fu tra i parroci più assidui di Capalle. Rifece fare l’altar maggiore con colonne, lesene, pietra serena e legno dorato ordinando anche parati, tovaglie in pizzo dorato per l’altare. Con le soppressioni napoleoniche la chiesa di Capalle e lo stesso arcivescovado sono stati spoliati di tutti i possessi. Fu l’arcivescovo Minucci nella prima metà dell’ottocento e edificare il cimitero e porre il suo stemma sulla facciata.
Preme ricordare infine che l’ultima opera commissionata per un locale attiguo alla chiesa, detto Cappella delle Confessioni, è stata eseguita dall’artista Antonio Manzi con la tecnica del graffito su affresco ed è una riflessione sul tema del dolore ai piedi della Croce; ed è proprio un mirabile Crocifisso attribuito alla cerchia del Giambologna che fa da sfondo a un’altra mirabile opera.
La chiesa è aperta per le visite dalle 17 alle 18 e dalle 18.30 alle 19.30, escluso il mercoledì e il sabato. Per visite guidate contattare il Parroco Don Nicodemo al numero 055 8951009.
Francesca Bertini

Convegno “Le piccole e medie imprese e l’accesso al credito” Sabato 27 febbraio ore 9.30 a Campi Bisenzio

26 febbraio 2010

Gli imprenditori della Piana, come in generale tutti quelli che operano sul territorio provinciale fiorentino, in tempi di crisi economica si confrontano con i problemi dell’accesso al credito. In che misura le imprese soffrono della richiesta di maggiori garanzie da parte degli istituti di credito? Minori concessioni di credito e scoperto rischiano di frenare ulteriormente gli investimenti e rallentare, perciò, i processi di sviluppo? Per approfondire queste tematiche, le presidenze dei consigli comunali di Campi Bisenzio, Calenzano, Sesto Fiorentino e Signa, su proposta della commissione consiliare risorse e sviluppo di Campi, hanno organizzato il convegno «Le piccole e medie imprese e l’accesso al credito», che si svolgerà sabato 27 febbraio, a partire dalle 9.30, presso il Comune di Campi, sala consiliare Sandro Pertini, piazza Dante 23.
Dopo i saluti delle autorità, sono previste le relazioni di Lorenzo Gai, professore ordinario della facoltà di economia dell’Università di Firenze, Francesca Rosa, viceprefetto aggiunto della Prefettura di Firenze e Giovanni Ricciardi, direttore generale di Fiditoscana spa. A seguire, dibattito con gli onorevoli Andrea Lulli e Gabriele Toccafondi. Modera il giornalista Daniele Calieri.
«Tengo a precisare – sottolinea il presidente del consiglio comunale di Campi Bisenzio, Alessandro Tesi – che questo convegno non rappresenta un evento isolato: si colloca all’interno di un percorso, già avviato, di relazioni tra Consiglio, organizzazioni di categoria e istituti di credito. Un percorso che si è sviluppato nella commissione consiliare risorse e sviluppo, ai cui membri si deve l’idea di questo incontro. Un prezioso approfondimento tecnico e politico che sarà utile a fare luce sulla realtà dell’accesso al credito in un momento di grandi sofferenze finanziarie ed economiche».
«La capacità di accesso al credito – commenta il presidente del consiglio comunale di Signa, Domenico Zaccaria – rappresenta uno dei motori fondamentali per l’economia, soprattutto per la piccola e media impresa. Politiche che agevolano l’accesso al credito rappresentano per il tessuto produttivo della Piana un occasione importante di rilancio, in quanto in una congettura di crisi il credito bancario risulta essere vitale per la sopravvivenza delle aziende manifatturiere del nostro distretto. Un patto trasversale fra politica, banche ed aziende potrebbe rappresentare una via di sviluppo in grado di innescare nuovamente il moltiplicatore economico della nostra realtà a vantaggio di chi vuol investire e creare ricchezza sul territorio».
«Il tema del lavoro e della crisi economica – aggiunge Lara Burberi, presidente del consiglio comunale di Calenzano – è stato al centro del dibattito politico praticamente fin dall’insediamento dei nuovi consigli comunali, prova ne sono i consigli comunali aperti su questo argomento che si sono già svolti in alcuni dei comuni della nostra area. Purtroppo stiamo assistendo in questi giorni sul nostro territorio alla richiesta di cassa integrazione da parte di una delle aziende più importanti della nostra zona: la Buzzi-Unicem di Settimello. Assistiamo anche a realtà positive quali quelle della ditta Mofopress che assume e forma lavoratori nonostante la crisi, ma si tratta comunque di casistiche sporadiche. Il convegno che si terrà sabato prossimo, promosso dalle Presidenze del Consiglio di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Calenzano e Signa, è un altro momento fondamentale di discussione politica alla ricerca di soluzioni condivise ma soprattutto di strumenti concreti per contribuire al superamento della crisi economica». Al convegno parteciperà anche Andrea Giorgetti, presidente del consiglio comunale di Sesto Fiorentino.

Diventa amico del “Tandem di Pace” su Facebook

28 agosto 2009

Tandem a Augusta

Il gruppo di amici campigiani che dal 22 agosto stanno compiendo il viaggio in bicicletta verso Berlino, ricordano a tutti che per vedere tutte le loro foto del viaggio e per richiedere la loro amicizia su Facebook, dovete cercare Tandem di Pace tra gli amici da conoscere. Non perdete tempo! unitevi a questa mirabilante impresa. Potete consultare anche il loro diario di viaggio su untandemsopraberlino.splinder.com, sosteniamoli con i commenti sul loro blog !!

Anche oggi dopo aver lasciato presto la città di Naumburg, dove sono stati accolti come vecchi amici e salutati con la promessa di rincontrarsi molto presto, dopo una veloce colazione sono partiti in pulmino per andare a Barby, una città sul fiume Elbe, dove inzia la ciclabile per Wittenberg. Ma una lunga fila in autostrada li ha costretti a ritardare di quasi un’ora e quindi hanno deciso di diminuire la tappa di 30 km per poter arrivare puntuali all’incontro con Franck, presidente dell’Associazione sportiva di Wittemberg, che gestisce una palestra vecchia di 150 anni. La maggior parte della strada l’hanno fatta lungo il fiume e attraverso boschi, prendendo perfino un traghetto per poter continuare il viaggio. E domani finalmente arriveranno a Berlino, anche se non sarà facile perchè sulle  gambe pesa la fatica di questa settimana di viaggio con una ulteriore tappa lunga di più di 100 Km. Sarà bello risentirli domani dalla capitale tedesca.

Quinto e Sesto giorno.. un nuovo amico ed una lunghissima pedalata per gli amici del Tandem di Pace

27 agosto 2009

Riporto per intero il racconto degli ultimi due giorni di pedalate degli amici del Tandem di Pace, impegnati nel viaggio in bicicletta “Un Tandem Sopra Berlino”; leggi il resto delle loro imprese su untandemsopraberlino.splinder.com

23018

Quinto giorno: Questa mattina ci siamo diretti a Saalfeld, tappa intermedia prima di arrivare a Naumburg, dove ci aspetterà la cooperativa Sociale “Arbeit und Leben” per parlare con noi del tema dell’Educazione alla Pace e alla Libertà.
Il percorso di oggi è stato molto duro con dislivelli molto alti e continui saliscendi, e in molti punti la strada era sterrata e piena di sassi, infatti uno dei nostri ha forato ben due volte. Ci siamo fermati a mangiare sulla riva di un fiume in mezzo alle montagne nel piccolo paese di Ziegenruck dove abbiamo mangiato il quotidiano pane e salame Fiorentino offerto dalla Rino D’agati, ma piano piano è iniziato a piovere sempre più forte finchè non è venuto un grande acquazzone e siamo stati costretti a ripararci in un piccolo forno locale dove abbiamo assaggiato ogni tipo di dolce e biscotto.
Riposati e sfamati siamo ripartiti alla volta di Saalfeld sotto la pioggia violenta che ci ha seguito per quasi 2 ore rendendoci le salite e le discese ancora più difficili. Alla fine, verso l’ora del tramonto siamo giunti nella città di Saalfeld da dove abbiamo pedalato fino al parco naturale di Scwharzburg per arrivare all’Ostello dove passeremo la notte.
Sesto giorno: Dopo aver passato una nottata sentendo le barzellette di Gigi e Marco ci siamo svegliati alle 7,00 pronti per partire per una lunghissima pedalata, ben 120 Km, verso Naumburg. Durante il percorso due persone sono cascate per terra, per fortuna nessuno si è fatto male e siamo ripartiti. Abbiamo affrontato molte salite, ma ormai siamo bravissimi e non siamo scesi quasi mai. La pista ciclabile passa nel mezzo a un parco naturale e abbiamo visto dei bellissimi panorami.
Alla cooperativa “Arbeit und leben”, che si occupa di ritrovare il lavoro alle persone che lo hanno perso, dormiremo tutti insieme in una grande palestra all’interno di una struttura che stanno recuperando piano piano e che al nostro arrivo ersa piena di gente per una mostra su Nietsche.
Domani affronteremo una nuova avventura verso la città di Wittenberg, città natale di Martin Lutero dove saremo nuovamente ospiti dell’amministrazione locale.
Adesso dobbiamo andare a mangiare con i nostri nuoi amici della cooperativa che hanno preparato una grigliata apposta per noi, a domani!
Giovanni e Agustin

Le prossime tappe:
28/08 Naumburg–Wittenberg
29/08 Wittenberg-Berlino
30/08 Ciclabile del Muro
31/08 Ciclabile del Muro
01/09 Ciclabile del Muro
02/09 Ritorno

I primi 200 chilometri verso Berlino del Tandem di Pace ..

26 agosto 2009

untandemsopraberlinoL’associazione “Tandem di pace”, nasce come idea nel Gennaio 2005 a Campi Bisenzio con l’obiettivo di dare nuovo vigore ai gemellaggi come vero e proprio incontro tra due comunità, favorire l’utilizzo della bicicletta, diffondere una cultura di pace e di solidarietà, far conoscere il territorio in tutti i suoi aspetti culturali e naturalistici. Perché, la bicicletta? perché ha con sé tutti quei significati che la rendono davvero un segno tangibile di pace in quanto mezzo di trasporto “democratico” che non inquina, che permette di percorrere grandi distanze, riappropriandosi, contemporaneamente, di un punto di osservazione a misura di essere umano, nel rispetto della necessaria lentezza. Nel girare di ruota che accompagna la fatica si annulla il mare che divide il dire dal fare, di dare fiato a parole come tempo, pazienza, fatica, mediazione, ascolto, lungimiranza, sobrietà, facendole pedalare in tandem con fatti conseguenti e coerenti. Su queste idee semplici un gruppo di persone delle istituzioni, del mondo dell’associazionismo, del volontariato, della cooperazione sociale e internazionale e della scuola, che negli anni hanno lavorato insieme a Campi Bisenzio nell’ambito della solidarietà, dei diritti, della cooperazione hanno costruito un percorso che li porterà sempre più lontano dal punto di partenza, dalle loro radici. Berlino e la sua storia pedalando verso e dentro la città simbolo delle divisioni del secolo scorso e delle speranze del nuovo millennio. Partiti Sabato mattina arriveranno a Berlino Sabato prossimo dove pedaleranno sulla pista ciclabile costruita lungo tutto il percorso dell’ex-muro. Sicuramente un viaggio carico anche di emozioni, l’immagine della fine del 1989, del crollo del Muro di Berlino, delle centinaia di migliaia di tedeschi che passano festanti dall’est all’ovest gustando quella libertà che i regimi dell’Europa orientale avevano impedito, ha un significato storico enorme: è la fine di un’epoca e, al contempo, è percepita come l’avvio di una stagione “nuova”, piena di speranza.
A venti anni di distanza, al di là della portata storica, il senso della caduta del muro si è affievolito, ci sembra un’immagine sgranata della quale, sempre meno, riusciamo a focalizzare le figure ed i contorni. La cura della memoria è l’unico antidoto alla banalizzazione della storia, al conformismo delle idee, dei giudizi: è l’unica possibilità di costruire cittadini consapevoli del valore della legalità, della giustizia, della democrazia e della pace. Dei sentimenti esplosi in quella fine dell’89 dobbiamo raccogliere la convinzione che le idee di libertà non possono essere arrestate da nessun muro: nessun ostacolo sarà così alto da impedire la circolazione dei sogni che disegnano un futuro migliore. Questo messaggio può avere un veicolo migliore di una bicicletta, meglio, di un tandem?
Gli artefici di questa avventura sono: Claudia Carroccia, Augustin Barbieri, Giovanni Grossi, Giovanni Mazza, Michele Arena, Francesca Banchelli, Iacopo Di Tommaso, Marco Bonechi, Lorenzo Arena, Fiorella Alunni e Tommaso Bossi, che a ieri hanno già percorso più di 170 chilometri da  Malles Venosta, a pochi Km dal Passo Resia fino a Norimberga, passando per il 1500 metri del Passo Resia, fino a Landeck ,per poi attraversare il confine tedesco fino ad Ausburg, dove hanno incontrato altri amici locali accomunati dalla stessa passione della bici e con lo stesso ideale di pace.
Continuate a leggere le loro avventure di questo fantastico viaggio, sul blog untandemsopraberlino.splinder.com, oppure sulle pagine di Campi Bisenzio Notizie Blog che racconterà i chilometri di emozioni e le fatiche di questo gruppo di simpatici e temerari amici campigiani .. ancora in bocca al lupo ragazzi e buon viaggio …

Le prossime tappe:
26/08 Nurnberg–Saalfeld
27/08 Saalfeld- Naumburg
28/08 Naumburg–Wittenberg
29/08 Wittenberg-Berlino
30/08 Ciclabile del Muro
31/08 Ciclabile del Muro
01/09 Ciclabile del Muro
02/09 Ritorno