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Addio alla Fnac dei Gigli, ieri suona il silenzio prima della chiusura del “sipario”

12 febbraio 2013

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Da Facebook (Salviamo Fnac) il diario dell’ultimo giorno di apertura della Fnac dei Gigli di Campi Bisenzio.
“L’ultimo giorno è arrivato. Il negozio è un campo di battaglia: scaffali vuoti, banchi incasinati, lampadine fulminate. Clienti impazziti sgambettano alla ricerca di megasconti da liquidazione. E poi ci siamo noi, i dipendenti. Volti neri, incazzati, sotto lo sguardo vigile di guardie spedite a vegliare sugli ultimi giorni della Fnac dei Gigli e sui suoi pericolosi (?) abitanti. Incazzati, sì, molto, ma per fortuna ancora capaci di ridere e sdrammatizzare. Perché se la guardi dal lato giusto, questa storia è anche un film comico. Split screen. Da un lato, aprile 2010: l’AD Christophe Deshayes, tutto tronfio, inaugura in pompa magna la nuova Fnac dei Gigli (la sua prima e ultima apertura in Italia). Special guest della serata Christophe Cuvillier, il supercapo mondiale di Fnac (licenziato pochi mesi dopo). L’armata Brancaleone. Dall’altro lato dello schermo, noi, oggi, poco più di due anni dopo, nel livore di questi giorni senza senso e nella desolazione di un negozio fantasma. L’ultima settimana è stata particolarmente dura. Speravamo che almeno in questa fase le cose sarebbero state condotte con più professionalità, ma l’azienda si è dimostrata incapace fino alla fine. Ok dovete pensare ai conti in rosso, alle difficoltà gestionali, alla situazione finanziaria inestricabile. Ok. Ma non riuscire neanche ad abbassare una saracinesca in maniera decente, è imbarazzante. Nonostante il Ministero non abbia ancora dato l’ok alla cassa integrazione, l’azienda ha deciso di iniziare l’operazione “smaltimento ferie” senza alcun criterio né procedura. Alla fine di una serie scomposta di mezze informazioni e indicazioni.approssimative, nei prossimi giorni i lavoratori andranno a lavorare in modalità “random”, a seconda delle loro presunte ferie residue, senza alcun piano di lavoro. Vabbè, ormai siamo sopravvissuti a un anno di agonia, superare questi ultimi giorni sarà uno scherzo. Sulla Fnac di Firenze è calato il sipario e noi andiamo alla ricerca di un nuovo teatro.”
Auguri ragazzi …

Crisi FNAC: adesione totale allo sciopero e le serrande del negozio di Campi restano serrate per l’intera giornata

6 ottobre 2012

Ha avuto il massimo eco la protesta dei lavoratori Fnac che nel negozio di Campi hanno aderito quasi totalmente allo sciopero. Ecco il comunicato che mi è pervenuto e che riporto integralmente.

Il negozio dei Gigli

I lavoratori degli 8 negozi di Fnac Italia e degli uffici della sede centrale hanno aderito allo sciopero indetto dai sindacati FILCAMS CGIL – FISASCAT CISL – UILTUCS UIL. Per la prima volta  in 12 anni di storia di Fnac Italia le serrande dei negozi di Genova, Torino, Grugliasco (TO), Verona, Campi Bisenzio (FI), Roma e Napoli sono rimaste abbassate tutto il giorno mentre i lavoratori, riuniti in presidi, chiedevano nuovamente e a gran voce di conoscere il proprio destino e quello dell’azienda. A nove mesi dalla comunicazione della sede centrale di Fnac sull’insostenibilità della gestione italiana, i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro.
Lo sciopero, proclamato da Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL, è stato indetto dopo una serie di mobilitazioni pacifiche organizzate dai lavoratori nelle scorse settimane, fuori dall’orario di lavoro. Cinque i sit-in di protesta inscenati dai lavoratori nel corso del mese di settembre: Milano (6/9), Roma (13/9), Firenze (18/9), Torino (21/9), Napoli (29/9). Contemporaneamente, le Organizzazioni Sindacali chiedevano ufficialmente a Fnac Italia un incontro urgente per conoscere le prospettive future dei lavoratori. Le sollecitazioni dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali non hanno ottenuto alcuna risposta dai vertici di Fnac: da qui la proclamazione dello sciopero nazionale.
Alle ore 9 del 5 ottobre la saracinesca del negozio Fnac all’interno de I GIGLI non si è alzata per sciopero, ciò significa che quasi il 100% dei lavoratori dello store toscano ha aderito allo sciopero impedendo dl negozio di aprire. I lavoratori di Fnac il 5 ottobre si sono divisi in due scaglioni, il primo alla volta di Milano unendo le loro voci a quelle dei colleghi milanesi, il secondo presidiando comunque lo spiazzo adiacente il negozio con l’intento di spiegare e far capire la situazione di Fnac Italia in questo momento. Il presidio è stato visitato per tutta la giornata da clienti e soci Fnac sbigottiti e increduli, dalla stampa, e dai dipendenti degli altri negozi del Centro Commerciale che hanno manifestato la loro solidarietà.
Tutto questo avviene il giorno dopo dell’incontro tra l’assessore del Comune di Campi Bisenzio Stefano Salvi e l’AD di Fnac Italia Christophe Deshayes. Deshayes ha ribadito le difficoltà che da anni incontra FNAC in Italia a causa della crisi economica ma sopratutto per la politica dei prezzi effettuata dai competitors, confermando che non è ancora stata trovata una soluzione per i negozi italiani ma ci saranno novità entro la prima settimana di novembre. L’assessore Stefano Salvi ha espresso forte preoccupazione per gli oltre 50 posti di lavoro in pericolo ai Gigli visto il rischio di chiusura del punto vendita.
Il consiglio comunale, nella seduta di mercoledì, ha approvato un ordine del giorno con cui esprime solidarietà ai dipendenti della Fnac e chiede di attivare il tavolo di crisi provinciale per portare all’attenzione della Regione Toscana, della Provincia e del Ministero la grave situazione del marchio che comporterebbe, in caso di chiusura di tutti gli 8 punti vendita italiani, la perdita di oltre 600 posti di lavoro.
L’esito della giornata di sciopero è stato eccezionale: l’adesione dei dipendenti ha sfiorato il 100%, il livello di attenzione mediatica e istituzionale sulla crisi Fnac si è ulteriormente alzato e si fa via via più pressante la domanda dei lavoratori: Monsieur Pinault, cosa pensa di fare dei 600 dipendenti di Fnac Italia?
Fnac è una catena francese di megastore di libri, musica, dvd e prodotti di tecnologia, presente in Italia con 8 negozi e un sito e-commerce, per un totale di circa 600 dipendenti dell’età media di 30-35 anni. Fnac è una società del Gruppo PPR, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo PPR è presieduto dal multimiliardario François-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del Gruppo sui marchi del lusso.
Il 13 gennaio 2012 la sede centrale di Fnac annuncia con un comunicato stampa un’imponente ristrutturazione dell’azienda, delineando le iniziative di risparmio programmate per ciascun Paese in cui Fnac è presente. Al destino di Fnac Italia il comunicato dedica una sola riga: In Italia, dove non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno.
Oggi, a nove mesi da quell’annuncio, i dipendenti di Fnac Italia non hanno ricevuto alcuna informazione sulla loro sorte e sulla sorte dell’azienda. Nel frattempo si avvicina la scadenza del 31 dicembre – data entro la quale sarà presa la decisione sul destino dei 600 lavoratori di Fnac Italia – e la prospettiva della chiusura si fa sempre più reale.
Dal 6 settembre a oggi il tam tam della protesta ha raccolto solidarietà e interesse ovunque: dalla pagina facebook “Salviamo Fnac”, che in poche settimane ha ricevuto oltre 5.000 adesioni, al mondo della politica. Diversi sono anche gli artisti che hanno espresso la propria solidarietà ai lavoratori di Fnac, tra i quali Moni Ovadia, Subsonica, Afterhours, Litfiba.
Per info:  https://www.facebook.com/salviamofnac

Il presidio dei lavoratori fiorentini a Milano

Crisi Fnac, anche a Campi Bisenzio l’adesione del negozio allo sciopero nazionale indetto per domani 5 ottobre

4 ottobre 2012

Domani 5 ottobre sarà il giorno della protesta dei lavoratori di Fnac Italia – a rischio chiusura – e si svolgerà in contemporanea negli otto store della catena: Milano, Genova, Torino, Grugliasco (TO), Verona, Firenze, Roma, Napoli. A nove mesi dalla comunicazione della sede centrale di Fnac sull’insostenibilità della gestione italiana, i dipendenti di Fnac Italia chiedono risposte chiare, esaustive e credibili sul loro futuro. Lo slogan della protesta: SALVIAMO FNAC. IL LAVORO PER NOI È UN LUSSO. Un gioco di parole che mette in relazione i 600 dipendenti di Fnac Italia a rischio disoccupazione con il mercato del Lusso, che costituisce il centro degli interessi del Gruppo PPR, proprietario di Fnac. Lo sciopero, proclamato da Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL, arriva dopo una serie di mobilitazioni pacifiche organizzate dai lavoratori nelle scorse settimane, fuori dall’orario di lavoro. Cinque i sit-in di protesta inscenati dai lavoratori nel corso del mese di settembre: Milano (6/9), Roma (13/9), Firenze (18/9), Torino (21/9), Napoli (29/9). Contemporaneamente, le Organizzazioni Sindacali chiedevano ufficialmente a Fnac Italia un incontro urgente per conoscere le prospettive future dei lavoratori. Le sollecitazioni dei lavoratori e delle Organizzazioni Sindacali non hanno ottenuto alcuna risposta dai vertici di Fnac: da qui la proclamazione dello sciopero nazionale. Anche i dipendenti della Fnac dei Gigli di Campi Bisenzio si uniranno al presidio dei lavoratori Fnac nel centro di Milano, sotto la sede di Fnac Italia.
Fnac è una catena francese di megastore di libri, musica, dvd e prodotti di tecnologia, presente in Italia con 8 negozi e un sito e-commerce, per un totale di circa 600 dipendenti dell’età media di 30-35 anni. Fnac è una società del Gruppo PPR, che detiene tra gli altri i marchi Gucci e Bottega Veneta. Il Gruppo PPR è presieduto dal multimiliardario François-Henri Pinault, che negli ultimi anni ha sempre più decisamente manifestato l’intenzione di spostare gli interessi del Gruppo sui marchi del lusso. Il 13 gennaio 2012 la sede centrale di Fnac annuncia con un comunicato stampa un’imponente ristrutturazione dell’azienda, delineando le iniziative di risparmio programmate per ciascun Paese in cui Fnac è presente. Al destino di Fnac Italia il comunicato dedica una sola riga: In Italia, dove non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno.
Oggi, a nove mesi da quell’annuncio, i dipendenti di Fnac Italia non hanno ricevuto alcuna informazione sulla loro sorte e sulla sorte dell’azienda. Nel frattempo si avvicina la scadenza del 31 dicembre – data entro la quale sarà presa la decisione sul destino dei 600 lavoratori di Fnac Italia – e la prospettiva della chiusura si fa sempre più reale. Dal 6 settembre a oggi il tam tam della protesta ha raccolto solidarietà e interesse ovunque: dalla pagina facebook “Salviamo Fnac”, che in poche settimane ha ricevuto oltre 4.000 adesioni, al mondo della politica. Diversi sono anche gli artisti che hanno espresso la propria solidarietà ai lavoratori di Fnac, tra i quali Moni Ovadia, Subsonica, Afterhours, Litfiba.
Alcune reazioni politiche alla mobilitazione dei dipendenti Fnac:
“PPR, società che gestisce Fnac, deve rendere noto all’opinione pubblica europea se vuole essere corresponsabile di un generaziocidio oppure no. Dico questo perché l’età media dei 600 lavoratori in Italia (tra cui una ottantina a Napoli) è compresa tra i 30 e i 35 anni. PPR non soffre di crisi aziendale, in un momento di recessione dell’economia globale ha fatturato nel 2011 12.2 bilioni di euro, dati questi che ho appreso leggendo la home del loro sito. Inoltre le librerie e gli store Fnac sono divenuti in questi anni luoghi di aggregazione e di confronto culturale. La loro scomparsa, soprattutto senza l’attenuante della crisi aziendale, sarebbe doppiamente delittuosa, oltre che l’incremento della crisi occupazionale anche per la soppressione di un presidio vivace e culturale nel cuore del Vomero come nel centro di altre importanti città italiane.”  Luigi de Magistris (Sindaco di Napoli)
“Fnac a Milano, è diventato nel tempo un presidio di cultura e scambio. Un luogo dove, insieme e oltre all’acquisto, ci si informa, si discute, si incontrano amici, grazie alla presenza di un gruppo di dipendenti e commessi attentissimi e motivati. Da qualche tempo, la proprietà (il gruppo PPR, francese) minaccia di chiudere questo spazio vitale per Milano. Perdere Fnac sarebbe perdere uno snodo della nostra vita culturale. Come Assessore alla Cultura, il mio impegno sarà di far presente alla proprietà la nostra attenzione per l’utilità sociale e il valore di Fnac in via Torino.”  Stefano Boeri (Assessore alla Cultura del Comune di Milano)
“È un pessimo modo di fare impresa, quello di Fnac, che non comunica e non condivide con i propri collaboratori le effettive difficoltà e le decisioni che stanno prendendo. Lasciare all’oscuro chi lavora è immorale. Noi siamo pronti a fare la nostra parte per trovare soluzioni e definire percorsi nuovi, con l’ unico obiettivo di non lasciare soli i lavoratori e le loro famiglie”. Michele Coppola (Assessore alla Cultura della Regione Piemonte)
“Il Partito Democratico metropolitano di Firenze esprime forte preoccupazione per il poco chiaro processo di ristrutturazione della Fnac: gli oltre 60 dipendenti del punto vendita dei Gigli hanno diritto a delle risposte chiare. Sarebbe impensabile che i lavoratori e le lavoratrici del punto vendita Fnac, che appartiene alla grande multinazionale di marchi della moda e del lusso, possano rischiare il loro posto solo per strategie di marketing industriale e senza la condivisione di alcun percorso che li metta al riparo dallo spettro del licenziamento”. Stefano Righeschi (PD Firenze Coordinamento metropolitano)

Sit-in di protesta dei dipendenti Fnac a Firenze

Fnac, Righeschi: “Necessarie risposte chiare sul futuro dei lavoratori”

14 settembre 2012

Preoccupazione e solidarietà da parte del responsabile lavoro Pd metropolitano Stefano Righeschi  per i dipendenti del punto vendita Fnac presente nel centro commerciale i Gigli a rischio chiusura.
“Il Partito Democratico metropolitano di Firenze esprime forte preoccupazione per il poco chiaro processo di ristrutturazione della Fnac: gli oltre 60 dipendenti del punto vendita dei Gigli hanno diritto a delle risposte chiare”. Lo dice Stefano Righeschi, responsabile lavoro Pd metropolitano di Firenze a proposito del timore di un’imminente chiusura del negozio Fnac di Campi Bisenzio, dopo il comunicato della casa madre che annunciava tagli e dopo che hanno tirato giù i bandoni gli esercizi di altre città. “Sarebbe impensabile che i lavoratori e le lavoratrici del punto vendita Fnac, che appartiene alla grande multinazionale di marchi della moda del lusso, possano rischiare il loro posto solo per strategie di marketing industriale e senza la condivisione di alcun percorso che li metta al riparo dallo spettro del licenziamento- prosegue Righeschi –Da parte del Pd va a loro la massima solidarietà e la disponibilità a sostenere la loro causa in tutte le sedi opportune, per difendere i loro interessi e quelli di tutto il territorio fiorentino, che dopo anche i brutti precedenti relativi a chiusure o trasferimenti di aziende, uno per tutti il caso della Champion di Scandicci, non può permettersi un’ulteriore perdita di imprese e posti di lavoro”.

QBNB il nuovo disco di Niccolò Bossini alla Fnac di Campi Bisenzio

25 giugno 2012

Niccolò Bossini presenta il suo nuovo disco “QBNB” domani martedì 26 giugno alla Fnac di Campi Bisenzio alle ore 18.30
Niccolò non è certo un debuttante, è sulla scena musicale italiana da circa quindici anni, quando giovanissimo entra a far parte dei Raw Power, band hardcore coi quali parte per due tour europei e due negli Stati Uniti! Dopo i Raw Power è la volta del progetto The Teachers, col quale apre i concerti di gruppi come Linea 77, Marlene Kuntz, Deep Purple e The Fratellis… Finchè nel 2005 il suo talento come chitarrista lo porta al fianco di Ligabue nei suoi concerti – primo dei quali il famoso concerto a Campovolo davanti a 180.000 persone – come in studio – per la registrazione di “Arrivederci, mostro”. Oggi Niccolò si presenta come cantautore.
Con queste parole Niccolò spiega il senso di questo brano : “Il mio nome è la storia di un ragazzo in trincea. Ha un fucile e ci lotterà per il bene più prezioso di tutti, la libertà. E’ un soldato bizzarro poiché la sua arma è una chitarra, ma potrebbe essere una racchetta da tennis, un pennello, una cinepresa… Questa canzone incita ad usare tutte le forze, tutte le proprie “armi”, per fare qualcosa di giusto che rimanga nel tempo.”
QBNB nasce dall’ esigenza di Niccolò di esprimere se stesso attraverso la propria musica. Da qui un disco che spazia tra i generi rock, elettro-pop e cantautorale.
Un disco coraggioso, insomma, che si avvale della produzione artistica di Alessio Camagni (produttore dei Ministri), vero e proprio mediatore tra le composizioni rock/cantautorali e il sound moderno e graffiante che QBNB propone. Al suo fianco una band unitissima composta da amici di una vita prima che ottimi musicisti.
Nove tracce che sono le fotografie che Niccolò scatta ad una generazione provata da una crisi profonda, che non sarà facile superare.

Lunedì 18 giugno, la Fnac di Campi ospita Cremonini ed il suo nuovo album

18 giugno 2012

Lunedì 18 Giugno alle ore 18.00, Cesare Cremonini incontra il pubblico e firma le copie del suo nuovo album La teoria dei colori presso la Fnac del Centro Commerciale I Gigli di Campi Bisenzio.
A quattro anni di distanza da Il primo bacio sulla luna e a due dalla pubblicazione delle raccolta 1999 – 2010: The Greatest Hits Cesare Cremonini pubblica la Teoria dei colori, il nuovo album di inediti che contiene anche i brani composti per la colonna sonora dello spettacolo teatrale Tante belle cose (regia di Alessandro D’Alatri) e per il film di Edoardo Gabbriellini I padroni di casa.

I Club Dogo presentano il nuovo disco alla Fnac di Campi Bisenzio

8 giugno 2012

Oggi venerdì 8 giugno presso la Fnac del Centro Commerciale I Gigli alle ore 17.00 i Club Dogo presentano il nuovo disco “NOI SIAMO IL CLUB” ed incontrano i loro fan, firmando anche le copie del loro nuovo album.
I Club Dogo sono i principali responsabili della ribalta assoluta che ha avuto il rap italiano negli ultimi dieci anni. A due anni dal successo di Che bello essere noi, la band n.1 dell’hip-hop italiano torna con il nuovo album.
Noi siamo il Club: un disco che parla dell’Italia e egli italiani di oggi, sospesi tra il confessionale del GF e quello della chiesa. Un tempo interpreti di un gusto rap che partiva dal trionfo americano di Jay-Z, i Dogo sono diventati progressivamente più nazionali e oggi tornano con un album più che mai vicino al quotidiano impoverito e squilibrato che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni.
L’accesso alla signing session è riservato a chi acquisterà Noi siamo il Club alla Fnac di Firenze e ritirerà il pass al Punto Informazioni.

Marco Carta incontra i fan l’11 aprile alla Fnac de I Gigli in occasione del suo nuovo album di inediti “Necessità lunatica”

10 aprile 2012

Marco torna sulle scene musicali a due anni dal suo precedente lavoro discografico e lo fa da protagonista. Lo scorso 31 marzo, infatti, ha vinto nella categoria “miglior cantante italiano” i Kids’ Choice Awards 2012, il grande appuntamento di Nickelodeon che quest’anno festeggia la 25esima edizione e che è stato presentato da Will Smith a Los Angeles.
Quest’ultimo riconoscimento si aggiunge ai successi che hanno visto Carta protagonista in questi anni. Dopo la vittoria ad Amici (2008) e dopo la vittoria al Festival di Sanremo (2009) ha ricevuto due premi ai TRL Awards a Trieste (Man Of The Year e Best #1 Of The Year), tre premi agli Wind Musici Awards (uno per il disco di platino di “Ti rincontrerò”, uno per il disco di platino di “La Forza Mia”, e il terzo come artista più votato da RTL 102.5); a luglio a Venezia ha ritirato il premio speciale Venice Music Awards come artista maschile dell’anno. A gennaio 2010 Marco Carta ha trionfato con “la Forza Mia e” e Dentro ad ogni brivido” nella classifica dei migliori video del 2009 selezionati da Mtv Hits e votati dagli utenti di SKY.it. Nel 2011 il cantante vince i TRL Awards 2011 nella categoria Best Talent Show Artist e ritira i “Wind Music Awards” a Verona per le vendite di “Il cuore muove”.
Anticipato in radio dal singolo “Mi hai guardato per caso”, martedì 10 aprile viene pubblicato “Necessità Lunatica” (Atlantic/ Warner Music), il quarto album di Marco Carta, “Necessità Lunatica” è un disco di 12 canzoni composte per la maggior parte dal duo di autori Camba e Coro che hanno arrangiato e prodotto metà dei brani, mentre l’altra metà è opera di Dado Parisini.

I Nobraino presentano dal vivo alla Fnac di Campi Bisenzio, il loro quarto album Disco d’Oro

31 marzo 2012

La Fnac di Campi Bisenzio (all’interno del Centro Commerciale I Gigli) ospiterà per domani 1 aprile 2012 alle ore 17.00 i Nobraino con il loro quarto album. I precedenti lavori dei Nobraino sono stati spesso considerati dei “concerti al buio”, questo perché la band in studio ha sempre tenuto un atteggiamento di pura e semplice esecuzione. Con il loro quarto album, il “Disco d’Oro”, per la prima volta i Nobraino si lasciano andare alle manipolazioni dello studio, portando le loro canzoni a un’enfasi mai sperimentata prima. La band ha sempre considerato il cd come un souvenir dei concerti, mentre il “Disco d’Oro” è stato pensato per avere una sua direzione che si discosti dall’immagine dei Nobraino sgangherati del palcoscenico. Il nome dell’album è stato scelto solo dopo aver sentito il materiale finito, motivo del ritardo della sua comunicazione, e ruba l’idea dalla tradizione di storici album monocromatici come il White Album dei Beatles, il Black Album dei Metallica o il Brown Album dei Primus. Una sorta di gioco delle tre carte sta dietro al significato di questo titolo, paradossale perché è la prima volta che i Nobraino si lasciano ascoltare a occhi chiusi.Nel disco hanno suonato anche: Saverio “Nafta” Gallucci (piano), Giacomo Toni (piano), Laurence Cocchiara (violino) e, l’oramai onnipresente, David Junior Barbatosta (tromba) “aspirante Nobraino”.

DOLCENERA racconta il suo album “Evoluzione della specie2”. Venerdì 9 marzo alla Fnac

9 marzo 2012

Dolcenera, racconta il suo album “Evoluzione della specie2”, oggi, venerdì 9 marzo alle ore 18:30 alla Fnac del Centro Commerciale I Gigli.
Scritto e arrangiato dalla stessa Dolcenera che realizza la maggior parte delle canzoni in co-produzione con Roberto Vernetti e le altre autonomamente con la collaborazione di Alex Trecarichi, questo album è l’ultima tappa del percorso artistico della cantautrice che sin da suoi esordi si è caratterizzato per la continua ricerca e sperimentazione musicale.
L’album è dominato dalla ritmica, con elementi di elettronica, per un sound pop-rock dal respiro internazionale. La cantautrice salentina, infatti, dopo anni di pianoforte e clarinetto, ha lungamente studiato la batteria e ha scritto i nuovi brani partendo dalle ritmiche.
Registrato dal vivo insieme alla band, il disco è stato volutamente trattato nella fase di missaggio come se le registrazioni fossero state programmate al computer, seguendo l’idea di trovare un sound anche destrutturandone un altro: così il suono registrato di uno strumento è stato poi trattato in fase di missaggio come fosse formato da campioni digitali a volte compressi con il sidechain o mescolati al suono di un synth; anche il modo di cantare è stato pensato, già in fase di scrittura delle canzoni, con la voce che doveva restare quasi implosiva, a tratti meccanica, comunque emotiva, ma allo stesso tempo distaccata come se fosse una voce narrante, che poteva urlare ma senza lamentarsi.
Se dal punto di vista musicale “Evoluzione della Specie” e la nuova edizione dell’album sono un’incursione nel mondo dell’elettronica, dal punto di vista concettuale le tracce raccontano la voglia di vincere la paura del futuro e la volontà di creare una nuova epoca, nonostante un diffuso stato di precarietà in cui si riconosce anche la stessa cantautrice: “la voglia di vincere la paura di questo povero e bistrattato futuro percorre tutto l’album, a volte in via incidentale, a volte in modo più predominante fino a diventare un grido. Questo futuro talmente raccontato che sembra aver perso la sua imprevedibilità. E per una precaria come me è un allontanarsi dalla speranza”, spiega l’artista.