Posts Tagged ‘fiorentino’

Il sindaco Fossi ai segretari PD: il laboratorio è qui, venite a trovarci

31 luglio 2013

Il sindaco Emiliano Fossi ha scritto una lettera aperta ai segretari del PD fiorentino e toscano. E lo ha fatto come rappresentante di quella piccola, ma significativa, schiera di sindaci eletti lo scorso 27 maggio “nonostante il PD nazionale ed i suoi dirigenti di sempre”. Dopo aver ricordato le ostilità incontrate all’interno del suo partito sin dalle primarie, Fossi parte proprio dal suo 62,17% per una riflessione: “Cosa ci ha portato a vincere, nonostante tutto? In due parole direi che è stata proprio la capacità di dare corpo all’idea, farla diventare buona pratica e, soprattutto, un percorso condiviso che ha visto me e centinaia di cittadini, impegnati a costruire e sostenere non una candidatura ma un progetto politico che portasse al disegno contemporaneo della città. E contemporanei hanno dovuto essere linguaggi, approcci, strumenti, modalità di comunicazione. Un’esperienza nuova, bella, coinvolgente e, soprattutto, vincente. Come dovrebbe essere e fare il PD che da sempre ho in mente. E che invece, attardato a guardare indietro, tende ad un isolamento che di splendido, a questo punto, non ha davvero niente.”.
Emiliano Fossi prosegue la sua missiva ricordando che “da quell’esperienza è nata la mia Giunta: uomini e donne che si impegnano per la crescita della loro comunità, fuori da vecchie logiche politiciste ma ben piantati nell’agire politico. Una Giunta giovane con il suoi 42 anni di età media. Così come molto giovane è la composizione del Consiglio comunale, grazie ad un rinnovamento che ha coinvolto anche le forze dell’opposizione”.
E’ grazie a questa capacità di mettersi in gioco, sperimentare nuove forme dell’agire politico che “la città è tornata a discutere ed a riconoscersi come comunità, a far sì che la partecipazione non sia più ratifica di decisioni prese dall’alto, a sapere che innovazione e trasparenza non sono due vocaboli privi di contenuti ma le coordinate esistenziali di un percorso iniziato nel settembre 2012 e che sta proseguendo senza sosta, ora seguendo anche canali nuovi ed ambiti diversi, non alternativi ma più allargati, perfino più inclusivi. Campi Bisenzio – prosegue Fossi – nell’ultimo anno è stato un laboratorio: politico e culturale, nel quale abbiamo sperimentato davvero molto, e dal quale non siamo usciti nel momento dell’assunzione delle responsabilità istituzionali. Anzi, il programma di mandato e le pratiche del governo locale nascono da quell’esperienza che nei prossimi giorni troverà nuova linfa, nuovi luoghi, nuovi linguaggi, nuova partecipazione. A settembre – dice Fossi ai segretari del suo partito – ci sarà il Forum dei Laboratori Civici. Sarà solo il primo appuntamento del lungo calendario. Venite anche voi? Ne vogliamo parlare insieme? Volete sperimentare con noi la possibilità di una buona politica che coinvolga, includa, dialoghi? Vogliamo uscire dalla piaga dell’autoreferenzialità? Io, la mia Giunta, i Consiglieri comunali, i laboratori civici, i tanti cittadini attivi, vi aspettiamo. Oltretutto – conclude il Sindaco – l’anno prossimo si vota in tutta la Piana. E’ un’imminente responsabilità che sento collettiva”.

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Piananotizie con problemi al server; il quotidiano on-line della Piana sarà riattivato entro breve tempo

18 luglio 2013

Piananotizie.it è off-line da alcuni giorni a causa di un problema di trasferimento dati da un server all’altro. Purtroppo l’operazione, semplice nel suo insieme, non è andata a buon fine e complice anche la distanza del provider, si è reso necessario acquistare un server dedicato per eliminare il problema anche per il futuro, con una spesa non indifferente per l’editore. Quindi, mi comunicano dalla redazione, passeranno alcune settimane prima che si possa stabilizzare la situazione dando maggiori sicurezze di servizio.
Una mancanza che si farà sentire purtroppo, in momenti in cui l’informazione riveste un importante ruolo.
A tutti gli amici di Piananotizie.it, per i quali nutro un’altissima stima, auguro una veloce risoluzione del problema con l’auspicio di vederli nuovamente in rete più smaglianti che mai.
Vi darò la notizie della riapertura appena sarà nuovamente visibile il sito.

Prodotti contraffatti: sequestrate 36mila paia di scarpe fra Campi, Calenzano e Sesto Fiorentino

12 giugno 2013

Ore 19:50 – Si apprende (è una notizia di poche ore fa) che sia in corso una grossa retata della Guardia di Finanza nei comuni di Campi, Calenzano (più precisamente in via Baldanzese) e Sesto Fiorentino. Al centro dell’operazione i controlli su di una miriade di prodotti contraffatti di produzione cinese con i marchi Nike, Adidas, Hogan e altri, con il controllo (attualmente in atto) e pare il sequestro di 2 container da 20 e 40 piedi. Allego un’immagine reperita proprio adesso con riserva. Ore 23:00 – Da notizie più sicure sembra che siano stati sottoposti a sequestro i due contanier, già al centro delle verifiche, per un totale di 36.000 paia di scarpe evidentemente contraffatte. Non si hanno ulteriori notizie su chi siano i laboratori o ditte (cinesi o italiane) coinvolte nell’operazione della GdF.

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Prima dello Tsunami ..

10 marzo 2013

Passata la mulinata elettorale, e venuta ai baldi amministratori in carica tanta paura dei barbari che, con frinire di grilli, si dispongono intorno ai palazzi romani e, in prospettiva, anche a parecchi palazzi comunali nostrani, ecco che l’annosa historia dell’aeroporto di Peretola, senza il quale saremo tutti dannati al declino e alla crisi economica, riprende corpo. Qualche settimana fa il presidente della Regione Toscana Rossi aveva annunciato che il tema sarebbe stato posto in frigo aspettando il passaggio della carovana elettorale; un modo per capire che assetti sarebbero usciti dalle urne e se l’operazione si poteva fare con tranquillità. Ma ora, con in corpo la fifa causata da fastidiosi insettucci del genere grillus campestris, ecco che il progetto esce dal frigo e va avanti a tutta birra. Prima che sia troppo tardi. Ed ecco gli aggiornamenti.
Leggi tutto l’articolo su MenteLocale della Piana ..

“Salvate il soldato Richard Ginori”, vogliamo difendere i nostri valori locali e l’occupazione italiana ?

15 gennaio 2013

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Richard Ginori, GKN, Ataf, Maggio Musicale Fiorentino, ISI .. quante sono le realtà locali e fiorentine che stanno mettendo in crisi migliaia di famiglie per non parlare poi addirittura di quelle toscane. E’ quasi impossibile fare una mappa di tutte le aziende che corrono il rischio di essere spazzate via nel 2013. «Solo nel settore delle costruzioni, si viaggia al ritmo di 100 posti di lavoro persi al giorno», racconta Daniele Quiriconi della Cgil Toscana.Questo è il futuro del lavoro e della tradizione manifatturiera, industriale e artistica della nostra amata regione, che rischia seriamente di scomparire. Riporto a tal proposito, un editoriale a cura del Comitato Mente Locale della Piana a proposito della Richard Ginori, ma dobbiamo pensare anche a tutte le altre identità minori e poco conosciute che rischiano o sono già scomparse, nel più assoluto silenzio e nell’indifferenza delle amministrazioni locali, regionali e nazionali.

Venerdì 18 gennaio, alle ore 17.00 a Sesto Fiorentino ci sarà una manifestazione convocata dai sindacati di categoria ma aperta a tutta la cittadinanza in sostegno del salvataggio della Richard Ginori.
Nel 1735 iniziava la lunga storia della Manifattura di Doccia, oggi Richard Ginori, quando Carlo Ginori, che dopo lunghi studi e investimenti aveva trovato finalmente un modo per ottenere una porcellana perfetta nonostante il fatto che il materiale a disposizione non fosse in partenza adatto, iniziava la sua lunga vita. La storia di come si arrivò in Europa alla fabbricazione di una porcellana perfetta è una delle grandi avventure della civiltà. Fino a quell’epoca, la porcellana era importata dalla Cina, in regime di quasi monopolio, dato che la terracotta cinese, ricca di caolino, permetteva la fabbricazione di oggetti perfetti. Non che non fosse possibile fabbricare porcellana anche in Europa, ma il risultato erano oggetti pieni di difetti (come la celebre, ma ahimè imparagonabile ai manufatti cinesi, porcellana medicea). Non a caso, ancora oggi in Inghilterra il servizio da tè in ceramica si chiama China.
Ci volle tempo, scienza, applicazione, per ottenere un prodotto perfetto come le porcellane che iniziarono a uscire dalla fabbrica di Doccia. A questo sapere dei materiali, a questo sapere manifatturiero, si unì il gusto per il design e l’amore per l’arte; gli artisti chiamati a disegnare e a decorare gli oggetti di  ceramica fecero dei prodotti di Doccia l’esempio di un buon gusto e di una bellezza che durava ancora tre secoli dopo, quando a realizzare il design delle porcellane Ginori venivano chiamati artisti del calibro di Giò Ponti. Perché quelle porcellane non erano semplici oggetti industriali; erano anche esempi di bellezza, dimostrazioni che il lavoro, con i suoi saperi (la cura dei materiali, la loro trasformazione, la loro decorazione) non è solo fatica, ma è anche l’attività con cui gli esseri umani trasformano il mondo e, a partire da una terra che sembra fango, realizzano cose belle. I greci antichi avevano un nome per chi realizza e trasforma le cose; lo chiamavano poietès, il facitore, ma anche: il poeta. Ora questo sapere, questa poesia della porcellana è a rischio; il recente fallimento della Richard Ginori pone a rischio sparizione questo sapere secolare, questo saper fare cose belle, questo aumentare il tasso di bellezza del mondo. Possibile che ci dobbiamo rassegnare a un mondo che produce solo cose brutte, cose dozzinali fatte in fabbriche infernali all’altro capo del mondo, dove gli operai vivono vite talmente miserabili che si suicidano? Davvero dobbiamo rassegnarci alla sparizione di ogni bellezza e di ogni buon gusto, sacrificate all’incombere della produzione di massa?
Se però è vero che la sparizione di un’azienda come la Richard Ginori non significa solo la sparizione di qualche centinaio di posti di lavoro, ma significa anche un impoverimento di tutti, perché un mondo più brutto rende tutti infinitamente più poveri, allora è giusto che la comunità difenda ciò che è suo; ed è giusto in primo grado rivolgersi ai governanti ad ogni livello di governo, nazionale e locale, e domandare loro:
“Voi, che si siete adoprati attivamente e con grande sforzo per difendere infrastrutture orribili come l’Ilva di Taranto, come gli inceneritori, come gli aeroporti, che cosa avete fatto per difendere questo nostro patrimonio? Voi, che avete permesso scempi ambientali ed estetici in nome della salvezza dei posti di lavoro che creavano malattie e morte, che cosa fate per difendere questi posti di lavoro che creano bellezza? Salvate la Richard Ginori, perché lo merita. Perché noi lo meritiamo. Se avete trovato i soldi per la discarica di Malagrotta e per gli F16, non è possibile che non li troviate per questa causa infinitamente più degna. Dimostrate per una volta di essere veri amministratori, se ne siete in grado. Oppure continuate a mandare in malora tutto, con la scusa che ce lo impone qualcun altro, non si sa chi, non si sa perché. In questo caso, potrebbe tornarvi utile questa citazione: ‘Ti toglierò la carica, ti rovescerò dal tuo posto. In quel giorno chiamerò il mio servo…., lo rivestirò della tua tunica, lo cingerò della tua sciarpa e metterò il tuo potere nelle sue mani’ (Isaia, 22,19-21). Perché i crimini contro la bellezza non saranno mai perdonati.”
Il 18 gennaio, tutti a Sesto Fiorentino.

Viti (No Inceneritore) consegna un Tapiro al Sindaco Chini durante il Consiglio Comunale

20 dicembre 2012

Colpo di scena di pochi minuti fa, nell’odierno consiglio comunale.  Nell’interrogazione al Sindaco sulla richiesta di sospendere la disponibilita’ ad appoggiare la costruzione dell’inceneritore cosi’ come dichiarato dal Sindaco di Sesto Fiorentino Gianassi nel loro Consiglio Comunale dell’11 dicembre u.s., presentata dal consigliere comunale R. Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”. Dopo la risposta negativa del Sindaco Chini, il consigliere Roberto Viti si alza e gli consegna un pacco regalo all’interno del quale si trova un bel Tapiro, in pieno stile Striscia La Notizia. Una provocazione che mette in evidenza ancora una volta l’atteggiamento di questa amministrazione sull’annoso tema dell’inceneritore di Case Passerini. La risposta di Chini è stata quella della condivisione della decisione di Gianassi e nonostante l’interrogazione di Viti, le decisioni del comune di Campi Bisenzio non sono equiparabili a quelle di Sesto Fiorentino, che accoglierebbe fisicamente la costruzione del complesso dell’inceneritore.

Viti e Chini con il Tapiro (Foto di Piananotizie)

CCF: in fondo all’indagine c’è la Bancarotta

17 dicembre 2012

Da MenteLocale della Piana un flash sulla nota vicenda del Credito Cooperativo Fiorentino, che ancora una volta ha messo al centro dell’attenzione Campi Bisenzio. Stavolta con la conclusione delle indagini: il 17 dicembre la procura ha inviato l’avviso di chiusura delle indagini a tutti coloro che a vario titolo erano coinvolti nell’inchiesta al Credito Cooperativo Fiorentino. I destinatari dell’avviso sono il presidente Verdini, i membri del Consiglio di Amministrazione, i sindaci revisori, il direttore, più alcuni clienti “VIP”, tra cui Marcello dell’Utri, Riccardo Fusi, Roberto Bartolomei nonché la moglie di Verdini. Per effetto della sentenza di fallimento del CCF pronunciata dal tribunale fallimentare di Firenze lo scorso 19 novembre, l’ipotesi di reato ravvisata dalla procura è stata derubricata nella ben più pesante bancarotta fraudolenta.

“L’inceneritore non si fà !” ricatto o realtà ? La giunta di Sesto Fiorentino dice No

12 dicembre 2012

Non sappiamo se si tratti di un ricatto dopo le dichiarazioni del sindaco Gianassi, dopo la riunione dell’altro giorno, fatto sta che ieri la giunta di Sesto Fiorentino si è è espressa in un netto no all’inceneritore sul territorio sestese. Vediamo gli sviluppi.
Secondo alcune dichiarazioni: “Non si tratta di bizze o di ricatti – ha dichiarato Camilla Sanquerin parlando a nome del gruppo Pd – ma di una decisione volta a salvaguardare il territorio. Gli accordi si basavano su un equilibrio che è stato rotto”. Soddisfazione è stata espressa da Lorenzo Falchi (Sel – in maggioranza) e da alcuni esponenti di minoranza (Massimo Doni – Rifondazione e Massimo Ferrucci (Ds). Preoccupazione invece negli interventi di Silvana Giovannini (Udc), per la rimessa in discussione e l’ennesimo procrastino della decisione, e di Giandomenico Salvetti (Pdl) che ha invece accusato l’amministrazione di fare davvero “le bizze” e di seguire la “solita logica comunista del ricatto”.

“Una figlia da maritare” al Teatro Gorinello fino al 9 dicembre

13 novembre 2012

“Se tu dai una VAS a me .. io poi do una VIS a te ..”: le ultime sull’aereoporto di Peretola, dal Comitato MenteLocale

10 luglio 2012
“Non fai in tempo a fare un dossier sull’aeroporto, che subito tocca un aggiornamento…”, ecco come inizia il nuovo editoriale del Comitato Mente Locale della Piana, pubblicato proprio ieri sera, a ridosso fra l’altro, dell’incontro sul tema della “Mobilità nella Piana”, alla Festa Democratica di Campi alla presenza del Presidente della Provincia Barducci, del vicesindaco Serena Pillozzi del Comune di Campi e dei rappresentanti PD della piana. In effetti la controversa situazione dell’aereoporto di Peretola, con i suoi innumerevoli cambiamenti finisce per confondere e non poco, specie quando le cose sembrano andare per il meglio .. ma vediamo cosa si nasconde dietro questa nuova iniziativa che coinvolge i sindaci del quadrilatero racchiuso fra Campi, Sesto, Calenzano e Signa.
Ecco l’aggiornamento: secondo le notizie filtrate sulla stampa (ahimè, stavolta siamo gli ultimi a sapere; forse che gli uffici stampa dei comuni non ci amano molto?), i sindaci di Campi, Sesto, Calenzano e Signa hanno formalizzato al presidente della regione la richiesta di una nuova Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) sul “quadrante geografico della piana fiorentina e su quello pratese interessati dall’ipotesi di potenziamento dell’aeroporto Vespucci. Scopo della nuova VIS sarebbe quella di “definire il numero di persone coinvolte e individuare eventuali aree protette e sensibili ai cambiamenti ambientali che potrebbero derivare dall’intervento”. Come avverrà ciò? La nuova VIS dovrebbe “raccogliere e analizzare i dati relativi all’ospedalizzazione e alla mortalità della popolazione, stimandone gli effetti a breve e a lungo termine”. Ciò è già stato fatto in passato, ad esempio nella VIS del 2003 sul previsto inceneritore di Case Passerini (se ne occuparono ARPAT e Università di Firenze), ma evidentemente i sindaci non si fidano e suggeriscono che alla redazione della VIS partecipi un”istituto terzo extraregionale”. Fin qui le anticipazioni sulla stampa della lettera inviati dai suddetti sindaci a Rossi.
Come valutare questa contromossa dei sindaci, che interviene dopo la mossa di Rossi che ha reso noto il parere di Enac sulla pista parallela (vedi in proposito il gracidio Aeroporto: chi vince e chi perde)? In sé e per sé, sembra una mossa tutta a difesa dell’ambiente della piana; si prende tempo, si fanno studi più approfonditi, si studia meglio l’impatto. Ecco i cavalieri verdi della piana, in lizza contro il maligno aeroporto. La popolazione si stringa a loro! Essi difenderanno noi e la nostra aria!
Si fa presto a farsi l’idea che il verde di questi cavalieri è piuttosto pallido, ma parecchio sbiadito, e che la contromossa è più una contromossa della disperazione, nel tentativo di accreditarsi (se qualcuno ci crede) come difensori dell’ambiente, piuttosto che una robusta reazione di amministratori che hanno deciso di giocarsi la rielezione sulla difesa del territorio. E il perchè eccolo qui.
Se io do la VAS a te
E’ utile ai cittadini sapere che non è la prima volta che viene chiesta una nuova VIS sull’aeroporto. In effetti, al tempo della redazione della Variante al PIT che la giunta regionale votò nel febbraio 2010 e la cui prima parte è costituita dal Rapporto Ambientale, le amministrazioni e gli enti avevano già avuto tutti la bozza della variante, prima ancora che la giunta la votasse, e avevano potuto fare le loro osservazioni. Orbene, non ci risulta da tali atti che il comune di Sesto né quello di Calenzano avessero minimamente intenzione di chiedere una nuova VIS. Tale richiesta partì esplicitamente dalla ASL, che ne fece richiesta “nella fase preliminare di screening”, p. 30 del Rapporto Ambientale, almeno per quanto riguardava le varie alternative di potenziamento dell’aeroporto (pista obliqua, pista parallela, ecc.); e, in modo più velato, il comune di Campi. A questa richiesta di VIS la regione rispose picche, nei termini seguenti: “La VIS non è uno strumento di valutazione definito nella normativa, ma resta ad oggi una procedura di valutazione volontaria. La VIS, configurandosi come una configurazione di impatto si applica in via preferenziale ad alternative progettuali e localizzative. L’applicazione della VAS alle pianificazioni e programmazioni discende da normative comunitarie ed è da ritenersi il miglior strumento di valutazione delle scelte strategiche” (pagina 41 del Rapporto Ambientale).
Sostanzialmente, la regione diceva questo: la VIS è una procedura che non ha forza di legge (infatti è volontaria) e che serve semplicemente a comparare l’impatto di due localizzazioni possibili. In altri termini: l’inceneritore fa meno male se lo metto a Case Passerini, o se lo metto a Osmannoro 2000? E infatti la VIS dell’inceneritore fu fatta esattamente in questo modo. Al contrario, dice la regione (e in questo ha ragione, se ci passate il gioco di parole) la valutazione di scelte strategiche prima che esse vengano fatte va fatto con la VAS (Valutazione Ambientale Strategica) e non con la VIS (che invece valuta possibili ipotesi di realizzazione di una scelta già fatta), tanto più che la VAS è prevista dalla normativa europea oltre che da una legge regionale; e il Rapporto Ambientale è già la prima parte della VAS. Tradotto in pillole: nella VAS c’è già anche la VIS e non rompeteci più le scatole.
Queste cose le amministrazioni lo sanno. E allora perchè insistere su una richiesta così poco incisiva, tenendo anche conto del fatto che, se la VIS non ha forza di legge, anche se contraddicesse la VAS, non servirebbe a nulla, perchè è quest’ultima la procedura prevista dalla legge. Qui si entra nel campo dell’interpretazione e la nostra è buona come quella di un altro. Però è verosimile. Nella lotta contro l’aeroporto, che rischia di danneggiare in modo irreparabile non solo i cittadini dei comuni della piana (i cui immobili ovviamente si deprezzeranno) ma anche i piani strutturali delle amministrazioni ora e in futuro (il Rapporto Ambientale ha avvertito chiaramente che in base alle scelte infrastrutturali che si fanno sull’aeroporto è ben possibile che occorrano fare cambi di destinazione d’uso dei terreni -su ciò si veda il dossier sull’aeroporto) i sindaci in carica (ancora per poco) devono decidere quale strategia adottare in un gioco che vede vincente la metropoli e perdenti i comuni della cintura. Occorre prendere di petto l’avversario, oppure cercare di prendere tempo e giocarsi una partita di astuzia cercando di non spaccare in modo irrimediabile gli equilibri politici all’interno del partito dominante cui appartengono TUTTI questi amministratori? Nel primo caso si va verso una situazione simile a quella della Val di Susa, con gli amministratori (o buona parte di essi) che si schierano alla testa dei propri cittadini e in difesa dei propri territori contro gli accordi centrali (nazionali o regionali fa lo stesso) e che si espongono al rischio dell’espulsione (è successo davvero ad amministratori valsusini eletti nelle file del PD; Filippo Penati invece non è stato espulso dal partito); nel secondo si va verso un gioco di ombre in cui la resistenza è già destinata a cadere ma dopo aver dato l’impressione di aver resistito eroicamente fino all’ultimo; quel gioco di ombre che si chiama politique politicienne o, se preferite, teatrino. Nel primo caso si ha un effettivo movimento civico; nel secondo, è una battaglia di partito.
Io poi do la VIS a te
Ma mettiamo che Rossi decida di non rompere con decisione, per evitare uno scenario valsusino, e conceda ai sindaci della piana la sospirata VIS in maniera da salvare loro la faccia. Mettiamo anche che la VIS si faccia. A che cosa servirebbe? Continuerebbe a essere una procedura priva di efficacia (e quindi la regione potrebbe ignorarla a piacere). C’è però di peggio; così come l’hanno chiesta i sindaci non servirebbe assolutamente a nulla. A che serve infatti chiedere di analizzare i dati sulle ospedalizzazioni (oltretutto mentre le tagliano)? Nulla di quanto i sindaci si avvicina infatti al vero nodo che la VIS sull’inceneritore aveva ignorato e che quelli di voi che hanno firmato la famosa diffida ben conoscono: quali sono gli inquinanti già presenti nella Piana e che sono penetrati nella catena alimentare? Qualcuno li ha mai analizzati? Chi sa a che punto siamo con PCB, diossine, mercurio, ossia con inquinanti che si accumulano lentamente e che l’organismo non riesce a eliminare, e che oltretutto non provocano ospedalizzazione se non in tempi molto lunghi? Quindi capite anche voi che l’eventuale VIS non avrebbe gran che senso dal punto di vista della difesa dell’ambiente; si rischia di fare la fine di Montale, dove, quando misurarono diossine e PCB, si accorsero che erano a livelli allarmanti, ma poi dissero che non derivavano dall’inceneritore ma da fonti di inquinamento di cui non si sapeva nulla. Peraltro, se si deve fare una nuova VIS come quella dell’inceneritore, in cui si diceva che sì, l’impianto fa male, ma le opere di mitigazione e la diminuzione delle fonti inquinanti (ci saranno meno camion che portano i rifiuti alla discarica) faranno sì che poggio e buca facciano pari, allora forse possiamo risparmiare tutti qualche euro. Perciò, a parere di chi scrive, la richiesta della VIS non è un’iniziativa forte; non è nemmeno un’iniziativa sensata, se non in direzione della ricomposizione all’interno di un partito dello scontro sull’aeroporto. Dà l’idea che qualcosa si muova; e qualcosa si muove. Ma in che direzione?
Non è però inutile però per i cittadini sapere a che punto è lo scontro. Che i sindaci della piana non siano in piena rotta di collisione con regione e comune di Firenze è ovvio; altrimenti avrebbero impugnato la VAS anziché chiedere una VIS. E’ possibile però per i cittadini scompaginare le carte richiedendo un’indagine epidemiologica sugli inquinanti già presenti nella piana e in particolare nella catena alimentare. Una raccolta di firme in tal senso sarebbe una campagna facile da attuare per quelle forze che non vogliano rassegnarsi all’esito di uno scontro che altrimenti sembra già segnato.