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Selex: Fedeli (Pd), il nuovo Piano di gestione da segni di apertura ma chiariamo la questione delle missioni industriali dei singoli siti

21 giugno 2013

Il nuovo Piano di gestione degli esuberi dell’azienda Selex, che contempla una nuova procedura di mobilità volontaria e contratti di solidarietà tra tutti i lavoratori, è sicuramente un segnale di apertura – ha dichiarato ieri Valeria Fedeli, Vicepresidente del Senato – Il Piano, presentato oggi in sede sindacale, segna un passo in avanti rispetto al precedente, del tutto irricevibile, che prevedeva, solo per la Regione Toscana, 140 esuberi da gestire con la Cassa integrazione straordinaria a 0 ore per due anni. Resta comunque ancora da chiarire la questione delle missioni industriali dei singoli siti di cui si discuterà i prossimi 26 e 27 giugno. Voglio ricordare che Selex rappresenta un’importante risorsa strategica per il nostro Paese resta dunque di fondamentale importanza avere, in tempi rapidi, un Piano industriale adeguato per il futuro dell’azienda.

Selex: Fedeli (Pd), la risposta del governo fa ben sperare per l’apertura di un tavolo

9 giugno 2013

Dichiarazione di Valeria Fedeli Vicepresidente del Senato
Due mesi fa ho presentato un’interrogazione d’urgenza, come prima firmataria al Senato, ai ministri Zanonato e Saccomanni a proposito della grave situazione dei lavoratori della Selex che rischiano la cassa integrazione. Un’analoga interrogazione è stata presentata alla Camera con primo firmatario Dario Nardella.  Ci ha risposto il viceministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda riferendo di aver deciso di non aprire un tavolo nazionale presso il Ministero “lasciando all’autonomia delle parti la ricerca di una soluzione condivisa”. Tuttavia il Ministero si è messo a disposizione nel caso in cui la vicenda non pervenisse ad una soluzione positiva e condivisa . Alla luce dell’annuncio di 140 esuberi dato ieri dalla società, chiediamo ora  un ruolo più attivo al Ministero per favorire la ricerca di una soluzione a tutela dell’occupazione e della competitività di un’azienda che rappresenta un’importantissima risorsa strategica per il nostro Paese dando lavoro e fiducia a territori già piegati dalla crisi.

Selex Galileo cede la sua attività di radar navali e terrestri a Selex Sistemi Integrati

3 maggio 2010

Questa la notizia di oggi: Selex Galileo cede la sua attività di radar navali e terrestri a Selex Sistemi Integrati.
Ho voluto raccogliere alcune informazioni riguardo alla vicenda della Selex Galileo, perchè questa nuova situazione colpisce duramente Campi ed i comuni limitrofi. Una amara vicenda che si affianca ad altre già vissute e che spesso colpiscono silenziosamente, oltre che aziende leader, anche migliaia di lavoratori minori che  non hanno modo di esprimere una situazione che purtroppo sta degenerando sempre più.
Ma cosa sta accadendo alla Galileo di Campi Bisenzio ?
La definizione di questa manovra è stata notificata dapprima con la creazione di una lista nella quale sono confluite le persone che si sono e/o si sarebbero occupate dei radar navali e terrestri (i 73 esuberi di cui parlano i giornali) e quindi, a distanza di quindici giorni, è stato notificato che avrebbero dovuto cedere a Roma i propri prodotti.
Qual’è lo scompenso di questa manovra. È che ovviamente questa cessione non ha alcuna contropartita. Non è una vendita, è solo un trasferimento di un settore che, a completamento del piano (tra 8-10 mesi), il sito di Firenze non dovrà più gestire, ma nel quale fino a questo momento ha ottenuto contratti, realizzato progetti e che ha regolarmente venduto. Quindi non viene ceduto a Roma un ramo secco dell’azienda, ma un prodotto ancora vivo e che Firenze è perfettamente in grado di mantenere.
Qual’è la motivazione di tutto questo? Ci viene detto la razionalizzazione dell’azienda. Un’azienda transnazionale che ha sedi oltre che in Italia, in Germania, Inghilterra e Stati Uniti e che a Roma ha un’altra azienda che fa gli stessi prodotti. Un’altra azienda a cui adesso viene regalato tutto il nostro business.
Cosa guadagna Firenze in tutto questo? Assolutamente niente. Questo passaggio di consegne per il nostro territorio è una perdita enorme. È la peggiore delle svendite.
Quello che si vede nell’immediato sono i 73 esuberi, ma dietro a questo c’è molto altro: c’è un’indotto che allarga enormemente il numero dei lavoratori interessati; c’è la dispersione di conoscenze specifiche nel settore, che si sono formate con generazioni di addetti ai lavori; c’è la perdita di opportunità per i giovani laureati che fino a oggi collaboravano con l’azienda; c’è anche la probabile perdita di una specializzazione universitaria motivata dal fatto che sul territorio esisteva questa realtà.
Poniamo attenzione anche al fatto che in Galileo negli ultimi anni si è fatto ampio ricorso a prestazioni a tempo determinato, manodopera in affitto per 1-2 anni. Giovani laureati che hanno collaborato con i tecnici Galileo nella realizzazione di questi prodotti. Personale che forse solo in qualche raro caso è mai stato assunto in quanto il loro utilizzo è coinciso con il blocco pressochè totale delle assunzioni.
Se oltre alle considerazioni sulla cessione poniamo attenzione anche a questo, allora ci può anche venire il pensiero che un atteggiamento simile sembra dimostrare l’evidente volontà di far spegnere lentamente un’azienda che fino a oggi è stata ed è un’opportunità di lavoro di eccellenza per il nostro territorio.