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Inceneritore: anche la ASL ha dei dubbi sulla collocazione nella Piana Fiorentina

3 aprile 2014

slogan-inceneritoreMedicina Democratica ed il Coordinamento dei Comitati della Piana con un comunicato, si chiedono con quale diritto possa andare avanti il procedimento per autorizzare l’inceneritore di Case Passerini, conosciuto come “il termovalorizzatore”.
Il Dipartimento di prevenzione della ASL10, prescrive controlli che denunciano la gravità del rischio a cui la Provincia di Firenze e le altre amministrazioni espongolo le popolazioni della Piana se l’inceneritore verrà realizzato ed invitano a chiederne al Presidente della Provincia Enrico Rossi e sopratutto ai Sindaci della Piana che hanno fermamente voluto questo impianto.
Con quale diritto ci esponete tutti a questo rischio ?
Secondo un documento datato 12/02/2014 (prot. 0070599) relativamente ad un esame delle interazioni pervenute da Q.tHermo Srl in risposta alle richieste della ASL in sede di Conferenza del Servizi del settembre 2013; la stessa ASL ribadisce che l’aspetto di maggior rilievo per quanto riguarda la tutela della salute pubblica è la collocazione dell’impianto in “area già fortemente critica dal punto di vista ambientale e sanitario”, come peraltro emerso – si legge ancora nella relazione – dallo studio di Valutazione di Impatto Sanitario, che ha valutato in modo comparato i siti previsti dal piano provinciale rifiuti. Questo è motivato anche da futuri aumenti di inquinamento ambientale come l’incremento dell’attività dell’aereoporto e l’aumento della stessa presenza umana che si troverebbe a recuperare ad uso abitativo insediamenti dismessi, esplicitando anche il fattore mitigazione. Con questa ulteriore conferma, strettamente collegata al Referendum Popolare del 2007, quando un plebiscito decise il netto NO all’inceneritre, si ribadisce l’errore che le amministrazioni della Piana e la stessa provincia stanno perpetrando ai danni dei cittadini. Un errore già ammonito dal Comitato Mente Locale che ha raccolto migliaia di firme per una diffida contro chi ha deciso questo scempio e chi lo porterà avanti.

I Samurai campigiani nel paese del Sol Levante

2 agosto 2013

Quattro allievi campigiani del maestro Shiigi Munenori, che praticano Katori shinto ryu ( l’arte delle armi giapponesi ) presso la scuola di arti marziali Shiro Saigo di Prato, si sono recati in Giappone con l’intento di perfezionare la tecnica praticando per due settimane nel Dojo di Kashima e sul Monte Mitake. Il soggiorno in Giappone si è svolto alternando allenamenti a visite culturali nel paese del Sol Levante con tappe a Tokyo, Kyoto, Hiroshima e Narita. Leonardo Ristori Tomberli, Luca Fondi, Enrico Possieri e Niccolò Salvatori hanno degnamente rappresentato la nostra cittadina nella Patria dei Samurai.

481105_10200907336663686_807088715_nIn foto Leonardo Ristori Tomberli a Kashima con il Maestro Shiigi Munenori, Capo Scuola di Katori Shinto Ryu. Il giovane Samurai campigiano dopo aver raggiunto il grado di Jun Shikan ( assistente Maestro ) ha potuto vivere questa particolare esperienza per due settimane in Giappone e perfezionare le tecniche insieme ai compagni della Scuola “Shiro Saigo”.

Fossi: Tranvia Campi-Firenze. Perché non partire subito da Campi?

29 luglio 2013

Mentre prosegue tra il Comune di Campi Bisenzio e la Regione Toscana il confronto sul PIT appena adottato in Consiglio Regionale, il Sindaco Emiliano Fossi è determinato nell’avviare, fin da subito, un percorso di fattibilità per una linea tranviaria che da Firenze arrivi a Campi Bisenzio.
“E’ il momento di aprire una discussione su una linea tranviaria che unisca Campi Bisenzio a Firenze.”
“Sarebbe questa – dice sempre Fossi – una svolta epocale, capace di dare un valore aggiunto e altamente positivo a un’area così centrale nel dibattito attuale sulle infrastrutture e il loro relativo appesantimento per il contesto territoriale”.
Tale proposta, tra l’altro, sarebbe indipendente e autonoma dalla realizzazione della nuova linea 2.
Fossi ha proprio oggi inviato una lettera al Presidente della Regione Toscana con la quale, sottolineando la sua intenzione di rendere concreta il prima possibile la questione della mobilità sostenibile orientata al miglioramento di quella locale e metropolitana attraverso il trasporto pubblico, chiede un incontro al Presidente Enrico Rossi per affrontare insieme il tema e le opportunità conseguenti.
Nella prospettiva della nascita della città metropolitana, che in questi giorni ha visto una nuova impennata di discussione a livello nazionale, è certo necessario il livello di confronto istituzionale, ma calandolo già in ipotesi e idee pratiche come questa della tranvia.

Voce ai lavoratori: assemblea aperta con i lavoratori dei Gigli ed Enrico Rossi a Villa Montalvo

15 giugno 2013

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Politiche di green economy per Campi: l’inizio delle buone pratiche

23 maggio 2013

Oggi giovedì 23 maggio, dalle ore 21.00 si parla di politiche Green Economy per Campi Bisenzio. L’inizio delle buone pratiche con i candidati della lista PD Enrico Capaccioli ed Emanuela Eboli, presso il Teatro Parrocchiale di Santo Stefano in Piazza Matteotti a Campi.

Lettera aperta al Presidente Enrico Rossi: dai Gigli la risposta alle affermazioni sulle “aperture domenicali”

10 ottobre 2012

A seguito delle recenti affermazioni del Presidente Enrico Rossi sulle aperture domenicali nel commercio, il direttore del centro commerciale I Gigli, ha inviato la seguente lettera aperta, che riporto integralmente:

Egregio Signor Presidente,
nutriamo un profondo rispetto per le Istituzioni e in questi 15 anni di attività sul territorio ne abbiamo dato più volte evidente dimostrazione. Così come rispettiamo la sua posizione circa le aperture domenicali delle attività commerciali. E il nostro rispetto si è concretizzato anche domenica 7 ottobre quando abbiamo accolto la manifestazione di circa duecento cittadini che contestavano il decreto sulle liberalizzazioni. Tuttavia reputiamo limitativo e generico parlare di negozi deserti, mancati aumenti delle vendite e delle assunzioni. Riassumere in maniera demagogica in una frase tutto l’operato della Gdo in Toscana non è corretto, visto che senza le domeniche di apertura, quest’anno, I Gigli avrebbero rischiato risultati negativi; uno scenario che sarebbe probabilmente costato il posto di lavoro ad alcune centinaia degli attuali 1800 dipendenti dei 134 punti vendita.
I giorni festivi di apertura in più hanno creato nuovi posti di lavoro, specialmente nei fine settimana. Certo non si tratta di contratti di lavoro a tempo indeterminato, ma sempre di lavoro si tratta, qualcosa in più rispetto a chi è costretto a restare a casa in cerca di un impiego. Non ha senso chiedere la chiusura nel giorno in cui la maggior parte delle persone gode del proprio tempo libero. La società e le abitudini dei cittadini sono cambiate profondamente negli ultimi anni, il commercio non poteva non subire mutazioni e ora non possiamo pretendere di rimanere indietro di decenni. Forse la soluzione non è proibire le aperture durante le domeniche e le festività, ma lavorare affinché tutti i lavoratori possano godere di contratti e diritti che li tutelino realmente, anche a fronte di un riconoscimento economico più cospicuo rispetto all’attuale. Questa è la direzione da intraprendere, affinché il lavoro domenicale e festivo non sia più tabù.
Ci siamo mossi fin da aprile di quest’anno, per invitarla come ospite speciale a Job Zone, nella giornata conclusiva di domenica scorsa, per farle toccare con mano quella che è una delle maggiori realtà per numero di dipendenti in Toscana, ricevendo solo risposte elusive. Sarebbe stato bello averla con noi il 7 ottobre, anche nel rispetto di quei 200 che hanno manifestato, di quei 5mila che si sono presentati alla kermesse di Corte Lunga in cerca di lavoro e dei 65mila cittadini toscani che hanno scelto I Gigli per la loro domenica.
Con immutata stima.
Yashar Deljoye Sabeti – Direttore del centro commerciale I Gigli
Campi Bisenzio, 09 ottobre 2012

I Comitati fiorentini rispondono a Rossi: La modernità che sta dietro le “opere inutili” è nemica del welfare e amica della speculazione finanziaria

29 maggio 2012

Il Coordinamento ATO Toscana Centro e il Comitato Notunneltav rispondono alle dichiarazioni rilasciate a Terrafutura dal Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, che considera coloro che si oppongono all’incenerimento dei rifiuti e ai tunnel TAV “antimodernisti di destra”, con una lettera che pubblico interamente, lasciando a voi ovviamente i commenti.
Al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (Firenze, 28 maggio 2012)

Egregio Presidente,
come cittadine/i di gruppi e comitati che si oppongono alla realizzazione di “grandi opere” (che noi definiamo documentatamente “inutili”) e di “termovalorizzatori” (che noi continuiamo a definire inceneritori o cancrovalorizzatori) ci sentiamo in obbligo di rispondere ad alcune sue dichiarazioni rilasciate in questi giorni:
“Dico no all’ambientalismo di destra, cioè all’ecologia antimodernista e contraria allo sviluppo di chi è contro la Tav e i termovalorizzatori”
Crediamo sia opportuno farle diverse precisazioni per evitarle futuri fraintendimenti.
Molti di noi non si definiscono più ambientalisti, dopo aver visto cosa è stato ed è l’”ambientalismo del fare”.
Parlare di destra e antimodernismo è fuorviante; siamo semplicemente donne e uomini che non accettano di vedere la loro città preda della speculazione e del cemento, non accettano che si possa vendere la salute delle persone per realizzare profitti privati, non vogliono la propria casa danneggiata senza alcuna utilità pubblica, non vogliono vedere il patrimonio urbano, sociale e artistico della loro città venduto e a rischio per gli interessi di pochi maneggiatori delle ruspe, non sopportano di veder sperperate le risorse pubbliche (quindi anche nostre) in opere inutili e/o dannose.
Da anni sui temi delle “grandi opere inutili”, della raccolta dei rifiuti, delle privatizzazioni cerchiamo un confronto da sempre negato; da anni abbiamo elaborato alternative che sarebbero vantaggiose per l’intera società, ma si sono rivolti gli occhi altrove, agli interessi della grande impresa parassitaria e delle banche.
Lei, egregio Presidente, sa molto bene che se non ci fossero incentivi statali all’incenerimento dei rifiuti (i famosi CIP6), nessuno vorrebbe bruciare i rifiuti;
questa “modernità” è sovvenzionata, sta rubando la salute e le risorse economiche della collettività.
Tutte le giustificazioni alle grandi opere come il Passante TAV di Firenze, si stanno rivelando fasulle:
fino a poco tempo fa ci sentivamo dire che la linea TAV del Mugello avrebbe collegato Livorno con il Nord Europa, che quella linea avrebbe fatto esplodere il trasporto delle merci su rotaia; ci dica signor Presidente, quanti treni sono merci sono passati dalla linea TAV? Quante tonnellate? Nemmeno una; lo sa vero?
Abbiamo sentito che le nuove linee e il Sottoattraversamento TAV di Firenze saranno l’occasione per “liberare i binari per i treni regionali”. Quali treni Presidente, se sulla linea che va a Bologna passando da Prato c’è praticamente un deserto, se i treni regionali impiegano 30 minuti in più rispetto agli anni passati?
Di quale servizio regionale stiamo parlando, se da anni assistiamo solo a tagli e riduzioni di servizi?
Ci definisce “di destra”; di quale destra o sinistra sta parlando signor Presidente?
Noi vediamo che nella follia della corsa al profitto ormai sono immerse anche le “cooperative”, quelle strutture che un secolo fa erano nate come baluardo a difesa del lavoro e dei lavoratori. Vediamo che queste cooperative si muovono con il più spregiudicato cinismo imprenditoriale; stanno realizzando opere che non ci paiono propriamente “di sinistra”, come la basi militari di Sigonella e di Vicenza, oppure raschiando il terreno di Firenze solo in vista dei miliardi che sono stati promessi. Noi non vediamo “destra e sinistra”, ma solo un unico, globale partito degli affari. Ci viene detto che “grandi opere” e inceneritori creano lavoro; signor Presidente, è ampiamente dimostrato che la raccolta differenziata, invece dell’incenerimento, creerebbe molti più posti di lavoro e di miglior qualità a parità di costi. Lei sa che genere di lavoro è stato quello nei cantieri TAV o della Variante di Valico? Conosce tutti i giochi di appalti e subappalti che hanno finito per ricadere solo sugli ultimi, cioè i lavoratori ?
Le “grandi opere inutili”, inceneritori compresi, non generano crescita economica, non sono una leva keynesiana per lo sviluppo; al contrario sono solo uno strumento di concentrazione di ricchezza pubblica nelle mani dei pochi costruttori, in stretta sinergia col sistema bancario.
C’è un’ultima illusione che vorremmo togliere: il welfare che lei dice di voler salvare è assolutamente incompatibile con le politiche di privatizzazione, di realizzazione di opere inutili. I soldi che vengono destinati alle infrastrutture inutili e all’incenerimento sono tolti proprio dai servizi per i cittadini, dalla sanità, dal sistema previdenziale, dalla scuola. La modernità di cui Lei si fa campione, signor Presidente è, nella sostanza, la solita ricetta vigente da millenni che vede una minoranza privilegiata arricchirsi sempre di più a scapito della collettività.
Noi capiamo che ormai siamo in vista delle elezioni politiche, ma ci creda, l’unica cosa che dovrebbero fare tutti i partiti, sarebbe quella di ritrovare un po’ di credibilità, non di giocare sullo scacchiere di alleanze strumentali.
Nella speranza di avere finalmente un dialogo con Lei e la Sua istituzione, La salutiamo cordialmente.
Coordinamento ATO Toscana Centro
Comitato Notunneltav Firenze

Enrico Solito al Book Crossing dei Gigli, Mercoledì 26 ottobre presenterà “Caino e il pifferaio nagico”

26 ottobre 2011

Mercoledì 26 ottobre alle ore 17.30 allo spazio Book Crossing di Corte Magnani al centro commerciale I Gigli Enrico Solito presenterà il suo “Caino e il pifferaio nagico” (Ed. Alacran).
Sarà Enrico Solito a concludere la prima serie di incontri con gli autori organizzati nell’ambito del Book Crossing a I Gigli.
Cosa fare di fronte al male? Come è possibile reagire di fronte, poniamo, a un criminale nazista, e qual è la pena giusta per lui? E cosa fare, cosa dire di fronte ai tanti che chiusero, e chiudono gli occhi, fanno finta di non sapere, collaborano più o meno attivamente? Due racconti che scavano a fondo, amari, nelle mille incertezze che si agitano in noi di fronte a tutto questo. Due storie, due uomini, una sola risposta.
Enrico Solito è nato a Roma nel 1954. Pediatra e neuropsichiatra infantile, vive ed esercita la professione tra Sesto e Prato. E’ membro di varie associazioni scientifiche e dell’Associazione Sherlockiana Italiana “Uno Studio in Holmes” per la quale cura la rivista “The Strand Magazine”.
Ha scritto, oltre a numerosi libri e articoli di carattere medico, moltissimi racconti apocrifi con Sherlock Holmes protagonista raccolti nei seguenti volumi: “Uno Studio in Holmes (Biblioteca del Vascello, 1995), “I Casi proibiti di Sherlock Holmes” e “Sette Misteri per Sherlock Holmes” (Hobby & Work, 1998 e 2000) ed una enciclopedia holmesiana insieme a Stefano Guerra “I 17 Scalini” (Bottega delle Meraviglie, 1998). Nel 1997, con il racconto “La Sindrome di Caino” ha vinto il premio letterario “Palazzo al Bosco”.

“La Marson sfugge e non risponde ? .. e noi scriviamo a Enrico Rossi”; le domande dei campigiani sul futuro della Piana

18 luglio 2011

La mancata presenza e la mancata risposta alla precedente lettera aperta alla Marson, ad un gruppo di cittadini campigiani, non ha certamente scoraggiato queste persone; anzi, tale risultato ha accentuato il numero di aderenti a questa iniziativa che sono saliti a quindici firmatari. Ora gli stessi hanno rivolto le stesse domande, più una ed alcune considerazioni al Presidente della Regione, Enrico Rossi (e non Governatore, come spesso si sente dire).
In un momento in cui di certezze ce ne sono veramente poche, la fiducia negli amministratori è giunta al termine, così come alla stessa politica; ma una cosa certa è che i cittadini veramente liberi non ne possono piu dei discorsi (sempre i soliti), dei comportamenti (sempre piu spudorati), del gioco delle parti (le finte opposizioni) e degli sprechi dei politici. Siamo giunti purtroppo ad un punto in cui è necessaria una svolta responsabile, i cittadini vogliono delle risposte serie, perchè le scelte prese dai nostri amministratori e politici sono finanziate dai soldi “sudati” e i politici devono avere il massimo rispetto quando un solo cittadino domanda e chiede conto dell’impiego di questo denaro. Dal loro stesso onorario, celato fin troppo nelle maglie della rete pubblica, questi dovrebbero avere il coraggio di dire chiaramente senza troppi giri di parole le scelte che prendono, altrimenti sono solo dei parassiti e come tali inutili alla società. Non dobbiamo cedere di fronte a questi atteggiamenti, non dobbiamo più lasciar correre .. ecco il testo della lettera pervenuta anche al Blog di Campi:

“Disdegno e sfida, disistima e disprezzo e ogni altra offesa che non sia disdicevole per il mio augusto mittente: di questo vi ritiene degno”, esclama Exeter al Delfino nell’Enrico V. Non siamo a questi punti, per fortuna; ma certo non siamo contenti.  Prendiamo atto che l’assessora Marson si è dileguata perché non prende parte a dibattiti teorici e politici fuori dalla sua concezione. Però non riteniamo che i cittadini si debbano adeguare alla concezione di chicche e sia (come diceva Totò); mentre riteniamo, e lo sosteniamo tuttora, che queste risposte qualcuno ce le deve dare. Perciò noi, cittadini di Campi Bisenzio che si erano rivolti, senza troppo costrutto, alla signora sopra nominata,  abbiamo pensato a Lei, caro Presidente della Regione Toscana. Poiché pensiamo che l’assessora Marson non l’abbia avvertita di nulla, per sua comodità le riproponiamo i quesiti inviati per lettera aperta alla medesima in vista dell’incontro pubblico previsto a Campi Bisenzio, Villa Montalvo, il 12 luglio scorso. Poi l’assessora si è negata e il resto, come dice il Bardo, è silenzio. Ed è appunto il silenzio che vorremmo evitare. Sarebbe lei così gentile da rispondere ai seguenti quesiti:
1)    Chi ha deciso, e a che livello, che il Parco della Piana dovesse essere un parco agricolo?
2)    Chi ha preso questa decisione, era consapevole del fatto che gli inceneritori emettono diossina e che la diossina si insinua nella catena alimentare, accumulandosi irreversibilmente nei tessuti perché l’organismo non riesce a eliminarla?
3)   Chi ha preso questa decisione era consapevole del fatto che per le emissioni di diossina non sono possibili mitigazioni (l’ha scritto anche la vecchia VIS, parte II) e che forse coltivare piante destinate all’alimentazione sotto un inceneritore non è una grandissima idea?
4)   E’ vero come ha sostenuto il sindaco di Campi che la Regione rinuncerà alla perimetrazione del Parco (in altri termini, autorizzerà i piani strutturali dei comuni) in cambio del sì all’aereoporto?
5)  E’ in grado di citarci un qualunque parco agricolo, o un qualunque parco, nel mondo in cui siano presenti sia un inceneritore che un aereoporto?
6)  Che fine faranno le alberature previste come opera di mitigazione, contro le quali la Società Aereoporto di Firenze aveva fatto ricorso al TAR (perdendolo) e che comunque sono un ostacolo alla pista parallela?
7)  Lei è dell’ idea che le alberature citate al punto 6, qualora fossero realizzate, debbano essere periodicamente abbattute per andare a alimentare l’impianto a biomasse (ossia, un altro inceneritore) di Calenzano, come fu detto all’incontro di Villa Montalvo di luglio 2010?
Questa domanda non era presente nella lista inviata all’assessora Marson, ma poiché ora siamo costretti a incomodare lei, pensiamo di potergliela sottoporre nella sua qualità di Presidente della Regione:
8)  Ci risulta che la Regione a marzo 2010 abbia finanziato, per il Parco della Piana,  € 2.600.000 il Comune di Sesto e  € 400.000 il Comune di Campi per la realizzazione delle prime opere ed ha previsto per i prossimi tre anni 2 milioni di Euro per ciascun anno. Oltre a ciò, ci risulta che in precedenza il Comune di Sesto abbia effettuato lavori per conto proprio con creazione di colline artificiali e piantumazione di essenze pregiate e di alberi (ahimé, tutti deceduti). Lei ci conferma queste cifre? E’ possibile sapere quanto effettivamente è già costato e quanto costerà questo Parco della Piana? E’ possibile sapere quanto costeranno le cosiddette opere di mitigazione (che nel caso degli inquinanti peggiori non mitigano nulla) visto che si pensa di aggiungere sempre nuove infrastrutture, così che la mitigazione non basta mai? E soprattutto: non dovrebbero essere questi costi classificati tra i costi occulti dell’impianto di incenerimento rifiuti previsto, visto che è a causa di quello che si devono prevedere questi interventi, invece che imputare la spesa a verde pubblico come se fosse un intervento per migliorare l’ambiente, anziché un tentativo (parziale) di lenirne il peggioramento?
Naturalmente, Le tocca lo stesso mezzo di invio usato nei confronti dell’assessora, ossia una lettera aperta inviata anche agli organi di stampa. La pregheremmo di risponderci stesso mezzo trattandosi di una questione di interesse pubblico. Per il resto, la pregheremmo di tener presente l’esperienza dell’assessora; fuggire non serve a nulla (ed è causa di cattive figure) anche perché, quand’anche l’intera amministrazione si nascondesse nel fitto della giungla, verremmo a cercarla anche lì per esigere delle risposte che, riteniamo, ci sono dovute.. Perciò fidiamo in una risposta. Viceversa, faremo le nostre valutazioni.
Cordialmente, i suoi
Paolo Lombardi – Pietro Mugione – Massimo Biagiotti – Maurizio Monticelli – Daniela Losi – Maresca Mattei – Ersilio Masi – Francesca Di Nola – Monica Matini – Fabio Giovannoni – Massimiliano Alterini – Daniele Cappelli – Alessandra Di Cesare – Stefano Del Granchio – Massimiliano Palloni

Convegno sul Laboratorio progettuale Parco della Piana, sabato 24 luglio a Villa Montalvo

22 luglio 2010

Sabato 24 luglio alle ore 10.00 presso la Villa Montalvo a Campi Bisenzio, si terrà un convegno sul Laboratorio progettuale Parco della Piana, organizzato dalla Regione Toscana, al quale parteciperà il nuovo assessore regionale all’Urbanistica e Pianificazione Territoriale, Anna Marson.
Una occasione per ascoltare ed intervenire al dibattito sulla spinosa questione inceneritore e parco della Piana, soprattutto dopo le recenti affermazioni dell’assessore Marson.
Sarà infatti particolarmente interessante sentire come intende conciliare inceneritore, pista parallela stadio e magari un centro commerciale, e pensare che due o tre boschetti che possano compensare tutto il carico di inquinamento ambientale, che fra parentesi la piana ha già, ancor prima degli interventi considerati.
E sarà altrettanto interessante avere ragguagli sulle sua recente dichiarazione, riportata dall’Unità del 17 luglio 2010 in cui afferma : “Ci piacerebbe poter riconsiderare la scelta dell’inceneritore, ma vista la percentuale di raccolta differenziata e l’emergenza rifiuti soprattutto legata alla città di Firenze non è ridiscutibile”.
Certamente, si può fare ben poco se non si cambia la linea seguita dalle tante Amministrazioni, che poi è la linea della Regione Toscana che ancora  nicchia sul 36,58 % attuale, mentre sappiamo di dover raggiungere il 65% entro il 2012.
La stessa linea di Enrico Rossi, che in campagna elettorale aveva fatto uno sciagurato manifesto in cui diceva che  sole vento terra ed inceneritori di rifiuti sono fonti equiparabili che possono diventare fonte di guadagno per tutti, mescolando in modo ibrido fonti rinnovabili e “black economy”, per altro ben assistita da contributi statali che l’Europa ci condanna e  che hanno frenato, nel nostro paese dal 2001, lo sviluppo delle rinnovabili riuscendo a drenare secondo stime, 50 miliardi di euro.
Comunque sia la Marson ha ragione nel dire che c’è poca raccolta differenziata, forse perchè ne abbiamo voluta far poca .. senza contare che quella poca che è stata sperimentata ha denotato che è un sistema efficace per alzare la raccolta differenziata oltre l’80%. In parole povere si è  oggettivamente verificato dopo la sperimentazione, che è un sistema adatto a prevenire qualsiasi emergenza rifiuti ! ..E quindi cosa aspettiamo ad applicarlo a tappeto ? magari dove ci sono le zone più popolate, dove ci sono i palazzi, allo stesso modo di come da tempo avviene in città come Milano, Torino, Novara, Asti e tante altre.
E visto che per alzare li livelli di raccolta differenziata occorre fare in modo che artigiani o imprese non gettino i loro materiali di risulta nei cassonetti dell’ indifferenziato (il quantitativo di cosiddetti rifiuti non domestici ammonta a  circa il 60% della massa totale),  perché non dare nuovo impulso alle isole ecologiche e/o ai canali di conferimento a loro dedicati ?
Poi c’è la questione Firenze, che la Marson indica essere il maggior imputato di eventuali “emergenze rifiuti”, ovviamente perché viaggia al 40,76% e perché quantitativamente ne è il maggiore produttore. Viene da pensare che forse è sulla gestione della raccolta in questa città che va posta la maggiore attenzione, perché in un sistema in cui i problemi devono essere visti in area vasta, non si può non porre l’attenzione sulla gestione obsoleta e sui risultati scadenti dei vicini, sempre di  ostacolo, invitandoli ad adeguarsi a migliorie che vanno a vantaggio di tutti.
Non c’è niente di straordinario nel chiedere che Firenze rispetti i limiti di legge, che dicono almeno il 55% di Raccolta Differenziata al 2011 ed almeno il 65% al 2012.
Dati ed affermazioni alle quali viene spontaneo chiedersi perchè non agire concreatamente,  affinchè proprio Firenze, che la stessa Marson indica come la massima responsabile dell’ “eventuale”  emergenza rifiuti,  si metta semplicemente in condizione di alzare il proprio livello di raccolta differenziata (almeno al minimo dei livelli  previsti dalla legge), in modo da consentire la “ridiscutibilità” della scelta dell’inceneritore di Case Passerini.
Insomma un convegno che si preannuncia interessante a quanto pare e che spero possa vedere la presenza “non gradita”  (ovviamente) di tutti coloro che come me, non credono alle favole. Intervenite numerosi mi raccomando ..