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Rinnovato il Consiglio alla Fratellanza Popolare di S.Donnino: Ciriolo e Chieffo sempre alla Presidenza

23 gennaio 2014

Lunedi 21 gennaio si è tenuto il primo Consiglio Direttivo della Fratellanza Popolare San Donnino, dopo il rinnovo delle cariche avvenuto in seguito alle elezioni del 21-22 Dicembre scorsi. Il Consiglio eletto è composto da tredici membri (9 uomini e 4 donne con età media intorno ai 40 anni) ed ha visto l’inserimento di quattro nuovi Consiglieri rispetto al precedente. Continuità e rinnovamento, crescita della rappresentatività e sempre maggiori servizi al fianco dei cittadini, sono i caratteri del nuovo organo che rimarrà in carica per i prossimi 2 anni.
Nella prima riunione i consiglieri hanno provveduto ad eleggere il Presidente : Alessio Ciriolo è stato confermato per il terzo mandato cosi’ come la Vicepresidente Lucia Chieffo. Il Consiglio ha definito un calendario ed un’organizzazione del lavoro ed ha diviso gli incarichi tra i consiglieri. Nell’ambito della crescita dell’Associazione il Consiglio ha deciso di creare delle commissioni di lavoro su vari ambiti composte, oltre che dai Consiglieri, da Volontari che si son resi disponibili ad affiancare il Consiglio Direttivo
“Per me è un grande orgoglio essere confermato Presidente- spiega il rieletto Presidente Ciriolo – E’ stato e sarà un onere ma soprattutto un onore gestire insieme ai colleghi consiglieri, e soprattutto ai Volontari, la Fratellanza Popolare, che ogni anno tenta sempre più di investire per risposte socio sanitari ai cittadini. Non posso che ringraziare i nostri Volontari che ogni giorno, 24 ore su 24, si impegnano e permettano a questa bella realtà campigiana di aiutare i nostri concittadini”.

Elezioni comunali a Campi: Di cosa esultare?

11 giugno 2013
Ricevo e pubblico alcune riflessioni di Viviana Ventisette da comune cittadina e (tende a puntualizzare) non a nome e per conto del Movimento 5 stelle, sulle comunali del 26 e 27 maggio.

Le urne hanno dato il loro responso, a Campi Bisenzio è cambiato tutto ma in realtà tutto è rimasto uguale.
Non c’è nulla da esultare!
Prendo a prestito, cambiandole un po’, le parole del bell’articolo di Giorgio Montefoschi uscito
oggi sul Corriere della Sera, che parla della decadenza di Roma, ben rappresentata dal film di Sorrentino “La grande bellezza”:
“ Campi non sta affatto bene, quella Campi che non va a votare e diserta le piazze, la Campi dei senza casa e dei senza lavoro, dei tanti giovani smarriti.
La Campi delle frazioni dimenticate, la Campi delle troppe bische autorizzate e dei compro oro.
Quella Campi che non ha occasioni di aggregazione sociale né ha un’identità.”
A Campi c’è un 48% di persone che non saranno rappresentate da nessuno in comune, sono tutti quegli abitanti che non sono andati a votare, per sfiducia in una classe politica autoreferenziale che in oltre vent’anni non ha prodotto nulla se non chiacchiere. Sono quegli abitanti delusi e forse disperati che non credono nemmeno più nell’anti-politica pensando che “tanto sono tutti uguali”. Un 48% di persone alle quali va tutta la comprensione ed il rispetto. Non c’è nulla da esultare dunque. Il “potere” resta, gira e rigira, in mano ai soliti, quelli che hanno vissuto di politica  e, aldilà dei proclami, non hanno brillato per coerenza. Basta andare a vedere i nomi di chi prenderà posto al Palazzo (maggioranza, ma in qualche  caso anche opposizione) e poi fare una ricerca, incrociare qualche dato, e sapremo che molti di loro hanno o hanno avuto ruoli ed incarichi di rilievo nell’associazionismo e in altre “istituzioni” e, se non loro, i loro parenti e amici più stretti.
Il potere non si passa di mano, anzi si cerca di alimentarlo, in un modo o nell’altro, facendo in modo che resti nella “cerchia” delle persone “fidate”.
Poi a Campi capita di ascoltare, magari all’ufficio postale, un signore che parla a telefono a voce alta con il comune (evidentemente un piccolo imprenditore) e dice che da un anno avanza un credito e che è stufo e che se non avrà quanto gli spetta manderà l’ufficiale giudiziario in comune !
Così si apre uno squarcio sulla realtà vera, quella lontana dai riflettori e dalle baldorie, dalle feste, dalle cene, la realtà delle cose che, troppo spesso, si preferisce nascondere sotto al tappeto. Spesso in campagna elettorale si è pensato alla chiusura o all’apertura del centro storico al traffico, spostando l’attenzione su un argomento marginale.
A Campi ci sono problemi ben più importanti e gravi, le aziende che chiudono o delocalizzano ( ultima in oridne di tempo la Conte of Florence) i servizi sociali che non funzionano perché non ci sono soldi e, quelli che c’erano, sono stati spesi male. Problemi troppo grossi e di difficile soluzione, problemi così “scomodi” su cui è meglio sorvolare, così, come diceva un personaggio del film “Jonny Stecchino” di Roberto Benigni: “Il problema di Palermo gl’è il traffico!”
Il 48% degli aventi diritto al voto che si sono astenuti, sono in pratica già un “partito” di grandi dimensioni che forse non si rende conto di che forza dirompente possa avere.
Forse è la parte migliore della popolazione, quella che non è “collusa” con il potere, quella che non ha mai ricevuto attenzione, quella che non si sente di appartenere alla casta e non vuole nemmeno esserne complice, quella che non sa nemmeno dove si trova il Palazzo comunale e, se lo sa, lo ritiene una fortezza inespugnabile.

Rifondazione Campi traccia un bilancio delle Elezioni Amministrative

3 giugno 2013

Conclusa la tornata elettorale è tempo di analisi e di una attenta valutazione sul voto, lo facciamo con Rifondazione Comunista.
Proviamo a farlo con questo primo contributo scritto dal segretario del Circolo, “ma invitiamo tutti i compagni che vogliono intervenire nel dibattito a farlo” continua il comunicato e prosegue:

Rimanendo al solo contesto campigiano, gli elementi che emergono da questa tornata elettorale sono principalmente cinque.
1) il forte astensionismo
2) il forte calo del pdl in relazione alle scorse amministrative
3) il netto calo del M5s in relazione alle politiche 2013
4) la falsa ‘rottura’ nel Pd e la vittoria di Emiliano Fossi
5) la sconfitta di Rifondazione Comunista
In questa fase tralasciamo i primi tre punti che sono davanti agli occhi di tutti e che sono misurabili e osservabili attraverso i dati reali emersi da queste elezioni. Possiamo tranquillamente affermare che la rottura più volte annunciata, anche per mezzo stampa, da diversi esponenti del Pd non c’è stata. Questo dimostra quanto le diverse anime del Pd di fatto non siano presenti nella realtà dei fatti o almeno non così forti da mettere in discussione la linea politica del partito. Questo dimostra quello che noi sosteniamo da sempre: il Pd è uno e uno solo, è il partito degli affari, delle grandi opere, dell’inciucio.
Ecco che, come era prevedibile, l’annuncio del Chini e l’indicazione di voto verso il candidato di Rifondazione Comunista, si è rivelata una grande bufala.
I vari assessori e consiglieri che in questa campagna elettorale sono rimasti un po’ nascosti già lunedì pomeriggio erano pronti per saltare sul carro dei vincitori e farsi immortalare a fianco del neo sindaco e oggi si spendono in analisi sul voto e rivendicano la giusta scelta.
Nelle urne, al di lá dei tanti discorsi, si sono adeguati e hanno scelto ancora una volta di piegarsi.
Intendiamoci, non siamo qui a piangere i voti che in nostri avversari non ci hanno dato, siamo solo ad analizzare la situazione così com’è e a ribadire ancora una volta, a chi crede fra i tanti elettori del centro sinistra che ci sia un Pd più buono e uno più cattivo,che la realtà è un’altra.
Fossi, pur perdendo diversi voti e con una affluenza quasi dimezzata rispetto al 2008,vince senza se e senza ma.
Lo fa con un voto trasversale e con pacchetti di consensi guadagnati in questi anni con un lavoro fatto nelle associazioni e nelle diverse realtà presenti sul territorio. Riporta in consiglio comunale chi nel 2008 era stato il promotore della lista di Adriano Chini ( alla faccia della discontinuità!) e si appresta a governare con una maggioranza schiacciante. Lo farà con tanti falsi giovani come più volte, nelle pagine di questo sito, abbiamo denunciato.
Adesso veniamo a noi e a Rifondazione Comunista.
Sapevamo di partire da una condizione già di per se svantaggiata per diversi motivi.
Un partito che a livello nazionale, da troppo tempo, sta vivendo una fase di crisi e di immobilismo che speriamo possa subire una inversione di tendenza con il prossimo congresso previsto per dopo l’estate.
Una situazione che a livello generale, per tutte le forse di sinistra, non è certo delle più favorevoli. Per questo motivo fin da subito non abbiamo avuto la presunzione di poter invertire una condizione che va oltre il contesto locale. Il risultato che abbiamo raggiunto è comunque al di sotto di quello che speravamo, questo va detto per onestà politica e intellettuale. Paghiamo il fatto di non raccogliere più nessun voto di opinione oltre al calo della affluenza che ovviamente ha colpito anche noi. Per il lavoro svolto in questi anni, per l’intervento e la presenza permanente nelle lotte e nelle diverse vertenze, per l’impegno in questa campagna elettorale e la qualità del materiale prodotto sappiamo che avremmo dovuto raccogliere un consenso maggiore.
Allo stesso tempo sappiamo anche che i meccanismi del consenso sono ben diversi, a maggior ragione in un contesto locale come quello campigiano.
Siamo convinti di non aver sbagliato niente, nè nella scelta del nostro candidato nè nella impostazione della campagna elettorale.
Di certo non ci prepariamo ad una svolta a destra in nome della governabilità come hanno fatto altre forze politiche che a breve saranno costrette per esempio a dire si alla costruzione di un nuovo inceneritore.
Ripartiamo da questi 402 voti ( 482 per Michele Di Paola) consapevoli della qualità di questi voti. Sappiamo che sono i contatti che in questi anni abbiamo preso fra i lavoratori delle aziende, nelle lotte contro l’inceneritore, nelle battaglie per il diritto alla casa. Sappiamo che con il tempo la crisi esploderà con maggior forza e porterà con se licenziamenti e disoccupazione. Gli sfratti non verranno fermati da un assessore giovane e simpatico (e forse più sensibile dell’uscente Mengozzi), l’inceneritore non verrà bloccato se non attraverso un mobilitazione popolare.
Per questo motivo, nonostante la sconfitta, non smobilitiamo.
Non lo facciamo per una questione di sola testimonianza, ma perché la realtà impone la nostra presenza e la necessità di una forza politica organizzata che rimetta al centro la questione di classe nel paese. Siamo già a lavoro e lo faremo a Campi ma non solo, convinti che la discussione per la costruzione di una vera alternativa di classe debba necessariamente coinvolgere tutti i settori più avanzati delle mobilitazione in tutto il paese.
Sappiamo che non sarà semplice , utilizzeremo questi mesi per le discussione e le analisi con i compagni a cui chiediamo a tutti il proprio contributo.
Studieremo per capire se, cosa e dove abbiamo sbagliato. A settembre riprenderemo come sempre il nostro lavoro e insieme decideremo modi e pratiche.
Nel frattempo sapete dove trovarci : davanti ai cancelli di una fabbrica, a bloccare uno sfratto, in tutte le mobilitazioni reali a difesa degli spazi pubblici e la difesa dell’ambiente, a fianco dei migranti nelle lotte contro il fascismo e il razzismo.
Lorenzo Ballerini
Segretario Circolo Prc Campi Bisenzio

MenteLocale: Le elezioni comode comode

1 giugno 2013

Da MenteLocale della Piana:
Ora che è passata la mulinata elettorale, si potrà cominciare ad apprezzare i vantaggi che presenta il nuovo modello elettorale appena escogitato a Campi. E dal momento che il famigerato Porcellum, l’esecrata legge elettorale che tutti i politici dicono di schifare (ma si guardano bene dal modificarla) ha avuto il suo modello nella legge elettorale toscana, si può pronosticare un sicuro successo nazionale a quest’esperienza campigiana. Magari, invece che il Porcellum, lo chiameranno il Pecoronis.
Che cos’è questo modello elettorale e quali sono i suoi vantaggi? Eccoli qua
Vantaggio I: finora la discussione sul contenimento dei costi della politica si è fondata sul taglio degli eletti. È un errore; è molto meglio, come si è scoperto a Campi, tagliare gli elettori. E infatti: dall’84% dei votanti alle amministrative del 2008 (31027 aventi diritto) si è passati al 51% dei 31737 aventi diritto. Così i votanti si riducono della metà, ed è un bel vantaggio, perché in questo modo i partiti possono avere percentuali più alte e gridare al trionfo, anche se hanno perso un sacco di voti. E in questo modo avere titoloni sui giornali che gridano anch’essi al trionfo, come è accaduto a quel giornalista (che non nominiamo per non fargli un’immeritata pubblicità) che ha scritto che Fossi ha dato una strigliata all’ex-imperatore Adriano Chini, per il fatto che Fossi ha avuto il 62% dei voti e il povero Chini, nel 2008, il 51,2%. Il fatto che Chini, nel 2008, abbia avuto 12.746 voti e Fossi appena 9.819, ovviamente non rappresenta un problema. Basta eliminare metà degli elettori e le percentuali salgono. Averci pensato prima! E ci si risparmiava anche tante discussioni sulla legge elettorale. Non è la legge, il problema: sono gli elettori. Ma con il metodo del pecorone si risolve.
C’è poi un vantaggio aggiuntivo: dal momento che chi vince, anche con percentuali bulgare, rappresenta una minoranza neanche tanto grande, non c’è neanche bisogno di scapicollarsi troppo per assicurarsi la vittoria. Prendiamo un partito piccolo e mediocre, tipo l’IdV, che raccatta 522 voti (1241 nel 2008). Presenta una lista con 24 candidati. ‘Sti 24 candidati ce l’avranno un paio di familiari a testa e un paio acquisiti. Fa già 120 voti. Se poi ognuno trova almeno 4 amichetti che lo votano, metà traguardo è bello che raggiunto. Insomma, ci si fa eleggere in casa; il che ci sembra un bell’esempio di civiltà e di civismo; basta con i programmi noiosi e il tirarsela con le idee che fanno tanto intellettuale barboso; la democrazia familiare anzi familista è una bella cosa e tanto tanto adatta a questo Paese. Se poi si moltiplica la pletora di candidati che ogni lista ha presentato, si fa alla svelta a raggiungere la quota di voti necessaria. Così potranno andare a votare solo quelli che hanno interessi privati, conoscenze familiari, legami stretti; gli altri lascino perdere. Anzi è bene che non vadano nemmeno a votare; e difatti nessuno fa nulla per riportarli alle urne.
C’è poi un terzo vantaggio evidente; in questa stretta cerchia amicale, i candidati al cadreghino possono far finta di lottare tra di loro e persino di essere differenti da quello che sono, tanto, chi gli chiede conto? Di qui la pletora degli antiinceneritoristi, a questo giro addirittura legione, tanto che a uno gli veniva da chiedere: ma se non lo vuole nessuno, perché lo fanno, quest’impianto del c****o? Ovviamente, il giorno dopo le elezioni torna l’atmosfera amicale; in consiglio, si può star certi, saranno altri anni di bonaccia, come l’Amministrazione prima, quella prima ancora, quella ancora precedente ecc. ecc. Anzi si può anche smettere di fare finta, tanto ormai hanno votato.
Quindi forza, antiinceneritoristi d’accatto, alzino le manine quelli che in fondo l’inceneritore lo vogliono. Su Fossi su… Ghiandola, tira su la mano. Voi li avete fatti dappertutto… Non siate timidi, tanto ormai hanno votato; non importa più far finta. Fridolki, non vedo la tua. Fridolki…
Fridolki? Non c’è? Ah, è trombato….
C’è infine il vantaggio finale: che in questo modo tutto resta come prima. Infinitamente come prima. Bisogna apprezzarli, i vantaggi della modernità persistente; così come li continueranno ad apprezzare le associazioni amiche e solidali (solidali soprattutto alle casse comunali), così come si troveranno sempre poche decine di migliaia di euro per comprare qualche migliaio di libri del noto scrittore campigiano amico, e la meglio genìa dove la vuoi mettere? Certo, ci sarà sempre qualche scontento, qualche bastian contrario, qualche moralista, qualche sfrattato, ma del resto non si può fare la modernità senza rompere qualche uovo. E poi questi, di solito, non votano… È la modernità baby… mentre intanto sono state avvistate nei dintorni di Campi le tigri dai denti a sciabola e strani uccelli preistorici tornano nei nostri cieli e i faraoni tornano a dettare la dura ma necessaria legge della flessibilità… che c’è le piramidi da costruire.
Buonanotte Campi.

Amministrative 2013 di Campi Bisenzio: affluenza in forte calo, vota solo il 51%

27 Mag 2013

Si sono chiusi i seggi e sono iniziati gli scrutini, ma già si tirano le somme delle affluenze che hanno registrato un vuoto enorme nelle presenze da parte dei cittadini. Dal 38,11% di ieri sera, nella giornata di oggi siamo saliti al 51,32%. Un vero abisso se confrontato con l’83,88% del 2008, con un calo netto del 32,56%. Adesso siamo in attesa di conoscerne il risultato. TV Prato trasmetterà in diretta da Piazza Dante dalle ore 18.00.
I dati della prima sezione (ore 16.35 – sezione 3 alle Scuole Medie Matteucci) vedono per adesso in testa Fossi con 62,37%, Rigacci (M5S) con 11,83%, Tesi (All.Citt.) con 10,48%, Gandola (Pdl) con 7,26%, Di Paola (RC) con 5,11% e Brandino (Com.Amico) con 2,96%, altri dati sulle liste non sono ancora disponibili. Comunque dati totalmente provvisori perchè mancano ancora ben 38 sezioni.

Amministrative 2013 di Campi Bisenzio (prima giornata): netto calo delle affluenze .. quasi la metà del 2008

26 Mag 2013

Come è accaduto per le politiche a livello nazionale, così sta accadendo per queste amministrative per il comune di Campi. Nella prima giornata di voto l’affluenza non è stata incoraggiante, con una percentuale del solo 9,81% alle ore 12.00 (nel 2008 era del 19,52%), salita al 30,45% alle ore 19.00 (era del 56,87% nel 2008), per poi stabilizzarsi nuovamente con un valore nettamente inferiore al 50% degli aventi diritto, alla chiusura pari al 38,11% (mentre nel 2008 era del 68,62%, quasi il doppio).
Dati sconcetanti che segnano anche a Campi uno scoraggiamento generalizzato, almeno nella prima giornata di voto. Resta ancora domani per poter sperare in uno rialzo dei votanti, che nel 2008 alla chiusura del lunedì, erano stati 26175 su un totale di 31207, pari alla percentuale dell’83,88%. Numeri che per adesso sembrano molto difficili da raggiungere, ma non si sà mai ..
Da parte mia non posso che esortarvi .. andate a votare, il voto rappresenta un diritto.

Elezioni amministrative 2013 a Campi Bisenzio: tutte le informazioni su come votare

26 Mag 2013

Da oggi domenica 26 fino a domani, lunedì 27 maggio 2013, si svolgerà il primo turno delle consultazioni per l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale di Campi Bisenzio. Il nuovo Consiglio comunale sarà composto da 24 consiglieri. Domenica 9 e lunedì 10 giugno 2013 avrà luogo l’eventuale turno di ballottaggio. Qui troverete pubblicati i Candidati Sindaco, programmi elettorali e le liste dei candidati alla carica di consigliere.
Chi può votare: votano per l’elezione l’elezione diretta del Sindaco e del Consiglio comunale di Campi gli elettori che abbiano compiuto, il diciottesimo, entro il primo giorno della votazione.
Dove si vota: a Campi Bisenzio sono 39 le sezioni elettorali. Sulla tessera elettorale è indicato il numero della sezione in cui l’elettore vota e la sede del seggio. Lista dei seggi elettorali
Come si vota: per votare è indispensabile avere la tessera elettorale ed un documento di riconoscimento. Nei giorni delle elezioni gli uffici demografici del Comune saranno aperti per il rilascio del duplicato della tessera elettorale o per il rinnovo della carta di identità con il seguente orario: domenica 26 maggio dalle ore 8 alle 22, lunedì 27 maggio dalle 7 alle 15. Come esprimere il voto per il sindaco ed il Consiglio comunale e Le preferenze
Voto assistito: gli elettori che non possono esercitare autonomamente il diritto di voto e devono essere assistiti al seggio da un accompagnatore devono produrre il certificato medico rilasciato eslusivamente dai funzionari medici dell’Azienda Sanitaria di Firenze che saranno presenti presso la sede di via Rossini nei seguenti orari. Orari per rilascio certificazioni sanitarie per voto assistito
Servizio di trasporto ai seggi elettorali: grazie alla collaborazione delle associazioni di volontariato del territorio, sarà in funzione un servizio di trasporto gratuito ai seggi elettorali per tutti gli elettori impossibilitati a muoversi autonomamente per ragioni fisiche. Come usufruire del servizio
Tessera elettorale: gli elettori per esercitare il diritto al voto devono essere in possesso della Tessera elettorale personale che è il documento ufficiale che attesta la regolare iscrizione del cittadino nelle liste elettorali del comune di residenza. Approfondisci argomento
Agevolazioni tariffarie: in occasione delle consultazioni elettorali amministrative, gli elettori che si recheranno a votare nel proprio Comune di iscrizione elettorale potranno usufruire di agevolazioni di viaggio che verranno applicate da enti e società che gestiscono i relativi servizi di trasporto.

MenteLocale: LE OLIMPIADI DEL RIDICOLO – giornata finale – that’s all, folks !

24 Mag 2013

Ultima uscita di MenteLocale con la loro ironica e pungente parodia sui candidati alle prossime elezioni di Campi ed ai loro variegati e pittoreschi comizi. Una serie di considerazioni nude e crude su quello che ci aspetta e su quello che probabilmente avremo voluto aspettare e che probabilmente attenderemo ancora invano per molto tempo; tanto lo sappiamo che tutto ciò che viene promesso in campagna elettorale poi passa nel dimenticatoio il giorno dopo …
Siamo al termine dei giochi, e queste Olimpiadi finiscono com’erano cominciate: nel ridicolo, e forse anche nelle querele, per colpa di un manifesto elettorale birichino di Alleanza cittadina per Campi che ha fatto tremendamente incazzare il candidato Gandola e la di lui vice. Per noi era una roba all’acqua di rose, ma in questa campagna elettorale di allegria ce n’era poca, e la gioia del prenderle e del darle non fa parte del pedigree dei nostri olimpionici, talora paurosamente seriosi.
Vogliono darle, ma non le reggono. Inutile fare questione di classifiche e di medagliere. A dare il tono di una campagna isterica, pietosa, a tratti imbarazzante, un trasformismo degno delle migliori tradizioni patrie. Ci sono candidati di cui abbiamo perso il conto delle casacche che hanno cambiato (una però la trovano sempre); partiti che hanno cambiato schieramento con la frequenza con cui voi cambiate pedalini (almeno speriamo che ve li cambiate; loro lo schieramento lo cambiano); endorsements elettorali da parte di gente che ha fatto l’esatto contrario di quello che vogliono fare o hanno già fatto i candidati appoggiati. Il tutto nella tristezza e nella rassegnazione, senza nemmeno la sensazione di una genuina e salutare rabbia contro politiche e comportamenti che hanno ridotto così com’è il nostro paese grande, e anche questo piccolo qui dove si vota (in quello grande si è visto com’è andata a finire). Ora bisogna decidere se i cittadini si sono meritati questo spettacolo qui. Noi propendiamo per il no, ma non si può mai sapere.
Visto che siamo alla fine, tocca trovare qualcosa che dia un senso al tutto; la fine, in fondo, è quella che dà il senso alla storia. E ci pare di averne trovata una nell’uscita del candidato a nome Fossi nello scorno dei candidati del 21 u.s. chez il CNA. Si parlava di viabilità, e il Fossi se n’è uscito così: “un candidato sindaco deve avere un’infarinatura sulle cose”. Che può sembrare una cosa di buon senso, ma, se ci si riflette bene (non c’è verso, l’istinto del vero olimpionico resta vivo fino all’ultimo), è una solennissima fesseria. Ci andreste, voi, da un chirurgo che ha un’infarinatura di medicina? O ve la fareste costruire, voi, una casa da un architetto che ha un’infarinatura di scienza delle costruzioni? E invece il sindaco deve essere così: ossia un dilettante che non sa nulla per davvero, ma ha una vaga idea delle cose. Quella che lo mette in grado di contornarsi di assessori che, come lui, hanno un’infarinatura, e, qualora occorra, di tecnici che invece le cose le sanno ma che lo assecondano. Gli infarinati e i tecnici si riuniscono in una stanza e decidono tutto; poi escono dalla stanza, nominano un garante della comunicazione, e annunciano il deciso a quelli fuori dalla stanza che invece non sono nemmeno infarinati. E quella è la democrazia.
Che è il modo in cui sono sempre state fatte le cose qui. Conferenze dei servizi, tavoli tecnici, puttanate varie che ci hanno infilati pari pari, oltre che in un sacco di ruberie pubbliche (a cominciare dalla faccenda della bretella Signa/Prato, per proseguire con la linea 2 della tranvia, per concludere con la famosa talpa Monna Lisa), nel disastro attuale. Ma perché, sulla variante al PIT e sull’aeroporto le cose sono andate diversamente? O sull’inceneritore? Magari c’è un altro modo di fare le cose. Magari il sindaco non deve avere un’infarinatura, anzi a volte è meglio se non sa nulla di nulla a cominciare dalle posizioni dei partiti, e deve semplicemente coinvolgere le competenze dei cittadini e permettere loro di esprimersi. Perché i cittadini, come e meglio degli infarinati, sanno fare tutto; agli scandalosi piani dei rifiuti degli infarinati, sanno contrapporre alter-piani che sono gioiellini; ai sottoattraversamenti, dei piani alternativi di superficie (tutta roba che peraltro costa una  frazione dei piani costosissimi degli infarinati e dei loro tecnici). Quindi il senso di questa campagna ci sembra questo: da un lato la varia compagine di chi vuole dimostrare di essere più o meno infarinato e più ganzo, e che vuole continuare a gestire la baracca com’è sempre stata (il fatto che la baracca vada in pezzi è secondario). Questi, a qualsiasi partito o, vuolsi meglio, lista civica, appartengano, son tutti di una medesima pasta. La linea della differenza attraversa quella degli interessi; magari uno ha il bacino elettorale tra certe associazioni amiche che benefica copiosamente; un altro affonda in certe associazioni di categoria rispetto a certe altre; ma in fondo son differenze incidentali. Per il resto sono intercambiabili. Questi qui sembrano fatti con lo stampino. Poi ci sono gli altri, pochi ma a questo giro qualcuno c’è, che ritiene che la politica non può più essere delegata agli infarinati; che le intelligenze dei cittadini vanno sfruttate e coinvolte sennò dalla crisi si esce nell’anno del santo giammai, se si lascia tutto nelle mani di infarinati e tecnici. La sfida finale è tutta qui. Domenica e lunedì, a Olimpiadi finite, ai cittadini spetta la scelta finale; a meno che. A meno che non sia ballottaggio. Ma questa è un’altra storia, che sarà raccontata in un altro modo. Comunque vada, le olimpiadi sono terminate. Con la sigla That’s all, folks e la musichetta dei cialtroni animati (cartoni, volevamo dire dei cartoni), loro vanno via. Ma, signori olimpionici, non smobilitate del tutto; il gioco tra voi e questa città è soltanto agli inizi.
Ps. Ora ci sarebbe la perorazione finale e l’appello al voto, e l’esortazione a pigliare questo paese e liberarlo dalle mani de’barbari (è o non è l’anniversario machiavelliano?). Ma ce la risparmiamo confidando nella naturale intelligenza degli elettori che sapranno ben distinguere e votare per quelle liste che esprimono una politica diversa da tutte quelle che hanno fallito finora.
Tanti auguri a tutti e votate a modino.
Il Vs. (affettuoso) comitato Mente Locale della Piana

Viti (No Inceneritore): lascio il testimone al Movimento 5 Stelle questi cinque anni in Consiglio sono un’esperienza da non rifare !

23 Mag 2013

Roberto Viti si lascia andare ad un libero resoconto di questi ultimi anni. Un resoconto che giustifica la sua scelta di lasciare il testimone in consiglio a coloro che della coerenza ne hanno fatto il “vero simbolo” di questa campagna elettorale. In effetti guardando ed ascoltando tutti “nuovi paladini” della lotta all’inceneritore ci viene da chiedersi dove fossero qualche anno fa, ci sarà sfuggito qualche particolare. Fatto sta che in questo circo di esibizioni che forse sono destinate a dissolversi come il fumo, non mi sorprende che Viti abbia deciso di far confluire i suoi voti nel M5S, ma vediamo per filo e per segno le sue motivazioni:
“Dopo cinque anni di coerenza, dal primo all’ultimo giorno, non ripresento la Lista Civica “No Inceneritore” in Consiglio Comunale perché è un organo che non conta nulla. Nostri atti formali ancorché approvati anche all’unanimità quando non graditi nelle segrete stanze della Giunta, poi  non vengono attuati ed occorre ripresentare a ripetizione estenuanti interrogazioni ed interpellanze. Si sottostà ad un’amministrazione egemone sostenuta da una maggioranza di soldatini privi di decisione propria ma con un unico opprimente discernimento: quello del sindaco, a loro e ai loro alleati rimangono solo gli interventi d’arruffianamento. Ho fatto parte di una opposizione litigiosa e divisa che non si perita a colpirti con il fuoco amico mentre sei già impegnato a combattere gli avversari. Da un Esposito che ti tradisce e ti porta via il seggio che, senza meriti, gli abbiamo procurato complice un regolamento vergognoso; ad una Bresci che s’inventa di averci insegnato le nostre battaglie e le nostre conoscenze quando lei l’inceneritore lo voleva far spostare a Paterno (Vaglia) perché lì c’è poca gente; ad un Tesi che racconta di essere stato referendario nel nostro referendum comunale per il No all’Inceneritore del dicembre 2007 da noi stravinto al 90%; ad un PDL che dichiara apparentamenti fantasiosi conclusi con noi. Dopo tutto ciò ora ci si alimenta con un’isteria collettiva con una farneticante frenesia alla caccia di un voto affannato. Sgomitano e smanaccano, si aggruppano politicamente contro natura per trovare la via di rientrare in consiglio comunale atterriti dal non farcela, povera gente! Adesso per due mesi sono tutti antinceneritore, proprio come accadde cinque anni fa per breve tempo. Ma proprio tutti perfino il Fossi ci prova e ambiguamente si presenta con nostri onesti e ignari personaggi virtuosi nella lotta all’incenerimento dei rifiuti alle assemblee che organizza con le truppe cammellate, ma alle mie pubbliche precise domande senza fronzoli è costretto a non rinnegare le scelte inceneritoriste del PD e della sua scellerata congrega a tutti i livelli istituzionali. Io continuerò sempre come comitato campigiano a porre servizio nel Coordinamento dei Comitati della Piana in cui sono confluito già da dieci anni. Non rilascio indicazioni di voto per i miei elettori anche se riconosco che la compagine più affine ai nostri storici obbiettivi, il no all’inceneritore e per la tutela dell’ambiente è il movimento 5 stelle. Per cinque anni, di battaglia con la sciabola in consiglio un caro saluto ai miei e un sincero ringraziamento a tutti coloro che mi hanno onorato con il loro aiuto.”
Lista “NO INCENERITORE” – Il Consigliere Comunale Roberto Viti

Il caso Vela con Verdini: Gandola accusa Alleanza Cittadina – non sanno più cosa inventarsi .. sono alla frutta

22 Mag 2013

Uno sfogo in pieno stile quello di Gandola, candidato sindaco per il Pdl, verso gli avversari di Alleanza Cittadina per Campi, dopo aver scoperto (noi l’avevamo già vista, increduli), la vela con l’enorme faccione di Verdini che impone le mani sugli alleati Brunella Bresci e Gandola appunto, come in foto. Una goliardata che non è stata pienamente digerita dai candidati ed alleati Pdl, che lasciano un comunicato sul sito di Gandola.
“Oramai quelli di Alleanza Cittadina per Tesi Sindaco sono alla frutta e non sanno più cosa inventarsi. Questa è la vela 4 metri per 3 che hanno realizzato. Domani mattina alle ore 8.00 presenterò esposto alla Procura di Firenze per violazione dei diritti di immagine. In ogni caso, essi hanno dimostrato il loro prezzo. Non hanno nulla da dire e non sanno a cosa attaccarsi.”
Passa poi al contrattacco “A Campi siamo costretti a vincere. Prima ti ignorano, poi ti deridono, poi ti combattono e poi vinci!!! Il 26 e 27 Maggio gli elettori sapranno scegliere. E sapranno riconoscere chi è solo un povero sciacallo.”