Posts Tagged ‘differenziata’

Rifiuti: ecco come funzionerà il nuovo porta a porta a Campi

18 febbraio 2014

A fine marzo partirà il nuovo sistema di “porta a porta” nel comune di Campi Bisenzio: le zone interessate saranno il centro storico, Santa Maria, San Martino e Gorinello. I rifiuti solidi urbani provenienti dagli utenti domestici, dalle attività commerciali e dagli uffici dovranno essere esposti sulla soglia del proprio numero civico, suddivisi per frazione merceologica in sacchi e accuratamente chiusi in modo da evitare dispersioni, nei giorni e nell’orario previsti dal calendario; il vetro deve essere conferito nella campana verde. “Vogliamo rendere i cittadini – dice il Sindaco Fossi – protagonisti della raccolta differenziata: attraverso il loro impegno quotidiano potranno contribuire a recuperare materie prime riutilizzabili e quindi contribuire a salvaguardare l’ambiente”. Rimangono tuttavia alcuni punti che andrebbero chiariti: il primo, non è chiaro in quanto tempo tale modalità di raccolta potrà essere estesa anche alle altre zone di Campi e la seconda quali siano i benefici economici che vengono riconosciuti ai cittadini in virtù della loro capacità di differenziare il più possibile e produrre il meno possibile l’indifferenziato.
Come funziona il “porta a porta”

Il Calendario settimanale

Le varie tipologie di rifiuto e come conferirle

TARES: perché aumenta a Campi Bisenzio? le risposte dal Movimento 5 Stelle

16 dicembre 2013

Parlando di rifiuti la cosa migliore sarebbe ridurre la quantità di quelli prodotti: essere meno sudicioni è possibile e conviene. Ma potrebbe essere troppo faticoso capire come si fa, ce lo spiega Niccolò Rigacci, consigliere e capogruppo del Movimento 5 Stelle a Campi Bisenzio.
Un’altra cosa utile sarebbe evitare che la raccolta dei rifiuti sia fatta dagli stessi che hanno interessi nelle discariche e inceneritori; altrimenti riduzione e riciclo tendono a fallire. Ma questo è ancora più complicato da capire.
Allora parliamo di raccolta differenziata e costo in discarica. La R.D. è buona anzitutto perché riciclando i rifiuti si toglie la materia prima a chi vuole costruire gli inceneritori e si rendono non più appetibili al grande business questi impianti costosi e pericolosi, ma la percentuale di R.D. ha anche un legame stretto su quanto andiamo a pagare di tariffa rifiuti.
In questi giorni abbiamo ricevuto il conto della TARES: parte fissa, parte variabile, riduzioni, maggiorazioni, F24… se vi sentite presi in giro avete ragione! Ma anche senza il diploma potete vedere l’aumento rispetto all’anno scorso.
Una tabella pubblicata da Regione Toscana ci aiuta a capire come si compone il prezzo per disfarsi dei rifiuti. Anzitutto vediamo che a Campi Bisenzio il tributo da pagare per portare i rifiuti in discarica passerà da 13 €/tonnellata del 2013 a 18 €/tonnellata del 2014, un aumento del 38% in un anno! Sarà un dramma di tutti i Comuni? Neanche per sogno! Alcuni comuni addirittura diminuiscono da 8 a 7 € (Empoli, Montelupo, Poggio a Caiano… tanto per stare vicini).
Certo che qualcuno sta pure peggio di noi, prendete ad esempio quei disgraziati di Montale, che in un anno passano da 17 a 25 € (aumento del 47%!). Ma come, Montale è alla tariffa massima e si sorbisce anche l’inceneritore alla diossina che inquina oltre la soglia consentita?! Sarà che avendo l’inceneritore hanno pensato bene (anzi male) di fermare la differenziata al 30,47%?
Si potrebbe obiettare che differenziare rifiuti non è semplice in un grande comune, ma non è vero. Basta vedere i comuni del centro Toscana intorno ai 40.000 abitanti:
Campi è ovviamente il fanalino di coda e quindi quello che paga di più. A Sesto Fiorentino sono più “sudicioni” di noi (più rifiuti prodotti pro capite), ma riciclano di più e quindi spendono meno. A Empoli sembra che siano marziani: differenziano al 94,96% e spendono meno della metà di noi. Amici empolesi, avete per caso un assessore da prestarci? Noi vi si dà un sindaco giovane, ma che ha tanto da imparare.
Martedi prossimo in Consiglio Comunale chiederemo al Sindaco cosa intende fare sulla raccolta differenziata e vi racconteremo cosa risponde.

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Inceneritore: vieni con noi a difendere la Piana ed il tuo futuro

7 dicembre 2013

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La Regione punta sulla raccolta differenziata. Ma così i 9 impianti previsti diventano troppi

25 giugno 2013

Dal Corriere Fiorentino di domenica 16 Giugno, 2013
In Toscana è scoppiata la guerra degli inceneritori. È una lotta sotterranea, fatta di timori, mezze battute, incontri riservati. In uno di questi, in Consiglio regionale, di fronte al nuovo piano dei rifiuti che la Regione sta elaborando, c’è chi è sbottato: «Salta tutto, salta tutto». Perché le previsioni di rifiuti da bruciare negli impianti fatte solo qualche mese fa nelle tre zone in cui è divisa la Toscana, i tre Ambiti ottimali (centro, sud e costa) sono molto maggiori di quelle del nuovo Piano dei rifiuti che la Regione vuole attuare. Insomma, troppi inceneritori previsti rispetto ai rifiuti che potrebbero essere bruciati. E le Province potrebbero essere chiamate a riveder i loro piani, a decidere quali aprire e quali escludere.
Il dibattito sui rifiuti viene visto come contrapposizione tra «ambientalisti» e «industrialisti». Tra chi non vuole gli impianti di incenerimento e chi invece li vede come la soluzione del problema. Tra lo scontro politico e le campagne come quella «rifiuti zero», che teorizza la possibilità di farne a meno, resta un problema: qualunque scelta si prenda, i rifiuti sono una grana per l’ambiente, ma va risolta con un ciclo industriale, che si basa sui numeri. E, in Toscana, ora i numeri ballano.
La scelta «ufficiale» finora presentata dalla Regione era quella di arrivare a 60-20-20 entro il decennio. Cioè 60 per cento di raccolta differenziata, 20 di incenerimento, 20 in discarica. Nelle scorse settimane sono cominciate a trapelare anche ipotesi più alte di differenziata, con livelli di incenerimento e discarica inferiori al 20 per cento, fino al 15. Non è utopico: alcuni territori europei riescono ad arrivarci e nelle sperimentazioni, anche in Toscana ci sono esempi (piccoli Comuni o zone limitate) in cui la raccolta differenziata si è spinta anche all’80 per cento. Non è nè facile nè veloce arrivarci. Ma l’obiettivo resta. E fa sballare i conti. Se ne sono accorte le aziende dei rifiuti, se ne sono accorti i consiglieri regionali, e pure i sindaci. La scelta del presidente toscano Enrico Rossi di puntare a questi alti livelli di differenziata non è solo un obiettivo di livello europeo: è anche un modo per dare una risposta ai movimenti che hanno lanciato l’opzione «rifiuti zero». È, prima di tutto, una scelta politica. Ma potrebbe cambiare la carte in tavola, con accordi già presi, piani di ambito approvati, finanziamenti già chiesti per gli impianti.
Se la produzione di rifiuti urbani (in calo non solo per la crisi) restasse quella attuale, cioè 2.400.000 tonnellate l’anno, e l’obiettivo di incenerimento fosse davvero quello minimo, il 15 per cento, agli impianti di termovalorizzazione ne arriverebbero 360 mila. Ma gli impianti previsti dagli attuali piani dei rifiuti dei tre Ato (costa, sud e centro) di tutta la Toscana arrivano a 830 mila: quasi due volte e mezzo in più del necessario. Quelli del solo Ato centro (Firenze, Prato e Pistoia) potrebbero bruciarne quasi 300 mila tonnellate l’anno. Firenze, ora l’impianto di Montale è chiuso, ne dovrebbe bruciare 80 mila. Selvapiana, alla Rufina, dovrebbe riaprire ed ha già l’Aia e la Via (due autorizzazioni ambientali): ma è piccolo, da 60 mila tonnellate l’anno. Case Passerini (136 mila) deve ancora ottenere l’Aia. Ad Arezzo vogliono quasi raddoppiare quello di San Zeno (75 mila tonnellate l’anno), a Livorno quello di Picchianti dovrebbe passare da 60 a 120 mila tonnellate. Ce ne sono alcuni, come quello di Castelnuovo Garfagnana, che dovrebbero riaprire. Altri dovrebbero essere solo dedicati al Cdr (combustibile derivato da rifiuti). Ma 9 impianti in Toscana sono troppi, oltre ad essere in molti casi piccoli e quindi diseconomici: lo hanno capito tutti i diretti interessati che qualcuno dovrà farsi da parte. Mentre c’è chi ricorda che nel Nord Europa, ormai, si va a caccia di rifiuti da importare per bruciarli nei loro impianti, che non ricevono più «carburante» interno grazie all’aumento della raccolta differenziata. Così come, con un livello così alto di differenziata, viene da domandarsi dove sarà possibile riciclare il materiale, dato che non ci sono impianti (e a volte mercato) per tali quantità di carta, vetro, alluminio. Per il momento, a parte la lettera aperta del presidente del Cispel Alfredo De Girolamo, non ci sono dichiarazioni ufficiali. Anche il sindaco di Livorno Alessandro Cosimi si trincera dietro un «no comment». In attesa dei futuri incontri con la Regione.
Marzio Fatucchi (@marziofatucchi)
http://www.provincia.livorno.it/rassegna/bancadati/20130617/SIJ1113.PDF

I laboratori di Emiliano Fossi, una “Buona Idea per Campi” potrebbe essere quella di avere più coraggio

3 aprile 2013

“Tutto chiacchere e distintivo” ci verrebbe in mente, traendo spunto dalla celebre affermazione di De Niro-Capone nel film “Gli Intoccabili”. Ma in effetti così è apparso agli occhi (anzi agli orecchi) di chi non si fa abbindolare dai modi eleganti della politica delle facili parole, il candidato sindaco Emiliano Fossi, in uno dei suoi tanto sbandierati laboratori partecipati, quello sull’ambiente. Una serata quella di giovedì scorso nata all’insegna dell’interesse collettivo, del cambiamento che per la prima volta vedeva al centro dell’attenzione i cittadini con le loro idee ed esigenze, ed un ospite di rilievo come il sindaco di Capannori, primo comune ad adottare la strategia Rifiuti Zero. Interessante e fin troppo scontato l’intervento del sindaco di Capannori Del Ghingaro (che noi quelli del No all’inceneritore già ben conosciamo), che ha prima reso giustizia alle numerose “fandonie” circa il costo eccessivo della raccolta differenziata porta a porta, smascherando le giustificazioni di Quadrifoglio appena citate come scusante da Fossi nella sua soporifera introduzione. Poi Del Ghingaro ha introdotto i requisiti essenziali della sua inziativa, definita da lui stesso “niente di che”, anzi “del tutto normale”, effermando di non aver inventato niente, ma solo di aver avuto il coraggio di intraprendere una strada per il paese che si era offerto di amministrare, senza logiche di partito, mettendosi spesso contro la stessa politica che affolla il suo consiglio comunale. “Coraggio”, è stata questa la parola chiave del successo che i cittadini di Capannori tributano al loro sindaco “amico”, una persona che prima di tutto è un cittadino e per questo dalla parte dei cittadini. Per noi è stato bello sentirsi condivisi con un primo cittadino differente da quelli che siamo abituati a vedere, tutti solo pieni della loro capacità di interpretare esclusivamente a modo loro l’interesse del paese ed è stato fin troppo bello vedere una condivisione di intenti con il futuro candidato Fossi. Una illusione purtroppo durata ben poco, perchè dopo le incalzanti domande di alcuni cittadini, Fossi non ha potuto far altro che gettare la sua maschera della partecipazione popolare, convertendo il concetto di coraggio verso scelte condivise dagli elettori, nel coraggio di continuare a perseguire gli obiettivi e le scelte che altri prima di lui avevano già impostato. In parole povere forse niente cambierà sulla gestione dei rifiuti e l’inceneritore a quanto pare sà da fare perché qualcuno ha già deciso. Alla luce di questo ho avuto modo di riflettere, innanzitutto, su quale sia lo scopo di questi laboratori; ascoltare le persone o radunare persone che altrimenti avrebbero ignorato questi incontri ? (anche se lui sbandiera a tutti l’alta partecipazione alle sue assemblee). D’altro canto Fossi fà ancora parte dell’attuale amministrazione e mai ha espresso una parola in merito alla questione rifiuti ed all’inceneritore; mai ha avuto il coraggio di porsi in contrasto con il suo sindaco, la giunta ed il suo stesso partito, se non altro per raccogliere consensi per la sua futura candidatura. Oltretutto l’esperienza di Del Ghingaro non è nuova all’amministrazione di Campi dal momento che un folto gruppo di consiglieri campigiani aveva già fatto visita a Capannori qualche mese dopo l’espressione popolare del referendum contro l’inceneritore, quella stessa volontà popolare che oggi lo stesso Fossi continua evidentemente ad ignorare nel suo primo laboratorio sull’ambiente. Ecco quindi che la persona che si auto-definisce del cambiamento, in realtà è un giovane politico nato già vecchio, che non si distacca dal modo di pensare e soprattutto di vedere le esigenze di un paese che, senza che se ne sia accorto è cambiato radicalmente. Questa è purtroppo la realtà, tanto coraggio, ma evidentemente quello sbagliato e la paura di affrontare un partito che se ne infischia del volere dei cittadini campigiani. Se Fossi vuol fare il sindaco di Campi forse farebbe bene a rivedere certe sue convinzioni e certi legami troppo stretti. Noi ci siamo abituati, ma il sindaco Del Ghingaro, ci deve essere rimasto male. In due ore di accorato sostegno a Fossi, ha creduto evidentemente che la sua presenza fosse dovuta veramente alla volontà di fare tesoro delle sue esperienze. Alla fine sarà rimasto deluso da chi poi ha dato l’impressione di voler, evidentemente, solo sfruttare l’onda emotiva. Che dire di più, forse un consiglio .. medita Emiliano .. medita ..

L’Agenda Ambientale in Toscana per il 2013 parte già completa per una situazione preoccupante e disastrosa

3 gennaio 2013

Dal TG3 Regionale di ieri 2 gennaio 2013, uno spaccato della situazione ambientale nella nostra Regione Toscana, già ad inizio anno, che merita di essere citato come monito ai nostri decisionisti ed incoraggiamento all’azione di sensibilizzazione per chi, come il sottoscritto, è sensibile ai temi ambientali:
“Dal naufragio della Costa Concordia alla raccolta differenziata che non decolla, l’inquinamento delle acque e dell’aria, l’agenda ambientale 2013 in Toscana, grazie anche alle segnalazioni dei cittadini, è già molto critica: sulla gestione dei rifiuti in Toscana in questo inizio del 2013 restano molti fronti aperti, fra Piani Interprovinciali contestati e raccolta differenziata che NON HA raggiunto il 65% richiesto dall’Unione Europea, con conseguente aumento della tariffa. Soltanto Capannori e la Piana di Lucca, ma anche nell’empolese e nella Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano, e alcune realtà a Carrara, in Valdera e Versilia, hanno ottenuto risultati molto soddisfacenti nel 2012 grazie alla raccolta differenziata porta a porta. Varie associazioni ambientaliste assieme ai Comitati locali, ricordano che l’Unione Europea ha invitato tutti gli stati a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è reciclabile e compostabile entro il 2020, ma la Regione Toscana assieme alle province sceglie nuovi impianti. Anche l’inquinamento prodotto dalla Costa Concordia resta agli occhi dell’Europa e del mondo, una emergenza ambientale irrisolta ormai da un anno, con le 10mila analisi che i tecnici di ARPAT hanno effettuato sulle acque, rilevando idrocarburi, tensiotattivi,solventi, e alterazioni dei parametri vitali nell’acqua di mare. E sono ben oltre mille gli esposti arrivati all’Agenzia Regionale per l’Ambiente, lo scorso anno da parte dei cittadini. Con interventi che si sono concentrati sul controllo delle acque, degli scarichi abusivi, sull’inquinamento elettromagnetico e sulla qualità dell’aria misurate in Toscana attraverso 64 stazioni.” Come ha concluso giustamente la giornalista ” .. con frane, alluvioni e prevenzione terremoti, l’agenda ambientale per il 2013 è già completa …”

Associazioni ambientaliste diffidano le principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata

18 luglio 2012

Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno recentemente presentato Diffide nei confronti delle principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata. La loro accusa è che “la regione toscana favorisce l’incenerimento, in contrasto con le risoluzioni europee – la raccolta differenziata nei maggiori comuni e’ al palo”
Come si legge dal comunicato, “Mentre il Parlamento europeo con ripetute risoluzioni votate a partire dal 20 aprile scorso per la prima volta arriva a porre all’ordine del giorno la necessità di produrre uno smaltimento “prossimo allo zero” ed anche per ragioni economiche invita gli Stati membri a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è riciclabile e compostabile entro il 2020, la Regione Toscana, anacronisticamente, si muove nella direzione opposta e cioè a favore dell’incenerimento e dell’aumento degli smaltimenti.” quanto dichiarato dalle Associazioni Ambientaliste Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF in apertura della conferenza stampa tenutasi lo scorso 6 giugno presso il Gran Caffè Le Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica a Firenze.
Da uno sguardo concentrato sui capoluoghi di Provincia e basato sui dati pubblicati nel settembre 2011 (riferiti all’anno 2010) il quadro appare deprimente e sconcertante con raccolte differenziate che sono ben lungi dal raggiungere le quote percentuali previste dalla normativa e che entro il 31 dicembre 2012 dovrebbero far risultare almeno il 65% di RD (raccolta differenziata).
Per questo le associazioni Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno deciso di intraprendere una vertenza dai risvolti legali chiedendo conto delle inadempienze in atto, presentando un atto di diffida contro le Amministrazioni Comunali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, contro le Aziende Municipalizzate di Igiene urbana e contro gli ATO rifiuti competenti per il territorio comunale interessato.
Le Diffide chiedono che sia posto in essere, nell’ambito delle rispettive competenze, (ed entro novanta giorni dalla ricezione della diffida stessa), ogni intervento utile ad assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in misura almeno pari alle percentuali minime previste dalla legislazione vigente; e riservandosi le Associazioni Ambientaliste di dare corso alle azioni di tutela nelle sedi opportune, nel caso che la situazione denunciata con la diffida medesima non venga eliminata.
Gli esempi sono clamorosi: Massa è al 26,06% (regredita di ben 4% rispetto all’anno precedente), Pisa al 41,82%, Livorno al 41,53% (regredita di 1%), Pistoia al 39,45%, Firenze al 42,2%, Prato al 44,9% (regredita dello 0,56%), Arezzo al 37,74% (regredita di ben 7%!), Grosseto al 30,97%, Lucca 47% e Siena con 45,2%. Se poi ci riferiamo agli ATO il Centro registra il 43,99%, la Costa il 40,99%, l’area Sud il 36,44%, a conferma che in nessuno degli ATO è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata.
Questi numeri confermano che in Toscana ad eccezione di alcune aree dove i “porta a porta” sono partiti con risultati che superano il 70-75% (Capannori e piana di Lucca, Empolese Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano e poche altre eccezioni in Versilia, nel comune di Carrara e in Valdera) l’applicazione delle “Buone Pratiche” di gestione dei rifiuti risulta desolatamente al palo. A questo quadro statico corrisponde, invece, da parte della gran parte del ceto politico dirigente un attivismo frenetico e aggressivo nel tentativo di imporre gli inceneritori a dispetto anche di trends che, complice la crisi, vedono la riduzione nella produzione dei rifiuti.
Ma oltre alla beffa il danno! Continua il comunicato .. Infatti questa inadempienza ed inefficienza nel garantire il rispetto delle percentuali di RD, costa in modo significativo alle tasche dei cittadini utenti.
In conseguenza dei mancati risultati, infatti, la Regione applica non trascurabili “addizionali” che, in un momento di crisi come questo, non appaiono certo insignificanti e che vengono applicate ai quantitativi inviati a smaltimento.
Solo per fare un esempio: il Comune di Firenze ha versato una cifra complessiva di 2.300.000 euro (due milioni e trecentomila euro) nell’anno trascorso ed analoga cifra deve essere considerata per l’anno precedente e per quelli successivi. Se questi fondi fossero stati “accantonati” ci saremmo trovati di fronte a quote importanti per poter spingere a favore di sistemi di riduzione e di raccolte differenziate degne di questo nome così come in corso di svolgimento in moltissime parti di Italia con successo crescente.
Tutto questo non solo per chiamare in causa le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto, avallando lo spreco di importanti risorse, ma anche per respingere l’idea che la Toscana “non sarebbe pronta” nell’applicare i cicli virtuosi del riciclaggio e del compostaggio, che, anzi, proprio in un momento come questo appaiono anche “volani” di occupazione ed di impresa locale (viste anche le remunerazioni di materiali quali, metalli, carta, plastiche).
Al contempo le associazioni ambientaliste sono disponibili a collaborare con le amministrazioni comunali sensibili per uscire dall’inefficienza che brucia soldi dei cittadini e che penalizza le comunità toscane.
Per informazioni WWF Toscana: 055.477876 320.4450154

SALUTI DALLA PIANA? Dal vecchio inceneritore di San Donnino, al nuovo di Case Passerini: una cartolina per informare i cittadini sul futuro del territorio

4 aprile 2012

SALUTI DALLA PIANA?
Dal vecchio inceneritore di San Donnino, al nuovo di Case Passerini: una cartolina per informare i cittadini sul futuro del territorio
Una cartolina (quella riportata sotto), stampata in 15000 copie e che verrà recapitata presso le abitazioni di Campi Bisenzio, per informare i cittadini di rischi e danni causati dal nuovo inceneritore di Case Passerini. Questo è quanto presentato ieri durante una conferenza stampa, presso la Sala ex Giunta del Palazzo Comunale di Campi Bisenzio, dal Comitato Alleanza Cittadina per Campi.
«Con questa campagna di informazione – dichiara Pier Luigi Campani, portavoce del Comitato – innanzitutto confermiamo la posizione dei tre Consiglieri comunali, da sempre impegnati sul fronte del no all’inceneritore. Si tratta di un argomento ora più che mai attuale, con il piano interprovinciale rifiuti adottato e in fase di ricezione osservazioni. Vogliamo ridare dignità alla città di Campi e le titubanze nel centrosinistra, emerse anche a livello provinciale, possono significare che la partita non è conclusa».
Per Alessandro Gensini, presidente di Alleanza Cittadina «Ci sono elementi inseriti nei protocolli e non rispettati, come la bonifica dell’ex inceneritore di San Donnino. C’è una grande carenza sul piano della comunicazione, sia sul rischio salute, che sui costi: è giusto che le persone sappiano in concreto quali danni può causare l’inceneritore e quanto costerà lo smaltimento rifiuti. Per quanto riguarda il piano rifiuti – continua Gensini – ci sono dati ormai vecchi: la raccolta differenziata aumenta e la produzione di rifiuti, il combustibile dell’inceneritore, sta diminuendo».
«Il nostro intendimento principale è quello di riportare la politica tra i cittadini» dichiara Antonio Esposito, Consigliere comunale. «Siamo sempre stati contrari alla costruzione dell’inceneritore: Piero Fedi partecipò alla battaglia per la chiusura di quello di San Donnino; io provengo da una lista che ne ha fatto il principale motivo di impegno; Tesi era impegnato nel comitato referendario che vide Campi esprimere un netto no. Vogliamo evidenziare – dice Esposito – come ci sia uno spreco di risorse per un impianto che rischia di essere sovradimensionato».
Sulle alternative il Consigliere comunale Alessandro Tesi sottolinea che «esistono e sono già state sperimentate altrove. Possiamo fare ancora molto sulla raccolta differenziata e realizzare un impianto per il trattamento meccanico biologico, che ridurebbe sensibilmente i volumi di rifiuti da smaltire. A Reggio Emilia si sta per spegnere un inceneritore; a Forlì sono costretti a riconvertirlo perché sottoutilizzato». La campagna informativa sarà anche accompagnata da pubblicazioni e aggiornamenti sul sito www.alleanzacittadina.it

Case Passerini e San Francisco ? Due modi di gestire i rifiuti .. molto lontani !

17 marzo 2012

La Provincia di Firenze ha adottato con i soli voti del PD che è rimasto isolato e privo dei suoi alleati il piano provinciale dei rifiuti che prevede la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini (non demoralizziamoci, la votazione finale avverrà in autunno e saremo ancora lì se non ci ripensano). Ciò, nonostante che abbiamo presentato l’Alterpiano, un piano alernativo che si basa sulla diminuzione dei rifiuti a monte, sull’estrema differenziata, sul recupero e riciclo, e sull’incremento della filiera di assorbimento dei materiali recuperati, tutto sempre senza combustione alcuna ! Un uso coerente ed efficace conforme alle normative comunitarie e che, a differenza delle sopramenzionate scelte, non ci carica di ulteriore inquinamento, non distrugge materia, aumenta l’occupazione e avrà minori costi di gestione.
L’incenerimento è la modalità di trattamento dei rifiuti più scellerato dal punto di vista sanitario, che distrugge materia rendendola non più utilizzabile (bruciando una tonnellata di rifiuti è come bruciare settanta tonnellate di materie prime che sono servite per fabbricarli: petrolio, alberi, ecc) . I costi dell’incenerimento sono molto alti ma più alto è il costo in salute per le popolazioni interessate oltre al danno alla biosfera. Gli inceneritori emettono un immenso numero di sostanze tossiche e cancerogene; producono il 30% di ceneri e scorie che, come i rifiuti speciali, devono essere smaltite in costosissime discariche. Un inceneritore preleva complessivamente 1.800.000 Mc/anno di acqua pari a 4.000 litri per tonnellata di rifiuti: uno spreco pazzesco, assolutamente inaccettabile. Senza i certificati verdi che in Italia vengono donati in modo truffaldino alle lobby dell’incenerimento, gli inceneritori chiuderebbero.
Detto questo ci viene da chiedere: ma l’avranno visto i nostri cari amministratori il programma “Presa Diretta” del 22 gennaio u.s. presentato da Riccardo Iacona che presentava la situazione rifiuti in quel di San Francisco ? Per chi in malafede racconta che le alternative a freddo possono esser applicate solo a piccole realtà sappia che: San Francisco è una città con circa 7 milioni di abitanti (con densità abitativa seconda solo a New York). Ha raggiunto in pochissimo tempo una raccolta differenziata del 78% ma la prospettiva è quella di arrivare a rifiuti zero nel 2020. I suoi amministratori hanno deciso di non utilizzare inceneritori in quanto questo metodo è molto costoso estremamente nocivo e deve avere un flusso da bruciare continuo e garantito, alla faccia della buona pratica del differenziare e del riciclo !
La Ricology (come la nostra Quadrifoglio.. si fa per dire..) è la ditta privata che si occupa della raccolta differenziata ed ha stabilimenti per il trattamento meccanico biologico grandi un intero isolato. La raccolta viene fatta in tre contenitori: umido, carta, vetro e plastica oltre l’indifferenziato.
L’indifferenziato residuo che è il 22% viene nuovamente vagliato per recuperare tutto ciò che è ancora possibile con una tecnologia semplice ma efficace e oltre che meccanica anche manuale. Ai broker internazionali vendono tutto il riciclato: tre tipi di carta, quattro tipi di plastica, l’alluminio, il vetro ed altri materiali. Ogni giorno recuperano 17 t. di carta. Per ogni tonnellata di carta recuperata si salvano una ventina di alberi dall’abbattimento. Hanno realizzato un enorme spazio a compostiera per nove ettari.
I contenitori per la raccolta differenziata vengono scambiati, i pieni con i vuoti, fuori dagli edifici, ogni mattino anche sotto i grattacieli e vengono recuperati da piccoli camion che possono entrare da per tutto. Ogni giorno vengono raccolte 700 t di carta che viene regolarmente acquistata dalle industrie della filiera del riciclo insieme a 400 t di alluminio, 650 t di organico ( erba + legno + cibo) che viene triturato e nel giro di appena 45 giorni tramite attivatori catalizzanti diviene ottimo concime che viene venduto alle aziende agricole a 35 dollari a t. Tutto viene riciclato. Gli oggetti con più componenti vengono tutti smontati. L’assessorato all’ambiente spiega che importante è non produrre quello che non è possibile riciclare ad esempio hanno bandito con decreto obbligatorio da tutti i negozi i contenitori in polistirolo utilizzando solo stampi di fibra cartacea che sono riciclabili e possono essere conferiti nell’umido oltre a tutte le buste di plastica sostituite con quelle di resina di mais. L’amministrazione comunale spiega anche che con la raccolta differenziata, col porta a porta estremo hanno potuto assumere 500 lavoratori. La tariffa d’igiene ambientale è anche scesa e si paga solo per quello che non si riesce a differenziare. La cosa più stupefacente è sapere che nel 1964 Roma aveva quattro impianti di recupero e riciclaggio (una mini S.Francisco) che trattavano 1200 t al giorno di rifiuti, quasi tutto veniva riciclato e non c’era bisogno di discariche. Questo è durato fino al 1980 quando la politica ha fatto chiudere gli impianti per cui c’è stato bisogno di trovare una discarica (Malagrotta) che è iniziata a funzionare dal 1984 ad oggi.
Oltre ai faraonici stipendi che paghiamo ai nostri politici/amministratori, regaliamo loro anche un biglietto aereo per S.Francisco oppure castighiamoli nella prossima cabina elettorale !
Roberto Viti lista civica “comitato civico campigiano NO INCENERITORE”

“Estendere il Porta a Porta sull’intero territorio comunale per la raccolta dei rifiuti”, lo chiede Viti nel prossimo consiglio comunale di domani

5 marzo 2012

In effetti la domanda ce la siamo posta tutti: perchè mai non siamo partiti con la raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ? A dir la verità ci sono anche alcune eccezioni già nello stesso centro abitato di Campi, con zone lasciate fuori da questa prassi. Abbiamo evidenza di città molto più grandi di Campi che adottano a tappeto questa tipologia di raccolta e da noi ancora si viaggia a pelle di leopardo, nella quale le zone scoperte sono spesso quelle più recenti e quindi strutturate in modo simile alle grandi città che sono alla base dei numerosi esempi positivi. Nessun ha mai saputo rispondere a questi interrogativi e neppure abbiamo mai sentito una versione ufficiale che possa essere quanto meno credibile. Vediamo se ci riuscirà Viti domani in consiglio comunale, proponendo non tanto una richiesta di chiarimento quanto una di adeguamento, visto fra l’altro che Campi è il fanalino di coda nella raccolta differenziata nella Piana.

Oggetto: OdG per la richiesta di estensione della raccolta dei rifiuti porta a porta a completamento sull’intero territorio comunale.
Il sottoscritto consigliere comunale,
Visto gli eccellenti risultati raggiunti della raccolta differenziata sul nostro territorio da quando è stato realizzato il sistema del porta a porta nelle zone dove tale procedura è già operativa;
Visto che il nostro Comune, prima della parziale introduzione del conferimento dei rifiuti porta a porta, era considerato anche sui media, con il suo misero 28% di differenziata il “fanalino di coda” fra tutti gli altri comuni della piana;
Visto che la popolazione che usufruisce già da tempo di questo tipo di conferimento, superati i primi momenti di disagio, adesso si dichiara totalmente favorevole;
Visto che con questo sistema si valorizza inoltre il senso civico ambientale dell’individuo rendendolo cosciente e più protagonista dei cambiamenti virtuosi del proprio territorio;
Impegna il Sindaco e/o la Giunta
a far sì d’intervenire e sollecitare sulle future scelte d’indirizzo della Quadrifoglio affinché il suddetto servizio di conferimento dei rifiuti avvenga a completamento col sistema del porta a porta su tutto l’intero territorio comunale.
Il consigliere comunale Roberto Viti – Lista civica: “Comitato Civico Campigiano NO INCENERITORE”