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CampLab: ecco cosa ne pensa il “fantasma” dello Zio MenteLocale ..

24 aprile 2014

Continua a far discutere la storia dei CampLab e della gestione dei contributi per tale iniziativa. Ecco un seppure goliardico spaccato della vicenda, raccontato da un fantasma rievocato per l’occasione “Lo Zio MenteLocale”. Al di là del contorno ironico utilizzato per raccontare quanto accaduto, ci viene da pensare come tutti i contenuti della vicenda si avvicinino paradossalmente a situazioni italiane, per le quali interi Consigli Regionali risultano indagati dalla Guardia di Finanza.. lascio a voi le considerazioni

Dunque, l’altro giorno, mentre stavamo facendo una seduta spiritica allo scopo gaudioso di evocare lo zio morto di qualcuno, o un qualche altro parente che ci desse qualche diritta buona per il superenalotto o almeno un fondo di investimento sicuro, ché qui siamo sulle spese, invece è apparso inopinatamente lo zio Mente Locale. Invece del morto suggeritore avevamo evocato lo zio Mente Locale! Il quale zio, nebuloso e incazzato come sempre, ci teneva in gran dispetto e si negava alle nostre proteste. “Oh zio”, dicevamo, “o che tu sei deceduto! Veramente cercavamo di evocare un altro zio. Ma ormai che tu ci sei, senti, deceduto per deceduto, non è che tu hai qualche dritta per il superenalotto, ché qui siamo sulle spese? Ma anche qualche fondo sicuro va bene”. Al che, lo zio ha replicato che di superenalotto sapeva lui una (e qui ha detto una cosa poco poco carina) ma che oramai l’avevamo scocciato e quindi aveva una storia buona da dirci sui CampLab. A noi, dei CampLab fregava una (e qui abbiamo pensato una cosa poco poco carina. Tanta era la vicinanza dello zio, che ci faceva deragliare!), ma magari dalla storia veniva fuori qualcosa di buono, tipo un numero del lotto. Quindi eravamo disposti. Allora lo zio attaccò che la prima fesseria era stata quella di affidare l’organizzazione della manifestazione di due giorni a ottobre scorso a una Polisportiva, con la scusa che nello statuto comunale c’è scritto che le associazioni possono organizzare eventi culturali. E grazie a questa gran cippa di (e qui disse un’altra cosa poco poco carina), le potevano organizzare anche se non c’era scritto nello statuto, mica è vietato, ma NO a spese del contribuente, soprattutto se il comune stipendia già una pletora di gente che, con un computer e un telefono, potevano organizzarla loro ‘sta cosa. La seconda fesseria era quella di stimare la spesa a occhio, alla ‘io boia (anche lo zio è pur sempre di Campi), senza avere un preventivo di spesa di nulla. E per fare questa quantificazione a occhio, avevano chiamato uno di fuori, no di quelli già pagati dal comune, e l’avevano fatto dirigente, così che potesse farsi le sue stime alla ‘io boia, che ce n’era bisogno. La terza fesseria era quella di non avere dato un incarico chiaro alla Polisportiva, che aveva comprato un po’ di lapis, un po’ di spillettine, chiamato qualche gruppo musicale, comprato un po’ di mangiare e da bere –che va sempre bene- e trovato un letto per tutti, e invitato un po’ di gente, non si sapeva bene chi e chi gliel’aveva detto… qualcuno si sarà anche imbucato… ma insomma la manifestazione c’era. E il comune aveva talmente poco l’idea di quello che la polisportiva avrebbe comprato, che la spesa alla ‘io boia, a occhio, l’aveva imputata su due capitoli di spesa diversi, uno a spese per le manifestazioni culturali, e uno a contributi per le associazioni. E per fare queste cose, c’era bisogno appunto di uno da fuori, fatto dirigente per la bisogna. E quella era la terza fesseria.
Qui si cominciava a capire poco, però c’era chi chiedeva allo zio quali fossero ‘sti capitoli, tante volte fossero numeri buoni da giocarli, e allora lo zio si incazzava ancora di più, e strillava che l’imputazione contabile era appunto fatta così, alla viva il parroco, e che tanto valeva estrarre a sorte, insomma, era il bilancio del comune e quindi dello stato, porca (e qui aggiunse una cosa poco poco carina). Poi c’era la quarta fesseria, che era il rendiconto rimesso dalla Polisportiva, che aveva rendicontato meno della spesa fatta alla ‘io boia, così tutti erano contenti, perché potevano dire di avere risparmiato. Risparmiato rispetto a che, schiumava lo zio? Rispetto alla stima a occhio? Ma poi c’era la quinta fesseria, perché il rendiconto era fatto a mano su un foglio a quadrettoni, dove si dichiarava che si era speso tot per le matite (tot… seicento euro… quante cappero di matite avevano comprato?), tot per il gruppo musicale, tot per la SIAE, tot per la pappatoria e via via. E non c’era uno schifo di scontrino e nemmeno di attestazione fiscale, cosa bruttarella specialmente per quegli adempimenti che comportavano ritenuta di acconto. Irpef e IVA erano state versate? Perché, essendo che erano svanziche pubbliche, il comune aveva il dovere di controllare. Ma essendo che c’era solo il foglio a quadrettoni, e manco protocollato, e nemmeno uno schifo di ricevuta o scontrino fiscale, il comune non aveva controllato una (e qui lo zio disse una cosa poco poco carina, sempre quella di prima). Ma poi c’era la sesta fesseria, perché i documenti di spesa, in base ai quali liquidare la Polisportiva, erano presso l’ufficio che si occupa di queste cose, che ora non ci si ricorda quale fosse ma lo zio lo disse preciso, perché c’era stata una richiesta di accesso agli atti di certi grillini, cui erano stati consegnati i documenti (o, per meglio dire, i non-documenti visto che non c’era una ecc. ecc.), ma mancava il foglio a quadrettoni, che invece era presso un altro ufficio. E questo altro ufficio era l’ufficio Sport, forse perché il foglio a quadrettoni era di una Polisportiva. Sicché i contabili del primo ufficio avevano liquidato la spesa, ma no senza gli scontrini, senza manco il foglio a quadrettoni. Si erano fidati, insomma. Che parve a tutti un bel modo di fare i controlli amministrativo-contabili, perché voleva dire avere fiducia nel cittadino senza essere brutalmente diffidenti che è una cosa antipatica. Però, riprendeva lo zio, c’era la settima fesseria, ossia che il 10 aprile in consiglio comunale, rispondendo a un’interrogazione sempre di questi grillini, l’assessore e vicesindaco aveva ammesso tutto quanto, tomo tomo, cacchio cacchio, e forse manco aveva capito la roba che stava ammettendo, che era poco poco carina, visto che c’erano i consigli regionali di mezza Italia indagati per questa faccenda di rimborsi spese senza giustificativi. A ripensarci bene, qualcosa di più di mezza. Senza contare, e qui lo zio dava di fuori da matto, l’inqualificabile approssimazione e dilettantismo con cui è amministrata la spesa a Campi; se una ditta si comportasse così, porterebbe i libri in tribunale in dieci minuti.
Poi lo zio si calmò un poco, e allora noi timidamente si chiese che questa storia era interessantissima, ma se per piacere si poteva tornare alla faccenda dei numeri, ché eravamo sulle spese. Allora lo zio si gonfiò tutto, si fece di brace, e in un violento impeto disse una cosa bruttarella sulla Madonnina, e poi ancora disse che eravamo degli (e qui ancora disse una cosa poco poco carina) a permettere a degli incapaci di buttare via così i nostri soldi e che era proprio a causa di questi numeri, un po’ alla volta, che ora eravamo sulle spese; quindi si fece sempre più evanescente, e ci intimò di non evocarlo più, che lui sta bene dove sta, e che non gli rompessimo più i santissimi visto che eravamo talmente coglioni da farci comandare da una manica di… E non finì la frase, perché sparì.
Così finì la ricomparsa dello zio Mente Locale, che pensiamo sarà la sola e l’ultima, perché non ci sembrava di grande idea di tornare. Ma se c’è qualcuno che voleva sapere come era andata, ora lo sa, e perciò ve l’abbiamo raccontato.
Quanto a noi, abbiamo giocato al superenalotto lo stesso, e abbiamo perso, e siamo ancora sulle spese. Qualcuno sa un fondo sicuro? Sennò si fa una seduta spiritica e si evoca qualcuno, ma il problema è che non si sa chi viene…

CRONOLOGIA
7/3/2013 – Il “Comitato Emiliano Fossi Sindaco” presenta i laboratori civici in campagna elettorale
1/10/2013 – La Giunta Comunale delibera (DG 214/2013) di affidare l’organizzazione della manfestazione CampLab del 19 e 20 Ottobre 2013 alla Polisportiva 2M.
15/10/2013 – Il Responsabile del Gabinetto del Sindaco Carlo Andorlini (assunto a chiamata diretta come Dirigente su input del sindaco) impegna € 10.400,00 a favore della Polisportiva 2M per l’organizzazione dell’iniziativa CampLab (det. 31)
7/11/2013 – La Polisportiva 2M presenta una richiesta di rimborso spese di € 8.550,00
29/1/2014 – Il Movimento 5 Stelle presenta una richiesta di accesso agli atti per avere le fatture/ricevute/pezze d’appoggio per i pagamenti relativi alle determine n.31 (€ 10.400,00) e n.122 (€ 8.750,00)
10/4/2014 Interrogazione in Consiglio Comunale del Movimento 5 Stelle e risposta del Vicesindaco
22/4/2014 Tutto calmo. La partecipazione ferve a Campi. Il bilancio è florido. Le prospettive eccitanti.

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Festeggiamenti della Beata Teresa Manetti – Bettina, Patrona di Campi Bisenzio

18 aprile 2014

Il calendario di eventi, dal 22 al 27 aprile, per i festeggiamenti per la Bettina, Patrona del Comune di Campi Bisenzio.

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8 Marzo: anche al Circolo S.Martino si festeggia la Festa della Donna

1 marzo 2014

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8 Marzo: Festa della Donna a cena al Circolo Gni-Gni

27 febbraio 2014

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Fossi il sindaco geniale

3 dicembre 2013

Scelte coraggiose, controcorrente, all’avanguardia che portano Campi Bisenzio ai primati europei . La vivibilità delle città, la rivitalizzazione dei centri storici, la sicurezza sociale, la lotta alla criminalità passa attraverso il traffico veicolare.
Gli amministratori delle piccole e grandi città europee dovranno guardare con interesse l’idea geniale del sindaco Fossi.
Promessa in campagna elettorale, la riapertura al traffico veicolare del centro di Campi Bisenzio è da oggi realtà. Lo stesso Renzi guarda con attenzione a questo provvedimento per riaprire al traffico veicolare le vie del centro di Firenze.
Tra le tante promesse della campagna elettorale questa è la prima realizzata dal Fossi.
Voleva il nostro sindaco mettere mano alla scuola media Matteucci, per alleviare i disagi degli ultimi anni agli alunni di Campi Bisenzio, ma questi posso aspettare e poi vuole mantenere anche qui il primato ambientale che nasce dalla convivenza degli alunni con gli scarafaggi. Il giovane Falco Bargagli, grande sostenitore dell’iniziativa e neo coordinatore delle politiche giovanili, ha dichiarato che proporrà, tramite l’associazione Wake Up, ai giovani presenti nei consigli comunali di tutta Italia di promuovere il metodo Campi Bisenzio: meno aree pedonali più auto nelle città.
Questa è la vera svolta culturale sociale e politica che parte da Campi Bisenzio.
Paolo Della Giovampaola

Da domani fino a domenica 30, la birra scorre a fiumi a Capalle con la Festa della Birra

26 giugno 2013

FESTA BIRRA CAMPI

MenteLocale: LE OLIMPIADI DEL RIDICOLO – giornata finale – that’s all, folks !

24 maggio 2013

Ultima uscita di MenteLocale con la loro ironica e pungente parodia sui candidati alle prossime elezioni di Campi ed ai loro variegati e pittoreschi comizi. Una serie di considerazioni nude e crude su quello che ci aspetta e su quello che probabilmente avremo voluto aspettare e che probabilmente attenderemo ancora invano per molto tempo; tanto lo sappiamo che tutto ciò che viene promesso in campagna elettorale poi passa nel dimenticatoio il giorno dopo …
Siamo al termine dei giochi, e queste Olimpiadi finiscono com’erano cominciate: nel ridicolo, e forse anche nelle querele, per colpa di un manifesto elettorale birichino di Alleanza cittadina per Campi che ha fatto tremendamente incazzare il candidato Gandola e la di lui vice. Per noi era una roba all’acqua di rose, ma in questa campagna elettorale di allegria ce n’era poca, e la gioia del prenderle e del darle non fa parte del pedigree dei nostri olimpionici, talora paurosamente seriosi.
Vogliono darle, ma non le reggono. Inutile fare questione di classifiche e di medagliere. A dare il tono di una campagna isterica, pietosa, a tratti imbarazzante, un trasformismo degno delle migliori tradizioni patrie. Ci sono candidati di cui abbiamo perso il conto delle casacche che hanno cambiato (una però la trovano sempre); partiti che hanno cambiato schieramento con la frequenza con cui voi cambiate pedalini (almeno speriamo che ve li cambiate; loro lo schieramento lo cambiano); endorsements elettorali da parte di gente che ha fatto l’esatto contrario di quello che vogliono fare o hanno già fatto i candidati appoggiati. Il tutto nella tristezza e nella rassegnazione, senza nemmeno la sensazione di una genuina e salutare rabbia contro politiche e comportamenti che hanno ridotto così com’è il nostro paese grande, e anche questo piccolo qui dove si vota (in quello grande si è visto com’è andata a finire). Ora bisogna decidere se i cittadini si sono meritati questo spettacolo qui. Noi propendiamo per il no, ma non si può mai sapere.
Visto che siamo alla fine, tocca trovare qualcosa che dia un senso al tutto; la fine, in fondo, è quella che dà il senso alla storia. E ci pare di averne trovata una nell’uscita del candidato a nome Fossi nello scorno dei candidati del 21 u.s. chez il CNA. Si parlava di viabilità, e il Fossi se n’è uscito così: “un candidato sindaco deve avere un’infarinatura sulle cose”. Che può sembrare una cosa di buon senso, ma, se ci si riflette bene (non c’è verso, l’istinto del vero olimpionico resta vivo fino all’ultimo), è una solennissima fesseria. Ci andreste, voi, da un chirurgo che ha un’infarinatura di medicina? O ve la fareste costruire, voi, una casa da un architetto che ha un’infarinatura di scienza delle costruzioni? E invece il sindaco deve essere così: ossia un dilettante che non sa nulla per davvero, ma ha una vaga idea delle cose. Quella che lo mette in grado di contornarsi di assessori che, come lui, hanno un’infarinatura, e, qualora occorra, di tecnici che invece le cose le sanno ma che lo assecondano. Gli infarinati e i tecnici si riuniscono in una stanza e decidono tutto; poi escono dalla stanza, nominano un garante della comunicazione, e annunciano il deciso a quelli fuori dalla stanza che invece non sono nemmeno infarinati. E quella è la democrazia.
Che è il modo in cui sono sempre state fatte le cose qui. Conferenze dei servizi, tavoli tecnici, puttanate varie che ci hanno infilati pari pari, oltre che in un sacco di ruberie pubbliche (a cominciare dalla faccenda della bretella Signa/Prato, per proseguire con la linea 2 della tranvia, per concludere con la famosa talpa Monna Lisa), nel disastro attuale. Ma perché, sulla variante al PIT e sull’aeroporto le cose sono andate diversamente? O sull’inceneritore? Magari c’è un altro modo di fare le cose. Magari il sindaco non deve avere un’infarinatura, anzi a volte è meglio se non sa nulla di nulla a cominciare dalle posizioni dei partiti, e deve semplicemente coinvolgere le competenze dei cittadini e permettere loro di esprimersi. Perché i cittadini, come e meglio degli infarinati, sanno fare tutto; agli scandalosi piani dei rifiuti degli infarinati, sanno contrapporre alter-piani che sono gioiellini; ai sottoattraversamenti, dei piani alternativi di superficie (tutta roba che peraltro costa una  frazione dei piani costosissimi degli infarinati e dei loro tecnici). Quindi il senso di questa campagna ci sembra questo: da un lato la varia compagine di chi vuole dimostrare di essere più o meno infarinato e più ganzo, e che vuole continuare a gestire la baracca com’è sempre stata (il fatto che la baracca vada in pezzi è secondario). Questi, a qualsiasi partito o, vuolsi meglio, lista civica, appartengano, son tutti di una medesima pasta. La linea della differenza attraversa quella degli interessi; magari uno ha il bacino elettorale tra certe associazioni amiche che benefica copiosamente; un altro affonda in certe associazioni di categoria rispetto a certe altre; ma in fondo son differenze incidentali. Per il resto sono intercambiabili. Questi qui sembrano fatti con lo stampino. Poi ci sono gli altri, pochi ma a questo giro qualcuno c’è, che ritiene che la politica non può più essere delegata agli infarinati; che le intelligenze dei cittadini vanno sfruttate e coinvolte sennò dalla crisi si esce nell’anno del santo giammai, se si lascia tutto nelle mani di infarinati e tecnici. La sfida finale è tutta qui. Domenica e lunedì, a Olimpiadi finite, ai cittadini spetta la scelta finale; a meno che. A meno che non sia ballottaggio. Ma questa è un’altra storia, che sarà raccontata in un altro modo. Comunque vada, le olimpiadi sono terminate. Con la sigla That’s all, folks e la musichetta dei cialtroni animati (cartoni, volevamo dire dei cartoni), loro vanno via. Ma, signori olimpionici, non smobilitate del tutto; il gioco tra voi e questa città è soltanto agli inizi.
Ps. Ora ci sarebbe la perorazione finale e l’appello al voto, e l’esortazione a pigliare questo paese e liberarlo dalle mani de’barbari (è o non è l’anniversario machiavelliano?). Ma ce la risparmiamo confidando nella naturale intelligenza degli elettori che sapranno ben distinguere e votare per quelle liste che esprimono una politica diversa da tutte quelle che hanno fallito finora.
Tanti auguri a tutti e votate a modino.
Il Vs. (affettuoso) comitato Mente Locale della Piana

MenteLocale: LE OLIMPIADI DEL RIDICOLO – giornata 6, ne resterà soltanto uno

23 maggio 2013

Continua a colpire inesorabilmente la critica del comitato MenteLocale, giunta ormai alle ultime battute per l’avvicinarsi alle elezioni.

Ormai sembra la sega (scusate, volevamo scrivere la saga) di Highlander: ne resterà soltanto uno.
Volano mazzate micidiali. I nostri olimpionici fiutano l’approssimarsi della fine e sgomitano a più non posso, frenetici nel tentativo di portare a casa l’agognato premio. E tuttavia le fatiche di due settimane di dura competizione si fanno sentire; la performance si infiacchisce, il gesto non è più lucido. Insomma, sono bell’è bolliti. Lo dimostra in modo palmare la compagna Tayra Bartoloni, che suona come un disco incantato la carica dell’opposizione all’inceneritore. Ci sono “le controindicazioni esposte da numerose équipes di medici” (tuona la compagna, che sottace il fatto che nulla Sel fece e ha fatto per raccogliere il dissenso dei medici della piana all’epoca del famoso manifesto dei 157, che invece è tutta farina del sacco dei comitati e di Medicina Democratica). “La politica è chiamata a dare risposte lungimiranti e di ampie vedute” (tuona la compagna, sottacendo il fatto che, quando era chiamata a dare risposte lungimiranti e di ampie vedute in consiglio provinciale, SeL preferì squagliarsela dall’aula per di non votare contro il piano interprovinciale dei rifiuti). “La politica deve fare un passo indietro oggi, per non farne due domani”. Qui siamo d’accordo solo sulla prima parte; anzi, più che uno, sarebbe bene che ne facesse qualche migliaio.
Poi c’è l’altro caso umano, l’IdV, che se la piglia contro il vostro comitato preferito, rivendicando di aver votato contro il suddetto piano interprovinciale. Quindi noi diciamo bugie. E allora sai che facciamo? Pubblichiamo a parte tutte le delibere dei vari voti dell’IdV a favore di detto piano; così anche Fridonskji detto “l’onesto” potrà prenderne visione e bearsi ancora una volta della sua piena e totale onestà intellettuale. Sono azioni appannate e sgraziate, volte a convincere un elettorato che ormai ha voltato le spalle e che assomigliano sempre più alle mosse (per citare lo zio Macbeth) di un povero guitto che strepita e urla la sua ora sul palcoscenico, e poi tace per sempre.
Meno male che c’è il PD, su cui si può sempre contare. Non solo vede i fantasmi del ballottaggio, ma si mazzola da solo tra compagni di partito, o forse dovremmo dire ex-compagni o forse ancora ex-partito; con il PD non si sa mai… Comunque il sindaco uscente ravana di brutto sul proprio profilo Facebook il candidato sindaco della sua stessa coalizione accusandolo di essere un bugiardo di tre cotte sulla questione della Matteucci, e a pensarci bene, nemmeno su quella soltanto.
Non è che ci volesse molto ad accorgersene; però è bello vedere la solidarietà che trasuda nella sgangherata compagine fossiana e la compostezza di una compagine che cerca disperatamente di darsi un profilo no-inceneritore, di novità assoluta rispetto alle politiche attuate prima, o, per meglio dire, cerca di darsi un qualche profilo comunque, mentre trapelano tutte le acredini, i risentimenti, le inimicizie di un partito in rapido disfacimento e la miseria intellettuale di altri che gli stanno attaccati giusto perché non sanno dove altro andare e che non sanno partorire uno straccio di politica diversa che sia una. Non c’è che dire; è proprio una bella campagna elettorale; una classe dirigente con i fiocchi ci stiamo preparando! Ma non c’è motivo per essere pessimisti; oramai mancano pochi giorni e ricordate: ne resterà soltanto uno. Poi, si tratterà soltanto di trovare il modo di levarsi dai coglioni anche quello.
Allegati:
delibera 26/2012 del consiglio provinciale di Firenze per l’adozione del pianto interprovinciale del rifiuti (l’ IdV Clementini e Cresci scappano dall’aula: l’incauto Cantini vota contro e mal gliene incoglierà);
delibera 29/2012 del consiglio provinciale di Firenze sull’adozione del piano territoriale di coordinamento provinciale (tutta l’IdV vota a favore)
delibera 3/2012 del consiglio provinciale di Prato sull’adizione del piano interprovinciale dei rifiuti (tutta l’IdV vota a favore e PD e IdV propongono una mozione congiunta)
delibera 70/2012 del consiglio provinciale di Prato per l’approvazione definitiva del piano interprovinciale dei rifiuti (idem con patatine)

MenteLocale LE OLIMPIADI DEL RIDICOLO – giornata 5. Il voto è un apostrofo rosa tra le parole

17 maggio 2013

Nuova puntata della rubrica di MenteLocale della Piana sulle elezioni a Campi Bisenzio.

Stretta finale: ultima settimana di gare e chi vuole salire sul podio finale deve sgomitare, ché qui non si regala nulla a nessuno. E la compagna Tayra Bartoloni, che era partita bene ma che ora è in svantaggio, si dà da fare e con un’esibizione favolosa si segnala di nuovo. L’acrobazia mortale le riesce sul sito di SeL: “SeL assume una posizione inequivocabile in merito alla questione dei rifiuti: NO al termovalorizzatore e SI al Riciclo, al Riuso e alla Raccolta differenziata… esistono metodologie alternative agli inceneritori e gli amministratori sono chiamati a una presa di coscienza” e via e via per altre paginate di puttanate in tono.
Parole sante! e difatti, per metterle in pratica, che cosa meglio di allearsi con quel partito che gli inceneritori li vuole a ogni costo, e meglio ancora con un membro di quella Giunta che, quando i cittadini contestavano l’inceneritore tradizionale, mandò una delegazione perfino in Giappone (tranquilli, a spese nostre) per vedere se ci fosse verso di vendere ai campigiani un impianto di altro tipo, ossia l’incenelitole al plasmon?
E poi le Olimpiadi del ridicolo dovremmo stravincerle noi di Mente Locale, come farneticava un giovane dell’IdV (peraltro, l’IdV che fa di diverso da SeL?). Guardate che queste cose non ce le siamo mica inventate noi (non abbiamo così tanta fantasia); si tratta di cose dette, fatte e meditate davvero da questi qui durante la campagna elettorale.
E del resto, SeL e IdV non si comportano in modo diverso da tanti altri – anzi da quasi tutti. Allo scorno tra candidati sindaco tenutosi a San Donnino il 15 scorso (assente il Fossi) non se ne trovava uno che non fosse contro l’inceneritore. Io l’ho combattuto così, io lo impedirò cosà, io ridurrò i rifiuti – ma intanto che erano alla poltrona non l’hanno fatto –, insomma un’unanimità bulgara.
Tutti contro. Ma se nessuno è a favore dell’impianto, allora perché lo fanno? Quindi è evidente che qualcuno mente, e non ci vuole Sherlock Holmes per scoprire chi. Facciamola breve: menzione d’onore per Sel e IdV, e con questo il podio è bello che sistemato.
Per tornare allo scorno dei candidati a San Donnino, avvenuto in assenza del candidato Fossi (va sottolineato peraltro che molti non si erano accorti di detta assenza, e che, a detta degli scarsi cittadini presenti, il discorso tenuto da Fossi era stato indiscutibilmente uno dei suoi migliori…), la medagliona di turno tocca senz’altro al candidato Gandola, di cui qualcuno dei presenti aveva letto il programma e precisamente le righe riportate alle pagine 32-33: “la linea 30 e 35 [sic] sono spesso utilizzate senza il pagamento del biglietto di accesso quindi proponiamo l’installazione di tornelli di accesso in modo tale che venga disincentivato l’uso di dette linee a zingari, rom, ecc. che normalmente viaggiano gratis”. Apriti cielo e spalancati terra! Questa dei tornelli anti-zingaro (anzi: anti-zingano) non l’avevamo ancora sentita; ci sa che non era venuta in mente nemmeno a Borghezio. Proprio una bella proposta; e il bello è che quando il pubblico l’ha beccato su ‘sta cosa, Gandola si è difeso dicendo che nel nord Europa questi tornelli già ce l’hanno. A dire il vero, al Nord, anzi in Svezia, negli anni Ottanta c’era anche la sterilizzazione coatta dei malati di mente.
Ora speriamo di non avere dato un’idea a Gandola. Per quanto, a sentire certi programmi elettorali… lo sai che… eh, insomma. Comunque il medaglione di turno a Gandola non glielo leva nessuno, ma c’è ancora spazio per recuperare per gli altri, anche se questa cosa sugli zingani difficilmente sarà battibile. Ma sui nostri olimpionici si può sempre contare; se c’è qualche corbelleria che non hanno detto o fatto, è perché non l’hanno ancora inventata. Ma la fantasia è tanta, la voglia è forte e vedrai la cazzata prima o poi arriva. Ai cittadini il piacere di gustarsi lo spettacolo e, quand’è finito, avviarsi mestamente alla cassa.

MenteLocale: La fortezza vuota (del PD)

23 aprile 2013

Da MenteLocale della Piana: È cronaca di questi giorni. Il Partito Democratico, nel chiuso delle stanze dei suoi palazzi, quelli che ancora controlla, almeno, attende gli eventi mentre intorno tutto brucia. Quei palazzi somigliano sempre più a una fortezza, destinata a tener fuori una realtà che, incomprensibilmente, si rivela tanto più strana e ostile quanto prima appariva rosata, e in cui le voci dei cittadini che, fuori, tumultuano, non giunge oppure giunge ovattata. Dentro la fortezza, però, non c’è più nessuno, salvo forse qualche impaurito funzionario che si interroga angosciato sul proprio futuro. La fortezza è vuota.
Lo svuotamento della fortezza era in corso da tempo, fin dalle politiche, o per meglio dire, dalla mancanza di politiche, che hanno tanto contribuito alla crisi di questo Paese. Fin dai vari protocolli welfare, che svilivano il lavoro e lo rendevano una cosa miserabile e servile, non il luogo immaginato dalla Costituzione in cui i cittadini si fanno avanti e affermano la loro dignità nella operosa costruzione comune di una comunità. Un lavoro schiavo, miserabile, precario, gabellato per panacea della modernità, che avrebbe garantito l’aumento dei posti di lavoro. Si è visto quanti ne ha garantiti…
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