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Tre giorni di Festa Cubana al Circolo Dino Manetti di S.Piero a Ponti

11 luglio 2011

Il Circolo Italia-Cuba inaugura al Teatro Dante il Festival del Cinema Cubano

9 febbraio 2011

Il Circolo “26 Julio” dell’Ass. Nazionale d’Amicizia Italia Cuba presenta: Una settimana dedicata al cinema cubano, per entrare in contatto con le realtà culturali dell’affascinante isola dei Caraibi. Un Festival itinerante nella Provincia di Firenze, Patrocinato dall’Ambasciata cubana in collaborazione con il Comune di Campi Bisenzio e presieduto dal Prof. Antonio Pitaluga dell’Università dell’Avana. Attraverso le immagini e i suoni capiremo e approfondiremo gli intrecci culturali tra Italia e Cuba prima e dopo il 1959. Perchè e come ha influenzato il Neorealismo Italiano nel cinema Cubano? Quali furono le sue caratteristiche? Quali film cubani si realizzarono sotto questo stile?. Per rispondere a queste e altre domande faremo una panoramica sulle influenze del neorealismo italiano nel cinema cubano degli anni ’60 e inizia del ’70. Il punto di partenza sarà la formazione professionale dei vari giovani registi cubani, nella decada degli anni ’50 del XX secolo, nella Scuola del Cinema di Roma. Con il trionfo della Reivoluzione (1959) questi giovani fondarono un nuovo cinema nazionale, dove le influenze neorealiste appaiono in molti dei loro film. Nomi come Tomás Guitérrez Alea, Julio García Espinosa y Humberto Solás hanno diretto pellicole cubane dove l’estetica e i principi neorealisti di Vittorio De Sica, Federoco Fellini, Luchino Visconti e di altri registi italiani. L’appuntamento è per giovedì 10 febbraio al Teatro Dante di Campi Bisenzio alle ore 21.00 per l’inaugurazione, alla presenza dell’Ambasciatrice cubana Milagros Carina Soto Aguero e dell’Assessore alla cultura del Comune di Campi Bisenzio Emiliano Fossi, Verra’ presentata la pellicola “El Benny”, seguita da un brindisi e musica dal vivo del gruppo “EL-V Acustico Clan”.

Sintesi della pellicola: EL BENNY – Regista Jeorge Luis Sànches, 2006. E’ una pellicola di carattere biografico sulla figura più importante della musica popolare di Cuba durante il XX secolo, Benny Morè. Iscritta nel genere musicale, il film ripercorre i momenti più significativi della vita di questo famoso cantante cubano durante la decade degli anni ’50 del secolo scorso. Uomo carismatico e con una voce particolare per il Son e altri generi musicali cubani, Benny Morè con la sua grande orchestra apportò alla musica cubana una delle sue pagine più memorabili fino ad oggi. Dominato da una borghesia antinazionalista e sottomessa agli Stati Uniti. La corruzione, l’egoismo, la vanità, la prostituzione e la decadenza morale saranno costanti nella sua lotta per i suoi desideri. In seguito arriva la disillusione. Ispirata a fatti reali, la pellicola è considerata la realizzazione più importante dentro il Cinema cubano del Musical. E’ stata interpretata dall’attrice cubana Betariz Validès.

“Cuba, i percorsi del caso” di Francesco Gattoni in una mostra fotografica alla Fnac dei Gigli

22 settembre 2010

Presso la Galleria FNAC nel Centro Commerciale I GIGLI di Campi Bisenzio, fino al 20 ottobre 2010 sarà visitabile la mostra fotografica di Francesco Gattoni, composta da 40 immagini, che verrà presentata nel corso del 2011 in tutte le Gallerie Fnac d’Italia (Milano, Genova, Roma, Napoli, Torino e Verona). Ingresso libero.
Dall’amicizia tra la scrittrice cubana Karla Suarez e il fotografo italiano Francesco Gattoni, entrambi da anni a Parigi, nasce questo viaggio intenso e imprevedibile a Cuba. Una Cuba densa di ricordi, quelli di Karla Suarez che la racconta attraverso la sua biografia, ritrovando nella memoria un gioioso distacco e uno sguardo nuovo sulla terra delle sue origini. Ma anche una Cuba attuale, colta da Francesco Gattoni nel periodo Especial con uno sguardo di forte empatia e profondità, tanto da restare avviluppato in una nostalgia senza fine. Un dialogo tra parole e immagini che è diventato un libro Cuba, les chemins du hasard (Le bec en l’air) e ora una mostra presentata nelle Gallerie Fnac.
Ogni volta che si torna da un viaggio, si ha la mente ancora impregnata di sensazioni e di ricordi e si tenta di ritardare la separazione dal paese che si è appena lasciato. Per esempio, ascoltando un disco acquistato sul posto, scrivendo a una persona che è rimasta là oppure leggendo un libro che parla di quel paese. Ciascuno ha la sua strategia per prolungare il più a lungo possibile questo stato in cui si vorrebbe che quello che abbiamo vissuto non si cancellasse mai. Personalmente riesco a protrarlo per un mese intero se non addirittura due: ho le pellicole da sviluppare, i provini da scoprire, le fotografie da scegliere e le stampe da realizzare. Poi la vita quotidiana torna a far valere i suoi diritti, l’oblio svolge il suo compito e poco a poco la nostalgia si attenua. Questo è il copione normale.  Con Cuba le cose vanno diversamente.
Sono arrivato a Cuba tre giorni dopo il passaggio di un ciclone che aveva devastato il paese e durante la prima settimana aveva piovuto quasi incessantemente. La mia idea era di attraversare l’isola da est a ovest per documentare questo paese dalla storia tanto singolare.
All’epoca Cuba era ancora nel pieno della crisi economica denominata “periodo speciale”. Ho sempre alloggiato nelle case dei cubani e ho viaggiato come loro. Lunghe ore appostato sul ciglio della strada in attesa di un ipotetico mezzo di trasporto. A volte un’intera giornata per percorrere meno di 100 km. Ho potuto così misurare le difficoltà del loro vivere quotidiano e anche la loro straordinaria energia nell’affrontarle con solidarietà, tra loro, ma anche nei confronti di uno straniero, di un turista come me. Non è stato un viaggio facile e non sempre è stato gioioso, nonostante i tropici, la musica cubana e il temperamento gioviale dei suoi abitanti. Col passare dei giorni, percorrendo il paese ho accumulato una grande quantità di immagini. E al momento di tornare in Francia si è verificato uno strano fenomeno. La nostalgia, invece di svanire, si è subdolamente insediata in me e non mi ha più lasciato. Sono passati i giorni, i mesi, persino gli anni e lei è ancora lì. Forse è un po’ troppo presto per affermarlo, ma sono convinto che non se ne andrà mai. Come potrei supporre il contrario visto che non è ancora scomparsa dopo dieci anni? Sappiatelo se un giorno decideste di andare a Cuba: prenderete la nostalgia a vita. E senza condono della pena.
Francesco Gattoni
Francesco Gattoni, nasce a Roma, ma a Parigi da parecchi anni, collabora con diversi giornali e magazine tra i quali Le Monde, El pais e in Italia con Corriere Della Sera, La Stampa, La Repubblica e Il Manifesto. Le sue foto sono regolarmente esposte in Europa e fanno parte delle collezioni permanenti della Bibliothèque Nationale de France e della Bibliothèque Historique de la Ville de Paris.
Karla Suarez, Cubana di nascita, ha vissuto a Roma per poi trasferirsi a Parigi, dove vive e lavora. Con il suo primo romanzo Silenzi ha vinto il Premio Lengua de Trapo in Spagna in 1999 ed è stata scelta per il giornale spagnolo El Mundo tra i 10 giovani scrittori dell’anno 2000. Nel 2007 è stata scelta per il Hay Festival e per Bogotá capitale mondiale del libro tra i 39 giovani scrittori più rappresentativi dell’America Latina. I suoi libri, pubblicati in Spagna, Cuba, Stati Uniti, Francia, Portogallo, Inghilterra e diversi paesi dell’America Latina, sono tradotti in Italia da Guanda Editore.