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Inceneritore: anche la ASL ha dei dubbi sulla collocazione nella Piana Fiorentina

3 aprile 2014

slogan-inceneritoreMedicina Democratica ed il Coordinamento dei Comitati della Piana con un comunicato, si chiedono con quale diritto possa andare avanti il procedimento per autorizzare l’inceneritore di Case Passerini, conosciuto come “il termovalorizzatore”.
Il Dipartimento di prevenzione della ASL10, prescrive controlli che denunciano la gravità del rischio a cui la Provincia di Firenze e le altre amministrazioni espongolo le popolazioni della Piana se l’inceneritore verrà realizzato ed invitano a chiederne al Presidente della Provincia Enrico Rossi e sopratutto ai Sindaci della Piana che hanno fermamente voluto questo impianto.
Con quale diritto ci esponete tutti a questo rischio ?
Secondo un documento datato 12/02/2014 (prot. 0070599) relativamente ad un esame delle interazioni pervenute da Q.tHermo Srl in risposta alle richieste della ASL in sede di Conferenza del Servizi del settembre 2013; la stessa ASL ribadisce che l’aspetto di maggior rilievo per quanto riguarda la tutela della salute pubblica è la collocazione dell’impianto in “area già fortemente critica dal punto di vista ambientale e sanitario”, come peraltro emerso – si legge ancora nella relazione – dallo studio di Valutazione di Impatto Sanitario, che ha valutato in modo comparato i siti previsti dal piano provinciale rifiuti. Questo è motivato anche da futuri aumenti di inquinamento ambientale come l’incremento dell’attività dell’aereoporto e l’aumento della stessa presenza umana che si troverebbe a recuperare ad uso abitativo insediamenti dismessi, esplicitando anche il fattore mitigazione. Con questa ulteriore conferma, strettamente collegata al Referendum Popolare del 2007, quando un plebiscito decise il netto NO all’inceneritre, si ribadisce l’errore che le amministrazioni della Piana e la stessa provincia stanno perpetrando ai danni dei cittadini. Un errore già ammonito dal Comitato Mente Locale che ha raccolto migliaia di firme per una diffida contro chi ha deciso questo scempio e chi lo porterà avanti.

CampLab: prima fermata serata finale dei Laboratori Civici per una nuova cultura di governo

10 dicembre 2013

Domani mercoledì 11 dicembre alle ore 21 a Villa Rucellai si terrà la prima finale dei Laboratori Civici per Campi Bisenzio. I coordinatori dei 5 laboratori presenteranno le conclusioni degli incontri di ciascun laboratorio: Innovazione, Territorio, Beni Comuni, Servizi per e con il cittadino, Teatro Dante. Interverranno alla serata il Sindaco Emiliano Fossi e la Giunta comunale, i quali, raccogliendo alcuni spunti offerti dai lavori dei Laboratori, si impegneranno per tradurli in atti di amministrazione.
“E’ stato un bel percorso, ed è soltanto l’inizio – dice il sindaco Emiliano Fossi – ora la sfida è far diventare gli spunti e le idee dei gruppi, materiale di governo. Questo richiede un salto di qualità da parte di tutti, un modo nuovo di lavorare, una nuova cultura dell’amministrazione pubblica”.
campilab 11

Associazioni ambientaliste diffidano le principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata

18 luglio 2012

Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno recentemente presentato Diffide nei confronti delle principali Amministrazioni Comunali per mancato raggiungimento delle percentuali di legge della raccolta differenziata. La loro accusa è che “la regione toscana favorisce l’incenerimento, in contrasto con le risoluzioni europee – la raccolta differenziata nei maggiori comuni e’ al palo”
Come si legge dal comunicato, “Mentre il Parlamento europeo con ripetute risoluzioni votate a partire dal 20 aprile scorso per la prima volta arriva a porre all’ordine del giorno la necessità di produrre uno smaltimento “prossimo allo zero” ed anche per ragioni economiche invita gli Stati membri a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è riciclabile e compostabile entro il 2020, la Regione Toscana, anacronisticamente, si muove nella direzione opposta e cioè a favore dell’incenerimento e dell’aumento degli smaltimenti.” quanto dichiarato dalle Associazioni Ambientaliste Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF in apertura della conferenza stampa tenutasi lo scorso 6 giugno presso il Gran Caffè Le Giubbe Rosse in Piazza della Repubblica a Firenze.
Da uno sguardo concentrato sui capoluoghi di Provincia e basato sui dati pubblicati nel settembre 2011 (riferiti all’anno 2010) il quadro appare deprimente e sconcertante con raccolte differenziate che sono ben lungi dal raggiungere le quote percentuali previste dalla normativa e che entro il 31 dicembre 2012 dovrebbero far risultare almeno il 65% di RD (raccolta differenziata).
Per questo le associazioni Diritto Al Futuro, Forum Ambientalista, Italia Nostra e WWF hanno deciso di intraprendere una vertenza dai risvolti legali chiedendo conto delle inadempienze in atto, presentando un atto di diffida contro le Amministrazioni Comunali di Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Pistoia, Prato e Siena, contro le Aziende Municipalizzate di Igiene urbana e contro gli ATO rifiuti competenti per il territorio comunale interessato.
Le Diffide chiedono che sia posto in essere, nell’ambito delle rispettive competenze, (ed entro novanta giorni dalla ricezione della diffida stessa), ogni intervento utile ad assicurare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani in misura almeno pari alle percentuali minime previste dalla legislazione vigente; e riservandosi le Associazioni Ambientaliste di dare corso alle azioni di tutela nelle sedi opportune, nel caso che la situazione denunciata con la diffida medesima non venga eliminata.
Gli esempi sono clamorosi: Massa è al 26,06% (regredita di ben 4% rispetto all’anno precedente), Pisa al 41,82%, Livorno al 41,53% (regredita di 1%), Pistoia al 39,45%, Firenze al 42,2%, Prato al 44,9% (regredita dello 0,56%), Arezzo al 37,74% (regredita di ben 7%!), Grosseto al 30,97%, Lucca 47% e Siena con 45,2%. Se poi ci riferiamo agli ATO il Centro registra il 43,99%, la Costa il 40,99%, l’area Sud il 36,44%, a conferma che in nessuno degli ATO è stato raggiunto l’obiettivo di raccolta differenziata.
Questi numeri confermano che in Toscana ad eccezione di alcune aree dove i “porta a porta” sono partiti con risultati che superano il 70-75% (Capannori e piana di Lucca, Empolese Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano e poche altre eccezioni in Versilia, nel comune di Carrara e in Valdera) l’applicazione delle “Buone Pratiche” di gestione dei rifiuti risulta desolatamente al palo. A questo quadro statico corrisponde, invece, da parte della gran parte del ceto politico dirigente un attivismo frenetico e aggressivo nel tentativo di imporre gli inceneritori a dispetto anche di trends che, complice la crisi, vedono la riduzione nella produzione dei rifiuti.
Ma oltre alla beffa il danno! Continua il comunicato .. Infatti questa inadempienza ed inefficienza nel garantire il rispetto delle percentuali di RD, costa in modo significativo alle tasche dei cittadini utenti.
In conseguenza dei mancati risultati, infatti, la Regione applica non trascurabili “addizionali” che, in un momento di crisi come questo, non appaiono certo insignificanti e che vengono applicate ai quantitativi inviati a smaltimento.
Solo per fare un esempio: il Comune di Firenze ha versato una cifra complessiva di 2.300.000 euro (due milioni e trecentomila euro) nell’anno trascorso ed analoga cifra deve essere considerata per l’anno precedente e per quelli successivi. Se questi fondi fossero stati “accantonati” ci saremmo trovati di fronte a quote importanti per poter spingere a favore di sistemi di riduzione e di raccolte differenziate degne di questo nome così come in corso di svolgimento in moltissime parti di Italia con successo crescente.
Tutto questo non solo per chiamare in causa le responsabilità di chi avrebbe dovuto agire e non lo ha fatto, avallando lo spreco di importanti risorse, ma anche per respingere l’idea che la Toscana “non sarebbe pronta” nell’applicare i cicli virtuosi del riciclaggio e del compostaggio, che, anzi, proprio in un momento come questo appaiono anche “volani” di occupazione ed di impresa locale (viste anche le remunerazioni di materiali quali, metalli, carta, plastiche).
Al contempo le associazioni ambientaliste sono disponibili a collaborare con le amministrazioni comunali sensibili per uscire dall’inefficienza che brucia soldi dei cittadini e che penalizza le comunità toscane.
Per informazioni WWF Toscana: 055.477876 320.4450154

A Campi i giovani disabili sono praticamente “invisibili”, le richieste dei genitori al Sindaco Chini

29 giugno 2012

Dal noto sito MenteLocale: Alcune settimane fa un gruppo di genitori di ragazzi disabili di Campi Bisenzio avevano mandato al sindaco una lettera, sulla falsariga di un’altra simile, inviata da altri genitori di altri comuni d’Italia ai propri sindaci, dove si chiedeva il riconoscimento di 50 euro di “sconto” sull’IMU prima casa per quelle famiglie dove ci sia un figlio portatore di handicap a prescindere dall’età.
Ebbene, forse sarete curiosi di sapere cos’ha risposto il sindaco Chini.
Ha detto che ha preso visione della lettera, che comprende benissimo le ragioni che stanno alla base della richiesta, tuttavia, a norma di legge, né il nostro comune, né gli altri comuni possono introdurre tale detrazione perché i comuni non hanno alcuna autonomia in tal senso e che le detrazioni sono stabilite dalla Legge dello Stato.
I genitori ringraziano il sindaco della sua risposta ma gli ricordano anche che lo Stato ha di fatto demandato ai comuni la determinazione finali delle aliquote IMU, infatti, come sappiamo sono i comuni che determineranno quanto dovremo pagare, visto, per esempio che l’aliquota base per la prima casa sarebbe 0,40%, allora come mai il comune di Campi, ad esempio, l’ha portata allo 0,48% nella seconda rata ?
Nello stesso modo lo Stato ha lasciato la libertà ai comuni di deliberare in merito ad eventuali altre detrazioni e, alcuni comuni lo stanno facendo.
Prendiamo ad esempio il comune di Bagno a Ripoli che ha deliberato quanto segue in materia di IMU prima casa: “Abitazione principale del soggetto passivo nel cui nucleo familiare (per nucleo familiare si intendono tutte le persone risultanti dalle certificazioni anagrafiche) è compresa una persona riconosciuta portatrice di handicap ai sensi degli artt. 3 e 4 legge 104/92, oppure persona con grado di invalidità al 100%, oppure priva di vista ai sensi della L. 382/70, oppure sordomuta ai sensi della L. 381/70, che risulti proprietario di una sola abitazione, su tutto il territorio nazionale e che vi risieda,0,40% “ Anche se poco, mi pare almeno un passo avanti del comune di Bagno a Ripoli, ma ce ne sono altri, come ad esempio il comune di Rignano sull’Arno ecc… che hanno deliberato in questo senso.
Alle famiglie con disabili talvolta basta davvero poco, basta un gesto di solidarietà, la volontà di essere loro vicine in qualche modo, la sensibilità è apprezzata in qualsiasi modo essa si manifesti, anche organizzando una cena per stare tutti insieme!
Ma la nostra amministrazione si sa, non è mai stata sensibile in materia di disabilità, a Campi i giovani disabili sono praticamente “invisibili” e, l’unica proposta che l’amministrazione ha saputo fare alle loro famiglie è quella di entrare a far parte della Fondazione Polis che ha, tra i suoi scopi principali, quello di gestire lasciti testamentari, donazioni e contratti di mantenimento, beni immobili e capitali e costituire in via accessoria e strumentale attività anche commerciali finalizzate al perseguimento degli scopi statuari e nel cui cda siedono, per ora, tutti ex politici o dirigenti pubblici che, com’è riportato sottolineato sullo statuto, hanno accettato l’incarico a titolo gratuito! Lo slogan della Fondazione Polis è “Polis, patto di cittadinanza per una vita in autonomia” oppure “nuova frontiera dell’integrazione tra pubblico e privato”. I soci fondatori promotori sono i comuni di Calenzano, Signa, Campi Bisenzio, Fiesole, Lastra a Signa, Scandicci, Sesto Fiorentino, Vaglia e la Società della Salute. Contestualmente alla redazione dell’atto costitutivo i Soci Fondatori hanno trasferito alla Fondazione un fondo di dotazione dell’importo di Euro 52.500,00 e un fondo di gestione di Euro 219.500,00 per un totale di Euro 272.000,00!!
L’obiettivo, ambizioso, della Fondazione è quello di dare risposte concrete ai bisogni delle persone svantaggiate per quanto riguarda i servizi residenziali e sostitutivi della famiglia, soprattutto quando questa non potrà più essere punto di riferimento per la persona disabile. Insomma, bisogna aspettare di andare all’altro mondo perché qualcuno si occupi dei nostri figli, naturalmente grazie alla nostra eventuale eredità ?
Non si è capito granché di questa Fondazione, ma si sa, forse siamo mentalmente limitati! Non si sa per esempio che bisogno ci fosse di costituirla visto che la Società della Salute, quando nacque, veniva vantata dai “sapienti” e “illuminati” come il mezzo di soluzione di tante problematiche legate all’handicap, fiumi d’inchiostro sono stati scritti sui progetti che la SdS avrebbe realizzato per venire incontro alle problematiche dell’handicap!!
Il sindaco in uno delle sue assemble ci ha riferito che il nostro comune ha dato nel 2011 ben 1.750.000 euro alla Società della Salute, potremmo sapere per cosa, visto che i servizi sociosanitari sul nostro territorio lasciano molto a desiderare?
Ormai non si contano più le promesse disattese, come quella di realizzare il centro di riabilitazione e socializzazione in via Orly, ma si sa, in campagna elettorale è tutto ammesso, anche prendere in giro i disabili !
Eppure basterebbe guardarsi intorno per capire che si potrebbe fare molto anche senza bisogno di “lasciti”. Basterebbe guardare l’esempio dell’Associazione Assieme di Calenzano dove la solidarietà non è solo una parola per riempirsi la bocca.
Oppure nuovamente a Bagno a Ripoli, dove alcuni mesi fa è stata inaugurata un “appartamento laboratorio” per dare risposte alle persone con handicap psichico e sensoriale.
E’ costato solo 110 mila euro ed è stato finanziato da Società della Salute, Comune di Bagno a Ripoli e regione Toscana.
http://toscana-notizie.it/blog/2012/03/31/disabilita-inaugurata-struttura-per-sviluppare-percorsi-di-autonomia/
Come mai a Campi non è possibile fare nulla di simile ? Come mai c’è bisogno di “raccattare” cosi ingenti capitali senza neppure sapere come verranno impiegati, visto che, per il momento, mandare in vacanza quindici giorni i figli disabili con la suddetta Fondazione costa intorno ai 1300 euro, non poco per le famiglie che in questo periodo si vedono costrette a tante rinunce a causa della crisi che, certamente, “morde” di più quelle famiglie dove ci sono figli con disabilità.
Viviana ventisette

La Rocca Strozzi si conferma la più bella d’Italia e si preparano i lavori per la sua messa in sicurezza

15 luglio 2011

La foto della nostra Rocca Strozzi, presente su www.comuni-italiani.it, nella concorso fotografico nazionale, mantiene dal 2009 il primato della più bella rocca d’Italia con un largo vantaggio di voti sul secondo posto e ben 103 commenti che ne esaltano la bellezza. L’immagine scattata da Marco Buliani è un vanto per tutti i campigiani e ritrae uno splendido scorcio della nostra cittadina, che vi ripropongo.
Intanto su Disegno Comune di luglio-agosto 2011 si legge, in una nota di Loredana Sabatini (Dirigente Ambiente, verde pubblico, Beni storici artistici monumentali) che sono imminenti i lavori di messa in sicurezza delle Rocca Strozzi, approvati di recente dalla competente Soprintendenza.
Questo primo intervento è stato progettato dall’ingegner Riccardo Papi, coordinato dal professor Alberto Centauro e dall’ingegner Mario Bellini per la sicurezza, appare necessario oltre ad essere propedeutico agli altri lavori previsti nel bilancio comunale approvato per l’anno 2011.
Le spese dell‘intervento, sono sostenute interamente con fondi ministeriali, nell’ambito di un finanziamento gestito da Arcus spa di 600mila euro che copriranno parzialmente anche i successivi lavori di completamento della Tinaia. Questi ultimi, progettati dal professor Alberto Centauro, consentono la realizzazione di una sala polivalente a servizio del futuro museo dei reperti della Città degli Etruschi in collaborazione con la Soprintendenza archeologica locale.

La Rocca Strozzi di Campi Bisenzio - Foto Buliani

DI UOMINI E ACQUE .. cosa c’è da sapere sull’acqua pubblica prima del referendum

31 maggio 2011

Il 12 e 13 giugno sarà possibile votare i referendum sull’acqua (o referenda? Chissà come diavolo si dice.. Se fosse latino, sarebbe “referenda”). Sono stati referendum tenacemente voluti dai cittadini, che hanno raccolto in massa “Un milione e quattrocentomila firme”; nemmeno il referendum sul divorzio aveva avuto un sostegno simile. Sostegno dei cittadini e dei vari comitati; perché i partiti mica li volevano questi referendum. Qualcuno addirittura ha raccolto le firme per un rereferendum proprio (tipo..l’IDV), poi ammazzato in culla dalla corte costituzionale. Insomma, ci si sono messi in tanti per soffocarli in culla, questi referenda (o referendum), che facevano paura, perché volevano che l’intero ciclo di gestione dell’acqua, bene comune e primario, fosse nostro, ossia di noi cittadini, e non appaltato a qualche multinazionale. Ma i sostenitori dell’appalto a qualche multinazionale, o per il ciclo dell’acqua, o per quello dei rifiuti, non mancano mai. Solo che, grazie alla tenacia dei cittadini e dei movimenti, il referendum c’è. Allora, forse spinti dai risultati delle elezioni amministrative, ecco che avvizziti i partiti oramai più dediti all’inciucio nei consigli di amministrazione che al confronto coi cittadini, sentono l’incipiente estate, e magnificano l’appoggoio al referendum che, dicono, è l’esaltazione del modello toscano di gesione dell’acqua. Un esempio lo è Enrico Rossi, che molti magnificano come governatore della Toscana e che invece è solo presidente, perché il governatore non c’è più dai tempi del granducato. Qui occorre fare una precisazione iniziale perchè, ciò che i comitati che raccolsero le firme volevano, non era appunto il modello toscano di Publiacqua (chissà perché non lo chiamano Privatacqua) della società di gestione mista pubblico-privato. Questo per un motivo molto semplice: l’acqua è nostra ma il gestore misto pubblico-privato (secondo il modello toscano) o tutto privato (secondo la legge Ronchi sottoposta a referendum) ci guadagna rivendendocela. Come fa a guadagnarci? Facile; il monopolio del sistema toscano o ronchiano poco importa gli concede il monopolio della tariffa. Un esempio: quando nacque Publiacqua, e si scoprì che gli utenti dell’ATO erano risparmiosi, cioè consumavano meno acqua, la tariffa fu aumentata del 30% per assicurare comunque la remunerazione al gestore. Non ci credete? Allora ecco un esempio tratto dalle bollette del sottoscritto, che essendo un tipino tignoso, se le conserva tutte. Nella bolletta del 25 febbraio 2005, metri cubi consumati 13 in SEI MESI (sempre stato un utente attento a evitare gli sprechi) pagavo 19,62 Euro di bolletta (IVA compresa). Nella bolletta, sempre di Privatacqua, del 4 ottobre 2010, per un consumo di 6 metri cubi in QUATTRO MESI, pago 19,92 euro. Ma il consumo è la metà. Perchè pago la stessa cifra? Ecco la fregatura: a quota fissa annuale è passato da Euro 15,50 (2005) a Euro 24,89 (2010). Più IVA. Quindi è inutile risparmiare acqua, come faccio, perché tanto me la fanno pagare di più. Poi è raddoppiato anche il valore dell’acqua al metro cubo: da 0,69 a 1,21 euro. L’acqua sarà mia, ma quanto costa me lo detta Privatacqua; quindi è mia per modo di dire. Tutti questi soldi finiscono nelle tasche dei soci di Privatacqua, ossia dei comuni (e quindi è una tassa occulta) nonché del socio privato. Ma si dice, devono essere remunerati gli investimenti. Che però sono remunerati anche quando non ci sono e sono semplicemente progettati. Forse nell’acquedtotto nell’Anconella Privatacqua avrà anche investito; ma in chi non é allacciato all’Anconella? A Signa? A Lastra a Signa? Dove l’acqua non è per nulla migliorata? Le logiche degli investimenti sono tutte politiche e seguono l’interesse politico preminente sul momento. E comunque: non sarebbe meglio che gli investimenti li decidesse il comune, la cui maggioranza posso cambiare tramite elezioni, anziché il socio privato, che invece ha il monopolio per 25 anni e non lo schiodi più? Insomma, c’è più di un motivo molto serio per rivolere che l’acqua sia sotto il controllo dei cittadini invece che di un mucchio di amministratori (si fa per dire) e dei loro compagni di merende e di affari. Il 12 e 13 giugno, al referendum e referenda, abbiamo un buon motivo per andare a votare e riprenderci ciò che è nostro e che ci hanno tolto solo per ingrassare sedicenti investitori paladini del bene pubblico (e invece più modesti fantaccini dell’interesse privato). Chi risparmia acqua va premiato. Chi privatizza l’acqua va invitato, gentilmente ma con fermezza, a andare a balayer le mer (che in Toscana ce n’è tanto) tramite l’arma democratica del voto. E tanti saluti al modello toscano.

Il Bunga-Bunga dell’Aereoporto (di Peretola)

4 marzo 2011

 

L' attuale pista dell'aereoporto di Peretola

Spiace ritornare due volte sugli stessi argomenti, ma visto il carnevale giornalistico che impazza sulla vicenda dell’aereoporto, ci tocca dire due o tre cose che costituiscono il sottotesto della vicenda, che sui giornali non si trovano (mentre al contrario si trovano tante inutili interviste a tizi che non si sa che titolo abbiano per intervenire).
Allora, la faccenda è questa: il 24 luglio 2010, a Villa Montalvo, l’assessore regionale Marson rassicurò i presenti sulla volontà regionale di privilegiare il Parco della Piana sull’aereoporto (aereoporto che NON era nemmeno nel programma su cui l’allora candidato Rossi chiese il voto ai cittadini durante le ultime elezioni) e proprio in quella occasione annunciò che entro il 31 dicembre 2010 la Regione avrebbe messo tutto nero su bianco con una variante al PIT.
Passa invece il 31 dicembre e passa anche tutto gennaio, e tutto tace (ma è facile immaginare che ci siano frenetici contatti dietro le quinte tra tutti gli interessati alla vicenda, in primo luogo con i soci di AdF, ossia Aereoporto di Torino (Benetton), Fondiaria, Aga Khan, IMI San Paolo, Monte dei Paschi, Camera di Commercio di Firenze e…. Comune di Firenze).
Eccoci quindi a febbraio con il colpo di scena: la Giunta Regionale approva la variante al PIT, lasciando aperte due ipotesi per la pista (pista parallela, pista allungata) che sarà il socio privato, cioè la stessa AdF a dover derimere. Da questo l’immediata reazione dei sindaci della Piana, che sanno benissimo che AdF ha già scelto, perchè ha presentato un ricorso al TAR contro le alberature previste come opera di mitigazione dell’inceneritore (anch’esso previsto) a Case Passerini.
In realtà la Regione non ha lasciato aperto un bel nulla; si è schierata di fatto con chi vuole la pista parallela (AdF e quindi anche Comune di Firenze in primo luogo). I sindaci della Piana, che hanno venduto la favoletta del Parco ai propri cittadini, si sentono ovviamente presi in giro; a che cosa sono servite, allora, le rassicurazioni dell’assessore Marson a Villa Montalvo?
Di qui lo scontro interno e furibondo, che però tracima sui giornali; i sindaci della Piana accusati essere nemici del progresso e dello sviluppo; mentre il comune di Firenze e la Regione di comportarsi sui territori altrui come Attila con gli Unni.
Se però ci si riflette attentamente, la faccenda appare strana: il carico ambientale che gli abitanti della Piana si troveranno ad affrontare è più o meno lo stesso sia con la pista parallela che con la pista allungata. Potrà esserci discrepanza, in caso di differente angolazione della pista, per l’attraversamento diretto delle linee aeree sui centri urbani, e quindi di inquinamento acustico, ma per quanto riguarda l’inquinamento atmosferico (che è il peggiore) non cambia nulla. Allora dov’è la materia del contendere? La materia sta in questo: che l’allungamento della pista è un’operazione definitiva. Stretta com’è tra gli insediamenti che già ci sono, la pista si può allungare ma non allargare. E una volta allungata oltre il limite massimo, non si può più toccare. Quindi l’ipotesi allungamento della pista congela l’aereoporto, che cresce ma raggiunge un limite definitivo. I soci di AdF lo sanno benissimo, come sanno che la pista parallela invece permette ancora ulteriori operazioni di allargamento., tracciando per l’aereoporto un futuro di ulteriore crescita.
Questo è dunque il nido del contendere dietro gli slogan pista parallela/pista allungata. Da un lato il grande capitale (con cui la Regione si è detta pronta a entrare in società) che vede in futuro la trasformazione dell’intera Piana in un insediamento produttivo; dall’altro le amministrazioni locali che già in passato si sono date a questo gioco, ma che ora, prigioniere delle loro promesse fasulle, non possono cedere su quest’ultimo punto senza perdere definitivamente la faccia. Di qui vane minacce sulla revisione della VIS.
Quale VIS rivedere, se nei piani di chi ha già fatto i suoi progetti sul nostro territorio, gli insediamenti aumentano continuamente?
Sono poco incline a solidarizzare con i sindaci della Piana, anche se ora vengono trattati come nemici delle magnifiche sorti e progressive. Quando volte siamo stati noi accusati (da loro) della stessa cosa quando ci siamo opposti al progetto di inceneritore? So bene come ci si sente. Ma d’altro canto questo gioco di svendita del territorio sulla pelle dei cittadini non si doveva neppure iniziare; con chi prendersela ora che AdF il gioco lo vuole portare fino in fondo? E quindi la battaglia è segnata.
A meno che… A meno che non si abbia il coraggio di rompere il fronte delle forze in campo e fare appello ai cittadini, i veri sovrani del territorio, i soli in grado di sconvolgere i giochini politici che si tengono nelle riunioni a porte chiuse. Sfidiamo dunque i sindaci della Piana, se veramente sono contrari a ulteriori sacrifici del nostro territorio, a chiamare i cittadini per opporsi alle sciagurate varianti del PIT e a ribadire che un aereoporto internazionale nella Piana è un’opera insensata, arrogante, costosissima, che fa comodo solo ad alcuni e che distrugge l’ambiente di tutti. Oppure li invitiamo a smettere caldamente di prenderci in giro. Vorrà dire che i cittadini si organizzeranno da soli. Per fortuna, gli amministratori si possono rimpiazzare con facilità. I cittadini coscienti, consapevoli e armati dei propri diritti, no.

Paolo Lombardi – Lista Civica No Inceneritore di Campi Bisenzio

Un pensierino finale: si giustifica l’ampliamento di Peretola con l’esigenza di “messa in sicurezza”. Ciò vuol forse dire che Peretola ha operato in questi anni al di fuori dei limiti di legge? Di certo; basterebbe andarsi a vedere l’inquinamento acustico a Peretola. Questo per dire come decidono le cose questi individui.

La “nostra” Rocca è la fortificazione più votata d’Italia !

21 aprile 2010

Lo avevo già scritto, ma rileggendo DiSegno Comune di questo mese non ho potuto esimermi dal rammentare che grazie a questa foto scattata da Carlo Buliani, la Rocca Strozzi si è classificata come foto più votata in Italia della categoria Castelli e fortificazioni nel concorso nazionale online di fotografia organizzato da Comuni Italiani per valorizzare il patrimonio storico, artistico, etnoculturale e naturale di tutti i comuni italiani dai più piccoli ai più grandi. Al concorso, che ha una durata di nove mesi, partecipano centinaia di appassionati con decine di migliaia di foto iscritte nelle due categorie Panorami e Castelli e certificazioni e tra i circa 200.000 scatti, la Rocca Strozzi è stata la più votata in Italia superando altri castelli italiani ben più famosi come quelli del Trentino Alto Adige o della Val d’Aosta e panorami ben più quotati come quelli di Firenze, Pisa o Siena. L’autore della foto che ha fatto conoscere in Italia la Rocca, Carlo Buliani, non è un professionista della fotografia, ma un amatore molto conosciuto sulla rete, dove è presente con 70 gallerie e 1515 immagini online che presentano bellissimi scorci “quasi da cartolina” delle tante realtà italiane. “Suppongo, ci ha detto Carlo Buliani, che gli abitanti di Campi Bisenzio possano essere contenti di avere la propria Rocca Strozzi in vetta a tutte le classifiche di gradimento e non solo perché, come ho potuto constatare personalmente, Campi offre scorci veramente incantevoli. La foto è stata scattata nel gennaio scorso e non è stato semplicissimo. Nei giorni precedenti era piovuto molto ed io che ero venuto a Campi direttamente dal lavoro, in giacca e cravatta, non ero certo nella tenuta più adatta per camminare su quegli argini fangosi, ma la luce era così bella che non ho voluto rinunciare, anzi dopo la Rocca ho scoperto altri scorci dall’argine, poi altri ancora e ho scattato moltissime foto. L’occasione di fare quelle foto mi ha permesso di tornare, dopo tantissimi anni, in un posto che mi ricordavo abbastanza brutto ed insignificante; ricordi che poi sono stati cancellati dalla reale ed efficace valorizzazione del centro, con la chiusura al traffico, e dalla manutenzione degli argini del Bisenzio che ho trovato piacevolmente in ordine e molto puliti.” (testo tratto da DiSegno Comune)

Rifiuti: scende la produzione, aumenta la raccolta differenziata .. l’obiettivo del 65% è raggiungibile ?

10 febbraio 2010

È scesa del 3% la produzione dei rifiuti solidi urbani prodotti dai cinque comuni dell’area fiorentina nel 2009 rispetto all’anno precedente, mentre è aumentata del 4% la raccolta differenziata.
I dati sono stati diffusi da Quadrifoglio e recano delle cifre, abbastanza incoraggianti, anche se non particolarmente vigorose. Campi come al solito mantiene la sua posizione da fanalino di coda nella classifica dei comuni ricicloni, nonostante gli sforzi per risalire la classifica e tentare di raggiungere gli altri comuni della piana.
Ma vediamo nel dettaglio un pò di cifre, nella classifica del riciclo:
1° Sesto Fiorentino con il 52,79% ha avuto un aumento di +4,28%
2° Calenzano con il 51,01% ha avuto un aumento di +4,69%
3° Firenze con il 40,77% ha avuto un aumento di +3,40%
4° Signa con il 40,57% ha avuto un aumento di +3,79%
5° Campi con il 39,30% ha avuto un aumento di +3,23%
con una media del 3,64% nell’area. Ricordo che l’obiettivo di RD era del 45% (nel 2008), superato ora solo da Sesto e Calenzano; tale obiettivo è cambiato il 13 febbraio 2008 con l’entrata in vigore del secondo decreto correttivo del Testo Unico sull’ambiente, che prevede nuovi obiettivi di raccolta differenziata (65% al 2012) e la limitazione dell’assimilabilità dei rifiuti provenienti da attività produttive, ai rifiuti urbani.
Nella classifica degli indifferenziati invece, questi sono i comuni che hanno diminuito il conferimento di questi rifiuti con le percentuali ottenute:
1° Signa con una diminuzione del -11,48%
2° Firenze con una diminuzione del -6,94%
3° Calenzano con una diminuzione del -6,73%
4° Sesto Fiorentino con una diminuzione del -3,03%
5° Campi con una diminuzione del -1,79%
Diminuzione media nell’area del 6,28%.
Il comune di Campi Bisenzio, dopo il ritardo degli anni scorsi, è riuscito ad invertire la tendenza grazie all’attivazione dei nuovi servizi “porta a porta” e al potenziamento delle multipostazioni, con l’obiettivo di avvicinarsi nel 2010 alle percentuali degli altri comuni della Piana e magari al Testo Unico, forse varebbe la pena di estendere questi servizi a tutto il territorio campigiano anzichè solo ad alcune ristrette zone, comunque un inizio apprezzabile che ci porta a ben sperare ..  Approfondimento nella relazione di Quadrifoglio (in PDF).

L’Atletica Campi presente al Golden Gala di Roma

17 luglio 2009

L’Atletica Campi Bisenzio sarà presente oggi, 17 luglio 2009, al Golden Galà di Roma, una manifestazione internazionale di atletica leggera, per partecipare al “Trofeo dei Comuni” con una delegazione di ragazze e ragazzi dell’associazione. Un grande in bocca al lupo ai nostri atleti.

Golden Gala 2009 – Roma
Il Golden Gala ha doppiato la boa del quarto di secolo. Nato nel 1980 per dare a Roma un evento annuale di grande atletica, la riunione dell’Olimpico ha subito ricoperto un ruolo fondamentale, permettendo quel confronto tra i campioni dei due “blocchi” che era mancato alle Olimpiadi di Mosca. Un ruolo rivestito anche quattro anni dopo, il che ha dato al Golden Gala la patente di riunione-faro del calendario dei meeting, ossia del circuito dell’atletica-spettacolo.
A Roma di spettacolo se ne è visto tanto: ogni edizione ha riservato emozioni a non finire, chi ha scelto di trascorrere una serata sugli spalti dell’Olimpico romano (o a Verona, a Pescara, a Bologna negli anni della forzata trasmigrazione) non se ne è mai pentito. Di campioni l’impianto capitolino ne ha conosciuti tanti e i più grandi ancor oggi non fanno mistero di essersi affezionati a quella manifestazione, a quel pubblico, alle sensazioni che solo il Golden Gala sa dare. Passo dopo passo potete, grazie a un semplice click, rivivere tutte le sensazioni di 25 anni di storia, sicuri che ce ne saranno almeno altrettanti pieni di nuove emozioni da scoprire.

Sito ufficiale Golden Gala Roma