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M5S Campi: Aeroporto,tanti dubbi ed una sola certezza, i bisogni dei cittadini vengono ignorati.

6 maggio 2014

Il MoVimento 5 Stelle è sempre favorevole nell’appoggiare iniziative che vadano verso una maggiore offerta di servizi per i cittadini nel rispetto dell’ambiente e con costi sostenibili.
Purtroppo la questione Aeroporto non va in questa direzione!!!
La nuova pista infatti consentirebbe l’atterraggio di aerei più grandi, con maggiori impatti a livello ambientale ed acustico sugli abitanti della piana, e con costi enormi di realizzazione a carico della collettività. Da quanto si evince dalle dichiarazioni di Marco Stellahttp://www.ilsitodifirenze.it/content/927-fi-potenziare-laeroporto-di-firenze-renzi-sblocchi-la-situazione e dai comunicati di ADF, ci sarà anche un raddoppio del numero dei voli, tali da avere secondo le mire industriali della società di gestione, un volo ogni 5 minuti circa, con linee che collegherebbero Firenze con Mosca, Istanbul e il medio Oriente. Tale situazione farebbe venire meno le considerazioni inserite nel PIT dalla Regione Toscana che puntava ad un city airport per Firenze. Ci rammarica leggere affermazioni di tale portata dove la politica e i politici locali incuranti della sicurezza dei cittadini e della pericolosità di un aeroporto a ridosso di un’area così urbanizzata, chiedono un acceleramento nella realizzazione. I cittadini in tale scenario, ancora una volta, occupano un ruolo di secondo piano per il PD, Forza Italia e tutti gli altri che appoggiano tale opera a discapito della cementificazione di un’area che rappresenta uno degli ultimi polmoni verdi della Piana.Vorremmo ricordare inoltre, che la zona dove verrebbe realizzata la nuova pista, è un’importante riserva naturalistica, con aree già protette dal WWF, dove abitano diverse specie di volatili di medie dimensioni (gabbiani, aironi, ecc..), i quali potrebbero provocarefenomeni molto rischiosi come l’impatto con i volatili (il cosiddetto Bird Strike), non propriamente una garanzia per la sicurezza dei voli e per la specie presenti. I gabbiani in particolare sono presenti nell’area della discarica di Casa Passerini, divisa dal resede aeroportuale dall’autostrada A11. Un domanda sorge spontanea: nessuno ha pensato a potenziare i collegamenti ferroviari, garantendo sulla tratta Firenze SMN-Pisa Aeroporto e viceversa percorrenze in 45/50 minuti, con i turisti che arriverebbero direttamente nel centro del capoluogo toscano? Sarebbe più giusto investire i fondi statali destinati a finanziare questa distruzione dell’area in opere necessarie sul territorio? I cittadini si pongono questo problema, ricordando che il territorio non è un bene riproducibile, ma una risorsa da preservare per le future generazioni.La politica, ancora una volta, detta soluzioni incuranti dei reali bisogni dei cittadini, dimostrando una volta di più un bisogno di cambiamento forte e radicale in questa città. A decidere del futuro dei cittadini DEVONO essere i cittadini stessi, non una classe politica fondata sul privilegio ed il mantenimento della poltrona! I partiti sono avvisati, presto i cittadini non potranno essere più ignorati.

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M5S Campi: Sit-In il 28 gennaio per sensibilizzare la giunta ed il sindaco al problema casa

26 gennaio 2014

Il M5S pensa che la politica debba dare risposte alle esigenze dei cittadini, trovare soluzione ai loro problemi. Questa classe politica, purtroppo, è legata a metodi e stereotipi ormai lontani dalla realtà. A Campi Bisenzio la situazione è ancora peggiore di quella a livello nazionale.
Abbiamo investito il sindaco, la giunta dei problemi che sconvolgono la vita delle persone: la mancanza di lavoro, rimanere senza casa. Le risposte sono state parole al vento, in alcuni casi incomprensibile e inaccettabili: …”è da molto tempo che pongo un problema ineludibile: la riforma del welfare locale, per renderlo contemporaneo, aderente ai nuovi modelli sociali del lavoro della casa” così ha risposto il sindaco ad una lettera aperta dei consiglieri Rigacci e Terreni che volevano sapere come l’amministrazione pensava di risolvere i problemi esposti.
INVECE DI RISOLVERE I PROBLEMI IL NOSTRO SINDACO NE PONE ALTRI.
Siamo esterrefatti. Dal 24 ottobre, data in cui l’assessore Ricci in consiglio comunale ha risposto in modo evasivo all’interrogazione posta al sindaco e la giunta, vi sono stati solo enunciazioni di principi, illustrazione delle regole, ma le persone attanagliate dai problemi non hanno avuto nessuna risposta. Una persona dormiva in auto allora, continua a dormirci adesso. Si, la situazione economica del nostro comune è grave, più di quella dei comuni limitrofi, ma guarda caso si riesce a trovare i soldi per incarichi agli amici, premiare con assunzioni chi ha contribuito alla campagna elettorale del sindaco, organizzare la festa dell’ultimo dell’anno, ma non si riesce a trovare da dormire ad un povero disgraziato costretto ormai da mesi a dormire in macchina.
Ecco, per far capire ai consiglieri comunali, specie quelli di maggioranza, che il compito nostro è quello di stimolare la giunta alla risoluzione dei problemi; che noi consiglieri, ma ancora di più i cittadini che rappresentiamo, non possono accontentarsi delle parole, ma che occorrono i fatti concreti; per tutto ciò, oltre a richiedere un consiglio comunale straordinario, organizziamo un sit-in il 28 gennaio in piazza Dante, in concomitanza con lo svolgimento del consiglio comunale.
Attivisti del movimento DORMIRANNO in piazza per sensibilizzare il Sindaco, la Giunta ed informare i cittadini su come veniamo amministrati.

Il 24 gennaio ultimo giorno per (ri)pagare l’IMU: istruzioni per l’uso a cura del M5S di Campi

24 gennaio 2014

Ma l’IMU non era stata abolita? Sì. Anzi no, a Campi si paga. E sugli alloggi in comodato gratuito si paga? No. Anzi sì (meschina figura per il sindaco, che prima annuncia e poi smentisce – afferma Rigacci qualche giorno fa, dal sito del M5S cittadino). Abbiamo voluto capire cosa è successo e ne è venuta fuori una storia lunga due pagine, ci vuole pazienza e stomaco. In compenso ieri (era il 10 gennaio) (alla buon’ora!) dal Comune sono arrivate le istruzioni: 16 pagine sconsigliate ai deboli di cuore. Affrettatevi a trovare un commercialista, altrimenti sull’F24 in banca ci potete mettere i numeri del lotto.. continua a leggere

Niccolò Rigacci M5S di Campi: “Napolitano boom di ascolti”.. dati inventati da mentitori di professione

4 gennaio 2014

“Mentitori di professione (Grillo vince su Napolitano 24 a 1)”, così si intitola il commento che Niccolò Rigacci, consigliere M5S di Campi Bisenzio, ha postato ieri sul suo profilo fb. Un libero sfogo sulla querelle di commenti e notizie che seguono il discorso di fine anno di Napolitano ed il contro-discorso di Grillo.
“Giorno dopo giorno non ne posso più di leggere falsità: mentitori di professione, venduti, leccaculo o semplici idioti che inventano notizie o le ripetono per sentito dire senza un briciolo di serietà e onestà.”, apre così il suo sfogo Rigacci, attaccando i media e gli utenti di fb che in questi giorni hanno elargito i dati e le cifre di audience sul Presidente e sul comico genovese.
“Fa schifo la campagna mediatica sul discorso di fine anno di Napolitano: “boom di ascolti”, “+12%” e altre balle simili. Disonestà a parte di voler trasformare gli ascolti in gradimento (io l’ho visto su YouTube, ma sono ben lontano dall’aver gradito!) leggendo Auditel si vede che molti più italiani sono rimasti in casa a guardare la TV, ma in percentuale sempre meno gradiscono il discorso di fine anno del Napo (meno 13% in 7 anni, meno 2% quest’ultimo)”, prosegue Rigacci che incalza, “Veniamo al confronto con il discorso di Beppe Grillo, che è facile facile perché la rete non mente (mica è l’Auditel): su YouTube, dati delle 13:30 del 3 gennaio [Video sottostanti]: Napolitano totalizza 28.937 contatti con un gradimento del 14,77%, Grillo totalizza 698.404 contatti con un gradimento del 93,81%.”, dati in controtendenza che non sono stati presi in considerazione da Tv e stampa. “Per giunta i commenti sul video del Napo sono stati oscurati per omertosa pietà: ieri sera ho potuto leggere un florilegio di insulti e vaffa che mi sono dispiaciuto di non aver fotografato! I commenti su Grillo invece sono liberi…”
Non risparmia neppure un attacco a Fossi ed alla diffusione locale di notizie, che a quanto afferma non rispetterebbero dati reali sulla presenza di intervenuti alla recente festa di fine anno organizzata dal neo-sindaco;  “Ho letto la notizia – afferma sempre Rigacci – che al capodanno del sindaco di Campi Bisenzio abbiano partecipato 3.000 persone: puzza di bufala lontano un miglio, dalle foto direi che non ce n’era più di 300. Amici di Piananotizie, date i numeri ?”. A difesa di Piananotizie posso dire che i dati pubblicati dal giornale online sono stati forniti dalla Segreteria del Sindaco, tramite un comunicato che iniziava: “Circa 3000 persone hanno trascorso il Capodanno in piazza Dante al “Midnight in champs sur le Bisence”, evento di fine anno organizzato per la prima volta a Campi Bisenzio dall’amministrazione comunale”, avendoli ricevuti anche come blog di Campi Bisenzio; una usanza di gonfiare le cifre, quella degli organizzatori, che si sa, fa sempre comodo ..
Allego anche i link alle notizie citate da Rigacci, per maggiore comprensione.
[1] ilsole24ore.com – napolitano crescono ascolti tv
[2] unita.it – discorso napolitano e boom di ascolti
[3] repubblica.it – napolitano fallito_il_boicottaggio_ascolti_in_crescita
[4] istitutobarometro.blogspot.it – ascolti tv del messaggio del presidente

M5S: finalmente Via dei Confini a Capalle avrà la giusta considerazione sul problema del traffico e rumore

28 ottobre 2013

Il Movimento Cinque Stelle di Campi ha ottenuto una prima vittoria in consiglio comunale, ma sopratutto una vittoria per e dei cittadini di Via dei Confini a Capalle che da anni aspettavano che del loro annoso disagio qualcuno se ne occupasse seriamente. Dopo ben 9 anni di indifferenza ecco quindi che il Consiglio Comunale si è visto costretto ad occuparsi di via dei Confini, “grazie al MoVimento 5 Stelle, aggiungiamo noi! E perdonate la piccola auto celebrazione” ci racconta il capogruppo Niccolò Rigacci.
La mozione targata 5 Stelle che impegna il Comune a studiare la fattibilità del senso unico in via dei Confini è stata presentata nell’ultimo Consiglio e approvata all’unanimità; “ne siamo veramente felici. Tuttavia è solo l’inizio, ora aspettiamo la relazione tecnica e decideremo in Consiglio il da farsi. Cittadini, restate sintonizzati e seguite da vicino i lavori!” prosegue Rigacci.
E prosegue: “Dovrebbe essere normale che un Consiglio Comunale non dico risolvesse, ma che almeno prendesse in considerazione un problema grave che affligge dei cittadini, ma non è affatto scontato. Nel 2012 una mozione analoga (targata Alleanza Cittadina) era stata prontamente respinta dalla maggioranza. Ci abbiamo riprovato, visto che nel frattempo niente è stato fatto, visto che siamo in palese violazione delle norme sul rumore (misurato nel 2004 alla scuola Salgari) e visto che il divieto di accesso ai mezzi pesanti è ignorato sistematicamente.”
“Per votare contro ci voleva troppa faccia tosta, non bastava la proverbiale capacità del Consigliere Paolieri di sostenere che questo (quello della sua Giunta) è il migliore dei mondi possibili e che ogni cambiamento non può che peggiorare le cose.”
“E tuttavia è accaduto qualcosa di incomprensibile: dai banchi della maggioranza ci è stato chiesto di ritirare la mozione e di rimandare tutto ai lavori in Commissione!”
“Per piacere spiegateci perché! Era un modo per perdere tempo? O forse era solo disdicevole per la maggioranza votare una mozione presentata dal 5 Stelle? Dispiace che i Consiglieri Martini e Loiero, sebbene alla loro prima esperienza politica, siano già educati a queste tristi pratiche di partito. Noi non abbiamo ritirato la mozione, che quindi è passata ai voti. Possiamo dire che tutto è bene quello che **comincia** bene.”
Tutti i dettagli della discussione su controcomune.it a questo indirizzo.

Sindaco Fossi: la riapertura al traffico del centro storico ? Nessun criterio, vado per tentativi !

23 settembre 2013

Ha dell’incredibile la risposta del sindaco Fossi all’interpellanza del MoVimento 5 Stelle [1] sulla riapertura al traffico del centro storico ! così Rigacci (M5S) ci racconta in un comunicato.
Si chiedeva quali erano i criteri per valutare i pro e i contro di questa decisione tanto voluta in campagna elettorale. Si chiedeva inoltre se il sindaco fosse interessato all’opinione dei cittadini, che potrebbero esprimersi tramite referendum. Infine si chiedeva cosa si farà nel caso in cui l’operazione dovesse dare risultati deludenti.
La risposta in Consiglio Comunale potete ascoltarla nella registrazione audio [2].
Anzitutto non c’è traccia di interesse per l’opinione dei cittadini: viene del tutto ignorata l’iniziativa referendaria partita in questi giorni. Nessun criterio è stato adottato per valutare la differenza tra il prima e il dopo, nessuna idea di quali effetti – negativi o positivi – potrà avere tale decisione.
Si ammette di “andare per tentativi” per vedere se la situazione migliora. Ma in cosa dovrebbe migliorare non viene detto ! Forse migliorerà il rumore e l’inquinamento ? Forse si spingerà più persone ad usare l’auto a discapito degli scuolabus e delle biciclette ? Questo è il miglioramento desiderato dal Fossi ? Non ci sarà certo un miglioramento per i negozi del centro: come ammette lui stesso l’orario di apertura non potrà avere alcun beneficio per loro.
Comunque il sindaco – non si sa su che basi – assicura che il prezioso selciato (uno dei motivi per cui i campigiani pagano un debito che finirà nel 2038) non subirà conseguenze. Peccato che i fatti lo smentiscano: sul ponte il selciato è già distrutto ed è stato ricoperto d’asfalto. L’opera era coperta da garanzia oppure il danno è tutto a carico nostro ? continua Rigacci ..
A mio parere questa è una risposta degna di dilettanti allo sbaraglio, che prendono decisioni sul sentito dire e senza alcun criterio razionale o scientifico. Questa Giunta non ha una visione a lungo termine di ciò che vuole fare per Campi: andare per tentativi significa spendere ogni volta nuove risorse se la scelta precedente risulta sbagliata. Non pianificare attentamente questi costi in un momento di crisi dimostra che non si ha rispetto per la situazione economica disastrata del Comune. I cittadini non si meritano neanche che la giunta si sieda a tavolino per analizzare, studiare e approfondire i fattori critici di successo e di rischio delle proprie azioni. “Noi si prova, poi si starà a vedere!”
Mi auguro che il sindaco mi smentisca producendo una risposta scritta (non pervenuta, nonostante la nostra richiesta) che sia puntuale, domanda per domanda alla nostra interpellanza.
[1] Interpellanza-m5s-riapertura-traffico.pdf
[2] Cons-com-fossi-riapertura-traffico.mp3

Rigacci (M5S): giusta la richiesta di consultazione popolare sulla riapertura del centro storico di Campi

11 settembre 2013

Parte il referendum che vuole mettere in discussione la riapertura al traffico (dalle 18:00 alle 9:00) del ponte di Campi Bisenzio. Ieri i due consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle Niccolo Rigacci e Simona Terreni – accompagnati da numerosi attivisti – hanno partecipato alla conferenza stampa di presentazione.
L’iniziativa referendaria è stata annunciata alcuni giorni fa da Nadia Conti, ex assessore nella giunta Chini, che ricordiamo anche candidata alle primarie del PD dove prevalse il successivamente eletto sindaco Fossi.
Il MoVimento 5 Stelle è l’unica forza politica in Consiglio che nella passata campagna elettorale era del tutto scettica rispetto alla riapertura del ponte, afferma Rigacci in un comunicato, avendo come obiettivo primario l’ambiente e la riduzione dell’uso dei mezzi di trasporto privati. In ogni caso siamo convinti che una decisione del genere debba passare per una consultazione popolare e per questo siamo stati ben lieti di apporre le nostre firme come soggetti proponenti tale iniziativa.
In Consiglio Comunale la nostra azione si traduce anche in un’interpellanza al sindaco presentata venerdì scorso, continua Rigacci, nella quale chiediamo i criteri adottati per valutare l’impatto della riapertura del ponte. Chiediamo anche quale sia l’orientamento della Giunta nel caso in cui l’operazione non dovesse dare i risultati sperati; se intende cioè ampliare l’orario di apertura oppure tornare alla situazione attuale.
E conclude, pur tenendo in estrema considerazione il problema della mobilità, crediamo che un paese civile e moderno debba andare verso la pedonalizzazione dei centri cittadini (e per fortuna è così in quasi tutto il mondo). Non crediamo ad esempio che sia segno di civiltà obbligare tutti i genitori ad accompagnare i propri figli a scuola con l’auto, senza offrire soluzioni di trasporto pubblico. Nadia Conti ha voluto sottolineare come il referendum non abbia connotazioni politiche, ma sia un’iniziativa di semplice buon senso portata avanti da cittadini attivi e responsabili. Ci fa piacere vedere che il metodo “5 Stelle” trova applicazione anche al di fuori dal nostro MoVimento, cogliamo quindi l’occasione per invitare tutti i campigiani a partecipare attivamente alla vita della propria comunità.

M5S: Esercizi commercial​i chiusi a I Gigli .. dipendenti a rischio?

24 maggio 2013

Abbiamo avuto notizia che almeno 3 aziende all’interno del centro commerciale I Gigli non hanno avuto rinnovato il contratto di  locazione di prossima scadenza: la conseguenza è che circa 20 dipendenti si troveranno a breve senza lavoro e senza alcuna garanzia di reintegro. Si tratta di attività di ristorazione non legate ai grandi marchi – ci dice Niccolò Rigacci, candidato sindaco per il M5S di Campi – Probabilmente anche i titolari sono in difficoltà in quanto si sono visti recapitare raccomandate di sfratto a 30 giorni dall’esecuzione e devono liquidare tutto liberando i fondi per riconsegnarli vuoti.
Il MoVimento 5 Stelle di Campi Bisenzio vuole conoscere maggiori dettagli sulla vicenda ed è in attesa di una risposta da parte della Direzione del centro commerciale.
Questo evento capita purtroppo quando tutte le nostre forze sono impegnate presso i seggi elettorali, tuttavia è nostra intenzione incontrare alcuni dei dipendenti domenica prossima (ultimo giorno di lavoro per alcuni di essi) presso il centro commerciale stesso, in Corte Ghiotta alle 10:30 circa.
Sarà un incontro informale in cui cercheremo di approfondire questo caso in particolare e quali sono in generale le condizioni dei lavoratori che operano all’interno di una delle strutture più importanti del territorio comunale. Cercheremo anche di capire come il Comune può intervenire per evitare criticità lavorative di questo tipo.
Qualora la notizia dovesse essere confermata, Il MoVimento 5 Stelle chiede alla Direzione del centro commerciale di impegnarsi in tutti i modi per ricollocare i dipendenti, inoltre chiede quanti siano gli esercizi commerciali in questa situazione e se è noto il motivo di tali mancati rinnovi.

M5S di Campi: i grillini campigiani puntano in alto e lo fanno con proposte e scelte coerenti

24 maggio 2013

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Il Movimento 5 Stelle di Campi, con il candidato sindaco Niccolò Rigacci, ha ingranato finalmente la marcia, partendo a pieno ritmo verso il prossimo weekend. Dopo una prima fase, in sordina e le molte polemiche che sono scaturite da una sorta di “epurazione” da elementi non troppo in linea con i propositi del movimento; il gruppo che si è formato è giunto alle elezioni comunali con un programma ben definito e sicuramente non privo di interesse. Sul sito, completamente rivisto, si possono valutare tutti i punti del programma che, a differenza di molti altri partiti e liste civiche (civetta – nate essenzialmente per rinfoltire i vecchi partiti), vanno in contro alle esigenze della città e dei loro abitanti, rispettando la salute e l’ambiente (due punti che tutti promettono ma che nessuno ha mai saputo mettere in pratica). Un programma che vuole porre un rapporto differente con i cittadini, basato essenzialmente sull’ascolto delle esigenze e delle necessità (non solo a fini meramente elettorali). Visitate il sito ed esponete le vostre idee. E’ possibile scaricare anche il programma qui. Una promozione delle idee e degli intenti di questo movimento che speriamo possa mettere un freno agli sprechi ed all’uso indiscriminato della funzione pubblica.

Il Movimento 5 Stelle, una rivolta nella postdemocrazia e le ossessioni della (ex)sinistra italiana

30 aprile 2013

Riporto con piacere un interessante ed illuminante articolo tratto dal blog Utopia Rossa ad opera di Michele Nobile, che sviscera e chiarisce il comportamento della casta politica e dei media verso il M5S. L’articolo è molto lungo perchè si articola una una serie di acute e anche minuziose considerazioni sul comportamento delle parti politiche che compongono il nostro paese, in modo particolare della sinistra. Uno spaccato della classe politica italiana incancrenita, composta da personaggi il cui reddito ed il cui status sociale dipendono, da dieci, venti o trent’anni a questa parte, dai ruoli ricoperti in un partito e nelle istituzioni; che di fatto poi confluiscono nel “professionismo politico”. Proporrò quindi di volta in volta alcuni spezzoni che, per come sono stati concepiti, si prestano ad essere letti singolarmente, ecco il primo:
Demonizzazione e captatio benevolentiae verso il M5S
È da tempo che la crisi di legittimità della casta partitico-statale italiana si esprime nella crescita dell’astensionismo: che è il fenomeno politico maggiormente in crescita di cui poco si parla o se ne parla per liquidarlo come primitivismo antiparlamentare o «qualunquismo». Come forma di protesta politica l’astensionismo cresce perché ha profonde e diffuse motivazioni sociali, alle quali né il centrosinistra né il centrodestra sono in grado di rispondere in modo credibile e accettabile. Con le recenti elezioni la crisi di legittimità si è trasferita anche all’interno dell’istituzione parlamentare, in conseguenza del successo elettorale del Movimento cinque stelle (M5S): piaccia o no, di fronte ai partiti che da vent’anni governano il paese è il M5S che costituisce il terzo polo, quello della protesta. È questo che spiega l’ambivalenza dell’atteggiamento di politici e commentatori nei confronti del M5S, che oscilla tra la demonizzazione e la captatio benevolentiae: in questo secondo caso ci si aspetta che Grillo «il demagogo» e i parlamentari della cosiddetta «antipolitica» sappiano anche mostrarsi ragionevoli e costruttivi, consentendo in tal modo la formazione di un governo, possibilmente di centrosinistra.
Tuttavia il M5S rifiuta, certamente non senza tensioni, di giungere ad accordi con il Pd: accordi che in altre circostanze si sarebbero spregiativamente bollati come consociativi e che costituirebbero il definitivo colpo di grazia alla ventennale retorica circa l’alternanza bipartitica (colpo, in effetti, già sferrato dal consenso bipartitico al governo Monti). Tentando di coagulare il consenso di Pd e Pdl intorno ai presunti «saggi» il presidente Napolitano non ha fatto altro che giocare nuovamente la carta consociativa. Ma la sinistra – intendendo Rifondazione comunista, Pdci, Verdi e quel che resta del «popolo» che a questi partiti continua a far riferimento – come si comporta nei confronti dell’impasse cui è giunta la casta partitica, attualmente più screditata che al tempo di Tangentopoli?
Nell’articolo precedente auspicavo che dai risultati delle elezioni politiche si sapesse trarre la giusta lezione. Evidentemente non è così. La sinistra post-Pci sembra anzi in preda a un crollo psichico, che si manifesta nell’isteria antigrillina e nella marchiatura a fuoco della figura di Beppe Grillo, considerato come un seduttore di masse istupidite, una sorta di Grande fratello totalitario in versione postmoderna, mentre i risultati elettorali del M5S vengono qualificati come «diversione» o addirittura come un esempio della «reazione che avanza». E siamo arrivati al vergognoso paradosso per cui questa sinistra formalmente antimontiana oggi si scaglia contro Grillo perché ha il coraggio di dire no a un inciucio tra Pdl e Pd, che di Monti è stato il più fedele sostenitore; e questo dopo che Prc, Pdci e Verdi hanno condiviso responsabilità di governo con il centrosinistra, vale a dire con la coalizione che negli anni ‘90 f ece la maggior parte del lavoro sporco di stampo neoliberistico. Stiamo parlando di un’area politica (i Forchettoni rossi) reduce da tre lustri di battimani, in adorazione di ogni minima svolta del guru e autentico demagogo Bertinotti, oppure di Diliberto, ministro nel governo D’Alema, quello che bombardò la Jugoslavia.
Non è difficile comprendere i motivi della reazione antigrillina di questi prof essionisti della politica e del forchettonismo di sinistra: dal loro punto di vista, il successo del M5S non ha dato vita soltanto a un enorme concorrente sul terreno elettorale (come si è potuto vedere), ma intacca anche il portafoglio economico dei rimborsi, delle sovvenzioni e dei privilegi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. In altri termini, l’insuccesso nel mercato politico minaccia alla fonte l’afflusso della linfa che è vitale per la riproduzione di questi apparati e degli apparatini ad essi collegati. La perdita dello status istituzionale e la minimizzazione del loro ruolo nel sistema politico compromettono la possibilità di apparire mediaticamente, di partecipare attivamente allo spettacolo parlamentare e televisivo. Quanto alle correnti minori, gruppi, blog e social networks vari (considerati in genere erroneamente come il nocciolo duro del cosiddetto «popolo di sinistra»), lungi dal valorizzare il dato crescente dell’astensionismo e l’impasse in cui il M5S ha contribuito a mettere l’intera casta, si sono scatenati nell’opera di amplificazione di ogni sbavatura dei grillini, nell’estrema semplificazione del discorso del o intorno al M5S, nell’invettiva urlata (in questo paradossalmente simili allo stile di Beppe Grillo). Per questo «popolo di sinistra», che nel passato ha dimostrato ampiamente di essere altrettanto «populista» dei cosiddetti grillini – anche se in forma più antiquata – la seconda batosta elettorale consecutiva ha generato frustrazione, risentimento e invidia nei confronti dell’enorme successo elettorale (ma anche di mobilitazione nelle piazze) conseguito dal M5S. E questi stati d’animo rancorosi stanno impedendo una radicale autocritica che, finalmente, faccia i conti sino in fondo con vent’anni di subalternità strategica al centrosinistra e ai miti dell’elettoralismo – nonché con il sottostante retroterra ideologico, togliattiano e ingraiano, dei partiti post-Pci. In effetti, lo zelo digital-militante sarebbe meglio impiegato nell’autocritica e nella liquidazione dei Forchettoni rossi che non nella denigrazione di Grillo e del suo movimento. Il risentimento e l’invidia non solo rendono più dif f icile interpretare il f enomeno M5S (sommandosi in questo a limiti e incapacità di analisi che noi di Utopia rossa stiamo denunciando da tempo), ma stanno dando vita a una volontà di rivalsa elettorale, di ricomposizione della «sinistra» in funzione del ritorno (degli zombies?) in Parlamento, riproponendo per l’ennesima volta il vaniloquio di un «vero e proprio processo costituente, democratico e partecipato».
Si direbbe che la sinistra post-Pci sia afflitta da una irresistibile coazione a ripetere secondo un modello di base e dall’incapacità di rielaborare le sconf itte che necessariamente conseguono. È come se, in fondo, fosse vittima di un trauma originario mai compreso sino in fondo: la mutazione del Pci da partito stalinista in partito organicamente capitalistico – e quindi torni sistematicamente a cercare l’affetto di questo padre padrone e «traditore». Con ciò non solo si vanifica la possibilità di comprendere e superare il passato, ma anche di autonomizzarsi, di divenire adulta e battere nuove vie, costruire il futuro. In tale abisso mentale, la sinistra post-Pci non riesce nemmeno a sentire il bisogno di incarnare e radicalizzare politicamente il sentimento antioligarchico che da tempo si sta esprimendo nella crescita dell’astensionismo e, più recentemente, nel boom del voto per il M5S – e ciò impedisce a priori di creare le condizioni per convertirlo in lotta sociale fuori e contro le istituzioni del capitale. È un’ossessione che ha profonde radici ideologiche, sostenuta dalla necessità di riprodursi di apparati di professionisti della politica; è una condanna al declino e alla degenerazione, ormai giunta a uno stadio irreversibile. Questa ossessione forchettonica continua invece a produrre danni: se ne uscirà fuori solo se e quando dalla società emergeranno energie nuove, capaci di assimilare le lezioni del passato e cercare forme nuove della lotta contro il sistema capitalistico. Fonte UtopiaRossa