Posts Tagged ‘carceri’

Campi Informa: La Pena Visibile, incontro sul tema delle carceri italiane (17 marzo 2014)

12 marzo 2014

1920989_10201189933542490_1989942112_oLunedì 17 marzo 2014 dalle ore 21.00, presso la sala consiliare Sandro Pertini, il Partito Democratico di Campi Bisenzio avvia una serie di iniziative per informare e formare cittadini, simpatizzanti e amministratori rispetto a tematiche di attualità politica e di particolare importanza sociale e culturale. Apre questa rassegna un incontro sul tema della pena alternativa al carcere: LA PENA VISIBILE, al quale interverranno: Salvatore Ferraro,autore del libro “la Pena Visibile”; Franco Corleone, garante dei detenuti in Toscana ed Enzo Brogi, Consigliere regionale Toscana.

Sabato 10 Novembre 2012, iniziativa al K100 di Campi per Marcello Lonzi

10 novembre 2012

La pena di morte è stata abolita nel 1948.
Marcello Lonzi non mi uccise la morte ma due guardie.
Nelle carceri italiane muoiono più di 100 detenuti ogni anno. Marcello Lonzi è morto con: 8 costole rotte, 2 buchi in testa, 2 denti spezzati, sterno, mandibola e polso fratturati. Per il medico del carcere la causa della morte non è un pestaggio ma un infarto.
Presso il Cantiere Sociale Camilo Cienfuegos alle ore 21.30 Incontro e presentazione del dossier “Voci dal carcere”, parteciperà alla serata Maria Ciuffi madre di Marcello Lonzi. I proventi della serata verranno utilizzati per sostenere le spese legali al fine di riaprire il caso Lonzi. A seguire alle ore 23.00 concerto con: 57100punk Drunkenightstreet punk

Vogliono costruire un Lager a Campi Bisenzio … e chiamarlo CIE !

22 luglio 2010

Ricevo e pubblico questo comunicato da parte del Cantiere Sociale K100fuegos di Campi. Un documento importante che apre uno scenario reale sui CIE e sulle varie versioni proposte nelle ultime ore. CIE cattivo o CIE buono ? piccolo o grande ? centro, prigione o lager ? vediamo di fare realmente chiarezza e per farlo parto da questo contributo, ma attendo anche i vostri commenti ..

Il ministro dell’Interno, il leghista Maroni, ha annunciato nei giorni scorsi alla Regione Toscana la volontà di costruire un CIE (Centro di identificazione ed espulsione) nelll’area ex-Hangar, nei pressi dell’Indicatore.
Cosa sono i CIE? I CIE (ex CPT), sono delle vere e proprie carceri-lager dove gli immigrati irregolari possono essere rinchiusi fino a 6 mesi in attesa dell’espulsione. Si tratta di  luoghi dove – come denunciato da varie organizzazioni come Medici senza Frontiere – le condizioni igenico-sanitarie sone pessime, il cibo insufficiente, si fa uso massiccio di psicofarmaci, si impedisce qualsiasi diritto alla difesa. Luoghi di sospensione del diritto dove numerosissimi sono gli episodi di violenza sui detenuti e i suicidi.
Chi finisce dentro un CIE? Per finire in un Cie non serve commettere crimini, basta essere sprovvisti del permesso di soggiorno o averlo scaduto (per esempio semplicemente perché si è perso il lavoro). Per una semplice irregolarità amministrativa privano esseri umani della propria libertà e dignità. Si rinchiudono per 6 mesi in un carcere e si provvede alla loro espulsione, magari separandoli da mogli/mariti/figli con cui da anni vivono in Italia.
A chi serve un CIE? La costruzione di un CIE non ha niente a che fare con la tanto sbandierata “sicurezza”. Il CIE serve a chi specula politicamente sulla paura e sulla insicurezza costruendo sul razzismo e sulla lotta tra poveri le proprio fortune elettorali e carriere politiche. IL CIE serve a chi lo gestisce (in altre zone d’Italia: Croce Rossa,  cooperative, …. ) che approfittano delle laute sovvenzioni statali per la gestione di questi centri.
Perchè non vogliamo un CIE? Non vogliamo un Cie né a Campi Bisenzio né in qualunque altro luogo. Non lo vogliamo perchè riteniamo assurdo che una persona venga privata della sua libertà solo perchè priva del permesso di soggiorno. Non lo vogliamo perchè non vogliamo dare spazio a chi in questi anni sta fomentando paura, intolleranza, razzismo per il proprio ntornaconto politico. Non lo vogliamo perchè rifiutiamo la logica della “guerra tra poveri”: una logica che vuole isolare gli immigrati per sfuttarli come esercito di riserva a basso costo e perennemente ricattabile, soprattutto in un periodo di crisi. Crediamo quindi che la costruzione di un CIE sia un problema di tutti non solo degli immigrati. Senza scordare che le logiche repressive che oggi colpiscono gli immigrati, domani potrebbero colpire altri – singoli o settori sociali – ritenuti “scomodi” inaugurando la “detenzione amministrativa” che qualcuno già invoca.
Esiste un CIE buono? Alcuni parlano di un Cie buono, un Cie “alla toscana”.  Non esistono Cie buoni. Non sono mai esistiti. Dal 1998, dalla Turco-Napolitano che istituiva i primi centri (non certo come lager ma come luoghi di “accoglienza”), sono passati molti anni, eppure ancora oggi la situazione nei Cie è drammatica, anzi si è avuto anzi un peggioramento dovuto all’allungamento dei tempi di detenzione passando dai 30giorni della Turco Napolitano, ai 60 della Bossi Fini, ai 180 attuali. Non esistono e non esisteranno CIE buoni, perchè saranno sempre luoghi destinati all’espulsione di persone la cui unica colpa è cercare un futuro migliore, scappando dalla guerra, dalla fame, dalla miseria. Fino a quando si continuerà a parlare di CIE “umani” si legittimerà chi ha voluto gli attuali lager, si legittimerà che considera la clandestinità un reato, chi deporta verso le carceri libiche gli immigrati e lo rivendica anche come un successo.
Come ToscanaNocie invitiamo alla mobilitazione contro la costruzione di un CIE a Campi, in Toscana, dovunque. L’unico CIE buono è quello chiuso. (TOSCANANOCIE.NOBLOGS.ORG)