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“La pesante normalità dell’emergenza”, l’assessore Mengozzi incontra tutte le rappresentanze del territorio

2 aprile 2013

Domani mercoledì 3 aprile 2013, alle ore 21, presso il Teatrino della Pieve a Campi Bisenzio, l’Assessore alle Politiche integrate di salute ed abitative Pier Natale Mengozzi ha indetto un incontro/conferenza stampa alla quale sono state convocate le rappresentanze dei sindacali dei lavoratori, degli inquilini, degli imprenditori del settore, dei proprietari (CGIL, CISL, UIL, UGL, COBAS, SUNIA, UNIONE INQUILINI, i Rappresentanti dei Gruppi Consiliari, l’Assessore allo Sviluppo Economico e alla Pubblica Istruzione, le Associazioni di Volontariato e Tutela (Pubblica Assistenza, Misericordia, Fratellanza Popolare, AUSER, CARITAS, AVIS, FRATRES, Donatori Sangue PA), le PARROCCHIE di tutta Campi e i loro organismi pastorali, gli Albergatori, Affitta Camere del territorio comunale, i Medici di Medicina Generale e Pediatri di Libera Scelta, il Servizio sociale professionale della SdS FI-Nord e Ovest.
Argomento dell’incontro, si legge in una nota, “Considerata la gravissima situazione sociale del Paese che si riverbera in maniera prepotente anche nel nostro Comune indico una Conferenza Stampa Aperta alle forze sociali e rappresentative per fare il punto su una situazione che desta forte preoccupazione. Ognuno può portare il suo contributo e venire a conoscenza delle attività ed interventi dell’Amministrazione Comunale.”

Il distaccamento dei Vigili a San Donnino usato come spogliatoi per il personale. Piero Fedi chiede spiegazioni sul servizio e sulle spese dei locali

10 gennaio 2013

Il Gruppo Alleanza Cittadina per Campi ha presentato, allo scorso consiglio comunale (7 gennaio 2013), una Interrogazione su Distaccamento di Polizia Municipale di San Donnino, con Sede in Via Pistoiese al n. 321, in locali condotti in affitto, che a partire dal 2005 aveva il compito di ai cittadini della frazione, servizi analoghi a quelli del Comando e dove, dal 1° aprile 2006 presso il citato distaccamento, ha sede anche l’Unità Operativa di Polizia Amministrativa e Commerciale. Come si legge nella interrogazione già presentata e discussa, nel corso di un pubblico confronto fra cittadini e amministratori, promosso dalla redazione del quotidiano “ La Nazione”, svoltosi presso i locali di Spazio Reale il giorno 21 giugno 2011, venne annunciata da parte dell’ Assessore competente la chiusura del suddetto distaccamento e l’istituzione del servizio sul territorio per mezzo di una unità mobile multifunzione, attraverso la quale si sarebbe potuto accedere anche ai servizi dell’anagrafe. Tale decisione venne motivata per motivi organizzativi legati alla carenza di personale, e per l’esigenza di economizzare i costi relativi al canone di affitto della Sede stessa.
A distanza di oltre un anno, da quanto preannunciato, la sede di Via Pistoiese risulta ancora aperta. Oltre a ciò, si legge, che la cittadinanza si lamenta negli ultimi mesi una presenza molto saltuaria e comunque insufficiente dei Vigili sul territorio, che gli uffici presenti nella Sede, risultano molte volte chiusi anche negli orari di apertura previsti sul Sito Istituzionale del Comune e che la preannunciata Unità mobile multifunzione non risulta ancora attiva.
Da questi fatti è emersa la richiesta di chiarimenti del Consigliere Comunale Piero Fedi del Gruppo Alleanza Cittadina per Campi, al Sindaco ed all’Assessore per sapere le motivazioni per le quali l’Amministrazione Comunale ha rinunciato ad adottare i provvedimenti a suo tempo annunciati circa la chiusura del Distaccamento di San Donnino, e l’attivazione dell’Unità mobile multifunzione, ma soprattutto per conoscere quali soluzioni si intendano adottare per garantire un’adeguata presenza della Polizia Municipale sul territorio della frazione di San Donnino.
La risposta all’interrogazione è avvenuta da parte dell’Assessore Andrea Falsetti nel corso del Consiglio Comunale del Lunedì 7 gennaio. Ed oggi il consigliere Fedi in un comunicato stampa, ha deciso di renderla ulterioremente pubblica. Ecco integralmente il testo della nota pervenuta al blog “L’Assessore ha dichiarato che il Distaccamento di San Donnino non è più operante da più di due anni e che la Sede presente nella Frazione, in pratica, serve come spogliatoio per i Vigili, che una volta indossata l’uniforme, partono per svolgere i servizi loro assegnati sul territorio comunale.
Ha poi aggiunto che non avendo l’Amministrazione altri locali da adibire al suddetto scopo, l’Amministrazione si vede costretta a continuare la conduzione in affitto della Sede. Ha inoltre riconosciuto che il Sito Istituzionale del Comune, dove il distaccamento non solo risulta ancora operante, ma sul quale vengono addirittura indicati gli orari di apertura al pubblico (dal Lunedì al Venerdì mattina e pomeriggio – il Sabato solo al mattino), in effetti non è mai stato aggiornato (da anni, aggiungo io), ma che si provvederà quanto prima. Mi permetto di fare una riflessione: possibile che con tutti gli edifici di proprietà del Comune ( Palazzo Comunale, Villa Rucellai, Villa Montalvo, etc.) e con quelli già condotti in affitto (ad es. Via Pasolini), non si riesca a trovare uno spazio idoneo a spogliatoio per i Vigili, e che l’ Amministrazione continui a spendere nel corso degli anni decine di migliaia di euro per il canone di una Sede che praticamente non è più operante? Salvo poi affermare, come ha riferito l’Assessore, che la preannunciata unità mobile multifunzione non si può attivare per mancanza di fondi. Inoltre ritengo opportuno che si debbano almeno informare i cittadini (spesso si lamentano perché trovano gli uffici chiusi) che il distaccamento non funziona più, e che i locali di Via Pistoiese, che pur si vedono con tanto di insegne, praticamente sono semplici spogliatoi.” Non c’è che dire, una vera tegola in testa, sia per i cittadini di San Donnino, che si trovano senza un servizio che invece pensano di avere ed anche per le casse comunali, con spese che potrebbero essere risparmiate a favore di un servizio più completo sulla stessa frazione.

Si dimette il vice-sindaco Pillozzi: dopo la sconfitta alle primarie di Campi, la giunta Chini inizia a smontarsi ?

12 dicembre 2012

Una decisione del tutto inaspettata, almeno a sentire i commenti degli assessori Stefano Salvi e Andrea Falsetti (intervenuti ieri alla presentazione dello spostamento del mercato di San Donnino). Ma la decisione è presa, Serena Pillozzi ha deciso di rassegnare le dimissioni da vicesindaco. La notizia è di ieri pomeriggio ed ha colto di sorpresa molti, dopo la netta sconfitta alle primarie del 25 novembre. Certo è che l’impopolarità della Pillozzi era ben alta, soprattutto per chi combatte da anni sul fronte inceneritore, tuttavia anche questo è un segno che lascia molti interrogativi sul futuro dell’amministrazione della nostra città. Delusione quindi, o non condivisione delle future scelte politiche ? Un altro tassello che contribuisce a gettare scompiglio nella maggioranza in comune a pochi mesi dalle prossime elezioni. Stasera nel consiglio comunale, nel quale si aprirà sicuramente una discussione da parte dell’opposizione (già annunciata almeno dal Pdl), sapremo qualcosa di più.

Piano Interprovinciale dei Rifiuti: se ne parla domani alle ore 18.00 in Commissione Ambiente con l’Ass.Provinciale Renzo Crescioli

29 febbraio 2012

Rendo noto che domani giovedì 18 marzo 2012 alle ore 18.00, si riunirà la Commissione Ambiente del Comune di Campi Bisenzio (presso la sala ex-giunta).
All’ordine del giorno un tema molto sentito, si parlerà infatti del Piano Interprovinciale dei Rifiuti recentemente approvato, con due interlocutori: l’assessore Provinciale all’ambiente Renzo Crescioli e l’assessore all’ambiente del Comune di Campi Bisenzio Serena Pillozzi.
La scelta di costruire l’inceneritore di Case Passerini verrà quindi ufficialmente motivata dall’assessore Provinciale Renzo Crescioli, proprio nella terra del Referendum contro l’inceneritore.
Tutti possono partecipare all’incontro come spettatori, vi ricordo che come previsto dal regolamento, il pubblico può essere presente ma non può intervenire.

La Pillozzi diserta “Zero Waste” di ieri al Rinascita .. paura o incontro inutile per decisioni già prese ?

26 febbraio 2012

Si è parlato di Zero Waste, ossia Rifiuti Zero, ieri pomeriggio nei locali del Circolo Rinascita di Campi. Un evento organizzato dal Gruppo di Acquisto Solidale Campiingas di Campi, alla presenza di ospiti che hanno affrontato il tema delle buone pratiche di smaltimento e riduzione dei rifiuti, in particolare l’esperienza positiva e di notevole esempio a livello mondiale della California senza inceneritori, con alti risultati economici e di gestione dei rifiuti, situazione che si pone in netto contrasto con alcune italiane; quella della Piana Fiorentina è sicuramente una di queste.
Un pomeriggio interessante e proficuo, ma quello che ha deluso i presenti è stata l’assenza ingiustificata dell’Assessore all’ambiente del Comune di Campi: Serena Pillozzi, che ha pensato bene di sottrarsi al confronto con l’Assessore Ciacci del Comune di Capannori (primo comune in Italia ad adottare Rifiuti Zero) e  con gli altri ospiti, che hanno illustrato ogni sorta di buone pratiche alternative all’incenerimento. Un comportamento, quello dell’assessore Pillozzi che come al solito non smentisce la classe politica campigiana. Delusione ed imbarazzo anche da parte degli organizzatori per questa assenza, neppure preavvisata, mentre a noi cittadini è venuta in mente una domanda: “Assessore Pillozzi, ha avuto paura del confronto, oppure ha ritenuto inutile l’incontro perchè le decisioni sono già state prese ?” .. e poi si parla di riallacciare il dialogo con i cittadini. Con questo modo di porsi è probabile che il prossimo anno “assente” lo sarà davvero ..

Il docu-film “Zero Waste” proiettato nell’incontro. Nel marzo del 2009 Francesco Barbieri, attivista di Gcr (Gestione Corretta Rifiuti), si reca a San Francisco in California, per prendere contatti con una delle amministrazioni più importanti del mondo che, tra le tante peculiarità, è divenuta un punto di riferimento per la gestione corretta dei rifiuti o, meglio, dei materiali post utilizzo. Per sconfiggere l’inceneritore di Parma, per sciogliere i grovigli dentro ai quali è protetto ogni ecomostro, occorrono iniziative poderose, sia per qualità che per quantità. In effetti, da quel marzo di due anni fa, Gcr ha prodotto una mole di lavoro impressionante, coinvolgendo i migliori attori che gravitano attorno al mondo dei rifiuti. Medici, chimici, architetti, tecnici, istituzioni, attivisti, perfino la Van Gansewinkel, un colosso, il quinto players europeo nella gestione dei rifiuti, che sarebbe disposta a venire a Parma a prendere i rifiuti a 100 euro a tonnellata, contro i 160 chiesti dalla locale Iren. Il viaggio in California fu talmente proficuo che a  Berkeley incontrò il sindaco, Tom Bates, che rilasciò un’intervista molto umana e profonda, invitando Parma a riflettere sul progetto dell’inceneritore, per fare marcia indietro e intraprendere la via corretta.  Anche Berkeley anni fa affrontò il tema come lo stiamo facendo noi oggi, con lo stesso calore e la stessa passione. I cittadini e i politici di allora, dopo un grande confronto, presero coscienza degli strascichi che l’inceneritore si sarebbe portato dietro, anche dopo il suo spegnimento. In California non fu possibile incontrare il sindaco di San Francisco impegnato, allora, nella corsa per diventare governatore. Venne lasciato però un regalo: una punta di Parmigiano, un libro e un disco di Giuseppe Verdi.  Il dono fu accompagnato da una lettera: “Un piccolo dono a un sindaco molto speciale di una città molto speciale. Ci sarebbe piaciuto intervistarti anche per un minuto soltanto. A Parma i nostri politici vogliono costruire l’inceneritore per risolvere il problema dei rifiuti. Il coraggio e lo spirito di Gavin Newsom potrebbe aiutare la nostra comunità a incamminarsi ‘on the road to zero waste’“. Il 16 dicembre 2009, durante la serata a teatro Due con Paul Connett, Gianni Tamino e Luigi Campanella, arrivò una lettera dalla California: “Dear Mayor Vignali, sono rammaricato nell’apprendere che Parma stia considerando di trattare i propri rifiuti solidi urbani mediante un inceneritore. San Francisco ha una esplicita politica di opposizione all’incenerimento. In passato anche noi abbiamo dovuto fronteggiare un’emergenza rifiuti e prendemmo in seria considerazione la costruzione di un inceneritore. Fortunatamente la nostra popolazione ha mostrato una grande lungimiranza e si e’ sollevata per respingere questo progetto. Non abbiamo preso questa decisione con leggerezza, ne’ le offriamo i nostri consigli senza offrirle anche il nostro aiuto e sostegno. Ci organizzeremo per mostrarle il nostro programma di lavoro nel riciclo e nel compostaggio. Trasformiamo i residui di cibo e gli sfalci del verde in fertilizzante organico, molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali. Questo fertilizzante arricchisce il nostro terreno, ci fa risparmiare nell’utilizzo dell’acqua, riduce l’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici e allo stesso tempo riduce le emissioni di co2 in atmosfera. Parma è il centro dell’Emilia Romagna, la patria di alcuni dei più famosi e squisiti cibi e vini del mondo. Consideri la decisione di fare compost e di arricchire la sua regione come un contributo a questa copiosa eredità dell’Emilia Romagna ed un passo in avanti nella salvaguardia del nostro pianeta”. Un’invito rivolto a tutta la cittadinanza e alle Istituzioni in particolare, sempre attuale, è quello che si possa mostrare quella lungimiranza evidenziata dalle comunità di Berkeley e San Francisco.
Il caso di San Francisco è solo un esempio oltreoceano con la quota del 77% di riciclaggio, un esempio molto più di casa nostra è Capannori. L’obiettivo più spinto con l’assenza di scarti dalle produzioni è l’obiettivo della strategia Zero Waste, ovvero rifiuti zero. Un’idea nata negli anni settanta, e tra i suoi principali teorici c’è Paul Connett, professore di chimica alla St. Lawrence University. La strategia è semplice. Bisogna combinare i cicli produttivi in modo da eliminare i materiali di scarto (i rifiuti di una produzione diventano materia prima in altri processi), oltre a creare beni di consumo riciclabili al 100 per cento. Il cammino verso un obiettivo impegnativo come questo permetterebbe di ridurre i volumi in discarica, oltre ad eliminare l’incenerimento, permettendo di aumentare dall’altra parte la quantità e la qualità dei materiali da riciclare. Corollario a tutto questo è l’incentivazione al riuso ed alla riparazione dei prodotti, oltre all’eliminazione del packaging. Ovviamente nella città californiana si differenzia di tutto: plastica, alluminio, carta e molto altro e la tassa pagata sui rifiuti dai suoi abitanti dipende dalla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti. E l’amministrazione punta a fare ancora meglio: il 100% di rifiuti riciclati entro la fine del decennio.

Allestimento di un punto di primo soccorso per il Popolo Saharawi nel deserto algerino, come contribuire a Campi

24 gennaio 2012

L’Assessore Nadia Conti, mi comunica e mi prega di divulgare che entro i prossimi mesi sarà attivo un punto di primo soccorso nel deserto algerino. Si richiede quindi a tutti coloro che vogliono dimostrare la loro solidarietà, di sostenere in termini di materiale sanitario, strumentazione informatica e radio il suo allestimento. Chi è disponibile a collaborare con una donazione o un contributo, può pertanto rivolgersi alla Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio: direttore@pacampi.it, che coordina il progetto insieme alla Ban Slout Larbi di Sesto Fiorentino. Per ulteriori chiarimenti potete contattare L’Ass.Conti a: ufficiopace@pacampi.it

Cara Assessora .. un gruppo di campigiani chiede “spiegazioni e chiarimenti” alla Marson sul Parco della Piana

11 luglio 2011

All’Assessora Regionale Anna Marson
Campi Bisenzio, 10 luglio 2011
Gentile assessora,
siamo un gruppo di cittadini di Campi Bisenzio e quindi direttamente interessati nell’annosa vicenda del Parco della Piana, sin da quando fu ideato come opera di compensazione per la costruzione di un inceneritore a Case Passerini, ossia in occasione di una delle tante fregature che la classe politica ci ha dato. Eravamo presenti all’incontro pubblico di Villa Montalvo del 24 luglio 2010, dove ci fu subito chiaro che di questo tanto vantato parco poco si sapeva di che cosa fare. C’era chi proponeva (lo ricorderà bene anche lei) di farci un parco delle macchine di Leonardo da Vinci, e chi invece aveva già delineato un potenziale attrattivo di 14 milioni di visitatori (per vedere che? L’inceneritore?) e sognava già gare a livello mondiale per lo sfruttamento di un tanto grasso mercato. Non ci metteremmo a ridere per decenza e per rispetto nei suoi confronti. A febbraio abbiamo invece capito che l’unica cosa che si era sicuramente deciso di fare era… un aereoporto internazionale. Questo tanto per la mitigazione. La cosa buffa è che di tutto il percorso partecipativo sbandierato dalla Regione (non è che di ciò facciamo colpa a lei, però) non si era materializzato nulla. Chi le aveva prese queste decisioni? A che livello? Perché i cittadini dovevano apprendere queste cose sui giornali, tanto più che c’è un garante della comunicazione (tanto per parlare di costi della politica…)? Poi la battaglia sul PIT dei sindaci, preoccupati dei loro preziosi piani strutturali.
E siamo arrivati all’oggi, incontro di Villa Montalvo il 12 luglio. Immaginiamo che sia una ripetizione dell’incontro precedente di cui abbiamo detto, perciò non sappiamo se saremo della partita. Ma una cosa è sicura: non è questa la partecipazione che la Regione ci aveva promesso. E, anche se non le imputiamo ciò, visto che lei è stata magna pars di tutta questa faccenda, riteniamo che ci debba qualcosa. Quindi la pregheremmo di rispondere a qualche domanda che da tempo vorremmo porre e a cui, francamente, vorremmo una risposta seria.
Crediamo di averne diritto. Ecco le domande per lei:

1) chi ha deciso, e a che livello, che il Parco della Piana dovesse essere un parco agricolo?
2) Chi ha preso questa decisione, era consapevole del fatto che gli inceneritori emettono diossina e che la diossina si insinua nella catena alimentare, accumulandosi irreversibilmente nei tessuti perché l’organismo non riesce a eliminarla?
3) Chi ha preso questa decisione era consapevole del fatto che per le emissioni di diossina non sono possibili mitigazioni (l’ha scritto anche la vecchia VIS, parte II) e che forse coltivare piante destinate all’alimentazione sotto un inceneritore non è una grandissima idea?
4) E’ vero come ha sostenuto il sindaco di Campi che la Regione rinuncerà alla perimetrazione del Parco (in altri termini, autorizzerà i piani strutturali dei comuni) in cambio del sì all’aereoporto?
5) E’ in grado di citarci un qualunque parco agricolo, o un qualunque parco, nel mondo in cui siano presenti sia un inceneritore che un aereoporto?
6) Che fine faranno le alberature previste come opera di mitigazione, contro le quali la Società Aereoporto di Firenze aveva fatto ricorso al TAR (perdendolo) e che comunque sono un ostacolo alla pista parallela?
7) Lei è ancora delle idee che le alberature citate al punto 6, qualora fossero realizzate, debbano essere periodicamente abbattute per andare a alimentare l’impianto a biomasse (ossia, un altro inceneritore) di Calenzano, come fu detto all’incontro di Villa Montalvo di luglio 2010?

Con ciò la salutiamo. Copia della presente missiva sarà inviata anche agli organi di informazione, e la invitiamo a rispondere stesso mezzo, visto che si tratta di argomenti di interesse pubblico. In caso di non risposta, faremo pubblicamente le nostre valutazioni.
Non saranno benevole.
Cordialmente, i suoi
Paolo Lombardi, Pietro Mugione, Massimo Biagiotti, Maurizio Monticelli, Daniela Losi, Maresca Mattei, Ersilio Masi, Francesca Di Nola, Monica Matini, Fabio Giovannoni

Vicenda “scuola Matteucci”: le “tre mamme” rispondono all’assessore Salvi

3 novembre 2010

E’ un classico che ogni storia, come sempre, tenda a complicarsi e per la Scuola Matteucci di Campi Bisenzio, dichiarata inagibile al primo piano, la polemica si infiamma. Personaggi di vario genere ed a vario titolo si sentono chiamati in causa a difesa del comune, occupando la stampa locale e distogliendo l’attenzione dall’argomento principale. Alla fine chi ci rimette sono sempre gli studenti .. i nostri figli. Al di là di tutto, mi chiedo quale necessità imponga di arrivare sempre al punto in cui è “ormai troppo tardi”. Che l’edificio in questione sia degli anni ’30 è ovviamente risaputo e di questo credo che ne fosse a conoscenza anche la “pre” alla tra-passata amministrazione comunale, ma niente è stato fatto per prevenirne la chiusura “immediata” ed immagino prevedibile con i disagi che ne stanno conseguendo a scapito di tanti ragazzi. Trovo inoltre assurdo ed inutile il muro che si tende a creare a difesa dell’amministrazione, ogni qualvolta i cittadini chiedono chiarezza su certi aspetti della gestione del bene pubblico primario. Una vera “perdita di stile” di alcuni personaggi pubblici, che spesso si manifesta quando i cittadini pongono dubbi e chiamano in causa alcune scelte considerate inopportune. Si tende troppo spesso a trascurare che “le istituzioni sono al servizio dei cittadini”, anche e soprattutto per quelli che chiedono trasparenza, dimostrando interesse per il paese e spesso non convinti da discorsi fin troppo scontati. Questo per introdurre la risposta all’Ass. Salvi da parte delle  famigerate “tre mamme” che altre non sono che la Presidente del CDI Annalisa Menconi e le Consigliere sempre del CDI Daniela Delli e Monica Ciampolini, non a caso le rappresentanti dei genitori e da loro regolarmente elette .. c’è proprio da rimanere senza parole !

Nostro malgrado ci sentiamo, e non per polemica, in dovere di rispondere alla lettera dell’assessore Salvi (pubblicata su metropoli il 22 ottobre) poiché ci ha colpito la mancanza di informazione che l’Assessore dimostra nell’esprimersi sulla questione della scuola Matteucci, e l’indifferenza con cui liquida una questione di notevole importanza per l’intera cittadinanza ed in particolare per i nostri giovani studenti.
A differenza dell’Assessore, a noi genitori ed ai ragazzi del Comune di Campi, la questione ci ha interessato molto e quindi si rendono necessarie delle doverose precisazioni e delle repliche al suo intervento sul giornale.
Dal tono dell’articolo è facile ipotizzare che l’Assessore si sia sentito offeso sul “paese dei balocchi” e punto sul vivo dalle critiche mosse.
La nostra attenzione al problema Matteucci non riguarda una semplice questione di decoro, come l’assessore sembra pensare, bensì costituisce una questione di sicurezza che riguarda sia il CTP, sia la sede Matteucci e sulla sicurezza dei nostri figli non si può scherzare, quindi non può liquidare la questione con poche battute e motti di spirito!!!
Un attento amministratore, prima di scrivere, avrebbe letto i verbali del Consiglio d’Istituto, dove si chiede il rispetto della sicurezza. Se li avesse letti avrebbe appreso che quelle tre “mamme preoccupate” sono in realtà il Presidente e le Consigliere del Consiglio d’Istituto, regolarmente elette e quindi rappresentanti e portavoci dei genitori della scuola Matteucci e Garibaldi, che sentono il dovere di denunciare e portare a conoscenza della collettività il grave stato di insicurezza e di pericolo in cui si trova la scuola.
A conferma della nostra preoccupazione l’ 8 ottobre il consiglio d’Istituto all’unanimità dei genitori e degli insegnanti ha redatto un documento nel quale ha chiesto al Sindaco tempi e modi di intervento sulla stessa scuola Matteucci, per il quale stiamo ancora aspettando la risposta!
Se poi l’assessore Salvi volesse leggere i verbali del Consiglio di Circolo vedrà che sono anni che a Campi esiste un problema di edilizia scolastica, che annualmente viene risolto soltanto togliendo aule e spazi ai laboratori (cioè alla tanta decantata esperienza diretta).
Campi in trent’anni, da quando l’assessore Salvi frequentava con profitto la scuola, è cambiata molto sotto questo aspetto e forse i genitori, che come lui hanno fatto “esperienza dei fondi e dei doppi turni”, speravano sinceramente in una situazione migliore per i propri figli.
L’esperienza diretta, come sostiene l’assessore, è molto importante; peccato però che nella scuola di Campi non sia praticabile per la mancanza dei laboratori (non si hanno neanche i pulmini per muoversi e andare a fare esperienze dirette).
I ragazzi della Matteucci ancora non possono fare educazione fisica, perché non ci sono gli spazi, ma questo non è noto ed a quanto pare non interessa l’assesore Salvi!!!
Lo stesso, nell’articolo su Metropoli sostiene di preferire la cultura all’ipocrisia, e su questo anche noi genitori siamo d’accordo.
Preferiscono la cultura all’ipocrisia soprattutto gli insegnanti e i ragazzi della scuola media Matteucci-Garibaldi.
I nostri ragazzi ed i bravissimi insegnanti fanno veramente tutto per dare sostanza e non forma e certo a loro non basta accarezzare dolcemente un bel esemplare di ciuco!!!!
Diverso ci sembra il comportamento dell’amministrazione comunale che, anche con l’intervento dell’assessore su Metropoli, lo sta pienamente dimostrando.
L’assessore poi sostiene che all’assemblea del 15 ottobre ci sono stati comportamenti al limite dell’inciviltà e della maleducazione.
Per la verità ci risulta che l’assessore Salvi non fosse presente all’assemblea.
Se lo fosse stato avremmo parlato volentieri anche con lui della sicurezza e della didattica; insomma dell’essere più che dell’apparire.
Invitiamo pertanto l’assessore Salvi, al prossimo Consiglio di Istituto assieme al Sindaco, all’Assessore Fossi e all’Assessore Betti magari insieme cercheremo delle soluzioni per la scuola media, e magari per realizzarle sarà sufficiente spendere meno delle “poche migliaia di euro” che il Comune ha allegramente speso per la manifestazione”la meglio genia” (vedi Determinazione n. 51 del 25.08.2010 e 53 del 15.09.2010).

Scatta la protesta degli abitanti di Via Torricella per il marciapiede inesistente

21 agosto 2010

I residenti della frazione del Gorinello protestano per lo stato in cui si trova via Torricella. Una strada spesso impraticabile per la pioggia e per la scarsa manutenzione ai marciapiedi. In modo particolare la protesta è molto più accentuata sulla parte della strada che dall’abitato giunge fino al cimitero, dove i marciapiedi sono completamente assenti. In questo punto la strada (300 metri) è resa pericolosa per il doppio senso di marcia e quando piove è una vera indecenza.
Questo problema era già stato affrontato in passato con una petizione che è rimasta inascoltata. La richiesta è nuovamente rivolta all’assessore Betti, affinchè possa trovare anche poche risorse per completare il tratto di marciapiede mancante e per la manutenzione di quello esistente, risolvendo anche il problema relativo ad una fogna che su di un lato della strada dovrebbe essere coperta.