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Inceneritore di Montale: gli sforamenti per le emissioni di ossidi di Azoto fanno scattare la chiusura della linea 1

27 settembre 2013

Nell’ambito del controllo all’impianto di incenerimento di Montale è emerso il superamento, nei giorni 18 e 19 settembre, del parametro ossidi di azoto all’emissione della linea 1 avendo riscontrato, per questo inquinante, un valore pari a 222,4 mg/Nm3, a fronte di un limite previsto dalla normativa vigente di 200 mg/Nm3. L’Arpat ha quindi proceduto ad informare di tale superamento gli Enti competenti (Provincia di Pistoia ed il Comune di Montale) e l’Autorità Giudiziaria.
Non essendo ancora chiare le possibili cause di tale superamento, cita ancora il comunicato Arpat, si è ritenuto inoltre di proporre alla Provincia di Pistoia, già allertata in data 12 settembre dopo i primi parziali accertamenti, l’adozione di un provvedimento di revoca dell’autorizzazione per la linea 1 dell’impianto, almeno fino a quando non saranno chiarite le cause, ripristinato il regolare funzionamento e adottate azioni per evitare il ripetersi di questa condizione emissiva.
Vale la pena di sottolineare, prosegue il comunicato, che il provvedimento proposto, ancorché dovuto, è comunque assolutamente cautelativo, sia perché non sono stati osservati superamenti dei limiti ammessi per i valori emissivi su 30 minuti, sia perché i valori emessi non sono certamente tali da influenzare la concentrazione ambientale di questo inquinante.
I controlli con campionamento degli altri inquinanti, compresi i microinquinanti quali PCDD e PCDF, effettuati da giugno a settembre non hanno evidenziato irregolarità.
Fonte: ARPAT.toscana.it

Odore acre di bruciato nella Piana, possibile presenza di sostanze tossiche ? ARPAT al lavoro

5 agosto 2013

L’incendio che questa mattina presto ha interessato un capannone di 2500 metri quadri a Prato, nel quale trovavano posto tre ditte: la Gremon Fashion, di confezioni gestita da cinesi dalla quale è partito l’incendio, la Fipal, di prodotti alimentari e la New Track, di vendita mobili etnici ha prodotto una ingente quantità di fumi che a causa del bel tempo sta stazionando da ore nella Piana. Gli effetti della densa colonna di fumo che ha invaso l’aria di tutti i comuni e che già da alcune ore sta interessando anche Campi Bisenzio potrebbe portare con se alcune sostanze tossiche con possibili danni ambientali. I tecnici dell’ARPAT sono al lavoro per valutare il tutto. Si consiglia di non sostare per troppo tempo all’esterno, qualora l’aria dovesse avere ancora l’odore acre e pungente di bruciato.

MenteLocale: Scarlino chiuse due linee dell’inceneritore, ma riaprirà di (più) sicuro … fino alla prossima

31 Mag 2013

Il 28 maggio 2013 anche l’ARPAT ha confermato quanto già sapevamo, ossia che l’incenertiore di Scarlino ha emesso diossine oltre i limiti di legge dalla linea 2. Ma l’incidente deve essere stato più grave del previsto, dato che il gestore ha chiuso, oltre che la linea numero 2, anche quella numero 3. Di conseguenza, dal 24 maggio, l’impianto è spento, in attesa delle solite verifiche e interventi che sanciranno come l’impianto sia perfettamente sicuro, ovviamente fino al prossimo incidente e alle successive verifiche che come sempre risulteranno positive. E questo, come hanno sancito i soloni di qui, è la chiusura del ciclo dei rifiuti. Buone notizie invece per quanto riguarda i cervelli di costoro; non risultano emissioni di onde cerebrali oltre i limiti di legge. La produzione resta molto ma molto al di sotto del limite rilevabile – con soddisfazione di tutti.

Via Tosca Fiesoli si tinge di rosso e scatta l’emergenza con ARPAT e Protezione Civile

25 Mag 2013

Un misterioso liquido rosso è stato disperso questa mattina, sulla carreggiata della Via Tosca Fiesoli in direzione ed in prossimità di S.Giorgio a Colonica. La quantità maggiore è stata riscontrata alla curva prima delle abitazioni a circa metà strada fra Campi e S.Giorgio e dopo un primo intervento di Quadrifoglio, si è reso necessaria anche la presenza della Protezione Civile e dell’ARPAT per analizzare la tipologia di liquido che potrebbe rischiare di inquinare le falde acquifere. La presenza di una pattuglia della Polizia Municipale ha scongiurato la possibilità che le auto e la fitta pioggia potessero spandere nel campo vicino parte del liquido non ancora analizzato. Il colore rosso è presente comunque su quasi tutta la via ed è probabile che sia fuoriuscito da un automezzo provvisto di cisterna.

Parte del liquido rosso probabilmente colorante tessile disperso sulla carreggiata

Il liquido rosso probabilmente colorante tessile disperso sulla carreggiata

L’Agenda Ambientale in Toscana per il 2013 parte già completa per una situazione preoccupante e disastrosa

3 gennaio 2013

Dal TG3 Regionale di ieri 2 gennaio 2013, uno spaccato della situazione ambientale nella nostra Regione Toscana, già ad inizio anno, che merita di essere citato come monito ai nostri decisionisti ed incoraggiamento all’azione di sensibilizzazione per chi, come il sottoscritto, è sensibile ai temi ambientali:
“Dal naufragio della Costa Concordia alla raccolta differenziata che non decolla, l’inquinamento delle acque e dell’aria, l’agenda ambientale 2013 in Toscana, grazie anche alle segnalazioni dei cittadini, è già molto critica: sulla gestione dei rifiuti in Toscana in questo inizio del 2013 restano molti fronti aperti, fra Piani Interprovinciali contestati e raccolta differenziata che NON HA raggiunto il 65% richiesto dall’Unione Europea, con conseguente aumento della tariffa. Soltanto Capannori e la Piana di Lucca, ma anche nell’empolese e nella Val d’Elsa, Vaiano e Carmignano, e alcune realtà a Carrara, in Valdera e Versilia, hanno ottenuto risultati molto soddisfacenti nel 2012 grazie alla raccolta differenziata porta a porta. Varie associazioni ambientaliste assieme ai Comitati locali, ricordano che l’Unione Europea ha invitato tutti gli stati a bandire la messa in discarica e la combustione di tutto ciò che è reciclabile e compostabile entro il 2020, ma la Regione Toscana assieme alle province sceglie nuovi impianti. Anche l’inquinamento prodotto dalla Costa Concordia resta agli occhi dell’Europa e del mondo, una emergenza ambientale irrisolta ormai da un anno, con le 10mila analisi che i tecnici di ARPAT hanno effettuato sulle acque, rilevando idrocarburi, tensiotattivi,solventi, e alterazioni dei parametri vitali nell’acqua di mare. E sono ben oltre mille gli esposti arrivati all’Agenzia Regionale per l’Ambiente, lo scorso anno da parte dei cittadini. Con interventi che si sono concentrati sul controllo delle acque, degli scarichi abusivi, sull’inquinamento elettromagnetico e sulla qualità dell’aria misurate in Toscana attraverso 64 stazioni.” Come ha concluso giustamente la giornalista ” .. con frane, alluvioni e prevenzione terremoti, l’agenda ambientale per il 2013 è già completa …”

Mancano i carboni attivi all’inceneritore di Montale .. difficile abbattere le diossine

24 febbraio 2012

Ecco il risultato della gestione di questi moderni mostri che dovrebbero risolvere il problema dei rifiuti. La notizia è apparsa su due giornali della provincia di Pistoia e naturalmente a Firenze non è trapelato assolutamente niente (mi pare ovvio !). Come si legge dai quotidiani (La Nazione Pistoia e Il Tirreno), la denuncia è scaturita dai Comitati che da anni si battono per la chiusura dell‘inceneritore di Montale. Il fatto è accaduto, fra l’altro, lo scorso novembre e neppure il sindaco di Montale ne era stato informato. Una banale mancanza di carboni attivi che dovrebbero (diciamo così per semplicità) abbattere le diossine, ha fatto sì che dai 6 Kg previsti ne fossero impiegati solo 1 Kg. Naturalmente il Sindaco di Montale ha chiesto subito spiegazioni a Cis, Asl, Arpat e provincia di Pistoia, oltre che ai sindaci dei comuni limitrofi per un confronto che si terrà lunedì mattina. Come al solito le informazioni di queste “carenze” viaggiano ben più lente delle roboanti comunicazioni di efficienza degli inceneritori “di ultima generazione”, con una grave carenza dell’operato di chi avrebbe dovuto controllare ed informare. Il Comitato parla infatti di ritardi da parte della Provincia nella pubblicazione dei risultati degli autocontrolli. Quelli di settembre sono stati messi sul web solo il 13 gennaio, “è ovvio che c’èra qualcosa da nascondere” affermano i referenti del Comitato e ricordano che l’inefficienza di carboni attivi è la causa individuata dal Cis per lo sforamento di diossine avvenuto già nel 2007. E nonostante tutto l’impianto è stato mantenuto in funzione.
Cari campigiani e cittadini della Piana, questi sono gli impianti di cui ci dovremo fidare .. la stessa fiducia che dovremo riporre in quelli che ce li impongono … ! meditate gente, meditate ..

Inceneritore di Montale, un’altra brutta storia della nostra piana

5 Mag 2009

Ricevo e pubblico questa lettera di Roberto Viti, consigliere della Lista Civica “No Inceneritore”, da anni impegnato contro la costruzione dell’inceneritore nella Piana Fiorentina.Una serie di schiette considerazioni su cosa accade a Montale (poco lontano da noi), per riflettere su ciò che è realmente un’inceneritore e tutto ciò che comporta, ma soprattutto ciò che gli altri non vi raccontano ..

inceneritoremontaleA Montale, in provincia di Pistoia, c’è un inceneritore. Ci sono comitati di cittadini, medici e ricercatori che, da anni, lottano per chiuderlo. Ci sono amministratori e politici che giurano e spergiurano che quell’impianto non fa male. Tutte cose già viste, come per esempio dicevano per l’impianto di San Donnino. Tutte cose risapute. O forse no; perché a seguire la storia dell’impianto di Montale c’è da imparare ancora altro su come vengono amministrati i territori, su come e da chi vengono effettuate le scelte relative al futuro di quei territori e su quali siano i valori e le esigenze che indirizzano queste scelte. Tra queste ultime, raramente c’è la volontà dei cittadini che in quei luoghi vivono e lavorano, cioè in verità, i veri proprietari di quei territori, mentre gli amministratori sono solamente coloro che li hanno in temporanea custodia. Nella storia di Montale c’è molto della storia di questi anni e del rapporto tra cittadini e politica; e c’è, per tanti versi, una storia che è lo specchio del nostro futuro, seguiamola: nel 2007 l’inceneritore di Montale viene chiuso, perché, come certifica la ASL, ha superato i limiti di legge nelle emissioni di diossine e furani. Il guaio è che la chiusura avviene mesi dopo le già avvenute emissioni…Questo testimonia un primo fatto che dovrebbe far riflettere i cittadini: il sistema dei controlli sulla salute, che cerca di rassicurare chi vive all’ombra dell’inceneritore e garantirgli l’innocuità di quest’ultimo, c’è, ma arriva sempre dopo. Le analisi avvengono, ma su emissioni già effettuate; le chiusure degl’impianti accadono, ma sempre dopo l’evento. A danno già avvenuto. Basterebbe questo a suggerire che le cose, per chi vive vicino a un inceneritore, non sono così tranquille come vorrebbero farci credere.
Comunque, dopo svariati mesi, l’impianto di Montale riapre, e poiché, come ricorda sempre l’assessore provinciale Giovanni Romiti, il recupero di energia è in testa alla gerarchia delle politiche di gestione dei rifiuti, si escogita una bella pensata; incrementarne la produzione, portandola da 150 a 200 tonnellate al giorno di spazzatura da incenerire. La questione viene sottoposta alla procedura di Autorizzazione di Impatto Ambientale ( “AIA” se si chiama così, un motivo ci sarà), che la Provincia rilascia con ordinanza n. 2289 del novembre 2008.
A questo punto sembrerebbe fatta; un impianto che ha già emesso diossina, per il quale il sistema di controlli non ha impedito le emissioni, aumenterà la propria produzione di inquinanti. Un bel passo per il recupero di energia! Ma non è certo un bel passo per la salute della popolazione circostante, perché ora, nel marzo del 2009, sui giornali locali comincia a comparire una notizia allarmante: dalle analisi condotte dalla ASL 3 di Pistoia e dall’Arpat, risulta che in alcuni animali da allevamento che vivono nella zona interessata dall’impianto i valori di diossina e di policlorobifenili (PCB), inquinanti assai temibili, sono oltre la soglia di legge. In alcuni casi, molto oltre la soglia ! Immediata reazione dei sindaci dei comuni di Montale, Agliana e Quarrata, i quali sottolineano; che gli studi condotti dall’ASL e dall’ARPAT sono stati promossi dalle amministrazioni comunali (La Nazione del 20 marzo 2009); che la presenza dei PCB non può essere ricondotta all’inceneritore di Montale; e poiché nei campioni i PCB sono più numerosi delle diossine, significa che l’inceneritore inquina si ma poco; c’è qualcos’altro che inquina ancora di più; e che per sapere che cosa sia che inquina ancora di più, occorrono ulteriori studi e analisi attente. Naturalmente, a nessuno dei tre sindaci salta minimamente in testa di chiedere, intanto, che si compiano urgenti nuove analisi d’accertamento e la relativa sospensione cautelativa della fonte inquinante che già c’è. La querelle sulla presenza della diossina, inferiore negli animali testati a quella dei PCB, impazza sui giornali fino all’intervento, salomonico, del tavolo istituzionale provinciale, guidato dal solito assessore Romiti e di cui fanno parte anche i tre sindaci in questione, ASL e ARPAT, che sancisce che l’inceneritore non è la causa prevalente dell’inquinamento osservato, e che dunque c’è ancora da stare tranquilli, tanto più che, come già detto, il recupero di energia è prioritario nelle politiche di gestione dei rifiuti e comunque occorre avere fiducia nelle istituzioni sanitarie pubbliche (La Nazione del 3 aprile 2009). Certo, gli animali da cortile vengono allevati per essere mangiati, anche questo si sa, ma sul fatto che la diossina sia entrata nella catena alimentare, nessuno sembra darsi pensiero, anzi, si tira un bel sospiro di sollievo perché l’inquinamento prevalente è da PCB e non da diossine. Ma, a parte il fatto che non sembra poi così pacifico che l’inceneritore di Montale sia innocente in fatto di emissioni da PCB (secondo i dati stessi della provincia, nel novembre del 2007 l’impianto ne produceva 31 microgrammi per metro cubo), a nessuno è sembrata venire in mente la cosa più semplice, ossia che anche ammesso che l’inquinamento da PCB non sia dovuto all’inceneritore, quest’ultimo veniva ad aggiungersi, con le sue diossine, ad altre fonti di inquinamento di cui non si sapeva niente. A che cosa servono, allora, le valutazioni AIA ?
Questo per dire come vengono amministrati i territori, dove le procedure di garanzia sono come minimo approssimative e non garantiscono nessuno; dove la logica del recupero di energia prevale su quella della sacrosanta salute pubblica; dove viene invocata la fiducia dei cittadini nelle istituzioni, salvo quando sono i cittadini organizzati a chiedere qualcosa, nel qual caso invece, le istituzioni mai dimostrano alcuna fiducia in loro.
E’ una bella storia questa dell’inceneritore di Montale; una storia italiana ed è accaduta nella civile Toscana, anno 2009 dell’era volgare.
Roberto VitiLista civica Comitato civico campigiano “No Inceneritore”

La Processionaria .. come combatterla

19 febbraio 2009

Ritengo utile la divulgazione delle seguenti notizie, reperite sul sito del nostro Comune.
Accorgimenti per la lotta al parassita ed indicazioni preventive
processionariaDa qualche anno, nei mesi di marzo e aprile, l’ufficio Ambiente del Comune di Campi Bisenzio, riceve varie richieste di informazioni per problematiche derivanti dal proliferare della Processionaria, un parassita molto urticante.
Viste le indicazioni tecniche dell’U.O. Agrosistemi ARPAT, emanate secondo quanto disposto dal Decreto del Ministero per le Politiche Agricole del 30 ottobre 2007, l’Uffico Ambiente informa che la Processionaria può essere causa di danni al patrimonio forestale e può inoltre costituire rischio per la salute delle persone e degli animali.
Dunque, per prevenire i danni a se stessi o a terzi, questa Amministrazione e l’ARPAT consigliano ad ogni proprietario o conduttore di piante infestate, i seguenti interventi (le date sono indicative e variano con l’andamento stagionale delle temperature):
*Nel primissimo periodo estivo, come mezzo di lotta complementare, possono essere poste apposite trappole dette a ferormone per la cattura dei maschi adulti (in modo da limitare la riproduzione e quindi limitare il successivo ciclo riproduttivo). Tali trappole sono reperibili commercialmente presso rivenditori di materiali fitosanitari, agricoli, ecc.
* Nella seconda metà di settembre, quando le larve sono in fase di alimentazione degli aghi di pino, effettuare trattamenti con bioacidi (insetticidi microbiologici) o conprodotti di sintesi (insetticidi microbiologici) o con prodotti disintesi (insetticidi chimici) anch’essi reperibili presso rivenditori di materiali fitosanitari, agricoli, ecc.
* Da dicembre a marzo (dipende dalle temperature stagionali), ove si siano formati i nidi della processionaria (sono grandi bozzoli bianchi di circa 10 cm) e comunque prima che il lepidottero scenda dagli alberi, è necessario provvedere all’asportazione e allo smaltimento dei nidi, per il quale si consiglia di rivolgersi a personale munito di dispositivi di protezione e idonei mezzi.
* In ogni caso si consiglia di evitare il contatto con il parassita, in particolare nella fase adulta e di evitare la vicinanza di bambini ed animali domestici in quanto il fenomeno urticante si manifesta attraverso i peli che, specialmente in giornate calde e ventose possono propagarsi nell’aria.
Per ulteriori informazioni può essere consultato il sito ARPAT: www.arpat.toscana.it/fitosanita/fi_processionaria.html o il sito www.processionaria.it

Dissociatore Molecolare proposto anche per la Valdisieve

9 aprile 2008

Si attende la risposta del TAR entro l’anno e la fine delle elezioni, per la presentazione di un documento ai nuovi parlamentari della Camera. Sono le prossime tappe dell’Associazione Valdisieve che consentiranno il proseguimento della battaglia contro il progetto relativo al cosiddetto termovalorizzatore (io preferisco chiamarlo inceneritore). “Nel documento presentato al TAR”, dice Federico Giuntini, vicepresidente dell’associazione, “abbiamo inserito 18 motivazioni di eccezione contro il nuovo impianto”. Quello che viene contestato è anche la non conformità con la procedura di valutazione di impatto ambientale, che porrebbe seri dubbi sui possibili danni alla salute per chi vive nella zona, oltre ad essere chiaramente invasivo dal punto di vista paesaggistico.
Gli studi acquisiti consentiranno di avere un valido supporto a questa tesi e porranno le condizioni per introdurre una porposta alternativa, ossia il “dissociatore molecolare”, che avrebbe la caratteristica di avere anche un minore impatto ambientale e visivo.
Diversa è la posizione del presidente di AER (Ambiente Energia Risorse) che gestisce il ciclo dei rifiuti in Valdisieve e nel Valdarno, Silvano Longini, che ricorda l’esito favorevole della VIA (valutazione impatto ambientale) e degli altri soggetti coinvolti nella valutazione (Asl, Arpat, Provincia ed altri). Siamo ora in attesa della autorizzazione integrata ambientale (Aia) dalla quale si attende una risposta entro il prossimo giugno. Comunque si apprende che “tutte le valutazioni e gli studi finora condotti”, dice Longini, “hanno dato come risultato un livello di emissioni nettamente inferiori a quanto previsto per legge” (e te pareva…) concludendo con l’affermazione “sono del parere che la legittima posizione dei cittadini non deve rivolgersi nei confornti dell’impianto, ma di un limite fissato dalla legge”. A voi le considerazioni …(Fonte: La Nazione)
Vedi anche articolo dell’ inceneritore del Pollino