Posts Tagged ‘antonio’

Museo Antonio Manzi- Anteprima del video il “Bronzo, Tecnica e materiali”: il maestro al lavoro

1 ottobre 2013

Sabato 5 Ottobre 2013 il Museo Antonio Manzi aderisce alla giornata nazionale AMACI promossa dall’associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con apertura 09.30-12.30 e 16,00-19,00 proponendo nella Sala Quattro Stagioni di Villa Rucellai, sede del Museo, l’anteprima del video “Il Bronzo. Tecnica e Materiali”. Ingresso gratuito.
Antonio Manzi si dedica alla scultura in bronzo a partire dal 1991 e in brevissimo tempo riesce ad avere una grande padronanza della tecnica e degli strumenti di lavoro: le radici di questa nuova passione risalgono a molti anni prima quando inizia a esprimere la sua arte con la ceramica, diventando esperto nella modellazione dell’argilla, dalla cui cottura si ottiene la terracotta; infatti occorre modellare l’argilla per ottenere i prototipi per le successive opere in bronzo.
L’artista adotta il sistema rinascimentale di fusione a cera persa e in vent’anni realizza oltre 300 opere; provare e sperimentare nuove tecniche nasconde il desiderio di misurarsi con le difficoltà.
Nel giardino della Villa Rucellai c’è una grande scultura di Antonio “Dalla materia allo spirito” del 1998. Come tutte le sculture di grandi dimensioni, è modellata e fusa in più pezzi poi saldati insieme.
Al Museo sono esposti piccoli bronzi, studi per la scultura monumentale, in cui l’artista recupera le forme drammatiche e inquietanti del passato che riemergono con prepotenza nelle torsioni delle teste e dei corpi sofferenti, angosciati alla ricerca faticosa dei valori della vita. Fonte http://www.amaci.org
Per informazioni
Telefono: 055 8959256 la mattina
Email: f.bertini@comune.campi-bisenzio.fi.it
Sito Web: http://www.museoantoniomanzi.it

Antonio Maggio da Sanremo ai Gigli di Campi Bisenzio, domani 7 marzo in Corte Lunga

6 marzo 2013

Antonio Maggio sarà al centro commerciale I GIGLI giovedì 7 marzo alle 17 in Corte Lunga per incontrare i fan, dopo il successo della sezione giovani al Festival di Sanremo, per presentare il Cd “Nonostante tutto” che sarà in vendita presso Mediaworld.
Antonio Maggio è stato leader degli Aram Quartet, la formazione vocale vincitrice della prima edizione di X Factor. Dopo l’album del gruppo e un singolo solista ha adesso pubblicato il primo album. “Nonostante tutto” parla del quotidiano e delle scelte importanti che tutti sono costretti a prendere nella vita.
Oltre ad incontrare i fan Antonio Maggio autograferà le copie del suo Cd.

IMU: a quanto ammontano i versamenti di Giugno ? Nel bilancio 2012 l’IMU porta 5 milioni di entrate in più rispetto al 2011

20 luglio 2012

Pier Luigi Campani in qualità di Portavoce ed Antonio Esposito e Piero Fedi in qualità di Consiglieri comunali del Comitato Alleanza Cittadina per Campi, quasi un mese dopo la scadenza del pagamento della prima rata dell’IMU, chiedono quale sia stato il gettito dell’imposta per il Comune di Campi Bisenzio.
«La domanda – dichiarano il portavoce Pier Luigi Campani e i consiglieri Antonio Esposito e Piero Fedi – è semplice: quanto ha incassato il Comune? In base ai pagamenti effettuati a giugno è possibile calcolare l’incasso derivante dall’IMU per l’intero anno 2012 e capire se le stime erano giuste o sbagliate. A Campi la maggioranza targata PD ha voluto aumentare le aliquote IMU, portandole dallo 0.4 allo 0.48% e dallo 0.76 allo 0.98%, sostenendo che le stime fatte dal Ministero fossero sbagliate e che gli incassi sarebbero stati più bassi di quanto previsto. Ma negli scorsi giorni il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con una propria nota, ha confermato che a livello nazionale le entrate sono in linea con le previsioni fatte al momento dell’istituzione dell’IMU: se ciò venisse confermato anche a Campi – dichiarano Campani, Esposito e Fedi – ci troveremmo di fronte ad un vero e proprio salasso operato nei confronti dei cittadini.»
«Il Bilancio 2012 prevede infatti incassi da IMU per 16,7 milioni di euro che, al netto dei tagli ai trasferimenti statali e del mancato gettito ICI ora abrogata, garantiscono rispetto allo scorso anno ben 5 milioni di euro in più nelle casse del Comune. Non sono soldi piovuti dal cielo, ma sborsati dai cittadini, peraltro in un periodo di gravi difficoltà economiche. Per questo motivo – concludono Campani, Esposito e Fedi – vogliamo siano resi pubblici i dati inerenti il gettito IMU: se le stime saranno confermate, chiederemo subito la riduzione delle aliquote, come peraltro già fatto in sede di approvazione del bilancio 2012.»

Notte Europea dei Musei al Museo Antonio Manzi di Campi Bisenzio

11 Mag 2012

Nell’ occasione della Notte Europea dei Musei 2012, il Vicesindaco Serena Pillozzi presenterà alle ore 21.15 presso il Museo Antonio Manzi, il frutto di un progetto didattico realizzato con il parziale finanziamento della Regione Toscana tramite il Piano integrato della Cultura che ha coinvolto i Musei della Piana fiorentina di Campi Bisenzio, Signa, Lastra a Signa.
Il Prof. Roberto Lunardi introdurrà il testo“ Ceramica, Tecniche e materiali “che sarà distribuito come strumento didattico agli studenti che il prossimo anno verranno in visita al Museo e il video “La Tecnica della Ceramica. I Linguaggi dell’arte”Vol.II. , dove il maestro Antonio Manzi è ripreso nelle fasi di realizzazione di un grande vaso in maiolica nel suo studio e nella fornace.

Prorogata fino al 28 gennaio 2012 la Mostra di Antonio Crivelli al Museo di Arte Sacra di S.Donnino

11 gennaio 2012

E’ stata prorogata fino al 28 gennaio 2012 la Mostra di Antonio Crivelli, “Dalla materia allo Spirito”, inizialmente prevista dal 28 ottobre al 13 novembre 2011, presso lo Spazio espositivo del Museo di Arte Sacra di San Donnino. L’orario di apertura della mostra è il seguente: Gioverdì, Venerdì e Sabato ore 15,30-18,00 la Domenica ore 9,30 – 12,00.
Dopo la Certosa di Firenze e i chiostri di Santa Croce, la scultura di Crivelli torna in uno spazio di antica e nitida armonia, quasi a voler ancora una volta sottolineare il rapporto che lega la sua opera con la cultura del passato: dai marmi, in cui la figura sembra emergere con una lotta interiore dalla scabra materia inerte – che guardano al non finito michelangiolesco come fonte arcana d’ispirazione – ai bronzi dagli effetti luministici e vibranti che richiamano maestri ottocenteschi, primo fra tutti il grande Rodin, folgorante amore sbocciato a Parigi nel 1992 e mai dimenticato.
La produzione di Crivelli, come scrive lo stesso artista, “dopo quindici anni di figure appena emergenti dal sasso, alla ricerca di un messaggio, potendo, ancor più liberatorio che non lo stesso atto del liberarsi lo spirito dalla materia” ha trovato nel bronzo il materiale più congeniale a esprimere il volo verso l’infinito, riuscendo a trasferire anche nelle sculture di grandi dimensioni gli effetti di straordinaria leggerezza che caratterizzavano i piccoli bronzetti. La ricerca di strumenti sempre nuovi, il gusto per la sperimentazione, sono alla base dell’operazione che Crivelli compie con Dalla materia allo Spirito. Una serie di teste originariamente scolpite in marmo o pietra è stata replicata in bronzo. Così, opere come il Pensatore, la Donna dell’Etna, la Suonatrice d’arpa, trasmutate in un bronzo a cui la particolare lavorazione conferisce raffinati effetti coloristici, assumono una qualità espressiva del tutto nuova e completamente diversa, dove la fatica della forma che si libera dalla materia inerte attinge a una serenità fuori dal tempo, mostrando quanto la scelta dei materiali costituisca un elemento determinante del linguaggio creativo di ciascun artista.
Antonio Crivelli (Firenze, 1947) nasce in una famiglia di artisti: il padre Renzo, finissimo pittore, e la madre Catherine Lester, scultrice americana. Gli inizi, a partire dagli anni Sessanta, lo vedono impegnato come pittore e successivamentte come mosaicista. L’incontro con la scultura di Rodin durante il viaggio a Parigi nel ’92 lo spinge a seguire le orme materne. Ad un primo approccio, consistito nel modellare figure umane con la creta, sono seguite le forme scolpite nei marmi che si procurava sulle Apuane e nei macigni di pietra serena raccolti sull’Appennino. Crivelli ha iniziato a confrontarsi con la materia inerte, elaborando una tecnica che rispondesse alle proprie esigenze espressive. Dopo le personali tenutesi in varie città, le sculture di Crivelli sono approdate nel 2007 a Firenze, presso la Pinacoteca della Certosa del Galluzzo.
Nel settembre 2009 tiene una monografica nei chiostri di Santa Croce. Il Tuffo in cinque mosse, conclude l’itinerario espositivo con la ruota della vita, come scansione di tuffi dal mare verso il cielo, e di nuovo nel mare, nella circolarità dell’esistenza. Due versioni dell’opera hanno trovato definitiva collocazione proprio in ambiente marino, a Porto Santo Stefano, all’Argentario, e a Rio Marina (Isola d’Elba).
Nell’estate 2011 si è tenuta a Fiesole la mostra Il verso del Tempo. In questa occasione, Crivelli ha curato anche l’allestimento scenico del Teatro Romano di Fiesole per la tragedia di Sofocle “Edipo Re”, il cui elemento principale, la Porta del Tempo – costituita da 12 formelle in terracotta – faceva da sfondo agli attori nel corso della rappresentazione.
Attualmente, Crivelli sta lavorando alla realizzazione della grande opera in bronzo destinata al piazzale d’ingresso del nuovo Palazzo di Giustizia di Firenze.

La giustizia è una cosa seria – Nicola Gratteri e Antonio Nicaso nel “mercoledì da scrittori” di Campi

24 marzo 2011

Nicola GratteriVenerdì 25 marzo alle ore 21 presso l’ex Manila in piazza Matteucci, Nicola Gratteri e Antonio Nicaso parleranno del libro La giustizia è una cosa seria,  come funziona veramente il sistema giudiziario nel nostro paese? Quali leggi sono efficaci e quali invece intralciano l’azione della magistratura nella sua lotta contro la criminalità organizzata? Quali provvedimenti potrebbero essere utili?
Dopo la strage di Duisburg, nell’agosto del 2007, il mondo sembra finalmente essersi accorto della ‘ndrangheta. Eppure la potente organizzazione criminale calabrese esiste indisturbata da decenni e c’è chi quotidianamente rischia la vita per combatterla. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria è certamente una delle personalità più controverse e affascinanti coinvolte in questa guerra.
L’evento fa parte della rassegna Un mercoledì da scrittori un progetto della Cooperativa Sociale Macramè e dell’assessorato alla Cultura del Comune di Campi Bisenzio.

Percorsi d’arte .. i tesori della nostra città: la Villa Rucellai ed i suoi decori

27 dicembre 2010

Prosegue la rassegna artistica dei tesori presenti nella nostra città, sempre a cura di Francesca Bertini responsabile dell’Ufficio Patrimonio Storico Artistico del Comune di Campi Bisenzio. Oggi parleremo della Villa Rucellai e dei suoi decori.

Villa Rucellai: l’eleganza dei decori in una dimora suburbana

Villa Rucellai dall'esterno dopo il restauro

L’acquisto da parte del Comune nel 2001 dell’intero complesso di Villa Rucellai, dà inizio a un progetto di recupero e restauro a partire dall’ala settecentesca della storica residenza familiare che è stata adibita a sede dell’Amministrazione comunale al piano nobile e a sede del Museo Antonio Manzi al piano terra con l’intenzione di sfruttare gli spazi anche per promuovere attività didattiche e organizzare eventi culturali.
La Villa si trova nel centro di Campi Bisenzio. Il cancello di accesso si apre a pochi metri da piazza Dante. Edificata nell’antico popolo di Santo Stefano immediatamente fuori dalle mura castellane, la villa è circondata da un alto muro, sostituito in parte su piazza della Resistenza qualche anno fa da una cancellata, in cui si aprono tre cancelli in ferro battuto decorati con stemmi e motivi floreali, costruito nella seconda metà dell‘800 quando i Rucellai, avendo venduto al Comune buona parte dei possedimenti e dei terreni chiesero il permesso di edificare un muro per recintare la loro proprietà. La parte più antica del complesso utilizzata fino alla vendita come fattoria, si presentava e tuttora è rimasta, in condizioni conservative peggiori rispetto alla parte settecentesca e non risulta nota la presenza di pitture o decorazioni murali. Ciò che emerge tuttavia da un rapido sguardo d’insieme alla Villa è il perfetto connubio tra le forme della dimora padronale quattrocentesca e la parte Neoclassica settecentesca.
Il nucleo originario cinquecentesco del giardino ha dato il nome alla Villa e all’intera area che si chiamava il Pratello, ed era costituito da un semplice prato decorato con aiuole e siepi. Quella odierna è la sistemazione ottocentesca secondo il gusto romantico con percorsi e aiuole irregolari, ombreggiate da querce, olmi, lecci. La parte sud del giardino è invece occupata da orti e limonaie con preciso disegno geometrico. La storia della famiglia Rucellai è indissolubilmente legata a Campi Bisenzio tanto che si narra che il primo rappresentante della famiglia fosse un nobile al seguito di Federico Barbarossa che per ricompensa al proprio valore ottenne il titolo di Signore di Campi; infatti alla fine del ‘300 il castello di Campi veniva chiamato anche Castello di Vanni di Ser Lapo Rucellai. Nel corso del XV secolo la famiglia aumentò le proprietà e i possedimenti. La Villa è sempre rimasta di proprietà della famiglia Rucellai dal Quattrocento fino al giorno della vendita, passata di generazione in generazione.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

Il primo nucleo nasce nella seconda metà del ‘400 dall’unione di due case vicine preesistenti. Nella prima metà del ‘500 intorno al cortile viene costruito un loggiato a due piani e davanti all’ingresso viene creato il giardino voluto da Maddalena Rucellai. Ai primi del ‘600 la villa passò a un altro ramo della famiglia, quello di Benedetto di Giovan Battista. Nel Settecento, in seguito all’aumentare della fama della nobile famiglia, la villa si rivelò inadatta per le esigenze di rappresentanza e per lo stile di vita della famiglia e si decise quindi di ampliarla.
Siamo in un periodo storico che va dal 1735 al 1752, nel cui arco di tempo venne costruita una nuova ala per gli appartamenti padronali degli allora quattro fratelli Rucellai proprietari: Giulio, Francesco, Federico e Giuseppe.
La parte più antica quattrocentesca rimase purtroppo in cattivo stato di conservazione e utilizzata fino alla vendita come fattoria. La decorazione pittorica murale tuttora esistente risale alla fine del ‘700, fu voluta da Pietro Orazio e commissionata a Luigi Bazzuoli insieme ad Angiolo Angiolini e Giuseppe Antonio Fabbrini. Le statue all’esterno che decoravano il giardino e non più presenti furono eseguite da Antonio Zini. Nello stesso periodo un altro esponente della famiglia, Giovan Pietro, consacrò invece la Cappella della Villa a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Risalgono al 1786 le ricevute del pittore Luigi Bazzuoli per stucchi, cornici, stipiti, mentre tra il 1787 e il 1788 il pittore Angiolo Angiolini eseguì a piano terra la decorazione della stanza di ingresso alla odierna Sala Quattro Stagioni sul gusto raffaellesco con vedute di ville di proprietà Rucellai e figure a cammeo, lavoro per il quale viene pagato 300 lire, come risulta dai documenti dell’Archivio Rucellai.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

L’artista lascia il segno del suo passaggio apponendo una scritta con l’indicazione del suo nome e l’anno di esecuzione MDCCLXXXVII. Il pittore Giuseppe Antonio Fabbrini ricevette invece per la decorazione della Sala Quattro Stagioni 150 scudi nel 1788. Completano la decorazione delle sale al piano terra, pregevoli stucchi policromi e stemmi di famiglia.
Uno studio più accurato tuttora in corso permetterà tra breve di avere più chiaro il contributo che i pittori del Settecento hanno dato all’abbellimento delle sale e dei soffitti della Villa, in modo da restituire il giusto peso a queste decorazioni che si integrano perfettamente con le opere contemporanee di Antonio Manzi esposte nelle sale in un continuo dialogo tra passato e presente.
Francesca Bertini – Sezione Patrimonio Storico-Artistico

Caro Don Socci .. la lista Civica No-Inceneritore esprime la propria gratitudine

6 novembre 2010

Si è svolta questa mattina, la consegna della cittadinanza onoraria a Don Socci, ex-parroco della Pieve di Campi. Una cerimonia che ha segnato ancora una volta un passo importante della nostra comunità, dopo la stessa presenza del  parroco durante il suo servizio sacerdotale, durata 32 anni, sempre al servizio della comunità. Sicuramente uno degli interventi che ha destato qualche critica è quello di Roberto Viti della Lista Civica No Inceneritore, che ha ricordato una delle battaglie che l’ex-pievano ha appoggiato ed incoraggiato sempre per la tutela dei suoi parrocchiani e per tutta l’intera comunità. Lo propongo con piacere, trascritto da un brogliaccio consegnatomi direttamente da Roberto. Anch’ io mi associo ai ringraziamenti, avendo condiviso la stessa causa ed avendo apprezzato il suo impegno.

“Caro Don Socci, al di là del mio saluto personale che viene dall’aver cresciuto in parrocchia i miei due ultimi figli. Le porgo come Lista Civica consiliare e come Comitato Campigiano contro l’inceneritore, il saluto e la gratitudine di tutto il popolo anti-inceneritore.
Non abbiamo mai dimenticato, insieme ad altri sacerdoti, come Don Bruno, Don Nicodemo, Don Michele la sua partecipazione alle nostre iniziative di contrasto alla costruzione di questa infrastruttura accanto alle nostre case, sempre a tutela della salute della comunità.
Indimenticabile la sua presenza alla grande prima manifestazione il 1° ottobre 2005, quando con noi da Case Passerini, volle percorrere in prima fila tutto il tragitto fin qui al comune e conclusa con il suo appassionato intervento.
Non dimenticheremo nemmeno quando poi divenimmo referendari e lei ci ospitò da subito al teatrino della parrocchia, si può dire che è lì che siamo di nuovo nati, trasformati temporaneamente nel Comitato Referendario.
Concludo con le parole del povero Don Bruno che ci esortava a continuare dicendoci sempre che “quando i propri parrocchiani sono in sofferenza anche il parroco si trova nella stessa condizione”.. Tanti altri dovrebbero imparare da queste parole !
Per tutto ciò e per tanto altro, quello che oggi la nostra amministrazione le concede, è ampiamente meritato.
Grazie Don Francesco e “buon proseguimento di cuore !”.
Un ringraziamento particolare dal mio collega di gruppo, Antonio Esposito, per l’aiuto dato alle famiglie colpite dall’alluvione del 1991, che in lei trovarono un punto di riferimento fondamentale in un momento drammatico della loro vita.”
Roberto Viti – Lista Civica No Inceneritore

ARRIVA LA 2° EDIZIONE DELLA FESTA DEMOCRATICA a Campi Bisenzio

23 giugno 2010

Prende ufficialmente il via, domani giovedì 24 giugno, la Festa Democratica di Campi Bisenzio, sempre nell’antico giardino della Rocca Strozzi è stato allestito un palco dove ogni sera fino al 19 luglio, si alterneranno ospiti che parteciperanno a dibattiti e complessi musicali che animeranno le serate campigiane. Sarà presente anche un’ottimo servizio gastronomico e tanti giochi per i più piccoli, tutto curato dalla sezione del PD di Campi. Alle ore 21.15 la festa si aprirà ufficialmente con “Giallo Fiorentino” con il giornalista e scrittore Mario Spezi che parlerà dei suoi ultimi libri. Non sarà presente, come originariamente programmato (anche sul volantino in distribuzione) M.Vichi, ma lo saranno invece Giacomo Aloigi (giallista fiorentino) e l’editore Antonio Pagliai. Successivamente alle 22.15 sul palco centrale si terrà una esibizione di musica strumentale in acustico con R.Mori (chitarra e voce) e S.Moroni (violino).
Dopodomani, venerdì 25, la festa continua con l’aperitivo alle 19.00 con un concerto strumentale della Scuola di Musica ed alle 21.15 per la serie le invasioni campigiane, Bruno Santini parlerà delle “Storie da raccontare: badanti e balie”, con F.Bondi regista, D.Calbeaza med.culturale, A.Dadà prof.Università di Firenze, N.Conti Ass.Comune di Campi B., alle ore 22.30 seguirà la proiezione del film “Marnero” di Federico Bondi.
Il programma dei prossimi giorni aggiornato verrà pubblicato di volta in volta su questo blog. Buon divertimento …

Oggi sarà inaugurato il monumento realizzato dal Maestro Antonio Manzi in memoria di Tosca Fiesoli

22 aprile 2010

Il 25 aprile, è da anni per Campi non solo un giorno di festa, come avvenne 65 anni fa, quando la gente scese in strada spontaneamente per condividere la gioia di quel momento storico che segnava la fine di una guerra disastrosa. E’ anche l’occasione per commemorare le vittime di quel conflitto, uomini e donne di tutte le età, morti nella lotta contro il nazi-fascismo per garantire quei diritti democratici di cui oggi godiamo. Anche Campi ha pagato un alto tributo di sangue nella lotta al nazi-fascismo, cittadini morti da eroi in uno scontro armato, come la medaglia d’oro al valor militare Lanciotto Ballerini o deportati nei campi di concentramento, senza dimenticare quei campigiani, in gran parte civili, uccisi dalla violenza “quotidiana” della guerra.
Proprio ad una di queste vittime, Tosca Fiesoli, verrà dedicata un’opera del maestro Antonio Manzi che sarà inaugurata oggi, giovedì 22 aprile, alle ore 21 nel giardino di via Lorenzo Il Magnifico, l’ampia area verde al centro del nuovo insediamento di via Barberinese. Tosca Fiesoli fu uccisa nella notte del 7 agosto 1944, pochi giorni prima della Liberazione di Campi Bisenzio, da un soldato tedesco per aver resistito ad un tentativo di violenza carnale.
Il militare, che poi si scoprì aveva solo diciannove anni, fece irruzione quella notte nella casa dei Fiesoli a San Lorenzo e intimò a Tosca di seguirlo. Dopo pochi minuti i parenti di Tosca udirono due colpi di arma da fuoco nella strada; accorsi, trovarono il corpo della giovane straziato ed abbandonato in una fossa. Quell’omicidio sconvolse la comunità campigiana e l’anno successivo nel luogo del martirio di Tosca fu posta una lapide e l’Amministrazione comunale dedicò una strada alla sua memoria, l’attuale via Tosca Fiesoli. Oggi l’Amministrazione dedica alla sua memoria un monumento, un’opera realizzata dal Maestro Manzi. “Quando il sindaco Adriano Chini e l’assessore Nadia Conti mi accennarono a questa committenza – ci ha detto il Maestro Manzi – ho dato subito la mia disponibilità. Ho affrontato in tante opere il tema del dolore, che è stato anzi una costante del mio percorso artistico, all’inizio visto solo come introspezione quasi un soliloquio, oggi nella maturità come dramma dell’universo.
Ma lo confesso, accostarmi alla figura di Tosca Fiesoli, per me una figura molto mistica, è stata un’esperienza forte. La sua vicenda umana tocca tante corde e ce la consegna come un simbolo: della sofferenza umana, della barbarie della guerra, della violenza sulle donne, della sopraffazione del “potente” di turno, allora un nazista diciannovenne, su una giovane donna indifesa. Ma la Tosca che ho voluto lasciare non è quella straziata dal dolore ma un corpo ritrovato toccato dalla spiritualità che lenisce le angosce umane e sostenuta in quell’ultimo momento dalla mano pietosa della Provvidenza divina. Pensando alla collocazione del monumento e all’opera che volevo realizzare ho scelto di utilizzare il bronzo. Umanamente questo lavoro mi ha coinvolto molto, perché sono convinto che trasmettere la Memoria di quanto avvenne oltre sessant’anni fa sia un messaggio fondamentale per le nuove generazioni. L’Amministrazione ha dato prova di grande sensibilità nel portare al centro di questo 25 aprile la vicenda umana di Tosca Fiesoli, che è sì un’icona della memoria, ma nello stesso tempo una figura attualissima”.
Per l’opera scultorea del Maestro Antonio Manzi, un pezzo unico in bronzo, la fusione è stata realizzata, secondo il procedimento antico “a cera persa” dalla Fonderia Artistica Il Cesello di Campi Bisenzio dei fratelli Franco e Fabrizio Cipriani.