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Inceneritore: si accende il dibattito sui video del consiglio del 10 giugno 2009, “scomparsi” dal sito del comune

28 febbraio 2010

“Via i filmati dal sito del Comune di Campi” .. una decisione che ha sollevato la dura reazione della Lista Civica No Inceneritore e da tutte le forze di opposizione del consiglio comunale di Campi Bisenzio, perchè togliere il link ai video degli interventi relativamente al consiglio monotematico aperto, nel quale si parlò di alternative all’inceneritore il 10 giugno 2009 nella Limonaia di Villa Montalvo?. I video, realizzati su commissione della stessa amministrazione comunale, sono comparsi un solo giorno sul sito del comune per poi scomparire senza alcuna spiegazione (vedi pagina).
Immediate come dicevo le reazioni; il consigliere di opposizione Antonio Esposito (in foto), assieme al collega Roberto Viti (entrambi della Lista Civica No Inceneritore) hanno chiesto spiegazioni alla giunta ed alla Presidenza del consiglio comunale, che aveva promosso l’iniziativa e che avrebbe esteso anche ad altri consigli comunali, nell’ottica di una maggiore trasparenza verso i cittadini.
La domanda che si pongono tutti i consiglieri di opposizione è, se tale sparizione sia da attribuire a questioni puramente tecniche o se, al contrario, sia stata attuata una vera e propria censura per un argomento che da anni accende le polemiche verso la pubblica amministrazione campigiana.
Roberto Viti commenta la vicenda “.. è assolutamente immotivata l’azione di togliere la pagina dal sito del comune, si trattava di riprese di un consiglio comunale, autorizzate dalla conferenza dei capi-gruppo e recanti un contenuto informativo su questioni sanitarie oltre che sulle alternative all’incenerimento dei rifiuti, con le relazioni dei tecnici del comune e dei comitati.”
“Cosa è successo ?”, si chiedono Viti ed Esposito, “.. hanno paura di qualcosa ? .. censurano un video pagato dalla stessa amministrazione e quindi dai cittadini, perchè, come lascia intendere il capogruppo PD Alessio Colzi .. ci si può ravvedere un messaggio politico in piena campagna elettorale, insinuando che la preparazione sia stata ulteriormente allungata nel tempo  apposta per farla uscire alla vigilia delle elezioni regionali.. è senza dubbio una grave allusione contro il presidente del consiglio comunale.”
Nel prossimo post cercherò di fornire le motivazioni che hanno portato a questa decisione da parte della amministrazione comunale, ancora non ho molti dati conclusivi per comprendere tale situazione.

Da domani sul web i video della seduta del Consiglio comunale monotematico sui rifiuti del 10 giugno 2009

22 febbraio 2010

Da domani, martedì 23 febbraio, sulla homepage del Comune di Campi Bisenzio (www.comune.campi-bisenzio.fi.it) saranno pubblicati i video del consiglio comunale monotematico sul ciclo dei rifiuti e le alternative alla termovalorizzazione, che si è svolto presso la Limonaia di Villa Montalvo il 10 giugno 2009. Nei video sono contenuti gli interventi dei consiglieri, dei rappresentanti di associazioni e di comitati portatori di interessi collettivi e degli esperti, segnalati dai gruppi consiliari, che hanno preso parte ai lavori del consiglio.
«A seguito di alcune richieste  –  spiega il presidente del consiglio comunale di Campi Bisenzio, Alessandro Tesi – abbiamo deciso di registrare la seduta per permettere a tutti gli interessati di poter ascoltare quanto emerso durante il dibattito.  Prova del vivo interesse per l’argomento discusso è stata l’alta partecipazione del pubblico. Purtroppo, per ragioni tecniche non dipendenti dalla Presidenza del Consiglio, abbiamo potuto rendere pubblici tutti i video soltanto oggi, a più di sei mesi dallo svolgimento della seduta».
Una prima esperienza che, nell’ottica di incrementare la comunicazione con i cittadini, potrebbe essere ripetuta in futuro rendendo visibili in internet i lavori del consiglio.

Consiglio comunale sull’inceneritore e le sue alternative il 29 giugno ore 21.00

29 giugno 2009

2009giugno

Lunedi’ 29 giugno la seduta inizia alle ore 21.00, presso La Sala “A. Caponnetto”, Limonaia di Villa Montalvo con i seguenti punti iscritti all’ordine del giorno :

  • O.d.g.: Avvio percorso conoscitivo strategia “rifiuti zero” e sua futura realizzazione, presentato dal consigliere comunale Roberto Viti del gruppo “Comitato Civico Campigiano No Inceneritore”.
  • O.d.g.: Sul problema del corretto smaltimento dei rifiuti , presentato dalla Giunta Comunale.
  • O.d.g.: Sul ciclo dei rifiuti, presentato dal consigliere comunale Piero Fedi del gruppo “U.D.C.”.
  • O.d.g.: Sul ciclo dei rifiuti, presentato dal consigliere comunale Brunella Bresci del gruppo “Uniti per Campi”.
  • O.d.g.: No alla localizzazione a Case Passerini, presentato dal gruppo consiliare “P.D.L.”.
  • O.d.g.: Per un ruolo attivo del Comune di Campi Bisenzio nella attuazione delle buone pratiche per la gestione rifiuti e nella stesura del nuovo Piano Interprovinciale Rifiuti, presentato dal consigliere comunale Sandro Targetti del gruppo “La Sinistra, L’Arcobaleno”.
  • O.d.g.: Per l’adesione di Campi Bisenzio alla strategia rifiuti zero e per un’alternativa agli inceneritori, presentato dal consigliere comunale Sandro Targetti del gruppo “La Sinistra, L’Arcobaleno”

Nasce l’Associazione I.N.T.E.S.A. Onlus – INnovazione Tecnologica Energia Solidarietà e Ambiente

27 gennaio 2009

2321082317_a765e29da9Una vera novità nel campo delle Associazioni presenti sul territorio di Campi Bisenzio è senz’altro rappresentata da INTESA Onlus, diretta da Maurizio Monticelli. Un mix di tecnologia per salvaguardare princìpi importanti come l’ambiente, sfruttando l’energia in ogni sua forma purchè rispettosa della natura che ci circonda. Viviamo in un momento critico della nostra società, è venuto il momento di fare delle scelte importanti che possono decidere il nostro futuro in termini di salute e di ambiente, ecco quindi l’importanza di una corretta informazione su tutti quei punti che sono alla base di determinate scelte in tal senso.
E’ un’associazione no profit formata da un gruppo di persone di varia estrazione sociale, unite da una comune sensibilità per lo sviluppo tecnologico e la salvaguardia dell’ambiente. Questo è sintetizzato dalla sigla IN.T.E.S.A.: INnovazione Tecnologica E Salvaguardia dell’Ambiente.
In particolare l’associazione ha come scopo principale quello di promuovere e divulgare le più recenti tecnologie in materia di miglioramento della sicurezza, comfort abitativo, risparmio energetico con conseguente riduzione dell’inquinamento ambientale; nonché la sperimentazione delle metodologie e delle pratiche per l’utilizzo delle fonti rinnovabili in relazione sia agli aspetti tecnici che a quelli economici.
Oltre alle tematiche energetiche ed ambientali IN.T.E.S.A., si prefigge di interagire direttamente sia con gli enti e le istituzioni, che con i cittadini in un’opera sia di sensibilizzazione, che di verifica dei reali risultati, in merito alle tecniche volte alla riduzione dei rifiuti e il riciclo/riutilizzo degli stessi. Il nostro impegno è sia teorico che pratico, con sperimentazione diretta, sulla reale e concreta fattibilità e convenienza degli interventi proposti anche in relazione alla valutazione del corrispondente rapporto, costo/beneficio.
IN.T.E.S.A., INnovazione Tecnologica E Salvaguardia dell’Ambiente: un cocktail vincente per vivere meglio, per un pianeta e una coscienza più puliti, per noi, per il nostro futuro e soprattutto per quello dei nostri figli.
Che dire di più, non posso fare altro che esortarvi a partecipare visitandone il sito (ancora in costruzione) ed a prendere contatto con i suoi soci. Questo Blog si occuperà ovviamente di divulgare le notizie di tale associazione.

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Auto elettriche … il Cinquino di casa nostra

10 Mag 2008

Voglio riproporre un’esperimento che ha prodotto un’eccellente risultato, ma che purtroppo è stato frenato dalla burocrazia e dalla volontà di non consentire la libera iniziativa e la creatività che da millenni contraddistigue il nostro paese e tutta l’Italia. Non possiamo ignorare chi sta cercando di migliorare la nostra vita partendo dalle necessità essenziali come l’economia e la salute. Riporto quindi la descrizione ed il video del Cinquino Elettrico, tratta dal sito www.eurozev.it ad opera di Pietro Cambi, sperando che il progetto possa avere una definizione. Forse vi state chiedendo perchè “di casa nostra” .. è semplice, perchè è stato progettato e realizzato nella vicina Paperino.

Non so voi, ma ogni volta che vedo un vecchio cinquino abbandonato in qualche sfasciacarrozze mi prende una stretta al cuore. Il cinquino fa parte della storia d’Italia più o meno come Garibaldi, le gambe della Loren e quelle di Bartali. Insomma, una piccola grande idea che ha insegnato a generazioni di Italiani a guidare e che ha portato, insieme alla seicento alla “ motorizzazione di massa” dei nostri cittadini. Vedendo quest’ultima con i nostri occhi non sembrerebbe poi una cosa enormemente positiva ma quarant’anni fa’ una vetturetta in grado di portare le famiglie (almeno quelle “pieghevoli”, come la mia) in campagna ed i papa al lavoro giorno dopo girno costitui una vera e propria rivoluzione. A partire da metà degli anni sessanta è stata, in molte famiglie, anche la prima seconda macchina, quella di LEI, una cosetta carina, simpatica e robusta, con abbastanza spazio per un paio di bamibini e la spesa del giorno…
Certo: era milioni di anni fa.. Pure, circolano ancora in Italia circa 300.000 fiat cinquecento dei 5 milioni costruiti. Amatissime, coccolatissime, super protette da acqua e RUGGINE la vera, grande ed UNICA nemica delle piccolette. Ma ogni anno, a causa delle normative che chiudono il traffico urbano alle euro zero, decine di migliaia di cinquini finiscono la loro vita ingloriosamente, sotto una pressa o, piu’ probabilmente smontati pezzo pezzo per i ricambi. Ecco che l’idea del retrofit elettrico del cinquino trova un motivo i più per essere portata avanti. Ma analizziamo questa vetturetta dal punto di vista di una conversione elettrica.
L’auto elettrica ideale da città e per piccole puntate nell’interland o nelle tangenziali ( commutino
urbano/perturbano) dovrebbe essere:
Leggera, Piccola (corta e stretta) per facilità di parcheggio ed agilità nel traffico, Un’area frontale ridotta, Un coefficiente aerodinamico accettabile, Ruote strette per basso consumo piuttosto che larghe per grip possenti in curva, Economica e pratica come riparazioni per i piccoli urti e per la manutenzione. Il cinquino elettrico, a parte l’irresistibile simpatia, rispecchia perfettamente tutti questi punti: In pratica sul modestissimo mercato attuale dei veicoli elettrici si trova a stento una vettura che abbia le stesse caratteristiche, Il peso a vuoto (senza le batterie) è di circa 400 Kg, La cinquecento è l’auto più corta e più stretta attualmente circolante in numeri significativi in Italia, ed è omologata per quattro, L’area frontale è analogamente la minore fra tutte le autovetture circolanti, Il coefficiente aerodinamico della cinquecento, analogo a quella della seicento è migliore di quanto si pensi, grazie al frontale chiuso: circa 0,38 ( non poche piccole autovetture attuali ne hanno un peggiore). Può essere notevolmente migliorato, scendendo intorno allo 0,35 dopo la conversione elettrica, sigillando con un foglio di pvc o similari il sotto vettura in corrispondenza del motore, Le gomme originali della cinquecento, con carcasse “classiche” pur essendo assai strette, si deformano troppo: appena possibile vale la pena di mettere gomme radiali o addirittura, se si trovano, le gomme specifiche per veicoli elettrici, a bassa resistenza, I veicoli elettrici esistenti sul mercato hanno notevoli problemi per quanto riguarda il reperimento (ed il costo) dei pezzi di ricambio; i pezzi di ricambio del cinquino si trovano ancora facilmente, nuovi di fabbrica, a costi RI-DI-CO-LI. 60 euro la COPPIA dei fanali anteriori, 10 euro i fanali posteriori, 30 euro un “paraurti”, 200 euro una portiera COMPLETA. Se qualcuno ha rotto recentemente lo specchietto laterale di una piccola auto cittadina capirà cosa intendo. Bene.
Ma come si fa?
In Italia è difficile, per i soliti nodi gordiano-amministrativo-burocratici del bel paese. Nodi che andrebbero tagliati con un intervento diretto del legislatore per il quale insieme ad altri di Aspo Italia ho elaborato una proposta di emendamento alla approvanda Bersani bis.
E nel frattempo?
Si può realizzare il proprio cinquino elettrico e farselo omologare alla sede Italiana del TUV (Ente di certificazione tedesco) per poi immatricolarlo con targa tedesca ed infine ri-importarlo in Italia, il tutto ad un costo di alcune migliaia di euro.
Oppure, come ho deciso di fare io, creare una associazione ad hoc, di realizzazione, collaudo e sperimentazione nel settore dei veicoli elettrici, farsi rilasciare una targa prova, assicurarla (costosamente) e circolare in via provvisoria, facendo tutte le possibili pressioni perché il nostro legislatore si dia da fare.
In italia avere una idea nuova o almeno originale e mettersi in testa di realizzarla significa una marcia in salita. Vi voglio risparmiare la cronistoria delle innumerevoli visite, telefonate, spiegazioni, scartoffie, bollettini, litigate, proteste, necessari ma si può fare ed il cardine su cui la rugginosissima porta della pubblica amministrazione ha girato, il grimaldello capace di scassinarla è stato proprio lui, il cinquino. QUANDO e solo QUANDO ho spiegato QUALE
veicolo elettrico volevo realizzare e PERCHE’, il fiero cipiglio dell’Ingegnere della motorizzazione, piuttosto che il tetro sguardo della funzionaria della compagnia assicuratrice, si è accesso di mille pagliuzze colorate, frantumando con un sorriso la grigia corazza del quotidian-burocratico.
Davvero, davvero: Capito quello le strade sono andate in discesa ed anzi devo qualche ringraziamento proprio all’impegno immediato e diretto dei funzionari, che ha permesso di fare i primi giri con il cinquino. Si, si, direte voi, ma COME SI FA’ a convertire una cinquecento in auto elettrica? Sintesi: non c’e’ niente di difficile, il difficile è trovare qualcuno che lo sappia fare NEL NOSTRO PAESE. Ma in altri paesi, dove le normative sono meno rigide, si è fatto e si sta facendo, in buona parte, come un bricolage evoluto.
In effetti, l’unica prescrizione è quella di avere una certa capacità/conoscenza nel settore “elettrotecnico”. La principale complicazione, che è l’adattamento del motore elettrico al vecchio cambio è facilmente affrontabile da una delle tante ditte che fanno adattamenti meccanici, flange riduttori etc.etc.etc. Il cambio del cinquino, infatti è elementare e leggerissimo ed assorbe una quantità ridicola di energia, lasciandolo si possono utilizzare motori elettrici con meno coppia e maggiore efficienza.
Si, ma QUANTO costa un retrofit elettrico? Ottima domanda: La risposta, in sintesi, è: DIPENDE.
SE siete dei fissati del recupero/riciclo, dei fissati del bricolage elettrico, avete tempo e pazienza a volontà e infine riuscite, in qualche modo, a farvi immatricolare il trabiccolo, POTREBBE costare un paio di migliaia di euro ( Meno se siete cosi bravi da farvi un controller da soli, riuscite a cannibalizzare il motore di un ascensore dimesso, trovate qua’ e la i componenti elettronici e riuscite ad assemblarli senza finire arrostiti/fulminati etc.etc). Piu’ probabilmente, si va da circa 5000 euro per un buon retrofit fatto nel garage assemblando pezzi e componenti elettrici con un nome ed un cognome a circa 12.000 euro con componenti di buona qualità e di marche note e batterie “ esotiche”, al litio-polimeri ( come il cinquino), litio ioni, Zebra, Nichel Idruri etc.etc.).
SE non si fa da se a questi costi vanno aggiunti quelli dell’assemblatore, che ,mediamente, impiegherà una settimana di lavoro. E’ bene chiarire che questi sono i costi per UN prototipo, costi che calano MOLTO rapidamente se si realizzano NUMEROSE conversioni l’una uguale all’altra, questo essendo appunto lo scopo statutario della neonata EuroZev.
E’ anche importante chiarire come, a parte le batterie, il resto delle componenti della conversione sono un acquisto UNA TANTUM: UN motore elettrico ad induzione ha un rating di circa 100.000 ore di durata, che in città si possono tradurre in circa 3.000.000 di Km. La revisione del motore consiste, in pratica, nello smontaggio e nella sostituzione dei cuscinetti, qualche ora di lavoro. E poi via per altri 3.000.000 di km. Insomma la conversione elettrica di un veicolo endotermico richiede anche la conversione ( per meglio dire l’abbandono) delle idee e dei concetti che ci sono familiari quando pensiamo alle auto tradizionali.
Niente piu’ tagliandi, filtri dell’olio, candele, iniettori, radiatori, marmitte catalitiche, etc.etc.etc. Il costo iniziale della PRIMA conversione verrà ammortizzato, rapidamente, dal risparmio nella circolazione ( i veicoli elettrici sono EFFICIENTI, circa tre volte più di un veicolo con motore endotermico e circa sei volte di piu’ in città), nel bollo ( esenzione quinquennale) nell’assicurazione ( 50%) nella manutenzione e riparazione (circa 600 euro/anno) etc.etc.
Le conversioni successive potranno essere fatte, semplicemente, trasferendo la componentistica elettrica su un’altra autovettura, con costi frazionali rispetto alla prima.
Ma come si guida un’auto elettrica e quanta autonomia ha?
Anche qui la risposta è: dipende!! Dipende, tra l’altro, dal tipo di motore elettrico prescelto, dalle sue caratteristiche di coppia e potenza, dal numero qualità e quantità di batterie a bordo etc.etc. Il cinquino elettrico è stato concepito e realizzato per avere prestazioni paragonabili al cinquino originale e per il massimo di efficienza nei limiti del budget e dei tempi che ci eravamo dati.
La scheda tecnica è riassumibile cosi’:
* Motore elettrico Landi a corrente continua, 13kW, 96 Volts eccitazione separata.
* Batterie al litio polimeri: 96 Volts 100 Ah, per un totale di circa 9,6 kWh di energia
* Controller Phoenix 600 Ampere con capacità di recupero energetico in rilascio ( fino a 3kW)
* Trasformatore DC/DC Landi ( necessario per alimentare l’impianto a 12 volts, luci, frecce, stops e tergicristalli)
* Charger Zivan due da 20 Ah
* Fili, magnetotermici, fusibili, cavi etc.etc.
Ma come si guida?
Come un cinquino normale: abbiamo mantenuto il cambio, pregi e difetti, del cinquino. Qualcheproblema nel cambiare c’e’: bisogna ri-imparare a fare la doppietta (obbligatoria con il cinquino) con il motore elettrico. Se non si ha fretta si può tranquillamente partire in terza altrimenti si parte in seconda, si cambia rapidamente in terza e si usa la terza fino ache non ci si ferma. Solo negli allunghi oltre i 65 all’ora conviene la quarta. Non ho ancora dati sulla
velocità massima ma nel primo trasferimento ( Carmignano-Fiesole, circa 36 km) ho superato i 90 km/ora. C’e’ ancora un po’ di messa a punto da fare, prevalentemente da perfezionare l’allineamento tra motore e frizione, che attualmente provoca un fischio leggermente maggiore del normale. Per il resto è tutto. Nel trasferimento è divertente vedere lo sguardo delle persone che ti affiancano ai semafori. Specialmente quando schizzi via con un fischio…

Buone nuove per il Programma Trattamento a Freddo nella Piana Fiorentina

4 gennaio 2008

E’ stato positivo l’incontro di questa mattina, per la verifica degli impianti di Trattamento a Freddo dei Rifiuti già esistenti, quale alternativa all’inceneritore, dopo gli ottimi risultati ottenuti nella Consultazione Popolare del 2 dicembre scorso svoltasi nel nostro Comune (vedi post del 3/01/08), fra la commissione referente dell’Ex Comitato Referendario – Comitati della Piana (Franco Galli, Claudio Tamburini, Francesco Arena e Gianfranco Peruzzi ) ed il Comune di Campi Bisenzio (prosindaco Adriano Chini). Sono stati confermati tutti i siti proposti (Novara, il Consorzio Priula di Treviso, Amiens in Francia, Munster in Germania, Navarra in Spagna, e nello Yorkshire in Inghilterra) dove si svolge già con successo il trattamento a freddo dei rifiuti, ma anche la raccolta differenziata, un sistema di trattamento, riciclo e vendita dei derivati. Domani in mattinata ci sarà un nuovo incontro fra i tecnici (Giuseppe Banchi di Medicina Democratica, Rossano Ercolini di Ambiente e Futuro e Giovanni Lippo per il Comune) solo per definire il calendario e gli ultimi dettagli tecnici. E’ stato inoltre concordato di fornire una relazione finale completa, entro il 15 Marzo 2008. Lunedì p.v. verrà ufficializzato con un comunicato alla stampa e maggiori dettagli in merito. Approfondimenti su TMB.