I VIVI E I MORTI di Pietro & Paolo

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Di fronte all’orrenda strage di Lampedusa (quanti esseri umani sono morti ? Duecento ? Trecento ? Quanti bambini, quante donne ?) fa commuovere un paese che si commuove e che dichiara il lutto nazionale. Fa commozione vedere qualche ministro volare a Lampedusa a onorare i morti. Fa commuovere. Fa pena.
Si può ricordare che quei morti, che ora celebriamo con lacrime amare e che vengono onorati da alte cariche statali, se fossero stati vivi sarebbero stati cacciati in un CIE ?
Che se non avessero la ventura di morire nel nostro mare, sarebbero stati incarcerati da quegli stessi che ora li onorano, come è capitato appena qualche settimana fa a una signora kazaka e alla sua creatura, con l’approvazione di tutta la maggioranza delle camere?
Che questi morti meritano la nostra pietà solo perché sono morti, mentre se fossero stati vivi questo paese facile alla lacrimuccia e che fa commozione li avrebbe trattati peggio dei cani ? Si può dire che da morti valgono infinitamente più da morti che da vivi, e questo solo finché dura l’attenzione dei media, perché dopo varranno, anche da morti, esattamente quanto valevano per noi da vivi, ossia meno che zero.
E si può dire che anche da queste parti, c’è chi, da quasi candidato sindaco, strillava all’invasione dei barbari, destinati a riempire quartieri in cui le nostre donne avrebbero avuto paura ad andare ?
C’è chi, da candidato sindaco, invocava i tornelli contro zingari e rom, per non farli salire a sbafo sugli autobus ?
C’è chi, da sindaco, invocava i CIE dal volto umano?
E sarebbe questa l’Italia che si commuove ? Eppure dicono che il mondo si rattrista per la morte di un povero innocente, mentre la sparizione di un ricco corrotto ed egoista sia una liberazione per tutti. Ma il nostro mondo non va così.
Né il nostro paese, che è diventato freddo e crudele, e che non è più il nostro paese, e la cui commozione di questi giorni è solo un altro motivo cocente di vergogna per la coscienza e per l’infinita disperazione degli onesti.
Si dice che la presenza di dieci soli giusti fosse un motivo sufficiente per il Signore per risparmiare Gomorra – felice comunità che ora invidiamo.
IL DUO APOSTOLICO Pietro&Paolo

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