Nasce il Premio “Levriero città di Campi”; il riconoscimento per valorizzare la “tradizione e innovazione” del territorio

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Ricevo e pubblico il comunicato con il quale il Presidente Colzi illustra il premio “Levriero citta’ di Campi”, appena ideato dal Consiglio Comunale.  Si ricorda che il presente riconoscimento verra’ assegnato per la prima volta in occasione dell’iniziativa di venerdi sera alle ore 21.00 presso la limonaia di Villa Montalvo.  La Presidenza del Consiglio ricorda anche che durante il prossimo consiglio comunale programmato, verra’ votata la proposta di deliberazione inerente l’istituzione del premio come da accordi intrapresi da tutti i gruppi politici presenti nell’ultima conferenza dei capigruppo.

Uno dei limiti maggiori dell’Italia di oggi è quello di specchiarsi troppo nel suo splendido trascorso culturale e di farlo, a volte, non come arricchimento del tempo presente, ma in contrasto con esso, in un dedalo di conservatorismi, vincoli e ritardi per cui siamo purtroppo famosi. Non sono parole: basta uscire dall’Italia per accorgersi come sia nazioni storiche che realtà emergenti riescano a valorizzare in maniera autentica le parole “tradizione e innovazione”. Chi è stato eletto ha il dovere allora, per primo, di fare la propria parte, piccola o grande che sua, nel rendere complementari i lasciti del passato e la nostra contemporaneità, perché solo un approccio culturale dinamico è in grado di affrontare al meglio le difficili sfide della società moderna.
Questo è prima di tutto il senso del premio “Levriero città di Campi”. Si tratta però di un premio che ha l’ambizione di essere cittadino nel senso più largo del termine, in quanto viene assegnato non da organi espressione di una parte politica ma da tutto il Consiglio Comunale eletto da tutti, con la volontà di affermare gli elementi che uniscono una comunità rispetto a quelli che la dividono.
Il levriero è una figura perfetta per tante ragioni, non fosse altro perché è l’immagine dello stemma di Campi. Ma è l’animale “ideale” soprattutto perché esprime bene cos’è o dovrebbe essere l’idea di una società proiettata al domani. Oggi tutto corre veloce e restare ancorati alle scelte passate non sempre può bastare. C’è bisogno di istituzioni agili e concrete capaci di decidere rapidamente. Non può esserci rinnovamento se non quello ispirato al principio dei bassi costi, del coraggio e a volte della giusta frenesia (il levriero è il cane cacciatore per eccellenza), premiando l’utilità e chiudendo la stagione delle spese fuori controllo e della tutela a oltranza di ciò che non produce vantaggi generali, mentre il Paese è pieno di persone o attività d’eccellenza che aspettano solo di essere valorizzate. L’Italia ha bisogno infine di diventare moderna anche sul fronte culturale: si viaggia low cost e si entra a contatto con culture diverse in poche ore, le migrazioni sono un fattore chiave, senso civico, solidarietà e rispetto dell’ambiente e degli altri sono i pilastri dei paesi più evoluti.
L’Italia è piena di storie e persone che rappresentano questi valori. Campi non fa eccezione e non dobbiamo avere paura di portare allo scoperto gli esempi positivi, mentre spesso si vuol parlare solo di quelli negativi. Il premio non avrà cadenze temporali o cerimoniali, se non l’evento nel quale il protagonista o i protagonisti racconteranno la loro storia: il levriero è una semplice medaglia a basso costo, che verrà consegnata a persone o organismi, non necessariamente campigiani, che si sono distinti per azioni particolari. Cittadini, professionisti, associazioni, studenti, volontari, sportivi, attività economiche o culturali, che hanno espresso o esprimono gesti e azioni che hanno promosso il nome di Campi, reso un servigio alla città o lasciato qualcosa destinato a durare.
Una città è fatta di persone e solo attraverso esempi concreti una società matura. Parlare in astratto di comunità o elevazione del senso civico è una ricetta che funziona poco. Le storie vissute, piccole o grandi che siano, hanno il grande pregio di essere autentiche e da questo dobbiamo ripartire per diventare un po’ più orgogliosi del presente e un po’ meno timorosi del nostro futuro.
Il presidente del Consiglio Comunale – Alessio Colzi

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