Tragedie dell’immigrazione: i più poveri sono quelli che hanno solamente i soldi

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Tanto si parla e tanto cordoglio viene espresso da tutti per la recente ed ennesima strage delle vittime dell’immigrazione clandestina a Lampedusa. Voglio anch’io esprimere tutta la mia rabbia per quanto accaduto e lo faccio proponendovi questo video del deputato del Movimento 5 Stelle Alessandro Di Battista, che a tale proposito ha preso la parola in aula con un discorso davvero unico, distinguendosi nel misero panorama politico italiano.

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2 Risposte to “Tragedie dell’immigrazione: i più poveri sono quelli che hanno solamente i soldi”

  1. Mauro Tinacci Says:

    Credo che abbia detto cose condivisibili, altrimenti non ci si spiegherebbe come mai non sono stati attivati interventi di pace e di solidarietà, neppure di fronte a guerre che durano da anni e a gente che continua a morire per fame , maltrattamenti , malattie ed epidemie……….

  2. Viviana Ventisette Says:

    Purtroppo le tragedie dell’immigrazione sono frutto dell’egoismo umano. Ha ragione Papa Francesco quando dice che accoglienza e solidarietà sono solo parole…in effetti, a cominciare dall’Europa che riesce solo a “spargere” finanziamenti a pioggia per progetti a favore degli immigrati che spesso e volentieri però restano solo sulla carta perché gli enti e le amministrazioni pubbliche, destinatarie di quei finanziamenti li usano per ben altro. Non bastano i soldi. L’immigrazione non si può gestire con superficialità, a tarallucci e vino, come si fa in Italia, organizzando un bel po’ di eventi e cene di solidarietà. L’egoismo è penetrato ovunque. Si vedono in giro molte parrocchie con locali ristrutturati di tutto punto, ben riscaldati e accoglienti che restano sempre vuoti e servono a ben poco, magari a prendere sovvenzioni dal comune per far svolgere ogni tanto qualche insignificante “incontro”, che si cominci ad aprirli ai “diseredati” quei locali….e questo è solo un esempio, così come altri edifici pubblici , edifici privati mai terminati ( in via dei Confini ce n’è un esempio, un edificio che doveva essere destinato a scopo ricettivo, consumo di suolo inutile visto che è lì incompiuto da due anni) che l’amministrazione lo requisisca ed inviti i tanti amici costruttori a terminarlo gratuitamente per renderlo in grado di ospitare gente che non ha casa, italiani e non. Questi sono segnali di solidarietà vera e non le troppe parole che in molti casi servono solo per lavarsi la coscienza.

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