Vivi le Piazze: giovedì 20 insegnamo alle donne arabe ad andare in bici

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Ritorna “Vivi le piazze”, dopo la presentazione esplosiva, derivante dalla diatriba fra il blog di Campi ed il giornale on-line piananotizie, ampiamente chiarita. E ritorna con alcune novità fra le quali spicca il giorno che sarà anche il giovedì proprio in Piazza della Resistenza (dietro il palazzo comunale) dalle 20.30 in poi, scelto perchè molte delle donne che lavorano come badanti, hanno il giorno di riposo proprio il giovedì e si trovano sole. Il venerdì sarà presente ma in altre piazze che verranno successivamente comunicate. Per giovedì (domani), urge la necessità di persone in bici che aiutino per insegnare alle donne arabe ad andare in bicicletta. Chi vuole dare il proprio aiuto può contattare Nadia via mail all’indirizzo: continadia@virgilio.it
Ricordo che nel corso della serata sarà possibile gustare il the alla menta e alcuni dolci  tipici toscani, marocchini e somali.  Un modo per condividere, per conoscersi, per discutere, per programmare anche ogni altra diversa iniziativa”,come dice Nadia, “vicini perchè l’umanità ha bisogno e necessità di relazioni e di dialogo”.
Quello delle donne arabe in bicicletta rappresenta una mini rivoluzione a due ruote che sta per cambiare le abitudini di molte donne in Arabia Saudita. Secondo quanto riferisce il quotidiano saudita al-Yaum, infatti, l’autorità religiosa saudita ha recentemente annunciato che le donne potranno andare in bici nei parchi e nelle zone ricreative. Due le condizioni: che siano vestite in modo modesto e che sia presente un guardiano in caso di cadute o incidenti. Chissà come sarebbe contenta ‘Wadjda’, la protagonista della “Bicicletta verde”, un successo della prima regista saudita Haifaa Al Mansour, che racconta la storia di una piccola “ribelle” saudita che fa l’impossibile per avere una bicicletta, simbolo di libertà. Un permesso concesso alle saudite che si limita solo a “scopo di divertimento”: cioè la bici non dovrà essere usata come un mezzo di trasporto. L’autorità religiosa, inoltre, consiglia alle donne che vanno in bici di tenersi alla larga dalle zone con manifestazioni giovanili per evitare il confronto con gruppi di protesta.
Ecco quindi che l’iniziativa di Nadia Conti vuole essere un ponte di parità fra un paese occidentale e uno ultraconservatore dell’Islam che possa gettare basi solide nell’affermazione dei diritti umani delle donne Saudite che subiscono pesanti discriminazioni in molti aspetti della loro vita, compresa la famiglia, l’educazione, il lavoro e lo stesso sistema giudiziaro.

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