MenteLocale: LE OLIMPIADI DEL RIDICOLO – giornata finale – that’s all, folks !

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Ultima uscita di MenteLocale con la loro ironica e pungente parodia sui candidati alle prossime elezioni di Campi ed ai loro variegati e pittoreschi comizi. Una serie di considerazioni nude e crude su quello che ci aspetta e su quello che probabilmente avremo voluto aspettare e che probabilmente attenderemo ancora invano per molto tempo; tanto lo sappiamo che tutto ciò che viene promesso in campagna elettorale poi passa nel dimenticatoio il giorno dopo …
Siamo al termine dei giochi, e queste Olimpiadi finiscono com’erano cominciate: nel ridicolo, e forse anche nelle querele, per colpa di un manifesto elettorale birichino di Alleanza cittadina per Campi che ha fatto tremendamente incazzare il candidato Gandola e la di lui vice. Per noi era una roba all’acqua di rose, ma in questa campagna elettorale di allegria ce n’era poca, e la gioia del prenderle e del darle non fa parte del pedigree dei nostri olimpionici, talora paurosamente seriosi.
Vogliono darle, ma non le reggono. Inutile fare questione di classifiche e di medagliere. A dare il tono di una campagna isterica, pietosa, a tratti imbarazzante, un trasformismo degno delle migliori tradizioni patrie. Ci sono candidati di cui abbiamo perso il conto delle casacche che hanno cambiato (una però la trovano sempre); partiti che hanno cambiato schieramento con la frequenza con cui voi cambiate pedalini (almeno speriamo che ve li cambiate; loro lo schieramento lo cambiano); endorsements elettorali da parte di gente che ha fatto l’esatto contrario di quello che vogliono fare o hanno già fatto i candidati appoggiati. Il tutto nella tristezza e nella rassegnazione, senza nemmeno la sensazione di una genuina e salutare rabbia contro politiche e comportamenti che hanno ridotto così com’è il nostro paese grande, e anche questo piccolo qui dove si vota (in quello grande si è visto com’è andata a finire). Ora bisogna decidere se i cittadini si sono meritati questo spettacolo qui. Noi propendiamo per il no, ma non si può mai sapere.
Visto che siamo alla fine, tocca trovare qualcosa che dia un senso al tutto; la fine, in fondo, è quella che dà il senso alla storia. E ci pare di averne trovata una nell’uscita del candidato a nome Fossi nello scorno dei candidati del 21 u.s. chez il CNA. Si parlava di viabilità, e il Fossi se n’è uscito così: “un candidato sindaco deve avere un’infarinatura sulle cose”. Che può sembrare una cosa di buon senso, ma, se ci si riflette bene (non c’è verso, l’istinto del vero olimpionico resta vivo fino all’ultimo), è una solennissima fesseria. Ci andreste, voi, da un chirurgo che ha un’infarinatura di medicina? O ve la fareste costruire, voi, una casa da un architetto che ha un’infarinatura di scienza delle costruzioni? E invece il sindaco deve essere così: ossia un dilettante che non sa nulla per davvero, ma ha una vaga idea delle cose. Quella che lo mette in grado di contornarsi di assessori che, come lui, hanno un’infarinatura, e, qualora occorra, di tecnici che invece le cose le sanno ma che lo assecondano. Gli infarinati e i tecnici si riuniscono in una stanza e decidono tutto; poi escono dalla stanza, nominano un garante della comunicazione, e annunciano il deciso a quelli fuori dalla stanza che invece non sono nemmeno infarinati. E quella è la democrazia.
Che è il modo in cui sono sempre state fatte le cose qui. Conferenze dei servizi, tavoli tecnici, puttanate varie che ci hanno infilati pari pari, oltre che in un sacco di ruberie pubbliche (a cominciare dalla faccenda della bretella Signa/Prato, per proseguire con la linea 2 della tranvia, per concludere con la famosa talpa Monna Lisa), nel disastro attuale. Ma perché, sulla variante al PIT e sull’aeroporto le cose sono andate diversamente? O sull’inceneritore? Magari c’è un altro modo di fare le cose. Magari il sindaco non deve avere un’infarinatura, anzi a volte è meglio se non sa nulla di nulla a cominciare dalle posizioni dei partiti, e deve semplicemente coinvolgere le competenze dei cittadini e permettere loro di esprimersi. Perché i cittadini, come e meglio degli infarinati, sanno fare tutto; agli scandalosi piani dei rifiuti degli infarinati, sanno contrapporre alter-piani che sono gioiellini; ai sottoattraversamenti, dei piani alternativi di superficie (tutta roba che peraltro costa una  frazione dei piani costosissimi degli infarinati e dei loro tecnici). Quindi il senso di questa campagna ci sembra questo: da un lato la varia compagine di chi vuole dimostrare di essere più o meno infarinato e più ganzo, e che vuole continuare a gestire la baracca com’è sempre stata (il fatto che la baracca vada in pezzi è secondario). Questi, a qualsiasi partito o, vuolsi meglio, lista civica, appartengano, son tutti di una medesima pasta. La linea della differenza attraversa quella degli interessi; magari uno ha il bacino elettorale tra certe associazioni amiche che benefica copiosamente; un altro affonda in certe associazioni di categoria rispetto a certe altre; ma in fondo son differenze incidentali. Per il resto sono intercambiabili. Questi qui sembrano fatti con lo stampino. Poi ci sono gli altri, pochi ma a questo giro qualcuno c’è, che ritiene che la politica non può più essere delegata agli infarinati; che le intelligenze dei cittadini vanno sfruttate e coinvolte sennò dalla crisi si esce nell’anno del santo giammai, se si lascia tutto nelle mani di infarinati e tecnici. La sfida finale è tutta qui. Domenica e lunedì, a Olimpiadi finite, ai cittadini spetta la scelta finale; a meno che. A meno che non sia ballottaggio. Ma questa è un’altra storia, che sarà raccontata in un altro modo. Comunque vada, le olimpiadi sono terminate. Con la sigla That’s all, folks e la musichetta dei cialtroni animati (cartoni, volevamo dire dei cartoni), loro vanno via. Ma, signori olimpionici, non smobilitate del tutto; il gioco tra voi e questa città è soltanto agli inizi.
Ps. Ora ci sarebbe la perorazione finale e l’appello al voto, e l’esortazione a pigliare questo paese e liberarlo dalle mani de’barbari (è o non è l’anniversario machiavelliano?). Ma ce la risparmiamo confidando nella naturale intelligenza degli elettori che sapranno ben distinguere e votare per quelle liste che esprimono una politica diversa da tutte quelle che hanno fallito finora.
Tanti auguri a tutti e votate a modino.
Il Vs. (affettuoso) comitato Mente Locale della Piana

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