I Gigli, 12 licenziamenti a Panorama. Alp: “Sciopero generale contro le liberalizzazioni e i nuovi contratti della grande distribuzione”

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Il punto vendita di Panorama ai Gigli ha aperto la procedura di mobilità per oltre 500 ore settimanali, equivalenti a dodici lavoratori a tempo pieno o a 24 part-time. Gli esuberi, imputati alla riduzione di fatturato, sono stati comunicati ai sindacati a inizio febbraio e da allora è iniziata una trattativa per scongiurare la perdita di posti di lavoro, che in tutto sono 181. Tra le ipotesi aperte c’è il ricorso agli ammortizzatori sociali o ai contratti di solidarietà. La notizia è stata data dalla Filcams Cgil di Firenze, che ha voluto così replicare ai dati forniti ieri dalla direzione dei Gigli: + 7,8% di fatturato nel 2012, 60-80 posti di lavoro creati e 31 giorni di apertura in più “grazie al decreto liberalizzazioni, senza il quale – ha affermato il direttore Yashar Deljoye Sabeti – il fatturato sarebbe diminuito dell’1,7%”.
“Dare una lettura dei dati che le aperture domenicali e festive producono un aumento dei consumi e della occupazione è una interpretazione ideologica” risponde Elisa Luppino della Filcams Cgil di Firenze, che cita oltre agli esuberi di Panorama, la recente chiusura della Fnac ai Gigli, con i 51 dipendenti finiti in cassa integrazione nell’ambito di una procedura nazionale.
“Le aperture domenicali e festive non determinano un aumento dei consumi ma li spostano sulla domenica e festivi a detrimento degli altri giorni della settimana, in una fase più generale di compressione del potere di acquisto delle famiglie – afferma la sindacalista -. Lavorare la domenica e i festivi peggiora le condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici che più difficilmente conciliano tempi di vita e di lavoro, in comparto dove la presenza femminile è in maggioranza”.
Sulla vicenda interviene anche Diego Blasi, portavoce Alp – Tilt! Coordinamento “Domenica No Grazie!”. “Se le liberalizzazioni hanno prodotto nuove entrate, perché si continua a licenziare? – si chiede Diego Blasi, che aggiunge: “Federdistribuzione, associazione datoriale a cui sono iscritte la maggior parte delle aziende di grande distribuzione organizzata, ha inviato a FILCAMS FISASCAT e UILTUCS una lettera nella quale annuncia che dal 1 gennaio 2014 le aziende della GDO associate non applicherà più il CCNL del Terziario e si rende disponibile ad incontrare i sindacati di categoria per fare un contratto di “settore” collettivo solo per la GDO. Infine, ha scritto che qualsiasi riferimento nei contratti integrativi aziendali a parti o articoli del contratto nazionale, in automatico sarà disdettato, rimettendo quindi in discussione contemporaneamente anche la contrattazione di secondo livello. Di fatto, nascerà la “nuova Pomigliano”, che però coinvolgerà milioni di lavoratori, a cui verrà chiesto di rinunciare ai propri diritti in cambio di lavoro poco retribuito e a ritmi impossibili”
“Per questi motivi – continua Blasi – noi andremo avanti con la nostra battaglia per contrastare questo scempio. Chiediamo alla CGIL e alle altre confederazioni sindacali uno sciopero generale dei lavoratori del commercio per il 25 aprile, data in cui il centro commerciali “I Gigli” rimarrà aperto, disdettando, di fatto, anche l’accordo raggiunto sulle 8 chiusure annuali. Faremo pressione sul nuovo governo affinché si smantelli questo decreto, la riforma del mercato del lavoro e quella delle pensioni, dove i giovani sono stati usati esclusivamente per smantellare diritti e tutele di tutti. Chiediamo regole precise nella gestione del personale e paletti nell’abuso dei contratti atipici e se proprio la necessità è quella che un centro commerciale debba restare sempre aperto, a fronte delle “fantasie” dichiarate dal direttore de “I Gigli”, si facciano allora nuove assunzioni”. (fonte Notiziediprato.it)

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Una Risposta to “I Gigli, 12 licenziamenti a Panorama. Alp: “Sciopero generale contro le liberalizzazioni e i nuovi contratti della grande distribuzione””

  1. Viviana Says:

    Ma qui c’è qualcosa che non torna, da una parte dicono che hanno aumentato le vendite grazie alle domeniche lavorative e dall’altra invece licenziano!! Ci avevano detto che I Gigli sarebbero stati una grande opportunità per il nostro territorio, altro che opportunità.
    I Gigli sono in crisi, aldilà delle belle parole rassicuranti e delle propagande che fanno comodo anche ai politici. Mi risulta che anche la Abercombrie negli USA stia registrando una profonda crisi e che pensa di chiudere diversi punti vendita, ai Gigli ha aperto solo da un anno, farà la fine della Fnac??

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