Aosta boccia l’inceneritore, come a Campi Bisenzio i cittadini non accettano le scelte dell’amministrazione

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Conosco la Val d’Aosta, è come la mia seconda regione di appartenenza, visto che da pochi mesi di età ho vissuto le mie ferie estive. Conosco bene la gente, il territorio, la bellezza di quei luoghi fin troppo sfruttati a volte da impianti turistici e industriali. Fortunatamente negli ultimi dieci anni ha assistito ad un ritorno verso il rispetto della natura con l’energia solare, ampiamente adottata e l’eolico; ma soprattutto con l’impiego di gas per autotrazione che negli ultimi anni ha registrato una forte impennata e quello per il riscaldamento. Quando qualche anno fa, era in programma il progetto per la costruzione dell’inceneritore nell’immediata periferia della città, rimasi esterrefatto e commentai con tutto il mio disappunto, ai numerosi amici, la necessità di dire no a questa pratica, anche in virtù delle bellezze naturali che fanno da cornice a quella valle. Oggi leggo con piacere che la Val d’Aosta mette al bando l’incenerimento. I cittadini creano quasi all’unanimità un precedente in Italia e in Europa verso altre strategie per la gestione dei rifiuti e ne sono contento. Vi riporto quindi la notizia che Repubblica ha pubblicato nel mese di dicembre. Anche noi a Campi lo avevamo fatto nel 2007, ma il risultato è stato ampiamente ignorato, a conferma del fatto di come vengono considerati i cittadini quando dicono la loro ..
da Repubblica
La Val d’Aosta boccia il via all’inceneritore
Con oltre il 94 per cento di contrari è stato bocciato, con un referendum, il progetto per costruire l’impianto di trattamento a caldo dei rifiuti. E ora scoppia la polemica.
In Val d’Aosta “bocciato” il progetto di costruire un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti: un investimento da 220 milioni.
Nel referendum – consultivo – sulla legge regionale che dava il via all’operazione hanno vinto i contrari:  il 94 per cento (47 mila elettori) hanno detto no all’inceneritore. I favorevoli sono stati poco più del 5 per cento (3mila persone). L’esito era apparso scontato non appena, domenica sera, era stato diffuso il dato sull’affluenza: era stato raggiunto infatti il 48,92 per cento, quasi la metà degli aventi diritto, dopo una campagna elettorale da molti giocata sull’invito all’astensione (in Val d’ Aosta il referendum consultivo è valido se viene superata la soglia del 45 per cento di partecipazione. I cittadini che si sono recati alle urne sono stati 50.909 su 104.063 aventi diritto). Ed ora sull’esito della consultazione è già bagarre politica. “Nonostante i discutibili inviti a non votare arrivati da diverse parti nelle ultime settimane – sottolinea  Fabio Dovana di Legambiente – i cittadini valdostani hanno deciso di far valere il loro diritto democratico La decisione di costruire un impianto impattante come il pirogassificatore  non è andata giù ai valdostani che in questi mesi si sono documentati e hanno criticato la scelta dell’amministrazione regionale”.
Per Alberto Bertin (Alpe) “una maggioranza regionale divisa e litigiosa, incapace di capire l’urgenza del cambiamento, ha ricevuto con questo voto la sfiducia dei valdostani. Il governo Rollandin deve assumersene la responsabilità e trarne le conseguenze”.

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