E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro.. a mio parere, è “un imbroglio alla luce del sole”

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E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro
Ieri (ndr il 18), insieme a diverse altre persone che vogliono una politica diversa e moderna sui rifiuti (che, ovviamente è tale se si propone di smaltire – come stabilisce la legislazione esistente – i rifiuti solidi urbani nel territorio dell’ATO di riferimento, evitando di esportarli in altri territori della Toscana, dell’Italia o dell’Europa, anche perché l’esportazione ha due conseguenze negative: aumenta ulteriormente l’inquinamento ed i costi economici),  ho ascoltato il dibattito svoltosi nel Consiglio Provinciale di Pistoia e che si è concluso con l’approvazione, a maggioranza, del Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro (cioè dello strumento di pianificazione delle scelte per affrontare il “problema rifiuti” nel territorio che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, dove risiedono un milione e mezzo di persone).
Dagli interventi dei Consiglieri Provinciali ho ricavato le seguenti impressioni:
1) I Consiglieri del Pd si sono arrampicati sugli specchi nel dichiarare la propria sensibilità ambientalista, concludendo i propri interventi con l’approvazione di un PIR che prevede la quintuplicazione dell’incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 tonnellate annue che saranno incenerite nel 2015, dopo aver speso oltre 300 milioni di euro per potenziare l’impiantistica inceneritorista): insomma, i Consiglieri del Pd (per disciplina partitica o per convinzione) hanno ritenuto inevitabile una scelta che contribuirà ad un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in un’area metropolitana dove è già pessima, con conseguente riduzione della salute dei cittadini (mentre le tariffe inevitabilmente aumenteranno, perché questa è la garanzia necessaria per ottenere dalle banche i 300 milioni di euro, da restituire con gli interessi nei prossimi decenni).
Anche il Sindaco di Sesto Fiorentino (del Pd), che in passato aveva accettato di dare il via libera alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini (al confine con Campi Bisenzio), ha questa consapevolezza: infatti, visto che nell’aeroporto di Peretola vogliono fare la nuova “pista inclinata” verso Sesto (che porterà gli aerei in arrivo e in partenza a passare sopra Sesto, con il conseguente aumento dell’inquinamento), ora si è messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore ritenendo inaccettabile una prospettiva di notevole aumento dell’inquinamento dell’aria derivante dal nuovo inceneritore e dalla pista inclinata.
2) I Consiglieri del Pdl (cioè di un partito che, a livello nazionale e regionale, condivide come il Pd la scelta di aumentare l’incenerimento) hanno sostenuto argomentazioni contrarie al PIR che potevano sembrare quelle più coerentemente di sinistra e ambientaliste presenti nel Consiglio Provinciale di Pistoia e hanno votato contro (ma, a mio parere, è evidente la strumentalità propagandistica della posizione che hanno assunto e infatti non hanno niente in contrario alla costruzione dell’inceneritore a Case Passerini).
3) Sugli interventi, sui silenzi e sul voto dei Consiglieri Prc e Idv, ho difficoltà a pronunciarmi, perchè mi viene da pensare che sarebbe come “sparare su una croce rossa” e per di più scassata e destinata a fermarsi.
Detto questo, voglio rispondere a 3 mistificazioni dell’Assessore Rino Fragai (ed a tutti i sostenitori del PIR che è stato approvato):
1) Le 70 Osservazioni critiche (e molto argomentate) che sono state presentate da alcuni partiti (Sel, Prc, Idv), da alcune Associazioni (Wwf, Italia Nostra, Medicina Democratica, ecc.), da diversi Comitati e anche da alcune persone (anche dall’architetto Simone Larini che ha contribuito alla progettazione di circa 12 Piani Provinciali sui Rifiuti in Lombardia e in Veneto, dove ci sono le esperienze più avanzate e moderne: una di queste – quella del Consorzio Priula in provincia di Treviso – viene visitata da tutta Europa, ma i Presidenti delle Province di FI, PO, PT non hanno avuto la curiosità di visitarla, perché – appunto – la loro scelta inceneritorista si può definire di tipo “ideologico”) non è vero che sono state parzialmente accettate: la controprova è la conferma della quintuplicazione dell’incenerimento (che era la scelta fondamentale del Piano adottato il 13 febbraio 2012 e questa scelta è rimasta identica nel Piano approvato dai Consigli provinciali del 17 dicembre 2012.
Una delle argomentazioni che fanno dire a Fragai di aver “parzialmente accolto” alcune Osservazioni è quella di aver sostituito i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2009, con i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2010: è proprio su questo che ritengo legittimo parlare di un Piano che è “un imbroglio alla luce del sole”. Le scelte sugli impianti da potenziare o da costruire non si basano sulla quantità dei rifiuti del 2009 o del 2010, ma sulla quantità dei rifiuti prevista nel 2015.
Di conseguenza, un minimo di ragionamento logico, porta a due previsioni molto diverse sulla quantità dei rifiuti solidi urbani nel 2015:
– Se è sincera la volontà di generalizzare la raccolta differenziata porta a porta (anzi, per pragmatica cautela, aggiungo io che basterebbe generalizzarla, entro il 2015, a un milione sul milione e mezzo di residenti nelle tre province) come dimostrano ampiamente tutte le esperienze dove è stato realizzato il sistema di raccolta domiciliare, la quantità dei RSU nel 2015 calerà da un milione di tonnellate annue a meno di 800.000 tonnellate annue (da cui va tolto almeno il 65% di raccolta differenziata) e quindi l’impiantistica da prevedersi per il 2015 per la parte dei rifiuti non riciclabile dovrebbe avere una potenzialità complessiva di circa 200.000 tonnellate annue.
– Se invece non è sincera la volontà politica di generalizzare il sistema di raccolta porta a porta (come io penso, perché è stato scelto di finalizzare la maggior parte delle risorse finanziarie al potenziamento dell’impiantistica inceneritorista), non sarà realizzato il 65% nel 2015 (e il 70% nel 2017) di raccolta differenziata di qualità (cioè effettivamente riciclabile) e quindi solo per questa “non sincerità” può diventare “necessaria” una parte dell’impiantistica inceneritorista prevista e scelta nel Piano che è stato approvato dai Consigli Provinciali.
2) La piccola novità che è stata inserita nel Piano Interprovinciale Rifiuti è un Osservatorio Interprovinciale per effettuare il monitoraggio sulla quantità dei rifiuti nel corso dei prossimi anni, che – dice Fragai – “consentirà di procedere ad un riallineamento dell’impiantistica prevista nel PIR che è stato approvato”: anche questa, a mio parere, è una mistificazione e non solo perché se quasi tutte le risorse finanziarie verranno assorbite dalla quintuplicazione dell’impiantistica inceneritorista… non sarà realizzato il 65/70% di raccolta differenziata riciclabile, ma anche perché dopo aver ottenuto i mutui, fatti i bandi di gara e iniziata la costruzione di quell’impiantistica inceneritorista, non sarà possibile dire alla banche “fermiamo i lavori in corso e non vi restituiremo i mutui che abbiamo ottenuto e anche speso nei lavori di costruzione gia realizzati”.
3) Può darsi che sbaglio, ma immagino che il Comune di Agliana (prevedendo che il Comune di Sesto F. si sarebbe messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore di case Passerini) ha fatto una mossa tattica (pensando di evitare così l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale da 150 T/giorno a 225 T/g), mettendo come condizione non solo l’esito positivo delle indagini in corso di Arpat e Asl, ma anche l’effettivo avvio della costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, ma aver accolto questa Osservazione nel PIR, a mio parere è un’ulteriore mistificazione sulle previsioni impiantistiche: perché se verrà davvero realizzato l’inceneritore di Case Passerini e se fosse sincera la scelta di realizzare il 65-70% di rifiuti differenziati riciclabili, allora non solo diventerebbe inutile l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale e di altri piccoli inceneritori (potenziamenti assurdi anche da un punto di vista esclusivamente economico, perché i costi dei filtri per fermare, per quanto possibile, le emissioni inquinanti e dei controlli che oggi sono indispensabili non consentono di chiudere i bilanci economici in pareggio nella gestione di inceneritori che bruciano meno di 400 T/giorno) ma si determinerebbe un eccesso di potenzialità inceneritorista che porterebbe a due possibili conseguenze: o importare rifiuti da incenerire dal resto della Toscana e dell’Italia, o chiudere i piccoli inceneritori (e questa sarebbe l’unica possibile conseguenza positiva di un PIR che a mio parere contiene previsioni che sono “un imbroglio alla luce del sole”).
Rimane un interrogativo sui cittadini italiani: continueranno a votare partiti e candidati, nelle varie elezioni politiche o amministrative, a prescindere dalle scelte programmatiche che fanno e dalla coerenza che mettono nella realizzazione concreta delle loro parole ?
E’ un interrogativo che pongo avendo la consapevolezza che qualche contraddizione l’abbiamo anche in Sel, anche se – lo dico con orgoglio – nel voto contrario al PIR del Consigliere Provinciale di SEL nella Provincia di Firenze vedo una scelta di coerenza politica tra quello che scriviamo, che diciamo e che facciamo.
Giuliano Ciampolini, membro dell’assemblea provinciale e regionale di SEL.
P.S. – Le mie opinioni possono essere anche sbagliate e proprio per questo spero di ricevere risposte argomentate per cercare di capire se e dove sbaglio.
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