Le parole che non ti ho detto. Ovvero un fantasma si aggira per Campi

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L’intervento pungente ma obiettivo del Comitato Mente Locale, sulle primarie campigiane.

Un fantasma si aggira per Campi. È umbratile, nebbioso, impalpabile e evanescente. Non ha nerbo né consistenza. È il programma dei candidati alle primarie, per meglio dire, è il suo fantasma, perché chiamarlo “programma” è un atto di entusiasmo. Non ci credete? Siamo le solite malelingue? E allora…
Sentite questa:
-c’è chi vanta concretezza di pensiero e di azione in quanto si propone un’azione fattiva verso i cittadini. Un’azione fattiva, cavolo. Avesse promesso un’azione non fattiva, c’era da dubitare; ma un’azione fattiva, è una garanzia. A proposito: un’azione fattiva… di che?
Sentite questa:
-c’è chi si propone di reimpostare il rapporto con la cittadinanza. Reimpostare è giusto. Infatti alla prima la posta non ci arriva. Reimpostatecelo, grazie. Infatti il precedente rapporto… non ci è arrivato.
Sentite questa:
-c’è chi propone la realizzazione del parcheggio (già previsto) di piazza Gramsci. Sagace! Già, ma se è già previsto… allora che programma è? Uno già visto?
Sentite questa:
-c’è chi propone… la Campismart. Noi veramente preferivamo una macchina con le portiere anche dietro, ma fa niente. Tanto la parcheggiamo in piazza Gramsci. Ah, a proposito, qualcuno si è preoccupato di andare a vedere dove l’hanno realizzata ‘sta cosa… tipo a Empoli in piazza della Vittoria… che vaccata che è?
Sentite questa:
-sentite niente, è inutile andare oltre. Non vi diciamo neanche quale candidato ha promesso quale punto. Né vi tediamo più a lungo su tutte le altre parolone scomodate: la meritoooocrazia… l’ascoooolto… la partecipaaaaazione… Come se tutti questi qui l’ascooolto e la partecipaaaaazione non avessero avuto l’occasione di realizzarli nella precedente legislatura (dove erano tutti in giunta). Tipo quando fu chiesto (e votato dal Consiglio comunale) il bilancio partecipato, oppure quando fu promessa una risposta all’interrogazione che chiedeva conto dei soldi pubblici dati alle associazioni di volontariato. Se ne ricordano ora quando chiedono il voto. Poi ci si meraviglia che vince Grillo. Ma insomma lasciamo stare.
Però sentite questa:
-Inceneritore. Questa è una parola che ha senso. E allora, cari candidati, che sulla meritoooocrazia e sull’ascooolto e sulla partecipaaaazione costruite il vostro fantasma di programma, su questa parola concreta ci dite qualcosa di sensato, finalmente? O date per scontato che si realizzerà visto che si tratta di accordi già stretti? Accordi già stretti, vorremmo ricordare, da giunte e partiti di cui voi avete fatto pienamente parte e dai quali sarebbe sterile esercizio piatire patenti di innocenza. Accordi già stretti in barba a quei cittadini che votarono il referendum. Oppure i cittadini devono partecipaaaare altro che quando devono scegliersi (scegliere… si fa per dire) il nuovo padrone ma poi devono stare al posto loro, sennò qui trionfa l’antipolitica (che è una brutta cosa, non a caso ha il suffisso –anti, quindi sa solo dire no). Ma come si fa a non dire no a questa pappa fritta, la democrazia mascherata da happening?
Vedete voi che risponderci. Oppure fate finta di nulla, continuate a promettere cose di cui non si capisce nulla, le azioni fattive, il chiacchiericcio che non ci eleva un millimetro dal pantano di una parola che è il pantano di una politica, e nei quali continuano a aggirarsi fuochi fatui, larve incorporee, sagome imprecise che poi, quando prima o poi arriverà il primo canto del gallo che annuncia l’alba di una nuova politica, dovranno necessariamente ritrarsi nel sottosuolo senza che nessuno ne avverta la mancanza.
Cordiali auguri per le vostre inutili primarie dalla Vs. MenteLocale della Piana

Ps. Com’è che già ci giungono ansiosi messaggi per posta da persone che si qualificano come futuri assessori, addirittura in pectore? Vi siete già divisi le cariche ancora prima della battaglia, come i pretoriani di Pompeo alla vigilia della battaglia di Filippi? Se è un’iniziativa scomposta, richiamate i vostri botoli; se è un preciso patto leonino già siglato tra i candidati, allora è inutile fare le elezioni amministrative. Fateci eleggere qualche consiglio di amministrazione di qualche banca o di qualche fondo di investimento, magari è meglio.

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