Percorsi d’arte .. i tesori della nostra città: la Villa Rucellai ed i suoi decori

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Prosegue la rassegna artistica dei tesori presenti nella nostra città, sempre a cura di Francesca Bertini responsabile dell’Ufficio Patrimonio Storico Artistico del Comune di Campi Bisenzio. Oggi parleremo della Villa Rucellai e dei suoi decori.

Villa Rucellai: l’eleganza dei decori in una dimora suburbana

Villa Rucellai dall'esterno dopo il restauro

L’acquisto da parte del Comune nel 2001 dell’intero complesso di Villa Rucellai, dà inizio a un progetto di recupero e restauro a partire dall’ala settecentesca della storica residenza familiare che è stata adibita a sede dell’Amministrazione comunale al piano nobile e a sede del Museo Antonio Manzi al piano terra con l’intenzione di sfruttare gli spazi anche per promuovere attività didattiche e organizzare eventi culturali.
La Villa si trova nel centro di Campi Bisenzio. Il cancello di accesso si apre a pochi metri da piazza Dante. Edificata nell’antico popolo di Santo Stefano immediatamente fuori dalle mura castellane, la villa è circondata da un alto muro, sostituito in parte su piazza della Resistenza qualche anno fa da una cancellata, in cui si aprono tre cancelli in ferro battuto decorati con stemmi e motivi floreali, costruito nella seconda metà dell‘800 quando i Rucellai, avendo venduto al Comune buona parte dei possedimenti e dei terreni chiesero il permesso di edificare un muro per recintare la loro proprietà. La parte più antica del complesso utilizzata fino alla vendita come fattoria, si presentava e tuttora è rimasta, in condizioni conservative peggiori rispetto alla parte settecentesca e non risulta nota la presenza di pitture o decorazioni murali. Ciò che emerge tuttavia da un rapido sguardo d’insieme alla Villa è il perfetto connubio tra le forme della dimora padronale quattrocentesca e la parte Neoclassica settecentesca.
Il nucleo originario cinquecentesco del giardino ha dato il nome alla Villa e all’intera area che si chiamava il Pratello, ed era costituito da un semplice prato decorato con aiuole e siepi. Quella odierna è la sistemazione ottocentesca secondo il gusto romantico con percorsi e aiuole irregolari, ombreggiate da querce, olmi, lecci. La parte sud del giardino è invece occupata da orti e limonaie con preciso disegno geometrico. La storia della famiglia Rucellai è indissolubilmente legata a Campi Bisenzio tanto che si narra che il primo rappresentante della famiglia fosse un nobile al seguito di Federico Barbarossa che per ricompensa al proprio valore ottenne il titolo di Signore di Campi; infatti alla fine del ‘300 il castello di Campi veniva chiamato anche Castello di Vanni di Ser Lapo Rucellai. Nel corso del XV secolo la famiglia aumentò le proprietà e i possedimenti. La Villa è sempre rimasta di proprietà della famiglia Rucellai dal Quattrocento fino al giorno della vendita, passata di generazione in generazione.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

Il primo nucleo nasce nella seconda metà del ‘400 dall’unione di due case vicine preesistenti. Nella prima metà del ‘500 intorno al cortile viene costruito un loggiato a due piani e davanti all’ingresso viene creato il giardino voluto da Maddalena Rucellai. Ai primi del ‘600 la villa passò a un altro ramo della famiglia, quello di Benedetto di Giovan Battista. Nel Settecento, in seguito all’aumentare della fama della nobile famiglia, la villa si rivelò inadatta per le esigenze di rappresentanza e per lo stile di vita della famiglia e si decise quindi di ampliarla.
Siamo in un periodo storico che va dal 1735 al 1752, nel cui arco di tempo venne costruita una nuova ala per gli appartamenti padronali degli allora quattro fratelli Rucellai proprietari: Giulio, Francesco, Federico e Giuseppe.
La parte più antica quattrocentesca rimase purtroppo in cattivo stato di conservazione e utilizzata fino alla vendita come fattoria. La decorazione pittorica murale tuttora esistente risale alla fine del ‘700, fu voluta da Pietro Orazio e commissionata a Luigi Bazzuoli insieme ad Angiolo Angiolini e Giuseppe Antonio Fabbrini. Le statue all’esterno che decoravano il giardino e non più presenti furono eseguite da Antonio Zini. Nello stesso periodo un altro esponente della famiglia, Giovan Pietro, consacrò invece la Cappella della Villa a Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Risalgono al 1786 le ricevute del pittore Luigi Bazzuoli per stucchi, cornici, stipiti, mentre tra il 1787 e il 1788 il pittore Angiolo Angiolini eseguì a piano terra la decorazione della stanza di ingresso alla odierna Sala Quattro Stagioni sul gusto raffaellesco con vedute di ville di proprietà Rucellai e figure a cammeo, lavoro per il quale viene pagato 300 lire, come risulta dai documenti dell’Archivio Rucellai.

Decori Villa Rucellai Campi Bisenzio

L’artista lascia il segno del suo passaggio apponendo una scritta con l’indicazione del suo nome e l’anno di esecuzione MDCCLXXXVII. Il pittore Giuseppe Antonio Fabbrini ricevette invece per la decorazione della Sala Quattro Stagioni 150 scudi nel 1788. Completano la decorazione delle sale al piano terra, pregevoli stucchi policromi e stemmi di famiglia.
Uno studio più accurato tuttora in corso permetterà tra breve di avere più chiaro il contributo che i pittori del Settecento hanno dato all’abbellimento delle sale e dei soffitti della Villa, in modo da restituire il giusto peso a queste decorazioni che si integrano perfettamente con le opere contemporanee di Antonio Manzi esposte nelle sale in un continuo dialogo tra passato e presente.
Francesca Bertini – Sezione Patrimonio Storico-Artistico

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