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Alla commemorazione dei XIII Martiri di San Piero a Ponti, la presenza di Olga Babak, studiosa ucraina che cerca notizie di partigiani russi che hanno combattuto nella piana

17 agosto 2010

Lo scorso 13 agosto, si commemorava a San Piero a Ponti l’eccidio di 13 campigiani che morirono per rappresaglia tedesca ad un incidente accaduto sessantasei anni fa. Per parlare di quanto accadde bisogna ritornare indietro nel tempo alla mattina dell’11 agosto del 1944, dove in un’incidente due soldati tedeschi che caddero dal ponte (crollato) sul Bisenzio. I due soldati furono soccorsi dagli abitanti ed il ponte fu transennato per evitare altre disgrazie, ma nella notte del 12 agosto qualcuno rimosse le transenne ed una pattuglia su di una camionetta cadde nel fiume con un morto e due feriti. Questa grave azione comportò il rastrellamento di 16 persone (dovevano essere 20 ma non ne furono trovate altre), uno di loro aveva solo 12 anni (Ivano Bonacchi) e fu lasciato libero e due riuscirono a fuggire. I rimanenti 13 furono fucilati in via di San Piero a Ponti, chiamata successivamente via dei XIII Martiri, in omaggio alla loro memoria. Appena una settimana fa un nutrito gruppo di cittadini ha deposto con alcune autorità di Campi e di Signa, una corona di alloro sulla lapide che li ricorda nella omonima via.
Alla commemorazione ha partecipato anche Olga Babak (di Odessa), una ricercatrice ucraina che sta compiendo delle ricerche sui partigiani sovietici ed ucraini che parteciparono alla resistenza italiana. Il suo lavoro è iniziato perchè leggendo alcuni testi è emerso che i partigiani sovietici erano moltissimi, nonostante la Russia non fosse impegnata nel conflitto bellico contro i nazi-fascisti in italia. Da Genova nella Carnia per arrivare a Campi, dove ha preso contatti con l’Ampi locale e la scoperta di due partigiani che hanno perso la vita nella famosa battaglia di Valibona, che avevano nazionalità russa ed ucraina (rispettivamente il russo Andrej Vladimirò ed il tenore ucraino Mirko).
Olga vuole approfondire ulteriormente questa scoperta perchè il materiale raccolto a Campi andrà a completare una pubblicazione per far conoscere il contributo dei partigiani russi ed ucraini alla Resistenza Italiana.


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