Riporto con piacere un interessante ed illuminante articolo tratto dal blog Utopia Rossa ad opera di Michele Nobile, che sviscera e chiarisce il comportamento della casta politica e dei media verso il M5S. L’articolo è molto lungo perchè si articola una una serie di acute e anche minuziose considerazioni sul comportamento delle parti politiche che compongono il nostro paese, in modo particolare della sinistra. Uno spaccato della classe politica italiana incancrenita, composta da personaggi il cui reddito ed il cui status sociale dipendono, da dieci, venti o trent’anni a questa parte, dai ruoli ricoperti in un partito e nelle istituzioni; che di fatto poi confluiscono nel “professionismo politico”. Proporrò quindi di volta in volta alcuni spezzoni che, per come sono stati concepiti, si prestano ad essere letti singolarmente, ecco il primo:
Demonizzazione e captatio benevolentiae verso il M5S
È da tempo che la crisi di legittimità della casta partitico-statale italiana si esprime nella crescita dell’astensionismo: che è il fenomeno politico maggiormente in crescita di cui poco si parla o se ne parla per liquidarlo come primitivismo antiparlamentare o «qualunquismo». Come forma di protesta politica l’astensionismo cresce perché ha profonde e diffuse motivazioni sociali, alle quali né il centrosinistra né il centrodestra sono in grado di rispondere in modo credibile e accettabile. Con le recenti elezioni la crisi di legittimità si è trasferita anche all’interno dell’istituzione parlamentare, in conseguenza del successo elettorale del Movimento cinque stelle (M5S): piaccia o no, di fronte ai partiti che da vent’anni governano il paese è il M5S che costituisce il terzo polo, quello della protesta. È questo che spiega l’ambivalenza dell’atteggiamento di politici e commentatori nei confronti del M5S, che oscilla tra la demonizzazione e la captatio benevolentiae: in questo secondo caso ci si aspetta che Grillo «il demagogo» e i parlamentari della cosiddetta «antipolitica» sappiano anche mostrarsi ragionevoli e costruttivi, consentendo in tal modo la formazione di un governo, possibilmente di centrosinistra.
Tuttavia il M5S rifiuta, certamente non senza tensioni, di giungere ad accordi con il Pd: accordi che in altre circostanze si sarebbero spregiativamente bollati come consociativi e che costituirebbero il definitivo colpo di grazia alla ventennale retorica circa l’alternanza bipartitica (colpo, in effetti, già sferrato dal consenso bipartitico al governo Monti). Tentando di coagulare il consenso di Pd e Pdl intorno ai presunti «saggi» il presidente Napolitano non ha fatto altro che giocare nuovamente la carta consociativa. Ma la sinistra – intendendo Rifondazione comunista, Pdci, Verdi e quel che resta del «popolo» che a questi partiti continua a far riferimento – come si comporta nei confronti dell’impasse cui è giunta la casta partitica, attualmente più screditata che al tempo di Tangentopoli?
Nell’articolo precedente auspicavo che dai risultati delle elezioni politiche si sapesse trarre la giusta lezione. Evidentemente non è così. La sinistra post-Pci sembra anzi in preda a un crollo psichico, che si manifesta nell’isteria antigrillina e nella marchiatura a fuoco della figura di Beppe Grillo, considerato come un seduttore di masse istupidite, una sorta di Grande fratello totalitario in versione postmoderna, mentre i risultati elettorali del M5S vengono qualificati come «diversione» o addirittura come un esempio della «reazione che avanza». E siamo arrivati al vergognoso paradosso per cui questa sinistra formalmente antimontiana oggi si scaglia contro Grillo perché ha il coraggio di dire no a un inciucio tra Pdl e Pd, che di Monti è stato il più fedele sostenitore; e questo dopo che Prc, Pdci e Verdi hanno condiviso responsabilità di governo con il centrosinistra, vale a dire con la coalizione che negli anni ‘90 f ece la maggior parte del lavoro sporco di stampo neoliberistico. Stiamo parlando di un’area politica (i Forchettoni rossi) reduce da tre lustri di battimani, in adorazione di ogni minima svolta del guru e autentico demagogo Bertinotti, oppure di Diliberto, ministro nel governo D’Alema, quello che bombardò la Jugoslavia.
Non è difficile comprendere i motivi della reazione antigrillina di questi prof essionisti della politica e del forchettonismo di sinistra: dal loro punto di vista, il successo del M5S non ha dato vita soltanto a un enorme concorrente sul terreno elettorale (come si è potuto vedere), ma intacca anche il portafoglio economico dei rimborsi, delle sovvenzioni e dei privilegi dei parlamentari e dei consiglieri regionali. In altri termini, l’insuccesso nel mercato politico minaccia alla fonte l’afflusso della linfa che è vitale per la riproduzione di questi apparati e degli apparatini ad essi collegati. La perdita dello status istituzionale e la minimizzazione del loro ruolo nel sistema politico compromettono la possibilità di apparire mediaticamente, di partecipare attivamente allo spettacolo parlamentare e televisivo. Quanto alle correnti minori, gruppi, blog e social networks vari (considerati in genere erroneamente come il nocciolo duro del cosiddetto «popolo di sinistra»), lungi dal valorizzare il dato crescente dell’astensionismo e l’impasse in cui il M5S ha contribuito a mettere l’intera casta, si sono scatenati nell’opera di amplificazione di ogni sbavatura dei grillini, nell’estrema semplificazione del discorso del o intorno al M5S, nell’invettiva urlata (in questo paradossalmente simili allo stile di Beppe Grillo). Per questo «popolo di sinistra», che nel passato ha dimostrato ampiamente di essere altrettanto «populista» dei cosiddetti grillini – anche se in forma più antiquata – la seconda batosta elettorale consecutiva ha generato frustrazione, risentimento e invidia nei confronti dell’enorme successo elettorale (ma anche di mobilitazione nelle piazze) conseguito dal M5S. E questi stati d’animo rancorosi stanno impedendo una radicale autocritica che, finalmente, faccia i conti sino in fondo con vent’anni di subalternità strategica al centrosinistra e ai miti dell’elettoralismo – nonché con il sottostante retroterra ideologico, togliattiano e ingraiano, dei partiti post-Pci. In effetti, lo zelo digital-militante sarebbe meglio impiegato nell’autocritica e nella liquidazione dei Forchettoni rossi che non nella denigrazione di Grillo e del suo movimento. Il risentimento e l’invidia non solo rendono più dif f icile interpretare il f enomeno M5S (sommandosi in questo a limiti e incapacità di analisi che noi di Utopia rossa stiamo denunciando da tempo), ma stanno dando vita a una volontà di rivalsa elettorale, di ricomposizione della «sinistra» in funzione del ritorno (degli zombies?) in Parlamento, riproponendo per l’ennesima volta il vaniloquio di un «vero e proprio processo costituente, democratico e partecipato».
Si direbbe che la sinistra post-Pci sia afflitta da una irresistibile coazione a ripetere secondo un modello di base e dall’incapacità di rielaborare le sconf itte che necessariamente conseguono. È come se, in fondo, fosse vittima di un trauma originario mai compreso sino in fondo: la mutazione del Pci da partito stalinista in partito organicamente capitalistico – e quindi torni sistematicamente a cercare l’affetto di questo padre padrone e «traditore». Con ciò non solo si vanifica la possibilità di comprendere e superare il passato, ma anche di autonomizzarsi, di divenire adulta e battere nuove vie, costruire il futuro. In tale abisso mentale, la sinistra post-Pci non riesce nemmeno a sentire il bisogno di incarnare e radicalizzare politicamente il sentimento antioligarchico che da tempo si sta esprimendo nella crescita dell’astensionismo e, più recentemente, nel boom del voto per il M5S – e ciò impedisce a priori di creare le condizioni per convertirlo in lotta sociale fuori e contro le istituzioni del capitale. È un’ossessione che ha profonde radici ideologiche, sostenuta dalla necessità di riprodursi di apparati di professionisti della politica; è una condanna al declino e alla degenerazione, ormai giunta a uno stadio irreversibile. Questa ossessione forchettonica continua invece a produrre danni: se ne uscirà fuori solo se e quando dalla società emergeranno energie nuove, capaci di assimilare le lezioni del passato e cercare forme nuove della lotta contro il sistema capitalistico. Fonte UtopiaRossa
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Il Movimento 5 Stelle, una rivolta nella postdemocrazia e le ossessioni della (ex)sinistra italiana
30 aprile 2013Torna l’opera lirica per il secondo centenario di Verdi al Teatro Dante con “Un ballo in maschera” il 17 marzo
20 febbraio 2013Grande Concerto di Capodanno al Teatro Dante
1 gennaio 2013
Oggi, 1° gennaio 2013 alle ore 16.30, Campi Lirica con il comune di Campi Bisenzio e la preziosa collaborazione dell’Orchestra Nuova Europa, diretta da Alan Freiles, allieteranno gli appassionati di lirica con le musiche celebri di Strauss, Beethoven, Verdi, Puccini e Donizzetti, con la voce del soprano Bo Hui Yao e del tenore Cristian Ricci, in uno splendido Concerto di Capodanno. E’ previsto un unico posto numerato al costo di 18 euro e per i soci Campi Lirica a 15 euro. La biglietteria del Teatro Dante sarà aperta un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Buon anno e buon divertimento.
Indecoroso lo spettacolo all’ingresso di Villa Rucellai per i tappeti stracciati, gli appelli di Brunella Bresci
9 aprile 2011Il Consigliere Comunale Brunella Bresci del Gruppo Uniti per Campi, da Natale, aspetta che l’Amministrazione Comunale veda e provveda a risolvere il problema indecoroso dell’ingresso della sede del Sindaco e dei Consiglieri a Villa Rucellai (che dovrebbe essere il biglietto da visita della nostra Amministrazione).
Dopo l’articolo apparso su La Nazione lo scorso 19 febbraio, diversi cittadini hanno ringraziato Brunella per ciò che ha scritto fra cui molti alcuni anziani, che la sera si trovano in difficoltà con il rischio di inciampare. “Un biglietto da visita di un degrado”, prosegue Brunella “che ha stupito addirittura persone non campigiane e non italiane in visita alla nostra città”.
La cosa buffa prosegue Brunella “è che Chini esibisce sempre stampati e pubblicità delle bellezze e della cura del nostro territorio , forse perché non vede o non vuol vedere gli innumerevoli problemi che sarebbe urgente risolvere…e non aggiungo altro”.
Visto però che ancora a marzo, tale sgradito spettacolo restava immutato la Bresci ha presentato un “question time” nel quale ha richiesto che si provveda finalmente a trovare definitiva soluzione.
Non ho a disposizione la risposta di Chini nel consiglio comunale, ma Brunella mi assicura che è stata eloquente e soprattutto arrogante, d’altro canto al posto di mille parole ciò che conta sono i risultati .. che io vi mostro, fotografati proprio questo pomeriggio.
A voi tutte le considerazioni .. ma basterebbe poco .. basterebbe toglierli !

Indecorosi tappeti verdi di Villa Rucellai
Concerto di Capodanno 2011 al Teatro Dante
28 dicembre 2010Come di consuetudine l’Associazione Campi Lirica ed il Comune di Campi Bisenzio, presentano per sabato 1 gennaio 2011 alle ore 16.00 il Concerto di Capodanno con le musiche di Strauss, Beethoven, Verdi, Puccini e Donizetti. L’evento si svolgerà al Teatro Dante di Campi e vedrà la presenza dell’orchestra Nuova Europa diretta da Alan Freiles. Le arie delle opere saranno interpretate dal soprano Federica Pietra e dal tenore Leonardo Sgroi.
Biglietti: posto unico numerato intero 18 euro, soci Campi Lirica 15 euro. La biglietteria è aperta il venerdì e sabato con orario 16-19 ed un’ora prima dell’inizio dello spettacolo. Tutte le info al numero 339-7232068

Lavoriamo insieme per valorizzare San Donnino, due laboratori per riqualificare il territorio
7 giugno 2010Il Comune di Campi Bisenzio ed il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze hanno istituito un laboratorio congiunto di ricerca in Cultura e Territorio per elaborare una proposta partecipata di valorizzazione della frazione di San Donnino.
Lo scorso 19 maggio, attraverso una assemblea pubblica, è stato presentato l’accordo fra il Comune e il Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio dell’Università di Firenze per l’istituzione a San Donnino di un Laboratorio congiunto di ricerca in Cultura e territorio per elaborare una proposta partecipata di valorizzazione della frazione. Sul sito del comune si trova anche la Documentazione presentata nel corso dell’assemblea.
Il Laboratorio che ne è scaturito, sarà articolato in 5 laboratori tematici che prevedono una serie di incontri organizzati presso laSala della Compagnia, vicino alla Chiesa di San Donnino, via Trento 191 alle ore 21. Referenti per tutti i laboratori sono l’architetto Letizia Nieri per il Comune di Campi Bisenzio e l’architetto Sergio Martellucci per l’Università degli Studi di Firenze.
Molti cittadini hanno già fatto pervenire la loro adesione al Laboratorio (62 cittadini), ma è ancora possibile parteciparvi telefonando all’Ufficio Comunicazione e partecipazione al numero 055 89.59.571 oppure allo 055 89.59.572 o mandando una mail all’indirizzo stampa@comune.campi-bisenzio.fi.it.
I cinque laboratori tratteranno i vari temi da discutere ossia: Collegamento e riqualificazione delle aree a verde, Ridefinizione infrastrutturale ed ambientale, Riqualificazione del Centro Storico, Ridefinizione ambientale e paesaggistica dell’area dell’ex inceneritore, Recupero dell’area ex Ausonia.
Le date:
Laboratorio 1 – Collegamento e riqualificazione delle aree a verde
Seguito da Guido Silvestri
Analisi – martedì 8 giugno
Diagnosi - martedì 15 giugno
Progetto - martedì 29 giugno
Laboratorio 2 – Ridefinizione infrastrutturale ed ambientale
Seguito da Miljana Dragnic, Kristina Recler, Guido Silvestri
Analisi – mercoledì 26 maggio
Diagnosi – giovedì 10 giugno
Progetto – martedì 22 giugno
I cittadini che non si sono ancora iscritti ma desiderano comunque partecipare a uno o più laboratori possono presentarsi direttamente agli incontri nelle date sopraindicate.
La CampiLirica e l’Orchestra Nuova Europa presentano “Il Trovatore” di Verdi
24 gennaio 2010Ancora una presenza locale al nostro Teatro Dante, il 31 gennaio 2010 alle ore 16.00, che mai come quest’anno sta proponendo spettacoli degni di nota anche al livello italiano. Locale perchè questa opera lirica è stata presentata e verrà condotta da due associazioni che raggruppano personaggi capaci e pregevoli. Sono due cast che conducono la loro opera degnamente e rappresentano una risorsa ed una virtù locale, che non può e non deve essere sottovalutata. Mi riferisco ovviamente alla Compagnia Campi Lirica ed alla Orchesta Nuova Europa, che in questa occasione presentano Il trovatore, una splendida pera di Giuseppe Verdi rappresentata in prima assoluta il 19 gennaio 1853 al Teatro Apollo di Roma, che assieme a Rigoletto e La traviata fa parte della cosiddetta trilogia popolare.
Il libretto, in quattro parti e otto quadri, fu tratto dal dramma El Trobador di Antonio García Gutiérrez. Fu Verdi stesso ad avere l’idea di ricavare un’opera dal dramma di Gutiérrez, commissionando a Salvadore Cammarano la riduzione librettistica. Il poeta napoletano morì improvvisamente nel 1852, appena terminato il libretto, e Verdi, che desiderava alcune aggiunte e piccole modifiche, si trovò costretto a chiedere l’intervento di un collaboratore del compianto Cammarano, Leone Emanuele Bardare. Questi, che operò su precise direttive dell’operista, mutò il metro della canzone di Azucena (da settenari a doppi quinari) e aggiunse il cantabile di Luna (Il balen del suo sorriso – II.3) e quello di Leonora (D’amor sull’ali rosee – IV.1). Lo stesso Verdi, inoltre, intervenne personalmente sui versi finali dell’opera, abbreviandoli.
La prima rappresentazione fu un grande successo: come scrive Julian Budden, “Con nessun’altra delle sue opere, neppure con il Nabucco, Verdi toccò così rapidamente il cuore del suo pubblico“.
Interpreti di quel fortunatissimo debutto furono: Il Conte di Luna, Giovanni Guicciardi, baritono; Leonora, Rosina Penco, soprano; Azucena, Emilia Goggi, mezzosoprano; Manrico, Carlo Baucardé, tenore; Ferrando, Arcangelo Baldesi, basso; Ines, Francesca Quadri, soprano; Ruiz, Giuseppe Bazzoli, tenore.
La trama, oltremodo intricata e romanzesca, si sviluppa parte in Biscaglia e parte in Aragona all’inizio del XV secolo. Da amante dell’opera Verdiana, non posso che incitarvi a partecipare numerosi a questo evento.. (scarica la locandina in PDF)
Concerto di Capodanno 2010 al Teatro Dante di Campi Bisenzio
31 dicembre 2009Il 1 Gennaio 2010 alle ore 16,30 si terrà il Concerto di Capodanno presso il Teatro Dante in P.zza Dante 23 a Campi Bisenzio, con musiche di Strauss, Ciaikovski, Rossini, Suppè, Offenbach, Verdi Puccini con il Tenore Enrico Nenci, corpo di ballo e coreografie di Cecilia Mazzanti, Orchestra “Nuova Europa” diretta da Alan Freiles. Per informazioni e prevendita Teatro Dante Tel 055 89 40 864 apertura venerdì e sabato ore 16/19 e in orari di spettacoli.
Selezione di arie e brani da:
Lo Schiaccianoci di Ciaikowskj Danza degli zufoli
La Madama Butterfly di G. Puccini Addio fiorito asil
Quadriglia degli artisti J. Strauss
Sul Bel Danubio blu di J. Strauss
Rigoletto di G. Verdi La donna è mobile
Feuer Fest J. Strauss
Lo Schiaccianoci di Ciaikowskj Danza cinse
Di quella pira da Il Trovatore di G. Verdi
Cavalleria leggera di Suppe’
Lo Schiaccianoci di Ciaikowskj Tripack
E lucevan le stelle dalla Tosca di G. Puccini
Can Can di Offenbach
Nessun dorma Dalla Turandot di G. Puccini
Trish Trash Polka di J. Strauss
Tarantella di G. Rossini
Marcia di Radetzkj J. Strauss





















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