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E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro.. a mio parere, è “un imbroglio alla luce del sole”

19 dicembre 2012
E’ stato approvato il Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro
Ieri (ndr il 18), insieme a diverse altre persone che vogliono una politica diversa e moderna sui rifiuti (che, ovviamente è tale se si propone di smaltire – come stabilisce la legislazione esistente – i rifiuti solidi urbani nel territorio dell’ATO di riferimento, evitando di esportarli in altri territori della Toscana, dell’Italia o dell’Europa, anche perché l’esportazione ha due conseguenze negative: aumenta ulteriormente l’inquinamento ed i costi economici),  ho ascoltato il dibattito svoltosi nel Consiglio Provinciale di Pistoia e che si è concluso con l’approvazione, a maggioranza, del Piano Interprovinciale Rifiuti dell’ATO Toscana Centro (cioè dello strumento di pianificazione delle scelte per affrontare il “problema rifiuti” nel territorio che comprende le province di Firenze, Prato e Pistoia, dove risiedono un milione e mezzo di persone).
Dagli interventi dei Consiglieri Provinciali ho ricavato le seguenti impressioni:
1) I Consiglieri del Pd si sono arrampicati sugli specchi nel dichiarare la propria sensibilità ambientalista, concludendo i propri interventi con l’approvazione di un PIR che prevede la quintuplicazione dell’incenerimento (dalle attuali 60.000 tonnellate annue a 280.000 tonnellate annue che saranno incenerite nel 2015, dopo aver speso oltre 300 milioni di euro per potenziare l’impiantistica inceneritorista): insomma, i Consiglieri del Pd (per disciplina partitica o per convinzione) hanno ritenuto inevitabile una scelta che contribuirà ad un ulteriore peggioramento della qualità dell’aria in un’area metropolitana dove è già pessima, con conseguente riduzione della salute dei cittadini (mentre le tariffe inevitabilmente aumenteranno, perché questa è la garanzia necessaria per ottenere dalle banche i 300 milioni di euro, da restituire con gli interessi nei prossimi decenni).
Anche il Sindaco di Sesto Fiorentino (del Pd), che in passato aveva accettato di dare il via libera alla costruzione dell’inceneritore di Case Passerini (al confine con Campi Bisenzio), ha questa consapevolezza: infatti, visto che nell’aeroporto di Peretola vogliono fare la nuova “pista inclinata” verso Sesto (che porterà gli aerei in arrivo e in partenza a passare sopra Sesto, con il conseguente aumento dell’inquinamento), ora si è messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore ritenendo inaccettabile una prospettiva di notevole aumento dell’inquinamento dell’aria derivante dal nuovo inceneritore e dalla pista inclinata.
2) I Consiglieri del Pdl (cioè di un partito che, a livello nazionale e regionale, condivide come il Pd la scelta di aumentare l’incenerimento) hanno sostenuto argomentazioni contrarie al PIR che potevano sembrare quelle più coerentemente di sinistra e ambientaliste presenti nel Consiglio Provinciale di Pistoia e hanno votato contro (ma, a mio parere, è evidente la strumentalità propagandistica della posizione che hanno assunto e infatti non hanno niente in contrario alla costruzione dell’inceneritore a Case Passerini).
3) Sugli interventi, sui silenzi e sul voto dei Consiglieri Prc e Idv, ho difficoltà a pronunciarmi, perchè mi viene da pensare che sarebbe come “sparare su una croce rossa” e per di più scassata e destinata a fermarsi.
Detto questo, voglio rispondere a 3 mistificazioni dell’Assessore Rino Fragai (ed a tutti i sostenitori del PIR che è stato approvato):
1) Le 70 Osservazioni critiche (e molto argomentate) che sono state presentate da alcuni partiti (Sel, Prc, Idv), da alcune Associazioni (Wwf, Italia Nostra, Medicina Democratica, ecc.), da diversi Comitati e anche da alcune persone (anche dall’architetto Simone Larini che ha contribuito alla progettazione di circa 12 Piani Provinciali sui Rifiuti in Lombardia e in Veneto, dove ci sono le esperienze più avanzate e moderne: una di queste – quella del Consorzio Priula in provincia di Treviso - viene visitata da tutta Europa, ma i Presidenti delle Province di FI, PO, PT non hanno avuto la curiosità di visitarla, perché – appunto – la loro scelta inceneritorista si può definire di tipo “ideologico”) non è vero che sono state parzialmente accettate: la controprova è la conferma della quintuplicazione dell’incenerimento (che era la scelta fondamentale del Piano adottato il 13 febbraio 2012 e questa scelta è rimasta identica nel Piano approvato dai Consigli provinciali del 17 dicembre 2012.
Una delle argomentazioni che fanno dire a Fragai di aver ”parzialmente accolto” alcune Osservazioni è quella di aver sostituito i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2009, con i dati sulla quantità dei rifiuti nel 2010: è proprio su questo che ritengo legittimo parlare di un Piano che è “un imbroglio alla luce del sole”. Le scelte sugli impianti da potenziare o da costruire non si basano sulla quantità dei rifiuti del 2009 o del 2010, ma sulla quantità dei rifiuti prevista nel 2015.
Di conseguenza, un minimo di ragionamento logico, porta a due previsioni molto diverse sulla quantità dei rifiuti solidi urbani nel 2015:
- Se è sincera la volontà di generalizzare la raccolta differenziata porta a porta (anzi, per pragmatica cautela, aggiungo io che basterebbe generalizzarla, entro il 2015, a un milione sul milione e mezzo di residenti nelle tre province) come dimostrano ampiamente tutte le esperienze dove è stato realizzato il sistema di raccolta domiciliare, la quantità dei RSU nel 2015 calerà da un milione di tonnellate annue a meno di 800.000 tonnellate annue (da cui va tolto almeno il 65% di raccolta differenziata) e quindi l’impiantistica da prevedersi per il 2015 per la parte dei rifiuti non riciclabile dovrebbe avere una potenzialità complessiva di circa 200.000 tonnellate annue.
- Se invece non è sincera la volontà politica di generalizzare il sistema di raccolta porta a porta (come io penso, perché è stato scelto di finalizzare la maggior parte delle risorse finanziarie al potenziamento dell’impiantistica inceneritorista), non sarà realizzato il 65% nel 2015 (e il 70% nel 2017) di raccolta differenziata di qualità (cioè effettivamente riciclabile) e quindi solo per questa “non sincerità” può diventare “necessaria” una parte dell’impiantistica inceneritorista prevista e scelta nel Piano che è stato approvato dai Consigli Provinciali.
2) La piccola novità che è stata inserita nel Piano Interprovinciale Rifiuti è un Osservatorio Interprovinciale per effettuare il monitoraggio sulla quantità dei rifiuti nel corso dei prossimi anni, che – dice Fragai – “consentirà di procedere ad un riallineamento dell’impiantistica prevista nel PIR che è stato approvato”: anche questa, a mio parere, è una mistificazione e non solo perché se quasi tutte le risorse finanziarie verranno assorbite dalla quintuplicazione dell’impiantistica inceneritorista… non sarà realizzato il 65/70% di raccolta differenziata riciclabile, ma anche perché dopo aver ottenuto i mutui, fatti i bandi di gara e iniziata la costruzione di quell’impiantistica inceneritorista, non sarà possibile dire alla banche “fermiamo i lavori in corso e non vi restituiremo i mutui che abbiamo ottenuto e anche speso nei lavori di costruzione gia realizzati”.
3) Può darsi che sbaglio, ma immagino che il Comune di Agliana (prevedendo che il Comune di Sesto F. si sarebbe messo di traverso alla costruzione dell’inceneritore di case Passerini) ha fatto una mossa tattica (pensando di evitare così l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale da 150 T/giorno a 225 T/g), mettendo come condizione non solo l’esito positivo delle indagini in corso di Arpat e Asl, ma anche l’effettivo avvio della costruzione dell’inceneritore di Case Passerini, ma aver accolto questa Osservazione nel PIR, a mio parere è un’ulteriore mistificazione sulle previsioni impiantistiche: perché se verrà davvero realizzato l’inceneritore di Case Passerini e se fosse sincera la scelta di realizzare il 65-70% di rifiuti differenziati riciclabili, allora non solo diventerebbe inutile l’ulteriore potenziamento dell’inceneritore di Montale e di altri piccoli inceneritori (potenziamenti assurdi anche da un punto di vista esclusivamente economico, perché i costi dei filtri per fermare, per quanto possibile, le emissioni inquinanti e dei controlli che oggi sono indispensabili non consentono di chiudere i bilanci economici in pareggio nella gestione di inceneritori che bruciano meno di 400 T/giorno) ma si determinerebbe un eccesso di potenzialità inceneritorista che porterebbe a due possibili conseguenze: o importare rifiuti da incenerire dal resto della Toscana e dell’Italia, o chiudere i piccoli inceneritori (e questa sarebbe l’unica possibile conseguenza positiva di un PIR che a mio parere contiene previsioni che sono “un imbroglio alla luce del sole”).
Rimane un interrogativo sui cittadini italiani: continueranno a votare partiti e candidati, nelle varie elezioni politiche o amministrative, a prescindere dalle scelte programmatiche che fanno e dalla coerenza che mettono nella realizzazione concreta delle loro parole ?
E’ un interrogativo che pongo avendo la consapevolezza che qualche contraddizione l’abbiamo anche in Sel, anche se - lo dico con orgoglio - nel voto contrario al PIR del Consigliere Provinciale di SEL nella Provincia di Firenze vedo una scelta di coerenza politica tra quello che scriviamo, che diciamo e che facciamo.
Giuliano Ciampolini, membro dell’assemblea provinciale e regionale di SEL.
P.S. – Le mie opinioni possono essere anche sbagliate e proprio per questo spero di ricevere risposte argomentate per cercare di capire se e dove sbaglio.

A che punto è la notte ? La vicenda dell’inceneritore della Piana Fiorentina raccontata da MenteLocale

24 settembre 2012

Una nuova inchiesta per il Comitato MenteLocale della Piana. Dopo tanto silenzio si torna a parlare di inceneritore in un lungo dossier molto illuminante .. che ripercorre questi anni per capire parafrasando “a che punto è la notte, e perchè prima o poi, dopo la notte, viene sempre il mattino.”

La storia dell’inceneritore della Piana data ormai da tredici anni; se ne cominciò infatti a parlare nel 2000. Sembra ieri. È una storia che è stata raccontata più volte e persino analizzata in pubblicazioni di livello accademico, per cui sembra difficile che possa riservare qualche sorpresa. Ci permettiamo però di non essere d’accordo, perché questa storia è stata narrata più volte, ma quasi sempre dal punto di vista delle istituzioni. A riguardare l’enorme massa di pubblicazioni (articoli, interviste, libri) che ne trattarono e ne trattano, quasi sempre sono gli uomini (e donne) delle istituzioni che parlano, e quando non ne parlano loro, ne parlano uomini da loro stipendiati. Quindi, per come vanno le cose nella Piana, ne parlano quasi sempre i partiti, o meglio ancora, ne parlano quasi sempre uomini di partito. Perciò c’è forse spazio per un’altra narrazione, che certo non abbiamo l’ambizione di esaurire noi; ma, vale la pena di provare ad aprire un’altra strada. Ripercorrendo il sentiero di questa storia, che cosa ha imparato un cittadino (quindi non un uomo di partito) da tutta questa vicenda? Che cosa gli dice questa storia? Non abbiamo la presunzione di incarnare quel cittadino attivo e consapevole che secondo noi è la prima ricchezza e la prima risorsa di una comunità (una specie protetta dal punto di vista costituzionale, oseremmo dire); quindi i nostri lettori sono come sempre liberi, liberissimi, di farsi l’opinione che credono in base ai materiali pubblicati. Una cosa però ci sentiamo di dirla; in tutta questa vicenda ci sono amministratori che prima si mettono a capo delle legittime aspettative delle loro comunità, poi, redarguiti dal partito, cambiano idea e dicono che non c’è alternativa; ci sono amministratori che prendono accordi tra loro e poi nei consigli comunali raccontano un’altra cosa; ci sono amministratori che si inventano battaglie di facciata quando ormai, sottobanco, stanno trattando. E ci sono cittadini. Cittadini che si auto-organizzano, che diventano esperti nella gestione dei rifiuti, rivelando una creatività e una competenza che francamente sbalordisce. Cittadini che si mettono di traverso alle decisioni già prese, spesso pagando di tasca propria e sulla propria pelle; ma che forse non sanno veramente stabilire alleanze larghe e farsi classe dirigente.
È una storia di grandi occasioni mancate, la storia di una generazione di amministratori più bravi a contrattare nella retrobottega del partito che a produrre consenso; di una generazione di cittadini che a fronte di un grande e generoso impegno non riesce a cambiare nulla. È quindi la storia di come istituzioni e cittadini NON si incontrano; diremmo quasi un caso da manuale di quella cattiva amministrazione e di quella cattiva politica che, chiusa nel centro del proprio ombelico, produce per forza di cose quella che oggi si chiama antipolitica. Di come trasparenza e partecipazione democratica siano rimaste parole vuote, che durano lo spazio di una breve campagna elettorale, subito sostituite da altre parole: amministrazione, decisione, decisione tecnica. Da questo punto di vista, la riduzione della politica a tecnica dell’amministrare e il conseguente scempio del patrimonio morale e politico della comunità è del tutto speculare allo scempio dell’ambiente comune che l’inceneritore rappresenta. Tuttavia non è il caso di deprimersi; se quella generazione di cittadini che maturò la forza delle proprie convinzioni e la fiducia nelle proprie competenze e nelle proprie azioni non ce l’ha fatta a diventare classe dirigente, per cui hanno continuato a vincere i vecchi amministratori (magari nella versione giovanile e modernizzata dei rottamatori) è ben possibile che mentre leggete queste righe una nuova generazione sia già pronta a prendere il loro posto, allegra e terribile, e a rimettere a posto le cose, evitando quegli errori che i loro sciagurati predecessori commisero. Se ne vedono già i segni. A tutti costoro, se ce ne sono tra i nostri lettori, auguriamo buona fortuna perché ne avranno bisogno; per tutti gli altri, una storia che, anche per chi la conosce, varrà la pena di essere ripercorsa, nella certezza che, come sapeva la biblica sentinella di Isaia cui venne chiesto a che punto era la notte, prima o poi, dopo la notte, viene sempre il mattino.

Indice del Dossier
1. Un po’ di storia
2. Che ti dice la VIS?
3. Io e l’inceneritore
4. La sindrome TINA
5. Ma quanto mi costi?

Florence Altermeeting – tre giorni per parlare di Zero Waste in Toscana

14 settembre 2012

Per non finire in fumo .. interroghiamoci sulle politiche devastatorie del territorio messe in atto dalla classe dirigente della Piana fiorentina

17 giugno 2012

Ripartiamo dall’inceneritore di Case Passerini e dall’ampliamento dell’aeroporto di Peretola per interrogarci sulle politiche devastatorie del territorio messe in atto dalla classe dirigente (politica e finanziaria) della Piana fiorentina. Cosa possiamo ancora fare per impedire la costruzione dell’inceneritore e bloccare l’ampliamento della pista aeroportuale che avrebbero conseguenze nefaste sulla vita dei cittadini della Piana ? Cercheremo di rispondere a questa domanda nell’incontro, organizzato dal Cantiere Sociale Camillio Cienfuegos, che si terrà il prossimo giovedì 21 giugno in piazza Dante a Campi Bisenzio (nell’atrio sottostante la Sala Consiliare).
La serata si aprirà con un’apericena alle ore 19.00 e proseguirà dalle 21.15 con la proiezione del documentario Zero waste / Rifiuti zero e con un dibattito che sarà aperto dalle comunicazioni di:
Fabrizio Bertini (Coordinamento Comitato ATO Toscana Centro)
Gianluca Garetti (Medicina Democratica)
Paolo Lombardi (MenteLocale della Piana)
Alessandro Nannini (RSU ATAF).

Inceneritore: Viti chiede un aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) ed Ambientale (VIA)

24 marzo 2012

Roberto Viti, della Lista Civica Campigiana No Inceneritore, nel prossimo consiglio comunale, previsto per martedi 27 marzo 2012, richiederà al Sindaco un aggiornamento della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) del 2006 insieme all’indispensabile Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) a fronte della recente avvenuta adozione del Piano Provinciale dei rifiuti. Sicuramente un passo indispensabile, vista la già complessa ed aggravata situazione ambientale della nostra Piana. Ecco il testo completo:

Premesso che il Presidente della Provincia Andrea Barducci, anche qui nella nostra sala consiliare, si era reso disponibile, se gli fosse arrivata una richiesta formale, a far effettuare una revisione aggiornata della VIS del 2006 o la stesura di una nuova, insieme ovviamente alla Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) indispensabilmente necessaria come di legge. Documento questo che esamini l’attuale capacità di sopportazione della Piana Fiorentina all’inserimento di altri carichi ambientali.
Visto che in un precedente Consiglio Comunale è stato approvato l’O.d.G. presentato dal gruppo PD nel quale ugualmente veniva richiesto alla nostra amministrazione di inoltrare in Provincia la richiesta di aggiornamento della VIS/2006, alla luce di voler appesantire con ulteriori fonti di inquinamento il nostro territorio ( potenziamento aeroporto, bretella autostradale Prato-Signa, terza
corsia A1, ecc.., ecc…);
Visto che è stato recentemente, ma per adesso solo adottato, il Piano Provinciale dei Rifiuti con la realizzazione, fra altre infrastrutture, dell’inceneritore di Case Passerini e che è previsto entro 60 gg di presentare le debite osservazioni;
Visto che sui giornali è apparsa un’inadeguata dichiarazione di QUADRIFOGLIO/HERA che in maniera superficiale e senza autorizzazione alcuna, annunzia la posa della prima pietra di questo impianto addirittura nel prossimo autunno e attualmente in mancanza delle predette valutazioni;
Visto che i cittadini di Campi Bisenzio, dopo il risultato del referendum del 2007, manifestano ancora sempre più disagio e preoccupazione per tale eventualità esprimendo tali loro sentimenti a noi ed anche ad altri gruppi consiliari;
Si chiede al Sindaco, in conformità a quanto ha promesso dal Presidente Barducci ed in linea al menzionato O.d.G. del PD, di presentare tra le osservazioni al Piano Provinciale dei Rifiuti, nei termini convenuti di 60 gg, una formale richiesta di un’aggiornata revisione della VIS del 2006 redatta inoltre con precedenti dati del 2000/2004, nozioni queste che valutavano solo i carichi ambientali presenti allora sul nostro territorio.
Il Consigliere Comunale – Roberto Viti (Lista Civica No Inceneritore)

Alterpiano: se ne parla nella Terza Commissione Ambiente di giovedì 22 marzo ore 17.30

21 marzo 2012

Dopo la precedente Commissione Ambiente del 18 marzo 2012 ore 18.00, nella quale si è parlato del Piano Interprovinciale dei Rifiuti recentemente approvato; con due interlocutori come l’assessore Provinciale all’ambiente Renzo Crescioli e l’assessore all’ambiente del Comune di Campi Bisenzio Serena Pillozzi, dove la scelta di costruire l’inceneritore di Case Passerini è stata ufficialmente motivata dall’assessore Provinciale Renzo Crescioli.
Domani alle ore 17.30, presso la Sala Ex-Giunta nel Palazzo Comunale è stato concesso di ospitare, per par condicio, il Coordinamento dei Comitati della Piana che illustrerà il piano alternativo all’incenerimento denominato come sapete “Alterpiano”
Tutti possono partecipare all’incontro come spettatori, vi ricordo che come previsto dal regolamento, il pubblico può essere presente ma non può intervenire.

Case Passerini e San Francisco ? Due modi di gestire i rifiuti .. molto lontani !

17 marzo 2012

La Provincia di Firenze ha adottato con i soli voti del PD che è rimasto isolato e privo dei suoi alleati il piano provinciale dei rifiuti che prevede la realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini (non demoralizziamoci, la votazione finale avverrà in autunno e saremo ancora lì se non ci ripensano). Ciò, nonostante che abbiamo presentato l’Alterpiano, un piano alernativo che si basa sulla diminuzione dei rifiuti a monte, sull’estrema differenziata, sul recupero e riciclo, e sull’incremento della filiera di assorbimento dei materiali recuperati, tutto sempre senza combustione alcuna ! Un uso coerente ed efficace conforme alle normative comunitarie e che, a differenza delle sopramenzionate scelte, non ci carica di ulteriore inquinamento, non distrugge materia, aumenta l’occupazione e avrà minori costi di gestione.
L’incenerimento è la modalità di trattamento dei rifiuti più scellerato dal punto di vista sanitario, che distrugge materia rendendola non più utilizzabile (bruciando una tonnellata di rifiuti è come bruciare settanta tonnellate di materie prime che sono servite per fabbricarli: petrolio, alberi, ecc) . I costi dell’incenerimento sono molto alti ma più alto è il costo in salute per le popolazioni interessate oltre al danno alla biosfera. Gli inceneritori emettono un immenso numero di sostanze tossiche e cancerogene; producono il 30% di ceneri e scorie che, come i rifiuti speciali, devono essere smaltite in costosissime discariche. Un inceneritore preleva complessivamente 1.800.000 Mc/anno di acqua pari a 4.000 litri per tonnellata di rifiuti: uno spreco pazzesco, assolutamente inaccettabile. Senza i certificati verdi che in Italia vengono donati in modo truffaldino alle lobby dell’incenerimento, gli inceneritori chiuderebbero.
Detto questo ci viene da chiedere: ma l’avranno visto i nostri cari amministratori il programma “Presa Diretta” del 22 gennaio u.s. presentato da Riccardo Iacona che presentava la situazione rifiuti in quel di San Francisco ? Per chi in malafede racconta che le alternative a freddo possono esser applicate solo a piccole realtà sappia che: San Francisco è una città con circa 7 milioni di abitanti (con densità abitativa seconda solo a New York). Ha raggiunto in pochissimo tempo una raccolta differenziata del 78% ma la prospettiva è quella di arrivare a rifiuti zero nel 2020. I suoi amministratori hanno deciso di non utilizzare inceneritori in quanto questo metodo è molto costoso estremamente nocivo e deve avere un flusso da bruciare continuo e garantito, alla faccia della buona pratica del differenziare e del riciclo !
La Ricology (come la nostra Quadrifoglio.. si fa per dire..) è la ditta privata che si occupa della raccolta differenziata ed ha stabilimenti per il trattamento meccanico biologico grandi un intero isolato. La raccolta viene fatta in tre contenitori: umido, carta, vetro e plastica oltre l’indifferenziato.
L’indifferenziato residuo che è il 22% viene nuovamente vagliato per recuperare tutto ciò che è ancora possibile con una tecnologia semplice ma efficace e oltre che meccanica anche manuale. Ai broker internazionali vendono tutto il riciclato: tre tipi di carta, quattro tipi di plastica, l’alluminio, il vetro ed altri materiali. Ogni giorno recuperano 17 t. di carta. Per ogni tonnellata di carta recuperata si salvano una ventina di alberi dall’abbattimento. Hanno realizzato un enorme spazio a compostiera per nove ettari.
I contenitori per la raccolta differenziata vengono scambiati, i pieni con i vuoti, fuori dagli edifici, ogni mattino anche sotto i grattacieli e vengono recuperati da piccoli camion che possono entrare da per tutto. Ogni giorno vengono raccolte 700 t di carta che viene regolarmente acquistata dalle industrie della filiera del riciclo insieme a 400 t di alluminio, 650 t di organico ( erba + legno + cibo) che viene triturato e nel giro di appena 45 giorni tramite attivatori catalizzanti diviene ottimo concime che viene venduto alle aziende agricole a 35 dollari a t. Tutto viene riciclato. Gli oggetti con più componenti vengono tutti smontati. L’assessorato all’ambiente spiega che importante è non produrre quello che non è possibile riciclare ad esempio hanno bandito con decreto obbligatorio da tutti i negozi i contenitori in polistirolo utilizzando solo stampi di fibra cartacea che sono riciclabili e possono essere conferiti nell’umido oltre a tutte le buste di plastica sostituite con quelle di resina di mais. L’amministrazione comunale spiega anche che con la raccolta differenziata, col porta a porta estremo hanno potuto assumere 500 lavoratori. La tariffa d’igiene ambientale è anche scesa e si paga solo per quello che non si riesce a differenziare. La cosa più stupefacente è sapere che nel 1964 Roma aveva quattro impianti di recupero e riciclaggio (una mini S.Francisco) che trattavano 1200 t al giorno di rifiuti, quasi tutto veniva riciclato e non c’era bisogno di discariche. Questo è durato fino al 1980 quando la politica ha fatto chiudere gli impianti per cui c’è stato bisogno di trovare una discarica (Malagrotta) che è iniziata a funzionare dal 1984 ad oggi.
Oltre ai faraonici stipendi che paghiamo ai nostri politici/amministratori, regaliamo loro anche un biglietto aereo per S.Francisco oppure castighiamoli nella prossima cabina elettorale !
Roberto Viti lista civica “comitato civico campigiano NO INCENERITORE”

Il Futuro della Piana con Hera: A Ravenna, diossina nel latte materno e la Asl, risponde “Normale in questa zona”

4 marzo 2012

Riporto questo articolo apparso sul Fatto Quotidiano in data 25 febbraio 2012, per dimostrare fino a che punto si può arrivare a negare l’evidenza pur di perseguire negli scellerati programmi di gestione dei rifiuti, che ovviamente prevedono solo ed esclusivamente l’incenerimento. Faccio notare anche un fatto essenziale ed importante: Hera dovrebbe costruire l’inceneritore anche qui a Case Passerini .. un bel programma per il futuro della nostra piana. Leggete e prendetene atto.

Tutto nasce dal Movimento 5 Stelle che aveva promosso test su donne e animali, registrando valori ampiamente oltre la norma. Principale imputato l’inceneritore Hera sulla Romea. Ma per la direzione dell’Azienda sanitaria in un’area industrializzata le sostanza tossiche nel sangue le hanno tutti.
A Ravenna è allarme diossina. I valori del cancerogeno agente tossico nel sangue di due donne incinta e di alcuni polli ruspanti viaggiano ampiamente oltre la norma. Impossibile non stupirsi di fronte ai dati che il Movimento 5 Stelle, Legambiente, Associazione Naturista, Articolo 32 e Ravenna Viva hanno portato alla luce già nel dicembre 2011. Ma è ancor più difficile non rimanere sorpresi di fronte alle parole del direttore dell’Asl di Ravenna, alla richiesta di una commissione regionale di monitoraggio dell’aria: “La presenza di diossine negli organismi umani è una conseguenza inevitabile per chiunque vive in aree industrializzate”.
La vicenda nasce circa un anno fa, ancora prima delle elezioni amministrative, quando il futuro consigliere M5S, Pietro Vandini, rende pubblici alcuni test svolti su due volontarie a Savarna e Porto Corsini. Due donne che hanno alcuni requisiti specifici come risiedere in quelle zone da almeno cinque anni, mangiare cibo proveniente da filiera corta e non fumatrici. I risultati sono critici e non vengono usati in modo “strumentale” perché vanno approfonditi, proprio come spiega al fattoquotidiano.it Vandini: “I livelli di diossina erano fino a quattro volte oltre il limite consentito per il latte vaccino. Poi io una volta eletto e divenuto presidente di una commissione consiliare ad hoc ho fatto richiesta ad Arpa Emilia Romagna ed Asl di Ravenna per iniziare entro i primi di marzo 2012 una campagna di indagine seria, completa e articolata sul tema come avviene negli altri stati dell’Unione Europea”.
Passaggio non obbligato che però ha perfino spinto il sindaco Matteucci a richiedere formalmente di inserire Ravenna in un progetto regionale sulla qualità dell’aria e nel monitoraggio dei contaminanti. Ma al danno si aggiunge la beffa perché il direttore dell’Asl ravennate, Paolo Ghinassi, dichiara ai giornali: “Nelle aree industrializzate è così. Non servono accertamenti”, e aggiunge, “Però se ci sarà la disponibilità di Hera e Arpa anche l’Ausl sarà disponibile per sedersi a un tavolo che partendo dalle conoscenze a disposizione elabori un monitoraggio alla ricerca di nuovi inquinanti, prodotti dalla produzione industriale, che potrebbero avere conseguenze sulla salute dell’uomo.
“Questa affermazione ci fa ribrezzo”, dice il consigliere regionale M5S Giovanni Favia, “E ricorda tanto quella in cui si diceva che con la Mafia dobbiamo convivere. Nel latte materno sono stati rilevati 19,6 picogrammi per grammo di grasso, quando la soglia oltre la quale un prodotto viene ritirato è 5”.
Come se non bastasse pochi giorni fa sono giunti i risultati su un pollo ruspante allevato a Savarna e con un limite di 1,2 picogrammi per grammo di grasso, il volatile ha registrato un pesante 1,9: “Le nostri analisi, pagate privatamente con i soldi dei cittadini e delle associazioni hanno dato il 100% della contaminazione (3 casi su 3). Mentre i 25 campioni dell’Asl non registrano nemmeno un contaminato”, continua Vandini, “Crediamo che non compiano le analisi corrette, analizzando i mangimi  naturali  non del luogo”.
Al centro dell’emissione di sostanze cancerogene l’area tra Sant’Alberto, Savarna, Mezzana e Porto Corsini: un cerchio urbanizzato attorno al famigerato inceneritore Hera, situato sulla statale Romea che produrrebbe diossine provenienti dalla combustione in presenza di cloro. Anche se Arpa non ha mai rilevato particolari criticità e la multiutility ha bollato le analisi dei grillini come “prive di scientificità”.
La richiesta del M5S e delle associazioni ambientaliste e sanitarie sorte attorno all’esperimento che si sta facendo via via più concreto è quella dell’attuazione di un biomonitoraggio del latte materno per mappare le zone più inquinate nonché la ratifica della convenzione di Stoccolma sottoscritta nel 2001 ed entrata in vigore nel 2004 che prevedeva il divieto di produzione e d’immissione nell’ambiente di inquinanti tossici e persistenti come le diossine. Anche se attualmente sono 151 gli Stati che l’hanno sottoscritta e ratificata, ma l’Italia è l’unico tra i paesi europei ad averla sottoscritta nel 2001 ma a non averla ancora ratificata, ovvero tradotta in legge.
“Sono pessimista rispetto all’evoluzione in senso pratico del problema perché conosco chi amministra da 40 anni Ravenna. E non dimentichiamoci che è altamente probabile che ci saranno problemi respiratori, tumori e patologie cancerogene per le generazioni future”, chiosa Vandini, “visto che abbiamo registrato valori vicinissimi a quelli dell’Ilva di Taranto”.

Altri articoli sempre dal Fatto Quotidiano:
Inceneritori a Forlì: “Allarme diossina, pericolo alimenti contaminati”
L’Ilva e la città dei veleni dove la diossina arriva direttamente sulle tavole dei cittadini

Approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP)

24 febbraio 2012

Dal sito del Comitato MenteLocale: Il 20 febbraio il Consiglio Provinciale di Firenze ha approvato il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ossia lo strumento di pianificazione mirato a definire l’assetto del territorio. Detto Piano Territoriale comprende tutte le infrastrutture e i servizi previsti nel territorio, quindi anche gli impianti di incenerimento rifiuti previsti dal Piano Interprovinciale dei Rifiuti votato il 17 febbraio dal solo PD (con astensione di Italia dei Valori, salvo il capogruppo – a questo punto ex – Cantini che votò contro, e Sinistra Ecologia Libertà), il che sollevò le ire funeste del presidente della Giunta Barducci. A quanto pare le ire funeste per la votazione del 17 febbraio sono servite a spaventare IdV e SEL, che infatti il 20 febbraio hanno votato come segue: IDV, con sublime coerenza, il Piano Territoriale, mentre SEL ha pensato bene di non essere presente (così si salva il posto e anche l’anima). Da notare che il 20 febbraio era la vigilia di martedì grasso. Ma questo scherzo di carnevale non ha fatto ridere nessuno.

Piano interprovinciale sui rifiuti: a Firenze passa con i soli voti del PD – I Comitati protestano in aula “Non avete la dignità di rappresentarci!”

13 febbraio 2012

L’adozione è stata approvata con i voti del Pd mentre Sel e Idv non hanno partecipato al voto. Il Presidente Barducci convocherà una riunione della maggioranza.
Dopo l’illustrazione da parte dell’assessore all’Ambiente Renzo Crescioli, il Consiglio provinciale ha affrontato la discussione sul Piano interprovinciale dei rifiuti. Sel e Idv, che fanno parte della maggioranza insieme al Pd, non hanno partecipato al voto non disconoscendo, per parte loro, l’adesione alla maggioranza ma credendo a miglioramenti che potranno essere apportati nelle osservazioni successive all’adozione del Piano. Tuttavia ora si apre la prospettiva di una verifica di maggioranza, come ha fatto capire il Presidente della Provincia Andrea Barducci che convocherà una riunione delle forze politiche che sostengono la Giunta.
Una seduta comunque molto contestata dai Comitati quella di oggi a Firenze, contrari alla realizzazione degli inceneritori nella Piana di Firenze, Prato e Pistoia, che hanno interrotto la seduta in cui si discuteva del piano interprovinciale dell’Ato Centro. “Vergogna!”, “Servi!”, “Non avete la dignità di rappresentarci!” queste le espressioni di dissenso rimbombate all’interno della sala. Il programma che coinvolge l’area metropolitana fiorentina, pratese e pistoiese prevede oltre all’introduzione di due nuovi termovalorizzatori e l’ampliamento di altri, anche la costruzione di nuove discariche e l’eliminazione di vecchie. Di fronte alle proteste il presidente del Consiglio provinciale David Ermini ha invitato i contestatori a non interrompere i lavori. Già poco prima gli esponenti dei comitati avevano esposto, sempre durante i lavori del Consiglio, alcuni striscioni contro la realizzazione di impianti di incenerimento: “No inceneritori!”, “Non bruciateci il futuro”, “Rossi il carnevale è finito, stop agli inceneritori”. Proprio come iniziativa di protesta contro il nuovo piano, i comitati avevano convocato per oggi un sit-in di fronte alla sede della Provincia, che è stato in seguito trasformato in una conferenza stampa allestita all’interno di Palazzo Medici Riccardi. “Noi abbiamo un contropiano rispetto a quello delle istituzioni che vogliono più inceneritori – ha detto Valeria Nardi, rappresentante dei comitati – La nostra proposta è quella di incentivare il riciclo, il riuso dei materiali e la raccolta porta a porta”. Altri esponenti delle sigle hanno anche lanciato un appello a cittadini ed imprese “ad opporsi ai diktat scellerati delle istituzioni”. Sul caso si è espressa anche la consigliera comunale Ornella De Zordo. Fonte (met.provincia.fi.it)


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