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IL GIALLO DEL MERCOLEDI GIALLO – Incontro con Marco Vichi e Paolo Roversi

16 maggio 2012

Oggi mercoledì 16 Maggio ore 21.00, presso il Teatro Dante, Paolo Roversi e Marco Vichi presentano “Le città nere, i gialli metropolitani”.
Milano è la capitale del noir italiano e Firenze si candida a diventarlo, con commissari che indagano tra i vicoli della città e nella sua storia. Paolo Roversi è un autore capace di costruire trame gialle e di organizzare eventi in cui la letteratura di genere prende forme e occupa spazi. Marco Vichi è un autore instancabile e la sua scrittura va di pari passo alla descrizione di Firenze e delle sue periferie e campagne. Due autori, due città. Un’idea: se i milanesi, scriveva Scerbanenco, ammazzano al sabato, dalle nostre parti il mercoledì si legge. A campi.
La forza del destino Autore – Vichi Marco
È la primavera del 1967. L’alluvione di novembre, con il suo strascico di tragedie e di detriti, sembra essersi placata e Firenze comincia di nuovo a respirare. Ma non il commissario Bordelli. Per lui non c’è pace dopo un fatto che gli è successo. Indagando sull’omicidio di un ragazzino, si è scontrato con i poteri occulti della massoneria ed è stato costretto alla resa con un “messaggio” molto chiaro: lo stupro di Eleonora, la giovane commessa con cui aveva appena intrecciato una relazione appassionata, e una lista con i nomi di tutte le persone a lui più care. Sconfitto e amareggiato, Bordelli si è dimesso dalla polizia e ha lasciato San Frediano. Che altro avrebbe potuto fare? si chiede nel silenzio della casa sulle colline. Continuare a fare il poliziotto sapendo che non sarebbe mai riuscito a mettere in galera gli assassini? Adesso trascorre le giornate cucinando, facendo lunghe passeggiate nei boschi, imparando a far crescere le verdure nell’orto. Il pensiero di quella resa, di quella violenza senza giustizia, però, non lo abbandona. Ma il destino, in cui fino ad ora non ha creduto, gli offre inaspettatamente l’occasione di fare i conti con il passato, e Bordelli non si tira indietro.
Milano criminale – Paolo Roversi
Via Osoppo, Milano, 27 febbraio 1958. Una banda di rapinatori assalta un furgone portavalori in una sequenza degna di Hollywood che resterà impressa nella memoria collettiva. Per Antonio Santi e Roberto Vandelli, due bambini del quartiere che assistono sbalorditi all’azione, è il giorno della vocazione. Il primo entrerà in polizia e darà la caccia ai più pericolosi criminali degli anni futuri, dal ladro gentiluomo Lampis (il Solista del Mitra) al folle e geniale Carminati. Il secondo diventerà il bandito più imprendibile e carismatico che l’Italia ricordi. Attraverso il loro duello e le loro storie private, Paolo Roversi ricostruisce, con un ritmo e una scrittura che non danno tregua, un’epoca indimenticabile della nostra storia recente e ci guida alla scoperta di una Milano dal fascino irresistibile.

Un mercoledì da scrittori con Paolo di Paolo al Teatro Dante

9 maggio 2012

Oggi mercoledì 9 maggio, per Un mercoledì da scrittori, incontro con l’autore Paolo Di Paolo ed il suo libro “Dove eravate tutti” al Teatro Dante di Campi Bisenzio
Dove eravate tutti. Dov’erano i padri, soprattutto. Dentro il declino civile di un paese, così risuona l’essere giovani contro l’età adulta, contro l’assenza, contro il silenzio.
Italo Tramontana archivia la memoria degli ultimi vent’anni, quelli familiari e quelli pubblici, come se la sequenza delle prime pagine dei giornali dispiegasse l’evidenza della sua storia, con la caduta di Bettino Craxi, l’interminabile Seconda repubblica, l’attentato alle Torri Gemelle e l’elezione di Barack Obama. Ma intanto, nei giorni del calendario privato, il padre di Italo, insegnante neo-pensionato, investe con l’auto un ex studente davanti alla scuola. A tutti sembra un atto deliberato di violenza. E tanto basta a sfaldare gli equilibri domestici.
Ora ci sono un padre umiliato, una madre in fuga, un minaccioso tendersi di distanze. Che tuttavia va di pari passo con il riaffiorare, bella e insinuante, di quella che era stata la bambina Scirocco, e con il suo imporsi sulla prima pagina degli affetti. Lo spazio che si apre tra la cupa attualità e un amore possibile disegna una strada, spazza gli anni senza nome che il giovane Italo ha vissuto e ripercorso in una ostinata “archeologia di se stesso”. Ci vuole uno scatto, fuori dalla passività delle emozioni. Quasi fosse la nuova città simbolo dei destini incrociati, Berlino diventa la scena in cui andare a cercare, cercarsi, rispondersi. In attesa di sapere dove siamo, tutti. Paolo Di Paolo esprime una volontà di memoria che racconta e spiazza, insegue la lucidità della coscienza e mette ordine nella confusione di questi anni provando finalmente a darle un nome.
Paolo Di Paolo è nato nel 1983 a Roma. Nel 2003 entra in finale al Premio Italo Calvino per l’inedito, con i racconti Nuovi cieli, nuove carte. Ha pubblicato libri-intervista con scrittori italiani come Antonio Debenedetti, Raffaele La Capria e Dacia Maraini. È autore di Ogni viaggio è un romanzo. Libri, partenze, arrivi (2007) e di Raccontami la notte in cui sono nato (2008). Ha lavorato anche per la televisione e per il teatro: Il respiro leggero dell’Abruzzo (2001), scritto per Franca Valeri; L’innocenza dei postini, messo in scena al Napoli Teatro Festival Italia 2010.

Un mercoledì da scrittori incontra Vanni Santoni e Matteo Salimbeni con “L’ascenzione di Roberto Baggio”

18 aprile 2012

Per il consueto mercoledì da scrittori, oggi 18 aprile al Teatro Dante, ore 21.00, ospiti Vanni Santoni (Montevarchi, 1978 – scrittore e giornalista italiano) e Matteo Salimbeni.
Il loro libro:
L’ascenzione di Roberto Baggio. Ripercorrendo la carriera di un giocatore unico nella storia del nostro calcio, Vanni Santoni e Matteo Salimbeni in “L’ascensione di Roberto Baggio” ci portano all’interno di un “lunghissimo corteo di ricordi che si intreccia alla vita di una nazione e ne diventa coscienza collettiva”.Matteo Salimbeni e Vanni Santoni, toscani doc, hanno ripercorso la vita e la carriera del ‘Divin Codino‘ attraverso un libro il cui titolo e l’immagine di copertina sono molto esplicativi: “L’ascensione di Roberto Baggio”, edito da Mattioli 1885. L’aureola e l’abbigliamento che caratterizzano l’immagine del calciatore accompagnano e chiariscono i contorni del titolo dell’opera.
Non si tratta di una semplice biografia, come sottolineano gli autori, ma di un vero e proprio romanzo, un doveroso tributo nei confronti di un fuoriclasse che ha fatto sognare e divertire, gioire e piangere. Da Firenze a Torino, da Milano a Bologna, da Brescia fino a Vicenza e Caldogno, dove tutto è cominciato. Un autentico viaggio alla ricerca del calciatore, dell’uomo, dell’icona. Per riportare a galla ricordi ed emozioni, per esaltare la classe sul rettangolo verde e la signorilità di un uomo mai sopra le righe, sempre composto ed umile. Questo, e tanto altro ancora, è stato ed è Roby Baggio.
Info a: http://www.unmercoledidascrittori.it
Macramè Cooperativa Sociale Onlus via Giuseppe Giusti 7 – Campi Bisenzio (Fi)
telefono 055 89.79.391 e-mail: info@coopmacrame.it http://www.coopmacrame.it

Al Teatro Dante Concita De Gregorio ci racconta “Così è la vita”, mercoledì 4 aprile ore 21.00

3 aprile 2012

Mercoledì 4 Aprile ore 21.00 al Teatro Dante di Campi Bisenzio ritorna “Un mercoledì da Scrittori”, dopo gli intensi incontri con Luca Leone e Giancarlo De Cataldo, torna sul palcoscenico del Teatro Dante per incontrare l’Ex Direttrice del l’Unità Concita De Gregorio. L’occasione è come sempre un libro, Così è la vita, uscito nel 2011 per Einaudi. E come sempre ci saranno le letture dei Teatri d’Imbarco, le musiche di Jessica Atzei e a fare da padrone di casa il giornalista di La Repubblica Benedetto Ferrara. Ecco una scheda del libro di Einaudi:
I bambini fanno domande. A volte imbarazzanti, stravaganti, definitive. Vogliono sapere perché nasciamo, dove andiamo dopo la morte, perché esiste il dolore, cos’è la felicità. E gli adulti sono costretti a trovare delle risposte. È un esercizio tra la filosofia e il candore, che ci obbliga a rivedere ogni volta il nostro rassicurante sistema di valori. Perché non possiamo deluderli. Né ingannarli. Siamo stati come loro non troppo tempo fa. Dell’invecchiare, dell’essere fragili, inadeguati, perfino del morire parliamo ormai di nascosto. Ai bambini è negata l’esperienza della fine. La caducità, la sofferenza, la sconfitta sono fonte di frustrazione e di vergogna. L’estetica dell’eterna giovinezza costringe molte donne nella prigione del corpo perfetto e le inchioda dentro un presente mortifero, incapace di darci consolazione, perfino felicità.
In questa intensa, sorprendentemente gioiosa inchiesta narrativa, Concita De Gregorio ci chiede di seguirla proprio in questi luoghi rimossi dal discorso contemporaneo. Funerali e malattie, insuccessi e sconfitte, se osservati e vissuti con dignità e condivisione, diventano occasioni imperdibili di crescita, di allegria, di pienezza. Perché se non c’è peggior angoscia della solitudine e del silenzio, non c’è miglior sollievo che attraversare il dolore e trasformarlo in forza. «Penso a Stefania Sandrelli morente che, ne La prima cosa bella, chiede a suo figlio quarantenne se ha bisogno di mutande, calzini. Poi sospira: “Però ci siamo tanto divertiti”. È una fatica, raccontarsela tutta, ma una grande soddisfazione, un sollievo e una cura. Un’avventura magnifica. Ci siamo tanto divertiti, si dice sempre alla fine». «Per raccontare la vita com’è, bisogna cominciare dalla fine, dalla morte, così difficile da affrontare e da spiegare ai bambini(…) “Dare un nome a quello che non si può dire, entrare con un salto nel regno segreto e farlo in compagnia, addirittura”(…)»

Giancarlo De Cataldo partecipa al Mercoledì da Scrittori al Teatro Dante, Mercoledì 28 ore 18

27 marzo 2012

Domani, mercoledì 28 marzo alle ore 18.00 al Teatro Dante, gli affezionati del Mercoledì da scrittori avranno la possibilità di incontrare Giancarlo De Cataldo con il suo romanzo “In Giustizia”.
Una settimana un po’ strana per rimescolare le carte e rompere un po’ la routine, un doppio appuntamento e poi un orario insolito per un incontro che aspettavamo ormai da anni, quello con Giancarlo De Cataldo che si terrà alle 18 ovviamente sempre al Teatro Dante di Campi Bisenzio.
L’autore di Romanzo Criminale e Nelle mani giuste presenterà il suo ultimo In giustizia pubblicato per Rizzoli.
“Questo è il libro che ho cullato per trent’anni, è la storia di un giudice che crede ancora nella giustizia. È il libro della mia vita da magistrato e di un po’ di storia d’Italia vissuta da dentro i tribunali, raccontata attraverso le vicende esemplari di chi ha sbagliato, di chi ha lottato, di chi si è difeso e di chi è stato condannato. E di chi tutti costoro ha dovuto giudicare. Non è un libro sulla giustizia ma di giustizia, per capirla e cercare di salvarla raccontando come stanno le cose al di là delle isterie della politica e della cronaca. La giustizia è un’aspirazione, una conquista quotidiana. Non si può mai darla per scontata. Bisogna lottare di continuo per realizzarla, specialmente in questo momento in cui troppi sembrano volerne fare a meno”.

Luca Leone è al Teatro Dante per un Mercoledì da Scrittori (27 marzo 2012)

27 marzo 2012

Il 27 marzo ore 21.00 il Teatro Dante ed il Mercoledì da Scrittori, ospita Luca Leone con il suo libro “Bosnia Express”.
Luca Leone (20 agosto 1970 ad Albano Laziale (Roma) giornalista professionista) ha scritto o scrive, tra gli altri, per Liberazione, Avvenimenti, Internazionale, Modus Vivendi, Il Venerdì di Repubblica, Popoli e Missione, Medici Senza Frontiere, Galatea, Vita, Misna. E’ direttore responsabile del periodico “Buk”.
Bosnia express Un viaggio in un Paese deragliato, con un ritardo strutturale di quarant’anni, ridotto economicamente e culturalmente in ginocchio e squassato dai nazionalismi e dalle contrapposizioni di credo, ma ciò nonostante capace di destare molti appetiti. E di sorprendere.
Info: http://www.unmercoledidascrittori.it – Macramè Cooperativa Sociale Onlus, via Giuseppe Giusti 7 a Campi Bisenzio – telefono 055 89.79.391 e-mail: info@coopmacrame.it http://www.coopmacrame.it

Il Tandem di Pace propone un’incontro con Luca Miniero, il regista di Benvenuti al Sud (Domani al Teatro Dante ore 21)

20 marzo 2012

Dopo la bellissima ed emozionante serata con Margherita Hack, Un mercoledì da scrittori prosegue con un appuntamento Nazionalpopolare in compagnia del regista di “Benvenuti al Sud” e “Incantesimo Napoletano”, Luca Miniero, che incontrerà i lettori del Mercoledì 21 ore 21.00 al Teatro dante di Campi Bisenzio, per presentare il suo Napoli- Milano da casello a casello.
“Cosa mi piace dell’Italia? Mi piacciono gli italiani. Con i loro difetti, con le loro facce, con i loro dialetti, con la loro ingenuità sia a Nord che a Sud. Mi piacciono quelli che esagerano, i fanfaroni, quelli che ieri erano in un modo e oggi sono in un altro, mi piace la piccolezza, l’allegria, il tenere famiglia, il sapere tutto e non sapere niente, amo le persone serie ma anche quelle che lo sono solo a parole. Mi piace tutta questa umanità che né l’Expo di Milano con i suoi grattacieli né la camorra né i soldi sono riusciti a cancellare. Mi piace anche Scilipoti. Vabbe’, Scilipoti forse è troppo.” Dopo il successo di Benvenuti al Sud in questo suo primo libro Luca Miniero smonta pregiudizi, luoghi comuni e antichi dilemmi di un Paese in cui Nord e Sud si vorrebbero in lotta tra loro. E, pagina dopo pagina, scorrono dinanzi ai nostri occhi la Napoli della professoressa Emma Ausilio, le cassiere multitasking di Roma o i binari di Milano, dove ad attenderti c’è sempre una persona sola… Nella carrellata di situazioni, ricordi e personaggi veri e inventati, il lettore non faticherà a riconoscersi. Nord e Sud, napoletani e milanesi, sono nati per stare allo stesso banco, semmai anche per litigare, ma restando uniti. Perché anche questa è la bellezza di essere italiani.

“Chi comanda qui ?”: Fausto Bertinotti presenta al Teatro Dante il suo nuovo libro

24 maggio 2011

Mercoledì 25 Maggio alle ore 21 il Teatro Dante di Campi Bisenzio ospita la presentazione del libro: Chi comanda qui? Come è perchè si è smarrito il ruolo della costituzione di Fausto Bertinotti
Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera ed ex leader di Rifondazione Comunista, dopo l’uscita di scena dal mondo politico post 2008, ritorna in campo con un saggio sulla Costituzione e sulla salute di essa, seriamente messa a rischio e repentaglio.
Nella primavera del 1945 l’Europa, benché sconvolta dall’immane catastrofe del secondo conflitto mondiale, si sente rinata. Rinata perché la guerra è finita e perché è reduce dalla vittoria contro un nemico dell’intero genere umano: il nazifascismo. In Italia e in Francia tale successo è stato ottenuto anche grazie all’azione e al sacrificio delle donne e degli uomini che hanno dato vita alla Resistenza, ed è proprio in questi due paesi che si sviluppa con maggior vigore lo spirito costituente, cioè la volontà del popolo di stabilire regole di convivenza civile e un assetto istituzionale che scongiurino per sempre il ritorno agli orrori del recente passato. Fausto Bertinotti ricostruisce la genesi della nostra Carta repubblicana e il ruolo che ha avuto nei “trent’anni gloriosi” seguiti alla promulgazione. Alla luce di alcuni suoi articoli, essa appare agli occhi dell’autore come uno dei punti più alti del diritto costituzionale di tutti i tempi, poiché il suo destinatario non è più il cittadino indifferenziato, reso tale dalla legge, ma la persona così come storicamente si è andata definendo attraverso il suo lavoro, cioè la lavoratrice e il lavoratore in carne e ossa. Oggi le Costituzioni democratiche europee sono seriamente minacciate dalla “globalizzazione” e si registrano forti pressioni affinché vengano progressivamente sostituite da costituzioni materiali, che non sono frutto di assemblee costituenti ma di processi reali, le cui finalità spesso non sono neppure dichiarate.

DEVOZIONE – Incontro con Antonella Lattanzi

18 maggio 2011

Oggi, mercoledì 18 maggio alle ore 21, per il mercoledì da scrittori al Teatro Dante, si terrà l’incontro con Antonella Lattanzi e la presentazione del libro “Devozione”.
«Antonella Lattanzi sa raccontare come pochi il corpo degradato, il corpo innamorato. Ha scritto il romanzo struggente del desiderio di vita tradito dall’eroina».
Devozione è il primo romanzo di Antonella Lattanzi, un libro capace di mettere a nudo le debolezze e le dipendenze di tutti raccontando la dipendenza per antomasia, quella dalla droga. Al centro del libro Nikita e Pablo, ventiseienni eroinomani la cui vita è scandita dal bisogno di «farsi». Quando manca l’eroina arriva la «rota», la crisi di astinenza che costruisce «castelli dell’orrore», e allora l’unica soluzione è il sert, «identico alla zona terapia di Qualcuno volò sul nido del cuculo», dove ci si può procurare una dose di metadone per mantenere almeno una parvenza di normalità. Attorno a loro l’indifferenza della gente, che non vuole prendere coscienza di un fenomeno contemporaneo in costante aumento: a Napoli, dove si spaccia un’eroina che procura uno sballo come nessun’altra, Pablo e Nikita salgono su un autobus in cui «l’80 per cento dei passeggeri era robbomane. Il 20 per cento di vecchiette non ci faceva caso. Nemmeno a quel tossico che si faceva dentro l’autobus. Nemmeno a quello che cadeva per terra lungo lungo e tutti pensavano fosse andato in overdose ma nessuno diceva o faceva niente». Finché una notte Pablo e Nikita incontrano Annette, ricca studentessa francese in Erasmus a Roma, e decidono di rapirla per chiedere un riscatto che gli risolverà il problema di procurarsi l’eroina.
Al suo esordio nel romanzo Antonella Lattanzi firma una storia che riesce a raccontare il nostro inesauribile desiderio di vita, sempre presente anche nella ossessiva ricerca dell’eroina di Pablo e Nikita. E dopo libri come Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino, che hanno rivelato a tutti la realtà della droga nei decenni passati, è un’autrice italiana a raccontare il mondo dell’eroina di oggi. Un romanzo sulla droga che è anche una storia d’amore e di rapporti difficili e ambigui – quelli tra uomo e donna, genitori e figli – e una storia avventurosa, ricca di colpi di scena. A raccontarla una giovane autrice la cui scrittura, insieme commovente, ironica, cruda, sorprende per la sua originalità e la sua forza.

Metastasi; Sangue, soldi e politica tra Nord e Sud. La nuova ‘ndrangheta nella confessione di un pentito, incontro con l’Autore Gianluigi Nuzzi

11 maggio 2011

Oggi, mercoledì 11 Maggio ore 21 al Teatro Dante di Campi Bisenzio, si terrà un’incontro del ciclo Un mercoledì da scrittori con Gianluigi Nuzzi autore di Metastasi; “Quando un pentito racconta dei maneggi che stanno dentro il Parlamento, dietro le Regioni, nei Comuni grandi e piccoli, deve prepararsi a essere attaccato e screditato. Ti fanno passare da infame due volte”, dalla testimonianza del collaboratore di giustizia Giuseppe Di Bella.
La Pianura padana come l’Aspromonte. Ormai le ’ndrine controllano il Nord e fanno affari con chiunque.
Il nuovo libro dell’autore di “Vaticano S.p.A.”, con Claudio Antonelli, offre una prospettiva inedita per capire un fenomeno ormai “vecchio”. Di trent’anni. Solo che tutti hanno fatto finta di niente. Un esercito di 1500 persone che controlla dagli anni Settanta non solo il traffico di armi e di cocaina ma anche un’importante quota della liquidità lombarda; sì, quella dei salotti buoni, dei politici, dei cavalieri del lavoro, delle camere di commercio, delle amministrazioni locali. Trent’anni di mazzette ( e se necessario di omicidi) per ottenere licenze edilizie e controllare una buona parte degli immobili commerciali del Nord Italia (Varese, Lecco, Milano, Como), avendo un dominio ferreo del territorio anche grazie alla continua e capillare attività di estorsione.
Adesso la testimonianza di un pentito qui raccolta permette di capire perché tutto ciò è stato possibile e di avere a disposizione verità e retroscena a volte incredibili. Il boss che si intrattiene con il futuro ministro, il traffico d’armi con le Br, il commercio di uranio, l’incontro con Andreotti, il patto tra ’ndrangheta e cinesi, il caso di un industriale delle armi rapito, poi liberato, ed eletto in Parlamento per fare gli interessi della ’ndrangheta. Persino il caso di un famoso stilista ammazzato ma che forse ammazzato non è. Anche qui c’entra la ’ndrangheta, gli amici di Coco Trovato trovano la soluzione per ogni problema. Soprattutto per riciclare denaro sporco e fagocitare le attività produttive più redditizie.
Tutto fatto secondo rituali e regole che arrivano da lontano e che si appoggiano su codici famigliari e amicali che vanno rispettati. Sempre. Se no la punizione arriva, puntuale, anche a distanza di anni. E fa paura: la paura del nostro testimone che riporta fatti anche di rilevanza penale che potrebbero aprire nuove indagini; la paura di chi ha sfidato un codice d’onore e adesso è solo.


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