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La grande piena; il giorno dopo

19 marzo 2013

Eccoci al giorno dopo la grande piena del Bisenzio. Un giorno che quasi non rispecchia quanto è successo ieri, soprattutto per il fiume che ora è quasi normale. Una piena quasi record che ha messo a dura prova gli argini e gli animi di chi convive con il fiume e chi con lui condivide ogni volta le emergenze.
Oggi è il momento anche di ringraziare tutti coloro che si sono prodigati ad aiutare, rassicurare e sorvegliare quelle acque impetuose.
Un esercito silenzioso di volontari di numerose associazioni presenti sul territorio, che comunque infondono sempre sicurezza in occasioni come questa.
Misericordia di Campi, Pubblica Assistenza, Fratellanza Popolare, VAB e tanti altri che non ricordo, ma che vorrei ringraziare a nome di tutti i campigiani, così come i Carabinieri e i Vigili Urbani.
Il blog ieri ha avuto uno strabiliante numero di accessi (4.087) fornendo un servizio ulteriore che è stato molto apprezzato e anche per questo vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno inviato i loro contributi, per un’opera di informazione che in casi come questo rappresenta un modo in più per rassicurare e prevenire.
Grazie a tutti e buona giornata

Pranzo di solidarietà per raccolta fondi per un punto di primo soccorso nel deserto per il popolo Saharawi

9 marzo 2013

Il Comune di Campi Bisenzio in collaborazione con il Comitato pro-saharawi insieme a Ban Slout Larbi, Pubblica Assistenza, Fratellanza Popolare, Misericordia e Assessorato alla Pace, Solidarietà e Cooperazione Internazionale invita la comunità a partecipare alla raccolta fondi per l’assistenza sanitaria presso le tendopoli saharawi nel deserto Algerino. Il pranzo si terrà il 10 marzo alle ore 13 presso la Pubblica Assistenza, via Orly 37. Sarà consegnato ai partecipanti il DVD del Progetto e illustrata l’ipotesi di prosecuzione dell’assistenza e della formazione sanitaria da parte del volontariato
Il Menù:
Riso al brodo di trippa
Lampredotto in salse piccanti
Trippa alla fiorentina
Roventini
Cantucci e vinsanto.
Quota di partecipazione: 20 euro (bevande incluse), bambini 10 euro (è possibile chiedere menù alternativo).
Info e prenotazioni: Circolo GNI GNI (Pubblica Assistenza), 055-8949945

Fatta la legge (pardon… il referendum) trovato l’inganno

6 febbraio 2013

by mentelocaledellapiana:
Altre buone notizie per il cittadino e il contribuente italiano. Il 23 dicembre scorso, con delibera 585/2012/R/idr., l’apposita autorità (Autorità per l’energia elettrica e il gas) istituita con DL 201/2011 ha emanato a firma del presidente Guido Bortoni, il regolamento per il calcolo del nuovo sistema tariffario (provvisorio) del servizio idrico integrato.
Come molti di voi ricorderanno, a giugno 2012 si sono svolti due referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua, uno dei quali cassava il principio che in tariffa fosse inserita la remunerazione obbligatoria del capitale. Ebbene, non solo alla ripubblicizzazione dell’acqua non si è dato seguito, nonostante si fosse espressa con compiuta espressione la maggioranza del corpo elettorale, ma anche il principio della remunerazione obbligatoria, cassato dai cittadini, rientra dalla finestra, limitandosi a cambiare nome; da adesso si chiamerà “costo della risorsa finanziaria”.
Nella delibera, che si arrampica sugli specchi per far finta di rispettare l’esito referendario, si trova infatti il principio tariffario di tale “costo riconosciuto dall’attuale sistema transitorio (quantificabile in 0,6 punti percentuali)”, andare oltre il quale finirebbe per andare contro l’esito referendario vincolante. Peccato però che il referendum non stabilisse una soglia minima oltre la quale la remunerazione del capitale obbligatoria in tariffa fosse illegittima, ma che fosse illegittima ogni remunerazione del capitale obbligatoriamente inserita in tariffa. In sostanza, padrini della politica, amministratori della malora, consorzi avidi del nostro denaro, hanno stabilito che chi gestisce la NOSTRA acqua abbia a guadagnarci sopra ope legis… anche se i cittadini italiani costituiti in corpo elettorale sovrano hanno decretato che ciò non deve essere possibile. A che serve allora far svolgere votazioni e referendum, se poi il loro esito può essere disatteso a tavolino? Che razza di Paese è diventato il nostro? Che razza di democrazia?
Oltre il danno, c’è anche la beffa: la delibera stessa fa aperto riferimento alla “incongruità dell’applicazione di un processo di efficientamento già a partire dall’anno 2011, anno in cui non è più possibile mettere in atto i necessari processi organizzativi”. A parte l’italiano da paura con cui sono scritti questi atti – abbiamo controllato sul dizionario Sabatini Coletti, e efficientamento non c’è; sarebbe possibile prima di nominare i presidenti delle varie autorità quanto meno sottoporli a una prova di italiano? – c’è il rischio concreto che, poiché non è stato possibile varare il sistema tariffario transitorio, la tariffa sia pure retroattiva; e infatti i Comitati per l’acqua pubblica hanno già calcolato che gli aumenti tariffari potrebbero andare anche al 35%.
Ciliegina finale sulla torta, non c’è nemmeno da imputare quella che a noi pare con palmare evidenza una truffa ai danni dei cittadini alla responsabilità di una parte politica in particolare, perché su questo punto sono state tutte d’accordo. Si è infatti svolta a Milano il 3 dicembre 2012 la Conferenza Nazionale sulla regolazione dei servizi idrici, a cui sono stati invitati enti pubblici e aziende private, e in cui tutti coloro che ne facevano semplice richiesta potevano far osservazioni critiche. Ebbene, la delibera citata può vantare apertamente il fatto che “le risposte ai documenti di consultazione, così come i commenti ricevuti durante gli incontri svolti, hanno, in generale, evidenziato un’ampia condivisione dei principi di base delineati dall’autorità”. Tutti d’accordo nel non rispettare la volontà degli elettori, dunque.
Il bello è che il principio della remunerazione fu invocato perché era necessario per far confluire i necessari, cospicui investimenti per mettere a norma la rete idrica. Quale norma? A Pisa, Livorno e Montecatini hanno ancora l’acqua all’arsenico. Ancora una volta, la questione si svolge tutta nella caccia al portafoglio dei cittadini allo scopo di trasferire ricchezza pubblica nelle mani private, possibilmente amiche. Che cosa aggiungere a questa vicenda? I Comitati per l’acqua pubblica hanno già avviato una mobilitazione; per parte nostra, auspichiamo un’assunzione di responsabilità da parte dei cittadini elettori alle prossime consultazioni, perché puniscano duramente quelle forse che si sono rese colpevoli di queste nefandezze. È in atto un tentativo da parte di tali forze per mutar pelle e approntare un’operazione di restyling, tramite il richiamo a primarie, liste pulite, rottamazioni e quant’altro. I comportamenti, invece, restano sempre gli stessi. Confidiamo che l’intelligenza dei cittadini saprà vedere dietro alla vacuità di questo restyling; altrimenti non si potrà che concludere che, più che truffa, qui si sarà trattato di vera e propria circonvenzione di incapace.
AGGIORNAMENTO del 2 FEBBRAIO 2012
La situazione è in continuo movimento, e il pezzo precedente esige già un aggiornamento. Giovedì 31 gennaio 2013 il Consiglio di Stato si è espresso su un ricorso presentato dai Comitati per l’Acqua Pubblica circa le tariffe praticate dai vari gestori del servizio a partire dal 21 luglio 2011 e che NON prevedevano la restituzione della remunerazione obbligatoria (7% ma tra IVA e oneri vari si arriva anche oltre il 10%) abolita dalla vittoria referendaria. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso. Immediata la reazione dell’Autorità (che, come scritto sopra) ha emesso un comunicato che chiarisce come essa intenda applicare la sentenza. la restituzione del 7%, resa esecutoria dal Consiglio di Stato, avverrà al netto della trattenuta degli oneri finanziari (il nuovo nome della remunerazione obbligatoria, calcolata nella nuova tariffa al 6,4%). Quindi c’è il forte rischio che gli utenti si vedano restituito solo lo 0,6%, in barba all’espressione del popolo sovrano nel referendum. Nè ciò è bastato; son saltati su i managers dei vari gestori, primo fra tutti Erasmo d’Angelis di Publiacqua, a sostenere che la restituzione è impossibile; che la remunerazione obbligatoria del capitale ci deve essere per forza, in quanto “è il meccanismo finanziario che consente molto banalmente di poter accedere a un prestito bancario e restituirlo man mano con il pagamento delle bollette, pagando i relativi interessi come qualsiasi mortale che si avventura in banca per accendere un mutuo”. Nell’ottica di questi grandi managers, l’acqua è come un prestito: si va in banca a chiederlo (per comprare un bene, diciamo una casa), e poi si pagano gli interessi. Con due differenze, che i garruli managers tacciono: che l’acqua è già nostra e non loro (il referendum infatti ha affermato questo), e che quindi non si deve pagare nulla di remunerazione obbligatoria a nessuno. Chi ci dà l’acqua ci dà una cosa nostra; l’amministra ma non ne è il proprietario, come invece la banca che ci presta soldi altrui. E che a differenza del mutuo, qui secondo i garruli managers gli interessi si pagano a vita; il mutuo non finisce mai. Il che la dice lunga sul concetto che questi garruli managers hanno dell’acqua e dei beni comuni, che considerano alla stregua di un prestito bancario che loro fanno a noi, per cui bisogna pagare caro e pagare tutto. L’idea che la comunità, che rimane la proprietaria ultima di quei beni, possa decidere diversamente, non li sfiora; la remunerazione del capitale ha ragioni che la democrazia non conosce a quanto pare. Di qui l’intemerata finale: la causa dell’acqua bene comune è un’illusione, e chi la sostiene “non rende un buon servizio alla causa di una sinistra che vuole assumersi responsabilità di governo”. SIC! Forse la sinistra vuole assumersi responsabilità di governo, ma visto quello che fa, ecco un buon motivo per toglierle questo incomodo e rimandare a casa un po’ di garruli managers lautamente stipendiati da noi. Alle convinzioni di d’Angelis, oltre 27 milioni hanno detto no. Com’era il motto di Occupy Wall Street, “Noi il 99% voi l’1%”? Ecco, appunto.

Se non ci fossero i soci privati: l’antitrust e le società di gestione pubblico-private

29 settembre 2012

Da Mente Locale della Piana: Il 27 settembre si è saputo che l’autorità Antitrust aveva multato per 11 milioni i due soci privati di Publiacqua, Acea e GDF Suez, per avere fatto cartello contro la concorrenza. Eh… le liberalizzazioni fanno scendere i prezzi dei prodotti. Il privato è più efficiente.  I soci privati ci vogliono perché sono gli unici che investono. Intanto hanno investito i cittadini, ma negli aumenti in bolletta. Non bastando i referendum per farsi ragione, per fortuna ci sono le autorità antitrust. Che hanno un solo difetto: i soldi delle multe sulle bollette dell’acqua gonfiate se li incamera lo Stato. I soldi versati dai cittadini in più sulle bollette invece se li cuccano i soci privati. Che vincono lo stesso e non c’è referendum sull’acqua pubblica che tenga. D’altra parte, come ci disse un alfiere del “nuovo che avanza” nella Piana, c’è referendum e referendum.

Il “Nuovo” che avanza nella Piana .. l’editoriale di Mente Locale sulle novità in campo politico a Campi Bisenzio

28 settembre 2012

Le ultime vicissitudini politiche, si sono proiettate anche a Campi Bisenzio ed i giovani politici hanno avviato anche qui la loro azione di “svecchiamento” della attuale classe politico-dirigente. Ma quali sono i reali contenuti del “nuovo” che come dice il titolo “avanza nella Piana” in modo così preponderante ? Ce lo svela il comitato Mente Locale con un editoriale che farà sicuramente discutere, ma che aprirà gli occhi ai cittadini campigiani proprio sui temi che maggiormente affliggono il nostro territorio.

La fattura di diecimila euro intestata al capogruppo del PdL alla Regione Lazio per tre (3) giorni in albergo da un lato, e gli operai dell’ALCOA in cima alle torri dall’altro. I centomila euro a disposizione di ogni consigliere regionale del Lazio per “attività politica” e gli operai dell’ILVA, costretti a difendere un posto di lavoro che li ammazzerà, ammazzerà i loro familiari, ammazzerà il loro quartiere in cui il ministro dell’Ambiente ha dichiarato che non andrebbe a vivere. Ma anche i 10.483 euro spesi da Matteo Renzi tra volo in business class e albergo di lusso per la gita (2 giorni) a Washington per la faccenda del Leonardo Perduto, che tanta ilarità ha causato tra gli storici dell’arte di mezzo mondo; e le maestranze della Richard Ginori mute e sgomente di fronte al loro stabilimento, dove la sirena non suonerà più per salutare la Liberazione. Istantanee di un paese in caduta recessiva a vite, dove a molti si chiedono sacrifici gravi e durissimi, ma per altri il lusso e la pacchia continuano senza soluzione di continuità.
È in questa situazione che ci capita tra capo e collo la presentazione di un comitato che nella Piana si occuperà di appoggiare l’auto-candidatura di Renzi medesimo alle primarie del PD, o della coalizione, o di quello che sarà. Parole d’ordine di questo comitato, prese dal manifesto da lui stesso prodotto: pensano che anche e soprattutto nel centrosinistra non si debba mai temere di usare espressioni come “merito”, “riduzione della spesa pubblica improduttiva”, “semplificazione amministrativa e istituzionale”, “rafforzamento delle libertà di iniziativa economica”, “riduzione del carico fiscale”.
Ci sarebbe da ridere, se non ci fosse da piangere. Rafforzamento delle libertà di iniziativa economica? Quale, quella di costruire inceneritori e aeroporti nella Piana? O quella regolata dall’art. 41 della Costituzione secondo cui  l’iniziativa economica privata “non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana”? Ma si sa che Renzi non ama questo articolo della Costituzione. Peraltro, non avrebbe nemmeno bisogno di abolirlo; in tante parti d’Italia l’hanno già abolito, a Taranto per esempio.
Riduzione della spesa pubblica improduttiva? Quella che sussume sotto il diritto del vincitore la possibilità di far assumere alla pubblica amministrazione chi vuole, e poi si trova chiamato dalla Corte dei Conti a risarcire il danno erariale? O quella che, a quanto si legge sui giornali (sul Fatto quotidiano del 16 settembre, ad esempio), riporta Renzi di nuovo sotto il mirino della Corte dei Conti per i 6 milioni di euro versati dalla Provincia di Firenze a Multimedia e lo rende già destinatario di un avviso di mora?
Il merito, poi. Si, è proprio un Paese questo in cui venire a cianciare di merito, soprattutto da parte di un comitato che, se non erriamo, ospita alcuni esponenti che hanno avallato le peggiori azioni della giunta Chini, come la storia del Museo civico, ad esempio.
Ma in fondo nemmeno questa è la cosa peggiore. La cosa peggiore è la grave sottovalutazione dello stato del Paese, non solo da parte di quel comitato, di quel candidato, ma di tutte le forze politiche e di tutti i candidati. L’illusione che basti pensare alle primarie, che si tratti di discutere di chi sia il leader, mentre il Paese affonda in una crisi economica che forse è peggio di quella degli anni Trenta e mentre le istituzioni sono gettate nel fango da una classe politica che cerca solamente di assicurarsi la prossima elezione e che si procura i soldi necessari alla prossima campagna elettorale: soldi, tanti, per mantenere il posto o per migliorarlo.
Altro che articolo 18. Alla faccia di chi è costretto a settant’anni a andare sui ponteggi, a condurre treni, a tirare su i malati nei reparti. Di fronte a questo spettacolo da crepuscolo degli dei, sarà dunque lecito aspettarsi un sussulto popolare; il rischio, già profetizzato da qualcuno, è che alle prossime elezioni, gli elettori, inviperiti dallo spettacolo miserabile di una classe politica rapace e parassitaria, in cui le nuove leve e sedicenti giovani invecchiano alla velocità della luce,  e nel mentre la situazione precipita e gli scandali si allargano come e peggio del 1992, si presentino alle urne con i forconi. Perché quando l’economia  va così male e il tessuto sociale si disgrega, la democrazia va in fibrillazione. Non basta certo a salvare la situazione il giovanilismo di chi è bellino davanti alle telecamere, ma poi nei comportamenti non è che si distacca dal panorama generale.
Se questo scenario non si deve avverare, e noi non auspichiamo di certo che si avveri, è indispensabile che forze nuove nascano e riescano a ricondurre all’interno dell’impalcatura elettorale quelle rabbie e quelle disperazioni che già filtrano e che sono passibili di minacciare l’intero edificio. In altri paesi ci sono già segnali gravi di questo periodo. I neo-nazisti greci, per esempio. Anche nella Jugoslavia federale la dissoluzione nacque così, quando nel 1990 le ricette del Fondo Monetario Internazionale costrinsero il governo centrale di Belgrado guidato da Ante Markovic a interrompere i trasferimenti ai singoli stati e i più ricchi di questi ultimi cominciarono a meditare di uscire dalla federazione per non accollarsi i costi del disastro.
Poiché riteniamo che i partiti attuali, tutti protesi nella scelta del nuovo padrone (sanno solo discutere di primarie… ce ne fosse uno che avesse detto una parola sensata sull’Alcoa, sulla Fiat, sulla Lucchini, sulla Magona, sulla GKN, sulla Elettrolux, sul Consorzio Etruria, sulla Beltrame  e insomma su tutta la crisi che sta spazzando via il nostro sistema produttivo), non svolgano ormai nessun ruolo utile e anzi siano essi stessi parte del problema, ci rivolgiamo a forze nascenti o ancora da nascere. Accelerate la vostra gestazione. Fate in fretta. Sbrigatevi a mettere insieme in una qualche formazione  i cittadini onesti e capaci (se , per citare Dante, tale pianta  pure sorge ancor nel lor letame). Altrimenti andremo alle urne nelle elezioni più difficili che questo Paese abbia mai conosciuto, e que serà serà.

Fontanelli Acqua Pubblica: da settembre l’acqua gassata è a pagamento

31 luglio 2012

Dai fontanelli di Piazza Togliatti e via Masaccio, l’acqua gassata non uscirà più gratuitamente. A settembre infatti (dal 1°del mese), come già accade a San Donnino, le spese di gestione per la CO2, necessaria a rendere l’acqua gassata, saranno coperte da una piccola spesa (8 centesimi al litro e mezzo se si effettua la ricarica di una apposita chiavetta in via Pasolini, oppure 10 centesimi se si vuole pagare direttamente in moneta al fontanello). L’acqua naturale rimane sempre gratuita, e colgo l’occasione per rinnovare l’attenzione verso alcune regole che anche io, spesso non ho visto rispettare:
1. non si possono sciacquare le bottiglie al fontanello
2. rispettare la regola di riempire massimo 6 bottiglie da 1,5-2 litri per poi rimettersi in coda
3. non usare il fontanello per altri usi (spesso accade che venga usato per sciacquarsi il viso o le mani)
Insomma la buona educazione e l’opportunità di usuifruire dell’acqua pubblica dovrebbe imporre un maggiore rispetto ed una maggiore attenzione a questa preziosa risorsa.

Solidemilia, la Pubblica Assistenza di Campi promuove uno spettacolo teatrale a Villa Montalvo per i terremotati dell’Emilia

19 luglio 2012

Non è cessata la corsa alla solidarietà verso i terremotati dell’Emilia. Questa sera alle ore 21.30 presso il Parco Urbano della Villa Montalvo, andrà in scena “Solidemilia” uno spettacolo completamente improvvisato con il sostegno dell’associazione teatrale Con-Tea. Ingresso 8 euro. Sarà possibile anche raccogliere prodotti (non è specificato quali) per aiutare i terremotati dell’Emilia Romagna. L’iniziativa aprirà ufficialmente la manifestazione Estate nel Parco che si protrarrà per tutto il mese di agosto. Info al numero 335-7618610

Collegamento Pedonale, Via 1°Maggio – Ponte alla Baccellina, presentazione del progetto preliminare il 7 giugno a San Piero a Ponti

6 giugno 2012

Il prossimo 7 giugno (giovedì prossimo), si parla del progetto preliminare del collegamento pedonale nella Strada Regionale 66, che va da via 1° Maggio al Ponte alla Baccellina, in Località San Piero a Ponti. L’assemblea pubblica che è aperta a tutta la cittadinanza, ha come argomento la presentazione del progetto preliminare sopra accennato e vedrà la partecipazione del Sindaco di Campi  e quello di Signa. L’incontro si terrà presso il Circolo Rinascita di San Piero a Ponti dalle ore 21.15

 

Firenze con Publiacqua ha l’acqua più cara d’Italia. Referendum traditi da Regione e Comuni

10 maggio 2012

Le bollette più care d’Italia sono per le famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). In fondo alla classifica Isernia (110 euro all’anno). Questo è dovuto alla gestione di Publiacqua, società di diritto privato in mano a speculatori privati, nel silenzio assordante degli amministratori locali Enrico Rossi, Annarita Bramerini, Matteo Renzi e compagnia bella.
Il referendum dello scorso anno continua ad essere tradito dagli stessi politici che poi si lamentano dell’antipolitica non rendendosi conto che sono proprio loro i primi nemici della partecipazione dei cittadini alla cosa pubblica. Altrimenti, come successo a Napoli, avrebbero seguito le indicazioni dei loro elettori e affidato la gestione degli acquedotti toscani a società di diritto pubblico. Inutile dire infine, che il presidente di Publiacqua Erasmo D’Angelis, ha in questi giorni smentito questi dati elaborati dall’organizzazione indipendente dalla politica CittadinanzAttiva e rilanciati dal Sole24Ore. Ecco l’articolo che presenta la ricerca.
dal Sole24Ore – Ad Agrigento l’acquedotto costa in bolletta 11 volte in più rispetto a Milano, anche se in Lombardia la rete perde il 19 per cento dell’acqua che gestisce mentre in Sicilia se ne va in media più del doppio. Tra le tasse e tariffe comunali che continuano a procedere a passo di corsa ci sono anche quelle idriche. L’anno scorso, secondo l’analisi annuale sul servizio idrico integrato che l’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva diffonderà oggi, una famiglia media di tre componenti con un consumo annuo di 192 metri cubi ha speso 290 euro, con un incremento del 5,8% sul 2010 e del 24,5% rispetto al 2007. È una crescita silenziosa, perché la bolletta dell’acqua pesa meno di altre voci e continua ad attestarsi su livelli inferiori rispetto ad altri Paesi europei, ma come mostra la dinamica degli ultimi anni le bollette hanno incrementato il ritmo e doppiano abbondantemente i tassi d’inflazione. Nel caso dell’acqua, oltre alla corsa dei prezzi a colpire è la loro variabilità, che si traduce in una girandola di cifre a seconda delle zone. La bolletta è divisa in tre componenti: la quota fissa (nata come noleggio del contatore, e quasi triplicata in cinque anni), quella relativa all’acquedotto, che rappresenta la componente più importante, e quella destinata a pagare depurazione e fognatura. L’unione delle tre componenti fa primeggiare le città toscane, anche se fra 2010 e 2011 a sentire più drasticamente gli aumenti sono stati gli abitanti di Lecco, che hanno dovuto fare i conti con un incremento dell’80,5% rispetto all’anno prima (a Lodi gli aumenti sono stati del 35%, e a Benevento del 27,4%). Le bollette più care d’Italia, sempre per la famiglia-tipo presa in esame dall’Osservatorio di Cittadinanzattiva, sono state invece recapitate alle famiglie di Firenze, Pistoia e Prato, con 474 euro all’anno, seguite da quelle di Arezzo (465 euro), Grosseto e Siena (457). All’altro capo della classifica si trova Isernia, dove la stessa famiglia paga un conto che da cinque anni rimane ancorato ai 110 euro all’anno. Il conto in bolletta, naturalmente, non basta da solo a indicare la qualità, e soprattutto la sostenibilità, del servizio. Il Molise, con le sue tariffe immobili nel tempo, è infatti di gran lunga la regione più economica d’Italia per gli utenti del servizio idrico, ma è percorsa da una rete che con il suo tasso di dispersione al 65% reclama a gran voce investimenti e manutenzione. Situazioni simili tornano in larga parte del Mezzogiorno: anche la Basilicata perde per strada più di metà (53%) dell’acqua che circola sulla rete regionale, mentre Calabria, Abruzzo e Sardegna ne lasciano andare il 44 per cento. Tassi insostenibili dai quali, oltre alla Lombardia, solo Piemonte, Emilia Romagna, Ligura, Trentino Alto Adige e Marche si tengono lontane riuscendo a condurre a destinazione più del 75% dell’acqua gestita dalla rete. Quello infrastrutturale, del resto, è uno degli snodi critici dell’intero sistema dell’acqua, e nella gestione delle tariffe si lega al tema dei controlli, essenziali vista la varietà del quadro. Giusto in queste settimane l’autorità per l’energia e il gas ha ereditato dal ministero dell’Ambiente i compiti di approvazione e controllo dei piani tariffari elaborati dagli ambiti territoriali (sul punto si veda anche il servizio a pagina 11 del dorso Norme e tributi), e dovrà trovare una soluzione al bisogno di investimenti che caratterizza il settore: secondo il Blue Book realizzato ogni anno dalla Fondazione Utilitatis, il servizio idrico avrebbe bisogno di investimenti da 2 miliardi all’anno per i prossimi 20 anni. In tempi grami per la finanza pubblica, rispondere a questa esigenza senza gravare troppo sulle bollette non sarà un’impresa semplice.
Fonte: altracitta.org

I “fontanelli dell’acqua” a Campi, finalmente l’inaugurazione sabato 21 aprile ore 11-12

16 aprile 2012

Sabato 21 aprile, in via Masaccio alle ore 11.00 ed in piazza Togliatti alle ore 12.00, verranno inaugurati due fontanelli per l’erogazione di acqua ad alta qualità, refrigerata, naturale e gasata anche a Campi Bisenzio, dopo quelli di Impruneta, Calenzano e Signa. Per l’occasione saranno presenti Serena Pillozzi vicesindaco, Renzo Crescioli assessore all’Ambiente della Provincia di Firenze e Erasmo D’Angelis presidente di Publiacqua. Questa occasione ha un doppio significato economico ed ambientale, sicuramente gradito da tutti i cittadini, che speriamo possa proiettare il nostro comune verso le buone pratiche tanto auspicate e mai totalmente realizzate.


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